Archivi categoria: Mostre

FABRIANO (An): Gentile da Fabriano e l’Altro Rinascimento.

 Dal 21 aprile al 23 luglio, nei nuovi spazi dell’antico Spedale di Santa Maria del Buon Gesù vengono esposti 32 capolavori – su un catalogo di una quarantina – di Gentile di Niccolò di Giovanni Massi, detto da Fabriano (Fabriano 1380/85 – Roma 1427) accostati alle opere dei più importanti maestri del primo Quattrocento quali Masolino, Masaccio, Beato Angelico, Pisanello, Jacobello del Fiore.

Saranno inoltre ampiamente rappresentati gli artisti che operarono prevalentemente nelle Marche e in Umbria e che da Gentile furono notevolmente influenzati come i fratelli Salimbeni, Ottaviano Nelli, Arcangelo di Cola, Antonio da Fabriano.

Tra preziosi dipinti, oreficerie, disegni, miniature e sculture la mostra comprende circa 120 opere selezionate da un comitato scientifico che riunisce i più accreditati studiosi dell’opera di Gentile.

 

Info:  

CLP Relazioni Pubbliche – Via Fontana 21 – 20122 Milano

Tel. 02 433403 – Fax 02 4813841



Link: http://www.clponline.it

Email: press1@clponline.it

BUSTO ARSIZIO (Va): Daniele Crespi un grande pittore del Seicento lombardo.

Dal 29 aprile al 25 giugno, nelle sale di Palazzo Cicogna a Busto Arsizio (Varese), si terrà la mostra “Daniele Crespi. Un grande pittore del Seicento lombardo” che documenterà il suo intero percorso creativo, attraverso settanta opere di Daniele Crespi (dieci tavole, trentanove tele, due affreschi strappati, diciannove disegni) e otto dipinti di scuola, provenienti dai più importanti musei italiani, come la Pinacoteca di Brera, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, e internazionali come il Louvre, il Prado, il Museo delle Belle Arti di Budapest.

Organizzata dal Comune di Busto Arsizio, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Provincia di Varese e della Regione Lombardia, l’esposizione è curata da Andrea Spiriti dell’Università dell’Insubria.

Si tratta della prima grande mostra monografica dedicata al pittore lombardo, dopo che le sue tele furono presentate in diverse occasioni espositive, come la grande mostra sul Seicento lombardo che si tenne a Palazzo Reale a Milano nel 1973.

Dominio della Spagna e diocesi governata da Federico Borromeo, Milano gode all’inizio del Seicento di una straordinaria fioritura artistica: Cerano, Morazzone, i Procaccini, Tanzio da Varallo ne sono i protagonisti e con loro Daniele Crespi (1597/1598-1630), morto giovane di peste.

Il progetto scientifico, grazie a numerosi inediti e opere restaurate, offrirà un’inedita lettura del lavoro di Daniele Crespi, evidenziando le forti influenze giunte dalle tendenze figurative di ambiente romano, in particolare dal Cavalier d’Arpino, o da Genova e dagli ordini religiosi autonomi o ostili a Federico Borromeo, allontanandolo quindi dalle inclinazioni realiste della Milano borromaica.


Il percorso espositivo documenterà tutte le tappe della sua carriera artistica, dalla probabile formazione nelle grandi botteghe di frescanti a Nord-Ovest di Milano (Avogadro, Pozzi), alla scoperta per loro tramite del tardomanierismo romano; dai contatti precoci con l’ambiente pavese e piacentino, al supposto viaggio a Genova nel 1622, all’influenza combinata di Morazzone, Cerano, Moncalvo e Giulio Cesare Procaccini; dalla formazione verso il 1623 di un proprio linguaggio classicista e di una propria scuola, alle grandi committenze per gli Ordini religiosi, a cominciare dal progetto globale per Santa Maria della Passione per il Giubileo del 1625; proseguendo con la ricca produzione di dipinti sacri e di ritratti, l’incontro con Velázquez e per suo tramite con Ribera e Murillo.

La mostra testimonierà anche il suo impegno per le due grandi Certose di Milano e di Pavia e la continuazione del suo linguaggio attraverso la sua scuola, con il ruolo del Maestro del San Sebastiano Monti.

La mostra di Palazzo Cicogna avrà un ideale collegamento con il territorio grazie a un itinerario che unisce i luoghi dove sono tuttora presenti opere del Crespi: le chiese di Milano (Certosa di Garegnano, Sant’Alessandro, Santa Maria della Passione, Sant’Eustorgio e San Vittore), di Pavia (Certosa) e di Novara (San Marco).


Info:

Orario: da martedì a domenica 10 – 19; giovedì 10 – 22. Lunedì chiuso – Ingresso libero

Visite guidate su prenotazione (0331 323475 – 0331 326348) – Catalogo Silvana Editoriale

Tel. 0331 323475 – 0331 326348 – Fax 0331 679460

Palazzo Cicogna – Tel. 0331 635505



Link: http://www.comune.bustoarsizio.va.it

Email: ass.promosport@comune.bustoarsizio.va.it

ORVIETO (Tr): Le stanze delle meraviglie da Simone Martini a Francesco Mochi – Verso il nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto”.

Nei Palazzi Papali e nella Chiesa di Sant’Agostino, un’affascinante percorso tra opere di Simone Martini, Arnolfo di Cambio, Luca Signorelli, Giambologna, Francesco Mochi, testimoniano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall’antica Fabbriceria orvietana.

L’esposizione rappresenta il primo passo verso la definitiva riapertura del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, uno dei principali musei d’arte dell’Umbria, chiuso da vent’anni.

Un grande evento d’arte è in preparazione a Orvieto, dal 13 aprile 2006 al 7 gennaio 2007. Nei Palazzi Papali e nella Chiesa di Sant’Agostino si terrà la mostra “LE STANZE DELLE MERAVIGLIE DA SIMONE MARTINI A FRANCESCO MOCHI. Verso il nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto” che proporrà un affascinante percorso tra capolavori di Simone Martini, Arnolfo di Cambio, Luca Signorelli, Giambologna, Francesco Mochi in grado di restituire alla fruizione una serie di opere di grandissimo valore storico-artistico che rispecchiano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall’antica Fabbriceria orvietana.

L’iniziativa, promossa dall’Opera del Duomo di Orvieto, rappresenta il primo passo verso la definitiva riapertura del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, uno dei principali musei d’arte dell’Umbria, chiuso da vent’anni, e al tempo stesso riaffermare il legame originario con la città e con il territorio di questa istituzione e di questo museo che nacque nel 1882 con una forte connotazione civica e municipale.

Il percorso espositivo allestito nelle sale dei Palazzi Papali, complesso architettonico medievale affiancato alla cattedrale, presenterà in ordine cronologico una selezione critica di sculture, dipinti e manufatti di arti decorative, dal Duecento alla prima metà del Seicento, molti dei quali recuperati grazie a specifici interventi di restauro. In particolare, verranno esposti la Madonna in trono con Bambino attribuita al pittore fiorentino Coppo di Marcovaldo (1270 ca), due opere di Simone Martini, il Polittico di San Domenico (1321 ca) e il pannello centrale del Polittico di San Francesco (1320 ca), le piccole statue acefale dei due Angeli turiferari di Arnolfo di Cambio (1282 ca), insieme ad alcuni capolavori della scultura trecentesca, dell’oreficeria e dell’ebanisteria senese della stessa epoca, come il Reliquiario di San Savino e gli elementi originali del coro ligneo della Cattedrale. Tra le opere rinascimentali, si segnalano la tavola con la Maddalena eseguita dal Signorelli nel 1504 e alcuni paramenti sacri di eccezionale pregio e ottimo stato di conservazione, i cui ricami provengono da cartoni di Bartolomeo di Giovanni, Raffaellino del Garbo e Sandro Botticelli.

Saranno inoltre riproposti, per la prima volta dopo il restauro, tutti i dipinti cinquecenteschi provenienti dagli altari laterali del Duomo, smantellati alla fine dell’Ottocento, e mai ricomposti unitariamente prima d’ora, ovvero le 13 grandi tele e una tavola realizzati dai grandi protagonisti dell’arte della Controriforma come Nicolò Circignani, Girolamo Muziano e Cesare Nebbia.

La chiesa di Sant’Agostino, inserita nel nucleo medievale della città, accoglierà il gruppo scultoreo dell’Annunciazione di Francesco Mochi (1603-1608) e il complesso delle 12 monumentali statue degli Apostoli realizzate tra la fine del XVI e l’inizio del XVIII secolo da Raffaello da Montelupo, Francesco Mosca, Ippolito Scalza, Giambologna, Giovanni Caccini, Francesco Mochi, Ippolito Buzi, Bernardino Cametti. Le statue, originariamente collocate nella tribuna e nella navata centrale della Cattedrale ed epurate anch’esse dal rigorismo purista ottocentesco, verranno esibite in questa sede provvisoria proprio nell’intento di promuoverne la riscoperta.

Accompagna la mostra una guida Silvana Editoriale.

Info: Orvieto (TR), Palazzi Papali e chiesa di Sant’Agostino (piazza del Duomo e piazza San Giovenale) – 13 aprile 2006 – 7 gennaio 2007.

Orari: tutti i giorni, a esclusione del martedì nei mesi da novembre a gennaio;

aprile – giugno, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

luglio – agosto, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00

settembre – ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

novembre – gennaio, dalle ore 10.00 alle ore 17.00

Biglietti: la mostra nelle sue due sedi sarà visitabile esclusivamente con il biglietto della Cappella di San Brizio nel

Duomo di Orvieto – Intero: € 5,00, Ridotto: € 4,00 (gruppi di minimo 15 unità, minori di 18 anni e maggiori di 65, titolari di apposite convenzioni, universitari con tesserino, residenti nei Comuni della Diocesi di Orvieto-Todi). Gratuito, minori di 6 anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatore, giornalisti con tesserino.

Guida della mostra: Silvana Editoriale

0763 343592 – immagini su www.clponline.it

GENOVA: Gli ori degli Akan. Gioielli e spiritualità da un antico regno africano.

Dal 7 aprile al 18 giugno 2006 sono visibili a Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo di Genova gli ori degli Akan in una mostra che ci introduce al variegato patrimonio culturale Akan attraverso eccezionali portavoce: circa 150 oggetti d’oro plasmati con maestria dagli artigiani di questa popolazione della Costa d’Avorio.

Giunti in Europa da circa 30 anni e riuniti attraverso un progetto coordinato da Giovanni Franco Scanzi, la loro esposizione è curata con la collaborazione della Promotrice di Belle Arti della Liguria.

Lungo il percorso espositivo, i molteplici significati racchiusi dai gioielli, dagli ornamenti regali, dagli emblemi di potere e dalle figurine di animali e di vita quotidiana esposti si svelano nel loro rapporto con la tradizione orale Akan, con un progetto di allestimento e di direzione artistica a cura di Massimo Chiappetta.

Gli ori, indossati dal re di questo antico regno dell’Africa Occidentale, come anche da uomini e donne, attingono ad una storia mitica che si manifesta e che si esprime tuttora durante celebrazioni e feste rituali della comunità e del singolo.

Oltre a superbi esempi di oreficeria Akan, sono proposti filmati ed installazioni audio-video, che aprono finestre di narrazione, cercando di unire alla bellezza ed allo stimolo visivo, la densità di un dialogo possibile nel presente con altri popoli.

Alla fine della visita l’oro non risulterà più un semplice metallo, ma assumerà le sembianze di vero e proprio essere vivente dallo spirito forte e temibile come ci racconta la tradizione Akan.

La mostra è stata possibile grazie al contributo di Ignazio Messina & C. e alla sponsorizzazione tecnica di Arteprima, Foto Ge Nova Fotografi Associati e Progress Fine Art.

Info:

Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo – Museo delle Musiche dei Popoli

Corso Dogali 18, 16136 Genova – tel. 010 2723820/464 fax 010 2721456

Orario: da martedì a venerdì: dalle 10.00 alle 17.00 (ottobre-marzo), dalle 10.00 alle 18.00 (aprile-settembre);

sabato e domenica:dalle 10.00 alle 18.00 (ottobre-marzo), dalle 10.00 alle 19.00 (aprile-settembre); ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura.

Come raggiungere la sede della mostra:

Aeroporto: Volabus 100, fermata di Piazza della Nunziata, autobus n. 39 o 40

Stazione Marittima: salire a piedi in Piazza Acquaverde (Stazione Genova Piazza Principe) e proseguire sulla sinistra verso Via Balbi per l’ascensore Castello D’Albertis – Montegalletto

Stazione Piazza Principe: Proseguire sulla sinistra verso Via Balbi per l’ascensore Castello D’Albertis – Montegalletto

Stazione Brignole: autobus n. 33, 39 o 40

Per chi arriva in auto: Autostrada A7, A10, A12, A26 uscite Genova Est o Genova Ovest

Raggiungibile e visitabile dai disabili anche con scooter elettrico a 4 ruote: info tel. 010 542098, www.terredimare.it

Biglietto: individuale adulti euro 6, bambini 4-12 anni euro 4,50, bambini 0-3 anni gratuito;

gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti) euro 4,50, scuole (min. 15 ragazzi, 2 accompagnatori gratuiti) euro 3,50;

tessera famigliare per n° 10 ingressi euro 30,00;

socio “Amici del Castello D’Albertis” euro 3,50; Card musei Annuale euro 35,00; Card musei Annuale studenti euro 20,00;

Biglietto integrato: Galata Museo del Mare/ Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo:

adulti euro 13, ragazzi e ridotti euro 8.

Prenotazioni e informazioni:

Incoming Liguria tel. 010 2345666 – fax 010 2465422;e-mail: info@incomingliguria.it

Centro Didattico Settore Musei tel. 010 2758098;

e.mail:prenotazionimusei@comune.genova.it; centrodidattico@comune.genova.it

E’ possibile prenotare percorsi guidati alla mostra per gruppi di adulti telefonando allo 010 2723820 o scrivendo a castellodalbertis@solidarietaelavoro.it  Ogni domenica è previsto il percorso guidato al museo che include la visita della mostra alle ore 15,30.

Gli insegnanti possono prenotare visite guidate e percorsi tematici alla mostra e al museo telefonando allo 0102758098 dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12 o scrivendo a prenotazionimusei@comune.genova.it

Gli Akan e l’oro

Gli Akan della Costa d’Avorio abitano nelle regioni del sud-est e del centro, al confine con il Ghana. Rappresentano un gruppo particolarmente numeroso fra le diverse etnie dell’Africa occidentale e fanno parte del più vasto insieme degli Ashanti.

Secondo la visione tradizionale degli Akan, l’oro è un vero e proprio essere vivente dallo spirito forte e temibile. Per questa sua natura eccezionale, è considerato con riguardo e venerazione. La sua ricerca richiede rituali di purificazione e per toccarlo e forgiarlo bisogna seguire procedure molto severe.

Facendo uso di diverse tecniche, gli Akan plasmano con maestria questo materiale prodigioso, creando gioielli e ornamenti regali, insegne di potere e figurine rappresentanti animali e scene di vita quotidiana.

Le figurine rappresentano spesso i protagonisti del mondo della tradizione orale Akan e dei loro proverbi. Il significato di queste rappresentazioni è molto diverso e variabile a seconda delle circostanze e del carattere dei proprietari.

Fra le varie produzioni in oro di questa regione, si ritrovano anche numerosi pendenti a forma di testa umana, che evocano attraverso segni distintivi le caratteristiche sociali e di genere delle figure rappresentate. In certe circostanze, vengono utilizzati secondo il loro uso tradizionale: per dirimere i conflitti ponendo sotto la protezione degli antenati chi dichiara di possederne una.

Gli Akan conservano all’interno del tesoro del clan (Dja) gli oggetti d’oro che simbolizzano concetti da perpetuare nel tempo, diventati beni di tutta la comunità. Il Dja e tutto ciò che serve a misurarne la ricchezza è racchiuso in una cassa di legno, spesso abbellita con simboli o raffigurazioni di divinità poste a sua protezione.

Gli oggetti tradizionali d’oro vengono nascosti dalle famiglie e trasmessi per generazioni. Sono sfoggiati con grande orgoglio in occasioni delle solenni celebrazioni annuali che scandiscono le tappe fondamentali della vita maschile e femminile degli Akan. Solo gravi crisi economiche possono spingere un proprietario a venderli, cosa che avviene sempre con grande dolore e rimpianto, dopo aver compiuto sacrifici capaci di ottenere il perdono degli antenati.

L’oro è spesso associato agli emblemi pubblici perché ritenuto artefice di felicità, salute e fortuna per tutti coloro che se ne servono nelle attività politiche. Metallo inalterabile, diventa sinonimo d’immortalità e simbolizza la perennità del potere regale emanato dall’intervento divino.

Nella mani del sovrano Akan sono riuniti tutti e tre i poteri: economico, politico e religioso rappresentati rispettivamente dal tesoro, dalla sciabola e dal trono. Gli emblemi vengono realizzati o placcati in oro e abbelliti da decorazioni simboliche.

Le insegne di potere regale vengono esibite quasi esclusivamente in occasione delle grandi cerimonie come l’intronizzazione, i funerali regali o la festa dell’igname.

Il seggio d’oro del re degli Ashanti riveste un’importanza particolare. E’ oggetto di una speciale venerazione perché ricorda il leggendario trono disceso dal cielo del fondatore Regno Akan, Osei Tutu.


Eventi collaterali

Per tutta la durata della mostra, l’esposizione sarà accompagnata da incontri, eventi e feste organizzate dalle associazioni di cittadini africani per presentare i loro paesi di origine. Inoltre è stato organizzato un calendario di eventi collaterali in collaborazione con il Comitato Italia Africa, cosa che segna l’intenzione della Civica Amministrazione di offrire un’occasione di confronto, riflessione e dialogo per conoscere e promuovere le diverse realtà culturali africane.  Il Comitato Italia Africa nasce a Genova nell’autunno 2005 ed è costituito dal Comune di Genova, la Regione Liguria, la Provincia, organizzazioni sindacali, associazioni di cittadini africani, organismi non governativi di cooperazione allo sviluppo e associazioni onlus. Nasce dalla consapevolezza che  riflettere sull’Africa e costruire un nuovo pensiero siano diventati una vera e propria necessità della convivenza civile contemporanea.

Aprile

Sabato 8 – Inaugurazione per i bambini:, canti e danze dell’Africa nera nel Museo delle Musiche dei Popoli, giochi da tavolo africani nel parco, narrazioni africane, visite alla mostra, a cura dei Servizi Educativi e Didattici del Settore Musei del Comune di Genova e di Echo Art, ore 14,30-18.

Venerdì 21 – I ragazzi del “Pinocchio Nero” incontrano la città, a cura di AMREF con proiezione filmato (40’), ore 17-19.

Sabato 22 – Canti e danze dell’Africa nera, Musica d’insieme per i gruppi familiari, a cura di Echoart, ore 15-17.

Maggio

Venerdì 5 maggio – Figure storiche e letterarie dell’Africa occidentale, Jean Leonard Touadi, docente presso l’Università Statale di Milano, ore 17-19.

Venerdì 12 maggio – Il seggio d’oro: racconti e miti Akan sull’oro e sulla vita, con presentazione della rivista Afriche, a cura della Società Missioni Africane, ore 17-19.

Martedì 16 maggio – Luca Borzani, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, presenta “Canti d’Africa” di Muhammad al Fayturi, lettura in lingua araba della Prof. Lucy Ladikoff, recitazione di Rachele Ghersi, dalla collana “Poeti della riva sud del Mediterraneo”, Edizioni San Marco dei Giustiniani, 2005.

Sabato 20 maggio: La Notte dei Musei – Vibrazioni notturne: ritmi e canti tradizionali afro-cubani, Julio Molina Perez del Consunto Folklorico di Camaguey, ore 21 e ore 22,15. Visita guidata ai passaggi segreti, ore 21,30.

Venerdì 26 – Sierra Leone/Sudan: dall’emergenza al diritto, presentazione a cura di Emergency con proiezione del filmato “Hat nohto ston” (Il cuore non è fatto di pietra, Sierra Leone, 2004, 35’) ore 17-19.

Mercoledì 31- Bare dell’altro mondo: arte contemporanea africana del Ghana, a cura di Silvia Forni, docente presso l’Università di Torino, ore 17-19.

Giugno

Mercoledì 7 giugno – Turisti, nativi, immagini in Africa oggi, a cura di Marco Aime, docente presso l’Università degli Studi di Genova, ore 17-19.

Venerdì 16 giugno – L’Africa del Capitano d’Albertis, proiezione di foto da lui scattate nel continente africano, a cura di Anna d’Albertis, ore 17-19.




Link: http://www.castellodalbertisgenova.it

Email: castellodalbertis@comune.genova.it

COMO: Allarmi 2 – Il cambio della guardia.

Dal 4 al 24 maggio 2006, a Como, si terrà il secondo episodio di ALLARMI, una mostra dedicata all’arte contemporanea che sarà allestita anche quest’anno nella caserma ‘De Cristoforis’, una struttura militare tuttora operativa, ottenuta grazie alla sensibilità e all’attenzione verso i progetti culturali del Colonnello Gianfranco Pizzinelli, comandante del distretto militare di Como.

La sede, di forte suggestione, caratterizza profondamente il percorso espositivo visto che le opere occuperanno un’intera palazzina di due piani, con 51 sale che accoglieranno i lavori di altrettanti giovani artisti.

L’iniziativa, promossa dall’Esercito Italiano, ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato Cultura, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Como, il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e della Provincia di Como. Sponsor: Larusmiani, Consorzio Inerti, Como Servizi Urbani, Sca Mercedes.

Il percorso espositivo, di oltre 1.000 metri quadrati, è curato da 4 giovani critici d’arte – Cecilia Antolini, Norma Mangione, Ivan Quaroni e Alessandro Trabucco – che hanno selezionato i 51 artisti, che rappresentano uno spaccato del quanto mai vasto e variegato panorama dell’arte giovane.

51 diversi modi d’intendere il contemporaneo, tra pittura, fotografia, video, installazione e performance, per gettare uno sguardo sullo scenario delle ricerche d’inizio millennio.

Gli artisti selezionati: Antenna, Alice Belcredi, Maura Biava, Fabrizio Brughieri, Marianna Bussola, Marco Campanili, Enrico Cazzaniga, Mauro Ceolin, Manuele Cerutti, Emiliano Di Mauro, Angela Dufresne, Tamara Ferioli, Massimiliano Foscati, Elisa Gallenca, Michelangelo Galliani, Francesco Gabelli, Fausto Gilberti, Alessandro Giordani, Eloisa Gobbo, Marco Grassi, Leonardo Greco, Massimo Gurnari, Magdalena Kunz + Daniel Glaser, Filippo La Vaccara, Alessandro Lupi, Masbedo, Andrea Mastrovito, Barbara Mezzaro, Marcello Mascara, Maria Grazia Necardo, Matteo Negri, Olo, Katia Orgiana, Ozmo, Marina Paris, Chiara Pirito, Marco Porta, Tom Porta, Maurizio Rabino, David Reimondo, Michael Rotondi, Roberta Savelli, Gabriele Silvi, Valdi Spagnolo, Kinki Texas, Tonylight, Gosia Turzeniecka, Giuseppe Veneziano, Nicola Verlato, Nicola Vinci, Andrea Zucchi.

Info:

Como, Caserma De Cristoforis (piazzale Monte Santo 2) – 4 – 24 maggio 2006

Orario: lunedì – venerdì 10 -12; 15-18; Sabato e domenica 11-19. Ingresso libero


Link: http://www.allarmicomo.com