Archivi categoria: Mecenatismo

NICHELINO (To), fraz. Stupinigi. l’Appartamento di Carlo Felice.

La Palazzina di Caccia di Stupingi, gioiello non abbastanza apprezzato (nonostante, grazie al marketing, imponenti masse di visitatori si orientino su altre residenze sabaude), è da quasi vent’anni al centro dell’attenzione della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino.

Istituita nel 1987 per far fronte al degrado del patrimonio storico artistico cittadino, la Consulta raccoglie oggi 41 soci privati e vanta un lungo impegno a favore della conservazione e della valorizzazione di Stupinigi.
Nel 2007 l’ente ha finanziato il reimpianto di 1.700 pioppi cipressini lungo le tre principali rotte di caccia; nel 2009-2011 ha promosso i restauri dei dodici Medaglioni lignei raffiguranti i primi conti della genealogia sabauda (probabilmente parte di apparati festivi effimeri); l’anno dopo si è intervenuti nella Sala degli Scudieri, restaurando 13 dipinti di Vittorio Amedeo Cignaroli e gli apparati decorativi; tra 2013 e 2015 sono quindi seguiti i lavori nell’anticappella della Cappella di Sant’Uberto e quelli per valorizzare la grande balaustra, le statue dei Mori e delle Quattro Stagioni nel Salone juvarriano; nel 2017 sono stati sostenuti i restauri di decorazioni, tappezzerie e serramenti degli appartamenti della Regina e del Re. A questa «cronologia d’onore» va oggi ad aggiungersi il sostegno (350mila euro) agli interventi conservativi nelle due anticamere dell’Appartamento di Carlo Felice (già Appartamento del Duca del Savoia) nell’ala di Ponente.

La prima anticamera presenta una volta affrescata a più mani nel 1754: a Giovanni Battista Alberoni si deve l’impostazione a trompe-l’oeil dello stucco, forse dipinto con l’aiuto di Giovanni Franco Cassini, autore dei quattro clipei angolari. L’ovato centrale a putti e cielo è attribuito al Salega, attribuiti ad Alberoni e Cassini anche i partiti decorativi della boiserie e delle porte volanti. Alle pareti campeggiano dieci tele con pitture di marine e «boscarecce» realizzate tra il 1738 e il 1752 da Francesco Antoniani, alternate ai serramenti vetrati, preparatori per il successivo trasferimento su arazzi.

La seconda anticamera è un’apoteosi del gioco vero/falso, paradigma su cui s’imposta l’intera decorazione del Palazzina. Sulla volta si sviluppa un affresco a finte architetture di Francesco Antoniani e Gaetano Perego (1756), artefici anche dei decori della boiserie: lambriggi, serraglie e portevolanti (queste ultime forse su disegno di Tommaso Prunotto). Anche qui le pareti sono decorate con «cartoni» preparatori per arazzi: bambocciate dipinte a metà Settecento da Angela Palanca, pittrice di nascita valsesiana allieva di Pietro Domenico Olivero, maestro a cui vanno ricondotte le scene di battaglia delle quattro sovrapporte. Contestualmente al restauro degli apparati decorativi, si sta completando il restauro dei mobili che verranno riposizionati nei due ambienti a seguito di accurati studi d’archivio.

Le due sale entreranno nel percorso di visita e Marta Fusi, direttrice della Palazzina di Caccia che si spende da anni senza risparmio nella conservazione e promozione di questo luogo magnifico, annuncia da dicembre la ripresa delle visite «Passepartout», mentre con fondi del MiC si sta lavorando al restauro delle restanti sale dell’Appartamento di Carlo Felice. Previste inoltre per il 2026 una serie di iniziative nel centenario della morte della regina Margherita, che visse a lungo nella Palazzina, dotandola di importanti ammodernamenti (elettricità, acqua calda, ascensore…).

Presentando alla stampa il restauro delle due anticamere dell’Appartamento di Carlo Felice, Licia Mattioli, presidente di Consulta e presidente della Fondazione Ordine Mauriziano (proprietaria del bene), ha lamentato la mancanza di un adeguato sostegno pubblico a tutela di un monumento di tale valore e la difficoltà ad avere risposte dalle istituzioni di massimo livello. Alla penuria di risorse si aggiungono la difficoltà di collegamento (da Torino si può arrivare solo con estenuante tragitto via tram o bus urbani), eppure Stupinigi, anche rispetto alle altre residenze reali, ha un’eccezionalità tutta sua che deriva dalla doppia natura di residenza e museo. Nel 1926, a sette anni dal passaggio del bene al demanio, la Palazzina di Caccia diventò sede del Museo dell’ammobiliamento e nelle sue raccolte confluirono arredi da tutte le residenze reali d’Italia. Quand’anche non bastassero i madornali pregi architettonici, artistici e storici del monumento, dovrebbero insomma esserci ragioni sufficienti per sollecitare interventi pubblici e statali più consistenti.

Autore: Alessandra Ruffino

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 21 nov 2025

GALLERIE D’ITALIA DI INTESA SANPAOLO. Un anno eccellente.

Nel 2024 sono stati 750mila i visitatori delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, i quattro musei a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, che nascono dalla trasformazione di palazzi storici di proprietà della Banca precedentemente adibiti a sedi di lavoro: grazie a imponenti interventi di ristrutturazione architettonica, tali edifici di pregio sono diventati luoghi dedicati all’arte e alla cultura per l’esposizione di parte delle oltre 35mila opere d’arte della collezione di Intesa Sanpaolo, di cui 3.500 di particolare pregio.
Di questi, 100mila sono stati studenti di scuole di ogni ordine e grado, per i quali le attività sono gratuite. L’attività svolta nell’ambito del Progetto Cultura, piano pluriennale di iniziative nato per volontà dell’attuale Presidente Emerito Giovanni Bazoli, ha visto la realizzazione di dodici grandi mostre, 60 incontri collaterali e numerose partnership con istituzioni culturali italiane e straniere. L’impegno verso l’arte e la cultura, diventato negli anni un valore identitario e tratto distintivo del Gruppo guidato da Carlo Messina, è parte di un imponente programma che destina 1,5 miliardi di euro per interventi per l’Italia entro il 2027.
Il primo museo fu istituito a Vicenza nel 1999, quello di Napoli nel 2007 e quello di Milano nel 2011. Nel maggio 2022 la nascita del quarto museo a Torino, insieme al trasferimento delle Gallerie napoletane nella nuova sede di via Toledo, ha arricchito e completato il polo museale di Intesa Sanpaolo. La cura delle raccolte d’arte appartenenti al Gruppo si accompagna all’attenzione nei confronti del patrimonio artistico e architettonico nazionale attraverso Restituzioni, il più importante programma di restauri a livello mondiale, che dal 1989 ad oggi ha consentito di “restituire” alla collettività oltre 2.200 beni artistici del Paese, con il coinvolgimento delle Soprintendenze italiane, delle Direzioni Regionali Musei e Musei autonomi e di restauratori qualificati su tutto il territorio nazionale, oltre ai maggiori centri per il restauro. La mostra di Restituzioni che raccoglie i beni restaurati nel corso della XX edizione si svolgerà a Roma nel 2025. Rientra inoltre nelle attività del Progetto Cultura la gestione e la condivisione dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo che raccoglie il vasto patrimonio documentale appartenuto alle numerose banche entrate a far parte del Gruppo.
Un elemento di forte innovazione in materia di valutazione, dal 2017, è il monitoraggio costante del valore economico delle collezioni rispetto al mercato, attraverso il processo di rideterminazione a fair value del valore delle opere appartenenti alla classe “patrimonio artistico di pregio” tramite perizie triennali. Intesa Sanpaolo è stata la prima banca a livello internazionale a realizzare tale operazione che va ben oltre il significato contabile poiché rende tangibile la profonda integrazione tra la collezione corporate e la vita dell’impresa. Il modello adottato da Intesa Sanpaolo è stato oggetto di un Protocollo di collaborazione firmato di recente presso il Ministero dell’Interno con il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Il Gruppo metterà a disposizione la sua esperienza per realizzare un modello di misurazione utile a valutare a valore di mercato (fair value) opere d’arte, beni archivistici e librari di 862 chiese di proprietà del Fondo Edifici di Culto (FEC) operante presso il Dipartimento.
Si intensifica l’ampia collaborazione instaurata con la National Gallery, una delle più prestigiose istituzioni museali al mondo. Intesa Sanpaolo sarà infatti Leading Exhibition Sponsor della grande mostra “Siena: The Rise of Painting 1300-1350” la cui apertura è prevista a Londra dall’8 marzo al 22 giugno 2025. Con oltre cento dipinti, sculture, oreficerie, tessuti, la mostra approfondirà un momento straordinario agli albori del Rinascimento italiano e il ruolo cardine svolto da artisti senesi come Duccio, Pietro e Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini nella definizione della pittura occidentale. La mostra ‘The Last Caravaggio’ incentrata sul Martirio di Sant’Orsola, l’opera principale della collezione di Intesa Sanpaolo solitamente esposta nel museo delle Gallerie d’Italia di Napoli, è stata, con trecentomila visitatori – tremila al giorno, la terza più visitata negli ultimi dieci anni del museo britannico.
Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha di recente annunciato il rilancio di Umberto Allemandi Editore attraverso l’acquisizione del 100% dei rami industriali della storica casa editrice, player di riferimento nel mondo dell’arte con la testata “Il Giornale dell’Arte”, fondata nel 1983, con le pubblicazioni dedicate all’arte, all’architettura, all’antiquariato, al design, e, più in generale, alla divulgazione culturale e alla critica contemporanea. A partire dal 2018 il Progetto Cultura diventa parte del Piano d’Impresa, a testimonianza della sua centralità all’interno della visione di una grande Banca che, oltre a svolgere una funzione insostituibile nello sviluppo economico, è sempre più riconosciuta anche come attore di primo piano nella crescita sociale e culturale del Paese. Il Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, gestito dalla Direzione Arte Cultura e Beni storici di cui è responsabile Michele Coppola, anche Direttore Generale delle Gallerie d’Italia della Banca, rientra, dall’aprile 2024, nell’Area di Governo Sostenibilità guidata da Paola Angeletti.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia ha affermato: “L’anno che si conclude è stato un anno di risultati oltre gli obiettivi e le aspettative. Non mi riferisco solo ai grandi progetti espositivi realizzati nelle quattro Gallerie d’Italia, sempre originali, frutto di ricerca e di relazione con importanti istituzioni, ma penso anche al numero crescente di visitatori e alle attività fatte con le scuole e i pubblici fragili, componente identitaria del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo. La principale soddisfazione è la forte considerazione con cui le Gallerie d’Italia sono conosciute e riconosciute, come luoghi che appartengono alle rispettive comunità, portando contributi che qualificano la proposta culturale delle città e delle piazze che le ospitano. è importante sottolineare anche l’ampiezza delle iniziative dedicate alle nostre collezioni d’arte in altre sedi in Italia e all’estero, grazie a un lavoro condiviso con altre realtà che pone la Banca tra i principali interlocutori europei nel difendere e diffondere il patrimonio culturale nazionale”.

Autore: Luca Romano

Fonte: www.msn.com 30 dic 2024

ERCOLANO (Na). Il Packard Humanities Institute dona al Demanio per il Parco di Ercolano un’area di 36.400 mq.

La Fondazione Istituto Packard per i beni culturali (che agisce in Italia per il Packard Humanities Institute) ha donato all’Agenzia del Demanio un’area di 36.400 metri quadrati che saranno destinati al Parco archeologico di Ercolano.
La donazione rappresenta una svolta nell’ampliamento e valorizzazione del Parco. Il terreno in questione si trova al confine meridionale del Parco archeologico dove le fondazioni Packard realizzeranno nuove strutture con laboratori di restauro, uffici direzionali e depositi per le collezioni.
«Dopo la firma, il 24 luglio, del Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura, il Parco archeologico di Ercolano, il Comune di Ercolano e il Packard Humanities Institute, stiamo costruendo un futuro di totale rinnovamento delle strutture e degli spazi a servizio del Parco che non sarà più un’isola all’interno della città moderna, ha dichiarato il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano. Si tratta, aggiunge, solo dei primi passi di un più lungo percorso previsto nel Protocollo d’intesa. Le opere saranno realizzate con finanziamenti dell’ente filantropico americano Phi e pubblici. In particolare, i nuovi depositi e laboratori e gli uffici avranno standard qualitativi altissimi e saranno a totale carico delle fondazioni Packard che li donerà al Parco».

Fonte:
www.ilgiornaledellarte.com 20 dic 2024

CANOSA DI PUGLIA (BT). La donazione Cannone alla Fondazione Archeologica Canosina di un terreno a valenza archeologica.

La particella insiste nell’area archeologica degli ipogei Lagrasta, anche detti ‘del tesoro’ per la straordinarietà dei corredi funerari riportati alla luce e oggi esposti in tutto il mondo
“Una donazione che contribuisce ad inserire un nuovo tassello nella salvaguardia dell’imponente storia canosina”. Ha definito così il Presidente della Fondazione Archeologica Canosina, Sergio Fontana, l’atto della famiglia Cannone di Canosa che ha deciso di donare un appezzamento di terra alla fondazione che si occupa di gestire, manutenere e rendere fruibili i beni archeologici di Canosa.
Si tratta di una porzione di territorio modesta condivisa da più eredi, che acquista una particolare importanza per la sua posizione. Il terreno è, infatti, confinante con l’area archeologica in cui insistono gli ipogei Lagrasta, ovvero il più importante complesso funerario di Canusium e dell’intera regione tra la fine del IV e il I secolo a.C.
La nuova particella che entra nel patrimonio della FAC è limitrofa anche a un altro sito archeologico già nella gestione della Fondazione, quello denominato ‘della Fullonica’, ovvero ‘officina dei fulloni’, un complesso industriale di epoca romana edificato su una preesistente area sacra di età ellenistica, dove i lavoratori si occupavano di lavare, smacchiare e tinteggiare le vesti: una moderna lavanderia dotata di vasche e canali di scolo, palese testimonianza della intensa attività di produzione e commercializzazione della lana che si svolgeva a Canosa.
Al di là dell’ubicazione strategica o del valore o interesse storico del bene, il Presidente Fontana ha tenuto a evidenziare l’importanza di ogni atto di donazione che provenga da privati: “Ogni elargizione, piccola o grande che sia, come una tessera di un grande mosaico ci permette di ricostruire una parte della storia millenaria di questa città e di metterla a disposizione della collettività. Il doveroso grazie va oggi alla famiglia Cannone, i fratelli Nunzio, Fabrizio, Giuseppe e Rosanna, che bene ha compreso come tutti, anche i privati, abbiano un ruolo fondamentale nella condivisione del patrimonio culturale e debbano sentirsi coinvolti in questo processo di tutela del nostro passato”.

LA ZONA ARCHEOLOGICA DEGLI IPOGEI LAGRASTA E I TESORI CANOSINI NEI PIU’ IMPORTANTI MUSEI DEL MONDO
L’appezzamento Cannone da oggi nel patrimonio della FAC è inserito all’interno di una vasta area archeologica tra le più ‘produttive’ della città in termini di ritrovamenti, al punto che gli ipogei Lagrasta sono stati rinominati ‘ipogei del tesoro’, a testimonianza della straordinarietà dei corredi funerari che sono stati qui riportati alla luce e che sono oggi ammirabili nei più importanti musei del mondo.
Gli ipogei Lagrasta costituiscono una imponente tomba a camera formata da nove ambienti funerari. La tipologia architettonica e decorativa di questo ipogeo monumentale è diffusa in un vasto ambito geografico: Creta, Macedonia, Etruria meridionale, Napoli. A Canosa si ritrova negli stessi ipogei Varrese e Scocchera B. La committenza rimanda ad una ricca famiglia aristocratica indigena: i cosiddetti ‘principi dauni’.
Diversi vasi provenienti dalle camere dell’ipogeo sono ora conservati al Louvre di Parigi – dove, oltre ai reperti provenienti dall’Ipogeo Lagrasta si possono ammirare, molti altri reperti archeologici ritrovati a Canosa – ed al British Museum di Londra: qui, sono centinaia i reperti provenienti da Canosa. Altri due sono visibili sul sito del Musée des Beaux-Arts di Lione, ma anche in Italia, ad esempio al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nei cui sotterranei è conservata la maggior parte del ‘tesoro’ rinvenuto nell’Ipogeo Lagrasta e dove si trova anche il famoso ‘Vaso di Dario’ (340 -320 a.C.), una ceramica a figure rosse ritrovata nell’omonimo ipogeo, tra i vasi maggiormente rappresentativi di tutta la ceramografia italiota.
Ma c’è anche un ulteriore aspetto che rende suggestivo questo luogo, ovvero la storia di Medella, una damigella greca, sposata ad un cittadino romano, sepolta nell’ipogeo Lagrasta nel 67 a.C ed ultima ad avere esilio in questa tomba. A dircelo è una iscrizione nel tufo di una delle stanze sepolcrali. La fanciulla fu deposta su un letto bronzeo insieme al ricco corredo funerario che ricomprendeva ori, stoffe, vasellame. Il tesoro di Medella è stato traslato, prima, al Museo Borbonico di Napoli e, poi, in quello Nazionale di Copenaghen, mentre il suo iconico diadema risplendente di pietre preziose e finemente intarsiato oggi è esposto a Parigi, al Museo del Louvre. Un destino simile a quello avuto dagli ori di Opaka, principessa vissuta nel VI secolo a.C. a Canosa e spirata appena 14enne: il suo diadema, capolavoro di oreficeria del III secolo a.C., è conservato al Museo Archeologico di Taranto insieme agli altri monili ritrovati in quella che fu rinominata ‘la tomba degli ori di Canosa’, assieme agli ipogei Lagrasta la più celebre tomba canosina.
“Al Metropolitan di New York è esposta una scatola in terracotta raffigurante una coppia seduta insieme ad Eros- ha detto ancora Fontana citando un altro dei reperti di Canosa oggi in uno dei più importanti musei del mondo – La nostra città oggi dovrebbe essere conosciuta in tutto il mondo per l’importante contributo alla ricostruzione storica che continua a dare. Alla luce di ciò – ha concluso – risultano ancora più importanti le donazioni a favore di chi lavora in loco: musei e fondazioni che conservano ed espongono qui i nostri tesori”.

Fonte:
Laura Bienna – Digital PR e Corporate communication
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BCC Arte&Cultura: il progetto del più grande museo diffuso privato d’Italia.

Oltre 100 lavori e capolavori compongono il tesoro che BCC Arte&Cultura intende mostrare al pubblico per celebrare lo spirito di prossimità che da sempre anima il gruppo bancario. Questo patrimonio composito e prezioso costituisce il museo diffuso privato più esteso a livello nazionale.
Le opere selezionate dalle collezioni d’arte delle BCC sono state suddivise in 6 categorie: archeologia, architettura, archivi storici, artigianato artistico, pittura e scultura.
La loro individuazione ha richiesto un grande lavoro di ricerca, a tratti anche ‘investigativa’, compiuta da Cesare Biasini Selvaggi, curatore del progetto BCC Arte&Cultura che commenta: “Alcune di queste opere sono delle vere e proprie scoperte. Come il dipinto del Cristo deriso (1625-30 ca.) attribuibile alla bottega di Anton Van Dyck, di proprietà di BCC Pontassieve”.
Le opere selezionate dalle collezioni BCC sono state riunite in un inedito itinerario di turismo culturale, visitabile sia fisicamente di persona che attraverso un portale web dotato di tecnologie per la consultazione immersiva in 3D. BCC Arte&Cultura prevede anche un piano didattico nazionale destinato alle scuole medie italiane con l’avvio di laboratori creativi e visite guidate alle opere.
In occasione della presentazione di BCC Arte&Cultura, il Gruppo BCC Iccrea ha voluto sostenere il restauro di due importanti opere del patrimonio della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano: il catalogo manoscritto del Gabinetto Numismatico, che descrive il patrimonio della biblioteca del Gabinetto, e il Museum Mazzucchellianum, celebre catalogo della vasta collezione di medaglie del conte Bresciano Giovanni.
Questo atto di mecenatismo ha voluto suggellare l’impegno del Gruppo verso l’arte e il patrimonio culturale italiano, inaugurando così anche le attività del progetto Arte&Cultura in continuo divenire.

Autore: Roberta Pisa

Fonte: artribune.com 21 dic 2024