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AOSTA: WOLFGANG ALEXANDER KOSSUTH – Dinamismo ed equilibrio.

Wolfgang Alexander Kossuth è nato a Pfronten, in Germania, nel 1947. Molto presto si trasferisce in Italia dove si diploma in violino al Conservatorio di Napoli, iniziando una rapida e promettente carriera musicale che lo porta, nell’arco di pochi anni, a dirigere l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Nel 1979, tuttavia, lascia l’attività di musicista per dedicarsi completamente alla scultura, linguaggio artistico che gli permette di esprimere in assoluta libertà la sua creatività interiore, passando dal ruolo di esecutore a quello di creatore. Le opere di Kossuth, che attualmente vive e lavora a Milano, fanno parte delle collezioni di vari musei italiani ed esteri ed in tutta Europa si susseguono con regolarità esposizioni a lui dedicate.

Scrive Paolo Levi nel catalogo: ‘Kossuth è un artista che, in ogni suo processo creativo, manifesta una sensuale passionalità visionaria. (…) Nel corso della sua vicenda artistica si è assunto non poche responsabilità oggettive nei confronti della scultura, e prima fra tutte quella di continuare la tradizione classica che appartiene al museo della storia’.

Nei lavori dell’artista tedesco si trovano spesso raffigurati personaggi famosi in ambito musicale, letterario, della danza e della mitologia, come Mozart, Paganini, Leonard Bernstein, Mario del Monaco, Milva, Vittorio Sereni, Alessandra Ferri, Mercurio, Dafne, Adone. L’opera di Wolfgang Alexander Kossuth è un solare inno alla vita, una ricerca dell’ordine e dell’armonia. Le sue opere raffigurano visi dall’espressione serena e corpi gentili, che paiono al sicuro dal dolore e a disposizione della danza, della lettura, del sonno, dell’amore. Tra le quaranta sculture in esposizione se ne trovano alcune inedite – come Forze in equilibrio, 2005 (h. cm 280), L’eterno femmineo, 2004 e Massimo Murru ‘il salto’, 2003 – ed altre storiche, tra cui i ritratti di Mario Soldati (1981), di Alessandra Ferri (1994) e di Giorgio Strehler (2000). I visitatori potranno, inoltre, ammirare un’opera del 2003 raffigurante il ballerino Roberto Bolle a grandezza naturale (h. cm 220) ed una selezione di pastelli nei quali l’artista dimostra anche le sue grandi capacità disegnative.

‘Fa parte della nostra politica culturale – sottolinea l’assessore Charles – portare a conoscenza del pubblico artisti come questo scultore, la cui poetica esula dai confini locali per espandersi a livello europeo. Questa personale guarda alla musica, alla danza, al mito del bello, della forza e della sensualità.’

La rassegna è accompagnata da un catalogo bilingue in italiano e francese edito da Elede di Torino, comprendente il testo critico e le riproduzioni di tutte le opere in mostra, in vendita al prezzo di 30,00 Euro.

Info: termina il 23 aprile 2006 – Centro Saint-Bénin – Via Festaz, 27 – Aosta, tel. 0165 272687;

Orario: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.Ingresso:intero € 3,00 – ridotto € 2,00, in abbinamento alla mostra Le immagini affamate al Museo Archeologico Regionale € 5,00.

Al Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Wolfgang Alexander Kossuth. Dinamismo ed equilibrio, organizzata dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e curata dal critico d’arte Paolo Levi.


Link: http://www.regione.vda.it

MILANO: Le gallerie di Milano all’Hangar Bicocca.

Start – Milano, l’Associazione delle gallerie milanesi sorta nel 2005, e Hangar Bicocca presentano al pubblico milanese un progetto comune.

In occasione di MiArt, l’annuale fiera dell’arte anticipata al mese di marzo, Start – Milano presenta negli spazi della Bicocca una mostra in cui le più importanti gallerie d’arte della città propongono un artista rappresentativo della loro attività, scelto tra coloro con cui hanno più assiduamente lavorato negli anni.


Nomi e opere sono stati selezionati da un curatore Giorgio Verzotti, che ha così soggettivamente individuato la peculiarità della proposta culturale che ogni galleria ha offerto al suo pubblico, e alla città di Milano. Milano trova nei privati – le gallerie d’arte e nuovi importanti spazi come l’Hangar Bicocca, così come i collezionisti o le fondazioni – una propria forza propulsiva e la possibilità di rimanere parte attiva e dinamica nel dibattito artistico contemporaneo.
I ventiquattro artisti selezionati rappresentano, sia pure necessariamente in estrema sintesi, nella loro diversità generazionale e di poetica, quanto di meglio Milano ha proposto per tener fede alla propria identità di centro di cultura di alto livello. La mostra rappresenta dunque una sorta di racconto delle vicende dell’arte contemporanea, snodandosi dagli anni Sessanta ad oggi.
Il percorso comincia dunque idealmente con Vincenzo Agnetti e ci riporta alla Milano fervida e vivacissima di quel periodo, quando Fontana era guardato come il riferimento più prossimo e in città nasceva il gruppo Azimut. Si prosegue poi con le opere mature di alcuni protagonisti assoluti delle tendenze successive, come Joseph Kosuth, di cui è esposta Scritta al neon, Alighiero Boetti, con un coloratissimo kilim intitolato Alternando da uno a cento e viceversa e Aldo Mondino con Arabic, un divertente lampadario composto di filo di ferro e penne Bic e The Byzantine World, una installazione a parete.

La mostra passa poi in rassegna i movimenti e gli artisti emersi più recentemente, cominciando dagli anni Ottanta con un’opera di Enzo CucchiSenza titolo (Le due Italie) e tre lavori di Karl Horst Hödicke anni pervasi dal clamoroso successo arriso in quel decennio alle nuove tendenze figurative. Si arriva così agli anni Novanta, con l’apertura all’arte internazionale e il succedersi di personalità come Günter Forg, con un notevole lavoro pittorico, John Armleder, con una spettacolare installazione, Fischli & Weiss, con il video Der Lauf der Dinge (Il corso delle cose) o Roni Horn, con due belle installazioni. E ancora la pittura con lavori di Andrea Salvino e Sean Shanahan, la fotografia rappresentata da Silvio Wolf, Huang Yan e Walter Niedermayr, i video di Candice Breitz e dei Masbedo, le sculture e le installazioni di Monica Bonvicini, Giuseppe Gabellone, Massimo De Caria, Laura Matei, Francesco Gennari, Michel Verjux e John Bock.


Insomma un percorso ricco e intenso, che, attraverso opere di grande impatto, fa rivivere l’arte contemporanea dell’ultimo mezzo secolo, testimoniando la febbrile attività, di ricerca, scoperta e spesso valorizzazione del singolo artista, intrapresa dalle migliori gallerie milanesi.



Artisti e gallerie:

Vincenzo Agnetti: Galleria Milano

John Armleder: Galleria Massimo De Carlo

John Bock: Galleria Giò Marconi

Alighiero Boetti: Zonca & Zonca Arte contemporanea

Monica Bonvicini: Galleria Emi Fontana

Candice Breitz: Galleria francesca kaufmann

Enzo Cucchi: Paolo Curti / Annamaria Gambuzzi & CO

Fischli & Weiss: Le Case d’Arte

Massimo De Caria: Nowhere Gallery

Günter Förg: Galleria Salvatore + Caroline Ala

Giuseppe Gabellone: Studio Guenzani

Francesco Gennari: ZERO Arte Contemporanea

Roni Horn: Galleria Raffaella Cortese

Karl Horst Hödicke: Studio d’Arte Cannaviello

Joseph Kosuth: Lia Rumma

Masbedo: Galleria PACK

Laura Matei: Studio Giangaleazzo Visconti

Aldo Mondino: Galleria 1000eventi

Walter Niedermayr: Galleria Suzy Shammah

Andrea Salvino: Antonio Colombo Arte Contemporanea

Sean Shanahan: Galleria Rubin

Michel Verjux: A arte Studio Invernizzi

Silvio Wolf: Fotografia Italiana arte contemporanea

Huang Yan: Marella Gallery Milano/Beijing


Info: start@hangar | arte a milano, fino al 14 maggio 2006

Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00, giovedì dalle 14.30 alle 22.00, lunedì chiuso

Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro; tel. 335 7978214

Hangar Bicocca – Viale Sarca 336, Milano – Autobus 727-724, tram 11, MM 1 fermata Sesto Marelli

Ufficio Stampa Hangar Bicocca: Mara Vitali Comunicazione – Lucia Crespi – tel. 02 73950962


 

Email: arte@mavico.it

Fonte:Exibart on line

FABRIANO (An): Gentile da Fabriano e l’Altro Rinascimento.

 Dal 21 aprile al 23 luglio, nei nuovi spazi dell’antico Spedale di Santa Maria del Buon Gesù vengono esposti 32 capolavori – su un catalogo di una quarantina – di Gentile di Niccolò di Giovanni Massi, detto da Fabriano (Fabriano 1380/85 – Roma 1427) accostati alle opere dei più importanti maestri del primo Quattrocento quali Masolino, Masaccio, Beato Angelico, Pisanello, Jacobello del Fiore.

Saranno inoltre ampiamente rappresentati gli artisti che operarono prevalentemente nelle Marche e in Umbria e che da Gentile furono notevolmente influenzati come i fratelli Salimbeni, Ottaviano Nelli, Arcangelo di Cola, Antonio da Fabriano.

Tra preziosi dipinti, oreficerie, disegni, miniature e sculture la mostra comprende circa 120 opere selezionate da un comitato scientifico che riunisce i più accreditati studiosi dell’opera di Gentile.

 

Info:  

CLP Relazioni Pubbliche – Via Fontana 21 – 20122 Milano

Tel. 02 433403 – Fax 02 4813841



Link: http://www.clponline.it

Email: press1@clponline.it

BUSTO ARSIZIO (Va): Daniele Crespi un grande pittore del Seicento lombardo.

Dal 29 aprile al 25 giugno, nelle sale di Palazzo Cicogna a Busto Arsizio (Varese), si terrà la mostra “Daniele Crespi. Un grande pittore del Seicento lombardo” che documenterà il suo intero percorso creativo, attraverso settanta opere di Daniele Crespi (dieci tavole, trentanove tele, due affreschi strappati, diciannove disegni) e otto dipinti di scuola, provenienti dai più importanti musei italiani, come la Pinacoteca di Brera, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, e internazionali come il Louvre, il Prado, il Museo delle Belle Arti di Budapest.

Organizzata dal Comune di Busto Arsizio, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Provincia di Varese e della Regione Lombardia, l’esposizione è curata da Andrea Spiriti dell’Università dell’Insubria.

Si tratta della prima grande mostra monografica dedicata al pittore lombardo, dopo che le sue tele furono presentate in diverse occasioni espositive, come la grande mostra sul Seicento lombardo che si tenne a Palazzo Reale a Milano nel 1973.

Dominio della Spagna e diocesi governata da Federico Borromeo, Milano gode all’inizio del Seicento di una straordinaria fioritura artistica: Cerano, Morazzone, i Procaccini, Tanzio da Varallo ne sono i protagonisti e con loro Daniele Crespi (1597/1598-1630), morto giovane di peste.

Il progetto scientifico, grazie a numerosi inediti e opere restaurate, offrirà un’inedita lettura del lavoro di Daniele Crespi, evidenziando le forti influenze giunte dalle tendenze figurative di ambiente romano, in particolare dal Cavalier d’Arpino, o da Genova e dagli ordini religiosi autonomi o ostili a Federico Borromeo, allontanandolo quindi dalle inclinazioni realiste della Milano borromaica.


Il percorso espositivo documenterà tutte le tappe della sua carriera artistica, dalla probabile formazione nelle grandi botteghe di frescanti a Nord-Ovest di Milano (Avogadro, Pozzi), alla scoperta per loro tramite del tardomanierismo romano; dai contatti precoci con l’ambiente pavese e piacentino, al supposto viaggio a Genova nel 1622, all’influenza combinata di Morazzone, Cerano, Moncalvo e Giulio Cesare Procaccini; dalla formazione verso il 1623 di un proprio linguaggio classicista e di una propria scuola, alle grandi committenze per gli Ordini religiosi, a cominciare dal progetto globale per Santa Maria della Passione per il Giubileo del 1625; proseguendo con la ricca produzione di dipinti sacri e di ritratti, l’incontro con Velázquez e per suo tramite con Ribera e Murillo.

La mostra testimonierà anche il suo impegno per le due grandi Certose di Milano e di Pavia e la continuazione del suo linguaggio attraverso la sua scuola, con il ruolo del Maestro del San Sebastiano Monti.

La mostra di Palazzo Cicogna avrà un ideale collegamento con il territorio grazie a un itinerario che unisce i luoghi dove sono tuttora presenti opere del Crespi: le chiese di Milano (Certosa di Garegnano, Sant’Alessandro, Santa Maria della Passione, Sant’Eustorgio e San Vittore), di Pavia (Certosa) e di Novara (San Marco).


Info:

Orario: da martedì a domenica 10 – 19; giovedì 10 – 22. Lunedì chiuso – Ingresso libero

Visite guidate su prenotazione (0331 323475 – 0331 326348) – Catalogo Silvana Editoriale

Tel. 0331 323475 – 0331 326348 – Fax 0331 679460

Palazzo Cicogna – Tel. 0331 635505



Link: http://www.comune.bustoarsizio.va.it

Email: ass.promosport@comune.bustoarsizio.va.it

ORVIETO (Tr): Le stanze delle meraviglie da Simone Martini a Francesco Mochi – Verso il nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto”.

Nei Palazzi Papali e nella Chiesa di Sant’Agostino, un’affascinante percorso tra opere di Simone Martini, Arnolfo di Cambio, Luca Signorelli, Giambologna, Francesco Mochi, testimoniano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall’antica Fabbriceria orvietana.

L’esposizione rappresenta il primo passo verso la definitiva riapertura del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, uno dei principali musei d’arte dell’Umbria, chiuso da vent’anni.

Un grande evento d’arte è in preparazione a Orvieto, dal 13 aprile 2006 al 7 gennaio 2007. Nei Palazzi Papali e nella Chiesa di Sant’Agostino si terrà la mostra “LE STANZE DELLE MERAVIGLIE DA SIMONE MARTINI A FRANCESCO MOCHI. Verso il nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto” che proporrà un affascinante percorso tra capolavori di Simone Martini, Arnolfo di Cambio, Luca Signorelli, Giambologna, Francesco Mochi in grado di restituire alla fruizione una serie di opere di grandissimo valore storico-artistico che rispecchiano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall’antica Fabbriceria orvietana.

L’iniziativa, promossa dall’Opera del Duomo di Orvieto, rappresenta il primo passo verso la definitiva riapertura del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, uno dei principali musei d’arte dell’Umbria, chiuso da vent’anni, e al tempo stesso riaffermare il legame originario con la città e con il territorio di questa istituzione e di questo museo che nacque nel 1882 con una forte connotazione civica e municipale.

Il percorso espositivo allestito nelle sale dei Palazzi Papali, complesso architettonico medievale affiancato alla cattedrale, presenterà in ordine cronologico una selezione critica di sculture, dipinti e manufatti di arti decorative, dal Duecento alla prima metà del Seicento, molti dei quali recuperati grazie a specifici interventi di restauro. In particolare, verranno esposti la Madonna in trono con Bambino attribuita al pittore fiorentino Coppo di Marcovaldo (1270 ca), due opere di Simone Martini, il Polittico di San Domenico (1321 ca) e il pannello centrale del Polittico di San Francesco (1320 ca), le piccole statue acefale dei due Angeli turiferari di Arnolfo di Cambio (1282 ca), insieme ad alcuni capolavori della scultura trecentesca, dell’oreficeria e dell’ebanisteria senese della stessa epoca, come il Reliquiario di San Savino e gli elementi originali del coro ligneo della Cattedrale. Tra le opere rinascimentali, si segnalano la tavola con la Maddalena eseguita dal Signorelli nel 1504 e alcuni paramenti sacri di eccezionale pregio e ottimo stato di conservazione, i cui ricami provengono da cartoni di Bartolomeo di Giovanni, Raffaellino del Garbo e Sandro Botticelli.

Saranno inoltre riproposti, per la prima volta dopo il restauro, tutti i dipinti cinquecenteschi provenienti dagli altari laterali del Duomo, smantellati alla fine dell’Ottocento, e mai ricomposti unitariamente prima d’ora, ovvero le 13 grandi tele e una tavola realizzati dai grandi protagonisti dell’arte della Controriforma come Nicolò Circignani, Girolamo Muziano e Cesare Nebbia.

La chiesa di Sant’Agostino, inserita nel nucleo medievale della città, accoglierà il gruppo scultoreo dell’Annunciazione di Francesco Mochi (1603-1608) e il complesso delle 12 monumentali statue degli Apostoli realizzate tra la fine del XVI e l’inizio del XVIII secolo da Raffaello da Montelupo, Francesco Mosca, Ippolito Scalza, Giambologna, Giovanni Caccini, Francesco Mochi, Ippolito Buzi, Bernardino Cametti. Le statue, originariamente collocate nella tribuna e nella navata centrale della Cattedrale ed epurate anch’esse dal rigorismo purista ottocentesco, verranno esibite in questa sede provvisoria proprio nell’intento di promuoverne la riscoperta.

Accompagna la mostra una guida Silvana Editoriale.

Info: Orvieto (TR), Palazzi Papali e chiesa di Sant’Agostino (piazza del Duomo e piazza San Giovenale) – 13 aprile 2006 – 7 gennaio 2007.

Orari: tutti i giorni, a esclusione del martedì nei mesi da novembre a gennaio;

aprile – giugno, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

luglio – agosto, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00

settembre – ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

novembre – gennaio, dalle ore 10.00 alle ore 17.00

Biglietti: la mostra nelle sue due sedi sarà visitabile esclusivamente con il biglietto della Cappella di San Brizio nel

Duomo di Orvieto – Intero: € 5,00, Ridotto: € 4,00 (gruppi di minimo 15 unità, minori di 18 anni e maggiori di 65, titolari di apposite convenzioni, universitari con tesserino, residenti nei Comuni della Diocesi di Orvieto-Todi). Gratuito, minori di 6 anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatore, giornalisti con tesserino.

Guida della mostra: Silvana Editoriale

0763 343592 – immagini su www.clponline.it