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CHERASCO (Cn). Luigi Spazzapan.

Cherasco, splendida cittadina in provincia di Cuneo, continua nella sua politica culturale d’alto livello, che nulla ha ad invidiare a centri più noti e di maggiori dimensioni, presentando una mostra dedicata a Luigi Spazzapan. Artista controverso già in vita, per il suo carattere non facile e non addomesticabile alle logiche autoritarie del tempo.

Nato a Gradisca d’ Isonzo, nel 1889, ancora quindi cittadino (e soldato) ausburgico, disvela nella sua opera un segno nostalgico di quell’ incredibile incrocio di culture che fu questa propaggine sud della Mitteleuropa. L’artista non s’integrò mai perfettamente nella società torinese, che in un certo senso, con la sua supponenza e chiusura era l’antitesi esatta del crogiuolo che gravitava attorno a Trieste. E che solo le divisioni politiche del secolo scorso hanno spezzato quasi definitivamente.

Va detto tuttavia che la città conosciuta da Spazzapan era la miglior Torino dal tempo dell’unità d’Italia. Ricca di fermenti, soprattutto in campo artistico, non ancora totalmente ingrigita dal predominio mono-industriale metalmeccanico. Erano i tempi di Fillia, Pozzo, Mosso, Dijulgheroff, del futurismo subalpino che proprio ‘della e dalla civiltà delle macchine seppe trarre gli spunti migliori’. 
Macchine che non erano solo quelle a 4 ruote, essendo forte il richiamo che giungeva da Ivrea e dalla dinastia Olivetti. Fondamentale poi la figura di Riccardo Gualino: rappresentava la parte migliore della cultura locale, il rivale dell’ opacità del Lingotto ed infatti pagò duramente il suo spirito libero.

In questo senso fu molto vicino a Spazzapan, anche  attraverso Lionello Venturi. Che una critica di parte ha fatto passare come il grande protettore del ‘gruppo dei 6’, grazie soprattutto alla presenza fra essi di Carlo Levi.  

All’artista isontino non fu assegnato il lavoro per un padiglione dell’Esposizione del 1928, a Torino, poichè aveva un fratello anarchico. Attratto poi dal razionalismo, fu costretto a collaborare, come illustratore, con  ‘la Gazzetta del Popolo’ , antico giornale liberale, iniziando nel contempo a ritrarre la città che lo ‘ospitava’. Negli anni della guerra si rifugia a Pinerolo e quando rientra in città trova il suo studio e migliaia di opere devastati dal fuoco, forse conseguente ai bombardamenti.

Inizia l’ultima fase della vita artistica e reale (morirà nel 1958 e la mostra vuol essere un omaggio a tale evento, nel 50° anniversario) in cui sviluppa un nuovo forte impeto di ritrosia verso l’ ambiente torinese. Le sue creazioni sono al limite fra astrazione e figurazione, con personaggi misticheggianti dei Santoni e degli Eremiti. Non possono non essere notati richiami a El Greco, specie in ‘Santoni con le colombe‘, così come, al contrario, la ricerca informale più spinta è evidenziata dall’ olio ‘Fiori e specchio‘. 

Presente alla Biennale di Venezia nel 1936 e nel 1958,  alla Quadriennale di Roma ed alla Biennale di San Paolo,  l’artista s’avvia alla conclusione della sua ‘parabola artistica, svoltasi sotto la cappa costante dello sradicamento, sotto il segno d’una crescente insofferenza verso una mai convinta appartenenza ad un ambiente che si rivela una mera forma di circolo chiuso’. E oggi l’ho è ancora di più. Una sofferenza che, come spesso accade, è stata la base per disvelare il lirismo più intimo dell’uomo e dell’artista.

Le opere sono state concesse da  Collezioni e Musei pubblici e privati, nonchè dalla Fondazione Spazzapan, con una selezione raffinata di opere che rappresentano il percorso stilistico del Maestro. Con sullo sfondo la migliore stagione del ‘900 italiano ed europeo.

L’esposizione presenta circa 70 lavori, con oli, chine, acquerelli, tecniche miste e due splendidi arazzi. Questi ultimi di grande valore artistico e documentale in quanto espressione della ricerca post-bellica (40-45) dell’ artista sull’ arazzo come ‘pittura murale’ .

 
Info
:
CHERASCO, Palazzo SALMATORIS, fino al 28 settembre
da mart. a ven 15,30 –19 ; sab. e dom. 9,30 –12,30 e 15 –19  Ingresso libero
Mostra e catalogo a cura di Cinzia TESIO e Luca BARSI  ediz. Città di Cherasco
Coordinamento artistico  -Uff. Stampa Licia Innocenti – Uff. Cultura
Patrocinio Regione Piemonte –  Provincia di Cuneo.

TAORMINA (Ct). Exotic flowers.

La galleria d’arte ‘Taormina Gallery’ presenta EXOTIC FLOWERS, mostra quadripersonale d’arte contemporanea, a cura di Sabrina Falzone.
Espongono gli artisti: Maria Letizia Arrighi; Albina Dealessi; Donato Lotito; Marialuisa Sabato.

La mostra – afferma il critico e storico dell’arte Sabrina Falzone – vuole mettere in luce analogie e differenti interpretazioni.
Quattro esponenti dell’arte contemporanea si confrontato su tematiche floreali. Da un lato il dialogo tra gli scatti intellettuali di Lotito e Arrighi, dall’altro le pennellate istintive di Sabato e Dealessi. Pittura e fotografia comunicano tra loro
. ‘

I fiori, ritratti attraverso gli scatti fotografici di Donato Lotito, diventano i protagonisti assoluti dello spazio, il quale si rivela evanescente e di sobria eleganza.
Attraverso le opere di Maria Letizia Arrighi, illustratrice e fotografa contemporanea, nota soprattutto per le sue nature e ritratti, osserviamo un equilibrio cromatico e formale. L’artista predilige la visione ravvicinata della materia floreale costruendo la forma attraverso tonalità diverse dello stesso colore (vedi: https://arrighidesign.ch/).
Le fragranze dipinte dalla Dealessi ci coinvolgono in un ‘movimento leggero’, dove dissolvenze e dettagli si combinano e permettono all’osservatore di addentrarsi in un’atmosfera composta da  armonia e sogno.
Maria Luisa Sabato, vincitrice del I Premio Internazionale Barberart, interpreta il tema floreale con forza e vigore cromatico. Dinamicità ed energia si incontrano e si dirigono verso un’elevata poesia laddove i petali di fiori diventano leggeri come ali.
Soluzioni artistiche diverse dialogano così tra realtà e immaginario, emanando freschi aromi e profumi diversi.

Info:
Curatrice: Sabrina Falzone
Ente Organizzatore: TAORMINA GALLERY – Via Di Giovanni, n. 36 – 98039 Taormina (ME) – Tel/fax (0039)0942-625962
Chiuso il martedì
Da sabato 16 agosto 2008 a lunedì 25 agosto 2008
Ingresso libero.

Link: http://www.sabrinafalzone.info

Email: mostre@sabrinafalzone.infotaorminagallery@libero.it

SABBIONETA (Mn). FORMULE – Artisti internazionali alla 1 Biennale d’arte contemporanea.

Si inaugura il 31 agosto (fino al 12 ottobre)  alle ore 18,00 negli storici spazi del Palazzo Ducale <Formule> prima biennale che raccoglie 32 artisti di grande rilievo nell’arte del terzo millennio accanto a nuove promesse fra pittura, scultura, fotografia, installazioni e processi creativi.

Oltre 150 opere sono allestite nel percorso, a cura di Stefania Provinciali, con un omaggio a Sandro Chia ed una sezione dedicata al rapporto tra arte e scienza.

Gli artisti invitati provengono dal Messico, dall’Argentina, dal Senegal, dal Marocco, dalla Cina, dal Giappone, dagli Stati Uniti e dall’Italia.

Sono  Jonathan Guaitamacchi-pittura, Stefano di Stasio –pittura, Sandro Chia –pittura e scultura, Luigi Mainolfi – scultura, Giovanni Sala – pittura, Candida Ferrari-installazioni,  Matteo Ferretti – installazioni, Stefano Grilli – video, Caterina Orzi- processi creativi, Marco Nereo Rotelli –pittura e installazioni, Giovanni Fiamminghi- installazioni e video, Liuccia Buzzoni- installazioni e video,  Andrea Jori – scultura e installazioni, Walter Vallini – scultura design, Tea Giobbio – fotografia,  Valerio Tedeschi –scultura, Vittorio Valente –installazioni, Alex Guzzetti – installazioni, Enzo Rovella –pittura, José Luis Gutiérrez –scultura, Gustavo Aceves – pittura, Gabriela Malvido –fotografia, Arturo Rivera- pittura, Javier Marin –scultura, Nicolas Leiva- pittura e scultura, Dieng Bassirou –Pittura, Xiao Ge – fotografa perfomance ed installazioni, Ma Han – scultura, Michelle Odelin pittura, Giovanni Lunardi – fotografia,  Jill Mathis- fotografia, Ito Fukushi – installazioni.

La sezione dedicata ad arte e scienza presenta la ricerca svolta dall’artista italiana Liuccia Buzzoni, ricerca avviata con l’inizio della costruzione in orbita della stazione spaziale e realizzata in collaborazione  con Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, astronauti, industria spaziale, docenti universitari.

Il percorso espositivo occupa tutti gli spazi del cinquecentesco Palazzo Ducale di Sabbioneta con la possibilità per ciascun artista di proporre più opere così da metterne in luce la propria personalità e le peculiarità del lavoro svolto. Si tratta di autori che utilizzano i diversi mezzi della comunicazione artistica per comporre opere significative delle nuove tendenze, tanto nuove da coinvolgere nelle loro <performance visive> idee, materiali e tecnologie capaci di esprimere le esigenze di un mondo ormai senza confini.

La mostra, su progetto artistico di Stefania Provinciali, è organizzata dal Comune di Sabbioneta (Mantova) con il patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Mantova ed è realizzata grazie alla sensibilità dell’ imprenditore Luigi Ghisini, (Padania Alimenti) da sempre appassionato sostenitore dell’arte contemporanea.

Hanno dato la loro collaborazione il Centro italiano per le arti e la cultura di Torino, Barbara Paci Galleria d’arte- Pietrasanta. Il progetto di allestimento è di Walter Vallini. Coordinamento e progetto grafico Studio Sala Advertising.

Info:

La rassegna è visibile fino al 12 ottobre con orario dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18. Chiuso il lunedì. E’ accompagnata da un ampio catalogo.

Ufficio Eventi Culturali – tel 0375 52599.

Email: a.ghizzardi@comune.sabbioneta.mn.it

Antonio LIGABUE. L’arte difficile di un pittore senza regola.

Fino al 26 ottobre, Milano, Palazzo Reale.

A ventotto anni di distanza dall’ultima personale milanese che lo vide protagonista Palazzo Reale si prepara ad ospitare dal 20 giugno al 26 ottobre 2008 la più grande retrospettiva mai realizzata dedicata ad Antonio Ligabue.
La mostra, dal titolo emblematico Antonio Ligabue – l’arte difficile di un pittore senza regola, si preannuncia come il più grande ed importante evento culturale dell’estate milanese.
Con oltre 240 opere tra cui 200 olii, 11 dei quali inediti, disegni e sculture, la rassegna si presenta come la più completa mai allestita e si propone di illustrare in maniera quanto mai esauriente l’arte geniale di un artista espressionista unico nel suo genere dalla biografia senza dubbio affascinante, indissolubilmente legato all’arte del suo tempo.
Paragonato molto spesso a Van Gogh, Ligabue ci viene presentato anche attraverso i filmati del regista Raffaele Andreassi nei quali è Ligabue stesso a raccontarci con straordinaria tenerezza e umanità la sua inquietudine di vivere attenuata solo dalla totale libertà di espressione riversata nella pittura.
Ed è proprio la vena espressionista di Ligabue ad essere messa in luce dalla mostra di Palazzo Reale, quella caratteristica pittorica unica che a pieno titolo lo rende protagonista indiscusso nel panorama della storia dell’arte moderna di quasi un secolo, da Manet a Warhol.

Fonte:Vivaticket Newsletter

MANTOVA. Matilde di Canossa il papato l’Impero. Le grandi imprese della comitissa.

Di Matilde di Canossa (1046-1115) Petrarca lascia un’immagine di donna di potere, crudele e guerriera (“possedette una parte non esigua d’Italia […] conduceva con animo virile le guerre, imperiosa con i suoi, ferocissima verso i nemici, molto liberale verso gli amici”).
Dante ne fa invece una gentile donzella, “una donna soletta che si gìa cantando e scegliendo fior da fiore ond’era pinta tutta la sua via”.
Ma chi era veramente Matilde di Canossa, al di là del mito sorto intorno alla sua figura già pochi decenni dopo la sua morte? E come vivevano gli uomini e le donne di allora, in quelle terre minacciate dalle piene del Po e attraversate dalle truppe straniere, crocevia ineludibile per chiunque volesse scendere nella Penisola? E. ancora, in che modo Chiesa e Impero, le due grandi potenze del tempo, si spartivano il potere? E quali erano le espressioni di un’arte che andava allora formulando i suoi codici nel nuovo linguaggio del romanico?
A tutte queste domande si propone di rispondere la mostra che si apre il 31 agosto nella Casa del Mantegna (Matilde nacque proprio a Mantova) dove resta visibile fino all’11 gennaio 2009.
Curata da Renata Salvarani e Liana Castelfranchi, “Matilde di Canossa, il papato, l’Impero” (catalogo Silvana Editoriale) è una mostra che intreccia storia, arte e cultura materiale, narrando la figura della “comitissa”, dei suoi possedimenti e delle sue imprese militari (guidò, stando in campo, ben tre battaglie) e politiche, la più celebre delle quali fu l’incontro di pacificazione, “di Canossa” appunto, nel gennaio del 1077, tra l’imperatore Enrico IV, il cugino con cui lei aveva giocato, bambina, nell’esilio tedesco seguito all’assassinio del padre Bonifacio, e il papa Gregorio VII, che l’anno prima aveva scomunicato l’imperatore.
Tutto questo viene rievocato nella mostra di opere e oggetti d’arte straordinari: i suoi sigilli e i suoi documenti autografi; il trono imperiale sassone di Goslar, in ferro battuto, e la cattedra papale di San Giovanni in Laterano; il fonte battesimale di Fidenza, che raffigura papa Alessandro II, destituito e poi reinsediato dal Concilio di Mantova (1064) e il sarcofago (ellenistico, di recupero) della madre di Matilde, Beatrice di Toscana; i codici liturgici, i salteri, gli evangelari miniati giunti dalle maggiori biblioteche del mondo, e i tesori dei Guelfi (a 43 anni lei sposò Guelfo V il Pingue, sedicenne); i preziosi oggetti appartenuti a Enrico IV e gli avori di manifattura milanese creati tra l’Alto Medioevo e l’età ottoniana, fino ai paramenti liturgici del tempo (tra cui la casula di Clemente II, in un tessuto aureo bizantino) e a un nucleo di opere mai viste prima in Italia, giunte dall’Abbazia di Cluny: il portale della chiesa, lo jubé (il setto che separava il coro dei monaci dall’area dei fedeli) e la tomba di Ugo di Seymour, che presenziò all’incontro di Canossa tra papa e imperatore, ricoperti di sculture e rilievi, e solo di recente riassemblati dopo lunghi studi.           

Autore: Ada Masoero

Fonte:Il Giornale dell’Arte