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PERUGIA. Da Corot a Picasso da Fattori a De Pisis.

Dal 15 settembre 2008 al 18 gennaio 2009, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia propone, nella propria sede espositiva di Palazzo Baldeschi al Corso, un affascinante confronto tra due “gusti collezionistici”, l’uno quello degli americani Duncan e Elisa Phillips, l’altro del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi.
Il doppio titolo dell’esposizione perugina: “Da Corot a Picasso” e “Da Fattori a De Pisis” richiama, appunto, i due ambiti principali che improntano le due celebri raccolte.
Dagli Stati Uniti arriverà, infatti, una selezione di opere dei maggiori maestri dell’impressionismo e delle avanguardie europee del Novecento, tra cui Corot, Courbet, Manet, Monet, Bonnard, Van Gogh, Cezanne, Modigliani, Kandinsky, Braque, Picasso.
Nella mostra questi grandi maestri saranno posti a confronto con i protagonisti dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento tra cui Fattori, Sartorio, Carrà, Casorati, Campigli, De Pisis.
Con questa iniziativa la Fondazione celebra il Centenario della costituzione della Cassa di Risparmio di Perugia, di cui ha ereditato l’impegno sul versante sociale e del mecenatismo culturale, e inaugura un nuovo e originale programma di eventi espositivi che saranno dedicati alle grandi collezioni private. Una scelta perfettamente in linea con la tradizione di collezionismo che da qualche anno caratterizza anche l’attività della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che proprio a Palazzo Baldeschi espone stabilmente la sua raccolta di maioliche rinascimentali e un nucleo della sua pinacoteca, comprendente tra gli altri opere di Perugino, Pintoricchio e Matteo da Gualdo.
Palazzo Baldeschi al Corso, a pochi anni dai lavori di ristrutturazione che ne hanno modificato la destinazione funzionale senza per nulla stravolgerne l’originale assetto architettonico, con questa iniziativa si conferma come sede di alcune delle più importanti e qualificate rassegne d’arte della regione Umbria. Oltre alla tradizionale attenzione verso la civiltà artistica dell’Umbria, la Fondazione allarga così il proprio interesse all’arte contemporanea, che fa riferimento ad un contesto nazionale e internazionale.
Grazie alla collaborazione con le collezioni Phillips e Ricci Oddi per la prima volta sarà possibile ammirare in Umbria – afferma Carlo Colaiacovo, Presidente della Fondazione – una quantità tanto significativa di capolavori, firmati da alcuni dei più grandi protagonisti della pittura tra Ottocento e Novecento, in Italia e in Europa. Dopo aver reso omaggio al genio artistico umbro con le mostre consacrate al Perugino, a Giandomenico Cerrini e ora al Pintoricchio, la Fondazione ha dunque scelto di battere nuove strade, senza per questo venire meno al suo impegno istituzionale: che è sempre stato quello di sostenere l’arte e la cultura in tutte le sue manifestazioni e di contribuire per questa via alla crescita civile del territorio umbro”.

Info:
Perugia, Palazzo Baldeschi al Corso, corso Vannucci, 66
Telefono: 199 199 111 e dall’estero +39 2 43353522
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 18
Biglietto: interi € 8.00, ridotti € 6.00, scuole € 3.00.
Prenotazione: ;  (anche per info)
Convenzioni: Ridotto € 6,00

Link: http://www.fondazionecrpg.it

Email: servizi@civita.it

Fonte:CivitaInforma

CIVITANOVA MARCHE (Mc). Giorgio De Chirico e il segno.

Dopo le ultime rassegne d’arte ‘Andy Warhol. Un mito americano’, ‘Salvador Dali’ e i Surrealisti’, ‘Omaggio a Picasso’ e ‘ Chagall Miro’. Magia, grafia, colore’, la Città di Civitanova Marche si riconferma protagonista indiscussa nella divulgazione dell’arte del Novecento e continua il dialogo con il suo pubblico, avendo coscienza delle tante importanti manifestazioni fatte e in fase di realizzazione, in Italia e nel mondo, presentando una mostra su Giorgio de Chirico nel trentesimo anniversario della scomparsa del Maestro avvenuta a Roma nel 1978 (fino al 9/11/2008).

Giorgio de Chirico, piu’ esattamente Joseph, Maria, Albertus, Georgius de Chirico, (Volos, Tessaglia, Grecia, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), ha profondamente rinnovato il linguaggio visivo del XX secolo. Negli stessi anni in cui Picasso trasformava gli aspetti visibili della cose e Kandinsky ne faceva scaturire emozioni astratte, egli getto’ le basi di un nuovo modo di esprimersi fondato non sull’apparenza dell’oggetto, ma sulle sue possibilità di significato. Per primo si rese conto che ogni forma che vediamo trae il suo vero valore dalla nostra coscienza per le infinite associazioni e ricordi che puo’ suscitare in noi. Convinto della fondamentale mancanza di senso del mondo e dell’inesistenza di una verità unica, tanto meno di quella visibile, egli ha fatto della sua arte il mezzo per mettere a nudo il mistero delle cose. Dipingendo immagini che appaiono come un ricordo e accostandole non secondo la logica, ma per associazioni intuitive e simboliche, de Chirico provoca in chi guarda reazioni psichiche ed emotive di grande intensità e di profonda poesia. Far vedere cio’ che non si puo’ vedere e’ stato fin dall’inizio lo scopo della sua ricerca artistica e chiamo’ Metafisica la sua pittura perche’ essa ci mostra che il mistero e l’enigma non stanno al di là, ma dentro le cose fisiche, nella tranquilla bellezza della materia, nella molteplicità di sensazioni che sprigionano le immagini e le forme qualora vengano rotti i nessi logici di relazione tra loro. Egli avvia un cambiamento fondamentale nelle arti visive che estenderà la sua influenza fino alla Pop Art, mettendo a nudo l’instabilità e la relatività dei linguaggi convenzionali della comunicazione.

Giorgio de Chirico e il segno‘, e’ senza dubbio una rassegna d’arte di grande coraggio, certamente una novità nel suo genere che conta sul pregio e sull’originalità nel trattare un gigante dell’arte figurativa, ampiamente e profondamente studiato in tutti gli aspetti e sfumature.
L’originalità della rassegna civitanovese sta nell’analisi del percorso di Giorgio de Chirico dal segno, al disegno, alla grafica, alla scultura. Un ampio studio in questa direzione, condotto in catalogo da Adriano Baccilieri, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Bologna e noto saggista, ci guiderà nel godere la serie di opere che, per la prima volta riunite, sono esposte nell’auditorium di Sant’Agostino, nel cuore della Città Alta. Il corpus di tutte le tematiche trattate da de Chirico, 69 opere grafiche colorate a mano dal Maestro, comprese le grandi tavole realizzate nel raro formato di centimetri 70 x 100, che hanno per soggetto i paesaggi metafisici, le nature morte, i Bagni misteriosi, i Trofei, i Manichini, Le Muse inquietanti, i combattimenti di gladiatori fino ai cavalli e la mitologia classica, sono a confronto tra loro, con disegni originali, lastre di stampa, sculture, tra cui la monumentale Gli Archeologi; completa il percorso una rarissima documentazione che indica e fa apprezzare il procedere di de Chirico dal disegno alla tridimensionalità.. Ulteriore ed originale motivo di interesse di questa mostra sono le 90 opere organizzate in sequenza tematica, la sezione didattica che documenta e fa conoscere le modalità di lavoro di Giorgio de Chirico: dal disegno su carta da riporto, alle lastre di stampa, fino al visto si stampi e al foglio di tiratura stampato nelle tecniche della litografia, dell’incisione in acquatinta e dell’incisione a cera molle.

‘Giorgio de Chirico e il segno’ e’ una mostra nata dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche, l’Azienda Speciale Teatri di Civitanova, la Pinacoteca Comunale ‘Marco Moretti’, e grazie alla generosità di Enti e collezionisti sensibili, al sostegno determinante dello sponsor unico Cesare Paciotti, all’impegno di critici di valore e al fervore di esperti appassionati, che sono riusciti magistralmente a rendere lo spirito e la figura del Maestro, i temi e le tecniche, il personaggio de Chirico, l’uomo e l’artista.

Interessante e utilissimo il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni Bora, che riproduce a colori tutte le opere scelte per l’occasione, contiene testi critici di Adriano Baccilieri, una vasta serie di documenti, scritti ed interviste che fanno trasparire un Giorgio de Chirico ironico ed inedito, le schede critiche di Giorgio Di Genova riferite alle opere di grande formato, un utilissimo dizionario dei soggetti e dei temi dechirichiani a cura di Antonio Vastano e una scheda, altrettanto utile, a cura di Edoardo Brandani, per dare indicazioni ai collezionisti su come difendersi dalle false litografie attribuite a Giorgio de Chirico. Questo impegnativo progetto culturale, parte di un percorso tematico che si e’ realizzato attraverso una condivisione sentita tra soggetti pubblici, privati ed economici, esperti e studiosi, non mancherà di raccogliere consensi e avere riconoscimenti a stimolo di progetti originali che sono già in fase di elaborazione per il 2009, a coronamento delle celebrazioni in onore di Giorgio de Chirico nell’anno a lui dedicato.

Info:
0733-891019 in orario ufficio – 0733-892650 in orario mostra.
Per prenotazioni visite guidate: telefono e fax 0733-891019 in orario ufficio.

Chiesa Sant’Agostino  – c.so Annibal Caro, 24 Civitanova Marche
Gli orari di apertura per i mesi di luglio e agosto fino a domenica 7 settembre sono: da martedi’ a domenica dalle ore 18,00 alle 23,00. Chiuso il lunedi’ se non festivo.
Dal 9 settembre al 9 novembre la mostra sarà aperta nei giorni di venerdi’, sabato e domenica dalle ore 17,00 alle ore 20,00 e verranno effettuate al mattino, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, tutti i giorni, eccetto la domenica, visite guidate su prenotazione.
Per le Scuole le visite guidate saranno gratuite.
Il biglietto di – 4,00, sarà gratuito fino a 14 anni e per i diversamente abili con un accompagnatore.
Ridotto a – 2,00 per i giovani fino a 18 anni ed universitari fino a 24 anni.
Ridotto a – 2,00 per i possessori di biglietto intero o ridotto della mostra ‘Osvaldo Licini. Tra le Marche e l’Europa’. Gratuito per i possessori di biglietto intero o ridotto di ‘Civitanova Danza’.

Link: http://www.pinacotecamoretti.it

Email: info@pinacotecamoretti.it

Fonte:Undo.net

CLUSONE (Bg). Giacomo Manzu’ gli anni di Clusone.

In occasione del centenario della nascita dello scultore Giacomo Manzu’ (1908-1991), il MAT – Museo Arte Tempo di Clusone, in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, promuove dal 13 luglio 2008 al 8 febbraio 2009 un’esposizione dedicata al grande artista bergamasco.

La mostra, curata da M. Cristina Rodeschini, direttore della GAMeC, e Marcella Cattaneo, storica dell’arte, e’ stata concepita per dare conto dell’importante produzione di Manzu’ negli anni del soggiorno clusonese. Il momento storico era particolarmente sofferto e la guerra lo vide costretto a rifugiarsi insieme alla moglie Tina e al figlio Pio, ospiti dell’amico Attilio Nani, nella cittadina dell’alta Valle Seriana, in provincia di Bergamo.

L’esposizione si pone, dunque, come un momento di approfondimento all’interno di un disegno di ampio respiro che proseguirà con la mostra alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 1° ottobre 2008 al 8 febbraio 2009, offrendo al pubblico una sessantina di opere tra le piu’ rappresentative del percorso artistico dello scultore.

Nelle sale espositive del suggestivo Palazzo Marinoni Barca di origine seicentesca, sede del MAT, sono state selezionate una serie di opere realizzate tra il 1940 ed il 1945, concepite dunque ed eseguite durante anni difficili della nostra storia italiana. Si tratta per lo piu’ di ritratti femminili, uno dei soggetti piu’ intensamente visitati da Manzu’, ed in cui l’artista dà prova di una acuta interpretazione, ora sofferta ora dolcemente languida unitamente ad una audacia formale certo non comune. Altra tematica particolarmente sentita dallo scultore e’ quella del mondo infantile, di cui spesso i soggetti piu’ indagati sono gli stessi suoi figli. In particolare Manzu’ ama cogliere e fermare nel bronzo l’innocenza dei loro gesti quotidiani, dedicando ampio spazio alla sfera del gioco. Con quest’ultimo aspetto, cosi’ intriso di poesia, lo scultore non solo riesce a restituire nella plastica una delle componenti fondamentali del loro processo evolutivo, ma lo fa con una freschezza di espressione partecipata e fortemente innovativa.

Info:
GAMeC, via S.Tomaso, 53 24121 Bergamo Tel. +39 035 270272 Fax +39 035 236962

MAT – Museo Arte Tempo – Palazzo Marinoni Barca Via Clara Maffei, 3 Clusone (BG)
orari: lunedi’ e venerdi’ 15,30 – 18,30; sabato e domenica 10 – 12 / 15,30 – 18,30
ingresso libero, fino al 8/2/09
TELEFONO 0346 25915, 0346 22440  – FAX 0346 920358

Email: info@gamec.it

Fonte:Undo.net

TRIESTE. Medioevo. Istituzioni arte societa’ nel ‘300.

San Giusto torna alle proprie origini, fino al 25/01/2009. Il castello che, con l’omonima Basilica domina la città di Trieste e che di Trieste e’ simbolo, in questi anni e’ stato oggetto di un radicale intervento di restauro, intervento che puo’ ora ritenersi quasi completato per l’intero ‘cuore’ dell’antico complesso fortificato. Per presentare il castello ritrovato, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, con il Servizio Bibliotecario Urbano, i Civici Musei di Storia e Arte, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste-Dipartimento di Storia e Storia dell’Arte, ha programmato una grande mostra che consentirà di vedere e capire com’era Trieste in epoca medioevale, con particolare attenzione al Trecento, secolo che segno’ in modo decisivo i destini di questa città.

Paolo Cammarosano, presidente del Comitato scientifico che ha coordinato l’iniziativa, rileva: ‘Lungo tutto lo svolgimento del secolo Quattordicesimo prese salda fisionomia una compagine di famiglie che organizzarono produzione di leggi e amministrazione della giustizia, difesa militare, gestione urbanistica e controllo del territorio, coordinamento tra economia pubblica ed economia privata. Il rapporto con l’autorità dei vescovi, rapporto antico ma sempre intenso, conobbe tensioni e riconciliazioni, mentre la chiesa cattedrale esprimeva una sua mirabile monumentalità. La produzione artistica si aperse agli influssi di Venezia e della Lombardia, il giuoco politico conobbe un continuo bilanciamento tra potenze esterne e piu’ forti: Patriarcato di Aquileia, conti di Gorizia, Repubblica di Venezia, e i duchi d’Austria che infine vinsero‘.

L”operazione Medioevo’ e’ scattata già nello scorso autunno: un iniziale convegno, svoltosi a Trieste nel novembre 2007, ha fatto il punto su tutte le questioni storiche e sociali, archeologiche e urbanistiche, artistiche e culturali. Un ‘itinerario medievale’ guiderà il visitatore nei luoghi topici del Medioevo triestino per tramite di un’apposita segnaletica, facendogli cogliere lo spessore medievale di una città che sarebbe stata sconvolta in età moderna dalla sua stessa espansione. Il percorso riveste anche una valenza squisitamente turistica. Infatti, oltre a possedere un carattere di scientificità, che lo colloca ad ogni effetto tra gli itinerari culturali di Trieste, si sviluppa dal Castello di San Giusto verso il centro città, attraversando luoghi caratteristici e suggestivi della città, solitamente poco frequentati, perche’ poco conosciuti e non facilmente raggiungibili. Tutto ha il culmine in una mostra, ‘Medioevo a Trieste. Istituzioni, arte, società nel ‘300‘, nella quale c’e’ un cuore, il castello di San Giusto, simbolo al tempo stesso di una alta sovranità e di una difesa verso l’esterno, e una diffusione attraverso itinerari nelle strade della città e in chiese e musei che non sono stati depauperati dei loro tesori ma sono inseriti nel percorso dell’esposizione.

Nel castello le immagini urbanistiche e le planimetrie, le opere d’arte, le oreficerie, le armi e le suppellettili di uso comune, le epigrafi e le monete si integreranno con una raccolta singolarmente ricca ed articolata di documenti scritti, dai piu’ solenni codici ad atti di natura privata, lettere diplomatiche e registri delle pubbliche amministrazioni, non solo di Trieste ma anche di Venezia e delle cittadine del Patriarcato di Aquileia, cosi’ da dare un’immagine precisa dell”esplosione documentaria’ del tardo medioevo. È uno degli aspetti che integra a pieno titolo la storia di Trieste nella civiltà comunale italiana, in quel Trecento che vide in alcune città del nostro Paese produzioni letterarie ed artistiche di livello altissimo e risonanza universale ma ebbe il suo humus in una diffusa cultura, nelle tensioni sociali e politiche e nelle esperienze di governo che segnarono tutte le città. Per tutte il Trecento rappresento’ una maturazione e uno snodo fondamentale verso i destini dell’età moderna. Trieste ne offre un caso al tempo stesso singolare ed emblematico.

Finalmente – osserva l’Assessore alla Cultura Massimo Greco – una grande iniziativa dedicata ad un periodo che, per quanto riguarda Trieste, e’ stato meno approfondito rispetto ad altre epoche. La Trieste moderna e contemporanea infatti – con la sua peculiare, straordinaria, anche tragica vicenda – ha finito con l’assorbire attenzioni e passioni. Ma non si comprenderebbero tanti rilevanti aspetti della Trieste piu’ recente senza un adeguato riferimento a un secolo-chiave come il Quattordicesimo‘.

Il direttore dell’area Cultura e dei Civici Musei di Storia e Arte, Adriano Dugulin, e il direttore del Servizio Bibliotecario Urbano, Bianca Cuderi, che assieme a Paolo Cammarosano dirigono la mostra, dichiarano: ‘Attraverso le sezioni in cui sarà articolata la mostra si potrà conoscere la fisionomia del paesaggio urbano, la dislocazione degli insediamenti nel contado, il profilo di un’economia agricola intensamente orientata verso la risorsa vinicola. Verrà illustrata la struttura del Comune, con le varie magistrature che la componevano e le leggi che lo governavano. Attraverso gli Statuti, quelli del 1350 impreziositi da magnifici capilettera, i documenti della vita quotidiana – testamenti, patti dotali, contratti di locazione -, le cause civili e penali, i documenti espressi dalla Chiesa, le monete in circolazione all’epoca e le ceramiche utilizzate, si potrà capire come si vivesse allora a Trieste‘.


Info:
Castello di S. Giusto – Piazza Cattedrale 3 – Trieste
Orario: 9-19 da aprile ad ottobre; 9-17 da novembre a marzo; chiusure 1/1, 6/1, 25 e 26/12.
Ingresso alla mostra e al Castello: intero: euro 3,50; ridotto: euro 2,50; servizio didattico: euro 2,50
fino al 25/1/09
TELEFONO 040 309362  – FAX 040 398987

Fonte:Undo.net

ORTA SAN GIULIO (No). Arnaldo Pomodoro 16 sculture monumentali.

Tra le vie e nelle piazze dell’antico borgo che si affaccia sul lago d’Orta, sedici sculture monumentali di un grande protagonista dell’arte contemporanea L’iniziativa e’ il secondo appuntamento del progetto ORTISSIMA percorsidorta curato dall’associazione culturale OperaPrima.

Un grande evento d’arte che coniuga l’importanza delle opere esposte e la suggestione del luogo che le ospita e’ quello che si terrà a Orta San Giulio (Novara). Dal 6 luglio al 9 novembre 2008, infatti, le vie e le piazze dell’antico borgo che si affaccia sul lago d’Orta, ospiteranno sedici sculture monumentali di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna (RN), 1926), lo scultore italiano contemporaneo piu’ noto e apprezzato a livello internazionale, che ha recentemente ricevuto a San Francisco il -Lifetime Achievement for Contemporary Sculpture Award- da parte dell’International Sculpture Center e il premio -Uomo dell’anno 2008- del Museo d’arte di Tel Aviv.

Dopo Manzu’ – sottolinea il sindaco di Orta San Giulio, Stefano Cusinato – il nostro paese accoglie le opere di una grande protagonista dell’arte internazionale, Arnaldo Pomodoro, ricreando quel magico dialogo tra un borgo cosi’ suggestivo e la bellezza delle sculture monumentali. Un singolare progetto che permetterà di valorizzare non solo Orta San Giulio, che ne e’ la perla, ma tutto il bacino lacustre, offrendo ai numerosissimi visitatori, nazionali e internazionali, uno spettacolo di straordinaria armonia tra arte, paesaggio, storia e cultura-. L’iniziativa, nata da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA, presenterà una serie di opere scelte dall’artista che ripercorrono alcuni dei momenti piu’ rappresentativi della sua ricerca dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni.

Molto si e’ scritto sull’arte di Pomodoro, da parte di autori italiani e stranieri, di storici e critici dell’arte e di poeti e scrittori. Le sue sculture affascinano perche’ permettono, nell’indagine delle forme e nello scavo dentro la materia che le costituisce, nella rivelazione della particolare struttura ‘molecolare’ che l’artista immagina, di gettare un ponte tra il passato e il presente, con una continua capacità di osservazione del reale e di collegamento allo ‘spirito del tempo’. Le opere di Arnaldo Pomodoro sono presenti in tutto il mondo in luoghi di grande suggestione e di importanza simbolica e ne scandiscono lo spazio. Hanno creato motivi e visioni che fanno parte del nostro immaginario collettivo, ispirando perfino scenari di cult movies, come Guerre stellari di George Lucas.

Accompagna l’iniziativa un catalogo pubblicato da OPERAPRIMA Edizioni d’Arte, con presentazione di Giorgio Verzotti e con numerose fotografie delle opere collocate nel percorso espositivo e suggestive immagini delle diverse fasi dell’allestimento. Il progetto ORTISSIMA percorsidorta nasce nel 2007 da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con la volontà di garantire, già nel titolo e nella presentazione, una sequenza di eventi dedicati alla scultura monumentale all’aperto che porteranno ad Orta San Giulio i piu’ grandi nomi dell’arte del Novecento italiano e internazionale, come testimonia l’edizione del 2007, con l’esposizione dedicata a Giacomo Manzu’.

Note biografiche
Arnaldo Pomodoro e’ nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro. Si trasferisce a Milano nel 1954. Le sue opere del Cinquanta sono altorilievi dove emerge una singolarissima -scrittura- inedita nella scultura. E’ passato al -tuttotondo- nei primi anni Sessanta e poi alla grande dimensione. Ha avuto molti premi per la scultura: a San Paolo nel 1963, a Venezia nel 1964, a Pittsburgh nel 1967, il Praemium Imperiale a Tokyo nel 1990. Nel 1992 l’Università di Dublino gli conferisce la Laurea honoris causa in Lettere e nel 2001 l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile-architettura.

Numerosissime sono le sue esposizioni: alla Rotonda della Besana di Milano nel 1974 e al Forte Belvedere di Firenze nel 1984, fino a quella a Parigi nei Giardini del Palais-Royal nel 2002, nel centro cittadino di Lugano nel 2004 e lungo la cinta muraria di Paestum nel 2005. Inoltre esposizioni itineranti nei musei americani, ed in Europa, America, Australia e Giappone. Le sue opere sono in grandi piazze (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), al Trinity College a Dublino, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nel piazzale della Farensinaa a Roma, nel piazzale delle Nazioni Unite a New York e nelle raccolte pubbliche maggiori. Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane: a Stanford, a Berkeley, al Mills College. Si e’ dedicato anche alla scenografia con –macchine spettacolari” in grandi occasioni teatrali italiane: da ultimo ha realizzato le scene e i costumi per l’opera -Teneke- di Fabio Vacchi, con libretto di Franco Marcoaldi, tratto dall’omonimo racconto di Yashar Kemal, messa in scena in prima assoluta al Teatro alla Scala nel settembre 2007, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di Roberto Abbado. Nel 1996 costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che ha iniziato di recente la sua attività espositiva nella sua sede di Via Solari a Milano.


Info:
Centro storico Orta San Giulio (NO)
fino al 9/11/08   
tel 02 433403

Fonte:Undo.net