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SAN BENEDETTO PO (Mn) L’abbazia di Matilde Arte e storia di un grande monastero dell’Europa benedettina. Nel Refettorio Grande la storia benedettina.

In occasione del millenario della fondazione del Monastero di San Benedetto in Polirone (Mn) voluto nel 1007 dal nonno di Matilde, Tedaldo di Canossa, dove la “comitissa” volle essere sepolta, è stata ordinata, dal 31 agosto all’11 gennaio ’09, nel Refettorio Grande la mostra “L’abbazia di Matilde, Arte e storia di un grande monastero dell’Europa benedettina”, curata da Paolo Golinelli (catalogo Patron) e progettata in stretta relazione con la mostra mantovana e con una terza rassegna, aperta nello stesso periodo, nel Museo Diocesano di Mantova, su “Anselmo da Lucca, consigliere di Matilde, patrono di Mantova”.
Nel refettorio polironiano, dove tra l’altro si trova un affresco attribuito al Correggio, sfilano le testimonianze su questa abbazia benedettina, che ebbe uno scriptorium importantissimo e che nel Cinquecento conobbe un secondo momento di grande fulgore, quando fu chiamato a lavorarvi Giulio Romano.
Il percorso si apre con i “Mesi” di scuola wiligelmica e altri pezzi di età romanica (tra i quali la “Testina di Matilde” a mosaico) che documentano la più antica stagione dell’abbazia. Si prosegue poi con la figura di Matilde (“non donna guerriera ma donna di pace, che sognava il chiostro non l’esercito”, chiosa Golinelli) e con i documenti sulla fondazione dell’abbazia per affrontare in seguito il tema dello Scriptorium, con un capolavoro assoluto come l’”Evangelario di Matilde”, giunto per la prima volta in Italia dalla Pierpont Morgan Library di New York, e con altri codici miniati dai monaci di Polirone, L’ultima sezione guarda alle vicende dell’abbazia nel Cinquecento, con opere d’arte ma anche mappe e documenti che ne attestano la ricchezza fondiaria. Per finire si accede alla chiesa abbaziale di Giulio Romano, al Mausoleo di Matilde, ai chiostri e al grandioso complesso monastico, appena restaurato.          

Autore: Ada Masoero

Fonte:Il Giornale dell’Arte

REGGIO EMILIA. Matilde e il Tesoro dei Canossa. Tra castelli e città.

Le terre reggiane, testimoni di una vicenda storica e umana unica nel suo genere, ospitano dal 31 agosto 2008 all’11 gennaio 2009, una mostra dedicata a Matilde di Canossa (1046-1115), una delle donne più potenti e influenti del Medioevo e all’eredità culturale che ha lasciato su una regione molto vasta, dalla Pianura Padana alla Toscana, ma che ha avuto il suo epicentro proprio nel territorio reggiano, tra Reggio Emilia, Canossa e altri paesi dell’Appennino.
A Reggio Emilia, nelle tre sedi di Palazzo Magnani, del Museo Diocesano e dei Musei Civici, e al Museo Campanini di Canossa, si svolge MATILDE E IL TESORO DEI CANOSSA, tra castelli e città – questo il titolo dell’esposizione – curata da Arturo Calzona, docente di Storia dell’Arte Medievale all’Università di Parma, presenterà  215 opere in grado di riconsiderare gli avvenimenti storici salienti della vita della Contessa, tra i più conosciuti nella storia medievale, come il Concilio indetto a Guastalla da Pasquale II nel 1107 e l’incontro tra Matilde e papa Gregorio VII con Enrico IV.
Uno straordinario evento d’arte che raccoglie più di 200 opere allestite nei tre più prestigiosi spazi espositivi della città di Reggio Emilia, per una impedibile proposta culturale che accompagnerà il visitatore a scoprire quel territorio che ha visto crescere e diventare grande la figura di Matilde.
Le terre reggiane, con i suoi castelli, le sue pievi e i suoi monasteri saranno lo sfondo più adatto per ripercorrere le gesta di una delle donne più potenti e influenti del Medioevo, fino ad arrivare al cuore di quello che fu il suo regno: il Castello di Canossa.
Catalogo Silvana Editoriale, a cura di Arturo Calzona.

Link: http://www.matildedeicanossa.it

PERUGIA. Da Corot a Picasso da Fattori a De Pisis.

Dal 15 settembre 2008 al 18 gennaio 2009, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia propone, nella propria sede espositiva di Palazzo Baldeschi al Corso, un affascinante confronto tra due “gusti collezionistici”, l’uno quello degli americani Duncan e Elisa Phillips, l’altro del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi.
Il doppio titolo dell’esposizione perugina: “Da Corot a Picasso” e “Da Fattori a De Pisis” richiama, appunto, i due ambiti principali che improntano le due celebri raccolte.
Dagli Stati Uniti arriverà, infatti, una selezione di opere dei maggiori maestri dell’impressionismo e delle avanguardie europee del Novecento, tra cui Corot, Courbet, Manet, Monet, Bonnard, Van Gogh, Cezanne, Modigliani, Kandinsky, Braque, Picasso.
Nella mostra questi grandi maestri saranno posti a confronto con i protagonisti dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento tra cui Fattori, Sartorio, Carrà, Casorati, Campigli, De Pisis.
Con questa iniziativa la Fondazione celebra il Centenario della costituzione della Cassa di Risparmio di Perugia, di cui ha ereditato l’impegno sul versante sociale e del mecenatismo culturale, e inaugura un nuovo e originale programma di eventi espositivi che saranno dedicati alle grandi collezioni private. Una scelta perfettamente in linea con la tradizione di collezionismo che da qualche anno caratterizza anche l’attività della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che proprio a Palazzo Baldeschi espone stabilmente la sua raccolta di maioliche rinascimentali e un nucleo della sua pinacoteca, comprendente tra gli altri opere di Perugino, Pintoricchio e Matteo da Gualdo.
Palazzo Baldeschi al Corso, a pochi anni dai lavori di ristrutturazione che ne hanno modificato la destinazione funzionale senza per nulla stravolgerne l’originale assetto architettonico, con questa iniziativa si conferma come sede di alcune delle più importanti e qualificate rassegne d’arte della regione Umbria. Oltre alla tradizionale attenzione verso la civiltà artistica dell’Umbria, la Fondazione allarga così il proprio interesse all’arte contemporanea, che fa riferimento ad un contesto nazionale e internazionale.
Grazie alla collaborazione con le collezioni Phillips e Ricci Oddi per la prima volta sarà possibile ammirare in Umbria – afferma Carlo Colaiacovo, Presidente della Fondazione – una quantità tanto significativa di capolavori, firmati da alcuni dei più grandi protagonisti della pittura tra Ottocento e Novecento, in Italia e in Europa. Dopo aver reso omaggio al genio artistico umbro con le mostre consacrate al Perugino, a Giandomenico Cerrini e ora al Pintoricchio, la Fondazione ha dunque scelto di battere nuove strade, senza per questo venire meno al suo impegno istituzionale: che è sempre stato quello di sostenere l’arte e la cultura in tutte le sue manifestazioni e di contribuire per questa via alla crescita civile del territorio umbro”.

Info:
Perugia, Palazzo Baldeschi al Corso, corso Vannucci, 66
Telefono: 199 199 111 e dall’estero +39 2 43353522
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 18
Biglietto: interi € 8.00, ridotti € 6.00, scuole € 3.00.
Prenotazione: ;  (anche per info)
Convenzioni: Ridotto € 6,00

Link: http://www.fondazionecrpg.it

Email: servizi@civita.it

Fonte:CivitaInforma

CIVITANOVA MARCHE (Mc). Giorgio De Chirico e il segno.

Dopo le ultime rassegne d’arte ‘Andy Warhol. Un mito americano’, ‘Salvador Dali’ e i Surrealisti’, ‘Omaggio a Picasso’ e ‘ Chagall Miro’. Magia, grafia, colore’, la Città di Civitanova Marche si riconferma protagonista indiscussa nella divulgazione dell’arte del Novecento e continua il dialogo con il suo pubblico, avendo coscienza delle tante importanti manifestazioni fatte e in fase di realizzazione, in Italia e nel mondo, presentando una mostra su Giorgio de Chirico nel trentesimo anniversario della scomparsa del Maestro avvenuta a Roma nel 1978 (fino al 9/11/2008).

Giorgio de Chirico, piu’ esattamente Joseph, Maria, Albertus, Georgius de Chirico, (Volos, Tessaglia, Grecia, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), ha profondamente rinnovato il linguaggio visivo del XX secolo. Negli stessi anni in cui Picasso trasformava gli aspetti visibili della cose e Kandinsky ne faceva scaturire emozioni astratte, egli getto’ le basi di un nuovo modo di esprimersi fondato non sull’apparenza dell’oggetto, ma sulle sue possibilità di significato. Per primo si rese conto che ogni forma che vediamo trae il suo vero valore dalla nostra coscienza per le infinite associazioni e ricordi che puo’ suscitare in noi. Convinto della fondamentale mancanza di senso del mondo e dell’inesistenza di una verità unica, tanto meno di quella visibile, egli ha fatto della sua arte il mezzo per mettere a nudo il mistero delle cose. Dipingendo immagini che appaiono come un ricordo e accostandole non secondo la logica, ma per associazioni intuitive e simboliche, de Chirico provoca in chi guarda reazioni psichiche ed emotive di grande intensità e di profonda poesia. Far vedere cio’ che non si puo’ vedere e’ stato fin dall’inizio lo scopo della sua ricerca artistica e chiamo’ Metafisica la sua pittura perche’ essa ci mostra che il mistero e l’enigma non stanno al di là, ma dentro le cose fisiche, nella tranquilla bellezza della materia, nella molteplicità di sensazioni che sprigionano le immagini e le forme qualora vengano rotti i nessi logici di relazione tra loro. Egli avvia un cambiamento fondamentale nelle arti visive che estenderà la sua influenza fino alla Pop Art, mettendo a nudo l’instabilità e la relatività dei linguaggi convenzionali della comunicazione.

Giorgio de Chirico e il segno‘, e’ senza dubbio una rassegna d’arte di grande coraggio, certamente una novità nel suo genere che conta sul pregio e sull’originalità nel trattare un gigante dell’arte figurativa, ampiamente e profondamente studiato in tutti gli aspetti e sfumature.
L’originalità della rassegna civitanovese sta nell’analisi del percorso di Giorgio de Chirico dal segno, al disegno, alla grafica, alla scultura. Un ampio studio in questa direzione, condotto in catalogo da Adriano Baccilieri, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Bologna e noto saggista, ci guiderà nel godere la serie di opere che, per la prima volta riunite, sono esposte nell’auditorium di Sant’Agostino, nel cuore della Città Alta. Il corpus di tutte le tematiche trattate da de Chirico, 69 opere grafiche colorate a mano dal Maestro, comprese le grandi tavole realizzate nel raro formato di centimetri 70 x 100, che hanno per soggetto i paesaggi metafisici, le nature morte, i Bagni misteriosi, i Trofei, i Manichini, Le Muse inquietanti, i combattimenti di gladiatori fino ai cavalli e la mitologia classica, sono a confronto tra loro, con disegni originali, lastre di stampa, sculture, tra cui la monumentale Gli Archeologi; completa il percorso una rarissima documentazione che indica e fa apprezzare il procedere di de Chirico dal disegno alla tridimensionalità.. Ulteriore ed originale motivo di interesse di questa mostra sono le 90 opere organizzate in sequenza tematica, la sezione didattica che documenta e fa conoscere le modalità di lavoro di Giorgio de Chirico: dal disegno su carta da riporto, alle lastre di stampa, fino al visto si stampi e al foglio di tiratura stampato nelle tecniche della litografia, dell’incisione in acquatinta e dell’incisione a cera molle.

‘Giorgio de Chirico e il segno’ e’ una mostra nata dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche, l’Azienda Speciale Teatri di Civitanova, la Pinacoteca Comunale ‘Marco Moretti’, e grazie alla generosità di Enti e collezionisti sensibili, al sostegno determinante dello sponsor unico Cesare Paciotti, all’impegno di critici di valore e al fervore di esperti appassionati, che sono riusciti magistralmente a rendere lo spirito e la figura del Maestro, i temi e le tecniche, il personaggio de Chirico, l’uomo e l’artista.

Interessante e utilissimo il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni Bora, che riproduce a colori tutte le opere scelte per l’occasione, contiene testi critici di Adriano Baccilieri, una vasta serie di documenti, scritti ed interviste che fanno trasparire un Giorgio de Chirico ironico ed inedito, le schede critiche di Giorgio Di Genova riferite alle opere di grande formato, un utilissimo dizionario dei soggetti e dei temi dechirichiani a cura di Antonio Vastano e una scheda, altrettanto utile, a cura di Edoardo Brandani, per dare indicazioni ai collezionisti su come difendersi dalle false litografie attribuite a Giorgio de Chirico. Questo impegnativo progetto culturale, parte di un percorso tematico che si e’ realizzato attraverso una condivisione sentita tra soggetti pubblici, privati ed economici, esperti e studiosi, non mancherà di raccogliere consensi e avere riconoscimenti a stimolo di progetti originali che sono già in fase di elaborazione per il 2009, a coronamento delle celebrazioni in onore di Giorgio de Chirico nell’anno a lui dedicato.

Info:
0733-891019 in orario ufficio – 0733-892650 in orario mostra.
Per prenotazioni visite guidate: telefono e fax 0733-891019 in orario ufficio.

Chiesa Sant’Agostino  – c.so Annibal Caro, 24 Civitanova Marche
Gli orari di apertura per i mesi di luglio e agosto fino a domenica 7 settembre sono: da martedi’ a domenica dalle ore 18,00 alle 23,00. Chiuso il lunedi’ se non festivo.
Dal 9 settembre al 9 novembre la mostra sarà aperta nei giorni di venerdi’, sabato e domenica dalle ore 17,00 alle ore 20,00 e verranno effettuate al mattino, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, tutti i giorni, eccetto la domenica, visite guidate su prenotazione.
Per le Scuole le visite guidate saranno gratuite.
Il biglietto di – 4,00, sarà gratuito fino a 14 anni e per i diversamente abili con un accompagnatore.
Ridotto a – 2,00 per i giovani fino a 18 anni ed universitari fino a 24 anni.
Ridotto a – 2,00 per i possessori di biglietto intero o ridotto della mostra ‘Osvaldo Licini. Tra le Marche e l’Europa’. Gratuito per i possessori di biglietto intero o ridotto di ‘Civitanova Danza’.

Link: http://www.pinacotecamoretti.it

Email: info@pinacotecamoretti.it

Fonte:Undo.net

CLUSONE (Bg). Giacomo Manzu’ gli anni di Clusone.

In occasione del centenario della nascita dello scultore Giacomo Manzu’ (1908-1991), il MAT – Museo Arte Tempo di Clusone, in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, promuove dal 13 luglio 2008 al 8 febbraio 2009 un’esposizione dedicata al grande artista bergamasco.

La mostra, curata da M. Cristina Rodeschini, direttore della GAMeC, e Marcella Cattaneo, storica dell’arte, e’ stata concepita per dare conto dell’importante produzione di Manzu’ negli anni del soggiorno clusonese. Il momento storico era particolarmente sofferto e la guerra lo vide costretto a rifugiarsi insieme alla moglie Tina e al figlio Pio, ospiti dell’amico Attilio Nani, nella cittadina dell’alta Valle Seriana, in provincia di Bergamo.

L’esposizione si pone, dunque, come un momento di approfondimento all’interno di un disegno di ampio respiro che proseguirà con la mostra alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 1° ottobre 2008 al 8 febbraio 2009, offrendo al pubblico una sessantina di opere tra le piu’ rappresentative del percorso artistico dello scultore.

Nelle sale espositive del suggestivo Palazzo Marinoni Barca di origine seicentesca, sede del MAT, sono state selezionate una serie di opere realizzate tra il 1940 ed il 1945, concepite dunque ed eseguite durante anni difficili della nostra storia italiana. Si tratta per lo piu’ di ritratti femminili, uno dei soggetti piu’ intensamente visitati da Manzu’, ed in cui l’artista dà prova di una acuta interpretazione, ora sofferta ora dolcemente languida unitamente ad una audacia formale certo non comune. Altra tematica particolarmente sentita dallo scultore e’ quella del mondo infantile, di cui spesso i soggetti piu’ indagati sono gli stessi suoi figli. In particolare Manzu’ ama cogliere e fermare nel bronzo l’innocenza dei loro gesti quotidiani, dedicando ampio spazio alla sfera del gioco. Con quest’ultimo aspetto, cosi’ intriso di poesia, lo scultore non solo riesce a restituire nella plastica una delle componenti fondamentali del loro processo evolutivo, ma lo fa con una freschezza di espressione partecipata e fortemente innovativa.

Info:
GAMeC, via S.Tomaso, 53 24121 Bergamo Tel. +39 035 270272 Fax +39 035 236962

MAT – Museo Arte Tempo – Palazzo Marinoni Barca Via Clara Maffei, 3 Clusone (BG)
orari: lunedi’ e venerdi’ 15,30 – 18,30; sabato e domenica 10 – 12 / 15,30 – 18,30
ingresso libero, fino al 8/2/09
TELEFONO 0346 25915, 0346 22440  – FAX 0346 920358

Email: info@gamec.it

Fonte:Undo.net