Archivi categoria: Mecenatismo

OSIMO (An): Gelso e libero pensiero caffè letterario.

Intellettuali al Fucili B&B: verranno letti racconti dello scrittore Ennio Montesi, autore di Federico Fellini.

“Gelso e libero pensiero” è il nome dell’evento culturale organizzato per sabato 3 settembre 2005, inizio ore 17,00 a San Biagio di Osimo al Fucili Bed & Breakfast (www.fucili.org) nel quale evento – come nella migliore tradizione letteraria americana – verranno letti racconti e testi di autori, poeti e pensatori.

Ennio Montesi, scrittore di libri di romanzi, racconti indimenticabili e lavori per il cinema alcuni dei quali scritti per Federico Fellini, sarà ospite nella strabordante bellezza della campagna osimana.

“Ho sempre apprezzato la scrittura, lo stile e i contenuti narrativi di Montesi” commenta Alessandro Maria Fucili. “Ho pensato quindi di rendere godibili le belle storie, che fanno riflettere, a chiunque ami porsi interrogativi importanti sulla vita e sull’esistenza”.

Al “Gelso e libero pensiero” sarà possibile commentare, l’autore risponderà alle domande del pubblico e, cosa singolare, i partecipanti potranno discutere anche tra loro. “E’ un modo costruttivo per invitare le persone a parlare, a dialogare, a confrontarsi in maniera libera su un certo tema” sottolinea Montesi. “Credo necessiti una spinta intellettuale forte per non rinchiuderci in noi stessi. Viviamo in un mondo sempre più difficile e per poterlo comprendere occorre ragionare con la nostra testa e comunicare con gli altri, meglio se con grinta”.

Al “Gelso e libero pensiero” l’ingresso è libero e gratuito, ma è indispensabile prenotare la presenza e munirsi di coperta plaid da prato e cappellino da sole. Sì, perché lo spirito è quello della scuola filosofica greca spartana ed essenziale.

Info: tel. 3483340603, e-mail: info@fucili.org

Link: http://www.fucili.org

Email: info@fucili.org

Fonte:Mypress

MECENATI: La cultura si finanzia col fund kaiser

Crescono i procacciatori di contributi a musei e gallerie d’arte.

Si chiama fund kaiser e in inglese significa procacciatore di fondi. È la nuova figura professionale di cui si stanno dotando le organizzazioni che operano nel campo culturale. Una persona che sia capace di attrarre contributi e donazioni per finanziare le attività di musei, mostre, gallerie d’arte e quant’altro, rivolgendosi sia a persone fisiche che a imprese, enti pubblici, fondazioni bancarie.La nuova professione nasce dall’evoluzione che il settore culturale ha avuto negli ultimi dieci anni. Oggi il mercato della cultura in Italia è di base non profit. E ciò nonostante le privatizzazioni (con il connesso disimpegno delle pubbliche amministrazioni) e l’introduzione nella gestione di principi aziendalistici. Così negli ultimi anni gli operatori culturali hanno cominciato ad avvertire l’esigenza di ulteriori fondi per finanziare le proprie attività. E soprattutto di nuove figure professionali che siano capaci di farlo.

L’attività di fund raising tuttavia non consiste solamente nel raccogliere più denaro possibile. Di questo è convinto Luciano Zanni, pioniere del fund raising in Italia e attualmente consulente di diverse organizzazioni non profit: “II fund kaiser opera soprattutto nella costruzione di un patrimonio di relazioni privilegiate con quegli stakeholder che si mostrano interessati sia alle iniziative culturali sia agli eventuali ritorni di immagine. II suo scopo è quello di creare una specie di portafoglio clienti, che rimanga all’organizzazione culturale anche dopo una sua eventuale uscita di scena”. Un’attività che si rivolge a soggetti diversi e quindi si avvale di strumenti diversi. Per esempio, il fund kaiser propone alle imprese forme di collaborazione che si concretizzano essenzialmente in un ritorno d’immagine per l’azienda. Quindi sponsorizzazioni o partnership strategiche su di un particolare evento (quello che viene chiamato, con un anglicismo, cause-related marketing).

Diverso invece l’approccio verso le persone fisiche o le fondazione bancarie. “Qui conta di più la donazione vera e propria”, sostiene Zanin. “Quindi bisogna organizzare raccolte fondi all’interno di eventi popolari, come fiere o sagre paesane. O in alternativa azioni di telemarketing o direct mailing”.

Ancora diverso il rapporto con gli enti pubblici. Per Zanin “il fund kaiser, più che ai diretti contributi, dovrebbe puntare a ottenere servizi gratuiti, come per esempio l’affitto gratuito dello stadio comunale per l’organizzazione di un evento/raccolta fondi”.

Di recente, un’indagine del centro studi Philantrophy della facoltà di economia di Forlì ha provveduto a stilare un primo identikit della figura del fund kaiser in Italia. L’età media è 39 anni, in particolare 37 per gli uomini e 41 per le donne. La retribuzione media si aggira attorno ai 26 mila euro lordi annui, senza alcuna significativa distinzione per sessi. Quello che stupisce è però la mancata connessione tra formazione e retribuzione. Nel senso che il livello di studi non è rilevante ai fini di uno stipendio più elevato. Una cosa abbastanza strana, se si considera che circa il 70% dei fund kaiser è laureato. Sulla tipologia di laurea c’è una differenza fra uomini e donne: il sesso femminile è laureato per lo più in materie umanistiche, in particolare lettere e filosofia; il sesso maschile in maniera preponderante in economia. Per quanto riguarda invece l’inquadramento, un fund kaiser su quattro lavora in proprio, come consulente, mentre gli altri tre risultano dipendenti delle organizzazioni non profit di riferimento. In quest’ultimo caso si è inquadrati per lo più come responsabile area.

Uno dei risultati più evidenti dell’indagine sul campo riguarda però le potenzialità di espansione della figura del fund kaiser in Italia. A fronte di una richiesta crescente, attualmente solo il 3,8% delle organizzazioni non profit culturali italiane utilizza e comprende il termine fund raising.

Un gap considerevole, dovuto anche a una carenza di formazione specifica nel nostro paese. Attualmente gli unici due centri accademici dove vi sono corsi di laurea o master che formano fund kaiser in erba sono l’università Bocconi a Milano e la facoltà di economia a Forlì.

Una carenza incomprensibile se si pensa alla mole di master in beni culturali che ogni anno sfornano enti pubblici e privati italiani: “Circa 70-80 master tutti gli anni sfornano una serie di figure professionali non aderenti alla richiesta del mercato”, ha sottolineato Carlo Puortes, a.d. di Fondazione musica per Roma, durante il convegno ‘Culture al lavoro’ organizzato da FederCulture. “E così”, ha aggiunto, “tanti lavoratori qualificati non vengono assorbiti e diventano disoccupati di lusso”.

Un’analisi su cui concorda anche Zanin, che tuttavia aggiunge una postilla importante: “Certamente la formazione è necessaria. Penso a un passaggio teorico come un master o un corso di specializzazione. Ma la mia esperienza mi dice che quello del fund kaiser è un mestiere che si impara veramente solo sul campo. Ovvero confrontandosi tutti i giorni con i propri ‘clienti’, organizzando eventi e, soprattutto, imparando dai propri errori. Un rapporto teoria-pratica che, per chi inizia a lavorare come fund kaiser, si concretizza soprattutto in stage o tirocini”.

“Un periodo di stage”, osserva Zanin, “ti aiuta a capire se la professione è adatta alle tue caratteristiche. Questa è un’attività che devi sentire dentro: solo se riesci a instaurare una relazione ‘calda’ con il cliente-donatore puoi definirti un fund kaiser a tutti gli effetti”.

Oltre al ‘calore’, infine, un giovane ha bisogno anche di un’altra cosa per diventare un bravo professionista: la continuità lavorativa. “Proprio per questo”, conclude, “consiglieri di iniziare come lavoratore dipendente. Per poi diventare consulente quando si ha un bagaglio di esperienze e contatti che consente di metterti in proprio”.

Iniziative culturali, +30% di visitatori del settore “cultura” in Italia è oramai una vera e propria industria che concorre con circa l’l,5% al pil nazionale. Ciò grazie alla costante crescita del comparto negli ultimi anni, in netta controtendenza con il fenomeno recessivo che attanaglia i settori più tradizionali dell’industria nostrana. Una crescita scandita da numeri eloquenti: negli ultimi cinque anni i visitatori di iniziative culturali sono aumentati del 30%. Con evidenti risultati a livello occupazionale: oltre 10.000 gli addetti stabili nell’ultimo lustro, pari a un incremento del 28%. Come si spiegano risultati così positivi?

Principalmente col fatto che la società italiana è divenuta negli anni più opulenta: le persone hanno un livello di istruzione più elevato, guadagnano di più e hanno più tempo libero. Tutti fattori che hanno fatto da volano alla domanda culturale.

Alcuni dati di FederCulture permettono di scandagliare meglio il fenomeno. Secondo l’ufficio studi dell’associazione, i consumi culturali delle famiglie italiane sono aumentati costantemente negli ultimi tre anni: dell’1,2% nel 2002, del 2,1% nel 2003 e dell’l% lo scorso anno. Ma non tutte le iniziative culturali vengono premiate dal pubblico: le persone si mostrano sempre meno interessate a spettacoli sportivi e discoteche e sempre più a cinema, musei, mostre, monumenti e concerti all’aperto. Proprio questi ultimi hanno mostrato il maggior balzo in avanti: +42,5%o solamente nel 2004.

Autore: Gianni Del Vecchio

Fonte:Italia Oggi

TRICASE (Le): Un raro esempio di tutela e di salvaguardia.

Tra il comitato Finis terrae e la regione Puglia per la donazione di un’area per la campagna Coppula Tisa.

Il giorno 30 luglio 2005, in Tricase, presso l’area immobiliare denominata Contrada Mito, sono convenuti:

a) – La Regione Puglia, in persona del suo Presidente Nichi Vendola;
b) – Il comitato Finis Terrae, costituito in Tricase, in persona del Presidente Gigliola Bacile di Castiglione .

PREMESSO:

– che il comitato Finis terrae è impegnato nella campagna per il recupero della bellezza denominata “Coppula Tisa”;
– che Finis terrae ha assunto il valore della bellezza quale parametro di civiltà dei popoli e della attitudine ad orientare le proprie scelte verso i valori dell’armonia della natura, del rispetto ambientale, dell’impegno civile, della legalità, della giustizia e della semplicità, quali antidoti agli eccessi della società consumistica; inoltre ha associato alla promozione della bellezza azioni di cittadinanza attiva per educare i cittadini alla tutela del paesaggio, così come sancito dall’articolo 9 della Carta Costituzionale, e all’esercizio del diritto diffuso alla integrità territoriale;
– che Finis Terrae ha immaginato di dare attuazione al principio costituzionale della tutela paesaggistica attraverso un percorso innovativo – che può denominarsi condono etico – articolato nelle seguenti fasi : a) acquisizione in proprietà di manufatti abusivi e/o beni ad elevato rischio di alterazione ambientale; b) richiesta di condono edilizio, ove praticabile, e successivo abbattimento del manufatto condonato; c) affidamento dell’area ad un ente pubblico mediante donazione gravata dal vincolo dell’inedificabilità perpetua;
– che attraverso gli interventi di recupero di manufatti abusivi ed aree di interesse paesaggistico esposte al mirino della speculazione, Finis Terrae intende: a) evidenziare il contrasto bello/brutto e far emergere, attraverso l’azione dell’abbattimento, il valore della bellezza come armonia della natura; b)riscattare l’indifferenza dei cittadini intorno agli abusi del territorio; c) riconoscere al soggetto pubblico affidatario il ruolo di garante del rispetto delle regole a tutela del bene comune; d) stimolare la riflessione istituzionale sul valore etico delle modificazioni territoriali;
– che la Regione Puglia è particolarmente sensibile ai valori della tutela paesaggistica ed ambientale e, in particolare, persegue gli obiettivi programmatici: a) di attuare politiche ambientali trasparenti promuovendo un’idea di sviluppo dal volto umano secondo l’idea del vescovo Don Tonino Bello; b) avviare un processo di revisione normativa in materia ambientale e di assetto del territorio;

TANTO PREMESSO TRA LE PARTI SI CONVIENE QUANTO SEGUE:

Articolo 1.
Il Comitato “Finis Terrae” di Tricase, per tutte le finalità in premessa indicate, promette di donare alla Regione Puglia l’area situata in agro di Tricase, località contrada Mito contrassegnata catastalmente Fg 10 p.lla 444 e 445.

Articolo 2.
La Regione Puglia, condividendo le finalità che ispirano il Comitato, dichiara di: a) aderire attivamente alla campagna “CoppulaTisa”, e promette di
b) accettare la donazione dell’area meglio specificata dal precedente articolo, promettendo di obbligarsi a salvaguardarla mediante il vincolo di inedificabilità assoluta, assicurandone la fruizione pubblica realizzando un punto panoramico sul mare per favorire la godibilità del paesaggio e della bellezza della natura;
c) acquisendo il diritto di passaggio verso la confinante torre costiera lungo il sentiero naturale già esistente, promuovendo il recupero della torre con il coinvolgimento di fondazioni o altro ente o associazione operante in Italia da individuare d’intesa con il comitato Finis Terrae;
d) intitolare l’intera area acquisita in donazione a Norman Mommens autore e ideatore del fumetto Coppula Tisa mediante apposizione in loco di una targa recante il simbolo di Coppula Tisa;
e) promuovere l’inserimento dell’area nel perimetro del parco Otranto – Santa Maria di Leuca di cui alla LR n. 19/1997, trattandosi di area situata immediatamente a ridosso dell’istituendo parco e dotata delle caratteristiche di pregio ambientale di cui alla normativa europea (Direttiva Habitat 92/43/CEE);

Articolo 3.
Il Comitato promette di concorrere d’intesa con la regione al servizio di sorveglianza e manutenzione dell’area o direttamente o mediante designazione di cittadini singoli o associati cui potrà essere assegnata la gestione finalizzata alla fruizione pubblica a titolo gratuito.

Articolo 4
La Regione e il comitato Finis Terrae si obbligano ad effettuare e concludere la donazione dell’area in questione entro sei mesi dalla sottoscrizione del presente atto in detto temine la regione, mediante i propri uffici e strutture, predisporrà gli atti amministrativi propedeutici alla sottoscrizione dell’atto pubblico.

Tricase, 30-07-2005

Gigliola Bacile di Castiglione, Presidente Comitato Finis Terrae
Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia

VENEZIA: Costruire le collezioni. Fondazioni e banche per l’arte contemporanea.

Un convegno alla Fondazione Cini sul ruolo delle banche e delle fondazioni.

Tra gli eventi collaterali che sempre accompagnano l’apertura della Biennale di Venezia, quello meno spettacolare ma decisamente più concreto dal punto di vista dei contenuti (finanziari) è stato il convegno alla Fondazione Cini “Costruire le collezioni. Fondazioni e banche per l’arte contemporanea”, organizzato dalla Fondazione Crt di Torino per fare il punto sulle strategie di intervento nell’arte contemporanea messe in atto da grandi fondazioni e banche europee e americane. La Deutsche Bank, che spende annualmente circa 8 milioni di euro, ha istituito nel 1980 il Deutsche Bank Art Concept e fino ad ora ha acquistato 50.000 pezzi, scegliendo opere su carta da collocare negli uffici delle varie sedi oppure da imprestare a musei per esposizioni Inoltre, nel 1997 la banca ha aperto il Deutsche Guggenheim Berlin, in collaborazione col museo newyorkese, commissionando opere ad artisti di primo piano come Rosenquist, Richter, Koons, Viola, Slominski e molti altri. Complessivamente, per l’arte, la Deutsche Bank (comprese le sponsorizzazioni di mostre).

La Ubs Art Collection comprende 900 opere dei migliori artisti dell’ultimo mezzo secolo e per farsi pubblicità ha organizzato quest’anno una mostra di opere scelte della collezione al Moma di New York e alla Fondazione Beyeler di Basilea (a novembre). L’Abn-Amro Foundation fondata nel 1976, ha attualmente 16000 opere, di artisti olandesi come Appe, Dibbets, Dumas, e stranieri tra cui Judd, Schutte, Taaffe, che sono per lo più esposte nelle varie sedi della banca L’attività di acquisizione è in stretta relazione con quella espositiva, attraverso prestiti a musei e l’organizzazione di mostre temporaneee. Quanto alla Caixa de Pensiones dagli anni ’80 a oggi ha accumulato una collezione di grande livello con opere di Beuys, Nauman, Tapiès, Merz, Kounellis, Ryman, Judd, Richter e dei migliori artisti delle ultime generazioni La sua principale attività è quella di promuovere mostre in vari spazi espositivi tra cui il Caixa-Forum di Barcellona. Il budget per gli acquisti ammonta quest’anno a 1,5 milioni di euro.

L’attività della Fondazione Crt per l’Arte Moderna e Contemporanea, nata nel 1999, ha una impostazione diversa e per molti versi innovativa perché non intende gestire in proprio le opere acquisite. Il suo obiettivo è quello di contribuire al rafforzamento dell’identità di Torino come polo dell’arte contemporanea, arricchendo le collezioni dei due musei della città, la Galleria Civica d’Arte Moderna e il Castello di Rivoli. Le opere rimangono di proprietà della fondazione ma vengono affidate in deposito permanente ai musei. Fino ad ora sono stati acquistati tre importanti nuclei di lavori: la collezione Stein di Arte Povera, un gruppo di importanti lavori della Transavanguardia, e una selezione di quadri dei principali artisti italiani della stagione dell’Informale. In totale 145 opere per un investimento di 13 milioni di euro. Il comitato scientifico è formato dai direttori dei musei torinesi e da tre personaggi di primo piano a livello internazionale, autori dei tre interventi più interessanti del convegno: Nicolas Serata, direttore della Tate Gallery, Rudy Fuchs ex direttore dello Stedelijk Museum, e David Ross già direttore del Whitney Museum e del museo di San Francisco. Tutti e tre hanno sottolineato l’importanza fondamentale delle collezioni pubbliche, le più visitate dal grande pubblico, che hanno grandi difficoltà a reperire i soldi per le nuove acquisizioni È stata criticata la politica della maggior parte degli sponsor privati che preferiscono finanziare le mostre blockbuster in grado di attirare grandi masse di visitatori, ma che non contribuiscono allo sviluppo reale dell’arte contemporanea e non sostengono le nuove ricerche più interessanti.

Anche la maggior parte delle collezioni private bloccano le opere in contesti non molto accessibili e non svolgono un’adeguata funzione culturale. “Stando così le cose – ha detto Fuchs – le attività legate al collezionismo pubblico e il mantenimento delle collezioni di arte moderna a uno standard elevato si trovano oggi in una situazione estremamente problematica”. E David Ross ha aggiunto la necessità di sostenere direttamente le ricerche più avanzate finanziando gli artisti nei loro progetti, spesso molto costosi.

Autore: Francesco Poli

Fonte:Il Manifesto

ITALIA: Ville e castelli piacciono ai mecenati americani.

Gloria BarbettaIL SECOLO XIX 05-GIU-2005Portofino. Una cena di gala a Castello Brown e un’altra nella spettacolare cornice di Villa Durazzo. Con una prima serie di donazioni da 50 mila dollari a testa.

Un buon successo per il soggiorno ligure di Friends of Fai trascorso nelle bellezze naturali artistiche della Liguria. Una vacanza culturale, ma non solo, che ha visto come protagonisti assoluti ventìcinque ‘Paperon de paperoni’ americani con l’amore per le bellezze artistiche che fanno parte della fondazione Frìends of Fai, presieduta da lady Lynn de Rothschild. Fondazione che sostiene dall’America le iniziative del Fai nazionale con una serie di donazioni. Il viaggio in Liguria ha avuto un grande successo e ieri è arrivata la prima donazione doc.

Sull’onda dell’entusiasmo dopo la giornata trascorsa a San Fruttuoso per visitare l’abbazia e un pranzo a bordo della prestigiosa nave Silver Sea in rada a Portofino, alcuni dei partecipanti hanno deciso «una donazione di 50.000 dollari ciascuno per sovvenzionare una proprietà del Fai in Veneto da poco acquistata» spiega spiega Alessandra Pellegrini, che ha partecipato all’organizzazione del viaggio in Liguria con la marchesa Bona Frescobaldi, Luigi Moschieri presidente di Friends of Fai, Andrea Fustinoni responsabile Fai Liguria e Claudio Scognamiglio, capo delegazione Fai di Genova.

Marco Magnifico, direttore generale Fai, aggiunge: “Le bellezze italiane appartengono al mondo intero: abbiamo deciso alcuni anni fa di creare questo gruppo di amici americani disposti ad aiutarci per reperire fondi anche all’estero. La donazione rappresenta un gesto nobile a conferma di uno spirito da mecenate, apprezzando la bellezza della nostra regione e in particolare Portofino e le Cinque Terre”.La marchesa Bona Frescobaldi evidenzia la “sensibilità del gruppo americano, alcuni di loro possiedono una casa a Todi, altri sono storici dell’arte, sostenitori di musei locali o semplicemente persone di origine italiana desiderose di contribuire al mantenimento delpatrimonio artìstico italiano”.

Bona Frescobaldi inoltre ha spiegato che qualcuno ha chiesto come sia possibile che il Fai abbia bisogno dell’aiuto degli americani per fare fronte ai restauri delle sue proprietà: “Abbiamo tanti monumenti in Italia e opere di grande valore artistico. Apprezziamo quindi l’aiuto che può arrivare anche dall’estero, c’è anche una coppia di tailandesi che ci sostiene”,

E il parco di Portofino è stato apprezzato dai visitatori di Friends of Fai?

“Gli americani sentono di più l’arte e il patrimonio architettonico. In America sul fronte dei parchi naturali loro sono i primi ad averne di bellissimi. E’ stata apprezzata la palazzata di Portofino e quella di Santa Margherita con i tipici colori, i profumi dei luoghi e il fascino che alcuni di loro avevano già sperimentato raggiungendo Portofino in barca”.

Claudio Scognamiglio invece sottolinea che “bastano 39 euro all’anno per aderire al Fai che, in Italia, conta 99 delegazioni Friends of Fai sostiene la nostra attività con vari contributi, che partono da un minimo di 500 dollari all’anno”.

Autore: Gloria Barbetta

Fonte:Il Secolo XIX