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ASTI: Premio Asti Scienza “Giuseppe Montalenti”.

Sabato 11 Febbraio 2006 ore 16 – Darwin Day ad Asti – Sala Pastrone – Via al Teatro Alfieri.
Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti in collaborazione con Astiss e Biblioteca Astense.
Con il patrocinio di Comune di Asti, Provincia di Asti, Festival della Scienza di Genova, SIBE – Società Italiana di Biologia Evoluzionistica.

Giuseppe Montalenti nasce ad Asti nel 1904; dopo gli studi a Torino e a Roma, si laurea in Scienze Naturali e diventa assistente presso l’Istituto di Zoologia dell’Università di Roma. Dopo un periodo di docenza a Roma, si trasferisce a Bologna dove rimane fino al 1939, dedicandosi a studi di Genetica. Dal ’39 è a Napoli come capo del reparto di Zoologia presso la Stazione Zoologica, mentre dal ’40 al ’60 ricopre la prima cattedra di Genetica in Italia, all’Università di Napoli; dal ’60 ricopre la medesima cattedra all’Università di Roma, dove per alcuni anni è anche Preside della Facoltà di Scienze. Dal 1980 al 1985, primo tra i biologi, è al vertice dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Si spegne nel 1990.

Alcuni enti culturali astigiani hanno unito le proprie forze per dar vita al Premio Asti Scienza “Giuseppe Montalenti”, Premio annuale dedicato alla letteratura scientifica intitolato al genetista astigiano Giuseppe Montalenti (Asti 1904 – Roma 1990), che prende il via quest’anno con l’edizione numero “Zero”.

Le finalità principali dell’iniziativa sono la diffusione della letteratura scientifica, la promozione della lettura della narrativa di ispirazione o ambientazione scientifica, la promozione della conoscenza della città di di Asti come sede di facoltà universitarie di eccellenza, l’offerta, alle aziende artigiane e non che operano nell’ambito della ricerca e dell’innovazione tecnologica un veicolo promozionale, attivo anche nei confronti di un vasto pubblico.

Un premio così articolato ha dunque la possibilità di coniugare divulgazione e ricerca, svago e formazione; inoltre, segnala l’attenzione della città e dei suoi enti per l’impegno nella ricerca scientifica, per la sua divulgazione e per le sue ricadute in un più vasto ambito culturale aspecifico.

Sono inoltre in cantiere possibili sviluppi futuri dell’iniziativa: la suddivisione del premio in due sezioni: saggistica e alta divulgazione, narrativa di ispirazione o ambientazione scientifica; ed ancora il possibile coinvolgimento delle scuole superiori con la loro collaborazione operativa. Il regolamento del premio è quindi ancora in fase di definizione. L’articolazione in due sezioni si avrà a partire dalla prima edizione, nel febbraio del 2007.

La cerimonia di premiazione avrà cadenza annuale, con la consegna del premio in prossimità del Darwin Day, la giornata dedicata a Darwin la giornata dedicata a Darwin che si celebra in tutto il mondo il 12 febbraio, e che ha permesso all’iniziativa di entrare a far parte del circuito internazionale della rete intitolato al grande scienziato inglese, www.darwinday.org.

Per l’Edizione Zero il premio di € 2500 sarà attribuito al volume Perché la scienza? L’avventura di un ricercatore (Mondadori 2005), di Luigi Luca e Francesco Cavalli Sforza, in occasione della presenza ad Asti dei due scrittori per la presentazione del volume medesimo, prevista nell’ambito del ciclo di incontri Omaggio a Montalenti: Evoluzione, scienza e cultura, organizzato da ASTISS e Biblioteca Astense.

‘Negli ultimi tre milioni di anni l’evoluzione umana non e’ stata solo biologica: quella che ha cambiato l’uomo e’ stata l’evoluzione culturale. Sono stati i nostri geni a permetterlo e proprio per questo sarebbe una barbarie cercare di sminuire l’importanza di Darwin”. Luca Cavalli Sforza

Luca e Francesco Cavalli Sforza: Perche’ la Scienza. L’avventura di un ricercatore. Saggi Mondadori, Milano, 2005.

Un’autobiografia di uno scienziato che ha fatto ricerca per oltre sessant’anni, la maggior parte dei quali dedicati a ricostruire la storia dell’umanità. È un’autobiografia particolare, dove gli eventi della vita sono una cornice e un pretesto per scoprire come si fa scienza, come nascono le conoscenze, di quali strumenti disponiamo per scoprire un passato le cui tracce visibili sono per lo più scomparse, ma che è rimasto impresso nel nostro patrimonio genetico come nella nostra cultura e che può essere riportato alla luce a patto di usare gli strumenti adatti. Luca Cavalli-Sforza racconta la storia del suo percorso scientifico e umano, che è anche un pezzo della storia della scienza nell’epoca della sua massima accelerazione. Racconta delle ricerche sulla genetica delle popolazioni umane e sull’evoluzione della cultura, ma anche sulla sessualità batterica. Descrive come, studiando i caratteri ereditari degli abitanti del pianeta, ha ricostruito l’albero genealogico dell’umanità moderna. Ancora cinquant’anni fa, l’idea che i batteri avessero una sessualità e potessero scambiarsi ‘pacchetti’ di informazione genetica era considerata un’eresia. Si sapeva che erano esistiti uomini arcaici e diversi da noi, ma non si aveva la minima nozione di come fosse comparsa l’unica specie umana che abita il mondo oggi. Le regole della trasmissione ereditaria erano già ben note, ma era appena stata individuata la struttura del Dna, la molecola che permette agli esseri viventi di trasmettere ai figli i caratteri dei genitori. Oggi siamo in grado di spingere lo sguardo indietro nel passato dell’umanità di decine e centinaia di migliaia di anni. Le previsioni fatte in laboratorio grazie all’analisi chimica e agli strumenti matematici vengono puntualmente confermate dai ritrovamenti archeologici. Non siamo in grado di viaggiare nel tempo, ma abbiamo costruito discipline che ci permettono di vedere dentro ciò che sembrava scomparso per sempre alle nostre spalle. Come ci si è arrivati e cosa lo ha reso possibile? Perche’ la Scienza è il resoconto di questa affascinante avventura.

“La conoscenza, di per sé, non è soggetta alle leggi di mercato. Studiare non costa, non inquina, non brucia enormi quantità di combustibile, non consuma grandi risorse: più che altro del tempo, la carta necessaria a produrre libri, o quel po’ di corrente elettrica che serve per collegarsi a Internet. Non richiede nemmeno tanto cibo. La ricerca stessa non ha necessariamente bisogno di strumenti costosissimi; non sempre e comunque, perlomeno. Le idee migliori hanno cambiato il mondo, e le idee nascono in uno spazio così piccolo da poterlo quasi cingere tra le mani: quello del nostro cervello. Imparare e comprendere, cercare di capire, inventare e mettere in opera. Forse non moltissimi hanno modo di rendersene conto, ma queste attività possono essere fra le più divertenti e gratificanti che ci siano. E sono esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.”

Luca Cavalli Sforza – Introduzione a Perché la scienza. L’avventura di un ricercatore. (Mondatori, 2005).

Biografie:

Luigi Luca Cavalli Sforza nasce a Genova, è cittadino italiano e statunitense. Laureatosi in medicina a Pavia (1944), già da studente si occupa di genetica delle popolazioni con Adriano Buzzati-Traverso. Fra il 1948 e il 1950 svolge un incarico di ricerca a Cambridge, dove lavora con uno dei genetisti più bravi del secolo scorso: Ronald A. Fischer. In quei due anni Cavalli Sforza, già proveniente dalla ricerca sulla genetica delle popolazioni e sull’immunologia, compie un lavoro sperimentale sulla genetica dei batteri. Lavorando in quell’ambiente, comincia a sviluppare un crescente interesse per l’analisi dei gruppi sanguigni finalizzata allo studio dell’evoluzione umana. E’ stato Direttore dei Laboratori di Ricerca di Microbiologia all’Istituto Sieroterapico Milanese e dell’Istituto di Genetica all’Università di Pavia; ha insegnato nelle Università di Cambridge, Parma e Pavia ed è Professore Emerito di Genetica all’Università di Stanford in California (dal 1992).
Da quarant’anni studia l’evoluzione umana e, a partire dal 1991, si occupa del programma di ricerca sulla diversità del genoma umano, lo ‘Human genome diversity project‘ da lui promosso, che punta a ricostruire, attraverso l’analisi del DNA mitocondriale, la mappa delle popolazioni del pianeta. E’ autore di quasi 500 pubblicazioni scientifiche e di alcuni libri. ha collaborato con vari periodici e numerosi sono i riconoscimenti che ha ricevuto.
Tra le sue opere apparse in italiano ricordiamo: Analisi statistica per medici e biologi, Introduzione alla genetica umana (Mondadori, 1974), Genetica, evoluzione, uomo (con Walter Bodmer, Mondadori, 1977), La transizione neolitica e la genetica di popolazioni in Europa (con Albert J. Ammerman, Bollati Boringhieri 1986), Storia e Geografia dei geni umani (con Paolo Menozzi e Alberto Piazza, Adelphi 2000). Il suo nome è diventato popolare negli ultimi anni grazie a una serie di brillanti pubblicazioni scientifico-divulgative come La storia della diversità umana (Mondadori, 1993) e La scienza della felicità (Mondadori, 1997).

Francesco Cavalli Sforza (Cambridge, UK, 1950) ha studiato a Berkeley, Trento e Milano, dove si è laureato in filosofia. Regista cinematografico e televisivo, ha lavorato in particolare per il pubblico giovane, trattando soggetti educativi in forma narrativa e fantastica e ottenendo riconoscimenti internazionali. Ha pubblicato Chi siamo. La storia della diversità umana (con Luca Cavalli Sforza, Mondadori 1993) per Einaudi Scuola Razza o pregiudizio? (con Luca Cavalli Sforza e Ada Piazza, 1996), poi La scienza della felicità (con Luca Cavalli Sforza, Mondadori 1997), e Natura (con Luca Cavalli Sforza, 2003), un corso di scienze per le scuole medie inferiori.

PADULA (Sa): Innamorati dell’arte.

A San Valentino un biglietto gratuito per tutte le coppie che visiteranno la Certosa di Padula.

Per tutte le coppie che il 14 febbraio (San Valentino) visiteranno la Certosa di Padula, musei e siti statali, su due biglietti interi uno sarà in omaggio. E’ quanto ha stabilito il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. ‘E’ il primo anno che promuoviamo un’iniziativa nella giornata dedicata a San Valentino. Un invito – ha dichiarato l’on. Antonio Martusciello, Vice Ministro per i Beni e le Attività Culturali – che mira a far avvicinare i cittadini al nostro patrimonio storico, artistico e architettonico, per renderli sempre più consapevoli del grande tesoro d’Italia, trasformando così il nostro slogan in ‘Innamorati dell’arte’.

La Certosa di Padula, fondata nel 1306, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, si estende su un’area di 51000 mq tra spazi coperti, chiostri ed aree verdi, tutti restaurati e mantenuti, ed è il simbolo della continua osmosi tra vita contemplativa e vita vissuta, tra ascetismo e creatività. Il monumento è visitabile dalle 9.00 / 19.30. L’ingresso è gratuito per tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea, di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65. Il biglietto, pari a 4 €, è ridotto del 50% per i giovani di età compresa tra i 18 anni e i 25 anni così come per gli insegnanti di ruolo nelle scuole statali italiane. L’ingresso gratuito è consentito anche a particolari categorie di studenti o insegnanti (architettura, storia dell’arte, ect.).

Come si raggiunge Padula
La Certosa è situata a 104 km a sud di Salerno, vi si arriva con l?Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscendo alla stazione di Padula – Buonabitacolo, distante circa 8 km.

Sui luoghi e sugli eventi culturali del Ministero è a disposizione anche un call center che risponde al numero verde 800 991 199, il servizio è attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 oppure consultare il sito internet http//www.beniculturali.it o il giornale on-line dei Beni Culturali www.culturalweb.it. Inoltre è attivo anche un servizio SMS, grazie a CulturalSMS, infatti basterà inviare dal proprio telefonino un SMS al numero 339.991199 per conoscere orari, indirizzi e costo dei biglietti dei principali monumenti e musei.

Info:
Tel. 0892573215, fax 089251727,

Email: stampa.ambientesa@arti.beniculturali.it

Fonte:Ministero per i Beni Culturali

Ileana TOZZI: Antonio Gherardi artista reatino (1638-1702) e la committenza degli Avila a Roma.

Rieti, città natale di Antonio Gherardi (1638-1702), ha concluso con una grande mostra le celebrazioni del terzo centenario dalla morte di questo apprezzato e versatile interprete della cultura artistica di fine Seicento.

Antonio Tatoti, che assunse intorno ai venti anni il nome d’arte di Gherardi, raggiunse con esso una meritata fama negli ambienti dell’aristocrazia e della curia romana, frequentati fin dalla fine degli anni ’50.

Lo studio completo si trova in www.auditorium.info, alla pagina:
Ileana TOZZI: Antonio Gherardi, artista reatino (1638-1702) e la committenza degli Avila a Roma.

Autore: Ileana Tozzi

ROMA: Premio ERMINIA BRETSCHNEIDER per la storia dell’arte – I edizione.

Bando di concorso

1. Il contenuto delle opere partecipanti dovrà avere carattere scientifico e riguardare la storia dell’Arte, dal periodo medievale a quello moderno.

2. La partecipazione al premio è libera e gratuita. Ogni autore potrà partecipare con una o più opere inedite in italiano, tedesco, inglese, francese o spagnolo. Le opere partecipanti (monografie e non articoli brevi) dovranno pervenire in copia dattiloscritta e rilegata alla segreteria del premio “L’ERMA” di BRETSCHNEIDER – via Cassiodoro 19 – casella postale 6192 – 00193 Roma – Italia, entro e non oltre il 31 ottobre 2005.

3. Nelle opere non dovrà comparire il nome dell’autore. Al contrario, esse dovranno essere contrassegnate da un motto o da un numero e accompagnate da una busta chiusa recante all’esterno lo stesso motto o numero e all’interno un foglio contenente la firma e tutte le generalità dell’autore.

4. Le opere verranno giudicate da una giuria composta da professori ed esperti, italiani e stranieri, delle materie indicate. La giuria potrà non procedere all’assegnazione del premio ove, a suo insindacabile giudizio, ritenesse che non sono state presentate opere particolarmente meritevoli.

5. L’autore dell’opera vincitrice del premio riceverà la somma di Euro 2.600,00 e l’opera stessa verrà pubblicata in volume da “L’ERMA” di BRETSCHNEIDER.

6. Ove la giuria, oltre all’opera prima classificata, ritenga di segnalare altre opere come particolarmente meritevoli, le stesse potranno essere pubblicate a giudizio de “L’ERMA” di BRETSCHNEIDER.

7. La partecipazione al concorso implica l’adesione da parte degli autori partecipanti a consentire la pubblicazione delle opere segnalate in volume.

8. Le opere non premiate e quelle per le quali “L’ERMA” di BRETSCHNEIDER non si avvarrà della facoltà di procedere alla pubblicazione, rimarranno esclusiva proprietà dei loro autori. Tutti i manoscritti pervenuti non verranno restituiti, si prega pertanto di non allegare materiale originale (es. foto, piante etc.) ma solo documenti sotto forma di copia o fotocopia.

9. La premiazione avrà luogo in forma pubblica e di essa verrà dato preventivo avviso ai premiati a mezzo di comunicazione personale. L’esito del premio verrà comunicato con lettera a tutti i partecipanti a cura della segreteria del premio.

Autore: L’editore

Link: http://www.lerma.it

Email: edizioni@lerma.it

MILANO: Apre con una grande mostra la nuova sede della Fondazione Pomodoro.

La sede è delle più appropriate, gli enormi impianti, abbandonati da anni e appositamente ristrutturati, delle ex officine Riva & Calzoni, tra via Solari e via Savona a Milano: oggi cuore della vita artistica e creativa della città e fino agli anni Sessanta una delle sue principali aree industriali.

Qui, a partire dall’inaugurazione, il 23 settembre, aprirà infatti al pubblico la nuova casa della Fondazione Arnaldo Pomodoro (tel. 02 89075394), realizzata con il contributo di 3M e della Regione Lombardia: uno spazio più centrale e di maggior respiro rispetto alla vecchia sede di Rozzano, aperta nel 1999.

Nei 3500 metri quadrati di capannoni, emblema di una città dinamica e produttiva, fra i pilastri di ferro e i poderosi carriponte, troveranno sede permanente e saranno visibili a rotazione, le opere di Arnaldo Pomodoro, sicuramente uno dei pochi artisti contemporanei le cui sculture di grandi dimensioni ornino piazze e luoghi pubblici, in Italia e all’estero: pezzo forte della collezione, Ingresso nel labirinto, installazione in progress dell’artista in fibra di vetro trasparente.

Nei grandi ambienti troveranno ospitalità anche una biblioteca specialistica, bookshop, caffetteria e un ampio spazio per attività temporanee: mostre, sicuramente (la prima, che si inaugura proprio il 23 settembre, è dedicata alla scultura italiana del XX secolo), ma anche incontri, proiezioni e performance, in un “teatrino” sistemato dove un tempo c’era una pressa. Fra le attività della Fondazione, l’istituzione di un premio per giovani scultori: a maggio la premiazione, con una mostra, per la prima edizione.

Fonte:Qui Touring