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TRICASE (Le): Un raro esempio di tutela e di salvaguardia.

Tra il comitato Finis terrae e la regione Puglia per la donazione di un’area per la campagna Coppula Tisa.

Il giorno 30 luglio 2005, in Tricase, presso l’area immobiliare denominata Contrada Mito, sono convenuti:

a) – La Regione Puglia, in persona del suo Presidente Nichi Vendola;
b) – Il comitato Finis Terrae, costituito in Tricase, in persona del Presidente Gigliola Bacile di Castiglione .

PREMESSO:

– che il comitato Finis terrae è impegnato nella campagna per il recupero della bellezza denominata “Coppula Tisa”;
– che Finis terrae ha assunto il valore della bellezza quale parametro di civiltà dei popoli e della attitudine ad orientare le proprie scelte verso i valori dell’armonia della natura, del rispetto ambientale, dell’impegno civile, della legalità, della giustizia e della semplicità, quali antidoti agli eccessi della società consumistica; inoltre ha associato alla promozione della bellezza azioni di cittadinanza attiva per educare i cittadini alla tutela del paesaggio, così come sancito dall’articolo 9 della Carta Costituzionale, e all’esercizio del diritto diffuso alla integrità territoriale;
– che Finis Terrae ha immaginato di dare attuazione al principio costituzionale della tutela paesaggistica attraverso un percorso innovativo – che può denominarsi condono etico – articolato nelle seguenti fasi : a) acquisizione in proprietà di manufatti abusivi e/o beni ad elevato rischio di alterazione ambientale; b) richiesta di condono edilizio, ove praticabile, e successivo abbattimento del manufatto condonato; c) affidamento dell’area ad un ente pubblico mediante donazione gravata dal vincolo dell’inedificabilità perpetua;
– che attraverso gli interventi di recupero di manufatti abusivi ed aree di interesse paesaggistico esposte al mirino della speculazione, Finis Terrae intende: a) evidenziare il contrasto bello/brutto e far emergere, attraverso l’azione dell’abbattimento, il valore della bellezza come armonia della natura; b)riscattare l’indifferenza dei cittadini intorno agli abusi del territorio; c) riconoscere al soggetto pubblico affidatario il ruolo di garante del rispetto delle regole a tutela del bene comune; d) stimolare la riflessione istituzionale sul valore etico delle modificazioni territoriali;
– che la Regione Puglia è particolarmente sensibile ai valori della tutela paesaggistica ed ambientale e, in particolare, persegue gli obiettivi programmatici: a) di attuare politiche ambientali trasparenti promuovendo un’idea di sviluppo dal volto umano secondo l’idea del vescovo Don Tonino Bello; b) avviare un processo di revisione normativa in materia ambientale e di assetto del territorio;

TANTO PREMESSO TRA LE PARTI SI CONVIENE QUANTO SEGUE:

Articolo 1.
Il Comitato “Finis Terrae” di Tricase, per tutte le finalità in premessa indicate, promette di donare alla Regione Puglia l’area situata in agro di Tricase, località contrada Mito contrassegnata catastalmente Fg 10 p.lla 444 e 445.

Articolo 2.
La Regione Puglia, condividendo le finalità che ispirano il Comitato, dichiara di: a) aderire attivamente alla campagna “CoppulaTisa”, e promette di
b) accettare la donazione dell’area meglio specificata dal precedente articolo, promettendo di obbligarsi a salvaguardarla mediante il vincolo di inedificabilità assoluta, assicurandone la fruizione pubblica realizzando un punto panoramico sul mare per favorire la godibilità del paesaggio e della bellezza della natura;
c) acquisendo il diritto di passaggio verso la confinante torre costiera lungo il sentiero naturale già esistente, promuovendo il recupero della torre con il coinvolgimento di fondazioni o altro ente o associazione operante in Italia da individuare d’intesa con il comitato Finis Terrae;
d) intitolare l’intera area acquisita in donazione a Norman Mommens autore e ideatore del fumetto Coppula Tisa mediante apposizione in loco di una targa recante il simbolo di Coppula Tisa;
e) promuovere l’inserimento dell’area nel perimetro del parco Otranto – Santa Maria di Leuca di cui alla LR n. 19/1997, trattandosi di area situata immediatamente a ridosso dell’istituendo parco e dotata delle caratteristiche di pregio ambientale di cui alla normativa europea (Direttiva Habitat 92/43/CEE);

Articolo 3.
Il Comitato promette di concorrere d’intesa con la regione al servizio di sorveglianza e manutenzione dell’area o direttamente o mediante designazione di cittadini singoli o associati cui potrà essere assegnata la gestione finalizzata alla fruizione pubblica a titolo gratuito.

Articolo 4
La Regione e il comitato Finis Terrae si obbligano ad effettuare e concludere la donazione dell’area in questione entro sei mesi dalla sottoscrizione del presente atto in detto temine la regione, mediante i propri uffici e strutture, predisporrà gli atti amministrativi propedeutici alla sottoscrizione dell’atto pubblico.

Tricase, 30-07-2005

Gigliola Bacile di Castiglione, Presidente Comitato Finis Terrae
Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia

VENEZIA: Costruire le collezioni. Fondazioni e banche per l’arte contemporanea.

Un convegno alla Fondazione Cini sul ruolo delle banche e delle fondazioni.

Tra gli eventi collaterali che sempre accompagnano l’apertura della Biennale di Venezia, quello meno spettacolare ma decisamente più concreto dal punto di vista dei contenuti (finanziari) è stato il convegno alla Fondazione Cini “Costruire le collezioni. Fondazioni e banche per l’arte contemporanea”, organizzato dalla Fondazione Crt di Torino per fare il punto sulle strategie di intervento nell’arte contemporanea messe in atto da grandi fondazioni e banche europee e americane. La Deutsche Bank, che spende annualmente circa 8 milioni di euro, ha istituito nel 1980 il Deutsche Bank Art Concept e fino ad ora ha acquistato 50.000 pezzi, scegliendo opere su carta da collocare negli uffici delle varie sedi oppure da imprestare a musei per esposizioni Inoltre, nel 1997 la banca ha aperto il Deutsche Guggenheim Berlin, in collaborazione col museo newyorkese, commissionando opere ad artisti di primo piano come Rosenquist, Richter, Koons, Viola, Slominski e molti altri. Complessivamente, per l’arte, la Deutsche Bank (comprese le sponsorizzazioni di mostre).

La Ubs Art Collection comprende 900 opere dei migliori artisti dell’ultimo mezzo secolo e per farsi pubblicità ha organizzato quest’anno una mostra di opere scelte della collezione al Moma di New York e alla Fondazione Beyeler di Basilea (a novembre). L’Abn-Amro Foundation fondata nel 1976, ha attualmente 16000 opere, di artisti olandesi come Appe, Dibbets, Dumas, e stranieri tra cui Judd, Schutte, Taaffe, che sono per lo più esposte nelle varie sedi della banca L’attività di acquisizione è in stretta relazione con quella espositiva, attraverso prestiti a musei e l’organizzazione di mostre temporaneee. Quanto alla Caixa de Pensiones dagli anni ’80 a oggi ha accumulato una collezione di grande livello con opere di Beuys, Nauman, Tapiès, Merz, Kounellis, Ryman, Judd, Richter e dei migliori artisti delle ultime generazioni La sua principale attività è quella di promuovere mostre in vari spazi espositivi tra cui il Caixa-Forum di Barcellona. Il budget per gli acquisti ammonta quest’anno a 1,5 milioni di euro.

L’attività della Fondazione Crt per l’Arte Moderna e Contemporanea, nata nel 1999, ha una impostazione diversa e per molti versi innovativa perché non intende gestire in proprio le opere acquisite. Il suo obiettivo è quello di contribuire al rafforzamento dell’identità di Torino come polo dell’arte contemporanea, arricchendo le collezioni dei due musei della città, la Galleria Civica d’Arte Moderna e il Castello di Rivoli. Le opere rimangono di proprietà della fondazione ma vengono affidate in deposito permanente ai musei. Fino ad ora sono stati acquistati tre importanti nuclei di lavori: la collezione Stein di Arte Povera, un gruppo di importanti lavori della Transavanguardia, e una selezione di quadri dei principali artisti italiani della stagione dell’Informale. In totale 145 opere per un investimento di 13 milioni di euro. Il comitato scientifico è formato dai direttori dei musei torinesi e da tre personaggi di primo piano a livello internazionale, autori dei tre interventi più interessanti del convegno: Nicolas Serata, direttore della Tate Gallery, Rudy Fuchs ex direttore dello Stedelijk Museum, e David Ross già direttore del Whitney Museum e del museo di San Francisco. Tutti e tre hanno sottolineato l’importanza fondamentale delle collezioni pubbliche, le più visitate dal grande pubblico, che hanno grandi difficoltà a reperire i soldi per le nuove acquisizioni È stata criticata la politica della maggior parte degli sponsor privati che preferiscono finanziare le mostre blockbuster in grado di attirare grandi masse di visitatori, ma che non contribuiscono allo sviluppo reale dell’arte contemporanea e non sostengono le nuove ricerche più interessanti.

Anche la maggior parte delle collezioni private bloccano le opere in contesti non molto accessibili e non svolgono un’adeguata funzione culturale. “Stando così le cose – ha detto Fuchs – le attività legate al collezionismo pubblico e il mantenimento delle collezioni di arte moderna a uno standard elevato si trovano oggi in una situazione estremamente problematica”. E David Ross ha aggiunto la necessità di sostenere direttamente le ricerche più avanzate finanziando gli artisti nei loro progetti, spesso molto costosi.

Autore: Francesco Poli

Fonte:Il Manifesto

ROMA: Musei arriva la devolution dei biglietti.

Il prezzo dei biglietti dei musei, per regolamento ministeriale, sarà stabilito a livello regionale. Manca qualche passaggio burocratico in Consiglio dei ministri, per il resto è cosa fatta. La devolution arriverà anche nei siti archeologici, nei templi dell’arte, della storia, dell’architettura. È una conseguenza dell’istituzione delle direzioni regionali del ministero dei Beni culturali. I prezzi saranno tutti costantemente sotto esame, dovranno passare al vaglio dei criteri di valorizzazione: il costo dell’ingresso è il più adeguato? Corrisponde a quel che offre la struttura museale al momento?

Sei milioni e mezzo i visitatori di musei e siti archeologici campani. Dai dati del ministero dei Beni culturali la Campania risulta tra le superstar del 2004. È la terza regione per numero di visitatori paganti nei musei (3.231.849), preceduta da Lazio (4.920.827) e da Toscana (3.845.004). Per introiti lordi la Campania balza addirittura al secondo posto: 24milioni e 361mila euro, contro i 32 milioni e 619mila euro del Lazio e i 20 milioni e 940mila euro della Toscana. Insomma, dalle sovrintendenze campane arriva una fetta consistente dei 90 milioni di introiti lordi a livello nazionale. Una cifra, quest’ultima, che a partire dal 2000 è cresciuta di cinque milioni all’anno a livello nazionale e che, sulla base delle nuove scelte, potrebbe avere una ulteriore crescita. In Campania si è registrata nei primi cinque mesi del 2005 una crescita del tre per cento del numero dei visitatori dei musei, crescita che esaminata a partire dal 2003 arriva addirittura a quota 10,6 per cento.

“Questo provvedimento – dichiara il viceministro dei Beni culturali Antonio Martusciello – è in sintonia con la logica del decentramento e del federalismo che il governo ha tradotto in una riforma che è aperta alla partecipazione. È una misura che risponde alle esigenze e alle compatibilità territoriali. Le sovrintendenze hanno il polso della situazione e conoscono i flussi del turismo culturale per decidere al meglio un prezzo di ingresso che sia in linea con queste esigenze. Si ribalta una logica centralista che la società di oggi fortemente partecipativa non poteva più accettare. La Campania – conclude Martusciello – date le sue risorse culturali può trarre grandi vantaggi incentivando il turismo culturale e potendo contare su questa flessibilità”. L’assessore ai Beni culturali, Marco Di Lello, regista del sistema Artecard, pensa alle prospettive che apre questa nuova politica tariffaria. “Da noi abbiamo avuto una esperienza positiva con Artecard – spiega Di Lello – ed è una strada che dobbiamo continuare a percorrere, visto che ci sono le condizioni per funzionare meglio andando incontro alle esigenze degli operatori turistici. Non dovrebbero più ripetersi episodi come quello dei mesi scorsi, quando fu aumentato di un euro il ticket per la Reggia di Caserta e furono messi in difficoltà i tour operator che avevano già acquistato i biglietti. Io credo – incalza Di Lello – che si possano introdurre tariffe di bassa stagione, o cose di questo tipo inseguendo la logica di funzionalità turistica. Ma penso anche a sistemi per far crescere il numero dei visitatori dei musei minori, legando magari l’acquisto per il museo grande all’incentivo per la piccola struttura. Mi auguro che il prossimo passo in senso federale sia quello di far arrivare nelle casse locali una parte degli introiti dei biglietti, che oggi finiscono a Roma”.

Su quest’ultimo punto si dichiara d’accordo il direttore per la sovrintendenza ai Beni architettonici, l’architetto Enrico Guglielmo: “Il fatto che gli introiti finiscano per intero allo Stato resta una forma ancora ambigua e un po’ ibrida che non permette completamente la valorizzazione a livello locale. Il costo deve dipendere dall’offerta complessiva e dai servizi della struttura museale, e in questo deve rientrare anche ciò che l’ente locale riesce a far sviluppare intorno. Ecco perché ritengo che insieme con la decisione che spetta strutture ministeriali regionali, vanno ulteriormente coinvolti gli enti locali nelle politiche tariffarie”.

Autore: Francesco Vastarella

Fonte:Il Mattino

ROMA: Beni culturali e burocrazia.

Non c’è più molto da fare. Si può sintetizzare così la lunga intervista dell’ex ministro Urbani a ‘Il Giornale dell’Arte’, per spiegare le ragioni dell’abbandono. E per completare il quadro fa presente che ha riferito al noo ministro Buttiglione questa sua valutazone. C’è sicuramente un fondo di verità in quanto afferma Urbani. Molti sono i provvedimenti adottati durante il suo dicastero, anche se non sempre limpidamente coerenti. Ma sembra eccessivo sostenere che si è fatto tutto ciò di cui c’era necessità. Vediamo perché.Vorrei raccontare brevemente una piccola storia, senza citare i protagonisti. Nel dicembre del 2004 una Direzione regionale del Ministero per i beni e le attività culturali indice una ‘gara informale’ e invita alcune società e associazioni specializzati; a presentare una propria proposta per progettare la realizzazione del Sistema Museale di quella regione. I soggetti invitati accettano e presentano, nei tempi previsti (metà dicembre), i propri elaborati.

La Direzione affida l’incarico ad uno dei tre concorrenti a fine dicembre, quindi con grande celerità. Si tenga presente che, nel consegnare le proprie proposte, ciascuno dei concorrenti ha presentato i documenti richiesti e fatto ricorso alla cosiddetta autocertificazione (strumento introdotto per responsabilizzare i cittadini e alleggerire il ricorso alla produzione e moltiplicazione di documenti burocratici).

A febbraio, 2005 la Direzione regionale comunica all’aggiudicatario ‘provvisorio” che farà richiesta, agli enti preposti, della documentazione che confermi quanto e stato dichiarato con l’autocertificazione (che quindi non si capisce a cosa serve). Con posta ordinaria ad una serie di uffici (INPS, camera di commercio, tribunale, Inail ecc.) di fornire informazioni sull’aggiudicatario provvisorio. A metà giugno 2005 la Direzione generale conferma ai concorrenti che il ‘provvisorio’ è diventato definitivo. Ora dovranno passare alla stesura e sottoscrizione del contratto fra le due parti. Mesi trascorsi: sette (senza contare quelli impiegati dalla Direzione Regionale per imbastire la decisione di realizzare il Sistema Museale regionale e predisporre le procedure).

Questa vicenda, una delle tante che caratterizzano l’attività burocratica delle amministrazioni pubbliche, non si è sviluppata così per la ‘miopia’ di qualche funzionario. E, al contrario, la modalità che presiede la pubblica amministrazione. E’ alla base dei continui richiami della Corte dei Conti sull’accumulo dei cosiddetti residui passivi del ministero per i beni e le attività culturali.

Ora guardiamo il risvolto economico di una tale procedura. Chi ha ‘perso’, per 7 mesi non ha saputo l’esito finale. Chi, alla fine, ha ‘vinto’, ha sopportato oneri in vista di un lavoro da fare, senza sapere a partire da quando.

Ma c’è un altro aspetto. Promuovere e realizzare un Sistema Museale è operazione complessa ma straordinariamente utile. Consente, infatti, a più soggetti (pubblici, privati, ecclesiastici, ecc) di riconoscersi in un’unica strategia di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio, avvia una politica di marketing per la promozione e la fruizione dei musei, concorre a dare slancio allo sviluppo del turismo culturale di un’area vasta, favorisce nuovi investimenti. Quanto ha pesato, sul piano economico, il tempo perso nell’applicazione di un così tormentato iter burocratico? Quante occasioni sono state perdute? Ai lettori la risposta.

Al Ministro Buttiglione un invito: ci sono riforme, come quelle che riguardano le procedure burocratiche, che non costano niente ma possono dare un contributo allo sviluppo del Paese. Non è solo un ritornello caro al Presidente di Confindustria, è una verità inconfutabile. E nel caso in questione potrebbe essere un impegno per ‘smentire’ Urbani. Semplificare e snellire aiuterebbe tante Direzioni regionali e Sovrintendenze a fare di più e meglio, in tempi più rapidi. Magari aiutandoli a promuovere sistemi museali capaci di aiutare i territori a competere meglio sul piano nazionale e internazionale. Se la situazione del Paese è così difficile, tocca a ciascuno, secondo il ruolo e il grado di responsabilità, fare la propria parte. Anche con ‘piccole’ riforme.

Autore: Ledo Prato

Fonte:L’Arena

ITALIA: Ville e castelli piacciono ai mecenati americani.

Gloria BarbettaIL SECOLO XIX 05-GIU-2005Portofino. Una cena di gala a Castello Brown e un’altra nella spettacolare cornice di Villa Durazzo. Con una prima serie di donazioni da 50 mila dollari a testa.

Un buon successo per il soggiorno ligure di Friends of Fai trascorso nelle bellezze naturali artistiche della Liguria. Una vacanza culturale, ma non solo, che ha visto come protagonisti assoluti ventìcinque ‘Paperon de paperoni’ americani con l’amore per le bellezze artistiche che fanno parte della fondazione Frìends of Fai, presieduta da lady Lynn de Rothschild. Fondazione che sostiene dall’America le iniziative del Fai nazionale con una serie di donazioni. Il viaggio in Liguria ha avuto un grande successo e ieri è arrivata la prima donazione doc.

Sull’onda dell’entusiasmo dopo la giornata trascorsa a San Fruttuoso per visitare l’abbazia e un pranzo a bordo della prestigiosa nave Silver Sea in rada a Portofino, alcuni dei partecipanti hanno deciso «una donazione di 50.000 dollari ciascuno per sovvenzionare una proprietà del Fai in Veneto da poco acquistata» spiega spiega Alessandra Pellegrini, che ha partecipato all’organizzazione del viaggio in Liguria con la marchesa Bona Frescobaldi, Luigi Moschieri presidente di Friends of Fai, Andrea Fustinoni responsabile Fai Liguria e Claudio Scognamiglio, capo delegazione Fai di Genova.

Marco Magnifico, direttore generale Fai, aggiunge: “Le bellezze italiane appartengono al mondo intero: abbiamo deciso alcuni anni fa di creare questo gruppo di amici americani disposti ad aiutarci per reperire fondi anche all’estero. La donazione rappresenta un gesto nobile a conferma di uno spirito da mecenate, apprezzando la bellezza della nostra regione e in particolare Portofino e le Cinque Terre”.La marchesa Bona Frescobaldi evidenzia la “sensibilità del gruppo americano, alcuni di loro possiedono una casa a Todi, altri sono storici dell’arte, sostenitori di musei locali o semplicemente persone di origine italiana desiderose di contribuire al mantenimento delpatrimonio artìstico italiano”.

Bona Frescobaldi inoltre ha spiegato che qualcuno ha chiesto come sia possibile che il Fai abbia bisogno dell’aiuto degli americani per fare fronte ai restauri delle sue proprietà: “Abbiamo tanti monumenti in Italia e opere di grande valore artistico. Apprezziamo quindi l’aiuto che può arrivare anche dall’estero, c’è anche una coppia di tailandesi che ci sostiene”,

E il parco di Portofino è stato apprezzato dai visitatori di Friends of Fai?

“Gli americani sentono di più l’arte e il patrimonio architettonico. In America sul fronte dei parchi naturali loro sono i primi ad averne di bellissimi. E’ stata apprezzata la palazzata di Portofino e quella di Santa Margherita con i tipici colori, i profumi dei luoghi e il fascino che alcuni di loro avevano già sperimentato raggiungendo Portofino in barca”.

Claudio Scognamiglio invece sottolinea che “bastano 39 euro all’anno per aderire al Fai che, in Italia, conta 99 delegazioni Friends of Fai sostiene la nostra attività con vari contributi, che partono da un minimo di 500 dollari all’anno”.

Autore: Gloria Barbetta

Fonte:Il Secolo XIX