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Raffaele TAMIOZZO: La legislazione dei beni culturali e paesaggistici.

La Giuffrè Editore pubblica due volumi dedicati al Codice dei Beni Culturali, due testi di Tamiozzo Raffaele che spiegano le novità introdotte nel 2004 dalla nuova legislazione in materia di tutela, fruizione e valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico.

Con “La legislazione dei beni culturali e paesaggistici” di Tamiozzo Raffaele la Giuffrè Editore pubblica uno dei primi lavori di analisi sul nuovo Codice dei Beni Culturali, il testo legislativo del 2004 che ha ripreso, aggiornato e sistematizzato l’intera disciplina attinente la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico del nostro paese. Il testo analizza i principali aspetti di queste tre funzioni, sul piano normativo e giurisprudenziale, secondo le seguenti ripartizioni: concetto di bene culturale e natura dei vincoli; tutela dei beni archeologici; tutela dei beni paesaggistici; disciplina delle mostre in Italia e all’estero; agevolazioni fiscali; regime sanzionatorio; circolazione comunitaria e internazionale dei beni culturali; la falsificazione dei beni culturali; l’organizzazione amministrativa statale preposta alla tutela del bene culturale.

A cura di Raffaele Tamiozzo è anche il coordinamento de “Il Codice dei beni culturali e del paesaggio”, un volume di commento di tutti gli articoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Un particolare riguardo e una più ampia ed articolata trattazione sono state riservate alle innovazioni introdotte dal Codice rispetto alla legislazione precedente (verifica dell’interesse culturale, fruizione e valorizzazione dei beni culturali, procedimento di autorizzazione per interventi su beni paesaggistici). Anche in questo caso, l’edizione è a cura di Giuffrè Editore.

Fonte:CulturalWeb

Pierfranco BRUNI: I Beni Culturali”.

‘Il museo è uno strumento che pone in essere sia un modello profondamente culturale sia elementi che aprono un dialogo comparato tra comunicazione e utenza. Il museo deve comunicare oltre che conservare”.

E’ il risultato dell’ultima ricerca di Pierfranco Bruni pubblicata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

“Il museo, in una società complessa come quella attuale, ha un ruolo relazionale significativo. Non si può considerare come una struttura soltanto volta alla conservazione del materiale. Deve avere una funzione sempre più rivolta a dei progetti che abbiano come elemento fondamentale la comunicazione e la metodologia didattica”. E’ ciò che sottolinea Pierfranco Bruni nel suo “I Beni Culturali” edito dall’Iral con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Pierfranco Bruni nel suo studio suscita degli interessanti stimoli e risponde al alcune fondamentali domande sul rapporto tra museo e territorio, tra museo e socializzazione, tra museo e scuola. La ricerca di Pierfranco Bruni, che si inquadra nei progetti che porta avanti come studioso dei fenomeni riferiti al patrimonio storico e come funzionario e rappresentante del MiBAC nella Commissione Nazionale Unesco nonché Coordinatore del progetto sulla promozione della cultura nelle comunità di minoranza linguistica, è indirizzata ad un pubblico vasto ma anche specialistico. Infatti si sofferma, con acume, su due strutture in modo principale: il museo e la biblioteca. Di entrambe le strutture ne valorizza la capacità che devono avere all’interno della realtà territoriale.

Il territorio, per Bruni, costituisce una chiave di lettura fondamentale anche per capire il dialogo tra realtà museale, nel caso specifico, e utenza. Si sofferma sul valore della fruizione e sulla forza che la valorizzazione deve avere nell’accogliere l’utenza. Una utenza eterogenea che va dagli specialisti ai turisti, dagli studenti ad un pubblico piuttosto variegato. Il muso, per Bruni, è una dimensione che deve, comunque, vedere la compartecipazione di percorsi manageriali proprio nell’atto della gestione. Il futuro del museo non sta soltanto nella tipologia del materiale che si espone ma anche in un modello di gestione aperta che possa guardare con attenzione ad una politica della accoglienza.

Il museo, dunque, nella ricerca di Bruni resta centrale perché si pone come uno spazio che è quello della mediazione e delle relazioni. Ed ha come esempi le esperienze dei grandi musei che guardano con molta sensibilità all’aspetto pedagogico. Proprio per questo Bruni propone la figura del pedagogista, tra le altre professionalità, all’interno del museo. La ricerca ha già ottenuto numerosi consensi perché sottolinea prospettive nuove alla luce soprattutto della nuova concezione del ruolo che devono rivestire i beni culturali.

Culturalweb

Autore: Renzo De Simone

Fonte:CulturalWeb

U.S.A.: Dopo 20 anni di nuovo nell’Unesco.

Con un gesto di “multilateralismo” che sembra in contrasto con le linee guida della politica estera condotta dall’Amministrazione Bush, gli Stati Uniti tornano nell’Unesco dopo venti anni di assenza, e attriti più o meno dichiarati.

Il Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione dell’ONU dedicata ad arte, scienza e cultura si apre così all’ambasciatore americano, Louise Oliver. Nominato direttamente dal presidente Bush (e in attesa di conferma da parte del Senato), la Oliver si è in passato distinta nella “raccolta fondi” per il Partito Repubblicano.

La First Lady, Laura Bush, è stata relatrice alla sede parigina dell’Unesco lo scorso mese sul tema dell’educazione, ma, ancora con maggiore enfasi, ha sottolineato il ruolo che l’Unesco potrebbe svolgere nella guerra contro il terrorismo internazionale.

“Noi possiamo oggi sostenere il raggiungimento della pace, ha dichiarato, diffondendo quei valori contrari al terrore e volti, invece, verso un mondo migliore e più sicuro: educazione, tolleranza, rispetto per tutte le vite umane e per tutte le differenze”.

L’auspicio degli Usa è che l’Unesco possa essere un valido alleato in questa battaglia: questo ha creato un certo allarme sulla possibilità che tali nuove priorità possano distogliere l’organizzazione dai suoi tradizionali impegni. Senza contare gli attriti tra Amministrazione Bush e Unesco in merito a temi quali aborto, libertà di stampa e clonazione.

Fonte:Il Giornale dell’Arte

FORLI’: PER ANGELO FABBRI – 33 Artisti più Uno.

Fino all’11 settembre 2005 presso l’OratorioSan Sebastiano di Forlì.

Trentatrè artisti per un grande nome: Angelo Fabbri. E’ questo il sottile filo rosso della mostra “Per Angelo Fabbri” in programma fino all’11 settembre prossimo presso l¹Oratorio di San Sebastiano di Forlì (Piazza Guido da Montefeltro). La mostra, curata da Marisa Zattini, è promossa dall’Assessorato Cultura e Università del Comune di Forlì e dall’Associazione Culturale ARTEpro.

La mostra è un “omaggio” al pittore forlivese Angelo Fabbri (Forlì 1957 – 2004), recentemente scomparso, attraverso le opere di 33 artisti, legati a lui da amicizia e stima, completate da diversi contributi critici, poetici e musicali, appositamente dedicati all’artista. Questo con la volontà di rendere permanente la memoria di una figura di spicco nel panorama dell’arte giovanile italiana.

Le opere oggetto dell’evento andranno a costituire, alla conclusione della rassegna, una collezione permanente di estremo interesse artistico che resterà di proprietà del Comune di Forlì. Due le tematiche del corpus di opere della mostra: quello della “natura morta” e quello della centralità della “figura umana”.

Tutti gli artisti invitati, pittori e scultori, individuati sulla base di rapporti di amicizia, stima e conoscenza diretta con Angelo Fabbri – Gesine Arps, Dino Benucci, Adriano Bimbi, Carlo Bertocci, Moreno Bondi, Paola Campidelli, Nicola Cucchiaro, Silvano D¹Ambrosio, Vittorio D¹Augusta, Giovanni Fabbri, Mario Fani, Stefano Gattelli, Richard Hess, Francesco Izzo, Enrico Lombardi, Miria Malandri, Angela Maltoni, Andrea Martinelli, Daniele Masini, Stefano Mercatali, Alberto Mingotti, Alves Missiroli, Marco Neri, Giorgio Ortona, Ugo Pasini, Luca Piovaccari, Velda Ponti, Massimo Pulini, Lily Salvo, Guerrino Siroli, Alfonso e Nicola Vaccari, Antonio Violetta e Velasco Vitali – hanno aderito nella piena condivisione degli obiettivi del progetto, così come i critici Vittorio Sgarbi, Marco Di Capua, Bruno Mantura, Arnaldo Romani Brizzi, Rocco Ronchi, Claudio Spadoni e i poeti, scrittori, compositori: da Giuseppe Cangini a Franco Camporesi, da Cesare Ricciotti a Nevio Spadoni fino a Nicola e Alfonso Vaccai.

Con questa mostra, ha scritto l’Assessore alla Cultura del Comune di Forlì Gianfranco Marzocchi, “abbiamo voluto ricordare Angelo Fabbri, uno dei più importanti pittori che la nostra città ha avuto in questi anni, e celebrarne l’opera, insieme agli amici – artisti, poeti, musicisti, critici, scrittori – che hanno condiviso con lui l’esperienza artistica. Riteniamo sia importante rendere omaggio ad un pittore forlivese – prematuramente scomparso – oggi, a un anno dalla morte, e farlo proprio attraverso il ricordo espresso in termini artistici, che di lui hanno le persone che gli sono state vicine, alle quali ha lasciato una testimonianza indimenticabile di sé e del suo fare arte”.

Scrive la curatrice Marisa Zattini, nel suo testo in catalogo: “Angelo Fabbri, un artista, un amico perché un ricordo? Perché gli artisti hanno sempre nello sguardo e nell’anima la volontà di ritrovare l’incanto e il senso di concepire una dolce enigmatica ‘follia’, insieme, nell’intensità della condivisione di un ideale, di un obiettivo, di una comune appartenenza. Ci si sceglie quando si hanno in comune delle ossessioni e delle virtualità che vanno al di là del tempo. […] La pittura di Angelo Fabbri è come un affresco letterario e poetico. Nessuna ambiguità: è un affondo nel dettaglio psichico del funzionamento del reale, in un dettato del pensiero attraverso forme di associazioni capaci di coniugare la centralità della figura umana alle magiche geometrie delle nature morte, in un equilibrio di forme che hanno sedimentato il recupero e la memoria dei grandi maestri del passato. Una pittura che è energia sempre viva, coscienza vera e pugnace, tensione per l’essenza e la verità del dipingere. Nulla di enfatico, nulla di manieristico, ma solo tensione e vibrazione.

Nessuno snobismo avanguardistico, nessuna massima abusata, nessuna condivisione per ‘art as idea as idea’ di kosuthiana memoria, perché le idee sono il contrario del pensiero, come diceva Camus.

La rassegna, organizzata da IL VICOLO – Sezione Arte di Cesena, è corredata da un esaustivo catalogo edito per i tipi de IL VICOLO – Divisione Libri che conterrà, oltre agli interessanti saggi critici e ai contributi realizzati ad hoc per l’evento, il repertorio fotografico delle opere oggetto della rassegna. La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 11 settembre 2005.

Info:
Orario: feriali: 17,30-20,30; domenica e festivi: 10,30-12,30 / 17,30-20,30,
tel. 0547-21386
Ingresso gratuito.

Ufficio Stampa PrimaPagina Cesena – Tel.0547-24284

Email: boattini@agenziaprimapagina.it

FERRARA: Corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali e Ambientali.

Il corso di laurea, che per i suoi contenuti è fortemente innovativo, coinvolge una rete di Università europee ed extraeuropee e docenti di fama internazionale; il percorso formativo segue un approccio interdisciplinare sull’Uomo e l’Ambiente naturale analizzati nella loro interezza e nel loro reciproco rapporto, dal punto di vista naturale, biologico e culturale. In particolare saranno trattati gli aspetti del recupero, della conservazione, della catalogazione e della valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali.

Le metodologie formative utilizzate consentono anche a coloro che sono già professionalmente occupati o che risiedono lontano dalla sede di Ferrara, di intraprendere un percorso universitario di loro interesse, con la tranquillità di essere costantemente seguiti da un tutor e da un apparato formativo adeguatamente predisposto.

Il percorso di studio prevede altresì la possibilità di frequentare brevi periodi di formazione intensiva frontale (full immersion) per le attività di laboratorio e di campagna (attività informatiche, scavo archeologico, verifica di aspetti ecologici e ambientali e altro ancora) che consentiranno di acquisire una reale conoscenza e padronanza delle più sofisticate metodiche e tecnologie impiegate negli ambiti scientifici e culturali.

Ulteriori informazioni nel sito Internet http://carid.unife.it .

Per maggiori dettagli sui contenuti e l’organizzazione del Corso la Segreteria didattica del C.A.R.I.D. è a disposizione tutti i giorni, tranne il sabato e i festivi, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle ore 15 alle 18.

Università degli Studi di Ferrara – C.A.R.I.D.
Via Savonarola, 27 – 44100 Ferrara – Tel. 0532/293439 – Fax 0532/293412

Autore: Carlo Peretto

Link: http://carid.unife.it

Email: beni.culturali@carid.unife.it

Fonte:Università degli Studi di Ferrara