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PADULA (Sa). Apre le porte della Certosa ed è un viaggio tra otto secoli d´arte.

Padula è uno scrigno d´arte immerso nel verde del Vallo di Diano. Domani, per ‘Città della domenica’, apre le porte dei suoi tesori con la visita alla trecentesca Certosa di San Lorenzo.
L´ingresso costa 4 euro, gratis i visitatori che hanno più di 65 anni e meno di 18.
E´ il complesso monastico più grande d´Europa, dal ‘98 ‘patrimonio mondiale dell´umanità’ dell´Unesco.
Una cittadella cinta da alte mura che si estende per 51mila metri quadrati, oggi restituiti all´antico splendore dalla Sovrintendenza. Dalle 15.30 il percorso guidato dalle storiche dell´arte consentirà ai visitatori di rivivere per un giorno la vita dei certosini di San Brunone. Ma si potrà visitare la Certosa anche di mattina senza le guide.
Il viaggio tra ascetismo e creatività parte dalla Corte esterna dove erano ospitati i granai, le stalle, la lavanderia, il frantoio e le cantine, aperte eccezionalmente al pubblico di ‘Città della domenica’.
Sul lato opposto la facciata cinquecentesca, si accede quindi all´area cenobitica, un tempo destinata alla preghiera dei frati. Qui si potrà ammirare il piccolo chiostro della Foresteria dei Nobili, sopra è allestita la mostra ‘Baci serie inutile infinita’ di Marianna Troise.
E poi la Chiesa con il maestoso portone in cedro del Libano, il Refettorio con affreschi, la Sala delle Campane e quella del Capitolo. Dietro l´altare un varco porta in Sacrestia: armadi intagliati del 1686 e Cappella del Tesoro. Si procede verso la zona eremitica superando il chiostro dei Procuratori, con le 24 celle dei certosini. Qui è raccolta la collezione d´arte curata da Achille Bonito Oliva per la manifestazione ‘Le Opere e i Giorni’. Circa cento opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie e video, realizzate dal 2002 al 2004, da artisti di fama internazionale, e ora acquisite nella collezione permanente della Certosa.
Il percorso guidato prosegue sulla scala elicoidale, un gioiello d´ingegneria rinascimentale, che con i suoi 38 gradini monolitici conduce alla Biblioteca.
In questa zona si trova la Cella del Priore che in alcune delle sue dieci stanze ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale.
All´esterno uno spettacolo nello spettacolo. La cornice agreste del Parco della Certosa rende omaggio alle architetture nel verde di ‘Fresco Bosco’: mostra di sculture e installazioni (di Gianni Dessì, Braco Dimitrijevic, Giuseppe Gallo, Ernesto Tatafiore, Angelo Plessas, Luisa Rabbia, Alfredo Romano e Costas Varotsos) per un incontro con natura e arte contemporanea

Autore: Annalisa Lualdi

Fonte:La Repubblica

PERUGIA. Una nuova grande Galleria Nazionale per l’Umbria.

Dal 19 dicembre è riaperta al pubblico, la Galleria Nazionale dell’Umbria, una delle principali raccolte d’arte d’Italia, ospitata nei piani superiori dello storico Palazzo dei Priori di Perugia, sede del Comune fin dall’epoca medievale e splendido esempio di architettura civile gotica, al termine di un articolato percorso di recupero ed ampliamento degli spazi espositivi, dotati di tutti i servizi in linea con gli standard internazionali, oltre che di restauro delle opere d’arte facenti parte delle collezioni.
Il lavoro ha complessivamente impegnato oltre 8.000.000,00 di euro messi a disposizione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, avvalendosi anche di un intervento del Gioco del Lotto, ed è stato portato avanti con determinazione ed in maniera sistematica fin dai primi anni Novanta da Vittoria Garibaldi, storica dell’arte, per lungo tempo direttrice della Galleria Nazionale dell’Umbria e Soprintendente ed oggi Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, con la collaborazione di numerosi colleghi, in particolare Roul Paggetta per quanto concerne la parte architettonica e impiantistica, Tiziana Biganti, da pochi mesi nominata Direttore della Galleria stessa, e Paola Mercurelli Salari per quanto attiene alla definizione del percorso museale, Paola Passalacqua per ciò che concerne i restauri e Brunella Loffreda per l’organizzazione dei servizi, Catia Canti per la catalogazione delle opere, Renato Ricci per la comunicazione e la promozione del museo e Lorella Santi per tutta l’attività di segreteria.
Il progetto si è arricchito nel tempo di idee e di soluzioni diverse, in sintonia con le scoperte e le novità emerse durante i lavori; dal ritrovamento della imponente torre di Benvenuto di Cola dei Servitori, inglobata nel nuovo edificio nel 1323 e della casa di Madonna Dialdana,  ai frammenti trecenteschi della decorazione ad affresco della prima cappella dei Priori comunali o della cinquecentesca Ultima Cena di Giannicola di Paolo nel grande refettorio, fino ancora ai pavimenti preziosi o alla più antica rappresentazione della città negli affreschi di Benedetto Bonfigli, mirabile esempio di pittura di storia.
Quasi 3.000 opere d’arte perfettamente restaurate, in parte esposte nel percorso storico completamente rivisitato o nelle nuove sale – messe a disposizione dall’amministrazione comunale che ha ceduto al più grande tra i musei umbri quasi 1500 mq. degli spazi facenti parte della sua sede istituzionale più prestigiosa – in parte conservate in nuovissimi depositi, oggi resi visitabili su appuntamento per studiosi e appassionati d’arte.

 

 

Link: http://www.gallerianazionaleumbria.it/

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

TORINO. Nasce il Polo Reale tesoro da 350 mila visitatori l’anno.

Passa da un geniale recupero dei «Portièt», i piccoli portici che dividono piazza Castello da piazza San Giovanni, il rilancio dei regi musei che, con un investimento di 100 milioni di euro, entro il 2011, formeranno il «Polo Reale» di Torino, concepito per richiamare almeno 350 mila visitatori l’anno. Con quasi 47 mila metri quadri potrà competere con il Louvre di Parigi, il British Museum e il Prado di Madrid. Riunirà in un unico complesso Palazzo e Giardini Reali, Cappella della Sindone, Biblioteca e Armeria Reale, Museo di Antichità, più la Galleria Sabauda, che raddoppierà gli spazi nella Manica Nuova della Reggia.
Avranno la loro vetrina unificata, con book-shop, biglietterie e servizi di accoglienza, nel porticato che re Carlo Felice attraversava a piedi per recarsi a Corte dai suoi appartamenti di Palazzo Chiablese, che verranno infine aperti alle visite. Qui, al piano terra, nacque e operò il Museo del Cinema finché non fu trasferito alla Mole. Vi rimangono ancora alcune giacenze. Entro febbraio traslocheranno pure esse. L’impresa del «Polo Reale» avrà così inizio.
E’ stata presentata ieri da Mario Turetta, direttore regionale ai Beni Culturali, affiancato dal Soprintendente Francesco Pernice e dai progettisti. La regia dell’opera è ideata dall’architetto Stefano Trucco, previa un’analisi preliminare di fattibilità del professore Guido Guerzoni della Bocconi, che ha quantificato costi, ricavi e benefici. Mentre l’impiantistica è a cura dell’ingegnere Gianfranco Lo Cigno.
«E’ un progetto strategico per Torino e il Paese» assicura Turetta. «Parte da cantieri che già dispongono di 55 milioni stanziati dallo Stato. La Compagnia di San Paolo vi ha aggiunto 800 mila euro per restaurare Palazzo Chiablese, mentre la Fondazione Crt ha speso un milione e mezzo per l’Armeria Reale. Serviranno altri 32 milioni per il trasferimento della Galleria Sabauda». Sette ci sono già, dai fondi del Lotto. La Compagnia di San Paolo potrebbe offrirne almeno 15. Ne mancano 10. «Alcuni cantieri sono già aperti» ricorda Pernice. «Le opere a Palazzo Chiablese sono avanzate. Gli interventi per riaprire l’intero Palazzo Reale sono compiuti al 60 per cento e quelli che faranno risorgere la Cappella della Sindone hanno realizzato il 40 per cento degli obiettivi». «L’approccio – dice Guerzoni – parte dalla soddisfazione di esigenze condivise da tutti i musei. Ne unifica servizi e impianti per contenere costi, moltiplicare i ricavi e fare sistema». La strategia di Guerzoni «più che puntare su grandi mostre, guarda alla valorizzazione delle collezioni presenti nel Polo».
Trucco lo articola su alcune cerniere unificanti. «La prima – spiega – sarà in Piazzetta Reale. Riapriremo la terza arcata del porticato. Darà accesso a Palazzo Chiablese, che donerà gli spazi già dal Museo del Cinema alle biglietterie e al book-shop». Il pubblico potrà poi entrare a Palazzo Reale. In alternativa avrà a disposizione l’ingresso della Manica Nuova, dove lo scalone d’onore sarà ampliato per condurre sia alla Sabauda, sia al Museo di Antichità.
Un secondo intervento è previsto nel cosiddetto «Androne San Giovanni», dietro il campanile del Duomo, a fianco della piramide di vetro che copre i resti della chiesa di San Salvatore. Qui Trucco arreda lo spazio con un dehors di servizio all’elegante caffetteria già operativa nel torrione Frutteria di Palazzo Reale. Il secondo piano della Reggia sarà riservato alle grandi mostre e agli eventi internazionali. Gli spazi didattici verranno collocati nel padiglione del Museo di Antichità antistante i giardini bassi. Nei pressi, nel terrapieno prossimo a «Casa Spalla», dove si trasferirà il Comando del «Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri». Gianfranco Lo Cigno installerà le centrali tecnologiche unificate «per non toccare i volumi aulici».
I tempi? «Si parte – dice Buretta – con gli spazi d’accoglienza di Piazzetta Reale, poi realizzeremo quelli didattici. Si provvedere quindi al restauro del terzo piano di Palazzo Reale e all’impiantistica». Il progetto definitivo per accogliere nella Manica Nuova la Galleria Sabauda è pronto. «A gennaio – dice Trucco – partirà quello esecutivo. Le opere potrebbero essere appaltate entro il 2007, per finire l’allestimento nel 2010».


 

Autore: Maurizio Lupo

Fonte:La Stampa

BERLINO (D). Dopo 67 anni la scultura risplende.

Poco meno di un anno fa il restauro del Bode Museum, chiuso dal 1998, era stato finalmente completato e, grazie all’intervento dell’architetto viennese Heinz Tesar, l’elegante edificio neo-barocco (1897-1904) di Ernst Eberhard von Ihne era tornato al suo originario splendore.
Si trattava di una tappa di cruciale importanza soprattutto per quanto riguarda gli interni, concepiti dal celebre storico dell’arte Wilhelm von Bode (1845-1929), promotore del museo nonché suo primo direttore, come una serie di spazi altamente evocativi grazie all’inserimento di elementi architettonici in gran parte originali quali soffitti a cassettoni e portali, camini e fontane a parete, pavimenti in marmo e in cotto.
In questa atmosfera da «palazzo» di gusto prevalentemente italiano e rinascimentale, Bode aveva presentato le collezioni reali della scultura (al piano rialzato) e della pittura (al primo piano), spesso accompagnate da mobili d’epoca.
Il museo ospitava però anche il ricchissimo Gabinetto di Numismatica, allestito nel seminterrato e di cui già due anni fa si sono riaperte la sala studio e la biblioteca, così come la collezione di arte bizantina.
Quest’ultima nel 2000 è stata amministrativamente unita alla Scultura e oggi entrambe le collezioni, sotto la direzione di Arne Effenberger, sono finalmente tornate al Bode Museum: un momento davvero storico se si pensa che le opere in questione, evacuate nel 1939 e poi divise fra i settori est e ovest della città per alcuni decenni, dopo la Riunificazione non sono state più esposte al pubblico proprio a causa della mancanza di spazi adatti.


L’articolo integrale è disponibile nell’edizione stampata de
‘Il Giornale dell’Arte’, del mese di dicembre 2006.

 

Autore: Alessandra Galizzi Kroegel

Fonte:Il Giornale dell’Arte

PALERMO. Ha la sua Gam.

Finalmente, dopo rinvii e incertezze, si inaugura il 2 dicembre la Galleria civica d’Arte Moderna di Palermo.

È l’occasione per il museo della città, intitolato a Empedocle Restivo, di trovare finalmente una sede permanente, all’interno del Complesso monumentale di Sant’Anna, dopo un secolo di ospitalità «temporanea» nel ridotto del teatro Politeama.
La data di inaugurazione era inizialmente prevista per il 30 settembre.

L’articolo integrale è disponibile nell’edizione stampata de ‘Il Giornale dell’Arte’ del mese di dicembre 2006.

Fonte:Il Giornale dell’Arte