Archivi categoria: Mostre

AVELLINO. Capolavori della Terra di Mezzo Opere d’Arte dal Medioevo al Barocco.

Attraverso oltre ottanta opere, la mostra conduce a un viaggio ideale nella storia, nell’arte e nel territorio d’Irpinia, in un contesto espositivo di notevole interesse architettonico qual è l’ex Carcere Borbonico. Si presenta al grande pubblico, attraverso un percorso espositivo che nasce come progetto di tutela e valorizzazione, un patrimonio d’arte misconosciuto che, studiato per l’occasione da eminenti storici dell’arte, rivela il suo grande valore culturale.
L’esposizione corre sul filo della narrazione cronologica, dall’età medievale al tardo barocco, raccontando per immagini, colori ed emozioni, la storia dell’arte in Irpinia.
Le opere in mostra provengono da molti paesi della provincia e in gran parte da edifici religiosi, la selezione è scaturita dall’intento di rivelare questa area geografica, nota per la qualità dei suoi prodotti alimentari e i suoi paesaggi montani, ma con una eredità culturale confinata sottotraccia, all’indomani di una fervida stagione di recuperi.
La mostra si specchia nel suo denso catalogo (a cura di Antonella Cucciniello, edizioni arte’m di Napoli) dove ogni singola opera è stata esaminata, con schede-saggio, dai maggiori esperti di “questioni meridionali”: da Ferdinando Bologna a Francesco Gandolfo, da Francesco Abbate a Riccardo Naldi, da Mario Alberto Pavone a Letizia Gaeta. Il progetto, promosso dalla Provincia di Avellino, in partenariato con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, che ne ha affidato l’esecuzione tecnica e scientifica alla Soprintendenza per i BSAE di Salerno e Avellino, è stato realizzato in grande sinergia con tutte le Diocesi che operano in territorio irpino e molti comuni interessati.
Il percorso espositivo si avvale di supporti multimediali che guideranno il visitatore alla contestualizzazione dei manufatti nel territorio e ad una più attenta lettura delle opere.
La mostra potrà, inoltre, essere fruita da visitatori diversamente abili, grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche lungo l’intero percorso, e dai portatori di handicap visivi, per i quali è stato predisposta un percorso nel linguaggio Braille.

Info:
Avellino, Complesso Monumentale ex Carcere Borbonico, piazza Alfredo De Marsico, fino al 30 novembre 2012
Costo del biglietto: gratuito
Orario: : dal lunedì al venerdì ore 10.00–13.00, martedì e giovedì ore 15.00–17.00
Telefono: 0825.790539 – 0825.790733

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.capolavoridellaterradimezzo.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

MILANO. Bramantino a Milano.

Il nome ha sempre evocato la sua stretta collaborazione col Bramante, la cui attività a Milano alla corte di Ludovico Il Moro è documentata almeno fino al 1499. E la cifra stilistica di Bartolomeo Suardi, detto appunto il Bramantino, è sempre stata circoscritta a quel suo gusto raffinato per la concezione architettonica e illusionistica delle sue opere come pittore. La lezione del Bramante ha ispirato quella sua vena per la monumentalità, dove la tensione drammatica faceva leva con grinta sulla costruzione prospettica dello spazio. E il forte patetismo delle immagini, fuso ad un’atmosfera surreale e misteriosa, è diventata a buon ragione la sua firma.
Ma per il Bramantino (con un’attività che si concentra tra il 1480 e il 1530, anno della morte a circa 65 anni) è tempo di rileggere la sua parabola creativa nel dettaglio, dalla formazione alla maturità, che ne fa un illustre maestro del Rinascimento. Un’operazione intrapresa dalla mostra ‘Bramantino a Milano’ (fino al 25 settembre al Castello Sforzesco di Milano) luogo non certo casuale, visto che proprio qui si conservano importanti lavori dell’artista: nella Sala del Tesoro domina l’Argo, il grande affresco realizzato intorno al 1490 (probabilmente in collaborazione col Bramante); nella soprastante Sala della Balla sfilano gli straordinari dodici arazzi dedicati ai mesi dell’anno, commissionatigli da Giangiacomo Trivulzio tra il 1501 e il 1504, acquisiti dal Comune nel 1935.
A questi si aggiungeranno eccezionalmente le opere del Bramantino presenti a Milano (che ne vanta il nucleo più cospicuo esistente al mondo, compresa l’unica sua architettura pervenutaci, la Cappella Trivulzio, che può essere letta oggi come una sorta di monumentale ingresso alla chiesa di San Nazaro in Brolo), sparse in varie sedi tra musei civici e collezioni private.
In un percorso cronologico, per la prima volta vengono riunite le sue opere milanesi, una ventina di dipinti su tavola e su tela, e disegni, dalla giovanile ‘Adorazione del Bambino‘ della Pinacoteca Ambrosiana al ‘San Sebastiano‘ di una raccolta privata, dal ‘Noli me tangere (vedi imm.)’ delle Civiche Raccolte d’Arte Antica alla ‘Madonna con il Bambino e angeli’ della Pinacoteca di Brera.
Un percorso che si concentra proprio nella Sala del Tesoro, attorno all’Argo. Mentre nella Sala della Balla gli arazzi offrono un’inedita suggestione attraverso un allestimento completamente nuovo che segue il filo rosso della sequenza dei gesti delle figure e delle stagioni cui sono idealmente ispirati.
L’occasione è ghiotta per riscoprire la personalità di questo artista milanese noto soprattutto come pittore, ma che come architetto ha avuto una lunga pratica presso la Fabbrica del Duomo (con tanto di patente di ‘architetto e pittore ducale’ rilasciata da Francesco Sforza). Ma nella pittura è riscontrabile l’evoluzione della sua carriera, formatosi sui ‘modi’ ferraresi aspri e nervosi del Butinone, per conquistare una progressiva magniloquenza col Bramante.
Probabili viaggi a Roma (1500, 1508) gli infusero l’armoniosa volumetria ma anche un senso di astrazione dalla realtà con la predilezione per sfondi dai toni surreali, che col tempo raggiunsero limiti estremi, fino alla bizzarria.
‘La parabola del Bramantino – racconta Giovanni Agosti, curatore della mostra insieme a Jacopo Stoppa e Marco Tanzi – dimostra la sintonia con le ricerche più avanzate del suo tempo: la Ferrara espressionista di Ercole de’ Roberti, le sperimentazioni di Leonardo, la Roma città aperta di Giulio II prima di Raffaello, i languori di Giorgione e del Correggio. Tutto attraversato da una peculiare cifra stilistica, votata a una sorta di astrazione, fino a dare vita a immagini dalle iconografie spesso stravaganti e misteriose’.
‘Bramantino – conclude Agosti – è l’unico lombardo in grado di stare a fronte di Leonardo, di chinarsi sul Cenacolo senza esserne travolto’.
Alla mostra è abbinato un ciclo di conferenze, in collaborazione con l’università degli studi di Milano e con gli Amici di Brera, mentre in collaborazione col Fai, Fondo Ambiente italiano, apre eccezionalmente con visite guidate il Castello di Voghera dove si conserva un importante ciclo di affreschi del Bramantino.

Info:
‘Bramantino a Milano’, fino al 25 settembre 2012, Castello Sforzesco, Cortile della Rocchetta, Sala del Tesoro – Sala della Balla, Milano.
Orari: martedì-domenica, dalle ore 9 alle 17.30, chiuso il lunedì
Ingresso libero. – tel. 02/6596937.

Autore: Laura Larcan

Link: http://www.milanocastello.it

Fonte:La Repubblica

COMO. La dinastia Brueghel.

Non si placa l’ottimo riscontro di pubblico che sta caratterizzando la mostra La dinastia Brueghel, in programma fino al 29 luglio nelle sale della settecentesca Villa Olmo di Como.
A un mese dalla sua inaugurazione, sono 20.000 le persone – 1700 nella sola giornata del 25 aprile – che hanno ammirato 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri, in grado di ripercorrere la storia e l’eccezionale talento della più importante famiglia di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo.
L’iniziativa, curata da Sergio Gaddi, Assessore alla Cultura del Comune di Como, e Doron J. Lurie, Conservatore dei Dipinti Antichi al Tel Aviv Museum of Art, ideata e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, col contributo e il patrocinio della Regione Lombardia, è la tappa iniziale di un circuito internazionale che toccherà il Tel Aviv Museum of Art (settembre-dicembre 2012), la Galleria nazionale di Praga (dicembre 2012 – febbraio 2013), prima di volare negli Stati Uniti (Miami, primavera 2013).
Il percorso espositivo si apre e ruota attorno al capolavoro I sette peccati capitali di Hieronymus Bosch – che giunge in Italia per la prima volta – maestro che è stato il punto di riferimento stilistico di Pieter Brueghel il Vecchio.
Catalogo Silvana editoriale.

Info:
LA DINASTIA BRUEGHEL, a cura di Sergio Gaddi e Doron J. Lurie, fino al 29 luglio 2012
Como, Villa Olmo  –  via Cantoni 1
ORARI: da martedì a giovedì: 9 -20; da venerdì a domenica: 9 -22 (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso
Intero: 10 €; Ridotto: 8 €  (visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate); Ridotto scuole: 5 €  (gruppi scolastici di almeno 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori); Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore
Visita guidata (fino a 25 persone): 100 €
Visita guidata per le scuole:  50 €
Visita guidata + laboratorio didattico (fino a 25 persone): 70 €
Laboratorio didattico (ingresso singolo, senza visita guidata): 2 €
Il biglietto della mostra permette l’ingresso gratuito illimitato fino al 29 luglio 2012 nei musei cittadini: Museo Archeologico Giovio,  Museo Storico Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro, 1), Pinacoteca Civica (via Diaz, 84), Tempio Voltiano (Lungo Lario Marconi), Museo didattico della Seta (via Castelnuovo 9, prezzo agevolato di 5 euro).
Ufficio gruppi e info:  tel 031.571979  –  fax  031.3385561

Link: http://www.grandimostrecomo.it

AOSTA. Giorgio De Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee.

Giorgio de Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee, presenta in Valle d’Aosta attraverso 40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni, 15 grafiche, anche colorate a mano dall’autore, un’importante selezione di opere raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private italiane, da raccolte pubbliche, dal MART di Rovereto e dal Museo Casa Rodolfo Siviero, che eccezionalmente hanno abbandonato la loro originaria collocazione per essere ammirate dal grande pubblico.
La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta illustra il percorso all’insegna della Metafisica – intesa dal maestro come qualità eletta della pittura e non come caratteristica dei soggetti – che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del suo lavoro: recupero della tradizione classica, suscitazioni surreali, riavvicinamento alla realtà attraverso le modulazioni del barocco e quindi l’invenzione di nuovi temi e di tecniche, dai Bagni misteriosi alla neometafisica.
Capitoli che al loro apparire, nel sovrapporsi delle poetiche, hanno provocato polemiche in campo internazionale, le più accese per l’amore-odio che i surrealisti hanno avuto per De Chirico, riconosciuto l’iniziatore ideale del movimento francese.
Regge ancora la definizione di Ardengo Soffici che nel 1914 definì la pittura di De Chirico sulla rivista Lacerba come ‘una scrittura di sogni’ e altri critici aggiunsero che quella ‘pittura di sogni’ sembrava dipinta nel sogno. Negli anni i giochi culturali intorno a Giorgio de Chirico hanno provocato implicazioni filosofiche, letterarie, psicanalitiche. Le sue visioni utopiche hanno stimolato l’architettura e le sue atmosfere indefinite, arcane, il senso del tempo sospeso, dell’infinito che cala anche sulle cose quotidiane e comuni sono stati partecipati dalla narrativa moderna. De Chirico ha così disseminato con la pittura quantità di argomenti nelle più varie zone culturali e la prospettiva è quanto mai feconda: da qui anche il desiderio di rinnovare l’accostamento critico di un autore che in modo tanto completo rappresenta la nostra epoca, permette di attualizzare figurativamente il passato che si perpetua nel presente, una catena che consente all’uomo di rinnovarsi, di avventurarsi nel futuro sentendosi radicato in una vicenda secolare.
Nel catalogo, edito da Silvana Editoriale, sono presenti i testi di: Jacqueline Munck (curatrice del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e della mostra più completa che sia mai stata realizzata sull’opera di Giorgio de Chirico e tenutasi nella sede del museo parigino nel 2009), Luigi Cavallo, Attilio Tori.

Info:
Aosta, Centro Saint-Bénin di Aosta – Via Bonifacio Festaz, fino al 30-09-2012
Orario: tutti i giorni 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30.

Autore: Antonella Corona

FIRENZE. Arte torna arte.

Alla Galleria dell’Accademia, fino al 4 novembre 2012, prosegue la mostra “Arte torna arte”, la mostra curata da Bruno Corà, Franca Falletti e Daria Filardo; da segnalare che alla Galleria dell’Accademia proseguono fino alla fine di settembre le aperture serali, dalle 19 alle 22, ogni martedì a pagamento (con visite guidate gratuite alle 19 e alle 20.30) e ogni giovedì con ingresso gratuito -.

Info:
Polo Museale Fiorentino
Ufficio Comunicazione – Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group
cel. 335-7259518 – e-mail: marcoferri.press@gmail.com