Archivi categoria: Mostre

FIRENZE. Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento.

Al Museo Nazionale del Bargello, fino al 16 settembre 2012, da non perdere la mostra “Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento”, curata da Marino Marini.
Da segnalare che al Bargello, ogni martedì sera dalle 19 alle 22.30 fino al 9 ottobre, appuntamento con “Aperitivo ad arte”, secondo la formula (sperimentata già con successo agli Uffizi) della visita serale ad alcuni ambienti museali (la mostra “Fabulae pictae” e la Sala di Michelangelo e del Rinascimento) unitamente all’aperitivo; l’ingresso costa 12 euro e la prenotazione è più che consigliata al numero di Firenze Musei, 055-294883.

Info:
Polo Museale Fiorentino
Ufficio Comunicazione – Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group
cel. 335-7259518 – e-mail: marcoferri.press@gmail.com


 

PORDENONE. FIORISCONO LE COLLEZIONI. L’ARTE SI FA SPAZIO AL PArCo

Continua presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone l’esposizione “Fioriscono le Collezioni”, un itinerario tematico d’ispirazione floreale dedicato in particolare alla natura morta tra Otto e Novecento che apre un dialogo ideale tra le sale del museo di Villa Galvani e il giardino circostante arricchito dal Museo itinerario della rosa antica, il MIRA, ora in piena fioritura.
La selezione di dipinti, sculture e anche ceramiche e porcellane documenta la ricchezza delle raccolte d’arte moderna e contemporanea della Città di Pordenone, presentando alcuni capolavori nel quadro delle iniziative volte alla riscoperta delle collezioni d’arte del Museo Civico, che prevedono una serie di nuovi percorsi espositivi percorrendo il gusto di tre generazioni,
La mostra rimarrà allestita fino al 24 giugno, a ingresso gratuito, affiancando le opere di Negri, Palli, Sedmach, Sofianopulo, Poldelmengo e Valvassori esposte in Galleria facenti parte del progetto “Contemporanea/mente”, per poi lasciare il posto quindi a un nuovo allestimento delle collezioni museali, in linea con il progetto “Arte per tre generazioni”, che verrà presentato al pubblico sabato 30 giugno 2012.
Partner del Museo in questa iniziativa sono La Compagnia delle Rose, Lorenzo & Barbara per gli addobbi floreali, e per gli arredi l’azienda Gervasoni.
Giovedì 14 e 21 giugno ore 17.30 visite guidate in compagnia di Isabella Reale, curatrice dell’iniziativa.
Visite guidate per gruppi su prenotazione.

Info:
Pordenone, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato”, viale Dante 33 (PN) – tel. 0434 523780-392941
Orario estivo: martedì > sabato 15.30 >19.30- domenica 10.00 > 13.00 – 15.30 > 19.30 – chiuso il lunedì.  Ingresso gratuito

Link: http://www.artemodernapordenone.it

Email: info@artemodernapordenone.it

LA SPEZIA. Beatriz Millar [pUR nUR].

Il Comune della Spezia e l’Istituzione per i Servizi Culturali presentano al CAMeC, la prima retrospettiva dell’artista svizzera Beatriz Millar (Einsiedeln, 1967).
A poco più di un anno di distanza dalla grande personale al Duolun Museum of Contemporary Art di Shanghai, Beatriz Millar sviluppa un percorso in cui la sua ultima serie di lavori, dal titolo Salve Regina Souvenir, si confronta con le opere realizzate a partire dagli anni ’90.
Il suo è un lavoro concettuale che prende forma attraverso pittura, scultura, fotografia, video e performance, in cui l’artista si interroga sia sugli aspetti  mondani del contemporaneo che su quelli più spirituali. Partendo da una presa di coscienza di se stessa, del suo corpo e delle sue emozioni, la Millar gioca a spostare rapidamente lo sguardo a diversi livelli di “ingrandimento o allontanamento”, mettendo a fuoco ora la centralità del singolo, ora il suo essere parte di un complesso intreccio in cui ogni decisione e ogni azione provocano dirette conseguenze. Ciascuna opera funziona quindi da testimonianza e rivelazione del proprio ruolo in un preciso momento, in relazione ad istanze, terrene e non, apparentemente distanti.
La fitta simbologia che popola i suoi lavori è proprio il punto di contatto fra questi elementi distanti, valori di una grande equazione che l’artista si diverte a cercare di risolvere.
[pUR nUR], il titolo della mostra presentata al CAMeC, è un gioco di parole attorno ai concetti di luce/materia, puro/povero. Esso sintetizza la poetica dell’artista, in cui le suggestioni simboliche e le sperimentazioni materiche entrano in dialogo tessendo un poetico filo d’unione fra filosofie, storie e racconti. In particolare, la mostra è un percorso fra quelle tematiche che nei trascorsi vent’anni di produzione artistica hanno maggiormente influenzato e modellato la sua ricerca sul femminile, da sempre punto centrale di interesse nella sua poetica.
La donna di Beatriz è una figura paragonabile a quella della Grande Madre – divinità primordiale in grado di infondere la vita e di toglierla – che prende forma nelle madri, nelle prostitute, maghe, gitane e sacerdotesse delle opere in mostra. Infatti [pUR nUR] dedica un’intera sala al progetto più recente Salve Regina Souvenir in cui – attraverso una ricerca testuale e visiva – l’artista effettua un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle origini del concetto occidentale di donna, ritrovandosi inevitabilmente ad affrontare la propria storia personale e culturale.
Nata in una famiglia di panettieri, la Millar ritrova nel preparare il pane, e nell’offrirlo in dono come alimento, il potere femminile della creazione, interrogandosi attraverso questo semplice gesto sui ruoli che le donne hanno perso o acquisito nelle società contemporanee, mettendo inoltre in discussione il confine fra lavoro intellettuale e manuale, fra arte e artigianato.
Invece la serie di lavori fotografici dal titolo Dedications è il risultato di un intenso lavoro di produzione di figure femminili in pane, fotografate prima e dopo la loro cottura in forno, donate dall’artista alle persone a lei vicine negli aspetti più semplici del quotidiano, innescando una serie di piccoli riti che evocano momenti di unione apparentemente effimeri, avvenuti proprio attraverso l’offerta e la consumazione dell’alimento. I lavori fotografici sono accompagnati da piccole sculture in pane che sembrano ricordare Veneri preistoriche o artefatti precolombiani, inseriti in nicchie di plexiglas che sanciscono la sacralità di questi fittizi oggetti di culto.
Infine il lavoro video Lux, Mater riporta l’osservatore al punto di partenza della mostra riflettendo in modo poetico e ironico sui processi di creazione e trasformazione degli elementi.

Info:
Sede: CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, Piazza Battisti, 1
Durata: 2 giugno – 26 agosto 2012
Catalogo: Silvana Editoriale
Testi critici in catalogo di: Gabriella Belli, Matteo Pollini, Erica Shiozaki
Conservatori: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, in collaborazione con FaMa Gallery – Verona
Orari: 11-14 / 16-19, Domenica e festivi 11-19, Lunedì chiuso
tel. + 39 0187 734593 / fax + 39 0187 256773
Sito:  http://www.laspeziacultura.it  – comunicazione@laspeziacultura.it – tel. +39 339 3494536

Link: http://camec.spezianet.it

Email: camec@comune.sp.it

URBINO (PU). LA CITTA’ IDEALE. L’UTOPIA DEL RINASCIMENTO TRA PIERO DELLA FRANCESCA E RAFFAELLO.

La tavola dipinta con la Città ideale nella Galleria Nazionale delle Marche costituisce uno dei più affascinanti enigmi del Rinascimento italiano. Non se ne conoscono né la funzione né l’autore, eppure essa appare come un compendio di arte, scienza e speculazione filosofica, uno dei più alti raggiungimenti della civiltà fiorita a Urbino nella seconda metà del Quattrocento, alla corte del Duca Federico da Montefeltro, il più dotto ed illuminato fra i signori del suo tempo.
Nella mostra allestita nel Palazzo Ducale di Urbino a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, si può finalmente ammirare la tavola di Urbino insieme ad un’altra ‘città ideale’, di analoga impostazione, conservata nella Walters Art Gallery di Baltimora (una terza conservata a Berlino non può purtroppo viaggiare per le sue pessime condizioni conservative). Una occasione unica per approfondire la conoscenza di opere così singolari e misteriose, per esplorare il significato dell’idea di città che si riflette in quelle architetture dipinte, per cogliere il senso delle utopie che vi sono rappresentate.
L’armonia e la bellezza dell’architettura urbana coincide infatti con la saggezza e la lungimiranza del governo politico. La perfezione delle vedute prospettiche che vi si rappresentano è certamente il risultato di ricerche a tutto campo, tanto da far guadagnare alla civiltà urbinate del secondo Quattrocento l’efficace titolo di capitale del ‘rinascimento matematico’ (André Chastel), fondato sulla prospettiva, sull’equilibrio delle forme, sulla geometria.
In quella cultura lasciano un segno indelebile il grande matematico Luca Pacioli, ritratto da Jacopo de Barbari con Guidobaldo di Montefeltro e soprattutto Piero della Francesca, presente in mostra con la celeberrima e misteriosa Flagellazione, che si erige a prototipo di una schiera di opere, tra cui quella di Luca Signorelli della Pinacoteca di Brera, in cui il soggetto sacro appare quasi un pretesto per la rappresentazione dell’architettura, costruita secondo i canoni rinascimentali .
A quella cultura appartiene la tavola di Fra’ Carnevale, concessa dal Metropolitan di New York, che in mostra è posta a confronto con le perugine tavole di San Bernardino – in cui si sono identificate le rappresentazioni ideali del Palazzo Ducale di Urbino, del Palazzo Ducale di Pesaro e del Tempio Malatestiano di Rimini.
Una sezione della mostra è dedicata alla raffigurazione della città nella tarsia lignea, uno dei vertici dell’applicazione della prospettiva. Nello studiolo di Federico e nelle porte del Palazzo Ducale, Urbino è uno dei centri all’avanguardia in questa caratteristica produzione. In mostra i preziosi arredi lignei del palazzo, tra cui un bellissimo cassone, sono posti a confronto con tarsie prospettiche di altre zone d’Italia.
Complessivamente sono esposti in mostra oltre 50 fra dipinti, sculture, tarsie, disegni, medaglie, codici miniati e trattati di architettura che illustrano a tutto campo la felicissima stagione vissuta dalla piccola capitale, stretta tra i monti e le colline del Montefeltro, cerniera fra le terre di Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Oltre agli artisti citati vi sono opere di Domenico Veneziano, Sassetta, Mantegna, Perugino, Bramante e infine Raffaello, che, formatosi pienamente nella cultura urbinate, diverrà uno dei grandi ‘architetti’ del Cinquecento. Raffaello è presente in mostra con un disegno e con la predella della Pala Oddi eccezionalmente concessa dai Musei Vaticani.
Contenitore e nello stesso tempo elemento costitutivo della mostra è la splendida architettura del Palazzo Ducale di Urbino, nella cui realizzazione vennero implicati gli architetti che inventarono il linguaggio rinascimentale quali Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che vengono tutti e tre ritenuti possibili autori della tavola urbinate.
La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dal Comune di Urbino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dall’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ e da Banca Marche. L’organizzazione è affidata a Gebart con la collaborazione di Civita.
Il catalogo è edito da Electa.

Info:
La Città Ideale L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale, fino al 8 luglio 2012
Informazioni e prenotazioni: www.mostracittaideale.it tel. 199.75.75.18
Visite guidate e didattica 199.151.123
Orario: martedì – domenica: 8.30-19.15. La biglietteria chiude alle 13.00
Lunedì: 8.30 – 14.00. La biglietteria chiude alle 12.30
Ingressi: intero: € 9, ridotto: € 7, ridotto speciale € 3 scuole e minori di 18 anni, integrato (Mostra + Galleria Nazionale delle Marche): € 10, Gratuito fino ai 6 anni disabili che necessitano di accompagnamento, due insegnanti per classe, giornalisti con tesserino, dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con accompagnatore
Prenotazione Individuale € 1,50 Scuole € 1,00
Visite Guidate (per gruppi di massimo 25 persone) Scuole Mostra € 60,00 Mostra + Palazzo Ducale € 120,00 Mostra + Laboratorio € 120,00
Gruppi (radioguida inclusa) Mostra € 100,00 Mostra + Palazzo Ducale € 160,00
In lingua (radioguida inclusa) Mostra € 125,00Mostra + Palazzo Ducale € 200,00
Audioguida € 5,00 – Radioguida € 30,00 L’uso delle radioguide (microfono e auricolari) è obbligatorio anche per i gruppi con guida propria.

Fonte:Exibart on line

TORINO. Le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale.

Nella Manica Nuova di Palazzo Reale (ingresso da via XX Settembre si apre la mostra “Torino, Europa. Le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale”.
La mostra è una delle due sezioni in cui si articola l’evento “I quadri del Re. Un’eccezionale mostra con i capolavori delle collezioni sabaude”, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, insieme alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e al Consorzio ‘La Venaria Reale’.
La sezione della Manica Nuova è a cura di Edith Gabrielli, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, e si avvale dell’allestimento dello Studio Albini di Milano.
“Questa mostra di capolavori è la prima tappa del trasferimento, destinato a completarsi entro il 2014, di tutte le opere della Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale – spiega il direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemone Mario Turetta – che diventa così parte integrante del Polo Reale di Torino, il grande progetto costituirà un grande e importante complesso museale nel centro storico della città, costituito dalla Galleria Sabauda stessa, da Palazzo Reale, da Palazzo Chiablese, dalla Biblioteca Reale, dall’Armeria Reale, dal Museo di Antichità e dai Giardini Reali.”
In quest’ottica la mostra nella Manica Nuova, prosegue il direttore: “Si pone come una operazione di pubblico servizio, per mantenere visibili le più significative opere della Sabauda e preservare il legame di turisti e di cittadini con la Galleria, dare sin da ora inizio al processo di fidelizzazione del pubblico con la nuova sede e comunicare i primi risultati di un capillare ed approfondito lavoro di catalogazione scientifica”.
Il percorso di visita si fonda su novantacinque opere d’arte scalate fra il XIV ed il XIX secolo. “Si tratta di sculture e soprattutto di dipinti, selezionati all’interno degli oltre milleduecento che compongono il patrimonio della Sabauda e sottoposti nella circostanza a un’accurata revisione conservativa – sottolinea la Soprintendente Edith Gabrielli – Non mancano i ‘quadri-manifesto’, ovvero i capi d’opera per cui la Sabauda è nota in tutto il mondo,dalle Stimmate di San Francesco di Jan van Eyck all’Annunciazione di Orazio Gentileschi fino al Ritratto equestre di Tommaso Francesco di Savoia-Carignano di Antoon van Dyck. Questi ed altri capolavori saranno però chiamati a dialogo con opere che finora non hanno goduto dello spazio e dell’attenzione che pure meritano, a formare un percorso critico inedito e di grande rigore scientifico, volto a privilegiare il confronto tra la scuola artistica piemontese e le altre scuole, vuoi italiane, vuoi europee”.
Attraverso la mostra la Sabauda a centottanta anni esatti dalla sua fondazione – il Museo venne istituito da Carlo Alberto nel 1832 – entra in una fase del tutto nuova. L’operazione si pone una evoluzione rispetto al passato: non è la prima volta che accade nella storia del museo.
“Già nel 1865 la Galleria traslocò da Palazzo Madama al Palazzo dell’Accademia delle Scienze – spiega la direttrice della Galleria Sabauda Anna Maria Bava – Allora il trasferimento fu dettato da ragioni conservative, oggi invece serve per adeguare la Sabauda al nuovo ruolo di Torino, una città che almeno dai Giochi Olimpici del 2006 si è proposta sullo scacchiere internazionale come crocevia d’arte e di cultura”.

LA MANICA NUOVA DI PALAZZO REALE E LA VENARIA REALE
La mostra “i quadri del Re” unisce per la prima volta due complessi di rilievo a livello italiano e internazionale: la Reggia di Venaria Reale e la Manica Nuova di Palazzo Reale di Torino, della quale verranno aperti al pubblico i primi ambienti restaurati. Alla valenza storica e artistica la mostra affianca un duplice significato simbolico, da un lato recuperando il dialogo tra le Residenze Sabaude, dall’altra offrendo un primo “assaggio” di un ambizioso progetto che sta per giungere a compimento: il Polo Reale di Torino.
Nell’ottica di coniugare tutela e fruizione, restauro e valorizzazione, è stato avviato prioritariamente un approfondito e corretto studio impiantistico. Generalmente in un intervento di restauro la parte impiantistica ha un ruolo marginale rispetto all’architettura, perché agli occhi del visitatori gli elementi tecnici sono un’entità “astratta” non tangibile né visibile, ma gli impianti di un edificio ne sono al contrario il cuore pulsante, senza un adeguato impianto non potrebbe infatti esistere nemmeno il museo. E’ stata quindi  proposta la realizzazione di un’unica centrale nei giardini di Palazzo Reale: fulcro di tutto il complesso è un grande fabbricato interrato di oltre 50 mt. collegato ad altre 4 sottocentrali, collocate negli interrati dei fabbricati, che smistano calore, freddo, energia elettrica, geotermica. Sono stati installati impianti all’avanguardia di nuova concezione, che riducono costi di gestione e manutenzione aumentando il grado di sicurezza: gruppi frigo a lievitazione magnetica, aventi resa maggiore rispetto a quelli tradizionali, due pozzi per l’alimentazione, presa e mandata, che evitano sprechi d’acqua, una vasca per l’accumulo di acqua antincendio. I lavori hanno inoltre confermato la presenza di strutture archeologiche, già note alla competente Soprintendenza ma ora debitamente rilevate e studiate più approfonditamente.
Sono stati applicati e messi a frutto i concetti di restauro e gestione già ampiamente sperimentati e collaudati a Venaria, dove gli impianti tecnologici sono celati nei giardini e  la grande peschiera ha funzioni di raffreddamento delle acque della grande centrale, coniugando l’antico con il nuovo nelle sue molteplici cromie e diventando, oltre che motivo ornamentale, accessorio funzionale volto a garantire il massimo risparmio energetico e ambientale.
La mostra “I quadri del re” inaugura anche la nuova stagione della Venaria Reale, offrendo l’occasione per scoprire i nuovi e ultimi spazi espositivi della reggia, ubicati nel torrione di ponente del Garove, mai aperti al pubblico ma di eccezionale interesse, soprattutto per i coni visuali che si aprono all’infinito rivelando una straordinaria prospettiva divergente sui giardini restaurati in questi anni. Proprio da questi piani si riescono infatti a percepire l’architettura urbanistica del Castellamonte, i coni ottici e gli assi vettori che lo hanno guidato in uno tra i più interessanti progetti seicenteschi, imitato per altre residenze di corte italiane ed europee. Nel restauro dei locali, tra i più degradati della Reggia, sono  stati adottati tutti gli accorgimenti tecnici e tecnologici necessari ad una struttura museale recuperando dal degrado oltre 9.300 mq con un costo complessivo di € 7.800.000, dunque con un costo a mq inferiore a € 850 e con l’abbattimento dei costi delle future manutenzioni, confermando la Reggia di Venaria quale esempio di restauro a livello internazionale.
La mostra “i quadri del re”, allestita nella Manica Nuova di Palazzo Reale e alla Reggia di Venaria Reale, offre dunque l’occasione per scoprire nuovi spazi espositivi ma anche un nuovo modo di fare cultura: dar vita ad una concreta sinergia tra più strutture, sviluppando un unico tema in diverse sedi museali, tornando a considerare le residenze sabaude un unicuum, così come sono state definite dall’UNESCO e come erano state concepite.
Francesco PERNICE – DL Opera Impiantistiche Polo Reale e Direttore Area Conservazione Patrimonio della Venaria Reale.

Info:
Fino al 9 settembre 2012
La mostra “Torino, Europa. Le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale” è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 18.30 (ultimo ingresso ore 17.30). Lunedì chiuso
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6, ridotto scuole 3.
Biglietto cumulativo con la mostra a Venaria Reale: intero 18 euro, ridotto 14, ridotto scuole 7 euro.
Visite guidate per gruppi e scuole: 80 euro per i gruppi di adulti e 60 euro per le scuole . Il numero di telefono per prenotare e avere informazioni è 011 4992333. Il numero dedicato alle scuole è 011 4992355.
Ufficio Stampa Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte – Piazza San Giovanni 2 – 10122 Torino
Tel. +39 334 1124914 – Uff. +39 011 5220450
Email: loris.gherra@beniculturali.it

Link: http://www.piemonte.beniculturali.it

Email: loris.gherra@gmail.com

Allegato: Elenco Opere esposte Manica Nuova.doc