Archivi categoria: Mostre

FORLI’. NOVECENTO. Arte e vita in Italia tra le due guerre.

La mostra rievoca le principali occasioni in cui gli artisti si prestarono a celebrare l’ideologia e i miti proposti dal Fascismo, basti pensare all’architettura pubblica, alla pittura murale e alla scultura monumentale. Verranno documentate la I (1926) e la II (1929) Mostra del Novecento Italiano; la grande Mostra della Rivoluzione Fascista, allestita a Roma nel 1932-1933 in occasione del decennale della marcia su Roma; la V Triennale di Milano (che vide la con-sacrazione della pittura murale intesa come arte nazionalpopolare volta a far rivivere una tradizione illustre); la rassegna dell’ E42 di Roma. La pittura murale e la scultura monumentale, che furono con l’architettura l’espressione più significativa e riuscita di quel periodo, vengono indagate all’interno degli edifici pubblici, come i palazzi di giustizia, delle poste, delle università. La considerazione delle più impegnative realizzazioni urbanistiche e architettoniche ci consente di capire quanto è stato realizzato anche a Forlì e in altri centri della Romagna.
La mostra presenta i grandi temi affrontati nel Ventennio dagli artisti che hanno aderito alle direttive del regime, partecipando ai concorsi e aggiudicandosi le commissioni pubbliche, e da coloro che hanno attraversato quel clima alla ricerca di un nuovo rapporto tra le esigenze della contemporaneità e la tradizione, tra l’arte e il pubblico. La presenza di dipinti, sculture, cartoni per affreschi, opere di grafica, cartelloni murali, mobili, oggetti d’arredo, gioielli, abiti, intende offrire una visione a tutto tondo del rapporto tra le arti e le espressioni del costume e della vita, confrontando artisti e materiali diversi. L’obiettivo comune era, infatti, quello di ridefinire ogni aspetto della realtà e della vita, passando dal mito classico a una mitologia tutta contemporanea.
Il compito dell’artista, così lo sintetizza Bontempelli, diviene quello di “inventare miti, favole, storie, che poi si allontanino da lui fino a perdere ogni legame con la sua persona, e in tal modo diventino patrimonio comune degli uomini e quasi cose della natura”.
Attraverso i maggiori protagonisti (pittori come Severini, Casorati, Carrà, De Chirico, Balla, Depero, Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Dudreville, Dottori, Funi, Sironi, Campigli, Conti, Guidi, Ferrazzi, Prampolini, Sbisà, Soffici, Maccari, Rosai, Guttuso, e scultori come Martini, Andreotti, Biancini, Baroni, Thayaht, Messina, Manzù, Rambelli) risalterà la varietà delle esperienze tra Metafisica, Realismo Magico e le grandi mitologie del Novecento.

Info:
Dal 02 febbraio al 16 giugno 2013
Luogo: Forlì, Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro
Telefono: 199 75 75 15

Immagini:
 – Gino Severini, Maternità particolare, 1916. Cortona, Museo dell’Accademia Etrusca © Gino Severini, by SIAE 2012
 – Cagnaccio di San Pietro, Donna allo specchio, 1927. Verona, Fondazione Cassa di Risparmio di Verona
 – Felice Casorati, Conversazione platonica, 1925, Collezione privata. © Felice Casorati, by SIAE 2012

Autore: Renzo De Simone

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

FIRENZE. OLTREMARE. Mano dell’acqua.

Le suggestioni dell’arte contemporanea e il fascino delle testimonianze antiche, greche, etrusche e romane, si fondono ancora una volta nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Salone del Nicchio, fino al 15 feb 2013) in una personale del Maestro Angelo Garoglio, che ha interpretato alcuni importanti reperti con artistiche riproduzioni fotografiche in bianco e nero, giustapposte secondo un progetto che segue un suo personale e peculiare fil rouge nel rapporto tra la forma della mano e l’acqua come elemento vitale, del divenire, della trasformazione.
Articolate su un gioco di linee e simmetrie, che in qualche caso riprende profondi simbolismi escatologici (come ad esempio l’esagono, simbolo dell’immortalità dell’anima per le religioni classiche, che diventerà poi l’acqua viva della rinascita nel Cristianesimo), le immagini del Maestro Garoglio fanno da contrappunto ai reperti esposti, in un suggestivo allestimento progettato dal Maestro stesso.

ANGELO GAROGLIO, nato a Milano nel 1951, vive e lavora a Torino.
Espone dal 1979 in spazi pubblici e privati in Italia, Francia, Germania, Irlanda, Liechtenstein e Svizzera.
Ha collaborato con il poeta francese Yves Bonnefoy al volume Neuf Pierres, presentato a Parigi nel 2003.
In anni recenti ha tenuto mostre personali a Zurigo (2005), Milano (2008), Torino (2008 e 2011), nel Triskle Arts Centre di Cork, in Irlanda, e ora nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Nell’Immagine: Coppa ateniese a fondo bianco, dipinta dal Pittore di Lyandros intorno al 460 circa a. C.: Afrodite in trono, tra Eroti che la incoronano.
Firenze, Museo Archeologico Nazionale (da Marciano della Chiana, Arezzo).

Info:
Sopr. Arch. della Toscana, fino al 15 feb 2013
mario.iozzo@beniculturali.it – tel: +39-055-2357704

ROMA. La stagione dell’arte fiamminga: dopo Vermeer arriva Bruegel con capolavori inediti.

Sarà un Natale all’insegna dell’arte fiamminga quello della Capitale, quest’anno. Mentre alle Scuderie del Quirinale sarà ancora in corso la mostra Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese, che proseguirà fino al 20 gennaio 2013, al Chiostro del Bramante il 18 dicembre approda la dinastia dei Bruegel, per rimanere fino al 2 giugno 2013.
Bruegel. Meraviglie dell’arte fiamminga porta per la prima volta in assoluto a Roma questa celebre e longeva famiglia di pittori, che tra il Cinque e Seicento, nel corso di più di 150 anni, ha impresso, con il proprio lavoro, un segno importante nella storia dell’arte europea. 
La genealogia dei Brueghel è lunga e articolata, ma ha al centro le tre personalità maggiori, quelle di  Pieter Bruegel il Vecchio e dei suoi figli, Jan Bruegel il Giovane e Pieter Bruegel il Giovane. La famiglia, durante il suo tempo, è ricca e potente nel mercato dell’arte in Olanda al punto che il cognome Bruegel (o Brueghel, con la ‘h’, come preferivano alcuni dei suoi componenti) diviene una sorta di marchio di fabbrica, o di brand come diremmo oggi, come ha spiegato uno dei due curatori dell’amostra, Sergio Gaddi, insieme a Doron J. Lurie, Conservatore dei Dipinti Antichi al Tel Aviv Museum of Art.
L’esposizione di Roma si colloca nell’ambito di un grande progetto internazionale che, dopo le tappe di Como e Tel Aviv, sta per arrivare al Chiostro del Bramante in una versione ampliata con l’aggiunta di una ventina di nuove opere, che portano a cento il totale di quelle in esposizione (circa 80 dipinti e 20 disegni) alcune delle quali mai esposte prima d’ora al pubblico e tutte provenienti da importanti istituzioni pubbliche  (tra cui il Tel Aviv Museum of Art, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Bonnefantenmuseum di Maastricht ,la Pinacoteca Ambrosiana di Milano e il Museo Capodimonte di Napoli) e private internazionali.
 
Fonte: http://www.arte.it, 26 nov 2012

Autore: Nicoletta Speltra

MILANO. Giovanni Bellini: dall’icona alla storia.

La mostra ruota intorno ad uno dei capolavori del Museo Poldi Pezzoli, l’Imago pietatis di Giovanni Bellini, sua opera giovanile con la quale egli si misura con il tema della Pietà, partendo dal modello bizantino.
Nel giro di pochi anni, tra la seconda metà degli anni Cinquanta e Sessanta del Quattrocento, l’artista compirà il passaggio dall’icona bizantina all’immagine pienamente rinascimentale-umanistica del Cristo in Pietà, come verrà rappresentato attraverso altre tre splendide opere provenienti da prestigiosi Musei italiani.
Dipinti di precursori ed epigoni di Bellini nel Museo Poldi Pezzoli verranno per l’occasione accostati a questo nucleo centrale, per far comprendere al pubblico l’impatto che l’artista veneto ebbe non solo sulla pittura contemporanea ma anche sul gusto e sul collezionismo delle diverse epoche.

Redattore: Antonella Corona

Info:
Milano, Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni 12, fino al 25 feb 2013
Telefono: 02796334 02794889
Fax: 0245473811
Costo del biglietto: 9,00 €; Riduzioni: 6,00 € ridotto; gratuito bambini fino ai 10 anni
Orario: da mer. a lun., dalle 10.00 alle 18.00 chiuso il martedì

Link: http://www.museopoldipezzoli.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

MURANO (Ve). Museo del Vetro Murano.

Il Museo del Vetro di Murano prosegue l’appassionante indagine dedicata alla celebre tecnica del vetro murrino e alle sue diverse declinazioni con due appuntamenti espositivi dedicati ai gioielli e alla murrina figurativa contemporanea nella storia e nelle creazioni di due importanti “dinastie” vetrarie muranesi: quella di Mario e Antonio Dei Rossi e quella dei Moretti. Entrambe le mostre, a cura di Chiara Squarcina, sono accompagnate da un numero della collana “Schegge di Vetro” (Fondazione Musei Civici di Venezia, 2012).

Mario Dei Rossi  – Antonio Dei Rossi, La murrina figurativa contemporanea (piano terra).
Al piano terra viene presentata la produzione storica di Mario e Antonio Dei Rossi, padre e figlio, che attraverso oltre duecentocinquanta tra murrine, gioielli e vasi, ci rivelano quell’incredibile mondo di forme e colori che una murrina può racchiudere in sé, nella cui realizzazione concorrono un processo tecnico complesso e – come in questo caso specifico – supportato da un’incredibile creatività e volontà di rinnovamento che dialoga anche con altre forme artistiche.
La mostra ma soprattutto rivela quanto la contemporaneità artistica e creativa si ritrovi in perfetta sintonia con la duttile matericità del vetro che racchiude in sé tutte le molteplici sfumature espressive per divenire un messaggio univoco di bellezza ed equilibrio.

Giusy Moretti. Gioielli. Le murrine (primo piano).
Un concetto che ritorna anche al primo piano del museo, dove Giusy Moretti presenta la propria collezione di murrine, aprendo così un’affascinante  sezione dedicata alla sua famiglia, i Moretti, e la loro storica attività consacrata all’invenzione e al perfezionamento del vetro murrino.
In mostra sono esposte trentacinque opere-gioiello – tra spille, anelli, bracciali, orecchini e collane – veri e propri modelli esclusivi disegnati secondo le regole del più moderno design.
Giusy Moretti inizia a diffondere la propria collezione negli anni ’90, quando decide di far rivivere l’antica arte della murrina aprendo al mondo – fino ad esaurimento – questa singolare ed affascinante finestra sulla storica attività della sua famiglia. Prima di allora si era sempre limitata a tenere per sé le proprie creazioni, abbinando ogni nuovo gioiello ad un momento particolare della vita, o alle ricorrenze importanti. Tutti i modelli, esclusivi (e limitati all’esistenza fisica delle murrine componenti la collezione), vengono disegnati e realizzati tenendo ben presente il soggetto che andranno a contenere. Anche il lavoro di oreficeria viene seguito da vicino, con una carica passionale ed emotiva che non ha eguali, nell’intento di dare un’ideale continuità all’opera del padre Ulderico, oltre che di Luigi e Vincenzo che, terminato il compito quotidiano della produzione commerciale, nella creazione delle murrine davano libero sfogo al sentimento d’amore per il vetro, unito alla sanguigna partecipazione per gli eventi storici del Paese e dell’isola, dei quali si sono resi – alla loro maniera – sicuri protagonisti.

Info:
Museo del Vetro, Fondamenta Giustinian, 8 – 30141 Murano (Venezia), fino al 6 Gennaio 2013
Orario: 10/18 (biglietteria 10/17.30) fino al 31 ottobre; dal 1 novembre 10/17 (biglietteria 10/16.30) Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio
BIGLIETTI: Intero 8,00 euro, Ridotto 5,50 euro ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi o studenti; cittadini ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI
Gratuito: residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione;membri I.C.O.M.
 – call center 848082000 (dall’Italia) – +3904142730892 (dall’estero)

Link: http://www.visitmuve.it

Email: info@fmcvenezia.it