Archivi categoria: Mostre

SAN SECONDO DI PINEROLO (To). Tiepolo e il Settecento veneto.

profili 001La Fondazione Cosso comunica che sabato 25 febbraio 2017 nel pomeriggio aprirà al pubblico la nuova mostra “Tiepolo e il Settecento veneto”, curata dal Prof. Giovanni Carlo Federico Villa e presentata dalla Fondazione Cosso, in collaborazione con i Musei Civici di Vicenza.
Il progetto si svilupperà intorno a preziosi capolavori, provenienti dalla Pinacoteca di Palazzo Chiericati a Vicenza, in un viaggio attraverso dipinti, disegni, acqueforti, incisioni e sculture, che accompagneranno il visitatore alla scoperta dei grandi temi del secolo dei lumi. Protagonisti nelle sale espositive dell’antica dimora, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, artisti profondamente amati e riconosciuti dalla nobiltà del loro tempo, la cui fama varcò i confini della natia Venezia per renderli immortali e ricercati dalle grandi corti europee, ma anche altri grandi nomi del panorama artistico settecentesco, veneto ed europeo, un racconto in cinquanta opere -e tra esse capolavori assoluti della storia dell’arte occidentale- che consentirà al pubblico di ammirare al Castello di Miradolo anche tele riscoperte da recenti restauri.
Per i gruppi ci sarà la possibilità di affiancare alla visita della mostra tour tematici al meraviglioso Parco storico, che a partire da marzo si risveglierà dal letargo invernale per dipingersi di sgargianti colori e adonarsi di bellissimi fiori.
Nell’ambito dell’iniziativa “Il Viaggiator Curioso” sarà inoltre possibile abbinare alla visita della mostra itinerari di una giornata, per esplorare ricchezze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche del territorio. Il pranzo potrà avere luogo negli spazi del Castello di Miradolo oppure presso il “Ristorante Piazza Duomo” di Pinerolo, convenzionato con la Fondazione Cosso.

Info:
Fondazione Cosso – Castello di Miradolo – gruppi@fondazionecosso.it

MARSALA (Tp). Esposto al pubblico il Trittico Fiammingo dell’adorazione dei Magi.

Da domenica 4 dicembre il Trittico Fiammingo dell’Adorazione dei Magi è esposto nell’ex Convento del Carmine, sede dell’Ente Mostra di Marsala; qui sarà fruibile fino al 22 Gennaio 2017.
Si tratta di un dipinto su tavola; l’opera, risalente al XVI secolo, è attribuita al maestro dell’adorazione di Groote, la figura di tale anonimo pittore, esponente fiammingo del cinquecento, venne riconosciuta nel 1915 in un articolo riguardante l’arte manieristica ad Anversa.
L’anonimo maestro dell’Adorazione dei Magi viene considerato uno dei massimi rappresentanti della pittura anversese del primo cinquecento.
E’ probabile che tale artista appartenesse alla bottega del maestro Jan de Beer esponente del “manierismo di Anversa”; nei suoi lavori si notano, infatti, elementi del tardo gotico con paesaggi e architetture di gusto più moderno.
Nel pannello centrale del trittico di Marsala è raffigurata la Madonna con bambino e i Re Magi in adorazione, nei pannelli laterali troviamo raffigurazioni tratte dal Vecchio Testamento: in quello di sinistra Davide riceve l’acqua di Betlemme, nel pannello di destra sono raffigurati Salomone e la regina Saba.
Il trittico era in origine collocato nella chiesa di San Francesco d’Assisi di Marsala, è poi passato tra i beni del palazzo del comune a seguito della soppressione delle corporazioni religiose del 1866.
Sfortunatamente non vi sono fonti scritte o documenti che spieghino come questa meravigliosa opera sia arrivata a Marsala; è però ampiamente documentato come dipinti di scuola fiamminga circolassero ampiamente in Sicilia, ammirabili presso le quadrerie dell’alta nobiltà locale.
Diversi trittici con tema analogo, prodotti nell’ambito della scuola di Anversa degli inizi del XVI secolo, sono oggi conservati presso la Galleria Regionale di palazzo Abatellis a Palermo.

Autore: Giorgia Aurora Bertolino – giorgiaurora.bertolino@gmail.com

MILANO. A Palazzo Marino è protagonista Piero della Francesca.

La Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, una delle più importanti opere del Rinascimento, è la protagonista della mostra che Palazzo Marino ospita in Sala Alessi durante le festività natalizie. Anche quest’anno il Comune di Milano rinnova il tradizionale appuntamento con la grande arte, ospitando dal 6 dicembre all’8 gennaio 2017, nello straordinario allestimento dello studio Migliore+Servetto Architects, uno dei massimi capolavori del Rinascimento: la pala centrale dell’omonimo polittico conservato al Museo Civico di Sansepolcro, città natale dell’artista toscano.
L’ingresso, come sempre, è gratuito. Durante il periodo dell’esposizione della ‘Madonna della Misericordia’ milanesi e turisti avranno inoltre l’opportunità di ammirare, a poche centinaia di metri da Palazzo Marino, un altro capolavoro di Piero della Francesca: la celeberrima ‘Sacra Conversazione’, esposta nella Pinacoteca di Brera. Si tratta delle due testimonianze fondamentali ed estreme della rivoluzionaria e modernissima ricerca artistica del Maestro, fondata sulla costruzione geometrica e prospettica dello spazio. Il percorso ideale legato a Piero della Francesca prosegue fino al Museo Poldi Pezzoli, in via Manzoni, che conserva una delle quattro tavole dello splendido Polittico Agostiniano realizzato dall’artista a Sansepolcro tra il 1454 ed il 1469: quella che raffigura ‘San Nicola da Tolentino’.
“In quest’anno dedicato dal Santo Padre alla Misericordia – dichiara il sindaco di Milano Giuseppe Sala – Milano ospita la ‘Madonna della Misericordia’ di Piero della Francesca, un’occasione per tutti i milanesi di godere di un meraviglioso dipinto e anche di avviare una riflessione che ci avvicina alla visita di Papa Francesco a Milano del prossimo 25 marzo. La presenza a Palazzo Marino della prima opera di Piero della Francesca permetterà ai milanesi di seguire un percorso ideale sulle tracce del Maestro che, passando per le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e il Poldi Pezzoli, li porterà a Brera, dove è custodito un altro grande capolavoro dell’artista. Questa opportunità nasce dalla collaborazione con Sansepolcro, la patria di Piero della Francesca, che presta a Milano l’opera prima del Maestro e che ospiterà dal 7 febbraio l’opera ‘Ragazzo morso da un ramarro’ del Caravaggio. Un altro episodio, dopo la collaborazione con Fermo dello scorso anno, per affermare l’importanza della collaborazione tra i territori italiani per valorizzare il nostro inestimabile patrimonio artistico”.
“Sansepolcro e Milano – aggiunge il sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli – una lunga storia che si riannoda. La città di Sansepolcro diventa partner del Comune di Milano per la promozione del patrimonio artistico e culturale della nostra città. Oggi Milano è l’unica città italiana che parla al mondo, l’accordo con Milano va nella direzione di aprire e divulgare il nostro patrimonio artistico a un pubblico più vasto e internazionale: mostre, scambi di opere e altre sinergie culturali sono alla base di questa operazione che darà un impulso importante al nostro turismo”.

Autore: Sara Riboldi

Fonte: www.quotidianoarte.it, 5 dic 2016

NAPOLI. “i Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito” presentati da Vittorio Sgarbi.

“Non la chiamate mostra, questo è un vero museo. È un’esposizione per la gloria dell’Italia, per la felicità di Napoli” così l’ha definita Vittorio Sgarbi nel presentare ieri a Napoli “i Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemitofino al 28 maggio 2017, nella meravigliosa Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta a Napoli appena restaurata.
Oltre 150 i capolavori esposti, tra cui il dipinto di Michelangelo Merisi detto Caravaggio “La Maddalena addolorata”, provenienti da fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti. “Una mostra che in realtà è un museo – continua Sgarbi – l’arte non ha territori, né temi. Per questo abbiamo portato in questa chiesa, che di per sé è già un capolavoro, questa immensità di bellezza davanti alla quale vi sentirete storditi”.
La rassegna d’arte, è una prosecuzione della mostra “Il Tesoro d’Italia” svoltasi all’Expo di Milano nel 2015 che, considerato l’enorme successo si è in seguito trasferita nelle aree espositive del MuSa – Museo di Stato di Salò, proponendo il percorso “Da Giotto a de Chirico” ed arriva a Napoli accentuata dalla presenta di autori partenopei. La mostra, aperta tutti i giorni della settimana e festivi fino alle 23, si propone di dipingere un quadro della “geografia artistica” italiana, tenendo conto delle sue molteplici tinte e sfumature, ospitando, nella basilica, i capolavori provenienti da diverse scuole e regioni.
All’eterogeneità geografica si associa quella temporale: le opere attraversano un arco di tempo che va dal XIII secolo sino al Novecento, con l’obiettivo di mostrare l’evoluzione artistica di stili e correnti che si dipana tra una testa di maestro federiciano del 1250, sino a un autoritratto di Antonio Ligabue. Il titolo suggerisce il leitmotiv della mostra, ovvero l’intento di “portare alla luce” ciò che normalmente è “nascosto”: opere d’arte che non sono esposte nei musei pubblici ma appartengono a fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati – di conseguenza, difficilmente visibili al grande pubblico. Si tratta dunque di dare spazio al mistero del collezionismo, che secondo Vittorio Sgarbi è «l’interesse per ciò che non c’è».
“Questa mostra rappresenta il prototipo del modello che vorremmo seguire in modo da creare una filiera culturale in cui si intrecciano le energie e le potenzialità del pubblico e del privato. Una vera e propria fusione tra mecenatismo e imprenditoria della cultura per mettere in risalto il nostro immenso patrimonio .” ha commentato il Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Antimo Cesaro. “Una possibilità per dare anche lavoro ai giovani – ha raccontato Gianni Filippini, produttore della mostra – solo con questa iniziativa è stato dato lavoro a venti famiglie. Grazie alla concessione della Arcidiocesi di Napoli abbiamo avuto per la prima volta una chiesa in comodato d’uso. Una bellissima basilica appena restaurata, illuminata grazie ad un progetto di illuminotecnica che sarà istallata tra un mese, per tutto il tempo della sua apertura.
Inclusa nel biglietto una App, che mette a disposizione i contenuti della mostra, illustrati da una audioguida d’eccezione: Vittorio Sgarbi.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 5 dic 2016

MESTRE (Ve). ATTORNO A KLIMT. GIUDITTA, EROISMO E SEDUZIONE

La Fondazione Musei Civici di Venezia inaugura al Centro Culturale Candiani di Mestre il primo di una serie di suggestivi appuntamenti dedicati all’arte moderna e contemporanea che, con il titolo di ‘Corto Circuito. Dialogo tra i secoli’, presenteranno di volta in volta esposizioni che andranno ad attingere dal ricco patrimonio della Città di Venezia conservato nelle collezioni civiche.
Un progetto fortemente voluto dal Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che ha inteso così proporre alla cittadinanza un programma culturale di alto valore coinvolgendo lo straordinario patrimonio custodito nei Musei Civici e appartenente a tutto il territorio veneziano, Laguna e Terraferma.
Il ciclo di mostre, concepito appositamente per il Centro Culturale Candiani da Gabriella Belli, Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, apre al pubblico il 14 dicembre 2016 con l’esposizione ‘Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione’, che resterà poi aperta fino al 5 marzo 2017.
La mostra, il cui progetto di allestimento è stato affidato a Pierluigi Pizzi, architetto e scenografo di fama internazionale, è incentrata attorno a uno dei miti più affascinanti della tradizione biblica, quello di ‘Giuditta’.
Fulcro dell’esposizione, che presenta oltre ottanta opere provenienti dalle collezioni della Fondazione Musei Civici di Venezia (Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Museo Correr, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, Museo Fortuny, Museo di Palazzo Mocenigo), da alcuni musei come il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e da varie collezioni private nazionali e internazionali, è rappresentato dal capolavoro di Gustav Klimt Giuditta II (Salomè). che giunge per l’occasione da Ca’ Pesaro.
Intorno a questa potente icona del XX secolo, realizzata dal grande artista viennese nel 1909 per la Biennale Internazionale d’Arte del 1910 e acquisita proprio in quell’anno dal Municipio di Venezia per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro – un’opera che letteralmente ‘ammalia’ per la sua carica sensuale e per le sue evocative reminiscenze bizantine – si articoleranno una serie di suggestioni tra antico e contemporaneo che, dalla figura biblica di Giuditta e dalla sua fortuna artistica tra Cinque e Seicento, arriveranno al Simbolismo ottocentesco e al clima della Secessione Viennese, fino all’interpretazione del mito che il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, diede nel 1917 con Il tabù della verginità.
Il passaggio da femme fatale a demone del ‘900 sarà inoltre evidente anche nel linguaggio cinematografico. Come nel video Giuditta: metamorfosi sullo schermo, realizzato da un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, coordinati dal prof. Gian Piero Brunetta, in cui sono montati insieme brani delle più celebri ‘Dive’ passate sul grande schermo nei primi vent’anni del secolo scorso.
La mostra sarà inoltre accompagnata da un prezioso catalogo edito da Linea d’Acqua (Venezia, 2016), che raccoglie interventi di Gabriella Belli, Flavio Caroli, Gian Piero Brunetta, Elisabetta Barisoni, Elena Marchetti e Matteo Piccolo.

Info:
Fondazione Musei Civici di Venezia
T +39 0412405225 / 32 – M +39 346 0844843 – press@fmcvenezia.it
Mestre, Centro Culturale Candiani, dal 14 dicembre 2016 al 5 marzo 2017