Archivi categoria: Bibliografia

Rosolino LA MATTINA. Gli occhiali nella pittura dal XIV al XX secolo.

Dal Veneto alla Sicilia l’iconografia racconta l’evoluzione dell’oggetto visivo.
Nel volume (formato 24×30, cartonato e con sopracopertina a colori, composto da 152 pagine di testo, da 134 illustrazioni, di cui 131  a colori e 30 in b/n), è descritta ed illustrata la “storia degli occhiali” nelle varie tipologie di montature (a perno, a molla, ad arco, pince-nez, lorgnette, fassamano, caramella, a stanghette, ecc.), attraverso le testimonianze pittoriche dal 1300 (il primo esempio è costituito dagli affreschi di Tommaso da Modena, sec. XIV, nella sala Capitolare dei Domenicani di Treviso), fino ai giorni nostri.

Si tratta dunque di un prezioso libro d’arte in cui nei primi capitoli gli occhiali vengono esaltati attraverso le opere d’arte realizzate dai grandi maestri della pittura, dal Crivelli al Ghirlandaio, dal Bruegel al Bosch, dal Caravaggio al Goya, dal Carpaccio a Luca Giordano fino ai più noti pittori dell’Ottocento come Giovanni Fattori, Francesco Haiez, Pablo Picasso, Renato Guttuso, solo per fare alcuni esempi.

Negli ultimi due capitoli (il V e il VI) è stato  dato spazio alle testimonianze artistiche prodotte dai massimi esponenti della pittura siciliana, da Pietro Novelli allo Zoppo di Gangi, da Frate Felice da Sambuca ad Agostino Scilla, da Giuseppe Sciuti a Giuseppe Patania ecc. i quali nei loro dipinti non mancarono di inserire l’importante elemento ottico, nelle varie tipologie.

Particolarmente interessanti risultano i capitoli in cui è stato curato l’aspetto simbolico degli occhiali,  nei vari secoli, che nell’arte pittorica risultano spesso inforcati sul naso non solo di, più o meno importanti, personaggi illustri ma anche su quello dei Santi, degli Angeli, di Gesù Bambino e perfino del diavolo.

I titoli dei sei capitoli, di cui è composto il volume, sono i seguenti:

– CAP.I   L’invenzione “un vanto italiano”

– CAP.II  Dai primi esemplari al periodo d’oro

– CAP.III Gli occhiali tra simbolismi e attributi

– CAP.IV Testimonianze iconografiche

– CAP. V  Gli occhiali nella pittura siciliana dal XIV al XX secolo

– CAP.VI  Gli occhiali nella ritrattistica.

La presentazione del libro è del Presidente degli ottici e optometristi della Regione Sicilia, Antonino Matranga.

Info:
Palermo, tel.3476478932 – € 40.

 

Email: rosolino.lamattina@virgilio.it

Cristina ACIDINI LUCHINAT Michelangelo scultore.

Così come i restauri della Cappella Sistina hanno imposto un radicale ripensamento dell’opera pittorica di Michelangelo, la massa di nuove ricerche dedicate negli ultimi vent’anni alla scultura del maestro ha evidenziato la necessità di una nuova monografia sulla sua produzione scultorea.
Impresa, questa, da non prendere alla leggera, sia per la vastità della bibliografia esistente sia, anche, perché implica che ci si addentri in un campo minato di nuove attribuzioni più o meno controverse.
La nuova monografia di Cristina Acidini Luchinat, Michelangelo scultore (Federico Motta Editore), spaziando tra una varietà di temi, affronta entrambi i problemi con grande padronanza della materia e un equilibrio nell’impostazione davvero rimarchevole.
Esemplare è il lavoro svolto dalla Acidini per incorporare la mole di studi emersa nell’ultimo ventennio, che comprende un gran numero di monografie su singole opere.
Il suo resoconto, stringato e dialettico, veleggia agile nel vasto pelago di questa letteratura, come una goletta in mezzo a delle corazzate. La narrazione principale del libro si completa con un sintetico catalogo di 46 opere accettate e di possibili attribuzioni.
Come in molti altri suoi lavori, la Acidini dimostra, ancora una volta, una magistrale capacità di distillare da una vasta letteratura gli elementi essenziali e di saper valutare le prove con equilibrio e originalità.
L’autrice, per forza di cose, ha evitato di appesantire la narrazione con una zavorra bibliografica eccessiva; con tutto ciò, non esiste, a oggi, un libro migliore per i lettori che vogliano disporre di un resoconto aggiornato sullo stato della ricerca.
Scrittrice elegante e colta, nella migliore tradizione della storia dell’arte italiana, la Acidini possiede un senso infallibile del mot juste; ma, seppur caratterizzata da uno stile elevato, la sua prosa è sempre incisiva, lucida e leggibilissima. Uno dei pregi di questa monografia è la minuziosa disamina di tutte le nuove attribuzioni ragionevolmente plausibili proposte dalla letteratura recente, e financo della non plausibile, ma molto strombazzata, ipotesi che Michelangelo abbia scolpito, e poi, in segreto, seppellito, il «Laocoonte» del Vaticano (teoria che la Acidini respinge).
L’autrice argomenta, senza dilungarsi, la paternità di Michelangelo del «Fanciullo arciere» di New York e del «Crocifisso» di Santo Spirito, apre la questione del piccolo «Crocifisso» ligneo di collezione privata torinese, attribuito al maestro nel 2004, in concomitanza con la mostra al Museo Horne.
Si esprime poi a favore della prima versione del «Cristo risorto» di Santa Maria sopra Minerva, identificata di recente a Bassano Romano; benché completata da mani ignote, essa mostra ancora la venatura nera sul volto che indusse Michelangelo ad abbandonarla.
Le fotografie forniscono un solido sostegno visivo all’autrice nel suo controbattere la recente attribuzione al solo Michelangelo dell’effigie papale della Tomba di Giulio, opera nella quale, a suo avviso, le qualità formali suggeriscono invece una collaborazione tra il Maestro e un assistente (forse Tommaso Boscoli).

L’articolo integrale è disponibile nell’edizione stampata de Il Giornale dell’Arte, marzo 2007. 
  

Autore: Louis A. Waldman

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

Giuseppe PALLANTI La vera identità della Gioconda.

Il suo sorriso resta enigmatico, ma della Gioconda, la celeberrima Monna Lisa raffigurata da Leonardo da Vinci, ormai sappiamo tutto. La nobildonna fiorentina, al secolo Lisa Gherardini, «donna fu di Francesco Del Giocondo, mori addì 15 di luglio 1542, sotterrassi in Sant’Orsola», si legge nel documento che riporta altri atti di morte di cittadini fiorentini.

Lo ha rinvenuto recentemente Giuseppe Pallanti, docente appassionato di ricerche storiche, autore del libro La vera identità della Gioconda, spulciando l’archivio di una chiesa situata nel centro storico di Firenze.

Monna Lisa, nata a Firenze nel 1479, morta a 63 anni, seconda moglie del ricco mercante di sete Francesco Del Giocondo, sarebbe stata inumata nel convento di Sant’Orsola, a pochi passi dalla basilica di San Lorenzo, edificio oggi in attesa di ristrutturazione.
 
La notizia è stata pubblicata sui principali quotidiani e sul web ha fatto il giro del mondo: anche Wikipedia, la nota enciclopedia online, cita la scoperta di Pallanti alla voce La Gioconda.

Il libro si compone di due parti: la prima è dedicata alla storia di Firenze, dal punto di vista politico e culturale; la seconda è un piccolo affresco di vita fiorentina, in cui le vicende dei due coniugi Lisa Gherardini e Francesco del Giocondo si intrecciano con quelle di altri personaggi celebri della città.

Info
15 x 21 cm, 128 pagine, 11 colori e 2 b/n, brossura 
Edizioni Skira – prezzo:  € 15,00
Offerta Web:  € 12,75 Sconto 15%
Anno:  2006  – Isbn:  8876246576

 

Fonte:Skira

Andrea GRANELLI Francesco TAMBURELLA Intraprendere la cultura: intraprendere integrati d’innovazione per migliorare la competitività e la redditività dei beni e delle attività culturali in partnership tra Pubblico e Privato.

Luiss University Press, Roma 2006, pp. 236, € 14,00.

Come può rendere economicamente e quanto può contribuire all’industria turistica tradizionale il nostro patrimonio culturale?
Come evitare di snaturarlo e offenderlo?
La risposta a queste domande è l’obiettivo del libro: organizzare una gestione con nuove risorse e idee, sistematica, basata su scelte compatibili e ottimizzate. Se vogliamo che la cultura conquisti una maggiore quota di tempo libero delle persone, dobbiamo arricchire la visita al Museo, dotandola di servizi e infrastrutture tecnologiche necessarie per competere con le altre offerte.
Idee, progetti, proposte e iniziative popolano numerose il settore; il libro si è proposto di raccoglierne quante più possibili, amalgamandole ad altre nuove elaborate dagli autori, cercando così di definire un panorama organizo che possa servire concretamente a chi intende intraprendere la cultura, cioè fare impresa nella valorizzazione dei beni e delle attività culturali.

Indice

Prefazione; presentazione; premessa; concetti di fondo;
Scenari (socio-economico, amministrativo e fiscale, imprenditoriale, operativo, una nuova attrattività della cultura, le sei virtù per valorizzare il patrimonio culturale).
L’innovazione tecnologica (le nuove tecnologie, applicazioni tecnologiche, fasi dell’implementazione tecnologica, alcuni falsi miti tecnologici da evitare).
Uso diffuso di marketing e merchandising (il ruolo del marketing, l’evento come opportunità di fruizione integrata, il turismo culturale, l’associazionismo culturale, il merchandising, il punto vendita, i prodotti e il brand, il management).
La progettazione dell’esperienza.
Il sito web (caratteristiche generali, ABC strutturale, requisiti di accessibilità, progetto Minerva, piano di comunicazione integrata, marketing online, commercio elettronico).
Lo sviluppo dei contenuti e il supporto all’apprendimento (l’edutainment, le diverse ipotesi di produzione, la formazione a distanza, il ‘sé digitale’: come sopravvivere al diluvio informativo).
L’organizzazione secondo qualità (l’attività dei beni e delle attività culturali, certificazione e supporto, la qualità dei servizi online e la misurazione della soddisfazione degli utenti, indagine del Senato sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, indagine della Corte dei Conti sullo stato di attuazione dei servizi aggiuntivi).
Nuovi modelli di business e project financing (il project financing come risorsa per la valorizzazione, istituzioni culturali e impresa, strategie di fund raising, i benefit delle aziende).
Conclusioni.

Link: http://www.luiss.it/lup

Email: lup@luiss.it

S. KORUNOVSKI E. DIMITROVA. Macedonia. L’arte medievale.

Jaca Book, Milano, pp. 260, ill b/n e col. form. 24 x 30, € 95.

Terra abitata da popolazioni slave, nel Medioevo la Macedonia fu provincia degli imperi bizantino, bulgaro e serbo, finchè cadde sotto il governo degli Ottomani ma, in termini artistici, vennero prodotti nella regione esempi di architettura e pittura di qualità eccellente.

Il volume presenta alcuni capolavori come gli affreschi di Nerezio di Kurbinovo.