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FIRENZE: Maria de’ Medici – Una principessa fiorentina sul trono di Francia.

Museo degli Argenti – Palazzo Pitti – Piazza Pitti, Firenze, fino al 4 settembre 2005

Dopo oltre quattro secoli Maria de’ Medici regina di Francia torna a Firenze, ed è un ritorno trionfale. Con una grande mostra al Museo degli Argenti in Palazzo Pitti, la sua città d’origine le sta infatti tributando un omaggio degno della sua statura regale: un omaggio doveroso dopo che solo di recente un convegno a Parigi (2000) e una mostra a Blois (2003) hanno finalmente ristabilito la verità storica sul suo conto.

Dal prossimo 19 marzo il Museo degli Argenti all’interno di Palazzo Pitti ospiterà una mostra dedicata a Maria de’ Medici.

Il titolo della mostra, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze il cui contributo è stato determinante, racchiude i termini ideali e geografici entro i quali essa si dipana: Firenze e Parigi, con Maria de’ Medici a fare da trait d’union.

Ma chi era Maria de’Medici? Ben più di lei si conosce, o si ritiene di conoscere, la sua illustre ava Caterina, che sul trono di Francia fu protagonista di eventi clamorosi e drammatici destinati a restare nella memoria collettiva, come la strage di San Bartolomeo. Di questa seconda regina di Francia uscita dalla famiglia dei signori di Firenze, nata nel 1573 e morta nel 1642, era necessario invece aggiornare il profilo, aggiungendo sfumature e particolari a un’immagine consolidata da secoli in senso negativo. Figlia di quel Francesco I umbratile e raffinato che ha legato il suo nome allo Studiolo di Palazzo Vecchio e alla sofisticata cultura del tardo manierismo, Maria venne allevata in una corte che era all’avanguardia in Europa per la pratica del collezionismo, per la qualità e sfarzosità della produzione artistica e artigianale, per le invenzioni musicali e teatrali e, non ultima, per una politica che fece di tutto questo un mezzo efficacissimo di promozione. La sua giovinezza si svolse tra Palazzo Pitti, il giardino di Boboli, la villa di Pratolino e le altre dimore medicee, tra lezioni di musica e di pittura, pratiche devozionali e abiti sontuosi, come preparazione a un destino regale che le era stato predetto. Alessandro Allori, Jacopo Ligozzi, Empoli, Cigoli, Giambologna, Ferdinando Tacca furono tra gli artisti che frequentavano la corte fiorentina, quelli che contribuirono a formare la sua cultura artistica che avrebbe rappresentato in definitiva il patrimonio più prezioso da lei tradotto in Francia.

Al volgere del XVI secolo le congiunture mutevoli della storia avevano portato il granducato di Toscana, fin lì come buona parte d’Italia sotto il dominio diretto o indiretto degli Spagnoli, a riavvicinarsi alla Francia sul trono della quale era dal 1589 Enrico IV di Borbone (1553 – 1610).
Egli, già marito di Margherita figlia di Caterina dei Medici (la famosa ‘regina Margot’) e capo degli Ugonotti, aveva dovuto abbracciare il cristianesimo per poter essere legittimato come sovrano e si stava dedicando con lungimiranza politica e intraprendenza al riassetto dello Stato dopo le lunghe guerre di religione. Grazie ai buoni uffici di Ferdinando I dei Medici era riuscito ad ottenere il divorzio dalla prima moglie, a seguito del quale poté dopo lunghe trattative sposare Maria, nipote del granduca, e accedere così alla sua ingentissima dote, a sconto parziale anche dei suoi debiti con i Medici. Le nozze, avvenute nell’ottobre 1600 per procura a Firenze, furono occasione per festeggiamenti e spettacoli di cui le cronache dell’epoca ci hanno lasciato descrizioni abbaglianti: la cerimonia stessa in Duomo fu uno straordinario evento teatrale, così come alcune invenzioni musicali e iconografiche messe a punto per l’occasione.
Una volta in Francia, nonostante le ripetute infedeltà causate dal temperamento esuberante del re causassero saltuari dissapori, il matrimonio risultò tutto sommato proficuo e non solo per la numerosa prole regale, ma anche per l’apporto fondamentale dato dalla regina alla corona in un paese che doveva riprendersi da decenni di lotte intestine. Forse più del denaro valse infatti il bagaglio di cultura e di raffinatezza che Maria introdusse a corte, con la promozione delle arti e dello spettacolo anche in funzione politica, le commissioni importanti come la costruzione del palazzo del Luxembourg, la protezione accordata a letterati e ad artisti di fama internazionale come Giovan Battista Marino, Peter Paul Rubens, Anton van Dyck, Frans Pourbus.

Quanto di positivo si accompagnò alla presenza di Maria sul trono francese è stato però assai presto trascurato e minimizzato a seguito delle vicende storiche seguite alla morte di Enrico IV, ucciso subito dopo aver investito la moglie di poteri regali alla vigilia di una campagna militare che avrebbe probabilmente condotto in funzione antispagnola.

Maria, reggente per il figlio Luigi XIII minorenne, non era infatti in grado di proseguire la decisa e spregiudicata politica del marito, e pur muovendosi con intelligenza per conservare alla corona le sue prerogative, di fatto si sarebbe poi riavvicinata alla Spagna, a lungo contendendo il potere al figlio ormai maggiorenne contro il quale sosteneva il secondogenito Gastone d’Orléans. Dopo numerosi scontri anche armati, Luigi riuscì infine a prevalere grazie anche all’abilità politica del cardinale Richelieu, già consigliere e protetto di Maria che avrebbe condannato la Medici a un definitivo allontanamento dal potere, ma anche a una damnatio memoriae di cui fino a non molto tempo fa ancora soffriva la sua fama.

Si deve ad un convegno internazionale promosso a Parigi nel 2000 presso il Collège de France sotto la direzione di Marc Fumaroli (i cui atti sono pubblicati sotto il titolo significativo “Le siècle de Maria de Medicis”) una attenta definizione e rivalutazione, con grande ricchezza di argomentazioni, del profilo di questa regina in campo artistico e culturale. A seguito del convegno alcuni studiosi francesi e italiani hanno promosso un’esposizione a Lei dedicata, che fino dall’inizio aveva previsto una doppia edizione, a Blois (sede del primo esilio di Maria) e a Firenze. La prima, tenutasi con grande successo nel 2003 ha focalizzato in particolare l’attenzione sulle arti in Francia all’epoca della Medici con una sezione dedicata anche al coté italiano della sovrana. La corte medicea degli ultimi decenni del Cinquecento viene illustrata nella prima sezione con diversi ritratti: primi fra tutti quelli importantissimi e in parte inediti della stessa Maria e dei suoi familiari. Tra questi le bellissime tele raffiguranti la giovane principessa come quella attribuita a Scipione Pulzone (Casa Vasari, Arezzo) o quella a figura intera di Santi di Tito (Galleria Palatina, Firenze). Segue una ricca selezione di opere e oggetti tra i più rappresentativi tra quelli che la giovane Maria poteva vedere prodotti ed esposti a Firenze, apprendendo contemporaneamente quanto le arti potessero essere di supporto alla politica. Una lezione che essa trapiantò in Francia fornendo un supporto fondamentale al consolidamento del potere di Enrico IV e preparando la successiva politica di Luigi XIII e del cardinale Richelieu. Tra le opere esposte piccoli preziosi dipinti (di Alessandro Allori, Jacopo Ligozzi, Cigoli, Empoli, Santi di Tito …) accostati ad oggetti raffinati usciti dalle botteghe granducali su disegno di Buontalenti, a bronzetti del Giambologna, a maioliche, cristalli, pietre dure oltre a mobili importanti come il Tavolo con i segni dello Zodiaco.

La seconda sezione è stata dedicata alle feste per le nozze fiorentine di Maria con particolare riguardo agli spettacoli e alle novità musicali che in quella occasione furono messe a punto, oltre che alla moda e al costume dell’epoca. Sono presenti qui documenti autografi della stessa Maria, testi e libretti musicali con una mandola dei primi anni del Seicento, cronache dell’epoca oltre a una ricca documentazione di tessuti dell’epoca.

Le novità sono qui rappresentate da una grande tavola di Alessandro Allori restaurata per l’occasione raffigurante le Nozze di Cana nella quale la vera protagonista è la stessa Maria in abiti nuziali e da una grande tela inedita da collezione privata di ambito rubensiano preparatoria per Lo sbarco di Maria a Marsiglia.

La sezione dedicata alla Francia illustra con dipinti di straordinaria qualità e importanza la produzione francese durante il regno e la reggenza della Medici e comprende le grandi commissioni ad artisti italiani. Sono presenti, provenienti dai più importanti musei francesi – primo fra tutti il Louvre -, opere di Philippe de Champaigne, Laurent de La Hyre, Horace Le Blanc, Nicolas Freminet, Claude Vignon … oltre a Frans Pourbus.

Info: Ufficio Stampa Sveva Fede tel. 0575. 24566 fax. 0575. 370368 cell. 336. 693767
e-mail: fattoriadisanfabiano@inwind.it

per Firenze, Camilla Speranza tel. 055. 217265, cell. 333. 5315190
e-mail: camilla.speranza@virgilio.it

Segreteria Ufficio stampa – Firenze Musei- tel. 055. 290383
e-mail: operapren@tin.it

Promozione e relazioni esterne – Mariella Becherini – tel. 055.290383
e-mail: operapren@tin.it

Progetto dell’allestimento e direzione dei lavori – Mauro Linari
Realizzazione dell’allestimento e gestione della mostra – Opera Laboratori Fiorentini
una principessa fiorentina sul trono di FranciaSERVIZI MOSTRA: Prezzo biglietto – Intero €. 6,00 (comprensivo dell’ingresso al Museo degli Argenti ed al Giardino di Boboli) – Ridotto €. 3,00 per i cittadini della Comunità Europea tra i 18 e i 25 anni, Gratuito per i cittadini della Comunità Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni.

Sede espositiva: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze

Orario:
8.15–18.30 nei mesi di aprile, maggio, settembre
8.15-19.30 nei mesi di giugno,luglio,agosto
La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del Museo.
Chiusura: primo e ultimo lunedì del mese e 1° Maggio

Informazioni e prenotazioni: Firenze Musei – tel. 055. 2654321; la prenotazione per i gruppi scolastici è gratuita ed obbligatoria.

Servizio didattico per le scuole: Visite guidate per le scolaresche solo su prenotazione: costo di €. 3.00 ad alunno; per prenotazioni e informazioni Firenze Musei tel. 055. 290112.

Link: http://www.mariademedici.it

Fonte:Exibart on line

PADOVA: Settecento anni della Cappella degli Scrovegni 1305 – 2005.

Il 25 marzo 1305 avveniva la consacrazione della Cappella degli Scrovegni. A salutare la ricorrenza sarà, come puntualmente avviene ogni 25 marzo, un singolare fenomeno luminoso: un raggio di sole squarcerà l’atmosfera pacata della Cappella e sfolgorerà su un particolare del Giudizio Universale, là dove – forse non a caso – Giotto ha affrescato Enrico Scrovegni nell’atto di offrire la Cappella a Maria.

Quest’anno il 25 marzo sarà memorabile non tanto per il ripetersi di quell’atteso fenomeno ma perché ricorrono i settecento anni di consacrazione della Cappella. L’edificio era stato dedicato esattamente due anni prima, nel 1303, al termine dell’edificazione. Anche se alcuni recenti studi ipotizzano che la stesura degli affreschi fosse stata realizzata già entro il 1304, è questa la data che tradizionalmente viene indicata come quella in cui Giotto doveva aver portato a termine i lavori del magnifico monumento voluto dal banchiere Enrico Scrovegni. Per rendere la cerimonia inaugurale ancora più sontuosa, il proprietario riuscì a ottenere in prestito da Venezia “pannis sancti Marci”.

La ricorrenza verrà segnata da una preghiera solenne da parte del Vescovo di Padova, nella Cappella stessa. La chiesetta dell’Arena è dedicata alla Vergine Annunciata e, dato che quest’anno il 25 marzo, giorno nel quale cade il settecentesimo anniversario, coincide con la giornata del venerdì santo, la celebrazione è spostata al 4 aprile.

Il Comune di Padova in collaborazione con l’Azienda Turismo Padova Terme Euganee, celebra il settimo centenario della realizzazione dell’opera cui si fa risalire la nascita di tutta l’arte occidentale, con un ampio programma di attività che prenderanno il via il 25 marzo per proseguire sino alla stessa data del 2006.

Di particolare importanza, sia dal punto di vista scientifico che da quello divulgativo, si presentano le iniziative editoriali.

Il 15 aprile, nel Palazzo della Ragione, che prima dell’incendio del 1420 ospitava un altro importante ciclo giottesco, Salvatore Settis e Antonio Paolucci presenteranno al pubblico il tredicesimo volume, dedicato alla Cappella degli Scrovegni, della prestigiosa collana “Mirabilia Italiae” che esce per i tipi dell’editore Panini di Modena. Per la prima volta viene pubblicata una completa documentazione fotografica di ogni parte del monumento, anche di quelle meno note e non accessibili al pubblico e degli elementi architettonici. Le pitture vengono minutamente indagate e decodificate e chiarite, spesso in chiave del tutto inedita, le iconografie. Hanno collaborato alla stesura di quest’opera, che si configura come una pietra miliare sulla strada della conoscenza del monumento, alcuni dei migliori specialisti della materia.

Il 28 aprile, nella sede dei Musei Civici del cui circuito di visita il capolavoro giottesco fa parte, verrà presentato un libro di Chiara Frugoni edito da Einaudi. Si tratta di una guida, scena per scena, della Cappella, scritta in modo scorrevole e attraente: l’autrice, oltre a spiegare il ciclo di Giotto, ne presenta una nuova interpretazione che ha per protagonista lo stesso committente, per nulla pentito del fatto di aver accumulato una così ingente ricchezza oscurata dall’ombra del peccato di usura. Il volume è corredato da un DVD con un documentario di Luca e Nino Criscenti, che consente, grazie a riprese realizzate dopo la recente conclusione dei restauri, di esaminare gli affreschi di Giotto ascoltando il commento dell’autore.

Entro l’anno vedrà la luce anche un importante numero speciale dell’organo ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (cui si deve il finanziamento dei restauri). Questa edizione di “Bollettino d’Arte”, che va idealmente a completare le indagini pubblicate all’inizio degli anni ottanta volte a garantire la conservazione del monumento, contiene il resoconto dei rilevamenti e delle indagini effettuate in occasione del cantiere, la più completa documentazione finora mai raccolta su di un ciclo di pitture murali, che aggiunge un fondamentale tassello di conoscenza sui materiali e sulle tecniche di realizzazione. Il volume è curato dall’Istituto Centrale per il Restauro.

Entro l’anno dovrebbero comparire, a cura della casa editrice Skira, anche gli atti del convegno internazionale di studi, tenutosi a Padova alla fine del 2002 al termine dei restauri. Il volume contiene una serie di vari contributi dedicati a Giotto e a quella che, dopo il magistrale intervento, ora è la sua opera meglio conservata.

Ma non sarà solo l’editoria a commemorare i settecento anni del capolavoro giottesco; Claudio Scimone dirigerà i “Solisti Veneti” in una registrazione di musiche sacre di Antonio Vivaldi, effettuata per RAI Tre e RAI Trade all’interno della Cappella, che verrà diffusa in DVD nei circuiti mondiali. Il premio Nobel Dario Fo studia la possibilità, similmente a quanto ha già fatto per altri capolavori dell’arte italiana, di analizzare in forma di spettacolo fabulatorio il momento storico in cui viveva il grande pittore. Inoltre si propone di mettere in evidenza l’attenzione che Giotto ha dedicato alla cultura popolare e alla lettura dei Vangeli canonici e di quelli apocrifi che spesso arricchiscono il racconto.

Questo è quanto sinora è stato posto in essere, ma altre iniziative si susseguiranno nel corso dell’anno: concerti di musica trecentesca, cicli di conferenze, arredi urbani, il tutto per segnalare ancora una volta, con il rilievo adeguato, l’importanza di uno dei massimi raggiungimenti dell’arte di tutti i tempi che Padova ha l’onore di conservare per l’umanità tutta.

Iniziative promosse dal Comune di Padova, Assessorato ai Musei, Politiche Culturali e Spettacolo –Musei Civici in collaborazione con Azienda Turismo Padova Terme Euganee

Musei Civici agli Eremitani e Cappella degli Scrovegni, Padova, Piazza Eremitani 8Orario: tutti i giorni 9.00 – 19.00

Biglietti: intero euro 12,00 (Musei, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann e Cappella degliScrovegni); euro 10,00 (solo Musei e Palazzo Zuckermann) ridotto euro 8,00; scuole euro 5,00.

Giotto… sotto le stelle, apertura serale della Cappella degli Scrovegni e della Sala Multimediale, dal 1 marzo al 6 gennaio; orario: tutti i giorni 19.00 – 22.00. Informazioni: tel. O49.2963720, email: giottodisera@coopgiotto.com

Biglietti: intero euro 8,00; ridotto euro 6,00; doppio turno euro 12,00

Cappella degli Scrovegni: prenotazione obbligatoria: call center tel. 049.2010020

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.cappelladegliscrovegni.it

Fonte:CulturalWeb

ERCOLANO (Na): Il signor Packard viene a Ercolano.

The Art Newspaper, l’edizione internazionale del nostro giornale edita a Londra e New York, ha ricevuto questa lettera del signor David W. Packard da Los Altos in California, datata 13 febbraio: “In un recente articolo nel Sunday Times, Robert Harris (ndr: l’autore del best-seller “Pompei”) ha vividamente evocato il sogno persistente di ogni studioso di scoprire opere perdute di Aristotele, Livio o Saffo nella Villa dei Papiri a Ercolano.

Egli può aver indotto nei lettori l’erronea impressione che la mancanza di risorse finanziarie spieghi l’attuale moratoria di scavi ulteriori nella Villa. Sono il Presidente del Packard Umanities Institute (PHI), una Fondazione americana che eroga fondi per le opere in corso a Ercolano. PHI inoltre sostiene altri progetti archeologici, tra cui gli scavi inglesi a Butrinto in Albania e a Lefkandi in Grecia. Nel 2000 avevo visitato Ercolano con lo scopo specifico di indagare se PHI poteva offrire il supporto di ulteriori scavi dell’allettante Villa dei Papiri. Mi accompagnava il professor Andrew Wallace-Hadrill. Essendo stato a mia volta uno studioso della classicità, le mie motivazioni erano in gran parte quelle descritte così bene da Robert Harris. Fu invece immediatamente ovvio per me (come lo è stato per qualche tempo per il professor Wallace-Hadrill) che la conservazione a lungo termine e il mantenimento del sito scavato di Ercolano fossero la priorità assoluta e che fin quando la situazione non fosse migliorata ulteriori scavi sarebbero sembrati un’irresponsabile caccia al tesoro. Ebbi un fecondo incontro col soprintendente Guzzo e concordammo che PHI avrebbe collaborato e offerto fondi con il team di Guzzo nel loro sforzo di definire e realizzare un piano globale di conservazione del sito. PHI ha già destinato diversi milioni di dollari a tal fine. Il lavoro è stato fatto da eccellenti specialisti italiani, che hanno lavorato con un comitato internazionale di consulenza scientifica diretto dal professor Wallace-Hadrill. Quando gli italiani decideranno che è il tempo di riprendere gli scavi della Villa dei Papiri, la nostra fondazione è pronta a offrire l’appropriato supporto finanziario. Per il momento, la conservazione è la priorità responsabile”.

Riportiamo questa lettera per la sua illuminante pertinenza con lo stato delle cose del patrimonio artistico italiano: nella fattispecie, la difficoltà oggettiva di poter assicurare le condizioni necessarie per la prosecuzione di importanti scavi malgrado la disponibilità di risorse finanziarie adeguate. Ci è parsa una testimonianza significativa nel momento in cui il Touring Club rende nota la sua indagine 2005 sul turismo culturale e la terza Conferenza degli Assessorati culturali di Regioni, Province e Città d’arte svoltasi a Roma (10-12 febbraio) per iniziativa di Federculture e altri enti si è preoccupata dello stesso tema. Risulta che l’Italia per i propri Beni artistici e culturali spende 57 euro per abitante (3.314 milioni di euro): parecchio meno di Francia (119 euro per abitante, pari a 7.105 milioni) e di Germania (99 euro per abitante, pari a 8.193 milioni). Vediamo se qualcuno avrà il coraggio di sostenere che siamo talmente ricchi di opere d’arte da poterci permettere minori investimenti: a noi sembra un esempio di incomprensibile cecità imprenditoriale in un paese industrialmente declinante, se si considera che il 30% (77 milioni) dei turisti viene in Italia per l’interesse artistico. Per molte nostre città, il turismo costituisce la principale risorsa economica. Anche gli investimenti regionali sono vistosamente inferiori: noi spendiamo 1.200 miliardi, 4.600 la Francia, 7.200 la Germania. Nel momento in cui ci apprestiamo a votare il rinnovo dei governi regionali, teniamone conto. Purtroppo la nostra inchiesta ci ha permesso di appurare a meno di due mesi dalle elezioni una desolante, generalizzata mancanza di programmi e di candidati specifici per il settore culturale. Anche il “Corriere della Sera” lamenta che la regione col più ricco bilancio d’Italia, la Lombardia, risulti vergognosamente terz’ultima nell’investimento in cultura pro capite: 4,23 euro per cittadino, meno di un terzo dei 13,96 della media italiana. Significativo è l’investimento delle Regioni Autonome (e ciò dovrebbe far riflettere quanti ancora temono il decentramento, anche se sottoposto a controllo di Stato e regolato da leggi nazionali): la prima è la Val d’Aosta che investe 219,18 euro per cittadino, 51 volte più della Lombardia, seguita da Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

VENARIA REALE (To): Nasce il “Centro per la conservazione ed il restauro dei beni culturali”.

Il ministro Urbani decreta la nascita a Torino del terzo polo italiano del restauro e si augura la nascita di una fondazione delle residenze sabaude con la Reggia di Venaria come capofila.

“Nasce una cosa veramente significativa, di grande potenzialita’ di immagine ed economica’. Cosi’ il ministro per i Beni e le attivita’ culturali, Giuliano Urbani, ha definito la FONDAZIONE PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO DEI BENI CULTURALI ‘LA VENARIA REALE’.

A decretare ufficialmente la nascita dell’ente, durante il convegno “Il codice Urbani e la circolazione dei beni culturali” del 21 marzo, che trasforma il Piemonte nel terzo polo italiano del restauro, la firma posta all’atto costituito da Urbani, dal presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, e dai presidenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Andrea Comba, della Fondazione per l’arte della Compagnia di San Paolo Carlo Callieri, e dal rettore dell’Universita’ di Torino, Ezio Pelizzetti. Il Centro, terzo in Italia dopo l’Istituto centrale per il restauro di Roma e l’Opificio delle pietre dure di Firenze, è ospitato nelle antiche Scuderie e nel Maneggio della Reggia di Venaria – alle porte di Torino. Su un’area di 8.000 metri quadrati trovano spazio 15 aule didattiche, otto laboratori di restauro, sette aule studio, cinque gabinetti scientifici dotati di attrezzature all’avanguardia. Su uno spazio ulteriore di 1.400 metri quadrati verra’ allestito anche il Laboratorio per il restauro del libro e della carta, botteghe di artigiani e restauratori professionisti. Quello che un tempo era un galoppatoio sara’ invece trasformato in Laboratorio per il restauro della pietra e dei metalli. Il Centro e’ gestito dalla Fondazione voluta dal Ministero per i Beni culturali, dalla Regione Piemonte, dalla Universita’ di Torino e dalle Fondazioni per l’arte della Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Crt.

“E’ solo la prima tappa di una sfida iniziata anni fa – ha osservato Enzo Ghigo davanti ad una affollata platea di esperti di restauro e promotori della iniziativa – qualcuno riteneva fosse difficile recuperare la Reggia. Quando concluderemo l’opera ci troveremo davanti a qualcosa di straordinario. Abbiamo scommesso sul recupero dei beni culturali”.

Enzo Ghigo, accennando al ‘Circuito delle residenze reali’, ha poi rimarcato: ‘Sara’ all’altezza dei Castelli della Loira. Anzi, secondo me li superera’. Naturalmente tutto questo non sarebbe stato possibile senza una sinergia tra il Ministero e le Regioni’.

Un’unica fondazione per le residenze sabaude che abbia magari come capofila la Venaria Reale é ancora solo un’ipotesi attualmente allo studio e a parlarne a margine del convegno di Torino su ‘Il codice Urbani e la circolazione dei beni culturali’ e’ stato lo stesso ministro Giuliano Urbani che ha osservato che la Venaria ”non nasce da sola ma nel sistema delle residenze sabaude e non possiamo certo fare 12 fondazioni ma dobbiamo valorizzarle congiuntamente con qualcosa di integrato”. Riguardo a una fondazione che abbia Venaria come capofila il ministro per i beni culturali ha concluso: “La nostra ambizione e’ di rendere vive e vitali tutte le residenze sabaude”.

Fonte:CulturalWeb

MiArt 2005 X: Decima edizione per la “Fiera Internazionale d’arte moderna e contemporanea” di Milano.

Mercoledì 4 maggio 2005 inaugura la decima edizione di MiArt che si terrà dal 5 all’8 maggio presso la nuovacollocazione al Padiglione 11 della Fiera di Milano.

MiArt si presenta completamente rinnovata: nuovi allestimenti, nuovo comitato di selezione degli espositori, la possibilità per i collezionisti di vedere la fiera in anteprima, una fitta programmazione di eventi collaterali e progetti artistici preparati per questa occasione dentro e fuori l’area espositiva.

Per l’edizione 2005 è stata confermata la presenza di oltre 200 espositori -con il significativo aumento del numero delle gallerie straniere partecipanti- provenienti da Belgio, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Grecia, Italia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e per la prima volta da Romania e Slovacchia.

MiArt è la mostra-mercato piu’ completa del territorio italiano, l’unica, in Italia, a presentare tre distinti settori: settore Moderno, settore Contemporaneo, settore Anteprima e la speciale sezione Art & Co.

La Fiera ha una nuova unica collocazione, nel Padiglione 11 della Fiera di Milano (Porta Metropolitana), un grande spazio monoplanare di 24.000 metri quadrati, straordinario esempio di archeologia industriale con campate alte sino a sedici metri, scandito da tralicci di ferro. L’imponente spazio, realizzato nel 1926 e già noto come Padiglione della Meccanica, proprio per le sue caratteristiche garantisce condizioni espositive di alta qualità a tutte le gallerie presenti attraverso la disposizione ortogonale degli stand, che quest’anno usufruiranno di nuovi allestimenti con pannelli espositivi alti quattro metri.

Eventi all’interno della Fiera:

– nel settore Anteprima, la Provincia di Milano/Settore Beni culturali, arti visive e musei, propone la sezione ‘One-Man Show’: quattordici stand monografici, sette di artisti italiani e sette di artisti stranieri under 35.

– Marina Mojana, per l’Assessorato allo Sport e Giovani, curerà all’interno del MiArt la mostra Scultura Giovane a Milano, alla quale sono stati invitati quattro giovani scultori contemporanei, le cui opere non sono presenti in Fiera.

– venerdì 6 maggio 2005 il Comune di Milano ha realizzato una serie di inviti ai direttori delle Biennali nel mondo, per l’organizzazione di una giornata di studi dal titolo Da est a ovest da nord a sud – Sguardo sulle Biennali del futuro – Creatività giovane a confronto. L’incontro è introdotto da Marina Mojana e coordinato da Michele Robecchi e vedrà la partecipazione di critici e curatori di ‘biennali in divenire’, che si svolgeranno durante il 2005 e nel prossimo anno. Tra gli ospiti: Nicolas Bourriaud (Biennale di Lione), Massimiliano Gioni e Ali Subotnik (Biennale di Berlino), Edi Muka (Biennale di Tirana), Tirdad Zolghadr (Biennale del Sharjah), Helena Kontova (Biennale di Praga), Tiziana Casapietra e Roberto Costantino (Biennale delle Ceramiche).

– Sabato 7 maggio un convegno internazionale, coordinato da Alberto Fiz, aperto al pubblico dal titolo “Strategie e politiche di acquisizioni nei musei italiani e stranieri”.
Tra i partecipanti alla tavola rotonda: Gabriella Belli (Mart, Rovereto),Saskia Bos (De Appel di Amsterdam), Lars Nittve (Moderna Museet di Stoccolma), Laurent Busine (MAC’s Musée des Arts Contemporains di Hornu), Matt Gerald (Kunsthalle di Vienna), Eungie Joo (The Gallery at REDCAT di Los Angeles), Dominic Molon (Museum of Contemporary Art di Chicago) Jonathan Watkins (Ikon Gallery di Birmingham), Peter Pakesh (Kunsthaus Graz Landesmuseum di Graz) Dieter Schwarz (Kunstmuseum di Winterthur), Helmut Friedel (Lenbachhaus di Monaco), Ylmaz Dzievior (Kunstverein di Amburgo), Matthias Herrmann (Secession di Vienna), Friedemann Malsch (Kunstmuseum del Liechtenstein).

Info:

dal 5 al 8 maggio 2005
orari, dalle 11.00 alle 20.00
ingresso, intero 15 euro, ridotto 10 euro
tel.+39 02485501, fax +39 0248550420

Ufficio stampa, Ilaria Gianoli, tel/fax +39 02514406, mob. +39 3336317344, ilariagianoli@tin.it, press_miart@fmi.it
Cristina Pariset, tel. +39 024812584, fax. +39 024812486, cristina.pariset@libero.it, press_miart@fmi.it

Link: http://www.miart.it

Email: miart@fmi.it

Fonte:Exibart on line