Nelle sue opere rappresenta oggetti che celano un secondo significato e sono oggetti trasparenti, che emergono da un’atmosfera nordica.
Link: http://it.geocities.com/elldec/
Email: elena_armellini@hotmail.it
Nelle sue opere rappresenta oggetti che celano un secondo significato e sono oggetti trasparenti, che emergono da un’atmosfera nordica.
Link: http://it.geocities.com/elldec/
Email: elena_armellini@hotmail.it
Intervista a Roberto Sanchez, Direttore Artistico del “Museo Minimo Arte Contemporanea”.
I musei, nell’immaginario collettivo, vengono identificati quasi spontaneamente come luoghi finalizzati esclusivamente alla divulgazione statica, a volte fredda, della storia antica, dell’arte contemporanea, delle scienze, etc… Oggi in molti paesi, compresa l’Italia, i musei si stanno sempre più trasformando in spazi multifunzionali e multimediali: per migliorare l’immagine delle opere, si esaltano le potenzialità della comunicazione, si intensificano i momenti creativi con scuole d’arte e di restauro, si ospitano conferenze e dibattiti per stimolare le conoscenze, si creano circuiti virtuosi di business con la vendita di gadget artistici, si intrattengono i visitatori con punti di ristoro.Il luogo dell’arte sta cambiando. Anche locali notturno e normalissimi bar si trasformano in spazi d’arte.
Ma quando sono studi professionali a divenire momenti di esposizione?
Ne discutiamo con Roberto Sanchez, artista napoletano. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dopo pochi anni di insegnamento Sanchez si è dedicato esclusivamente all’attività di pittore ed illustratore e, più recentemente, a curatore di mostre per altri artisti. Da alcuni anni dirige le performance artistiche del Museo Minimo, un’esperienza che condivide con la moglie Rosalba Esposito. Medico ma amante dell’arte contemporanea.
GenomART – “Museo Minimo” sta per…?”
SANCHEZ – Nel nome è racchiuso un concetto: la possibilità di diffondere cultura anche con spazi e mezzi limitati. Ad ogni mostra corrisponde una documentazione cartacea e sul nostro sito web per dare visibilità anche ad artisti che in molti casi, pur validissimi, operano nell’ombra. Come diceva Lea Vergine: “Napoli è un lazzaretto di ingegni”, ma è un problema sostanzialmente italico. Quindi il pretenzioso termine ”museo” è ironicamente mitigato dall’impostazione minimalista ma efficace (si veda la nutrita rassegna stampa).
G – “Museo Minimo” si propone come punto di incontro e di scambi culturali in un quartiere come Fuorigrotta fuori, per così dire, dal circuito napoletano che “conta”. Perché questa scelta? vantaggi e svantaggi.
Sanchez – A dire il vero il Museo Minimo, in un primo momento, doveva limitarsi a “studio aperto” ad uso prevalentemente personale. Poi, a furor di popolo, è diventata una palestra di confronto non solo per gli artisti flegrei e campani tra loro e col pubblico, ma anche con artisti di altre regioni italiane e stranieri.
Una situazione locale-globale grazie allo stretto contatto con Giancarlo Da Lio, critico veneziano attivo anche all’estero. Poi la scelta del luogo è stata dettata dalla voglia di vivere il quartiere che, se guardiamo alla sua storia, ha una forte vocazione di apertura all’esterno (polo espositivo, del tempo libero e potenziamenti infrastrutturali in corso).
G – Riscontri dal “salotto buono” napoletano dell’arte? Indifferenza, critiche, sostegno…
S – Non ho contatti diretti con questi “salotti”, tale frequentazione richiede del tempo che ora non ho.
Mi mancano notizie in merito: sostegno ne ho ricevuto soprattutto dalla stampa, da giovani critici e da portali web. Tra i critici-pubblicisti napoletani vorrei segnalare Marco di Mauro, Mario Franco, Daniele Ricci e Marco Grimaldi sempre molto attenti alle nostre proposte.
G – …e dal quartiere?
S – Siamo collegati con un’associazione culturale,” Napoli Futura” che opera nel quartiere e si collega alla Circoscrizione. Naturalmente, come in altre zone, gli interessati all’arte contemporanea sono una minoranza, ma il Museo Minimo ha una particolarità: funziona anche da sala di attesa di un affollato studio professionale, garantisce quindi un contatto ed una sensibilizzazione anche ad un pubblico indifferenziato.
Stiamo in questi giorni proponendo progetti che coinvolgano altri spazi qualificati e gli sponsor sono determinanti.
G – A Napoli si stanno aprendo nuovi spazi pubblici dedicati all’arte contemporanea (MADRE, PAN…). Uno stimolo o un ostacolo per realtà private come la vostra?
S – Il problema è l’assenza, mai la presenza che comunque è ricchezza. Ma tra tante presenze nel pubblico si nota bene l’assenza di un luogo dove gli operatori che risiedono nel nostro territorio possano presentarsi e confrontarsi. L’unica struttura museale che ospita alcuni di questi è la pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti ma è riservata agli ex docenti. Se si moltiplicassero i “Musei Minimi” e si consorziassero forse si alleggerirebbe tale assenza.
G – Quanto conta per un artista il contenitore d’arte? Vale di meno o di più del curatore?
S – Un giudizio generico rischia l’imprecisione: credo però che oggi il curatore può essere capace di trasformare il contenitore, più difficile il contrario. Il curatore impiega la sua creatività dinamizzando un contesto, se quest’ultimo ha dei valori propri meglio, l’effetto è esponenziale.
Info: Museo Minimo Arte Contemporanea – Via detta San Vincenzo, 3 – Angolo via Leopardi, 47- Fuorigrotta – Napoli
Tel/fax 081-621170
Link: http://www.museominimo.it
Email: museominimo@virgilio.it
Fonte:GenomART
“T” è articolata in due parti: la prima coinvolgerà 75 giovani artisti da tutto il mondo i quali presenteranno opere inedite e sperimentali; la seconda renderà omaggio a due artisti giovani ma già affermati.
L’obiettivo di “T” è di creare un dialogo fra le proposte più sperimentali e giovani dell’arte contemporanea e il lavoro di artisti che hanno raggiunto una maturità di linguaggio e un riconoscimento internazionale, altresì di sviluppare ulteriormente lo scambio culturale tra Torino, la Regione Piemonte e il mondo d’oggi caratterizzato dalla globalizzazione.
Torino e il Piemonte sono ormai divenuti un punto di riferimento dell’arte contemporanea internazionale.
Accanto all’attività di istituzioni consolidate come il Castello di Rivoli, la GAM e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, si tengono iniziative culturali ed espositive di grande rilievo dedicate alle arti visive. A novembre, in concomitanza con T1, si inaugurano Artissima 12, l’unica mostra mercato dedicata esclusivamente all’arte contemporanea, la rassegna Luci d’Artista, giunta all’ottava edizione e divenuta un vero e proprio ‘museo all’aperto’, ManifesTO, mostra di ‘manifesti’ stradali reinventati da artisti, Saturday Night Art Fever, la kermesse che vede aperte sino a notte inoltrata le principali gallerie private di Torino, tutti appuntamenti ormai d’obbligo per gli appassionati d’arte.
T1 – La sindrome di Pantagruel
La prima edizione della triennale, T1, si terrà dall’11 novembre 2005 al 19 marzo 2006 ed è curata da Francesco Bonami e Carolyn Christov-Bakargiev.
Intitolata La sindrome di Pantagruel, la manifestazione prende spunto dal personaggio di Pantagruel, protagonista grottesco al limite dell’assurdo di alcuni romanzi dello scrittore francese François Rabelais (1484 – 1553). Creatura di proporzioni gigantesche, di vorace appetito e forza incredibile, perennemente in viaggio, Pantagruel è un eroe ideale della civiltà, al passaggio fra Medioevo e Rinascimento, che riscopre il mondo empirico attraverso l’esperienza diretta delle sue avventure. La società globalizzata produce attitudini contrastanti. L’epoca contemporanea è caratterizzata da una divaricazione fra tensione al cambiamento e fragilità e timore, fra una salutare ‘voracità’ e il senso di un’imminente esplosione fuori controllo. Si manifesta come megalomania legata alla presunzione di poter mettere in atto delle utopie, di pianificare, di allenare e di modificare il corpo umano. Nell’immaginario si tratta di sentimenti di onniscienza e onnipotenza determinati, per esempio, dalle ricerche genetiche e biogenetiche, incluse le ricerche sull’inseminazione artificiale, sulla clonazione e sulle cellule staminali; dal controllo e modificazione del clima; e dall’affermarsi delle tecnologie digitali e di ‘rete’ che hanno radicalmente modificato il ‘corpo’ della comunicazione globale. Lo stesso termine ‘globalizzazione’ rappresenta un punto di vista onnisciente ed esterno, la visione di un corpo sferico. All stesso tempo però è un’epoca colma d’insicurezza dove assistiamo al proliferare di visioni del terrore che si manifestano come distruzione del corpo. Il corpo ‘globalizzato’ è un organismo inglobante e a rischio, un corpo pericolosamente dedito all’onnifagia. Nel corso degli anni Novanta si sono sviluppati come una forma di gigantismo numerosi progetti di Biennali intorno al concetto della globalizzazione. Il radicarsi di uno sguardo ampio e sfaccettato alle più diverse manifestazioni della creatività artistica nonché le tematiche legate alle relazioni centro/periferia e dell’identità culturale hanno caratterizzato la maggior parte di esse. La mostra La sindrome di Pantagruel rifletterà proprio su questo gigantismo espositivo e conoscitivo. Già nell’essere una triennale d’arte contemporanea, T1 esprime il desiderio di inglobare tutte le migliori possibilità presenti sulla scena artistica internazionale. Questa prima edizione presenta opere pittoriche, scultoree, fotografiche, video, installazioni, performance, workshop, opere sonore, progetti per il web e progetti collettivi. Come in un grande giornale o network televisivo, i curatori di T1 si avvarranno delle notizie che verranno fornite loro da una rete di dieci Corrispondenti – un nucleo di giovani curatori indipendenti o legati a una gamma diversificata di istituzioni internazionali – dal centro ‘autogestito’ fino al museo – radicati sul territorio di ogni continente, dall’Europa all’Asia, America, Africa e Australia. Info:
Enti promotori: Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT. Catalogo: Skira, Milano.
Sedi espositive:
Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea – P.zza Mafalda di Savoia – Rivoli (TO)
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – Via Modane, 16 – Torino
GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea – Via Magenta, 31 – Torino
Fondazione Merz – Via Limone, 24 – Torino
Casa del Conte Verde – Via Fralli Piol, 8 – Rivoli (TO)
Chiesa di Santa Croce – Via Santa Croce – Rivoli (TO)
Palafuksas – P.zza della Repubblica, 25 – Torino
Tel: 011/19831600
Orario: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00; giovedì dalle 10.00 alle 23.00
Ingresso libero per titolari di Abbonamento Musei
Link: http://www.torinotriennale.it
Email: promozione@torinotriennale.it
Fonte:Exibart on line
Appuntamento a Bologna dal 27 al 30 gennaio 2006 per festeggiare i trent’anni di ARTEFIERA, la fiera internazionale d’arte contemporanea.
Prima fiera italiana e fra le principali in Europa, ARTEFIERA ART FIRST sarà per collezionisti, galleristi e operatori del settore un osservatorio privilegiato delle tendenze artistiche internazionali e dell’evoluzione del mercato.
Link: http://www.artefiera.bolognafiere.it
Fonte:Exibart on line
Negli ultimi anni la giovane arte italiana ha sofferto di una certa mancanza di visibilità sulla scena internazionale, per quanto vi siano molti artisti italiani il cui lavoro è presente e apprezzato in altri paesi. Al di fuori dei nostri confini si riscontra infatti una scarsa conoscenza delle ultime tendenze della giovane arte italiana da parte dei principali operatori del settore, spesso accompagnata da giudizi preconcetti. Non è un caso che tra gli artisti italiani attivi a livello internazionale, una grande maggioranza viva e lavori soprattutto all’estero, perdendo agli occhi degli addetti ai lavori un legame significativo con l’identità nazionale di origine.
Affinché sia possibile per un artista italiano sviluppare una carriera internazionale anche vivendo in Italia, è indispensabile che il nostro paese diventi più attivo nella creazione e nel mantenimento di estese reti relazionali con realtà straniere di qualità, favorendo il dialogo e offrendo opportunità ai curatori stranieri perché acquisiscano una conoscenza diretta e profonda della scena artistica del nostro paese.
Il convegno si propone di dare luogo ad una prima occasione di confronto con alcune delle più interessanti e attive realtà europee, in uno spirito costruttivo orientato alle iniziative piuttosto che alla riflessione fine a se stessa. I relatori invitati sono espressione di diverse nazionalità e modelli istituzionali, per contribuire alla formazione di una base metodologica sulla quale ripensare le politiche di promozione della giovane arte italiana, e porre le premesse per una strategia di creazione di opportunità di cooperazione e di scambio con gli interlocutori nazionali ed internazionali di maggior interesse.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
sabato 12 novembre 2005 /Sala Conferenze della GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea / corso Galileo Ferraris, 30 – Torino
9.30 Introduzione ai lavori a cura di Pier Luigi Sacco,
10.00 Fiorenzo Alfieri, Presidente GAI – Giovani Artisti Italiani,
10.30-10.50 Marketta Seppala, FRAME, Helsinki, Finland,
10.50-11.10 Anna Mattirolo, DARC – Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i beni e le attività culturali,
11.10-11.30 Yvette Vaughan Jones, Direttore Visiting Arts, London, UK,
11.30-11.50 Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella, Italy,
11.50-12.10 Lolita Jablonskiene, CAIC, Vilnius, Lithuania
12.10-12.30 Giacinto Di Pietrantonio, Coordinatore artistico di Gemine Muse, Italy,
12.30-13.30 Dibattito.
13.30-14.30 Pausa pranzo
14.30-14.50 Philippe Van Cauteren, SMAK, Gent, Belgium,
14.50-15.10 Giuliana Setari, Dena Foundation, Paris, France
15.10-15.30 Roberto Veronesi, Responsabile Direzione Comunicazione SEAT Pagine Gialle, Italy,
15.30-15.50 Edoardo Massaglia, Direttore Corporate Identity Gruppo UniCredit, Italy,
15.50-16.10 Paolo Agliardi, Presidente Arte Giovane, Milano, Italy,
16.10-17.00 Dibattito.
Info:
Segreteria Nazionale GAI – via San Francesco da Paola, 3 . Torino – n.verde 800807082
dal lunedì al venerdì ore 9.30 – 13.30 –