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CASALE MONFERRATO CONZANO MIRABELLO (Al): MUSAE – Museo urbano sperimentale d’arte emergente.

Il passato ed il presente si fondono per concepire Musae, evento che coniuga arte visiva, installazioni, video, land art, body art, performance e design.
Suggestioni oniriche, ispirate da una ‘vergine musa’, creano una corrispondenza d’amorosi sensi: tra le pieghe della città, tra le tracce di una memoria architettonica, si insinua un presente artistico che spinge per emergere e suscitare emozioni. L’arte è fuori: è sui muri dei palazzi, tra le strade e nelle piazze, nei luoghi meno ospitali e più imprevisti, fuori dalle gallerie d’arte, dalle mura dei musei, da tutti i luoghi ad essa dedicati, fuori dai circuiti commerciali e dalle facili pretese.
L’arte è libera, visibile, palese, godibile, coinvolgente, contaminata da tutti i linguaggi possibili e aperta a ogni espressività.

Gli artisti selezionati tramite bando di concorso (reperibile sul sito www.eventomusae.com) invaderanno gli spazi urbani, dando vita ad un vero e proprio museo all’aperto ad uso dei passanti, creando un’occasione per la riscoperta e il recupero di luoghi cittadini per l’abitare comune: un appuntamento inedito che gioca sulla complementarietà e sulla convivenza tra ciò che, nelle espressioni artistiche e architettoniche, rappresenta la storia e la tradizione, e le nuove espressioni creative che anticipano la visione di un futuro ricco di contaminazioni.

Musae si pone come punto di riferimento per i giovani artisti ed è ha come obiettivo dare visibilità alle varie espressioni artistiche superando i limiti imposti dai soliti canali elitari, avvicinare il pubblico ai nuovi linguaggi dell’arte e incrementarne la fruizione sviluppando un circuito nazionale e internazionale di eventi.

Dalla cornice suggestiva dei comuni del Monferrato Casalese, prende il via il n°0 del circuito Musae. I Comuni di Conzano, Mirabello e Casale Monferrato – col patrocinio della Provincia di Alessandria e della Regione Piemonte – saranno fulcro e centro propulsore dell’iniziativa e avranno l’importante ruolo d’apripista di tutto il circuito nazionale che si chiuderà a Capri.
Nel corso del 2007 Musae si snoderà nelle località di: Castelli Romani, Bologna, Parco dell’Etna, Alto Lario, Riviera Ligure, Trento e Rovereto, per poi decollare nel 2008 per il circuito europeo.

Le iscrizioni per il circuito casalese sono aperte fino al 31 luglio 2006, tramite bando scaricabile dal sito www.eventomusae.com

Info:
dal 22 al 24 settembre 2006
Orari: a partire dalle 18:00 del 22 settembre
Città: Circuito Monferrato Casalese: Casale Monferrato, Conzano, Mirabello, piazze, strade principali dei tre comuni
City Management – Via F.lli Bronzetti, 25 – Milano
Tel 02.70009811 – Fax 02.70006124

 

Link: http://www.eventomusae.com

Email: cityman@edmitalia.it

Fonte:Exibart on line

TEGGIANO (Sa): VIS A’ VIS un corpo a corpo fra artisti nel borgo medievale.

La NeoartGallery di Roma in collaborazione con la Proloco di Teggiano presenta la seconda edizione della Rassegna d’arte contemporanea ”Vis à vis, corps à corps” (patrocinata dal Comune di Teggiano -SA).

Le opere di Luigi Cervone, Massimo Franchi, Pasquale ‘Nero’ Galante, Marco Mezzacappa raccontano, attraverso le immagini, il corpo ed il rapporto del soggetto con la propria esteriorità, alla quale (proprio per il legame di appartenenza) è difficile guardare con oggettività: “non si può –sosteneva il sociologo Compte- essere spettatori ed attori sulla medesima scena”.

L’intento è di osservare se stessi dall’esterno; dice il curatore Francesco Giulio Farachi: ” metterci di fronte ad uno specchio è distaccarci da noi stessi, guardarci come ci vedono gli altri”.

L’iniziativa mostra come il piccolo centro medievale del salernitano sia attento nella selezione delle proposte artistiche. La NeoartGallery di Roma, infatti, fin dai suoi esordi si è indirizzata verso una nuova figurazione, decisa e coraggiosa nel rappresentare una corporeità, non sempre accattivante, ma sicuramente vera. Una scelta all’insegna della qualità esecutiva, che trova riconoscimento da parte delle istituzioni comunali ed è  confermata dalla Proloco di Teggiano con il progetto di una terza edizione di ”Vis à vis, corps à corps” nel 2007.


Info:
‘Vis à vis, corps à corps’
Seconda Rassegna d’Arte Contemporanea Città di Teggiano
Chiostro di San Francesco , Centro Storico, Teggiano (SA)
Durata: fino a Domenica 6 Agosto  2006
Orario  10.30 / 13.00 ;  17,30 / 22,00 – Ingresso gratuito
Organizzazione: Neoart Gallery Via Urbana 122, 00184 ROMA Tel +39 06 4740795, neoartgallery@neoartgallery.it; www.neoartgallery.it
Proloco di Teggiano – +39 0975 79.600 – info@prolocoteggiano.it; www.prolocoteggiano.it

 
TESTO CRITICO
‘ L’immagine fisica nostra, fuori di noi, tratteggiata e messa lì a raccontarci, a rinfacciarci piuttosto, la fragilità, la forza, il mistero delle nostre vite che scorrono via. […]guardare il corpo come guardare noi stessi.  Metterci di fronte ad uno specchio è distaccarci da noi stessi, guardarci come ci vedono gli altri, scrutare fra le pieghe della pelle, negli interstizi dello sguardo, fra le increspature degli umori, trasferire su un’immagine riflessa il peso di un’oggettività che altrimenti non riuscirebbe a venir fuori, imprigionata com’è dalle veemenze dell’Io.

E pensare così, su questo riverbero, di avere il controllo del tempo, noi che come tanti, innumerevoli Dorian Gray, teniamo le immagini nelle soffitte della nostra razionalità, ci dilettiamo a vedere come esse pur rimanendo in pose fisse muovano lungo il tempo, deliniino gli eventi le stagioni le esperienze della vita.

E così ci illudiamo che ci permettano di rimanere uguali a noi stessi, noi a rimanere immutati e loro a dirci come le cose cambino.

È un dialogo, è un confronto, una contrapposizione.

L’immagine fisica nostra, fuori di noi, tratteggiata e messa lì a raccontarci, a rinfacciarci piuttosto, la fragilità, la forza, il mistero delle nostre vite che scorrono via.’

Francesco Giulio  Farachi

BOLOGNA: Premio FURLA per l’arte – Sesta Edizione 2007.

Il Premio FURLA per l’arte, ideato da Chiara Bertola, organizzato e promosso da Fondazione Querini Stampalia di Venezia, MAMbo di Bologna e FURLA spa, giunge nel 2007 alla Sesta Edizione.
Divenuto biennale dalla scorsa edizione per permettere ai moltissimi professionisti tra artisti, critici d’arte, curatori, direttori di musei e centri d’arte, nazionali e internazionali, di svolgere al meglio le varie tappe che ne compongono la struttura il Premio FURLA per l’arte si è ritagliato un riconosciuto spazio tra le manifestazioni dedicate ai giovani artisti contemporanei italiani.

La costituzione di una rete istituzionale di prestigio internazionale e la vitalità della critica nata intorno all’arte italiana delle ultime generazioni ampliano la credibilità di tutti i partecipanti e rendono il Premio FURLA per l’arte una tappa fondamentale per tanti giovani artisti italiani.
 
Il Premio FURLA per l’arte da questa edizione è condiviso anche da un altro partner protagonista della scena dell’arte contemporanea italiana: UniCredit, gruppo internazionale che ha varato un progetto per la promozione delle giovani risorse creative, partendo dall’Italia, per esprimere i valori del dinamismo e della capacità di innovare che lo caratterizzano..
La strategia di UniCredit si fonda sulla volontà di fare sistema e generare sinergie con altri importanti operatori del panorama culturale che porta, come in questo caso, ad affiancare iniziative eccellenti di divulgazione dei linguaggi della contemporaneità, di visibilità e formazione per gli artisti, fattori critici di successo dell’arte italiana dei nostri giorni.
           
Altra importante novità della nuova edizione è che l’opera dall’artista vincitore sarà donata permanentemente al nuovo Museo di Arte Moderna di Bologna, il MAMbo.
           
Il Premio ha creato nel tempo una rete di relazioni di qualità nel sistema dell’arte contemporanea internazionale che, alla genesi della Sesta Edizione, è diventato prioritario attivare e mettere a disposizione degli artisti italiani, come negli obiettivi del Premio FURLA per l’arte.
Per questo motivo si è deciso di trasformare, il premio in denaro, nella possibilità per il vincitore di trascorrere un periodo di tempo in una residenza per artisti in un’importante Museo d’arte contemporanea europeo.
La scelta della residenza sarà gestita e organizzata da Viafarini, già collaboratore del Premio nell’archiviazione dei materiali degli artisti invitati dalla scorsa edizione ed avverrà nell’ambito delle più importanti e interessanti strutture residenziali in Europa, nella consapevolezza che il Premio FURLA per l’arte debba diventare di dimensione europea, in un mondo pensato sempre di più aldilà delle frontiere nazionali e continentali.         
           
Il premio consiste, oltre alla residenza d’artista, nella mostra personale del vincitore negli spazi della Fondazione Querini Stampalia di Venezia l’anno successivo. Quest’anno è la volta della personale del vincitore della Quinta Edizione, Pietro Roccasalva, a cura di Giacinto Di Pietrantonio consulente del Premio FURLA per l’arte fin dalla prima edizione, che inaugurerà nel dicembre prossimo a Venezia.

L’elaborato meccanismo di selezione prevede che trenta artisti siano invitati da una commissione di segnalatori e successivamente selezionati sulla base dei propri lavori da di due giurie, la prima di livello nazionale che sceglierà i cinque artisti finalisti e la seconda internazionale che determinerà il vincitore. Entrambe saranno composte da critici, direttori di musei e curatori di consolidata fama. Anche nella Sesta Edizione vi sarà l’inserimento nella giuria nazionale di un giurato straniero, al fine di perseguire criteri di giudizio il più possibile distaccati e rigorosi.
La mostra dei finalisti, che si terrà alla Galleria d’arte moderna di Bologna, verrà inaugurata a gennaio, nel corso di Artefiera.
           
Martedì 24 ottobre 2006, ore 17,30) sarà presentata ufficialmente la Sesta Edizione del Premio FURLA per l’arte, presso la Sala dei Carracci della sede di Bologna di UniCredit (via Zamboni,20 – Bologna). 

Info:
Galleria d’Arte Moderna, Bologna: Ufficio Stampa – Tel. +39.051.502859 fax +39.051.371032
<mailto:ufficiostampagam@comune.bologna.it> –  <http://www.galleriadartemoderna.bo.it>
Fondazione Querini Stampalia, Venezia: Marta Savaris
Tel. +39.041.2711411/+39.041.2711432 fax +39.041.2711445
<mailto:ufficiostampa@querinistampalia.org>  – <http://www.querinistampalia.it>
Comunicazione Studio Pesci
Via Giuseppe Petroni, 18/3 – 40126 Bologna
Tel. +39 051 269267 – Fax +39 051 2960748
<mailto:info@studiopesci.it>  –  <http://www.studiopesci.it/>

 

MANTOVA: Leon Battista Alberti e l’architettura.

Un articolato percorso espositivo allestito nella Casa del Mantegna con disegni, modelli, marmi, dipinti, medaglie e manoscritti, ricostruisce le architetture di Leon Battista Alberti e le sue strette relazioni con le novità che hanno caratterizzato l’arte del Quattrocento.
La mostra, inoltre, affronta il rapporto tra il grande architetto del Rinascimento e Andrea Mantegna, protagonista insieme a lui di una straordinaria stagione culturale mantovana.

Dal 16 settembre 2006 al 14 gennaio 2007, la Casa del Mantegna di Mantova ospiterà la mostra LEON BATTISTA ALBERTI E L’ARCHITETTURA che, attraverso una rigorosa selezione di cento opere, illustrerà l’insieme del suo pensiero architettonico, capace di ispirare la produzione europea sino a tutto il XIX secolo.
L’iniziativa è promossa dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del sesto centenario della nascita di Leon Battista Alberti, in collaborazione con la Provincia di Mantova, il Comune di Mantova, la Fondazione Banca Agricola Mantovana, la Fondazione Centro Studi Leon Battista Alberti ed è organizzata da Civita.
La rassegna, che conclude un percorso di studi, convegni e mostre dedicati al primo Rinascimento italiano che vede Alberti (Genova 1404 – Roma 1472) fra i massimi protagonisti, in particolare in architettura, intende documentare e discutere criticamente le vicende di tutti i principali edifici riconosciuti all’Alberti dalla critica, seguendone le vicende anche attraverso le proposte di completamento e le più importanti opere di restauro intervenute sino ad oggi.

Il comitato scientifico, presieduto da Francesco Paolo Fiore e composto da Marcello Balzani, Arnaldo Bruschi, Massimo Bulgarelli, Howard Burns, Arturo Calzona, Matteo Ceriana, Marco Collareta, Carla Di Francesco, Christoph L. Frommel, Charles Hope, Livio Volpi Ghirardini, ha previsto l’esposizione di disegni, manoscritti, fotografie storiche, modelli e parti della decorazione architettonica originale che permettono di ricostruire la consistenza e la storia delle architetture di Leon Battista Alberti a fronte di dipinti e sculture del suo tempo.
All’iconografia più antica e a parti della decorazione architettonica, la mostra si ripromette di accostare, per ognuno dei monumenti considerati, dipinti e sculture in grado di testimoniare gli stretti rapporti di Alberti architetto con le novità artistiche del tempo, e come gli artisti abbiano reagito alle sue architetture nei diversi centri italiani del Rinascimento.
Verranno inoltre presi in considerazione disegni dei secoli XIX e XX e modelli utili a discutere l’originalità degli edifici e storicizzarne le trasformazioni.
Il luogo della mostra, la Casa del Mantegna, è di per sé straordinaria testimonianza dell’impegno di Mantegna in architettura: posta di fronte alla chiesa di San Sebastiano, una delle massime architetture dell’Alberti, permette un collegamento con le iniziative che saranno contemporaneamente aperte a Mantova sull’opera pittorica e scultorea di Andrea Mantegna, rinnovando idealmente il tempo della illuminata committenza di Ludovico Gonzaga, che impiegò entrambi gli artisti nella Mantova del suo tempo.
L’esposizione delle architetture di Leon Battista Alberti troverà nelle opere di Mantegna raccolte nelle Fruttiere di Palazzo Te, un diretto e più ampio termine di paragone, mentre a sua volta la mostra su Mantegna si gioverà  del confronto con le opere degli altri artisti, in relazione con l’architettura dell’Alberti. Insieme a Luca Fancelli, Mantegna si può infatti annoverare fra i possibili continuatori delle architetture albertiane a Mantova.
L’interpretazione del linguaggio albertiano sarà approfondita nel catalogo pubblicato da Silvana Editoriale sia con riferimento agli altri più noti esecutori delle architetture di Alberti, quali Matteo de’ Pasti e Bernardo Rossellino, sia per quanto riguarda i rapporti con gli architetti Antonio Manetti Ciaccheri, Michelozzo, Francesco del Borgo e i numerosi altri artisti attivi nei centri dove Alberti fu presente e attivo come consulente oltre che come autore di architettura.

Leon Battista Alberti, umanista, scrittore e architetto di importante famiglia fiorentina, compie gli studi a Padova e a Bologna, ma la sua conoscenza dell’architettura antica matura a Roma, dove giunge nel 1432 per restarvi poi stabilmente dal 1443 alla morte nel 1472. Alberti non solo rintracciò, nello studio delle proporzioni degli edifici romani la base di una nuova progettazione architettonica, ma da essi desunse una ricca tipologia strutturale e decorativa, che qualifica inequivocabilmente le sue opere.
A Firenze, dove si soffermò alcuni anni dal 1434 in poi, Alberti riconobbe nell’arte del Brunelleschi, Donatello, Masaccio, l’affermazione dei suoi stessi principi e a Brunelleschi dedicò nel 1436 la versione in volgare del suo trattato De pictura (1435) che sistematizzava e divulgava le invenzioni prospettiche del grande architetto e si sarebbe imposto come sintesi e teorizzazione dell’arte fiorentina del primo Quattrocento.
A Firenze, Alberti ha lasciato importanti opere come il Palazzo Rucellai (dal 1455 o oltre), la Cappella Rucellai con il tempietto del Santo Sepolcro in San Pancrazio (completata nel 1467) e la facciata di Santa Maria Novella (dal 1460).
A Roma, Alberti svolse le funzioni di abbreviatore apostolico presso la curia papale ma grazie alle sue sempre più approfondite conoscenze dell’antichità diede in più occasioni consigli ed elaborò progetti d’architettura dopo aver scritto, sul modello del testo di Vitruvio, il De re aedificatoria (1452), la prima trattazione organica di architettura del Rinascimento. A Rimini costruì il Tempio Malatestiano (dal 1553), anche se il suo progetto non fu interamente realizzato, ma lavorò soprattutto a Mantova per le chiese di San Sebastiano (iniziata nel 1460 ed eseguita da Luca Fancelli) e di Sant’Andrea (progetto del 1470, iniziato nel 1472), che rappresentano la sintesi del suo pensiero architettonico. La prima, elevata su un alto basamento, a pianta quadrata con tre absidi, è una meditazione sulla pianta centrale che tanto lo aveva interessato a partire dai suoi studi sull’antico. La facciata, anteposta al corpo della chiesa, riprende quella di un tempio antico con singolari soluzioni quali il frontone interrotto da un arco. Anche la seconda si allontana dalla tradizionale pianta basilicale; la soluzione proposta dall’Alberti è infatti quella della navata unica, con cappelle laterali, generatrice di una spazio dilatato in senso monumentale, enfatizzato dalla copertura a volta a botte cassettonata e, verosimilmente concluso da un breve transetto, che sarà poi ampliato e coperto a cupola. La facciata è nuovamente ispirata a quella di un tempio antico, con grandi paraste ornate e intrecciata con il ritmo dell’arco trionfale romano.

Info: Mantova, Casa del Mantegna – 16 settembre 2006 – 14 gennaio 2007 – tel. 199.199,111
Orari: tutti i giorni dalle 09.30-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00). Chiuso il 25 dicembre.
Biglietti: intero   € 7,00, ridotto € 5,00  maggiori di 60 anni e minori di 18 anni, gruppi min 15 persone possessori del biglietto della mostra Mantegna, disabili e titolari di apposite convenzioni; ridotto € 3,00 alunni e studenti delle scuole elementari, medie e superiori; gratuito minori di 6 anni, accompagnatori di disabili, un accompagnatore per gruppo,due accompagnatori per scuola e giornalisti con tesserino.
Visite guidate: (compreso l’uso di radioguide) scuole € 60,00, gruppi € 100,00, in lingua straniera € 120,00.
Radioguide: Noleggio obbligatorio per gruppi € 30,00
Prenotazione: Tariffa a persona € 1,50 ; Tariffa alunni e studenti € 0,50.

Link: http://www.fondazioneleonbattistaalberti.it

Email: servizi@civita.it

ROMA: Restaurata la Smaritana al Pozzo affresco seicentesco esposto per la prima volta dopo il restauro.

E’ esposto per la prima volta, dopo un delicato intervento di restauro durato oltre due mesi e realizzato grazie al finanziamento della Fondazione Paola Droghetti, l’affresco seicentesco de La Samaritana al Pozzo.

L’opera fu realizzata tra il 1654 e il 1661 da un artista ancora oggi ignoto e proviene dal refettorio del Monastero di Sant’Eufemia presso Sant’Urbano ai Pantani. Il monastero fu distrutto durante i lavori di sventramento dei Fori Imperiali in epoca fascista. Distaccato dalla parete che lo accoglieva poco prima che la chiesa venisse abbattuta, l’affresco è conservato dal 1933 al Museo di Roma Palazzo Braschi dove dal 7 luglio al 10 settembre 2006 sarà esposto al pubblico.

Il violento “strappo” subito dall’affresco aveva già notevolmente compromesso lo stato di conservazione dell’opera. Oggi, grazie all’attento e accurato recupero realizzato da Carla Tomasi, è stata riportata al suo originario aspetto l’opera d’arte che raffigura l’incontro tra Cristo e la donna di Samaria da lui ricondotta ad uno stile di vita più morigerato. La pertinenza del tema dell’affresco giustifica la sua collocazione all’interno del Monastero di Sant’Urbano, che aveva la funzione di accogliere quelle donne, allora dette “zitelle sperse”, dal passato non irreprensibile.

Grazie agli stemmi araldici delle casate Pamphilj e Aldobrandini riportati sull’affresco, La Samaritana al Pozzo si fa risalire agli anni tra il 1654 e il 1661. In quel periodo infatti furono eseguiti interventi di restauro e di decorazione interna del complesso religioso promossi da Camillo Pamphilj, il “cardinale nepote” di Innocenzo X che aveva rinunciato alla porpora cardinalizia per sposare nel 1647 Olimpia Aldobrandini.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato Politiche Culturali – Sovraintendenza ai Beni Culturali. L’intervento di recupero della Samaritana, compiuto da Carla Tomasi, è stato curato da Maria Elisa Tittoni, Dirigente dei Musei d’Arte Medievale e Moderna della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma con la collaborazione di Isabella Colucci. L’esposizione a Palazzo Braschi è stata organizzata da Simonetta Tozzi, Anita Margiotta e Isabella Colucci, in collaborazione con Zétema Progetto Cultura. Il restauro è stato realizzato grazie al finanziamento della Fondazione Paola Droghetti, che ha anche curato la pubblicazione Interventi d’arte sull’arte per permettere di approfondire le notizie riguardanti la storia dell’affresco e illustrare le varie fasi del restauro.

La visita all’affresco è inclusa nel biglietto di ingresso al Museo di Roma Palazzo Braschi.

Info:
Museo di Roma Palazzo Braschi, Piazza San Pantaleo 10
Aperta al pubblico fino al 10 settembre 2006
Orari: da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00; lunedì chiuso; la biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero € 9,00 – ridotto € 5,50 – ingresso gratuito per le categorie previste nella tariffazione vigente;
06 82059127 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.30).

 


 

Link: http://www.museodiroma.comune.roma.it