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OSSERVATORIO MOSTRE E MUSEI

L’ Osservatorio Mostre e Musei nasce all’interno del Laboratorio interdisciplinare di ricerca, gestione e progettazione per il Patrimonio culturale, un centro di ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa che conduce studi sulla valorizzazione dei beni culturali italiani a livello centrale e locale (musei, mostre, legislazione, attività divulgative).

Direttore: Salvatore Settis

MIBAC: nuove norme per l’ingresso gratuito nei musei.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio scorso il decreto del Ministero per i Beni e le Attività culturali del 20 aprile 2006, n. 239 concernente ‘Modifiche al regolamento di cui al decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507: norme per l’istituzione del biglietto d’ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali‘.
Il provvedimento prevede che dal 10 agosto 2006, data di entrata in vigore del decreto, sia consentito l’ingresso gratuito agli istituti e luoghi della cultura (musei, biblioteche e archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali):
 – alle guide turistiche dell’Unione europea nell’esercizio della propria attività professionale;
 – agli interpreti turistici dell’Unione europea quando occorra la loro opera a fianco della guida;
 – al personale del Ministero per i Beni e le Attività culturali;
 – ai membri dell’I.C.O.M. (International Council of Museums); 
 – ai cittadini dell’Unione europea che non abbiano compiuto il diciottesimo o che abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età
 – a gruppi o comitive di studenti delle scuole pubbliche e private dell’Unione europea, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione e nel contingente stabilito dal capo dell’istituto; 
 – ai docenti ed agli studenti iscritti alle facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e ai corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia, o a facoltà e corsi corrispondenti istituiti negli Stati membri dell’Unione europea; 
 – ai docenti ed agli studenti iscritti alle accademie di belle arti o a corrispondenti istituti dell’Unione europea; 
 – ai cittadini dell’Unione europea portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria;

 – agli operatori delle associazioni di volontariato che svolgano, in base a convenzioni in essere stipulate con il Ministero ai sensi dell’articolo 112, comma 8, del Codice, attività di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali.
Viene inoltre autorizzato il libero ingresso agli istituti ed ai luoghi della cultura quando gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti siano inferiori alle spese di riscossione.

 

Annibale CARRACCI: tra Roma e Bologna.

Una mostra straordinaria racconta la vita e la carriera di Annibale Carracci. A Bologna, la sua città nativa, presso il Museo Civico Archeologico dal 22 settembre 2006 al 21 gennaio 2007 e a Roma, la città della sua maturità artistica, presso il Chiostro del Bramante dal febbraio al marzo 2007

La prima esposizione monografica su Annibale Caracci mai realizzata, promossa dal Comune di Bologna e dal Comune di Roma e curata da Daniele Benati e Eugenio Riccomini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi dell’opera di Annibale. Saranno esposti circa 80 dipinti e 80 disegni, mentre alcuni filmati permetteranno di effettuare un percorso virtuale degli affreschi che l’artista ha realizzato in palazzo Fava e in palazzo Magnani a Bologna e in palazzo Farnese a Roma. Quest’ampia selezione di opere proviene per la maggior parte dai più importanti musei d’Italia e del mondo, quali il Louvre di Parigi, la Gemaeldegalerie di Dresda, la National Gallery di Londrta, il Museo del Prado di Madrid, la National Gallery di Edimburgo, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, l’Ermitage di San Pietroburgo.

Annibale, la figura forse più affascinate e intraprendente dei tre Carracci, porta al più alto compimento la lezione del Rinascimento italiano, rielaborandola in uno stile di classica bellezza e perfezione. Il suo atto rivoluzionario sta nel realizzare in pittura un nuovo equilibrio, raggiunto attraverso lo studio dal vero e delle opere dei grandi maestri precedenti, da Correggio a Veronese, da Raffaello a Michelangelo. Basandosi sulla chiarezza del linguaggio pittorico e sulla concretezza nella resa dei personaggi e della natura, arriva così a superare lo stile sofisticato e complicato che caratterizza gli artisti del tardo manierismo. Contemporaneo al Caravaggio, che ha nei suoi confronti parole di grande stima, ne rappresenta la polarità opposta e complementare per la capacità di stabilire, in confronto all’apparente anarchia del Merisi, un rapporto di continuità con i maestri del Rinascimento italiano. Anche se talora i due artisti lavorano a Roma fianco a fianco, la loro diversa poetica condurrà i loro seguaci alla formazione dei due principali filoni stilistici della pittura italiana ed europea del XVII secolo.

Il percorso della mostra, diviso in sezioni tematiche e cronologiche, offre al visitatore la possibilità di calarsi nei problemi intellettuali e sociali dell’epoca, come il ruolo morale dell’artista e la funzione dell’opera d’arte in epoca di Controriforma: problemi che Annibale ebbe a sperimentare in prima persona, giungendo alla nevrosi che gli impedirà alla fine di dipingere e lo porterà alla morte. La sua produzione, estremamente varia, alterna scene di vita quotidiana, ritratti, soggetti mitologici, scene religiose e si esplica poi in una straordinaria serie di pale d’altare, sempre attentamente studiate sul vero. Alla grande Macelleria ora a Oxford, che può essere assunta a manifesto del moderno realismo, si affiancano così capolavori di diverso genere come la Deposizione della Pinacoteca di Parma, lo struggente Autoritratto con i famigliari della Pinacoteca di Brera a Milano, le atletiche Figure mitologiche del Museo di Capodimonte a Napoli o l’emozionante Pianto delle Marie della National Gallery di Londra. Per questi aspetti già Giulio Mancini lo lodava a pochi anni dalla morte come “pittore universale, sacro, profano, ridicolo, grave e vero pittore”.

Info:

Bologna, Museo Civico Archeologico , dal 22 settembre 2006 al 7 gennaio 2007
Roma, Chiostro del Bramante , dal 23 gennaio al 6 marzo 2007

 

 

 

 

Fonte:CulturalWeb

Antonio V. GELORMINI: Imbecilli non si nasce.

Uno sfregio. E’ stato definito ripetutamente così il danno arrecato alla Cattedrale di Trani e in particolare ai due leoni stilofori in pietra, che si trovano ai lati del suo principale portale di bronzo. Offensivo, cattivo e dilaniante, lo sfregio ha provocato rabbia, sdegno e dolore, evidenziati negli innumerevoli commenti sia a caldo che nei giorni successivi alla scoperta del disastro.

L’indignazione corale e naturale ha dato corpo agli appellativi più svariati per qualificare gli ignoti autori dello scempio e tra essi quello di “imbecilli” è rimasto il marchio indelebile unanimemente apposto sulle loro sagome sconosciute. Risentimento spontaneo e fin troppo giustificato.

Per sua natura, però, lo sfregio raramente è un atto gratuito, spesso è la reazione ad una provocazione, la bravata contro un’indifferenza, l’atto inconsulto verso qualcuno o qualcosa che si odia, la manifestazione di un’insofferenza; a volte è una minaccia, altre ancora l’affermazione di un diritto di potere.

L’atto vandalico, allora, potrebbe celare anche qualcos’altro. Perché imbecilli non si nasce. E se ci si diventa, forse qualche interrogativo dovremmo porcelo. Forse è il caso di chiederci come mai un forte elemento di identità e di appartenenza non è più percepito come tale da una parte non irrilevante della città. Una città che forse tende a catturare attenzioni e frequenze “forestiere”, più che a coinvolgere nella sua trasformazione la comunità tranese nel suo insieme e nelle sue diversità. Abbiamo letto tanti commenti autorevoli, ma potrebbe risultare interessante ascoltare i pareri dei tranesi dell’affascinante e misterioso dedalo di viuzze o di quelli del porto, uno tra i più suggestivi della costa pugliese. Magari i loro commenti potrebbero contribuire ad isolare i fautori della barbara bravata.

Certamente non sarà il linguaggio della lettera aperta di Raffaele Iorio al “Povero imbecille” (Gazzettadel Mezzogiorno del 20/7/06) a fare breccia nell’insensibilità assurda dei vandali. Non saranno “la nave di pietra che da un millennio salpa verso il nostro avvenire”, “il palinsesto di pietre e di storia” o “la forma dello spazio mensurabile, le iconografie bidimensionali, le stereometrie e le simulazioni di tridimensionalità evocata” ad attirare l’attenzione dei senza “baculum”, senza bastone, quindi pronti a crollare.

Sarà il caso di chiedersi quale sostegno abbiamo garantito loro nella rincorsa ai format del Grande Fratello, delle Fattorie o delle Isole dei famosi, dedicandovi intere pagine dei nostri rotocalchi e fiumi di ore di trasmissione nei diversi canali televisivi? Proviamo a verificare quanti ragazzi hanno ancora l’abitudine a frequentare la parrocchia, a fare il “chierichetto” negli anni dell’adolescenza? Un modo come un altro per rapportarsi allo spirito, al rito, al rispetto del sacro e di quelle pietre che sfidano i secoli e che in fondo, poi, senti anche un po’ tue?

Forse e qui il nocciolo della questione. Quanto Trani è ancora percepita come “proprium”, come la citta di “tutti” i tranesi? E’ apprezzabile invocare sinergie per “stanare l’imbecillità e il vandalismo ed elevare la cultura del bello nel rispetto delle persone che l’hanno saputo produrre e della società che lo ha ereditato come ricchezza unica ed impareggiabile (S.E. Mons. Picchierri). E’ anche confortante sapere che si è consci che “non si tratta solo di un fatto di cronaca nera, ma del risultato di una inconsapevolezza collettiva del valore delle opere d’arte e della bellezza. Frutto di anni di mancati investimenti nella cultura (Presidente Vendola). Così come è perfino condivisibile la riapertura del Colosseo, proposta da Marcello Veneziani, per vedere come se la caverebbero “gli imbecilli” a confronto con leoni veri. Ma se continueremo a pensare che imbecilli si nasce, le sorprese potrebbero diventare troppe e rendere vani i lamenti del “senno di poi”.

La rabbia impotente per l’ennesimo atto vandalico diventi forza e motivo per non aspettare sempre “che saccheggino la casa, prima di decidere l’installazione delle porte di ferro” o dei sistemi di sorveglianza. La miglior difesa dei nostri patrimoni risiede nella capacità di farli sentire propri ad ogni singola persona delle nostre comunità. La tecnologia aiuta, ma non risolve il problema. 

Email: gelormini@katamail.com

TRENTO: GIROLAMO ROMANINO un pittore in rivolta nel Rinascimento Italiano.

A distanza di ben 40 anni dalla prima e finora unica mostra monografica tenuta a Brescia, il Castello del Buonconsiglio di Trento organizzerà nell’estate del 2006 un’ampia rassegna dedicata all’artista bresciano Girolamo Romanino (1485-87 – ca. 1560) autore del celebre ciclo pittorico che impreziosisce il Castello, uno dei capolavori della decorazione ad affresco della prima metà del Cinquecento in Italia. Grazie alla sua pittura realistica, libera e lontana dall’ufficialità del tempo, Romanino rappresenta un pittore in rivolta nel Rinascimento ed è da considerarsi uno dei precursori del naturalismo di Caravaggio e della modernità.
Il Romanino lavorò a Trento negli anni 1531-1532 su commissione del cardinale Bernardo Cles, principe vescovo di Trento dal 1514 al 1539 per decorare la nuova residenza rinascimentale nota come il Magno Palazzo. Al centro dell’esposizione saranno naturalmente gli affreschi del Castello, ed il suo vasto e prezioso apparato decorativo dovuto anche all’opera di altri importanti pittori come il ferrarese Dosso Dossi e il veneto Marcello Fogolino.
La mostra consentirà di ammirare a Trento straordinarie testimonianze pittoriche del Romanino, provenienti da prestigiosi musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra questi il Louvre, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera, il Metropolitan di New York, la galleria Doria Pamphilj di Roma e il Museo di Belle Arti di Budapest. Il percorso espositivo presenterà complessivamente un centinaio di opere tra dipinti e disegni, la maggior parte del Romanino, allo scopo di ricostruire tutto l’arco di attività dell’artista nel contesto italiano del tempo. Saranno presentate inoltre opere realizzate da importanti maestri della pittura rinascimentale italiana fra cui Tiziano, Lotto, Moretto, Savoldo, Callisto Piazza e Altobello Melone. La mostra si articolerà in diverse sezioni. Si aprirà con la prima produzione pittorica del Romanino e la sua formazione tra Venezia e Milano, sarà posto in luce il rapporto con l’ opera di Giorgione e di Tiziano. Seguono i ritratti giovanili e i lavori degli anni ’20. Parte fondamentale della mostra saranno gli affreschi del ciclo di Trento, presentati al termine dei restauri e inseriti nel contesto dell’opera complessiva del Romanino, anche in relazione con l’attività degli altri pittori che operarono nel Magno Palazzo come i Dossi e Fogolino. Una sezione sarà dedicata alla produzione degli anni ’40-’50 all’interno della quale particolare risalto avranno le grandi ante d’organo provenienti dal Duomo di Brescia e dalla chiesa di S. Giorgio in Braida a Verona. Questi anni saranno rappresentati anche dalla magnifica tela con La raccolta della Manna conservata a Brescia. Inoltre sarà ampiamente documentata la produzione grafica del Romanino, molto significativa ma poco conosciuta, che comprenderà anche disegni del Pordenone e del Lotto. Infine una sezione sarà riservata a Bernardo Cles, non solo al suo ruolo nella politica europea e ai suoi rapporti con la casa d’Austria, ma alla sua figura di committente in quel straordinario cantiere d’arte rinascimentale che fu il Castello intorno al 1530.
Al progetto partecipa anche Alessandro Nova, professore alla Goethe-Universität di Francoforte, uno degli studiosi più autorevoli del Romanino nonché autore dell’ultima monografia sul pittore pubblicata nel 1994.La mostra è possibile grazie alla collaborazione dei Musei Civici di Brescia e delle Soprintendenze ai beni storico – artistici di Mantova e Trento.

Info:
dal 29 luglio al 29 ottobre 2006; orari 10.00 – 18.00, chiuso il lunedì – Catalogo Silvana Editoriale
CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO – Via Bernardo Clesio 5 (38100)
tel. 0461 233770

Link: http://www.buonconsiglio.it

Email: info@buonconsiglio.it

Fonte:Exibart on line