Archivi autore: Amministratore

TERNI: Accademia di Belle Arti International Art School – Progetto Giornate Europee del Patrimonio – 23/23 settembre 2006.

Anche quest’anno l’Accademia di Belle Arti di Terni è stata invitata dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria alle “Giornate europee del Patrimonio 2006” previste per il  23 e 24 settembre prossimi.
Come ogni anno, l’evento vuole rivalutare l’immenso patrimonio artistico europeo, per l’Italia sarà possibile visitare gratuitamente gli innumerevoli luoghi della cultura, i tantissimi percorsi inediti ed i curiosi eventi d’arte pensati per questa grande manifestazione.
Il tema di quest’anno “Un patrimonio venuto da lontano” pone l’attenzione sulla cultura e sul patrimonio culturale che, allo stesso tempo, si riconducono ad incontri di civiltà diverse. Un patrimonio dunque che viene da lontano, intendendo un lontano non solo geografico ma anche temporale, e che va lontano, mescolandosi, integrandosi e arricchendosi.
All’iniziativa, nata dal Consiglio d’Europa e sostenuta dall’Unione Europea, aderiscono istituzioni sovranazionali, private e statali, di quasi cinquanta stati dell’area europea. Due intense giornate dedicate alla conoscenza reciproca, al dialogo interculturale e, nello stesso tempo, alla conservazione delle radici.
L’Accademia di Belle Arti di Terni si inserisce in questo prestigioso contesto culturale presentando “Notte in Colore”, un’intera notte, quella tra il 23 e il 24 settembre, dedicata esclusivamente alla pittura. L’Accademia ospiterà, oltre ai sui migliori studenti, artisti provenienti da tutta Europa che desiderano partecipare all’evento. Questi, venuti a contatto con il nostro Paese, desiderano arricchire la serata non solo con la loro arte ma anche con la propria cultura e la propria storia. Gli artisti, uniti dall’amore per la pittura, avranno modo di esprimere la propria creatività ma anche di crescere artisticamente confrontando le proprie idee, tecniche ed elaborati. Le adesioni dovranno pervenire entro il 10 settembre presso l’Accademia di Belle Arti di Terni. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, gli artisti dovranno portare le loro tele in Accademia per apporre il timbro alle 17.00 del 23 settembre e riconsegnare il proprio lavoro entro le 12.00 del giorno successivo. Tecniche e formati liberi per un tema comune: ”Un Patrimonio venuto da lontano”, quindi, ciò che poteva sembrare solo una gara di pittura, si trasformerà in un momento in cui persone lontane geograficamente e culturalmente, attraverso l’amore per l’arte avranno modo di ritrovarsi.
Tutti potranno partecipare e seguire l’evento attraverso il proprio computer, infatti una webcam manderà on-line momenti di questa insolita notte degli artisti.

E’ stato creato l’indirizzo ‘giornateeuropee@beniculturali.it‘ curato dalla Direzione Generale per l’innovazione Tecnologica e la Promozione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,  tramite il quale si potranno avere supporti di tipo informativo ed organizzativo.

Info:
Per informazioni in merito all’evento curato dall’Art School di Terni (corso Tacito, 20; tel. 0744 431918) cliccare www.italianartschool.it.

 


 

MONTEPRANDONE (Ap): CQF…P – Come Quando Fuori… Piove.

Palazzetto Parissi a Monteprandone (AP), ospita CQF…P, a cura di Gloria Gradassi, una mostra collettiva che riunisce sette artisti dal profilo differente in una visione globale sulla contemporaneità.
Ognuno degli artisti invitati, Marina Bolmini, Bert Feddema, Peter de Boer, Alessandro Grimaldi, Veronica Montanino, Ivana Spinelli, Sure Creative Lab, ha realizzato un progetto per questa mostra, interpretando liberamente lo spazio in espressioni individuali. Il criterio di aggregazione degli artisti è la coesistenza della diversità in uno scenario comune. Si attraversano mondi distinti che  hanno tutti il loro centro di gravità attorno al presente, alle sue sfide, alle sue tragedie ed alle sue utopie.
CQF…P è un racconto provocatorio e stimolante sulla globalità, che segnala un rapporto contraddittorio di di odio/amore nei confronti del presente: dallo spazio psichedelico di Montanino, alle visioni tecno-poetiche di Grimaldi, dal romantico/cinico cortocircuito tra storia e contemporaneità di de Boer, alla ultra-acida e concettuale multinazionale impersonata da Feddema, dalla graffiante indagine sull’identità di Bolmini, al sarcastico incontro tra violenza e glamour nelle visioni di Spinelli fino alle provocazioni, molto reali, di Sure Creative Lab.
La popolare e vacua successione di parole “Come quando fuori piove” è una metafora leggera della casualità e del nonsenso che divengono sistema. Nel mazzo di carte, cuori, quadri, fiori, picche, sono grandi famiglie che interagiscono tra progetto e casualità. Segni che acquisiscono senso, inquadrati da regole che ordinano le molteplici ed imprevedibili parabole combinatorie.
Tale molteplicità e precarietà si riscontra nella frammentazione dell’arte contemporanea, che si propaga su percorsi divergenti eppure complementari. Come quando fuori… piove è uno slogan adottato per significare un approccio che non forza i linguaggi in un ordine che non troverebbe riscontro in una realtà artistica assai caotica ed iper-produttiva, espressione di interessi molteplici e differenti punti di vista geo-politici. CQF…P rappresenta un approccio critico oltre i temi e l’omogeneità dei linguaggi, che consente di calarsi nelle ipertrofiche e caotiche strade della cultura contemporanea aprendo un confronto a tutto campo. Autonomia, interazione, reversibilità, sono i nodi su cui si articola la mostra: gli artisti invitati, fortemente diversi uno dall’altro, usano infatti linguaggi e tecniche distinte, pittura, fotografia, installazione, e spaziano dal post-concettuale a visioni estetizzanti e poetiche, dallo sguardo politico, e dalle tematiche sociali, all’interesse per il trash e lo shock.
CQF…P sono combinazioni temporanee reversibili, continui fuori programma che obbligano chi osserva ad aggiustare l’angolo visuale, creare sempre nuove griglie di lettura, abbandonare i percorsi già noti per affrontare una vera avventura intellettuale e visiva.
Il catalogo che accompagna la mostra, oltre a documentare il lavoro degli artisti, contiene un testo della curatrice Gloria Gradassi, e un’intervista agli artisti.

Info:
Palazzetto Parissi – Monteprandone dal 30 Luglio al 27 Agosto; tel 328 7180203 – 0735 62545

Email: galleriamarconidimarconiarconi@virgilio.it

Girolamo ROMANINO: Un pittore in rivolta nel Rinascimento italiano.

A distanza di ben 40 anni dalla prima e finora unica mostra monografica di Brescia, il Castello del Buonconsiglio di Trento organizzerà nell’estate del 2006 un’ampia rassegna sull’artista bresciano Girolamo Romanino (1485-87 – ca. 1560) autore del celebre ciclo pittorico che decora gran parte del castello.

Pur mantenendo al centro dell’esposizione gli affreschi del Castello, ed il suo vasto e prezioso apparato decorativo, l’esposizione porterà a Trento straordinarie testimonianze pittoriche del Romanino, provenienti da prestigiosi musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

Info:Trento, Castello del Buonconsiglio
dal 29 luglio al 29 ottobre 2006
 

Link: http://www.buonconsiglio.it/

Fonte:Exibart on line

MILANO: Il lavoro inciso capolavori dell’arte grafica da Millet a Vedova.

Cento opere – fra incisioni, litografie e disegni – realizzate da grandi maestri europei in oltre un secolo di storia, dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Settanta del Novecento, sono protagoniste della mostra “Il lavoro inciso. Capolavori dell’arte grafica da Millet a Vedova”, esposta dal 14 settembre al 21 ottobre, alla Fondazione Stelline, Sala del Collezionista, di Milano, dove approda dopo essere stata esposta a Lecce, dal 28 aprile al 27 agosto, presso il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano.

Promossa e prodotta dall’Associazione Centenario Cgil, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con la collaborazione della Provincia di Lecce, della Provincia di Milano, del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce e dalla Fondazione Stelline di Milano, la mostra è stata ideata e organizzata da Promoart e realizzata da Arthemisia.

La rassegna affronta il tema del lavoro connesso all’evoluzione del linguaggio grafico fra tradizione e modernità, proponendo un dialogo fra l’esperienza italiana e le coeve vicende europee.

Curata da Patrizia Foglia, Chiara Gatti e Luigi Martini, l’esposizione si concentra sul rapporto fra i lavoratori e gli artisti che si fecero interpreti di determinate situazioni sociali, utilizzando il mezzo grafico, ora come strumento di denuncia, ora come il medium più affine al loro intento documentaristico. Mentre il lavoro incide il mondo, l’artista lo decifra, lo svela, gli dà un nome; e lo ritroviamo dunque ad “incidere” il lavoro con la china o con la matita sulla carta, con la punta e l’acido sulla lastra, producendo una ricerca estetica che rinnova i linguaggi dell’arte.

Protagonisti di una prima sequenza di immagini suggestive sono “I vangatori” e “Le spigolatrici” di Millet, i butteri e i contadini dal volto bruciato dal sole di Fattori, i pastori silenziosi di Fontanesi, i pescatori di Greppi, o ancora i popolani di Edouard Manet.
Il gesto della fatica quotidiana viene reso qui in modo efficace dalla potenza dell’incisione e dei suoi segni che si direbbero scavati con le unghie.

Sul rapporto fra città e campagna si dipana la seconda sezione della mostra, con le trasmigrazioni delle popolazioni nei nuovi centri urbani e il connesso sviluppo viario ed edilizio, l’espansione delle attività industriali: le ciminiere svettano come funghi lungo la linea dell’orizzonte, i fumi inquinanti inghiottono il panorama della campagna, le case del proletariato si sovrappongono le une sulle altre. I luoghi di incontro del dopolavoro, i nuovi mezzi di trasporto, i giornali illustrati, i lettori, le organizzazioni sociali sono motivi che ritornano frequentemente nella figurazione grafica a cavallo fra Otto e Novecento. Significativi a riguardo sono fogli come la “Via degli speziali in estate” di Signorini, “Il trionfo del lavoro. Allegoria per il 1° Maggio 1891” di Crane, “I tessitori” di Liebermann, “Periferia” di Boccioni e, soprattutto, il capolavoro di Pellizza da Volpedo “Cartone per la figura centrale di Fiumana”, che rappresenta un passaggio ideale al mondo moderno e alla presa di coscienza, da parte dei lavoratori, della propria forza sociale.

È in questo clima che s’inserisce poi l’esperienza di molti artisti sensibili alle problematiche contingenti. L’ambizione di molti di loro è quella di farsi pittori popolari, “pittori-delegati dei proletari”, per usare la definizione che Pierre Mac Orlan coniò per Vlaminck e che si adatta bene anche a Rouault, a Käthe Kollwitz, a Dix, Grosz) e naturalmente alla vicenda italiana di Viani – con il suo amore per i diseredati – e di Sironi, con le sue cupe periferie.
Per quanto molto diversi per indole e ricerca, tutti questi autori condividono da un lato un interesse per il mezzo grafico, dall’altro la volontà di superare la frattura creatasi sul finire dell’Ottocento fra arte e società, dando vita a un’arte “rivoluzionaria” nella forma e nei contenuti.

Ecco allora la nascita di un’arte di tipo documentario: il cosiddetto reportage sociale. Non più il realismo degli spaccapietre di Courbet, delle spigolatrici di Millet o dei popolani di Daumier, ma il coinvolgimento e la forza d’attualità nell’energia grafica di maestri come Steinlen, in grado di rendere tangibili le pene degli umili. Brani esemplari di questo filone sono “Tumulto” e “Assalto” di Käthe Kollwitz, il “Naufrago” di Viani, gli “Uomini al tavolo” di Nolde, “La mina” di Brangwyn, “La fuga” di Steinlen o “Il duro mestiere di vivere” di Georges Rouault.

La grande guerra, il nazismo, il fascismo e quindi il secondo conflitto mondiale, segnano duramente la storia del movimento dei lavoratori. La rinascita democratica e il riconoscimento dei diritti sociali riconquistati determinano un più avanzato rapporto fra artisti e lavoratori, che accompagna il confronto sulle diverse ricerche estetiche. La mostra offre, a questo punto, un ampio spaccato della grafica italiana del secondo dopoguerra, per approdare agli anni Settanta e all’esperienza “sul campo” di autori come Guttuso, Zigaina, Vespignani, Attardi, Muccini, Romagnoni, Ferroni, Migneco, Guerreschi, Calabria e Vedova.

Le opere in mostra sono state concesse eccezionalmente in prestito dal Gabinetto dei Disegni degli Uffizi di Firenze, dalla Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano, dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, dalla Pinacoteca Civica di Alessandria e da numerose Fondazioni, Archivi e collezioni private.

Info:

Catalogo Skira

Milano, Conferenza stampa Mercoledì 13 settembre 2006, ore 12
Inaugurazione Mercoledì 13 settembre 2006, ore 18.30
Fondazione Stelline, Sala del Collezionista; Milano

Per accrediti: Ufficio Stampa Arthemisia, C.so di Porta Nuova, 16 – 20121 Milano
Tel. 02 6596888 Fax 02 6598300 e-mail: press@arthemisia.it
Cinzia Manfredini cell. 348 4007208 e-mail: cm@arthemisia.it
Alessandra Zanchi cell. 349 5691710 e-mail: az@arthemisia.it

Ufficio Stampa Skira Mara Vitali Comunicazione C.so Indipendenza, 1 – 20126 Milano
Lucia Crespi Tel. 02 73950962 e-mail: arte@mavico.it

Ufficio Stampa Fondazione Stelline CLP Relazioni Pubbliche Via Fontana, 21 – 20122 Milano
Tel. 02433403 – 0236571438 Fax 024813841 press@clponline.it

Ufficio Stampa CDLM

Ufficio Stampa Camera del Lavoro Corso di Porta Vittoria, 43 – Milano  Tel. 02 55025207

Orari di apertura – Milano – Fondazione Stelline, Sala del Collezionista C.so Magenta 61, 20123 Milano
Lunedì ore 14.00/19.00, Martedì – Sabato ore 10.00/13.00 – 14.00/19.00, Domenica e festivi chiuso.

Ingresso gratuito

Tel. 02 45462411

Link: http://www.stelline.it

Email: fondazione@stelline.it

TORINO: Villa della Regina.

Dopo più di dieci anni di lavori e circa 20 milioni di euro investiti per la prima volta Villa della Regina potrà essere ammirata dal grande pubblico.

Il prezioso complesso, costituito da edifici aulici, giardini all’italiana con grotte e giochi d’acque, aree agricole e boscate, fu fatto costruire ad inizio secolo XVII dal cardinal Maurizio di Savoia sul modello delle ville romane. Nel corso del secolo successivo fu ampliato ed aggiornato per le regine negli apparati decorativi e nell’architettura dei giardini. A causa delle vicende conservative e d’uso che ne hanno segnato la storia recente, è stato sino ad oggi tra i meno noti del complesso delle Residenze Sabaude, iscritte al Patrimonio Mondiale dell’Unesco. 

I lavori di restauro – progettati dalla Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico ed Etnoantropologico con la Soprintendenza per i Beni architettonici e del paesaggio e finanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Regione Piemonte, tramite gli Amici dell’Arte in Piemonte, e la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino – evidenziano appieno la stretta relazione tra edifici e giardini, nata da un sapiente progetto in cui architettura e paesaggio erano strettamente legati.

Info:
Torino, Strada Santa Margherita 79 – Torino
La Villa sarà aperta straordinariamente nei giorni 8 e 9 luglio (con orario prolungato 10 – 19) e poi da agosto 2006 a Pasqua 2007 tutti i sabati e le domeniche (con orario 15 – 19).
Prenotazione obbligatoria al n° verde della Regione Piemonte 800333444.
Le visite guidate, con gruppi di 25 persone, sono rese possibili grazie al contributo della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, tramite la Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti.