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CAGLIARI. Sardegna Arte Fiera 2.

Una fiera che è una grande festa dell’arte, riservata ad artisti singoli e a gallerie private a un costo simbolico.

Dopo il successo della scorsa edizione, la Sardegna Arte Fiera (SAF) si ripropone con la stessa freschezza e originalità: infatti più che una fiera è una festa dell’arte e della cultura in uno scenario unico, Il Lido, storico stabilimento balneare di Cagliari, trasformato anche quest’anno in un immenso atelier sul mare.

Lo staff di Sardegna Arte Fiera è già all’opera per creare anche quest’anno una proposta che si apra ai linguaggi contemporanei più diversi: pittura, scultura, installazioni, video, musica, teatro e poesia.
 
La manifestazione prevede la partecipazione di gallerie d’arte, associazioni culturali, Accademie d’arte, singoli artisti, allievi di accademie. Una particolare attenzione sarà posta ai Progetti curatoriali.

Sardegna Arte Fiera si svolgerà dal 6 all’ 11 ottobre (orario di apertura: 10.00-22.00), con ingresso gratuito, nell’ area dello Stabilimento balneare Il Lido. Si prevede un’affluenza di almeno 10 mila persone.

La formula è molto curiosa e divertente: una cabina a ogni artista.
Ciascuno potrà essere presente con una piccola personale, disponendo di 18 mq di pareti e 6mq di superficie coperta calpestabile.
Inoltre saranno messi a disposizione spazi esterni alle cabine (tunnel o spiaggia) dove poter realizzare performnaces o installazioni speciali..
Sarà curata la pubblicazione di un catalogo ad ampia diffusione ove ogni artista sarà presente con una scheda informativa ed una foto a colori di una delle opere esposte.

LE MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Gli interessati dovranno presentare una proposta espositiva corredata da un breve curriculum artistico e da foto di proprie opere.
Una volta selezionati, i partecipanti dovranno compilare ed inviare il modulo di partecipazione disponibile sul sito internet (www.sardegnaartefiera.it.) con allegata copia della ricevuta del versamento della quota d’iscrizione, pari a 300 euro per l’utilizzo di una cabina o 100 euro per l’utilizzo degli spazi esterni (tunnel e spiaggia).

Quest’anno è previsto uno sconto per tutti gli studenti, che potranno usufruire della cabina al modico costo di 100 euro.

Il versamento dovrà essere fatto sul c.c.p. n. 61582417- ABI 07601- CAB 04800 intestato ad Associazione Culturale Artegiovane Via dei Genovesi 48 – 09124 Cagliari.


Info:

segreteria, email segreteria@sardegnaartefiera.it

Cagliari, Stabilimento balneare il Lido

Coordinatrice SAF: Francesca Sassu
Cell. 3402640505 email: francescasassu@sardegnaartefiera.it

 

Link: http://www.sardegnaartefiera.it

MILANO. I Capricci di Francisco Goya y Lucientes.

Dal 7 settembre al 28 ottobre 2006 alla Galleria Bellinzona di Milano (via Volta 10) si terrà la mostra I Capricci di Goya.
I Capricci è la serie di incisioni più famosa del maestro spagnolo (1746 – 1828). Composta da 80 tavole (acqueforti e acquetinte) di grande formato, viene realizzata nel 1799.
Caratterizzati da una satira pungente e a volte grottesca, i Capricci descrivono con grande lucidità tutti i mali, i pregiudizi, gli inganni e le menzogne della società spagnola dell’epoca, non tralasciando nessuna delle sue classi, da quelle più povere, alla Chiesa, alla nobiltà, persino alla famiglia reale.

AREZZO. Il cuore del museo nella città (convegno il 12 e 13 ottobre 2006).

Mai, come oggi, il museo ha avuto le condizioni per affermare un ruolo di presidio culturale nel territorio.
Luogo di incontro di memorie, ma anche di saperi, il museo può rispondere a bisogni diversificati di conoscenza, può diventare spazio di contatto di culture e di rappresentazioni della realtà, occasione di esperienze ricche di significato per i singoli.
Ma per proiettarsi sul territorio ha bisogno di consolidarsi a partire dal suo assetto economico, dalla sua capacità di comunicare, dalla sua abilità educativa e dalle relazioni interdisciplinari che è in grado di instaurare.

Programma:

 – 12 ottobre, ore 11: Il museo dopo il Codice. Intervengono rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione Toscana e della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici;
 – ore 12: I mestieri del museo. Anna Ottani Cavina (Università di Bologna) intervista Michel Laclotte (Presidente onorario del
Museo del Louvre);
 – ore 15: Il museo che fa quadrare i conti. Ne parlano, insieme a Gian Bruno Ravenni ( Area cultura della Regione Toscana),
Giuseppe Gherpelli (Comune di Firenze), Barbara Sibilio (Università di Firenze), Daniele Jalla (Icom Italia), Cristiana Morigi Govi (Comune di Bologna).

 – 13 ottobre, ore 9: L’ambiente museo: nuovi allestimenti nel panorama europeo e italiano. Iniziativa della Regione Toscana,dell’Istituto Beni Culturali dell’Emilia Romagna e della
Fondazione Museo del Tessuto di Prato.
Visita introdotta da Massimo Negri, European Museum Forum, insieme a Filippo Guarini (Museo del Tessuto) e Laura Carlini (IBC), e condotta da Maurizio Biordi, Museo degli Sguardi (Rimini), Paul Rösch, Touriseum (Merano), Andrea Vanni Desideri, Museo Civico (Fucecchio), Walter Landini, Museo di Storia Naturale (Calci).
Benedetto Benedetti (Scuola Normale Superiore di Pisa) presenta il progetto di una European Academy di studi museali.

 – Ore 15: Il gioco è una cosa seria – Il museo si confronta con i processi dell’apprendimento. Ne parlano, insieme a Claudio Rosati (Settore Musei, biblioteche e istituzioni culturali della Regione Toscana), Anna Bondioli (Università di Pavia), Paola Pacetti (Museo dei ragazzi di Firenze), Anna Pironti (Castello di Rivoli), David Zoletto (Università di Udine).
 – Un mondo nuovo in Toscana.
Villaggi preistorici, città etrusche e ville romane.

Info:
Punti informativi: Pianeta Galileo, Edumusei.
Tel. 0575.9361 o a info@museumimage.it
Direzione generale delle Politiche formative, dei Beni e delle Attività culturali S R L
Design Firenze, cdev@cdev.it

Centro Affari e Convegni • via Spallanzani, 23, Firenze
• 12 – 13 ottobre 2006 • Museum Image

Link: http://www.cultura.regione.toscana.it

Email: toscanamusei@regione.toscana.it

ROMA. Entro l’anno a piedi sotto al Vaticano.

Nella galleria negozi e caffè. Al via i lavori per sondare la consistenza del terreno.
C’è già chi lo definisce il «Rockfeller Center» della Capitale: un sottopasso di circa 200 metri metterà in collegamento piazza Risorgimento con l’ingresso dei Musei Vaticani, che contano centinaia di visitatori al giorno, spesso costretti a lunghe ore di attesa all’aperto.
L’opera, che verrà realizzata in project financing, è oggetto di confronto con le autorità vaticane. Sarà infatti la prima struttura che collegherà direttamente e nel sottosuolo due Stati stranieri.
I tempi per la realizzazione prevedono tre anni di lavori, mentre entro dicembre si concluderà lutto l’iter per l’indizione del bando di gara internazionale.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Giancarlo D’Alessandro: «Nella galleria ci saranno punti di informazione turistica, un ristorante, un bar e negozi».

18000 visitatori al giorno per i Musei Vaticani, che ignari di caldo o freddo, di sole o pioggia, sopportano ore di fila lungo le mura che costeggiano piazza Risorgimento.Ancora per poco, però.
Il grandeprogetto per la realizzazione di un sottopasso, già annunciato dal sindaco Veltroni in aprile, sta prendendo forma grazie all’andamento positivo dei sondaggi preliminari in corso, ed entro dicembre arriverà all’esame definitivo del Consiglio comunale e dunque all’indizione del bando di gara internazionale per la pro-
gettazione definitiva. I contatti con il Vaticano, infatti, sembrano non creare particolari ostacoli all’esecuzione del progetto, che verrà realizzato in tre anni.
Una galleria, o meglio una specie di «Rockfeller center» nel cuore della Roma cattolica, allieterà turisti e non solo nelle lunghe ore di attesa per l’accesso ai Musei più famosi del mondo.
Duecento metri di lunghezza, otto di larghezza che da piazza Risorgimento offriranno servizi come punti di informazione turistica, toilette, punti ristoro e, perché no, qualche negozio per lo shopping. «Si prevede una specie di agorà centrale – spiega l’assessore capitolino ai Lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro, che è anche responsabile dei project financing della Capitale –
addirittura, nella prima versione del progetto era prevista anche una piccola struttura alberghiera, con affaccio proprio su questa piazzetta sotterranea, posta a circa sei metri e mezzo di profondità. Per la progettazione definitiva, comunque dobbiamo aspettare l’esito dei sondaggi, così come per stabilire il costo preciso dell’opera, per la quale ci aspettiamo una collaborazione anche da parte del Ministero degli Esteri e del Vaticano. Non dobbiamo infatti dimenticare – precisa l’assessore – che si tratta di un’opera che attraversa due Stati, quello italiano e, appunto, quello Vaticano». La galleria sotterranea che collegherà direttamente i Musei Vaticani, oltre a prevedere un ingresso a ridosso della futura stazione della Linea C della metropolitana a via di Porta Angelica, avrà una porta di accesso di grande pregio: un’opera che progetterà e realizzerà un artista di fama internazionale ma sul nome del quale vige ancora il riserbo assoluto.
Al progetto sta collaborando anche il XVII Municipio e la presidente Antonella De Giusti assicura: «Ci saranno anche servizi per i residenti. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di, realizzare una grande opera, in un punto meraviglioso della nostra città, che sia fruibile anche per i cittadini e non abbia dunque delle finalità squisitamente turistiche».

Autore: Susanna Novelli

Fonte:Il Tempo

MILANO/TORINO: E nasce la supergalleria d’arte Sanpaolo-Intesa. La collezione dei Caravaggio Picasso e Balla.

CULTURA E PATRIMONI.Non solo conti correnti, dalla fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi nascerà anche uno dei più grandi patrimoni artistici italiani. Una collezione che va dai primitivi fino ai contemporanei che spazia in ogni secolo e movimento, che
ama la pittura ma non disdegna scultura, vetri, mobili, disegni. Quante le opere? Difficile dirlo. Ognuna delle due raccolte è il singolare risultato di diverse scelte collezionistiche, collegate alla storia e al mecenatismo delle diverse banche che la compongono. E alla naturale attività di recupero crediti.
Il Sanpaolo Imi porta in dote il patrimonio torinese legato alle vicende storiche della Confraternita Compagnia di Sanpaolo (nella Torino Sabauda del 1563), lo splendido e compatto nucleo del Banco di Napoli e poi tutte le opere venete nelle casseforti degli istituti del Nord-Est (dall’Ambroveneto alla Cassa di Risparmio dì Padova e Rovigo a quella di Venezia e del Friuli).
Tra i beni del Banco di Napoli anche il Pio Monte della Misericordia, la Confraternita voluta agli inizi del ‘600 da sette rampolli napoletani (tra gli aderenti anche Luigi Carafa-Colonna appartenente alla famiglia che protesse la fuga di Caravaggio da Roma). E nell’incredibile collezione di dipinti raccolti in quattrocento anni all’interno delle volte secentesche figura anche «Le sette opere di Misericordia», il quadro realizzato tra il 1606-7 da Michelangelo Merisì, detto il Caravaggio. Saltando a Venezia e qualche secolo dopo, «II ritratto di giovane donna in rosso» (1895) di Federico Zandomeneghi, l’artista definito erroneamente «l’impressionista italiano» per le sue relazioni con
Monet, Degas, Renoir, Pissarro e da ascrivere invece alla ricerca macchiaiola e alla tradizione veneziana del colore impastato con la luce. E poi i paesaggi di Carlo Carrà e di Ottone Rosai, il futurismo di Balla e Boccioni, i tagli di Fontana, il surrealismo di Max Ernst, passando attraverso gli splendidi arazzi della manifattura dì Beauvais, i vetri di Murano, i mobili.
Più organizzata l’attività artistica di Banca Intesa fortemente sostenuta dal presidente Giovanni Bazoli. La soluzione adottata dall’istituto milanese unisce al collezionismo e alla conservazione l’impegno per la sua fruizione.
Attraverso mostre, via web. Il progetto ha coinvolto anche la sede storica di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, trasformato nel 1999 nelle omonime Gallerie, per consentire al pubblico la visita ai tesori d’arte. Le sale del palazzo barocco ospitano in esposizione permanente una collezione di antiche icone russe, una delle più importanti in Occidente (raccolte dal Banco Ambrosiano Veneto, fino a oggi in mostra ai Musei Capitolini dì Roma) che si affianca alla raccolta di pittura del Settecento Veneto.
Anche qui ben rappresentate le tre anime di Banca Intesa. Ecco dunque la raccolta di pittura dell’Ottocento lombardo messa insieme dal Mediocredito Lombardo; la collezione di dipinti del Settecento veneziano formata in gran parte dalla Banca Cattolica del Veneto; la raccolta di ceramiche attiche e apule del V secolo a.C. acquisita direttamente da Banca Intesa; la immensa collezione costituita soprattutto da opere del Novecento italiano messa insieme da Banca Commerciale italiana e conservata nella foresteria ristrutturata da Gae Aulenti. Una tradizione che nella Comit risale al banchiere illuminato Raffaele Mattioli. Per non parlare dell’attività di restauro e conservazione.
L’operazione più recente (e di gran prestìgio), il restauro dell’ultimo dipinto di Michelangelo Merisì «II martirio di Sant’Orso-la», e la successiva mostra «L’ultimo Caravaggio» itinerante nel corso del 2004 dalla Gallerìa Borghese di Roma, alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, a Vicenza. Il capolavoro della stagione estrema del maestro è appena rientrato da Amsterdam dopo il prestito alla mostra al museo Van Gogh.
Dopo le ceramiche, le icone russe, la pittura dal XVI al XVIII; il Settecento Veneto con i Pietro Longhi, Gian Domenico Tiepolo, Francesco Zuccarelli, Giacomo Guardi, Canaletto; e poi l’Ottocento italiano; il Novecento con la Pop art nostrana e la nuova figurazione alla scoperta dei nostri maestri moderni:
Afro e il gruppo degli Otto, Luciano Del Pezzo, Tano Festa, i decollage di Mimmo Rotella, i paesaggi fantastici di Emilio Tadini, le irruenze e le utopie di Mario Schifano.
Accanto alla superbanca, una vetrina incredibile sull’arte universale. Chissà, forse un giorno potrebbe diventare il primo museo italiano.

Autore: Antonio Jacchia

Fonte:Corriere della Sera