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New York. È morto Bilotti donò a Roma la sua collezione.

Diciassette anni dopo la scomparsa della figlia Lisa, ritratta da Andy Warhol insieme con la moglie Tina nel quadro donato a Roma, Carlo Bilotti è morto ieri a New York. Industriale americano della cosmesi e collezionista d’arte, nato a Cosenza nel 1934 e legato a Roma dalla donazione di parte della sua raccolta (soprattutto quadri di De Chirico), Bilotti si è spento ieri in ospedale, colpito come la figlia dalla leucemia.
L’aggravarsi della malattia non gli aveva permesso partecipare il 20 ottobre all’inaugurazione della mostra su De Kooning nel “suo” museo di Villa Borghese.
«La scomparsa di Bilotti è un grande dolore personale e una perdita per l’intera città» ha detto il sindaco Veltroni.
«Il suo ricordo vive nel museo, aperto a maggio scorso e a lui intitolato. La sua donazione di opere d’arte è stata infatti l’occasione per trasformare l’Aranciera in una sede museale».
E l’assessore alla Cultura, Gianni Borgna: «Ci auguriamo che l’esempio di Carlo Bilotti possa essere raccolto nel futuro da altri collezionisti con lo stesso entusiasmo e lo stesso amore per la nostra città». Da ieri nel Museo Carlo Bilotti una scritta annuncia la morte del fondatore e, in suo onore, la decisione di mantenere aperta la raccolta e la mostra.


 

Autore: Carlo Alberto Bucci

Fonte:La Repubblica

AECLANUM (Av). Sponsor per gli scavi Sergio Tacchini.

L’archeologia va di… moda tanto che la nota maison che firma l’abbigliamento sportivo «Sergio Tacchini» ha investito circa centomila euro, per una campagna, non pubblicitaria, ma di scavi.

Da qualche settimana infatti sono ripresi, grazie anche a questo lauto contributo, gli scavi presso l’area archeologica di Aeclanum.

La Tacchini ha deciso di impegnarsi a favore di un settore, come quello della ricerca e della cultura, costretto solitamente ad arrangiarsi con i pochi spiccioli pubblici.

«Le opere di scavo come questa di Aeclanum richiedono consistenti finanziamenti – spiega l’archeologo Piero Talamo, responsabile della Sovrintendenza di Avellino – per poter essere ultimate. La commistione pubblico-privato potrebbe rivelarsi molto proficua a questo fine, e speriamo che anche altre aziende possano seguire l’esempio della Sergio Tacchini».

I lavori, ripresi pure in seguito ad un apposito contributo stanziato dall’Unione Europea, stanno interessando una vasta area pubblica all’ingresso del parco. Il livello dello scavo è giunto in una fase detta in gergo «disturbata» che non consente cioè di stabilire ancora con esattezza se dal sottosuolo di Aeclanum stia riemergendo un grosso edificio pubblico o un importante luogo di culto pagano. «Questa offerta della Sergio Tacchini è come una manna per la nostra opera – aggiunge Piero Talamo che ha bisogno di incentivi come questo per andare avanti, altrimenti gli scavi non vedranno mai la luce».

 

Fonte:Archemail Newsletter

MOSCA (Russia). Mostra L’Arte italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani.

Mosca, Accademia dell’Arte Russa, dal 23 novembre 2006 al 13 febbraio 2007.

L’Italia è stata, nel XX secolo, uno dei Paesi che più hanno offerto contributi all’evoluzione dell’arte occidentale. Soprattutto nel secondo cinquantennio, con personalità rilevanti sia in ambito pittorico che scultoreo che incisorio. La sorte ha voluto che una delle regioni meno estese e meno popolate della penisola, le Marche, (10mila metri quadrati con un milione e 500mila abitanti) si sia distinta, per quantità e qualità, con Maestri che hanno messo a disposizione della ricerca artistica internazionale i loro eccezionali talenti creativi.
Da qui la rassegna “L’Arte italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani”, che si inaugurerà il 23 novembre 2006 presso l’Accademia dell’Arte Russa di Mosca e che rimarrà allestita fino al 13 febbraio: uno spaccato significativo dell’arte italiana dell’intero Novecento costituito da novantasette opere (tra dipinti, sculture e incisioni) di trentacinque grandi artisti tutti accomunati dall’essere marchigiani d’origini o d’adozione.
Da Adolfo De Carolis, agli inizi del Novecento, passando per i grandi nomi dell’arte della Penisola e internazionale, a Osvaldo Licini, Scipione, Pericle Fazzini, Edgardo Mannucci, Orfeo Tamburi, Corrado Cagli, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Gino De Dominicis, fino a giungere, a cavallo del XXI secolo, ad Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Uncini, Walter Valentini, Bruno d’Arcevia, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Valeriano Trubbiani, Enzo Cucchi, solo per citarne alcuni. Per un’esposizione ideata e curata dal critico d’arte Armando Ginesi, insigne studioso delle Avanguardie storiche, promossa dalla Regione Marche con la collaborazione del Comune di Ancona e dell’Associazione Marche Russia di Osimo (An), una delle più interessanti e dinamiche strutture italiane che operano a vantaggio del consolidarsi dei rapporti tra l’Italia e la Federazione Russa.
«Nel Novecento le Marche hanno offerto, all’evoluzione dell’arte italiana (ed in diversi casi anche di quella europea ed internazionale), un grande contributo attraverso personalità di rilievo; – afferma il professor Ginesi – al punto che la produzione di coloro che in questa terra sono nati e vi hanno operato, oppure di quelli che ne sono espatriati o, infine, di quanti l’hanno scelta come loro topòs ideale, costituisce uno spaccato largamente rappresentativo di tutta l’articolata avventura espressiva italiana nel corso di cento anni». Le Marche sono state uno specchio nel quale l’evoluzione nazionale si è fedelmente riflessa.
Forse anche perché, come ha scritto negli Anni Cinquanta Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia”: «L’Italia, nel suo insieme, è una specie di prisma nel quale sembrano riflessi tutti i paesaggi della terra, facendo atto di presenza in proporzioni moderate ed armonizzandosi l’un l’altro. L’Italia con i suoi paesaggi è un distillato del mondo, Le Marche dell’Italia».
L’esposizione sarà riproposta nella primavera del 2007 nel capoluogo marchigiano, ad Ancona.

I 35 artisti partecipanti alla mostra sono: Attilio Alfieri, Anselmo Bucci, Luigi Bartolini, Ubaldo Bartolini, Scipione, Corrado Cagli, Arnoldo Ciarrocchi, Alfio Castelli, Enzo Cucchi, Bruno D’Arcevia, Adolfo de Carolis, Gino De Dominicis, Pericle Fazzini, Franco Giuli, Floriano Ippoliti, Osvaldo Licini, Fulvio Ligi, Edgardo Mannucci, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Sante Monachesi, Ivo Pannaggi, Umberto Peschi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Quirino Ruggeri, Mario Sasso, Loreno Sguanci, Orfeo Tamburi, Mario Tozzi, Valeriano Trubbiani, Giuseppe Uncini, Nanni Valentini, Walter Valentini, Giuliano Vangi.

Info:

Segreteria Organizzativa A.M.R. (Associazione Marche Russia) – Osimo – tel. 071.7211315.

 

Link: http://www.associazionemarcherussia.it

Email: info@associazionemarcherussia.it

ROMA. Master di II Livello dal titolo Conservazione e cura degli archivi fotografici.

L’Università di Roma “La Sapienza” ha istituito, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, e dall’articolo 7, comma 4, del D. M. n. 509/99, nonché degli articoli 2, 3 e 15 del Regolamento didattico d’Ateneo, emanato con D.R. n. 1258 del 18.10.2001 un Master di II livello dal titolo ‘Conservazione e cura degli archivi fotografici‘.

Il Master si propone come corso avanzato rivolto alla preparazione di esperti nel campo della conservazione gestione e fruizione degli archivi fotografici, con l’obiettivo di formare figure professionali altamente qualificate sotto il profilo tecnico-scientifico per attività relative alla ricerca e alla consulenza presso Istituzioni culturali di eccellenza pubbliche e private che abbiano attinenza sia con la fotografia di traduzione dell’opera d’arte che con la fotografia intesa come bene culturale a se stante.

La frequenza del Master è di 300 ore di lezione/laboratorio e 500 di tirocinio, stage, lavoro integrato presso enti e istituzioni esterne. E’ richiesta la redazione del progetto finale, da discutere di fronte una commissione di docenti al termine dell’anno accademico. La somma complessiva dei crediti acquisiti nel corso del Master è pari a 60 CFU.

Data di scadenza della domanda di ammissione: 30 novembre 2006

Il bando del Master ed il Fac-simile della domanda di partecipazione sono disponibili su internet all’indirizzo:

http://www.uniroma1.it/studenti/laureati/master

(alla voce Facoltà Scienze Umanistiche)

CHIUSA PESIO (Cn). In vino ars.

La rassegna artistica “In vino ars” a cura di Mirko Paternò lega il piacere del bere a quello del vedere. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di creare una serie di prodotti artistici ispirati dalla tradizione vinicola del territorio cuneese, vera e propria eccellenza del made in Italy.
A ogni artista contattato è stato chiesto di rielaborare una comune bottiglia di vino, in modo tale da donare un valore aggiunto, affettivo e artistico, a un prodotto territoriale che da secoli viene realizzato con estrema cura e attenzione e che è riconosciuto nel mondo per la sua peculiare qualità.
Si è pensato di presentare questo non tradizionale modo di intendere l’arte in un luogo conviviale come un ristorante anziché in una galleria o in un qualsiasi altro luogo abitualmente dedicato all’esposizione artistica, appunto per celebrare il vino (inteso non solo come prodotto ma soprattutto come espressione culturale di una società) nel luogo a esso più congeniale: un luogo cioè deputato all’amore per il buon cibo, la buona compagnia e, naturalmente, il buon bere.

Info:
dal 2 dicembre 2006 al 26 febbraio 2007
sala mostre del Ristorante Tomasi, via Beinette 25, Chiusa Pesio (CN) -Orario: dalle 20 a mezzanotte ; ingresso libero.
tel. 338.92.56.700/ 0171.73.55.82. fax 0171.73.00.64


ARTISTI PARTECIPANTI: Alessia Occhilupo, Antonella Giua, Carla Palazzo, Cristina Barale, Enrico Donalisio, Federica Scali, Gelly Morra, Maria Alessandrini, Michela Degioanni, Roberta Bonavia, Romina Chey e Veronique Pozzi – Attilio Tono.

Email: paternomirko@yahoo.it