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BRESCIA. Tempo per guardare le stelle.

Spesso gli artisti sono il tramite ideale per le stelle. Sacerdoti dei nostri sogni. Molte volte guardiamo loro per vivere emozioni, riflettere, condividere. In un tempo in cui troppo spesso si cammina con gli occhi ancorati a terra rischiando di perdere il profumo della vita, nasce l’iniziativa espositiva a fine benefico “Tempo per guardare le stelle” che sarà inaugurata sabato 9 dicembre, alle ore 17.00, presso  Villa Glienti di Villa Carcina (BS).
La mostra, organizzata dall’associazione bresciana Una Sola Vita – ONLUS (che coinvolge medici volontari italiani in programmi umanitari di aiuto ai Paesi in via di sviluppo) e patrocinata dal Comune di Villa Carcina, dalla Fondazione Banca San Paolo di Brescia e dall’Associazione Cuore Amico, consentirà di apprezzare in un unico grande evento le opere di 58 tra i più interessanti artisti contemporanei:

Silvia Abbiezzi, Lorenzo Alagio, Davide Alborghetti, Gianluigi Antonelli, Tiziana Arici, Gesine Arps, Ilenia Audino, Shuso Azuchi Gulliver, Massimo Barberis, Carlo Baroni, Paola Sabatti Bassini, Salvatore Baylon, Mirko Bedussi, Giuseppe Bergomi, Renzo Bertasi, Giorgio Bertelli, Angelo Boni, Angelo Bordiga, Viviana Buttarelli, Roberto Ciroli, Francesca Conchieri, Gabriella Conti, Mauro Corbani, Giovanni Corulli, Luciano Cottini, Alberto Cropelli, Franco Dagani, Stefania Dalla Torre, Michele Della Maestra, Roberto Dolzanelli, Equal Design, Roberto Formigoni, Armida Gandini, Gabriella Goffi, Cecilia Guastaroba, Giuliano Guatta, Emily Joe, Dario Lanzetta, Ruggero Maggi, Francesco Martinelli, Anna Maria Matone, Gianfranco Milanesi, Jorunn Monrad, Luigi Mor, Aghim Muka, Daniela Papetti, Luciano Pea, Giancarlo Piccinelli, Plumcake, Giuseppe Ricci, Giuseppe Rumi, Federico Simonelli, Ettore Spalletti, Armando Tinnirello, Barbara Toninelli, Valerio Zanotti, Dania Zanotto, Chiara Zizzoli.

Martedì 13 dicembre alle ore 20.30, nel corso della serata conclusiva dell’esposizione, tutti i lavori verranno messi all’asta. Il ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione Una Sola Vita – ONLUS che nell’ultimo progetto realizzato in Indonesia nel periodo 2004/05 ha costruito un Day Hospital, visitato e curato 1575 persone e ridato la vista a 170 ciechi, trasferito conoscenze al personale sanitario locale, costruito alloggi antisismici a Meulaboh (Sumatra) e acquistato barche da pesca per l’isola di Nias devastata dallo Tsunami.
Il progetto, oltre a celebrare la festa di Santa Lucia, protettrice dei ciechi e degli oculisti, vuole estendere la visibilità dell’operato di questa preziosa associazione e coinvolgere un numero sempre maggiore di sostenitori.
L’organizzazione della mostra, la selezione degli artisti, la cura del catalogo cartaceo, garanzia della qualità delle opere e degli artisti che partecipano all’iniziativa, sono affidati a Vanda Sabatino.
Le opere verranno battute all’asta da un professionista nel settore, Alessandro Gea, collaboratore del Giornale dell’arte, Allemandi Editore e della rete televisiva Canale Italia.

Info:
Vanda Sabatino cell.: 347 5526971

Link: http://www.unasolavita.org

Email: vandasabatino@libero.it

BRESCIA. La realtà e l’incanto di Letizia Fornasieri.

Dal 25 novembre al 25 gennaio, la Galleria Forma e Colore di Brescia (ex Studio d’arte Tonelli) ospita la personale di LETIZIA FORNASIERI, La realtà e l’incanto.

La mostra presenta dieci opere inedite dedicate alla tematica dei fiori e delle piante, da sempre ricorrente nel lavoro dell’artista milanese.
In questi nuovi lavori, però, lo sguardo si spinge oltre il soggetto per inquadrare scorci di vita domestica o cittadina, contorni familiari, raggi di luce che entrano obliqui da una finestra fuori campo e proiettano ombre che si disegnano sulle superfici interne.

L’iniziativa prosegue un cammino caratterizzato da importanti riconoscimenti che, negli ultimi tre anni, hanno impresso un’accelerazione alla carriera di Letizia Fornasieri, iniziata con la personale alla galleria Baumgarte di Bielefeld (Germania) e continuata con la partecipazione alla XIV Quadriennale d’arte di Roma, all’acquisizione dell’opera ‘Milano-tram’ dalla Galleria del Quirinale, alla recente partecipazione alla mostra ‘Miracolo a Milano’ alla Loggia dei Mercanti.
Nel corso degli anni, la pittura di Letizia Fornasieri si è evoluta verso una cromia più accesa e accostamenti più coraggiosi, pur rimanendo identica nei suoi tratti essenziali; in essa, si percepisce la volontà di tenere a distanza il riferimento alla fotografia, la distorsione espressiva delle forme e dei colori e un’ attenzione non accademica alla lezione dei grandi maestri del Novecento.

Milanese di nascita, Letizia Fornasieri svolge un intensa attività artistica da quando ha terminato gli studi all’Accademia con Dino Lanaro e Paolo Scirpa. Il suo impegno si è rivolto anche, per diversi anni, nell’ambito dell’insegnamento delle materie artistiche nella scuola pubblica e privata. Tra i molti che hanno scritto di lei, Maurizio Sciaccaluga, Alessandro Riva, Beatrice Buscaroli, Luca Beatrice, Elena Pontiggia. Ha esposto le sue opere in prestigiose Gallerie in Italia e all’estero.

Info:
Ingresso libero. Catalogo disponibile in galleria

 

PERUGIA: Due personali nella Rocca Paolina – Manuelli e Riccetti.

L’utilizzo di strutture antiche come “contenitori” di arte contemporanea, oltre ad essere cosa lodevole in Italia (sempre troppo chiusa al nuovo), crea anche suggestioni particolari.

Nella bellissima Rocca Paolina di Perugia, fortezza 500esca costruita da Giuliano da Sangallo il Giovane per volontà di Paolo III Farnese, coesistono due esempi di mix antico – moderno: le mostre Luce/Notte di Colombo Manuelli e Omaggio a Joseph Beuys di Giuseppe Riccetti.

Luce/Notte è l’ultima opera di Manuelli ed è esposta fino al 26 novembre 2006. Si tratta di un’installazione incentrata su un passo di Sulla natura scritto da Parmenide nel VI secolo a.C.: “Indifferente è per me il punto da cui devo prendere le mosse; là, infatti, nuovamente dovrò fare ritorno”. Il frammento ha evidentemente colpito l’artista 75enne che ne ha fatto con la sua opera una riflessione sulla circolarità dell’esistenza. L’installazione è collocata in due sale attigue della Rocca, entrambe in oscurità spettrale: nella prima si ascolta un suono di onde marine, frutto di una registrazione magnetica, che si infrangono a riva e che provocano una sensazione di lontananza nel tempo e nello spazio; nella seconda è riportata la frase di Parmenide, in caratteri capitali e circolari, che lo spettatore legge percorrendone la circonferenza.

I motivi di fondo di Omaggio a Joseph Beuys, che si tiene fino al 22 novembre, risalgono al 3 aprile 1980, un giorno importante per l’arte contemporanea. Sempre nella Rocca Paolina di Perugia, e precisamente nella Sala Cannoniera, si svolse un incontro fra due importanti personalità artistiche del Novecento: Joseph Beuys e Alberto Burri. All’evento curato da Italo Tomassoni era presente anche Giuseppe Riccetti, il quale si fece firmare dai due artisti la sua copia del catalogo emesso per l’occasione. Da quelle firme Riccetti ha ricavato multipli che ha poi offerto ai musei che raccolgono opere dei due giganti: fra tali musei anche quello di Palazzo della Penna di Perugia, dove sono conservate le sei lavagne che Beuys realizzò quel 3 aprile e che sintetizzano il suo pensiero sull’arte, implicando antropologia, sociologia, economia, ecologia. L’artista tedesco morì il 23 gennaio 1986 a Düsseldorf, all’età di 65 anni. Riccetti vuole con questa personale onorarne i venti anni dalla morte, esponendo alcuni ritratti, rielaborazioni di opere e 65 firme (tali quanti gli anni di Beuys).

Autore: Giuseppe Albert Montalto

Link: http://www.giuseppericcetti.com

New York. È morto Bilotti donò a Roma la sua collezione.

Diciassette anni dopo la scomparsa della figlia Lisa, ritratta da Andy Warhol insieme con la moglie Tina nel quadro donato a Roma, Carlo Bilotti è morto ieri a New York. Industriale americano della cosmesi e collezionista d’arte, nato a Cosenza nel 1934 e legato a Roma dalla donazione di parte della sua raccolta (soprattutto quadri di De Chirico), Bilotti si è spento ieri in ospedale, colpito come la figlia dalla leucemia.
L’aggravarsi della malattia non gli aveva permesso partecipare il 20 ottobre all’inaugurazione della mostra su De Kooning nel “suo” museo di Villa Borghese.
«La scomparsa di Bilotti è un grande dolore personale e una perdita per l’intera città» ha detto il sindaco Veltroni.
«Il suo ricordo vive nel museo, aperto a maggio scorso e a lui intitolato. La sua donazione di opere d’arte è stata infatti l’occasione per trasformare l’Aranciera in una sede museale».
E l’assessore alla Cultura, Gianni Borgna: «Ci auguriamo che l’esempio di Carlo Bilotti possa essere raccolto nel futuro da altri collezionisti con lo stesso entusiasmo e lo stesso amore per la nostra città». Da ieri nel Museo Carlo Bilotti una scritta annuncia la morte del fondatore e, in suo onore, la decisione di mantenere aperta la raccolta e la mostra.


 

Autore: Carlo Alberto Bucci

Fonte:La Repubblica

AECLANUM (Av). Sponsor per gli scavi Sergio Tacchini.

L’archeologia va di… moda tanto che la nota maison che firma l’abbigliamento sportivo «Sergio Tacchini» ha investito circa centomila euro, per una campagna, non pubblicitaria, ma di scavi.

Da qualche settimana infatti sono ripresi, grazie anche a questo lauto contributo, gli scavi presso l’area archeologica di Aeclanum.

La Tacchini ha deciso di impegnarsi a favore di un settore, come quello della ricerca e della cultura, costretto solitamente ad arrangiarsi con i pochi spiccioli pubblici.

«Le opere di scavo come questa di Aeclanum richiedono consistenti finanziamenti – spiega l’archeologo Piero Talamo, responsabile della Sovrintendenza di Avellino – per poter essere ultimate. La commistione pubblico-privato potrebbe rivelarsi molto proficua a questo fine, e speriamo che anche altre aziende possano seguire l’esempio della Sergio Tacchini».

I lavori, ripresi pure in seguito ad un apposito contributo stanziato dall’Unione Europea, stanno interessando una vasta area pubblica all’ingresso del parco. Il livello dello scavo è giunto in una fase detta in gergo «disturbata» che non consente cioè di stabilire ancora con esattezza se dal sottosuolo di Aeclanum stia riemergendo un grosso edificio pubblico o un importante luogo di culto pagano. «Questa offerta della Sergio Tacchini è come una manna per la nostra opera – aggiunge Piero Talamo che ha bisogno di incentivi come questo per andare avanti, altrimenti gli scavi non vedranno mai la luce».

 

Fonte:Archemail Newsletter