Galleria virtuale di disegni a matita, acquerelli, dipinti a olio.
Url: http://www.patriziomugnaini.it
E-mail: patrizio@patriziomugnaini.it
Galleria virtuale di disegni a matita, acquerelli, dipinti a olio.
Url: http://www.patriziomugnaini.it
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Palazzo Bricherasio – Torino, fino al 4 febbraio 2007
Palazzo Bricherasio ospita, per la prima volta in Italia, la collezione della Fondazione Jean e Suzanne Planque: l’esposizione mette in mostra circa 100-130 opere tra dipinti e disegni dei più grandi artisti della prima metà del Novecento.
La collezione, nell’eterogeneità ed insieme straordinaria coerenza delle opere, pazientemente raccolte nell’arco di cinquant’anni di vita, esprime in toto l’eccezionale qualità dello sguardo di Jean Planque e rende omaggio alle diverse sfumature della sua sensibilità.
Il pubblico avrà l’opportunità di ammirare lavori dei più importanti Maestri dell’Arte moderna (da Cézanne a Picasso, da Degas a Bonnard, da Van Gogh a Rouault, da Dubuffet a Klee) grazie ai quali potrà apprezzare l’efficacia e la profondità del linguaggio pittorico.
Lo speciale rapporto con la città di Parigi, che lo ha risvegliato all’arte, dà corpo ad un consistente nucleo di opere di artisti francesi, da Braque a Dufy, da Delaunay a Léger. Infine la collezione si arricchisce di due prestigiosi insiemi di opere di Picasso e Dubuffet, grandi amici di Jean Planque.
Info:
Ingresso libero per i titolari di Abbonamento Musei,
Palazzo Bricherasio, Via Lagrange, 20 – Torino
Tel. 011 57 11 811
Email info@palazzobricherasio.it
Orario: lunedì: 14.30 – 19.30, da martedì a domenica: 9.30 – 19.30.
Era rimasto nascosto sotto diversi strati di ca1ce. Un ciclo di affreschi di straordinaria bellezza e di grande importanza storica e artistica scoperto durante i lavori di restauro pittorico degli ambienti al primo piano del monastero-fortezza dei Santi Quattro Coronati, sul colle Celio a Roma.
Adesso che il restauro è stato completato, Francesco Rutelli, Ministro dei Beni e delle attivita culturali puo così affermare al Tgl, che ha mostrato in anteprima le immagini dei capolavori: «L’Italia non finisce di regalarci sbalorditive sorprese».
I dipinti conservati all’interno del monastero che dalla fine del Cmquecento è custodito dalla comunità delle monache agostiniane, risalgono al XIII secolo. Raffigurano i Dodici mesi dell’anno, i Vizi, le Figure delle Arti (la Grammatica, la Geometria, la Musica, la Matematica, l’Astronomia), le Stagioni con i Venti, un Paesaggio marino, i Segni zodiacali e le Costellazioni.
Secondo gli esperti, si tratta di una delle opere più importanti della pittura italiana del Duecento, come dimostra l’eccellente stato di conservazione, la ricchezza del repertorio, la vivacità dei colori, ma soprattutto l’alto livello di esecuzione dei dipinti.
– Aggiunge il ministro Rutelli che questa «Italia, è un’inflnita scoperta», e -che questa è la testimonianza di «uno straordinario patrimonio che cresce» su cui «occorre investire più risorse» e che «vogliamo sempre più aperto, fruibile>.
Fonte:Corriere della Sera

Sottotitolo: Ricerche iconografiche (secoli XI-XIII)
Testi di: E. Alfani, I. Bruno, V. Cavallaro, E. Lampugnani, P.Piva, B. Rossini, F. Scirea
Con questo libro si presenta al lettore una raccolta di saggi, fortemente innovativi sul piano storico-artistico, dedicati ai più importanti cicli di pittura murale dell’alta Lombardia (nei territori di Como, Lecco e Bergamo) fra l’anno Mille e il Duecento.
Si tratta di episodi fondamentali della pittura protoromantica e romanica, qui affrontati con un taglio principalmente iconografico, volto a identificare i rapporti fra i soggetti, la liturgia e la committenza. Ciò permette di evidenziare in modo chiaro quanto i soggetti delle pitture interagiscano sempre con l’edificio e la sua funzione e ne costituiscano la ‘necessaria’ integrazione. Questa prospettiva, centrale per un nuovo modo di fare Storia dell’Arte, è destinata ad affiancare la lettura stilistica, a correggerne gli errori cronologici, per giungere ad una strategia d’indagine ‘globale’ che sappia cogliere la novità dell’opera d’arte ed il suo contesto, lo stile e le sue ragioni.
Nel saggio introduttivo sono esaminati esemplarmente elementi iconografici di ‘lungo periodo’ nella pittura medievale lombarda individuandone anche le relazioni a ‘largo raggio’ fra Oriente e Occidente.
Per la prima volta è individuato il ‘programma’ sotteso alla famosa parete absidale di San Vincenzo a Galliano (Cantù): un’orazione funebre di Ariberto d’Intimiano tradotta in pittura.
I non meno noti e fondamentali cicli delle chiese di Civate (Lecco), da leggere in modo coordinato, sono interpretati sulla base del rapporto con lo spazio liturgico e la funzione del santuario (San Pietro al Monte), ma anche dell’esegesi biblica collegata alle istanze della riforma gregoriana (San Calocero).
Una novità assoluta sono gli affreschi bergamaschi di San Michele al Pozzo Bianco, di recente scoperti e non ancora studiati. Sorprendente è il riferimento ai mosaici delle cupole di San Marco a Venezia nella chiesa castrense o plebana di San Salvatore di Barzanò (Lecco), così come la ‘trascrizione’ in figura dei Santi le cui reliquie erano contenute negli altari in San Giorgio in Borgovico (Como): una nuova serie di indizi contribuiscono a datare gli affreschi di quest’ultima chiesa al XIII secolo e a ricostruire l’intero programma iconografico.
Info:
Editoriale Jaca Book, Milano, Ottobre 2006
pp. 208, con 110 illustrazioni in bianco/nero
Prezzo: Euro 23,00
ISBN: 8816-40752-2
Link: http://www.jacabook.it
Email: serviziolettori@jacabook.it
Alla Rotonda di via Befana fino al 28 gennaio 2007.
Il 15 novembre è stata inaugurata alla Rotonda di via Besana a Milano la mostra BUZZATI RACCONTA. Storie disegnate e dipinte, celebrativa del centenario della nascita (1906) di Dino Buzzati. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, rappresentato all’inaugurazione dall’assessore Sgarbi, in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera, con il Comune di Belluno, e con la partecipazione di Electa.
La mostra, che durerà fino al 28 gennaio 2007, illustra Buzzati pittore attraverso i suoi quadri, evidenziando la prevedibile miscela di parola e immagine nella sua arte.Buzzati amava definirsi un pittore che per hobby faceva lo scrittore anche se tutti pensavano di lui il contrario. Di certo era un grande narratore di storie. I suoi dipinti raccontano proprio delle storie, che i migliori conoscitori di Buzzati sapranno mettere in relazione con i suoi scritti: c’è infatti un complesso gioco di corrispondenze tra immagini e parole nella sua arte, una fitta rete di rimandi incrociati.
Parte importante della mostra è dedicata alle tavole del Poema a fumetti: il primo fumetto d’autore della letteratura italiana che Mondatori pubblicò nel 1969.L’esposizione contempla anche una interessante sezione volta a ricostruire il percorso creativo di Buzzati, mettendo in relazione primi schizzi, disegni, testi e quadri.
Le varie sezioni sono organizzate in stile “multimediale”, nel senso che si aprono delle finestre che suggeriscono collegamenti tra gli argomenti. Al Poema a fumetti si collegano le Cronache figurate, ad esempio.Inoltre sono presentati bozzetti e figurini che Buzzati realizzò per il teatro e che per la prima volta escono dal caveau dl Teatro della Scala.
Il catalogo, edito da Electa, raccoglie testi dello stesso Buzzati, oltre a contributi di critici e giornalisti.
Infine, in occasione di questo centenario, si è pensato di creare un collegamento fra le due città di Dino Buzzati: Milano appunto, dove lavorò a lungo, e Belluno, dove nacque.
Autore: Giuseppe Albert Montalto