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MILANO e ROMA. 100 opere per incontrare un protagonista della scultura del XX secolo.

Dopo più di 25 anni dall’ultima grande mostra di ARTURO MARTINI (Treviso 1889 – Milano 1947), Milano e Roma dedicano al più grande scultore italiano del xx secolo una antologica con più di 100 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, esposte alla Fondazione Stelline e al Museo della Permanente di Milano e, nella tappa successiva, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Il percorso espositivo documenta l’intero arco creativo dell’artista, dal 1913 al 1947, attraverso opere di piccole e grandi dimensioni, che esprimono tutta la tenacia e la drammatica intensità con cui l’artista ha creato forme e temi con materiali diversi – pietra, marmo, terra, bronzo, gesso.

Eccezionali prestiti rendono la mostra un’occasione irripetibile per ammirare opere di Martini in inedite sequenze e accostamenti: al Museo della Permanente sono esposte 2 sculture dedicate al tema della ‘sete’ finora mai presentate insieme, provenienti dalle Civiche Raccolte d’Arte di Milano e dalla GNAM di Roma; alla Fondazione Stelline si possono ammirare l’Annunciazione delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano,  l’Ercole della Regione Valle d’Aosta e il Dedalo e Icaro, mai visto in pubblico.

L’evento offre a tutti, in particolare alle giovani generazioni che non hanno mai visto la maggior parte delle opere esposte, l’occasione di incontrare un maestro che ancora oggi ha molto da insegnare.

A Milano un percorso cittadino permette di riscoprire i luoghi dove sono stabilmente collocate opere di Martini frutto di importanti commissioni pubbliche, come: L’Ospedale Niguarda-Ca’ Granda, il Palazzo di Giustizia, l’Arengario, la Caserma dell’Areonautica, il Cimitero Monumentale, l’Università Bocconi; oltre alle collezioni permanenti di musei cittadini che conservano opere di Martini: la Pinacoteca di Brera e la Casa Museo Boschi di Stefano.

A Roma il percorso espositivo viene arricchito con le opere di Martini presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che raramente si sono viste in una antologica per la difficoltà del loro trasporto. Tali opere vengono finalmente ricontestualizzate in un percorso ampio e completo sulla scultura di Martini.

La mostra è curata da Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia e Livia Velani e si avvale di un Comitato Scientifico composto da: Jean Clair, Maria Vittoria Marini Clarelli, Maria Teresa Fiorio, Alberto Ghinzani, Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia e Livia Velani.

La mostra si avvale dell’Alto Patronato della Repubblica Italiana, del patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano; del contributo della Fondazione Cariplo e della collaborazione del Corriere della Sera.

Info: 
MILANO – 8 novembre 2006-4 febbraio 2007
FONDAZIONE STELLINE, Corso Magenta 61
MUSEO DELLA PERMANENTE, via Turati 34
Martedì – domenica 10/20; giovedì 10/22 (lunedì chiuso)
Giorni di CHIUSURA: 24-25 dicembre 2006; 31 dicembre 2006 – 1 gennaio 2007
ingresso € 8,00/ ridotto € 6,00
LA BIGLIETTERIA CHIUDE ALLE 19.30 – IL GIOVEDI’ alle 21.30

ROMA – dal 25 febbraio 2007 – 13 maggio 2007
Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Catalogo Skira

 

Link: http://www.arturomartini.info

Email: mostra@arturomartini.info

TORINO. Cento mecenati per l’Egizio.

Cento finanziatori per Ramesses II.
Il Museo Egizio lancia alla città e alla sua danarosa aristocrazia imprenditoriale un appello a sostenerlo e, al primo appuntamento degli amici dei Faraoni, raccoglie il sì di tutti gli invitati.
Il cento per cento delle adesioni è il lusinghiero risultato ottenuto ieri da Alain Elkann, presidente della Fondazione del museo, all’assemblea dei ‘soci sostenitori’ svoltasi nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze: «Vogliate bene all’Egizio — ha detto Elkann adottatelo e aiutatelo a vivere e a crescere: ho in mente ciò che hanno detto il ministro Rutelli e il sindaco Chiamparino, quando hanno invitato i privati ad appoggiare e a sponsorizzare la cultura e il nostro Teatro Regio».
Presenti un centinaio di personaggi in vista di diverse generazioni del Piemonte che conta (dal vicepresidente della Fiat John Elkann al vicepresidente di Confindustria Andrea Pininfarina, da Vallarino Gancia a Rossi di Montelera, da Carlo Santalbano a Gian Luigi Gabetti, passando per Ludovico Passerin d’Entreves, Marco Testa, Claudio Recchi), nessuno si è tirato indietro: tutti parteciperanno all’associazione che presto si costituirà davanti a un notaio per contribuire a promuovere le iniziative del Museo Egizio.
Il cammino dei sostenitori sarà guidato da un gruppo ristretto formato dal notaio Antonio Marocco, da Enrico Boglione (fratello di Marco, amministratore delegato della Robe di Kappa) e dal presidente della Fondazione De Fornaris Pier Giorgio Re.
Intanto stanno prendendo piede alcune attività: fino ai primi di gennaio il museo garantirà al pubblico aperture serali ogni sabato e le Pastiglie Leone offriranno un dolce omaggio a tutti i visitatori.

Fonte:La Repubblica

DRESDA (D). Festa per un Botticelli ritrovato”.”

Estato scoperto a Dresda un Botticelli sconosciuto. Si tratta di uno studio per la testa di un ragazzo, eseguito da Sandro Botticelli (1445- 15 IO) su carta bianca preparata in azzurro con una punta metallica intrisa nella biacca.
Il disegno, che il maestro del Rinascimento fiorentino realizzò tra il 1478 e il 1480, è stato identificato ed attribuito dalla storica dell’arte Lorenza Melli. Che un Botticelli venga ritrovato – anche se il disegno esisteva già ed era attribuito ad un anonimo – è una festa per chi apprezza l’arte, soprattutto l’arte italiana.

Fonte:Avvenire

DRESDA (D). Festa per un Botticelli ritrovato”.”

Estato scoperto a Dresda un Botticelli sconosciuto. Si tratta di uno studio per la testa di un ragazzo, eseguito da Sandro Botticelli (1445- 15 IO) su carta bianca preparata in azzurro con una punta metallica intrisa nella biacca.
Il disegno, che il maestro del Rinascimento fiorentino realizzò tra il 1478 e il 1480, è stato identificato ed attribuito dalla storica dell’arte Lorenza Melli. Che un Botticelli venga ritrovato – anche se il disegno esisteva già ed era attribuito ad un anonimo – è una festa per chi apprezza l’arte, soprattutto l’arte italiana.

Fonte:Avvenire

IMPERIA. Genovese dona a Imperia opere d’arte per 25 milioni.

Maria Teresa Danè è la vedova dell’ architetto Lino Invernizzi, figlio di Angelo che in città costruì il grattacielo di piazza Dante

Una generosa signora genovese è diventata cittadina onoraria di Imperia. Il riconoscimento le è stato conferito per testimoniare la gratitudine e la stima del Comune, capoluogo del Ponente ligure, che ha ricevuto in dono da Maria Teresa Danè, vedova Invernizzi, una parte delle preziosa collezione di arte moderna e contemporanea messa insieme nel corso degli anni dal marito, Lino Invernizzi, architetto molto noto negli ambienti dell’imprenditoria genovese e figlio di Angelo Invernizzi, il costruttore che negli anni Quaranta realizzò il grattacielo di piazza Dante su progetto del Piacentini.
«Siamo grati alla signora – dice il sindaco di Imperia, Luigi Sappa per il prezioso contributo artistico che andrà ad arricchire le sale della pinacoteca che allestiremo a villa Faravelli».
I celebri “tagli” di Lucio Fontana (valore stimato di oltre 300 mila euro) l’inconfondibile “Cavallo e cavaliere” (la scultura, una monofusione di Marino Marini ha un valore stimato che supera abbondantemente i 200 mila euro), Paysage di Robert Delaunay (circa 240 mila euro), un dipinto di Piero Manzoni, (circa 260 mila euro), la “Centaurea selvatica” realizzata da Ennio Morlotti (80 mila euro) e i dipinti di Rocco Borella sono solo alcune delle oltre cinquanta opere d’arte il cui valore complessivo supera i due milioni e mezzo di euro che saranno ospitate a Villa Faravelli. Altri autori di prestigio, le cui opere compongono la collezione Invernizzi sono Mario Radice, Frank Kupka, Sonia Delaunay, Serge Poliakoff, Piero Dorazio, Alberto Magnelli, Joseph Albert e tanti altri artisti di altrettanta bravura e notorietà.
«Della donazione – spiega il sindaco Luigi Sappa nell’annunciare proprio ieri, giorno dedicato a San Leonardo, patrono di Imperia il conferimento della cittadinanza onoraria – devo ringraziare il presidente del tribunale di Genova Michele Marchesiello, nipote della signora Danè-Invernizzi, e l’editore Gian Franco De Ferrari che ha realizzato il catalogo della collezione che ci è stata donata».
La signora Maria Teresa Danè però aveva posto una condizione. La collezione del marito doveva essere valorizzata e le oltre cinquanta opere d’arte che la compongono dovevano finire in una città non troppo grande, in grado di allestire un luogo da trasformare in un punto di riferimento culturale permanente e che rappresentasse un’attrazione.
«Hanno pensato a Imperia – aggiunge il sindaco – e credo che villa Faravelli soddisfi appieno il desiderio espresso dalla donatrice. L’idea infatti le è piaciuta molto e ha dato il proprio assenso».
Proprio a Villa Faravelli la bella costruzione a lato del municipio, è già stata allestita una mostra-evento realizzata da Georg Baselitz il celebre artista tedesco famoso per i suoi quadri “capovolti” universalmente riconoscibili ed apprezzati, il quale per molti mesi all’anno vive e lavora a Imperia in una villa sulle pendici di capo Berta e che proprio a Imperia ha scoperto e realizzato alcune opere tra le più significative del suo attuale periodo creativo. «Anche Baselitz che mi chiama già Borgomastro – afferma il sindaco di Imperia – è un grande amico della città che ha scelto come sua seconda casa»
Il consiglio comunale non solo in espresso voti unanimi, ma anche applaudito i due nuovi cittadini onorari «Stiamo decidendo con i due interessati modalità e tempi della cerimonia ufficiale del conferimento. Entrambi hanno espresso soddisfazione per la stima che tutta la città ha loro tributato».


 

Fonte:Il Secolo XIX