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LUSSEMBURGO. Sarà la Capitale europea della cultura 2007 insieme alla città di Sibiu in Romania.

Granducato dal 1815, il Lussemburgo è uno dei più piccoli stati d’Europa (meno di 500mila abitanti su un territorio di 2.600 kmq) ma con il tasso più alto di residenti stranieri dell’Unione Europea (oltre il 40%), con 140 nazionalità differenti rappresentate.
Non stupisce quindi che il tema prescelto per questa importante manifestazione sia proprio quello delle migrazioni, del travalico delle frontiere e della cooperazione culturale.
A partire dall’8 dicembre 2006, e per tutto il 2007, la città di Lussemburgo e la circostante Grande Région (Lorena, Palatinato, comunità germanofona del Belgio) ospiteranno circa 350 iniziative, comprendenti prime mondiali di produzioni musicali, teatrali e coreografiche, progetti per i giovani e per le comunità.
Tra i principali investimenti fatti per l’anno culturale spiccano il nuovo Musée d’Art Moderne Grand-duc Jean, realizzato dall’architetto I.M. Pei, che inaugura la stagione con una retrospettiva dell’artista lussemburghese Michel Majerus, che unisce un’insolita arte elettronica e digitale a elementi pop e minimalisti; segue la nuova sala filarmonica, progettata da Christian de Portzamparc, e il restauro delle Rotonde, due antiche officine per locomotive trasformate in spazi espositivi. Nell’ambito delle arti visive vanno segnalate numerose mostre monografiche articolate durante il corso dell’anno (Sophie Calle, Wim Delvoye, Duane Hanson, Glenn Ligon, Jeffrey Shaw).
A «Global Multitude in the Rotunda» sarà invece la grande esposizione curata da Hou Hanru, dedicata alle tematiche della migrazione, in quanto fattore di diversità culturale e della globalizzazione, attraverso l’opera di artisti provenienti da tutti i continenti.

Autore: Barbara Musetti

Fonte:Il Giornale dell’Arte

MILANO e ROMA. 100 opere per incontrare un protagonista della scultura del XX secolo.

Dopo più di 25 anni dall’ultima grande mostra di ARTURO MARTINI (Treviso 1889 – Milano 1947), Milano e Roma dedicano al più grande scultore italiano del xx secolo una antologica con più di 100 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, esposte alla Fondazione Stelline e al Museo della Permanente di Milano e, nella tappa successiva, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Il percorso espositivo documenta l’intero arco creativo dell’artista, dal 1913 al 1947, attraverso opere di piccole e grandi dimensioni, che esprimono tutta la tenacia e la drammatica intensità con cui l’artista ha creato forme e temi con materiali diversi – pietra, marmo, terra, bronzo, gesso.

Eccezionali prestiti rendono la mostra un’occasione irripetibile per ammirare opere di Martini in inedite sequenze e accostamenti: al Museo della Permanente sono esposte 2 sculture dedicate al tema della ‘sete’ finora mai presentate insieme, provenienti dalle Civiche Raccolte d’Arte di Milano e dalla GNAM di Roma; alla Fondazione Stelline si possono ammirare l’Annunciazione delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano,  l’Ercole della Regione Valle d’Aosta e il Dedalo e Icaro, mai visto in pubblico.

L’evento offre a tutti, in particolare alle giovani generazioni che non hanno mai visto la maggior parte delle opere esposte, l’occasione di incontrare un maestro che ancora oggi ha molto da insegnare.

A Milano un percorso cittadino permette di riscoprire i luoghi dove sono stabilmente collocate opere di Martini frutto di importanti commissioni pubbliche, come: L’Ospedale Niguarda-Ca’ Granda, il Palazzo di Giustizia, l’Arengario, la Caserma dell’Areonautica, il Cimitero Monumentale, l’Università Bocconi; oltre alle collezioni permanenti di musei cittadini che conservano opere di Martini: la Pinacoteca di Brera e la Casa Museo Boschi di Stefano.

A Roma il percorso espositivo viene arricchito con le opere di Martini presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che raramente si sono viste in una antologica per la difficoltà del loro trasporto. Tali opere vengono finalmente ricontestualizzate in un percorso ampio e completo sulla scultura di Martini.

La mostra è curata da Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia e Livia Velani e si avvale di un Comitato Scientifico composto da: Jean Clair, Maria Vittoria Marini Clarelli, Maria Teresa Fiorio, Alberto Ghinzani, Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia e Livia Velani.

La mostra si avvale dell’Alto Patronato della Repubblica Italiana, del patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano; del contributo della Fondazione Cariplo e della collaborazione del Corriere della Sera.

Info
MILANO – 8 novembre 2006-4 febbraio 2007
FONDAZIONE STELLINE, Corso Magenta 61
MUSEO DELLA PERMANENTE, via Turati 34
Martedì – domenica 10/20; giovedì 10/22 (lunedì chiuso)
Giorni di CHIUSURA: 24-25 dicembre 2006; 31 dicembre 2006 – 1 gennaio 2007
ingresso € 8,00/ ridotto € 6,00
LA BIGLIETTERIA CHIUDE ALLE 19.30 – IL GIOVEDI’ alle 21.30

ROMA – dal 25 febbraio 2007 – 13 maggio 2007
Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Catalogo Skira

 

Link: http://www.arturomartini.info

Email: mostra@arturomartini.info

TORINO. Cento mecenati per l’Egizio.

Cento finanziatori per Ramesses II.
Il Museo Egizio lancia alla città e alla sua danarosa aristocrazia imprenditoriale un appello a sostenerlo e, al primo appuntamento degli amici dei Faraoni, raccoglie il sì di tutti gli invitati.
Il cento per cento delle adesioni è il lusinghiero risultato ottenuto ieri da Alain Elkann, presidente della Fondazione del museo, all’assemblea dei ‘soci sostenitori’ svoltasi nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze: «Vogliate bene all’Egizio — ha detto Elkann adottatelo e aiutatelo a vivere e a crescere: ho in mente ciò che hanno detto il ministro Rutelli e il sindaco Chiamparino, quando hanno invitato i privati ad appoggiare e a sponsorizzare la cultura e il nostro Teatro Regio».
Presenti un centinaio di personaggi in vista di diverse generazioni del Piemonte che conta (dal vicepresidente della Fiat John Elkann al vicepresidente di Confindustria Andrea Pininfarina, da Vallarino Gancia a Rossi di Montelera, da Carlo Santalbano a Gian Luigi Gabetti, passando per Ludovico Passerin d’Entreves, Marco Testa, Claudio Recchi), nessuno si è tirato indietro: tutti parteciperanno all’associazione che presto si costituirà davanti a un notaio per contribuire a promuovere le iniziative del Museo Egizio.
Il cammino dei sostenitori sarà guidato da un gruppo ristretto formato dal notaio Antonio Marocco, da Enrico Boglione (fratello di Marco, amministratore delegato della Robe di Kappa) e dal presidente della Fondazione De Fornaris Pier Giorgio Re.
Intanto stanno prendendo piede alcune attività: fino ai primi di gennaio il museo garantirà al pubblico aperture serali ogni sabato e le Pastiglie Leone offriranno un dolce omaggio a tutti i visitatori.

Fonte:La Repubblica

DRESDA (D). Festa per un Botticelli ritrovato”.”

Estato scoperto a Dresda un Botticelli sconosciuto. Si tratta di uno studio per la testa di un ragazzo, eseguito da Sandro Botticelli (1445- 15 IO) su carta bianca preparata in azzurro con una punta metallica intrisa nella biacca.
Il disegno, che il maestro del Rinascimento fiorentino realizzò tra il 1478 e il 1480, è stato identificato ed attribuito dalla storica dell’arte Lorenza Melli. Che un Botticelli venga ritrovato – anche se il disegno esisteva già ed era attribuito ad un anonimo – è una festa per chi apprezza l’arte, soprattutto l’arte italiana.

Fonte:Avvenire