Archivi categoria: Restauri e recuperi

TORINO: Recupero del Parco e restauro del Mausoleo della Bela Rosin.

Venerdì 23 settembre 2005, ore 11.30 – Mausoleo della Bela Rosin – strada Castello di Mirafiori (fronte numero 142) Torino.

Conferenza stampa per far conoscere i lavori di risistemazione e di restauro del Mausoleo e per presentare il programma dell’inaugurazione del Parco e del Mausoleo che si terrà domenica 25 settembre a partire dalle 16.00.

Intervengono alla conferenza stampa:
Fiorenzo Alfieri, Assessore alle Risorse e allo Sviluppo della Cultura dlle Città di Torino
Maurizio Trombotto, Presidente della Circoscrizione 10 Mirafiori Sud
Rosalba Stura, Dirigente del settore Edifici per la Cultura della Città di Torino
Paolo Messina, Direttore delle Biblioteche civiche torinesi.

Info:
Città di Torino – Vice Direzione Generale Gabinetto del Sindaco e Servizi Culturali – via San Francesco da Paola 3, 10123 Torino – tel. 0114424722, fax 0114424738.

Link: http://www.torinocultura.it

Email: fiorenza.cora@comune.torino.it

FIRENZE: Il patriota Ghirlandaio – Restaurata la cappella Sassetti.

Si sono conclusi i restauri degli affreschi di Domenico Ghirlandaio con le “Storie di san Francesco” nella Cappella Sassetti in Santa Trinita; eseguiti tra il 1483 e il 1485 su commissione di Francesco Sassetti, banchiere di fiducia dei Medici, che la acquistò nel 1479.

Aderendo al programa iconografico ideato da Agnolo Poliziano (che figura ben due volte negli affreschi), Ghirlandaio realizzò una vera e propria celebrazione di Firenze umanistica e rinascimentale: piazza Santa Trinita con la facciata ancora trecentesca della chiesa e piazza della Signoria, con la Loggia dei Lanzi ancora priva di sculture, pensata come un’improbabile piazza San Pietro, fanno infatti da cornice a episodi della vita di san Francesco che si sarebbero svolti a Roma, come “La conferma della regola da parte di Onorio III” e “Il miracolo della resurrezione del fanciullo”. L’intento di esaltare la signoria di Lorenzo il Magnifico e la borghesia imprenditoriale e finanziaria di Firenze, che aveva conquistato quel potere che altrove era appannaggio di dinastie feudali o militari, è evidente in quella straordinaria galleria di volti, che Warbourg definì “incunaboli della ritrattistica italiana”, ma anche nella cura dei dettagli di vesti preziose ed eleganti, ma non sfarzose.

Testimone straordinario di un’epoca, dei suoi costumi e delle cerimonie dignitose e sobrie proprie del modo di vita fiorentino, Ghirlandaio coniuga la rigorosa concezione disegnativa e prospettica della tradizione fiorentina, ai suggerimenti, per quella minuziosa indagine della realtà che offrivano i capolavori di scuola fiamminga giunti nella città toscana.

Gli unici interventi documentati nella cappella risalgono al 1892, eseguiti da Cosimo Conti e Dario Chini, poi, forse negli anni Quaranta, e infine dopo l’alluvione del 1966, per mano di Leonetto Tintori tra il ’67 e il ’68.

Il restauro odierno, diretto da Maria Matilde Simari della Soprintendenza, con la consulenza del geometra Eugenio Chellini, è stato eseguito nel tempo record di un anno dalla ditta Arc di Amedeo e Alessio Lepri, coadiuvati nei rilievi dall’architetto Alessandra Lepri.

È stato reso necessario non solo dall’ingente strato di polveri, ma anche dalla presenza di distaccamenti dell’intonaco dipinto in porzioni ridotte ma diffuse; nella volta si erano inoltre registrati fenomeni di solfatazione con sollevamenti e cadute di colore e numerose stuccature che risultavano alterate da precedenti restauri. Nelle reintegrazioni cromatiche della microlacune o di quelle di maggior estensione si è cercato di rispettare le precedenti integrazioni e di seguire un criterio di riordino estetico, come nel caso delle decorazioni che Dario Chini aveva eseguito nel 1892, nella fascia dell’arcone di accesso alla cappella, raccordando l’interno, affrescato con le «Storie di san Francesco», e la lunetta esterna con la “Sibilla Tiburtina che annuncia ad Augusto la nascita di Cristo”, la raffigurazione del David e lo stemma Sassetti: parti che erano state invece coperte da un intervento purista ai primi del Novecento. Importante è stata la campagna di indagini conoscitive per indagare a fondo le tecniche esecutive del Ghirlandaio e le sue modalità di lavoro, svolte dal Laboratorio dell’Opificio delle Pietre Dure (Giuseppe Laquale per le indagini preliminari, il chimico Giancarlo Lanterna e Thierry Radelet per la riflettografia): oltre all’individuazione dei vari pigmenti e materiali, riconosciuti con indagine a fluorescenza x e con riflettografia mutispettrale, alla comprensione dei vari ritocchi eseguiti a secco e delle lumeggiature a missione è stato possibile distinguere le diverse “giornate”, scoprendo i lunghi tempi e la meticolosità del Ghirlandaio nel dipingere i ritratti più importanti, due o anche solo uno alla volta, con tratti di colore sottili e sovrapposti, con la costruzione del volto tramite lo spolvero e l’utilizzo di linee prospettiche: il che significa che la scena dei funerali, dove sono trentasei figure, è stata dipinta in trentasei “giornate” con interventi separati di stesura del colore. È stata infine realizzata un’immagine virtuale del ciclo affrescato, che aveva molte più dorature e anche altri colori che ora, alterati, si presentano col rosso cupo del “morellone” di preparazione.

Nella stessa cappella, che fu compiuta in un breve giro di anni, Ghirlandaio dipinse anche la pala d’altare raffigurante l’”Adorazione dei pastori”, il cui tema legato alla nascita, alla morte e alla resurrezione si intreccia con quello della vità di san Francesco negli affreschi; nella cappella Sassetti fece porre la propria tomba in basalto insieme a quella della consorte Nera Corsi, opera di Girolamo da Sangallo (1485-90).

Autore: Laura Lombardi

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

PADOVA: Adottiamo un Gigante.

L’Arpai raccoglie fondi per il restauro della Sala dei Giganti in Palazzo Liviano e la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo contribuisce con 250mila eur.

Occorre intervenire, con urgenza, per salvare il ciclo di affreschi dei “Giganti”, ovvero dei cinquanta uomini illustri, in prevalenza personaggi romani del periodo repubblicano e imperiale, ma anche Carlo Magno, raffigurati nel salone al primo piano del Liviano, una delle sedi più prestigiose dell’Università di Padova.

Il progetto della Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici del Veneto Orientale (Anna Maria Spiazzi), affidato a Fabrizio Magani, è già predisposto. Esiste anche una parte consistente dei fondi: dei 550mila euro previsti nel preventivo, 250mila sono già stati messi a disposizione dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e 150mila dall’Arpai (Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano), che si è anche attivata per trovare sponsor privati, raccogliendo, per ora, adesioni per altri 60mila. Con l’iniziativa «Adottiamo un Gigante» si prevede di racimolare i quasi 100mila euro che ancora mancano all’appello. Ed è già scattata l’operazione “top ten”: gettonatissimi Romolo e Giulio Cesare, ma, alla fine, nella targa gratulatoria, compariranno solo i nomi dei benefattori senza menzioni relative a particolari adozioni. La rispondenza sembra buona, anche perché il salone è da sempre aperto alle iniziative culturali e ai concerti e si spera, quindi, che tutte le istituzioni che ne hanno beneficiato possano, in questo modo, contraccambiare.Il salone venne una prima volta affrescato tra il 1367 e il 1379 (si fanno i nomi del Guarienti e dell’Altichiero), su proposta del signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara con intenti celebrativi della sua famiglia.

Del ciclo originario, ideato come parallelo figurativo del De viris illustribus, la serie di biografie di antichi uomini famosi di Francesco Petrarca, si conservano pochi stralci tra cui proprio l’immagine del grande poeta. Nel Cinquecento infatti, a causa della ristrutturazione del Palazzo e complice un incendio, della primitiva decorazione non rimase quasi più nulla. Intorno al 1540 , sia pure aggiornando il programma iconografico alla nuova situazione storica di una Padova ormai appartenente alla Serenissima e con qualche nostalgia per l’impero se non romano, quello sacro di Carlo Magno, il ciclo fu interamente ridipinto da Domenico Campagnola con apporti di Stefano dall’Arzere, forse anche con la partecipazione di artisti non padovani quali Lamberto Sustris.

Attualmente negli affreschi si nota la presenza di diffuse fessure, che provocano il distacco di colore. L’Università di Padova, proprietaria dell’immobile, ma priva dei mezzi per procedere al restauro, ha però provveduto da parte sua a finanziare le indagini preliminari (rilievi, indagini climatologiche e scientifiche) che sono già state completate. La fase successiva è quella della gara d’appalto per affidare i lavori di restauro, che dovrebbe essere indetta a inizio estate. Si spera in questo modo di potere iniziare i lavori entro la fine del 2005 e che questi possano concludersi, in un anno, alla fine del 2006. Per assicurare una rapida conclusione dei restauri il salone dei Giganti verrà chiuso, in modo che si possa procedere, in contemporanea, su diverse zone.

Autore: Lidia Panzeri

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

VENEZIA: Al via il cantiere delle grandi Gallerie dell’Accademia.

Un vasto progetto di restauro che comprende l’ampliamento della sede mussale e relativo adeguamento impiantistico è avviato alle storiche Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Il progetto prevede il raddoppiamento delle sale espositive completate dei servizi richiesti oggi da una istituzione mussale. A fine lavori, l’intero Complesso della Carità sarà restituito per l’esposizione permanente di arte veneta più importante del mondo, che fino ad ora era ristretta ai piani superiori.

La coprogettazione dei soprintendenti Renata Codello (per l’architettura) e Giovanna Nepi Sciré (per il museo) con l’architetto Tobia Scarpa, è riuscita a conciliare il notevole ampliamento con il massimo rispetto del contesto storico ed architettonico, dotando tutti gli spazi di innovativi sistemi impiantistici.

Particolare attenzione è stata rivolta alle soluzioni del progetto illuminotecnico, sorte dalla necessità di studiare un’equilibrata illuminazione specifica per ciascuna delle opere esposte, modulando continuamente l’intensità del fascio luminoso con la possibilità di orientarlo contemporaneamente verso l’alto e verso il basso e di avere una mobilità di 360 gradi, ottenendo di illuminare non solo l’opera, ma anche lo spazio circostante, valorizzandone le qualità architettoniche. .

Link: http://www.mizarlighting.com

Email: chiara.bazzo@umbrella.it

VENARIA REALE (To): Centro per il Restauro “La Venaria Reale”.

Il 21 marzo 2005, nella Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, è stato firmato l’atto costitutivo della Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”.

Nato per iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Piemonte, dell’Università di Torino, della Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, il Centro è presieduto, su designazione del Ministro, da Carlo Callieri, Presidente della Fondazione per l’Arte, mentre la direzione scientifica è affidata alla Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico del Piemonte, Carla Enrica Spantigati, e la direzione dei laboratori a Pinin Brambilla Barcilon, una delle protagoniste del restauro in campo internazionale (un esempio fra tutti: quello del Cenacolo vinciano a Milano).

La Fondazione lavorerà su due fronti: l’organizzazione dei laboratori destinati a svolgere attività di monitoraggio, prevenzione, manutenzione e restauro di beni culturali, in parallelo a quelle di analisi, ricerca e diagnosi; l’organizzazione e gestione di una scuola di alta formazione e studi, la terza in Italia dopo Firenze e Roma, che, in convenzione con l’Università di Torino, rilasci la laurea specialistica – prima nel nostro paese – in restauro dei beni culturali.

Il Centro ha sede nell’ala alfieriana delle ex-Scuderie e Maneggio della Reggia di Venaria Reale. Oltre 8.000 mq degli antichi spazi sono stati restaurati e allestiti con l’inserimento di strutture di architettura contemporanea, su progetto degli architetti Pietro Derossi e Giorgio Fea. I nuovi ambienti non intaccheranno le strutture settecentesche originali e comprenderanno 15 aule per la didattica, 7 per lo studio, 8 per i laboratori di restauro, 5 per i laboratori scientifici, oltre all’aula magna con circa 200 posti, la biblioteca, gli uffici, archivi e strutture di servizio.

Il Centro “NIS – Superfici e Interfasi Nanostrutturate” di Torino nasce da un’iniziativa congiunta di gruppi di ricerca di sei Dipartimenti dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale, che coinvolge circa 90 ricercatori. All’interno del Centro sono rappresentate più discipline: chimica, biologia, metallurgia e fisica dello stato solido.

Il NIS, che nel 2003 ha ottenuto dal MIUR il riconoscimento di “centro di eccellenza”, si propone di svolgere ricerca di base e applicata focalizzata sulle proprietà legate, in certi materiali, alla struttura delle superfici e delle interfasi tra le componenti. Atal fine, dispone di un laboratorio multidisciplinare di analisi e offre consulenza alle imprese. Il NIS ha inoltre tra i suoi obiettivi la formazione di alto livello attraverso il dottorato in Scienze dei materiali e la creazione di opportunità di carriera per giovani ricercatori.

Nella sua prima fase di attività, il NIS – diretto dal Prof. Adriano Zecchina – ha acquistato e messo in condivisione tra i vari Dipartimenti strumentazioni avanzate e organizzato seminari internazionali e iniziative rivolte alle imprese. Sono state attivate cinque linee di ricerca, organizzate in progetti multidisciplinari, su diverse classi di materiali.

La Compagnia ha erogato a favore del NIS un contributo di 1,2 milioni di euro, per l’allestimento dilaboratori, il completamento delle strumentazioni e il sostegno a dottorati e assegni di ricerca.

Per maggiori informazioni sul NIS: www.nis.unito.it

Sempre a beneficio dell’Università di Torino, di recente la Compagnia ha approvato uno stanziamento di 1,1 milioni di euro per la realizzazione e il potenziamento di laboratori specialistici per la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.

Fonte:NerwsLetter Compagnia San Paolo