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VENARIA REALE (To): Centro per il Restauro “La Venaria Reale”.

Il 21 marzo 2005, nella Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, è stato firmato l’atto costitutivo della Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”.

Nato per iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Piemonte, dell’Università di Torino, della Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, il Centro è presieduto, su designazione del Ministro, da Carlo Callieri, Presidente della Fondazione per l’Arte, mentre la direzione scientifica è affidata alla Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico del Piemonte, Carla Enrica Spantigati, e la direzione dei laboratori a Pinin Brambilla Barcilon, una delle protagoniste del restauro in campo internazionale (un esempio fra tutti: quello del Cenacolo vinciano a Milano).

La Fondazione lavorerà su due fronti: l’organizzazione dei laboratori destinati a svolgere attività di monitoraggio, prevenzione, manutenzione e restauro di beni culturali, in parallelo a quelle di analisi, ricerca e diagnosi; l’organizzazione e gestione di una scuola di alta formazione e studi, la terza in Italia dopo Firenze e Roma, che, in convenzione con l’Università di Torino, rilasci la laurea specialistica – prima nel nostro paese – in restauro dei beni culturali.

Il Centro ha sede nell’ala alfieriana delle ex-Scuderie e Maneggio della Reggia di Venaria Reale. Oltre 8.000 mq degli antichi spazi sono stati restaurati e allestiti con l’inserimento di strutture di architettura contemporanea, su progetto degli architetti Pietro Derossi e Giorgio Fea. I nuovi ambienti non intaccheranno le strutture settecentesche originali e comprenderanno 15 aule per la didattica, 7 per lo studio, 8 per i laboratori di restauro, 5 per i laboratori scientifici, oltre all’aula magna con circa 200 posti, la biblioteca, gli uffici, archivi e strutture di servizio.

Il Centro “NIS – Superfici e Interfasi Nanostrutturate” di Torino nasce da un’iniziativa congiunta di gruppi di ricerca di sei Dipartimenti dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale, che coinvolge circa 90 ricercatori. All’interno del Centro sono rappresentate più discipline: chimica, biologia, metallurgia e fisica dello stato solido.

Il NIS, che nel 2003 ha ottenuto dal MIUR il riconoscimento di “centro di eccellenza”, si propone di svolgere ricerca di base e applicata focalizzata sulle proprietà legate, in certi materiali, alla struttura delle superfici e delle interfasi tra le componenti. Atal fine, dispone di un laboratorio multidisciplinare di analisi e offre consulenza alle imprese. Il NIS ha inoltre tra i suoi obiettivi la formazione di alto livello attraverso il dottorato in Scienze dei materiali e la creazione di opportunità di carriera per giovani ricercatori.

Nella sua prima fase di attività, il NIS – diretto dal Prof. Adriano Zecchina – ha acquistato e messo in condivisione tra i vari Dipartimenti strumentazioni avanzate e organizzato seminari internazionali e iniziative rivolte alle imprese. Sono state attivate cinque linee di ricerca, organizzate in progetti multidisciplinari, su diverse classi di materiali.

La Compagnia ha erogato a favore del NIS un contributo di 1,2 milioni di euro, per l’allestimento dilaboratori, il completamento delle strumentazioni e il sostegno a dottorati e assegni di ricerca.

Per maggiori informazioni sul NIS: www.nis.unito.it

Sempre a beneficio dell’Università di Torino, di recente la Compagnia ha approvato uno stanziamento di 1,1 milioni di euro per la realizzazione e il potenziamento di laboratori specialistici per la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.

Fonte:NerwsLetter Compagnia San Paolo

FERRARA: La tecnologia al servizio dei beni culturali – Nuovi sistemi di catalogazione visualizzazione e salvaguardia.

Giovedì 7 aprile 2005, ore 10,30, al Salone del Restauro di Ferrara, alla Fiera, verrà presentato il ‘Museo virtuale delle Certosa’, un progetto-pilota di accesso alle banche dati culturali attraverso la visualizzazione, che mostra l’evoluzione – nel tempo e nel contesto storico e territoriale – di questo complesso monumentale.

Sarà questa l’occasione per vedere per la prima volta, in corso d’opera, la ricostruzione virtuale della necropoli etrusca nel cui sito fu eretta la Certosa di Bologna poi destinata a cimitero storico-monumentale.

Con il concorso di esperti di più discipline verranno proposte applicazioni di nuove tecnologie ai beni culturali, sia volte a favorire la fruizione del patrimonio artistico da parte di uno spettatore che viene messo in un punto privilegiato di osservazione, sia orientate a dare supporto a moderne metodologie per la protezione dei monumenti da eventi naturali.

Interverranno:

· Mauro Felicori, Comune di Bologna – Progetto Nuove Istituzioni Mussali ‘ICT & Beni Culturali: l’esperimento di una nuova idea di museografia’;

· Antonella Guidazzoli, Cineca ‘La programmazione di ambienti virtuali e database per il progetto Museo Virtuale della Certosa’;

· Marinella Marchesi, Comune di Bologna – Museo Civico Archeologico ‘Lo scavo ottocentesco della necropoli etrusca della Certosa di Bologna e le prospettive per una ricostruzione virtuale’;

· Sofia Pescarin, CNR-ITABC – Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ‘La ricostruzione virtuale della necropoli etrusca della Certosa’;

· Sergio Petronilli, ENEA – Unità di Agenzia Progetti di Trasferimento Tecnologico per le PMI ‘Riproduzione in scala di grandi monumenti in bronzo e ricostruzione digitale 3D di reperti etruschi’;

·Giuseppe Maino, Enea, Metodologie fisiche ed informatiche per la conoscenza e la conservazione di opere d’arte “ Un sistema GIS per la documentazione dei mosaici”;

·Giorgio Fornetti, Enea, Unità Tecnico Scientifica – Tecnologie Fisiche Avanzate “Imaging Topological Optical Radar (Itor): Applicazione alla diagnostica delle Belle Arti in superficie e in ambiente subacqueo”;

·Sergio Omarini, Enea, Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie “Gli interventi dell’Enea e dell’Istituto Centrale per il Restauro sulla Villa di Arianna a Castellammare di Stabia (Progetto “Coperture Archeologiche”);

·Paolo Clemente, Enea, Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti “L’analisi dinamica sperimentale nella salvaguardia dei Beni Culturali”;

·Maurizio Indirli, Enea, Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti “L’applicazione di tecniche antisismiche innovative per la protezione del Patrimonio Culturale”;

·Bruno Carpani, Enea, Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti “La ricerca sulle tecniche antisismiche nell’antichità nell’ottica della salvaguardia del patrimonio architettonico e archeologico”;

·Claudio Seccarono, Enea, Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti “La fluorescenza X per la caratterizzazione non distruttiva degli elementi minoritari nei materiali pittorici”.

Il seminario è organizzato dall’Unità di Agenzia per lo Sviluppo Sostenibile dell’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie l’Energia e l’Ambiente), con la collaborazione del Comune di Bologna e CINECA.

Info: Enea, Sergio Petronilli 051 6098217, sergio.petronilli@bologna.enea.it
Segreteria Tecnica, Tiziana Raimondi 051 6098711, Tiziana raimondi@bologna.enea.it

PADOVA: Settecento anni della Cappella degli Scrovegni 1305 – 2005.

Il 25 marzo 1305 avveniva la consacrazione della Cappella degli Scrovegni. A salutare la ricorrenza sarà, come puntualmente avviene ogni 25 marzo, un singolare fenomeno luminoso: un raggio di sole squarcerà l’atmosfera pacata della Cappella e sfolgorerà su un particolare del Giudizio Universale, là dove – forse non a caso – Giotto ha affrescato Enrico Scrovegni nell’atto di offrire la Cappella a Maria.

Quest’anno il 25 marzo sarà memorabile non tanto per il ripetersi di quell’atteso fenomeno ma perché ricorrono i settecento anni di consacrazione della Cappella. L’edificio era stato dedicato esattamente due anni prima, nel 1303, al termine dell’edificazione. Anche se alcuni recenti studi ipotizzano che la stesura degli affreschi fosse stata realizzata già entro il 1304, è questa la data che tradizionalmente viene indicata come quella in cui Giotto doveva aver portato a termine i lavori del magnifico monumento voluto dal banchiere Enrico Scrovegni. Per rendere la cerimonia inaugurale ancora più sontuosa, il proprietario riuscì a ottenere in prestito da Venezia “pannis sancti Marci”.

La ricorrenza verrà segnata da una preghiera solenne da parte del Vescovo di Padova, nella Cappella stessa. La chiesetta dell’Arena è dedicata alla Vergine Annunciata e, dato che quest’anno il 25 marzo, giorno nel quale cade il settecentesimo anniversario, coincide con la giornata del venerdì santo, la celebrazione è spostata al 4 aprile.

Il Comune di Padova in collaborazione con l’Azienda Turismo Padova Terme Euganee, celebra il settimo centenario della realizzazione dell’opera cui si fa risalire la nascita di tutta l’arte occidentale, con un ampio programma di attività che prenderanno il via il 25 marzo per proseguire sino alla stessa data del 2006.

Di particolare importanza, sia dal punto di vista scientifico che da quello divulgativo, si presentano le iniziative editoriali.

Il 15 aprile, nel Palazzo della Ragione, che prima dell’incendio del 1420 ospitava un altro importante ciclo giottesco, Salvatore Settis e Antonio Paolucci presenteranno al pubblico il tredicesimo volume, dedicato alla Cappella degli Scrovegni, della prestigiosa collana “Mirabilia Italiae” che esce per i tipi dell’editore Panini di Modena. Per la prima volta viene pubblicata una completa documentazione fotografica di ogni parte del monumento, anche di quelle meno note e non accessibili al pubblico e degli elementi architettonici. Le pitture vengono minutamente indagate e decodificate e chiarite, spesso in chiave del tutto inedita, le iconografie. Hanno collaborato alla stesura di quest’opera, che si configura come una pietra miliare sulla strada della conoscenza del monumento, alcuni dei migliori specialisti della materia.

Il 28 aprile, nella sede dei Musei Civici del cui circuito di visita il capolavoro giottesco fa parte, verrà presentato un libro di Chiara Frugoni edito da Einaudi. Si tratta di una guida, scena per scena, della Cappella, scritta in modo scorrevole e attraente: l’autrice, oltre a spiegare il ciclo di Giotto, ne presenta una nuova interpretazione che ha per protagonista lo stesso committente, per nulla pentito del fatto di aver accumulato una così ingente ricchezza oscurata dall’ombra del peccato di usura. Il volume è corredato da un DVD con un documentario di Luca e Nino Criscenti, che consente, grazie a riprese realizzate dopo la recente conclusione dei restauri, di esaminare gli affreschi di Giotto ascoltando il commento dell’autore.

Entro l’anno vedrà la luce anche un importante numero speciale dell’organo ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (cui si deve il finanziamento dei restauri). Questa edizione di “Bollettino d’Arte”, che va idealmente a completare le indagini pubblicate all’inizio degli anni ottanta volte a garantire la conservazione del monumento, contiene il resoconto dei rilevamenti e delle indagini effettuate in occasione del cantiere, la più completa documentazione finora mai raccolta su di un ciclo di pitture murali, che aggiunge un fondamentale tassello di conoscenza sui materiali e sulle tecniche di realizzazione. Il volume è curato dall’Istituto Centrale per il Restauro.

Entro l’anno dovrebbero comparire, a cura della casa editrice Skira, anche gli atti del convegno internazionale di studi, tenutosi a Padova alla fine del 2002 al termine dei restauri. Il volume contiene una serie di vari contributi dedicati a Giotto e a quella che, dopo il magistrale intervento, ora è la sua opera meglio conservata.

Ma non sarà solo l’editoria a commemorare i settecento anni del capolavoro giottesco; Claudio Scimone dirigerà i “Solisti Veneti” in una registrazione di musiche sacre di Antonio Vivaldi, effettuata per RAI Tre e RAI Trade all’interno della Cappella, che verrà diffusa in DVD nei circuiti mondiali. Il premio Nobel Dario Fo studia la possibilità, similmente a quanto ha già fatto per altri capolavori dell’arte italiana, di analizzare in forma di spettacolo fabulatorio il momento storico in cui viveva il grande pittore. Inoltre si propone di mettere in evidenza l’attenzione che Giotto ha dedicato alla cultura popolare e alla lettura dei Vangeli canonici e di quelli apocrifi che spesso arricchiscono il racconto.

Questo è quanto sinora è stato posto in essere, ma altre iniziative si susseguiranno nel corso dell’anno: concerti di musica trecentesca, cicli di conferenze, arredi urbani, il tutto per segnalare ancora una volta, con il rilievo adeguato, l’importanza di uno dei massimi raggiungimenti dell’arte di tutti i tempi che Padova ha l’onore di conservare per l’umanità tutta.

Iniziative promosse dal Comune di Padova, Assessorato ai Musei, Politiche Culturali e Spettacolo –Musei Civici in collaborazione con Azienda Turismo Padova Terme Euganee

Musei Civici agli Eremitani e Cappella degli Scrovegni, Padova, Piazza Eremitani 8Orario: tutti i giorni 9.00 – 19.00

Biglietti: intero euro 12,00 (Musei, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann e Cappella degliScrovegni); euro 10,00 (solo Musei e Palazzo Zuckermann) ridotto euro 8,00; scuole euro 5,00.

Giotto… sotto le stelle, apertura serale della Cappella degli Scrovegni e della Sala Multimediale, dal 1 marzo al 6 gennaio; orario: tutti i giorni 19.00 – 22.00. Informazioni: tel. O49.2963720, email: giottodisera@coopgiotto.com

Biglietti: intero euro 8,00; ridotto euro 6,00; doppio turno euro 12,00

Cappella degli Scrovegni: prenotazione obbligatoria: call center tel. 049.2010020

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.cappelladegliscrovegni.it

Fonte:CulturalWeb

ERCOLANO (Na): Il signor Packard viene a Ercolano.

The Art Newspaper, l’edizione internazionale del nostro giornale edita a Londra e New York, ha ricevuto questa lettera del signor David W. Packard da Los Altos in California, datata 13 febbraio: “In un recente articolo nel Sunday Times, Robert Harris (ndr: l’autore del best-seller “Pompei”) ha vividamente evocato il sogno persistente di ogni studioso di scoprire opere perdute di Aristotele, Livio o Saffo nella Villa dei Papiri a Ercolano.

Egli può aver indotto nei lettori l’erronea impressione che la mancanza di risorse finanziarie spieghi l’attuale moratoria di scavi ulteriori nella Villa. Sono il Presidente del Packard Umanities Institute (PHI), una Fondazione americana che eroga fondi per le opere in corso a Ercolano. PHI inoltre sostiene altri progetti archeologici, tra cui gli scavi inglesi a Butrinto in Albania e a Lefkandi in Grecia. Nel 2000 avevo visitato Ercolano con lo scopo specifico di indagare se PHI poteva offrire il supporto di ulteriori scavi dell’allettante Villa dei Papiri. Mi accompagnava il professor Andrew Wallace-Hadrill. Essendo stato a mia volta uno studioso della classicità, le mie motivazioni erano in gran parte quelle descritte così bene da Robert Harris. Fu invece immediatamente ovvio per me (come lo è stato per qualche tempo per il professor Wallace-Hadrill) che la conservazione a lungo termine e il mantenimento del sito scavato di Ercolano fossero la priorità assoluta e che fin quando la situazione non fosse migliorata ulteriori scavi sarebbero sembrati un’irresponsabile caccia al tesoro. Ebbi un fecondo incontro col soprintendente Guzzo e concordammo che PHI avrebbe collaborato e offerto fondi con il team di Guzzo nel loro sforzo di definire e realizzare un piano globale di conservazione del sito. PHI ha già destinato diversi milioni di dollari a tal fine. Il lavoro è stato fatto da eccellenti specialisti italiani, che hanno lavorato con un comitato internazionale di consulenza scientifica diretto dal professor Wallace-Hadrill. Quando gli italiani decideranno che è il tempo di riprendere gli scavi della Villa dei Papiri, la nostra fondazione è pronta a offrire l’appropriato supporto finanziario. Per il momento, la conservazione è la priorità responsabile”.

Riportiamo questa lettera per la sua illuminante pertinenza con lo stato delle cose del patrimonio artistico italiano: nella fattispecie, la difficoltà oggettiva di poter assicurare le condizioni necessarie per la prosecuzione di importanti scavi malgrado la disponibilità di risorse finanziarie adeguate. Ci è parsa una testimonianza significativa nel momento in cui il Touring Club rende nota la sua indagine 2005 sul turismo culturale e la terza Conferenza degli Assessorati culturali di Regioni, Province e Città d’arte svoltasi a Roma (10-12 febbraio) per iniziativa di Federculture e altri enti si è preoccupata dello stesso tema. Risulta che l’Italia per i propri Beni artistici e culturali spende 57 euro per abitante (3.314 milioni di euro): parecchio meno di Francia (119 euro per abitante, pari a 7.105 milioni) e di Germania (99 euro per abitante, pari a 8.193 milioni). Vediamo se qualcuno avrà il coraggio di sostenere che siamo talmente ricchi di opere d’arte da poterci permettere minori investimenti: a noi sembra un esempio di incomprensibile cecità imprenditoriale in un paese industrialmente declinante, se si considera che il 30% (77 milioni) dei turisti viene in Italia per l’interesse artistico. Per molte nostre città, il turismo costituisce la principale risorsa economica. Anche gli investimenti regionali sono vistosamente inferiori: noi spendiamo 1.200 miliardi, 4.600 la Francia, 7.200 la Germania. Nel momento in cui ci apprestiamo a votare il rinnovo dei governi regionali, teniamone conto. Purtroppo la nostra inchiesta ci ha permesso di appurare a meno di due mesi dalle elezioni una desolante, generalizzata mancanza di programmi e di candidati specifici per il settore culturale. Anche il “Corriere della Sera” lamenta che la regione col più ricco bilancio d’Italia, la Lombardia, risulti vergognosamente terz’ultima nell’investimento in cultura pro capite: 4,23 euro per cittadino, meno di un terzo dei 13,96 della media italiana. Significativo è l’investimento delle Regioni Autonome (e ciò dovrebbe far riflettere quanti ancora temono il decentramento, anche se sottoposto a controllo di Stato e regolato da leggi nazionali): la prima è la Val d’Aosta che investe 219,18 euro per cittadino, 51 volte più della Lombardia, seguita da Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

VENARIA REALE (To): Nasce il “Centro per la conservazione ed il restauro dei beni culturali”.

Il ministro Urbani decreta la nascita a Torino del terzo polo italiano del restauro e si augura la nascita di una fondazione delle residenze sabaude con la Reggia di Venaria come capofila.

“Nasce una cosa veramente significativa, di grande potenzialita’ di immagine ed economica’. Cosi’ il ministro per i Beni e le attivita’ culturali, Giuliano Urbani, ha definito la FONDAZIONE PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO DEI BENI CULTURALI ‘LA VENARIA REALE’.

A decretare ufficialmente la nascita dell’ente, durante il convegno “Il codice Urbani e la circolazione dei beni culturali” del 21 marzo, che trasforma il Piemonte nel terzo polo italiano del restauro, la firma posta all’atto costituito da Urbani, dal presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, e dai presidenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Andrea Comba, della Fondazione per l’arte della Compagnia di San Paolo Carlo Callieri, e dal rettore dell’Universita’ di Torino, Ezio Pelizzetti. Il Centro, terzo in Italia dopo l’Istituto centrale per il restauro di Roma e l’Opificio delle pietre dure di Firenze, è ospitato nelle antiche Scuderie e nel Maneggio della Reggia di Venaria – alle porte di Torino. Su un’area di 8.000 metri quadrati trovano spazio 15 aule didattiche, otto laboratori di restauro, sette aule studio, cinque gabinetti scientifici dotati di attrezzature all’avanguardia. Su uno spazio ulteriore di 1.400 metri quadrati verra’ allestito anche il Laboratorio per il restauro del libro e della carta, botteghe di artigiani e restauratori professionisti. Quello che un tempo era un galoppatoio sara’ invece trasformato in Laboratorio per il restauro della pietra e dei metalli. Il Centro e’ gestito dalla Fondazione voluta dal Ministero per i Beni culturali, dalla Regione Piemonte, dalla Universita’ di Torino e dalle Fondazioni per l’arte della Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Crt.

“E’ solo la prima tappa di una sfida iniziata anni fa – ha osservato Enzo Ghigo davanti ad una affollata platea di esperti di restauro e promotori della iniziativa – qualcuno riteneva fosse difficile recuperare la Reggia. Quando concluderemo l’opera ci troveremo davanti a qualcosa di straordinario. Abbiamo scommesso sul recupero dei beni culturali”.

Enzo Ghigo, accennando al ‘Circuito delle residenze reali’, ha poi rimarcato: ‘Sara’ all’altezza dei Castelli della Loira. Anzi, secondo me li superera’. Naturalmente tutto questo non sarebbe stato possibile senza una sinergia tra il Ministero e le Regioni’.

Un’unica fondazione per le residenze sabaude che abbia magari come capofila la Venaria Reale é ancora solo un’ipotesi attualmente allo studio e a parlarne a margine del convegno di Torino su ‘Il codice Urbani e la circolazione dei beni culturali’ e’ stato lo stesso ministro Giuliano Urbani che ha osservato che la Venaria ”non nasce da sola ma nel sistema delle residenze sabaude e non possiamo certo fare 12 fondazioni ma dobbiamo valorizzarle congiuntamente con qualcosa di integrato”. Riguardo a una fondazione che abbia Venaria come capofila il ministro per i beni culturali ha concluso: “La nostra ambizione e’ di rendere vive e vitali tutte le residenze sabaude”.

Fonte:CulturalWeb