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MILANO: riapre la Pinacoteca del Castello Sforzesco.

Riapre al pubblico dopo quattro anni la Pinacoteca del Castello Sforzesco, il cui nucleo principale è costituito da donazioni provenienti da antiche collezioni di famiglie milanesi. Nel 2000 quando iniziarono i lavori di adeguamento tecnologico delle sale del Castello la Pinacoteca venne chiusa (una parte delle opere è rimasta esposta temporaneamente nelle Sale Viscontee).

Dal 18 aprile è possibile tornare ad ammirare la ricca collezione delle Raccolte Civiche al primo piano della Corte Ducale del Castello, che ospita da più di un secolo la Pinacoteca.

Nuovo allestimento (ideato dal museografo Valter Palmieri) e nuovo percorso espositivo, curato dal professor Mauro Natale, da Ermanno Arlsan (direttore delle Civiche Raccolte d’Arte) e dal conservatore Laura Basso che hanno selezionato 230 opere tra le (oltre) 1500 che compongono la raccolta. Insieme ai dipinti sono presentate medaglie, sculture in terracotta e bassorilievi lignei per meglio contestualizzare le opere esposte e ricreare l’ambiente artistico nel quale sono state realizzate.

Il percorso espositivo si articola in sette successive sale (dalla XX alla XXVI), dalla cultura tardogotica del Quattrocento lombardo alle vedute di Canaletto e Bellotto. Protagonista la pittura lombarda da Foppa a Fra’ Galgario, a Ceruti e Londonio, passando per i leonardeschi Luini e D’Oggiono, il seicento di Cerano e Francesco Cairo.

Alla pittura lombarda si affianca la scuola veneta – con Bellini, un’opera di Tiziano, Tintoretto e a conclusione del percorso il vedutismo – e quella di Bergamo e Brescia, fino agli inizi del XVIII secolo “città di confine” (Moretto, il Romanino, Lotto e Moroni).

Una pala di Mantegna, un’opera di Filippo Lippi, un ritratto del Bronzino e due piccole tavole di Correggio si inseriscono come pregevoli ‘outsider’ nel percorso.

Di grande effetto l’allestimento: nelle sale della Pinacoteca si aprono grandi finestroni che scoprono inquadrature suggestive del parco, della Torre del Filarete e degli edifici del Castello.

In occasione della riapertura è stata pubblicata la Guida alla Pinacoteca edita da Skira.

Info: Pinacoteca del Castello Sforzesco – Castello Sforzesco, Milano – (metropolitana linea 1 Cairoli; linea 2 Cadorna o Lanza)- tel. 02.88463700
Ingresso: intero euro 3; ridotto euro 1,5; (il biglietto è valido per tutti i musei del castello)
Orari: da martedì a domenica 9.30/17.30; chiuso lunedì

Autore: Antonella Bicci

Link: http://www.milanocastello.it

Fonte:Exibart on line

MUSEI E SITI ARCHEOLOGICI: Nel 2004 aumento dei visitatori.

Nei primi nove mesi del 2004 i circa 300 musei, circuiti e siti archeologici statali hanno conosciuto un significativo incremento di pubblico rispetto al 2003. Il MinistroUrbani: ‘Piacciono le innovazioni, un segnale che le riforme funzionano’.

Le presenze effettive risultano essere di 25.962.380 visitatori, circa 560.000 in più rispetto all’anno scorso pari a una crescita del 2.18 %, e con un introito di 71.035.372,49 euro, circa 4.000.000 di euro in più pari a un incremento del 5.99 % rispetto al 2003.

Tra le regioni che si sono distinte per aver registrato il maggiore aumento di pubblico sono da segnalare l’Umbria e la Liguria. La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ha avuto ad esempio 161.458 visitatori, il 124,76% in più rispetto al 2003, mentre la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola a Genova ha registrato un incremento del 258,40% di pubblico, pari a circa 42.000 visitatori in più. Dati che sono da attribuire rispettivamente al grande successo della straordinaria rassegna espositiva Perugino il divin pittore in Umbria e agli eventi legati alle celebrazioni di Genova Capitale Europea della Cultura 2004.

Positivi anche i dati dei circuiti museali, sintomo di un maggiore apprezzamento di questa tipologia di offerta da parte dei cittadini. Il circuito museale di Milano che comprende il Cenacolo Vinciano la Pinacoteca di Brera e Museo Teatrale alla Scala, ad esempio, ha avuto una crescita del 156,1% nel numero dei visitatori, mentre quello di Pompei e Ercolano del 19.17%. Il solo sito di Pompei, invece, ha avuto una crescita del 9,86% con 1.863.942 visitatori, quasi 170.000 in più rispetto al 2003. A Firenze, se gli Uffizi conoscono una leggera flessione di pubblico pari al -1,77%, la Galleria dell’Accademia vede il 14.27% in più di visitatori. Il pubblico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia cresce invece del 12,34%, 32.000 in più rispetto al 2003.

Positivo anche il dato del Museo Antichità Egizie di Torino, dove con 242.326 visitatori, quasi 10.000 in più rispetto all’anno scorso, il pubblico cresce del 3,45%.

‘Questi risultati – afferma il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani – dimostrano la validità degli sforzi per la valorizzazione del patrimonio culturale compiuti in questi ultimi anni dal Ministero. Vengono premiate innovazioni di carattere gestionale come i biglietti integrati, le mostre diffuse sul territorio, iniziative di qualità sostenute da una forte comunicazione. In particolare, le grandi mostre si confermano uno strumento essenziale per la valorizzazione di musei già ricchi di opere d’arte ma poco conosciuti. Si tratta insomma di un buon segnale per le riforme che stiamo realizzando. Questi dati sono anche un segnale importante per il turismo italiano – ha concluso il Ministro Urbani- perché dimostrano che l’interesse verso il patrimonio artistico continua a crescere, e che l’Italia consolida e accresce la propria leadership nel turismo culturale.’

Fonte:CulturalWeb

MASSA MARITTIMA (Gr): L’inaugurazione del Museo d’Arte Sacra.

L’arrivo del crocifisso ligneo dipinto di Giovanni Pisano ha segnato idealmente il completamento dell’allestimento museale. Il crocifisso è stato posto in una delle sale principali del museo, dove, caso praticamente unico al mondo, sarà possibile il confronto diretto tra la scultura lignea dipinta del celeberrimo figlio di Nicola Pisano e la sua produzione scultorea in marmo testimoniata qui attraverso le sculture nate per ornare la splendida facciata della Cattedrale di San Cerbone. Si tratta in particolare di tre sculture originali (Telamone, Grifo e Cavallo) che vengono proposte nel museo in un contesto architettonico in grado di mostrare la loro reale funzione.

Ma le sorprese in questo museo, frutto di un progetto di valorizzazione del patrimonio storico-artistico portato avanti dal Comune, in stretta collaborazione con la Soprintendenza di Siena e Grosseto, con la Diocesi di Massa Marittima e Piombino e con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, non finiscono qui.

E’ possibile ammirare altri esempi della produzione artistica senese e pisana agli inizi del ‘300 come ad esempio alcune sculture marmoree dipinte di Gano di Fazio ed una croce in argento di Andrea Pisano.

Trova spazio in un’altra sala la tavola a tempera di Ambrogio Lorenzetti grazie alla quale per Giorgio Vasari, nelle sue “Le vite”, Lorenzetti fece conoscere quanto egli di “giudicio e d’ingegno nell’arte della pittura valesse”. Questa tavola è la celebre Maestà. Per questa opera l’arrivo nel nuovo museo equivale ad un vero e proprio ritorno a casa in quanto, come ritengono gli storici dell’arte, fu dipinta proprio per la chiesa del complesso di San Pietro all’Orto, nei cui magazzini, tra l’altro, fu rinvenuta casualmente nel 1866.

Il nuovo museo ospita tante altre opere d’arte di autori celebri come Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Sano di Pietro, l’allievo di Donatello Urbano da Cortona, Zaccaria Zacchi, Domenico di Niccolò dei Cori e Pietro Lorenzetti.

L’inaugurazione del nuovo museo è avvenuta sabato 19 marzo nell’antico Convento di San Pietro all’Orto nella parte alta del centro storico di Massa Marittima.

Accanto ad un nucleo importante di opere di proprietà del Comune di Massa Marittima nel Museo sono esposte opere concesse in deposito dalla Soprintendenza di Siena e Grosseto ed altre concesse in prestito da alcune Parrocchie di Massa Marittima, grazie ad un importante rapporto di collaborazione instauratosi tra Comune e Diocesi di Massa Marittima – Piombino e le stesse Parrocchie.

Info:
Ufficio Stampa: Via Norma Parenti, 30 – 58024 Massa Marittima (GR)
Tel.:+39-(0)566-906172 ; Fax: +39-(0)566-903530
mailto:ufficiostampa@cm-collinemetallifere.it – e.maestrini@cm-collinemetallifere.it
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Organizzazione:
Sistema Museale di Massa Marittima – 58024 Massa Marittima (GR) – Piazza Cavour, 6; tel. 0566/902078
mailto:musei@comune.massamarittima.gr.it

Link: http://www.massamarittimamusei.it/artesacra

Maurizio LUPO: Sindone e Polo Reale le sorprese del 2009.

Nascerà un percorso espositivo più vasto del Louvre e dell’Hermitage. Dalla Sabauda a Palazzo Madama, tutto sarà un unico sistema integrato.

Torino “entro il 2009 riaprirà la Cappella della Sindone restaurata e la proporrà unita a un grandioso museo statale d’arte e storia. Spazierà dall’antichità romana all’Ottocento, con un percorso espositivo di 84 mila metri quadri”, ben 24 mila in più di quelli del “Grand Louvre” di Parigi e quasi il doppio di quelli dell’ “Hermitage” di Sanpietroburgo.

Lo annuncia Mario Turetta, direttore regionale ai Beni culturali: “Si chiamerà “Polo Reale”. Integrerà in un unico insieme il Museo d’Antichità, la Galleria Sabauda, Palazzo Reale, Biblioteca, Armeria e Giardini Reali, più il Palazzo Chiablese, che fu casa di Re Carlo Felice, finora mai aperta al pubblico. Verranno collegati fra loro, valorizzati e propagandati come un unico complesso, dotato d’impianti e di servizi comuni d’accoglienza. Potranno essere messi in comunicazione diretta con il Duomo, la Cappella della Sindone, la chiesa di San Lorenzo, l’Archivio di Stato, Palazzo Madama e, tramite i portici, anche con Museo Egizio e Palazzo Carignano”.

“Il progetto – dice Turetta – ha pronti a disposizione 50 milioni di euro stanziati dallo Stato. Un noto architetto di Torino è già stato incaricato di contribuire alla regia dell’intervento. Mentre alla Regione è stato chiesto di sviluppare un’indagine economica che quantifichi i bisogni e le potenzialità di quest’opera, che aspira ad attrarre circa un milione di visitatori l’anno, contro i 340 mila accolti finora dai rispettivi musei separati”.

Turetta punta a realizzare “un’offerta mussale che per estensione non avrà pari in Italia. Riproporrà il sogno culturale di Carlo Alberto, che fece della zona di comando della sua capitale uno scrigno di collezioni prestigiose. Avremo addirittura un “unicum” al mondo: un percorso mussale articolato come il cuore storico della città, in sinergia con un sistema di portici ricco di locali, librerie e luoghi di cultura. Il pubblico che visiterà Torino nei giorni delle Olimpiadi del 2006 potrà già accorgersi dei risultati quando tutti i Musei coinvolti saranno messi in comunicazione diretta fra loro, per la prima volta, a titolo sperimentale”.

Le successive e più impegnative tappe del progetto passano attraverso il recupero della Cappella della Sindone e la ricollocazione della Galleria Sabauda nei locali della “Manica Nuova” di Palazzo Reale, oggi occupati dalla Regione. “Pensavamo di risanare la Cappella della Sindone entro il 2012 – ricorda Turetta – ma i nostri sforzi sono tesi ad anticipare i tempi e a concludere le opere entro i prossimi quattro anni. Intanto fra qualche mese la Regione lascerà la Manica Nuova. Siamo anche prossimi ad avere la progettazione esecutiva della nuova Sabauda. Dovrà affiancarsi al Museo di Antichità, che nella Manica Nuova svilupperà il settore dedicato alla Città. Ogni museo aveva già pronti i propri progetti di sviluppo, ma ora dovranno integrarsi. Un architetto ci aiuta a mettere insieme le proposte dei singoli musei, affinché possano condividere, spazi, servizi, nuova impiantistica, biglietto d’ingresso unico e personale”.

Il “Polo Reale” avrà anche ingressi comuni: “Il principale sarà allestito a Palazzo Reale. Nei suoi giardini verrà ricavato un grande punto d’accoglienza sotterraneo, simile a quello del Louvre, dove saranno collocate le biglietterie, il guardaroba e i punti d’informazione. Un secondo ingresso sarà allestito dal portone aulico della Manica Nuova, in via XX Settembre”. Farà da cerniera anche con il complesso religioso del Duomo, raddoppiato dai nuovi spazi sotterranei. “Dove – nota Turetta – la Diocesi, con la quale intendiamo avere la massima collaborazione, ha intenzione d’allestire un importante museo diocesano”.

Vi saranno oltre nuove presenze: “Palazzo Chiablese, che fu la residenza privata di Carlo Felice e che ora accoglie la Soprintendenza ai Beni architettonici, sarà aperto alla visita dei suoi appartamenti regi. Verranno riuniti a quelli di Palazzo Reale non appena la Soprintendenza potrà trasferire alcuni uffici nei mille metri quadri che il Museo del Cinema ancora occupa a palazzo e che si accinge a sgomberare”.

Turetta guarda anche a Palazzo Madama: “Se il Comune sarà d’accordo, potremmo collegarlo al Polo Reale tramite la manica sotterranea dell’antica Galleria che lo univa a Palazzo Reale. E’ un luogo di grande fascino, percorso dai resti delle mura romane. Potrebbe prestarsi non solo come elemento unificante, ma anche come ulteriore tassello espositivo”.

Autore: Maurizio Lupo

Fonte:La Stampa