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MASSA MARITTIMA (Gr): L’inaugurazione del Museo d’Arte Sacra.

L’arrivo del crocifisso ligneo dipinto di Giovanni Pisano ha segnato idealmente il completamento dell’allestimento museale. Il crocifisso è stato posto in una delle sale principali del museo, dove, caso praticamente unico al mondo, sarà possibile il confronto diretto tra la scultura lignea dipinta del celeberrimo figlio di Nicola Pisano e la sua produzione scultorea in marmo testimoniata qui attraverso le sculture nate per ornare la splendida facciata della Cattedrale di San Cerbone. Si tratta in particolare di tre sculture originali (Telamone, Grifo e Cavallo) che vengono proposte nel museo in un contesto architettonico in grado di mostrare la loro reale funzione.

Ma le sorprese in questo museo, frutto di un progetto di valorizzazione del patrimonio storico-artistico portato avanti dal Comune, in stretta collaborazione con la Soprintendenza di Siena e Grosseto, con la Diocesi di Massa Marittima e Piombino e con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, non finiscono qui.

E’ possibile ammirare altri esempi della produzione artistica senese e pisana agli inizi del ‘300 come ad esempio alcune sculture marmoree dipinte di Gano di Fazio ed una croce in argento di Andrea Pisano.

Trova spazio in un’altra sala la tavola a tempera di Ambrogio Lorenzetti grazie alla quale per Giorgio Vasari, nelle sue “Le vite”, Lorenzetti fece conoscere quanto egli di “giudicio e d’ingegno nell’arte della pittura valesse”. Questa tavola è la celebre Maestà. Per questa opera l’arrivo nel nuovo museo equivale ad un vero e proprio ritorno a casa in quanto, come ritengono gli storici dell’arte, fu dipinta proprio per la chiesa del complesso di San Pietro all’Orto, nei cui magazzini, tra l’altro, fu rinvenuta casualmente nel 1866.

Il nuovo museo ospita tante altre opere d’arte di autori celebri come Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Sano di Pietro, l’allievo di Donatello Urbano da Cortona, Zaccaria Zacchi, Domenico di Niccolò dei Cori e Pietro Lorenzetti.

L’inaugurazione del nuovo museo è avvenuta sabato 19 marzo nell’antico Convento di San Pietro all’Orto nella parte alta del centro storico di Massa Marittima.

Accanto ad un nucleo importante di opere di proprietà del Comune di Massa Marittima nel Museo sono esposte opere concesse in deposito dalla Soprintendenza di Siena e Grosseto ed altre concesse in prestito da alcune Parrocchie di Massa Marittima, grazie ad un importante rapporto di collaborazione instauratosi tra Comune e Diocesi di Massa Marittima – Piombino e le stesse Parrocchie.

Info:
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Maurizio LUPO: Sindone e Polo Reale le sorprese del 2009.

Nascerà un percorso espositivo più vasto del Louvre e dell’Hermitage. Dalla Sabauda a Palazzo Madama, tutto sarà un unico sistema integrato.

Torino “entro il 2009 riaprirà la Cappella della Sindone restaurata e la proporrà unita a un grandioso museo statale d’arte e storia. Spazierà dall’antichità romana all’Ottocento, con un percorso espositivo di 84 mila metri quadri”, ben 24 mila in più di quelli del “Grand Louvre” di Parigi e quasi il doppio di quelli dell’ “Hermitage” di Sanpietroburgo.

Lo annuncia Mario Turetta, direttore regionale ai Beni culturali: “Si chiamerà “Polo Reale”. Integrerà in un unico insieme il Museo d’Antichità, la Galleria Sabauda, Palazzo Reale, Biblioteca, Armeria e Giardini Reali, più il Palazzo Chiablese, che fu casa di Re Carlo Felice, finora mai aperta al pubblico. Verranno collegati fra loro, valorizzati e propagandati come un unico complesso, dotato d’impianti e di servizi comuni d’accoglienza. Potranno essere messi in comunicazione diretta con il Duomo, la Cappella della Sindone, la chiesa di San Lorenzo, l’Archivio di Stato, Palazzo Madama e, tramite i portici, anche con Museo Egizio e Palazzo Carignano”.

“Il progetto – dice Turetta – ha pronti a disposizione 50 milioni di euro stanziati dallo Stato. Un noto architetto di Torino è già stato incaricato di contribuire alla regia dell’intervento. Mentre alla Regione è stato chiesto di sviluppare un’indagine economica che quantifichi i bisogni e le potenzialità di quest’opera, che aspira ad attrarre circa un milione di visitatori l’anno, contro i 340 mila accolti finora dai rispettivi musei separati”.

Turetta punta a realizzare “un’offerta mussale che per estensione non avrà pari in Italia. Riproporrà il sogno culturale di Carlo Alberto, che fece della zona di comando della sua capitale uno scrigno di collezioni prestigiose. Avremo addirittura un “unicum” al mondo: un percorso mussale articolato come il cuore storico della città, in sinergia con un sistema di portici ricco di locali, librerie e luoghi di cultura. Il pubblico che visiterà Torino nei giorni delle Olimpiadi del 2006 potrà già accorgersi dei risultati quando tutti i Musei coinvolti saranno messi in comunicazione diretta fra loro, per la prima volta, a titolo sperimentale”.

Le successive e più impegnative tappe del progetto passano attraverso il recupero della Cappella della Sindone e la ricollocazione della Galleria Sabauda nei locali della “Manica Nuova” di Palazzo Reale, oggi occupati dalla Regione. “Pensavamo di risanare la Cappella della Sindone entro il 2012 – ricorda Turetta – ma i nostri sforzi sono tesi ad anticipare i tempi e a concludere le opere entro i prossimi quattro anni. Intanto fra qualche mese la Regione lascerà la Manica Nuova. Siamo anche prossimi ad avere la progettazione esecutiva della nuova Sabauda. Dovrà affiancarsi al Museo di Antichità, che nella Manica Nuova svilupperà il settore dedicato alla Città. Ogni museo aveva già pronti i propri progetti di sviluppo, ma ora dovranno integrarsi. Un architetto ci aiuta a mettere insieme le proposte dei singoli musei, affinché possano condividere, spazi, servizi, nuova impiantistica, biglietto d’ingresso unico e personale”.

Il “Polo Reale” avrà anche ingressi comuni: “Il principale sarà allestito a Palazzo Reale. Nei suoi giardini verrà ricavato un grande punto d’accoglienza sotterraneo, simile a quello del Louvre, dove saranno collocate le biglietterie, il guardaroba e i punti d’informazione. Un secondo ingresso sarà allestito dal portone aulico della Manica Nuova, in via XX Settembre”. Farà da cerniera anche con il complesso religioso del Duomo, raddoppiato dai nuovi spazi sotterranei. “Dove – nota Turetta – la Diocesi, con la quale intendiamo avere la massima collaborazione, ha intenzione d’allestire un importante museo diocesano”.

Vi saranno oltre nuove presenze: “Palazzo Chiablese, che fu la residenza privata di Carlo Felice e che ora accoglie la Soprintendenza ai Beni architettonici, sarà aperto alla visita dei suoi appartamenti regi. Verranno riuniti a quelli di Palazzo Reale non appena la Soprintendenza potrà trasferire alcuni uffici nei mille metri quadri che il Museo del Cinema ancora occupa a palazzo e che si accinge a sgomberare”.

Turetta guarda anche a Palazzo Madama: “Se il Comune sarà d’accordo, potremmo collegarlo al Polo Reale tramite la manica sotterranea dell’antica Galleria che lo univa a Palazzo Reale. E’ un luogo di grande fascino, percorso dai resti delle mura romane. Potrebbe prestarsi non solo come elemento unificante, ma anche come ulteriore tassello espositivo”.

Autore: Maurizio Lupo

Fonte:La Stampa

Laura TUSSI: Musei ecomusei e didattica – sviluppo culturale storico e territoriale.

A partire dagli anni ’90 in Europa e in Italia si è sviluppata una volontà di ripensamento e razionalizzazione dell’intervento pubblico in fatto di cultura, complici le esigenze di risanamento dei conti pubblici. Entra in crisi la concezione che individuava nell’attività culturale un valore in sé, in grado di autogiustificarsi, in quanto astrattamente necessario ad una non meglio precisata collettività e possibile oggetto di finanziamento a fondo perduto, indipendente da variabili quali la redditività e il raggiungimento di un effettivo bacino d’utenza. Di conseguenza, attualmente, si è verificata la convinzione che criteri manageriali debbano sovrintendere ad attività di carattere culturale.

L’articolo completo lo trovi in www.auditorium.info, alla pagina:

Laura TUSSI: Dal Museo all’Ecomuseo – Gli ecomusei del Piemonte.

Autore: Laura Tussi

TORINO: Raccontare i musei.

La conferenza Raccontare i musei. Pedagogie innovative per rafforzare le competenze degli operatori nasce dall’incontro di tre soggetti: il Settore Musei e Patrimonio Culturale – Direzione Generale dei Beni Culturali della Regione Piemonte, capofila del progetto, la Fondazione Fitzcarraldo, che dal 2000 ha avviato, in convenzione con la Regione Piemonte, un programma di formazione e aggiornamento del personale che lavora nel settore museale piemontese, e di HoldenArt, che opera nel ‘territorio’ della narrazione dei beni culturali e paesaggistici attraverso la creazione di percorsi narrativi e la formazione degli operatori.

150 operatori culturali provenienti da tutta Europa discuteranno delle diverse modalità di comunicazione e di fruizione dei Musei e del patrimonio culturale e della formazione del personale che lavora in questo settore.

La conferenza si propone” come sottolinea Daniela Formento, responsabile del Settore Musei della Regione Piemonte “di delineare le diverse modalità di comunicazione e fruizione in ambito museale, promuovere visioni innovative circa la funzione comunicativa del museo e di approfondire le modalità di formazione e diffusione delle competenze relative al personale coinvolto nelle funzioni di comunicazione del museo>/I>”.

Interverranno, tra gli altri, Francesco Antinucci, direttore della sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie dell’Istituto di Psicologia del CNR, Peter Howard, professore di Cultural Landscape all’Università di Bournemouth e David Anderson direttore del “Learning and interpretation department” del Victoria and Albert Museum di Londra, Janusz Byszewski del Centre for Contemporary Art di Varsavia, Elisabeth Caillet, Musée de l’Homme di Parigi.

Info:

4-5 febbraio 2005 – Centro Congressi Regione Piemonte – Torino

Si accede alla conferenza previa registrazione sul sito www.fitzcarraldo.it
Ufficio stampa : Luana Carechino, HoldenArt, Corso Dante 118 – 10126 Torino, tel. + 39 011 2304007, fax + 39 011 2304031 e-mail luana.carechino@holdenlab.it ; holdenart@holdenlab.it

Fonte:Exibart on line