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TORINO. M.A.U. Museo d’Arte Urbana.

Il MAU- Museo d’Arte Urbana di Torino e’ il primo progetto in fase di concreta realizzazione, in Italia, avente come scopo il dar vita ad un insediamento artistico permanente all’aperto collocato all’interno di un grande centro metropolitano, con in piu’ il valore aggiunto di essere iniziativa partita non dall’alto ma dalla base, complice il consenso ed il contributo fondamentale degli abitanti. Il nucleo originario del MAU e’ sito nel Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine ‘800, collocato tra i corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni, e le vie Fabrizi e Cibrario, non distante dal centro cittadino.

Una porzione di spazio urbano miracolosamente salvatasi dagli sventramenti operati dal Piano Regolatore del 1959, che ha mantenuto pressoche’ intatta la sua struttura a reticolo costituita da case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, suddivise da vie strette, il tutto a favorire il rapporto di comunanza tra gli abitanti ed una tipologia di insediamento, in una zona semicentrale di Torino, tale da farne un -paese nella città-.
Nel 1995 matura, nei promotori del Comitato di Riqualificazione Urbana ,già da alcuni anni impegnati in una rivalutazione delle peculiarità urbanistiche ed architettoniche del Borgo, l’intuizione di allargare la propria sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte.

Vengono a tal proposito invitati a fornire il proprio parere, dall’allora Presidente del Comitato alcuni operatori culturali cittadini, tra cui l’estensore della presente, all’epoca membro del Direttivo dei Musei e delle Mostre della Città di Torino, già da anni impegnato sul fronte del rapporto tra arte e territorio. Il sottoscritto individua nel Borgo Vecchio l’ambito ideale per l’applicazione concreta dei suoi intenti e, coadiuvato in maniera determinante dall’arch. Giovanni Sanna e dall’Accademia Albertina di Belle Arti, nella persona del Prof. Carlo Giuliano, inizia un lungo cammino progettuale, fino agli esiti attuali.

Dagli esordi, non facili, ad oggi, sono state prodotte 68 opere murarie all’interno del Borgo Vecchio, alle quali si sono affiancate, nel maggio 2001, altre 36 nuove installazioni costituenti la -Galleria Campidoglio- per un totale di 104. Quest’ultima, componente organica del Museo d’Arte Urbana, e’ sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio, all’interno delle iniziative del Piano di Qualificazione Urbana, promosso dagli Assessorati al Commercio di Comune e Regione. Si tratta di opere formato cm. 70 X 100, collocate permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera, protette da teche di plexiglas, che sono state dotate di illuminazione permanente lo scorso mese di marzo. Il 2001 e’ stato un anno fondamentale per un lancio definitivo dell’immagine e del ruolo del MAU in ambito cittadino e nazionale, coronato dall’inserimento nella -Carta Musei- della Regione Piemonte.

I nostri prossimi obiettivi consistono nel costante proseguimento, in quanto non si potrà certo mai sancire una definitiva conclusione dei lavori, del ciclo di opere murali nel Borgo Vecchio, ed il successivo allargamento degli interventi ad altre porzioni di territorio. Si immagina, se giungeranno i necessari contributi dagli enti pubblici e dai privati, la realizzazione di sculture ed installazioni permanenti in zone del quartiere quali Piazza Risorgimento e l’area mercatale di Corso Svizzera, nonche’ nei luoghi maggiormente degradati della Pellerina, e l’individuazione di un ampio locale espositivo che possa adempiere all’ambiziosa funzione di -Centro per le Arti Contemporanee-, corollario ormai indispensabile per un pieno sviluppo delle attività del MAU che pensiamo, allo stato delle cose, possa essere individuato tramite un impiego almeno semestrale degli ampi ed affascinanti locali del Rifugio Antiaereo e del contiguo parcheggio interrato di Piazza Risorgimento.

Tra il 2002 ed il 2007 sono state prodotte le opere murali di Salvatore Astore, Enrico De Paris, Sergio Ragalzi, Angelo Barile, Theo Gallino, Antonio Mascia, Claudia Tamburelli, Santo Leonardo, Giorgio Ramella, Roberta Fanti, Daniela Dalmasso, Vittorio Valente, Andrea Massaioli , Antenore Rovesti, Bruno Sacchetto, Alessandro Gioiello, Gianluca Nibbi, Alessandro Rivoir, Matteo Ceccarelli, Pasquale Filannino, Marco Bailone, Paola Risoli, Fathi Hassan. Gaetano Grillo. Sono stati inoltre restaurate e parzialmente rifatte opere murali di Alessando Rivoir, Enzo Bersezio ed Antonio Carena. Il 14 luglio 2004 e’ stato presentato al pubblico il primo catalogo riassuntivo dell’attività del MAU, stampato a cura della Regione Piemonte, che sarà periodicamente aggiornato ed e’ stato rifatto, nel 2006, il nostro sito internet, realizzato con tecnologie d’avanguardia che permetteranno, tra l’altro, un tour virtuale del Museo.

E’ inoltre cresciuto l’interesse degli organi di informazione attorno alle attività del MAU cosi’ come la richiesta di visite guidate, ed e’ giunta, da parte del Comune di Torino, oltre all’inserimento nelle iniziative di -Torino contemporanea : luce ed arte-, l’invito a far parte degli itinerari turistici di -Torino non a caso-. Sono stati inoltre organizzati itinerari didattici con Palazzo Bricherasio e lo IED Istituto Europeo di Design.

Dal gennaio 2007 e’ stato insediato un tavolo di lavoro con gli Enti pubblici con l’obiettivo di inserire il MAU all’interno della Fondazione Torino Musei. Nell’estate 2007, insieme all’Associazione umanitaria International Help Onlus e’ stato elaborato il progetto di un film documentario sul Museo d’Arte Urbana e, piu’ in generale, sulle molteplici storie individuali e collettive del Borgo Campidoglio.

Sabato 17 novembre 2007 dalle 11 alle 13 punto d’incontro via Musine’ 19 sono state ufficialmente inaugurate, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Città di Torino Prof. Fiorenzo Alfieri e del Presidente della IV Circoscrizione Dott. Guido Alunno le nuove opere realizzate tra il 2005 ed il 2007 dagli artisti Fathi Hassan, Gaetano Grillo, Paola Risoli, Marco Bailone, Matteo Ceccarelli, Pasquale Filannino, Gianluca Nibbi, Alessandro Rivoir, ed il restauro di altre tre opere murali di Antonio Carena, Alessandro Rivoir ed Enzo Bersezio. Saranno inoltre illustrati tutti i progetti futuri prima elencati.

Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico del Museo d’Arte Urbana.

Info:
M.A.U. – Museo d’Arte Urbana Torino  – via Musine’ 19 – Torino
ORARIO 11-13.30  – TELEFONO 011 745580  – FAX 011 745580

Fonte:Undo.net

MILANO. Museo Virtuale di UniCredit.

Il Museo Virtuale crato da UniCredit sul web ospita una nuova importante ‘esposizione’, con i capolavori dalla collezione d’arte contemporanea di HypoVereisnsbank, secondo gruppo bancario tedesco integrato in UniCredit nel giugno 2005.
Consultabili per la prima volta on line – accedendo dall’home page del sito www.unicreditgroup.eu – sono sei le nuove ‘sale’ della mostra, che ripercorrono tremila anni di storia dell’arte internazionale, ampliando così il viaggio attraverso le stagioni artistiche italiane ed europee offerte dal patrimonio UniCredit insieme al gruppo tedesco.
La selezione si focalizza sull’arte tedesca dal 1950 ad oggi, con maestri come Joseph Beuys, Gunther Icker, Sigmar Polke, ma anche sulla produzione di artisti contemporanei, europei e statunitensi, da Yves Klein a Christo, Theodoros Stamos o Tony Cragg, un assaggio delle venticinquemila opere della collezione Hvb, conservate in seicento uffici in tutto il mondo.
Queste opere testimoniano l’attenzione per la cultura, per l’arte e per le espressioni più innovative e sperimentali dei nostri gruppi – ha dichiarato l’AD di UniCredit Alessandro Profumo -, invitandoci a riflettere sullem contaminazioni e sulle relazioni che legano le nostre diverse identità e tradizioni‘.

Vai direttamente al sito www.unicreditgroup.eu alla pagina >>>vai

Link: http://www.unicreditgroup.eu

Fonte:Exibart on paper

SALERNO. L’ENIGMA DEGLI AVORI MEDIEVALI da Amalfi a Salerno.

Presentazione della più vasta e completa serie di opere eburnee del Medioevo cristiano esistente al mondo.

Mercoledì 17 ottobre alle ore 12.00 – presso il Salone del Ministro nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Via del Collegio Romano 27 a Roma – si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento “L’ENIGMA DEGLI AVORI MEDIEVALI da Amalfi a Salerno” alla quale interverranno Danielle Gattegno Mazzonis, Sottosegretario MiBAC; Marco Di Lello, Assessore al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania; Stefano De Caro, MiBAC, Direttore Generale per i Beni Archeologici; Bruno De Santis, MiBAC, Direttore Generale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico; Antonia Pasqua Recchia, MiBAC, Direttore Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione; Vittoria Garibaldi, MiBAC, Direttore Regionale per i B.C.P. della Campania; Giuseppe Zampino, MiBAC, Soprintendente per i B.A.P.P.S.A.E. di Salerno e Avellino; Ferdinando Bologna, curatore della mostra.

Il progetto “L’ENIGMA DEGLI AVORI MEDIEVALI da Amalfi a Salerno” nasce dalla raccolta di 67 tavolette d’avorio conservate presso il Museo Diocesano di Salerno, che costituisce la più vasta e completa serie di opere eburnee del Medioevo cristiano esistente al mondo – la cui importanza e notorietà travalica ampiamente i confini nazionali collocandosi in una dimensione internazionale.

Aiutano a ricostruire un capitolo fondamentale dell’Arte del Medioevo europeo le 34 opere, provenienti da musei e collezioni di diversi Paesi (Stati Uniti, Ungheria, Inghilterra, Olanda, Francia, Russia, Austria, Spagna, Svizzera).

L’evento si concretizza a Salerno attraverso due diverse iniziative:
 – la mostra “L’ENIGMA DEGLI AVORI MEDIEVALI da Amalfi a Salerno” – curata dal prof. Ferdinando Bologna – allestita nel Museo Diocesano “San Matteo” – epicentro del nucleo urbano medievale di Salerno – sarà inaugurata il 20 dicembre 2007 e rimarrà aperta al pubblico fino al 30 aprile 2008; l’iniziativa è completata da due itinerari tematici – all’interno del centro antico di Salerno – che contribuiscono a contestualizzare la produzione degli avori nell’ambito culturale ed artistico in cui furono realizzati. Sarà disponibile un servizio di visite guidate

 – la riapertura del Museo della Scuola Medica Salernitana – con inaugurazione il giorno 30 aprile 2008 – nella Chiesa di San Gregorio, dopo i necessari lavori di adeguamento per accogliere i visitatori diversamente abili. È stata questa l’occasione per realizzare un nuovo allestimento secondo i canoni della più moderna fruizione multimediale.

Info:
MiBAC – 06.6723.2118

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

AA.VV. 73 Musei.

Con i saggi introduttivi di Maurizio Di Puolo, Luca Basso Peressut, Maria Clara Ruggieri Tricoli, Valeria Minucciani e Mario Mastropietro, il libro introduce il lettore alle diverse tipologie di museo e ne indaga le caratteristiche e le problematiche salienti.
Divisi in 7 differenti aree tematiche introdotte dai saggi degli autori, 73 progetti museali sono presentati in schede che rimandano ad una approfondita documentazione iconografica contenuta nel cd-rom allegato.
Una ingente mole di immagini di facile consultazione che completa un approccio critico al progetto museale altrimenti difficilmente raggiungibile e che permette una diversa fruizione divulgativa e didattica.
Prendendo spunto dalla rivista Exporre – Trimestrale di cultura intorno all’exhibition design -, questo libro raccoglie i più significativi progetti museali indagati in 20 anni di pubblicazioni che hanno valso alla rivista il riconoscimento del Politecnico di Milano come pubblicazione del più alto valore scientifico secondo la classificazione ISI – Institute for Scientific Informations.

Il museo come luogo, come collezione, come medium. Luogo della messa in mostra di oggetti, il museo è condizionato nelle sue forme e nelle sue funzioni dagli oggetti stessi, dal significato che questi oggetti hanno avuto nel loro tempo e da quanto ancora oggi quegli oggetti rappresentano. Materiali significanti che vanno conservati, studiati, esposti, mediati, comunicati, spiegati.
Arte moderna, Arte antica, Archeologia sono solo le prime categorie di oggetti del passato a cui pensiamo quando pensiamo a un museo.
Questo volume comprende invece altri elementi e tipologie museali: gli ecomusei, i musei della città, i musei scientifici e tecnologici, i musei aziendali, quelli religiosi. Musei dove non solo gli oggetti, ma la storia stessa, l’identità, la cultura, i luoghi degli uomini sono messi in mostra comportando di volta in volta differenti approcci museologici e museografici.

Info:
Edizioni Lybra Immagine di Mario Mastropietro snc  – Via A. Saffi 7 – 20123 Milano – Italia
Tel. +39.02.48000818 – Fax +39.02.48012748Pagine 96 / Oltre 2000 ill. in cd-rom allegato/ Formato 24×28 / Isbn 978-88-8223-091-3 / Euro 25,00.

 

Per acquisti, scrivere a redazione@mecenate.info


 

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UDINE. GAMUD – Galleria d’Arte Moderna di Udine.

Trascorso ormai più di un secolo dalla sua fondazione, quando nel 1885 il ricco commerciante Udinese Antonio Marangoni nominò erede delle sue cospicue sostanze la sua città natale con l’impegno di acquistare periodicamente quadri di giovani pittori di qualche merito per formare una galleria d’arte contemporanea, il Museo ha conosciuto in questi ultimi anni un particolare accrescimento.

Oltre tremila opere tra dipinti, grafica e scultura, e migliaia di disegni di architettura ne compongono le collezioni arricchite dal generoso contributo di mecenati: ricordiamo le centodieci opere donate da artisti statunitensi per solidarietà in occasione del terremoto del Friuli del 1976, e nel 1983 la ricca collezione d’arte italiana del Novecento acquisita per lascito testamentario di Maria Luisa Astaldi.

Si configurava così l’attuale realtà della Galleria d’Arte Moderna, formata inizialmente dalle opere acquistate dalla Fondazione Marangoni che spaziavano con presenze di rilievo nel panorama internazionale delle prime Biennali veneziane attingendo anche alle principali mostre nazionali con una particolare attenzione anche nei confronti dei giovani artisti friulani beneficiari dell’omonima borsa di studio, quindi da opere documentanti la produzione artistica friulana, e infine dai centonovantatre capolavori della collezione Astaldi cronologicamente distribuiti attraverso Metafisica, Novecento, Scuola Romana, Informale ecc.

Una saletta raccoglie una selezione di incisioni dal ricco fondo di grafica, dove spiccano i nomi di Ensor, Modigliani, A. Martini, Morandi, ecc.

LA COLLEZIONE ASTALDI
La Galleria d’Arte Moderna di Udine conserva la prestigiosa collezione di Maria Luisa e Sante Astaldi, donata al Comune di Udine nel 1983 per lascito testamentario. Capitolo interessantissimo nella storia del collezionismo privato di arte contemporanea, tra dipinti, disegni e stampe, la raccolta annovera 193 opere e costituisce, all’interno della Galleria, un momento privilegiato di riflessione sull’arte italiana dagli anni Venti agli anni Sessanta, attraverso opere scelte con gusto sicuro tra le più rappresentative dei nostri capiscuola.

La collezione, una delle principali in Italia, si è formata prevalentemente a Roma, nell’animato mondo culturale legato all’attività letteraria dell’Astaldi, fondatrice nel ‘47 della rivista di cultura internazionale Ulisse. In contatto con i maggiori critici e operatori d’arte moderna, molti dei quali collaboratori della rivista che spaziava dalle scienze esatte alla letteratura e alla critica d’arte militante, la Astaldi istituì nel 1949 il Premio Europeo Cortina-Ulisse, da assegnare ad un’opera di divulgazione scientifica “nella convinzione che la cultura debba essere strumento comune di civiltà e di vita e non patrimonio o retaggio di privilegiati ”, motivazione illuminante per comprenderne la personalità.

COLLEZIONE DEL MUSEO

PITTURA E SCULTURA
Artisti italiani
Le opere degli artisti italiani rappresentati nelle collezioni della Galleria sono pervenute nella sede attuale grazie alle acquisizioni effettuate dalla specifica Commissione della Fondazione Marangoni alle Biennali veneziane, alle mostre Sindacali regionali e alle Quadriennali romane tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Successivamente le raccolte si sono ampliate per acquisizioni, lasciti e donazioni da parte dei singoli artisti o di collezionisti privati.

Artisti stranieri
Attraverso i passaggi sul territorio e le sale internazionali allestite presso la Biennale di Venezia, la Galleria ha potuto raccogliere una piccola ma significativa testimonianza di pittura straniera.
Essa riflette pienamente il gusto dell’eclettismo dominante nella cultura figurativa ufficiale tra Otto e Novecento.

Artisti friulani
La presenza di opere di artisti friulani è uno dei tratti caratterizzanti delle collezioni della Galleria. I fondi documentano l’attività di pittori e scultori friulani d’origine che hanno operato o operano a livello nazionale apportando il proprio contributo creativo nel panorama dell’arte figurativa italiana.


COLLEZIONE FRIAM
A seguito del sisma del 1976, un gruppo di artisti americani dona alla città di Udine un cospicuo nucleo di opere. Queste opere testimoniano la ricerca artistica statunitense negli anni Sessanta e Settanta. Vi sono esempi dell’Action Painting, della Pop Art, della Minimal Art: Donald Judd, Frank Stella, Robert Mangold, Sol Le Witt.

GRAFICA
La Galleria d’Arte Moderna possiede un ricco fondo di grafica comprendente centinaia fra disegni e stampe. Il nucleo principale delle raccolte di incisioni si formò nel 1958 per esplicita volontà testamentaria di Fabio Mauroner (1884-1948), in seguito alla donazione effettuata dalla moglie Cecilia de Madrazo della sua personale collezione ricca di un centinaio di fogli di incisori di varie nazionalità vissuti tra fine Ottocento e primi Novecento, in parte omaggio di amici e colleghi. Nella stessa occasione pervenne alla Galleria anche un’ampia raccolta di acqueforti opera dello stesso Mauroner. Il fondo si è ulteriormente accresciuto attraverso lasciti, donazioni e acquisizioni successivi.

ELENCO DEI PRINCIPALI ARCHIVI DI DESIGN CONSERVATI IN GAMUD
Una sezione museale illustra la storia del design nella regione Friuli Venezia Giulia attraverso i rendering: in particolare la donazione dell’archivio da parte dell’Electrolux Zanussi permette di tracciare l’evoluzione formale e tecnica dell’elettrodomestico ‘bianco’ impressa dai designer attivi dagli anni Cinquanta ad oggi. Stili e tecniche diverse, schizzi, studi e progetti (per un totale di 107 opere, eseguite fra il 1959 e il 1996) documentano la storia della rappresentazione grafica e pittorica di un oggetto destinato alla produzione industriale che ha reso noto in Europa il marchio dell’azienda fondata da Antonio Zanussi a Pordenone nel 1916. Vere e proprie opere grafiche e pittoriche, i disegni testimoniano la sensibilità artistica di autori quali Gastone Zanello, Bruno Fracarossi, Tullia Tull, Marco Pasianotto, Claudio Paschini e Roberto Pezzetta, che hanno dato vita a progetti di riguardanti lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, stufe e cucine all’americana.
Un nucleo significativo della collezione è rappresentato sicuramente dai diciotto disegni di Gastone Zanello, realizzati fra il 1959 e il 1970, nel quale possiamo scorgere l’abilità del designer nel rendere con matita e tempera pregevoli studi su frigoriferi, lavatrici, cucine. Ma oltre a singoli studi su elettrodomestici, la collezione Zanussi annovera progetti a più ampio respiro, come lo “Studio Nuove Cucine” realizzato nel novembre del 1967 da Tullia Tull, e il progetto “C70 Coordinata” compiuto fra la fine del 1967 e gli inizi del 1968, dove comincia l’elaborazione progettuale delle cucine compatte cosiddette “all’americana”. Significativa è inoltre la produzione di Bruno Fracarossi, donata dallo stesso progettista, di cui la Galleria possiede una serie di studi si stufe al kerosene, di maniglie per frigoriferi e dei bellissimi spaccati di lavastoviglie, nei quali sono realizzati abilmente i meccanismi interni dell’elettrodomestico. La collezione “Rendering” comprende anche quella serie di progetti elaborata fra il 1976 ed il 1989 grazie alla collaborazione con lo Studio Van Onck, la quale segnò nella storia del desing Zanussi un “ritorno all’ordine”.

ARCHITETTURA
Presentazione
La Galleria d’Arte Moderna di Udine, sezione dei Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte, negli ultimi decenni ha raccolto nel contesto del suo patrimonio articolato in pittura scultura e grafica, ricco di oltre quattromila opere d’arte, un considerevole numero di progetti e disegni realizzati da architetti friulani, in parallelo con un crescente interesse scientifico rivolto all’architettura del Novecento. Tale attenzione al linguaggio architettonico, che caratterizza in maniera unica la nostra realtà museale, si è manifestato, fin dal 1982, con una sezione espositiva permanente dedicata all’architettura, con una serie di mostre, convegni internazionali e pubblicazioni, oltre che con una campagna mirata di acquisizioni di fondi archivistici, come si evince dalle indicazioni allegate.
Di fatto Udine e l’intero territorio friulano nel campo delle arti visive si distinguono per una straordinaria qualità  architettonica che si fonda su una consolidata tradizione edilizia e artigianale, concretizzandosi in particolare nel corso del Novecento, a partire dalla personalità di Raimondo D’Aronco in poi, fino all’ultima generazione di professionisti, che annovera i nomi di Marcello D’Olivo, Angelo Masieri  e Gino Valle, in una straordinaria sequenza di opere architettoniche sparse in tutto il mondo. Da questa considerazione deriva l’attenzione del nostro Museo per la salvaguardia e la valorizzazione da una parte degli archivi che documentano l’attività degli architetti, dall’altra per la salvaguardia del patrimonio edilizio tra fine Otto e per tutto il Novecento della nostra Città, il cui volto attuale è segnato da tale attività. A tale proposito il Museo collabora con gli uffici della Pianificazione Territoriale nel quadro del programma ‘Agenda XXI ‘ per un progetto che valorizzi gli archivi di progetti depositati presso l’Amministrazione Comunale, e soprattutto mirante a individuare con una catalogazione sistematica tutti gli edifici ubicati nel territorio comunale databili da fine Ottocento in poi, meritevoli di salvaguardia. Da questa catalogazione attualmente in corso, ci aspettiamo nuovi dati storici e documentari e soprattutto le indicazioni per un’azione legislativa mirante alla valorizzazione e conservazione di particolari tipologie urbane e di singoli edifici.

Successivamente si è intensificato lo sguardo sulla contemporaneità a comprendere anche le arti applicate, il fumetto, i disegni di architettura, sezione quest’ultima che grazie alla donazione di archivi completi (D’Aronco, Aloisio, Zanini ecc.) distingue in modo assolutamente unico la Galleria, e il design (donazione archivio Electrolux Zanussi). Proprio per meglio rendere fruibile e valorizzare questo cospicuo patrimonio, il Comune ha individuato in Palazzo Valvason Morpurgo , la cui apertura è prossima, la sede adeguata a contenere la sezione di Architettura e Design della Galleria d’Arte Moderna.
Spiccano dunque i protagonisti dell’arte italiana a partire da fine ‘800 (Gemito, Mancini Innocenti, Nomellini, Chini, Carena, ecc.) e in particolare la scuola veneta (i Ciardi, Tito, Brass, Nono, Milesi, ecc.), proseguendo in ordine cronologico attraverso le più recenti acquisizioni (Arturo Martini, Mafai, Cagli, Casorati, Guidi, Alberto Viani, Fontana, Vedova, Capogrossi, Santomaso, Scanavino ecc.) allargate da una donazione di artisti americani attivi negli anni Settanta tra cui W. De Kooning. A questa sequenza sono intercalate le vicende dell’arte in Friuli, da D’Avanzo, Pellis, a Crali, Spazzapan, fino a Pittino, i giovani della ‘Scuola Friulana d’Avanguardia’ (Modotto, Filipponi, Grassi), Pizzinato, Zigaina, Alviani e in particolare Dino, Mirko, e Afro Basaldella ai quali è riservato un apposito spazio.

PALAZZO VALVASON MORPURGO
PRESENTAZIONE
La Galleria d’Arte Moderna di Udine negli ultimi decenni ha raccolto nel contesto del suo patrimonio articolato in pittura scultura e grafica, ricco di oltre quattromila opere d’arte, anche un considerevole numero di progetti e disegni realizzati da architetti friulani, in parallelo con un crescente interesse scientifico rivolto all’architettura del Novecento. Tale attenzione al linguaggio architettonico, che caratterizza in maniera unica nel panorama regionale la nostra realtà museale, si è manifestato fin dal 1982 con una sezione espositiva permanente dedicata all’architettura, con una serie di mostre, convegni internazionali e pubblicazioni, oltre che con una campagna mirata di acquisizioni di fondi archivistici.
Di fatto Udine così come l’intero territorio friulano nel campo delle arti visive, si distingue per una straordinaria vocazione architettonica fondata su una consolidata tradizione edilizia e artigianale che si esprime in particolare, nel corso del Novecento, nell’opera di progettisti di chiara fama a partire dalla personalità di Raimondo D’Aronco fino all’ultima generazione di professionisti fra cui Marcello D’Olivo, Angelo Masieri e Gino Valle, che hanno lasciato una straordinaria sequenza di opere architettoniche sparse in tutto il mondo.
Da questa considerazione deriva l’attenzione del nostro Museo per la salvaguardia e la valorizzazione da una parte degli archivi che documentano l’attività degli architetti, dall’altra per la salvaguardia del patrimonio edilizio tra fine Otto e Novecento della nostra Città, il cui volto attuale reca anche alcune importanti testimonianze di tale attività, ma anche dall’attenzione per la tutela e la valorizzazione dell’ architettura moderna in senso lato. A tale proposito il Museo collabora con gli uffici della Pianificazione Territoriale del Comune di Udine nel quadro del programma ‘Agenda XXI ‘ per un progetto di valorizzazione degli archivi depositati presso l’Amministrazione, e soprattutto mirante a individuare con una catalogazione sistematica tutti gli edifici ubicati nel territorio comunale del territorio cittadino databili da fine Ottocento in poi, meritevoli di salvaguardia ai fini della redazione dei nuovi piani urbanistici.
E inoltre, grazie al sostegno dei più sensibili Service Clubs friulani la Galleria d’Arte Moderna ha promosso e realizzato la tabellazione di oltre un centinaio di edifici di particolare interesse, creando all’interno della città veri e propri percorsi didattici dedicati agli architetti che hanno contribuito a qualificare il volto moderno di Udine.
Parallelamente si è sviluppato l’interesse istituzionale per il mondo del design che vede spesso gli stessi architetti in veste di progettisti, anch’esso fortemente qualificante la produzione industriale del Friuli del secondo Novecento. Tra le collezioni recentemente donate alla Gamud ricordiamo i rendering dell’azienda Zanussi – Electrolux, nonché i progetti di vari professionisti e alcuni arredi che attestano il legame con le aziende attive sul territorio, quali Fantoni, Gervasoni, Moroso, Montina o Solari, a vario titolo partner delle attività espositive della Galleria d’Arte Moderna di Udine.

Info:
p.le Paolo Diacono, 22 – via Ampezzo, 2 – 33100 Udine
tel. 0432.295891 – fax 0432.504219

Orari e tariffe: dal martedì al sabato: 9.30-12.30 / 15.00-18.00; domenica mattina: 9.30-12.30:
chiuso lunedì e pomeriggi festivi. Ingresso accessibile ai disabili.
Ingresso giorni feriali: – intero: 3,20 € – ridotto: 1,60 € – ridotto scolaresche: 1,00 € (per alunno).
Ingresso giorni festivi: – biglietto unico: 1,00 €
Riduzioni e vantaggi acquistando la Card Udine Museale.
Consultazione archivi su prenotazione.
Sala didattica e sala video per conferenze, videoproiezioni e mostre temporanee.

Email: gamud@comune.udine.it