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TORINO. Sogni Fantasie Misteri: Nikolinka Nikolova e Savino Letizia.

Nikolinka Nikolova di origine bulgara rappresenta oggi una realtà importante del mondo artistico italiano. Osservando le sue opere si potrebbe parlare di astrattismo, di concettualismo, di espressionismo astratto, di simbolismo o di surrealismo e trovare ottime ragioni per giustificare ognuna di queste definizioni. In realtà la ricchezza di spunti, esalta uno stile straordinario ed assolutamente originale.
Savino Letizia chiamato anche l’Artista delle Forbici, capace di eccezionali prestazioni manuali come quella di partire da un foglio di carta o di plastica, trasformando a furia di tagli ciò che per gli altri è solo un “supporto” in un opera d’arte. Una singolare figura d’artista la cui originalità tipologica e fantastica cominciano a rappresentare un punto di riferimento significativo nel panorama artistico nazionale.
Due mostre personali in un unico contesto nel bellissimo Mausoleo della Bela Rosin a Torino, strada Castello di Mirafiori, n.108 .

Il 10 maggio 2013 ore 17,30 in corso della mostra al Mausoleo della Bela Rosin alla presenza delle autorità, l’artista Nikolinka Nikolova in collaborazione Sezione Soci COOP Nichelino/Carmagnola per il Progetto di solidarietà donerà l’opera
che ritrae Graziella Campagnia, alla Cascina che porta il suo nome. La Cascina si trova a S.Maria di Moncalvo (AT) e sarà casa per le donne in difficoltà.
In occasione interverrà Maria Jose Fava – referente “Libera” Piemonte e Tina Durando – Sociologa, Presidente D.I.V.A.

Info:
D.I.V.A. – Donne Italiane Volontarie Associate, in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi,
diva.to@libero.it
L’esposizione sarà aperta dal 27 aprile al 12 maggio 2013, ingresso libero
orari: 10,00 – 12,00 ; 15,30 – 19,30
Vedi depliant allegato, vai >>>

Allegato: Sogni.jpg

OSIMO (An). Da Rubens a Maratta – Meraviglie del Barocco nelle Marche. Osimo e l’Alta Marca.

OSIMO 29 giugno – 15 dicembre 2013
Una mostra realizzata in collaborazione con la Soprintendenza PSAE delle Marche di Urbino e che vede tra gli altri presenti nel Comitato di Studio studiosi di spicco internazionale come Mina Gregori, Antonio Paolucci, Lorenza Mochi Onori, Maria Rosaria Valazzi.
La mostra che si aprirà al pubblico il 29 giugno e sarà ospitata presso Palazzo Campana e il Museo Civico di Osimo, si propone con l’esposizione di importanti dipinti, arazzi, sculture ed oreficerie sacre, di indagare l’intensa attività artistica che nel corso del Seicento ha interessato la realtà di Osimo e della Marca di Ancona, con l’intento di proiettare la portata dell’evento all’intero territorio nazionale, e non solo.
E’ stato proprio Vittorio Sgarbi a sottolineare la valenza europea della mostra data  dai grandi artisti presenti, Rubens, Maratta, Pomarancio, Mattia Preti, Solimena, e molti altri, tutti maestri di dimensione universale, espressione di un barocco non locale ma da capitale dell’arte.
Il Comitato di Studio, ha fatto rilevare il professor Papetti, ha operato un’ampia ricognizione volta a far riemergere dall’ombra opere dimenticate o inedite, che testimoniano la vitalità di questo territorio in campo artistico, prendendo in esame un’area che spazia dalla zona costiera, con le importanti realtà di Osimo, Ancona, Camerano, Loreto, Senigallia e Fano, fino alle valli dell’entroterra, nelle storiche cittadine di Fabriano, Serra San Quirico e Sassoferrato.
Grazie ad una importante rete di relazioni personali nell’ambito della Curia Romana, i maggiori esponenti delle famiglie del patriziato locale si dedicarono alla committenza artistica, contribuendo al rafforzamento dei tradizionali rapporti con i principali centri italiani come Venezia, Roma, Firenze e Bologna. Approfondite ricerche d’archivio consentiranno per la prima volta di ricomporre alcune importanti quadrerie, come quella del cardinale Gallo, andate poi disperse nel corso del XIX secolo, un tempo vanto dei palazzi della nobiltà cittadina.
La sede espositiva principale di Palazzo Campana, caratterizzata da interventi architettonici sei-settecenteschi, offre anche l’opportunità di sfruttare ambienti che si prestano a restituire il fascino degli interni barocchi. Un incanto che che proseguirà anche in altre dimore cittadine straordinariamente aperte e visitabili nei mesi della mostra, come ha sottolineato l’Assessore.
D’altro canto i vescovi ai vertici delle diocesi locali, anch’essi spesso appartenenti alle più prestigiose famiglie della nobiltà romana, e soprattutto i prelati presenti a Loreto, hanno profuso grande impegno nell’abbellimento invece delle chiese sottoposte alla loro giurisdizione, arricchendo il territorio con capolavori di Pomarancio, Gentileschi, Guercino, Reni, Vouet, con preziosi manufatti, come gli arazzi eseguiti su cartoni del Rubens, con pregevoli sculture e rare suppellettili.
Autorevoli principi della Chiesa, come i cardinali Barberini senior e junior, hanno determinato l’arrivo di opere realizzate dai maggiori artisti attivi nell’Urbe, quali Gian Lorenzo Bernini, Giacinto Brandi e François Perrier, tutti legati all’ambito barberiniano.
A mantenere sempre vivi i rapporti con l’ambiente culturale romano ha concorso anche l’attività di Carlo Maratta, nativo di Camerano, che ha sempre mostrato una particolare attenzione nei riguardi della sua terra di origine, privilegiando i centri marchigiani, ha sottolineato Liana Lippi.
Del grande maestro si vuole, con questa mostra, contribuire a celebrare il terzo centenario della morte, avvenuta a Roma nel 1713. E’ attraverso i suoi epigoni, come il Chiari, che il classicismo marattesco s’irradia nella pittura del Seicento, improntando tutta la produzione artistica del secolo successivo.
Una mostra che mira in sintesi a ricostruire, per quanto possibile, la complessa trama di relazioni che, rendendo gli artisti locali consapevoli e partecipi di quanto si andava realizzando nelle principali città italiane, fecero diventare le Marche attive protagoniste del rinnovamento dell’arte italiana e dell’affermazione del Barocco.
Attraverso gli itinerari previsti verrà offerta l’opportunità di approfondire la conoscenza di un periodo storico così ricco di novità nella elaborazione dei linguaggi artistici. Uno degli itinerari si snoda all’interno della città di Osimo, l’altro nei luoghi del territorio segnati dai più rappresentativi artisti dell’epoca: a Loreto con il Pomarancio, e a Camerano con il Maratta.
Nel percorso urbano di Osimo, oltre alle sedi espositive principali di Palazzo Campana e del Museo Civico, è anche prevista la visita al Museo Diocesano, al Duomo e ad altri edifici sacri della città che si distinguono per specificità legate allo stile barocco.
 
Info:
06/97618280 – 339/4755329 l.r.comunicazione@libero.it
Catalogo SILVANA Editoriale

 

TORINO. Amore e Psiche. La favola dell’Anima.

Il mito di Amore e Psiche, approfondito attraverso la mostra, si basa sull’interpretazione che ne venne data nell’Umanesimo in chiave platonica.
È un racconto d’amore, dell’amore puro che costituisce per l’uomo il più nobile cammino di sublimazione spirituale attraverso l’amore.
La mostra snoda il proprio percorso di lettura iconografica artistica attraverso l’analisi archetipica del mito, nella sua interpretazione platonica e umanistica.
Ciascuna sezione della mostra, anticipata da un’opera d’arte contemporanea, raccoglie reperti storici di ogni epoca sul tema dell’anima affiancati tra loro in un percorso di ricerca semantica e archetipica.
La mostra si propone dunque di svelare la valenza simbolica del mito dell’anima nella storia dell’umanità attraverso le trasformazioni iconografiche del mito di Amore e Psiche carico di significati religiosi e simbolici.

Info:
Palazzo Barolo, Torino, fino al 16/06/2013
Orari: dal martedì alla domenica h. 9,30 – 19,30.
tel: 0116502833 – 0229010404 –
Prezzo: € 12,00 – ridotto € 9,00

Email: prenotazioni@fondazionednart.it

TORINO. Il Gusto dell’arte Fiori Frutti e Verdure in posa di Gianna Tuninetti.

 Un emozionante viaggio all’interno del gusto e dell’arte dove forme e colori sono quelli della quotidianità.
Dove si fondono esigenze ancestrali: alimento per il corpo e cibo per l’anima. Cipolle, aglio, porri piuttosto che rape, carciofi o pomodori ritratti su fogli di carta stuzzicheranno la nostra curiosità e rimanderanno a sensazioni gustative e conviviali. Rose opulente evocheranno profumi e dolcezze di sempre. E poi cachi e fichi, violette e lattughe erbe di campo e frutti di rovo … e tanto altro ancora.
Gusto dell’arte: Arte che affascina, che giunge all’anima e dona energia alla mente

Info:
Eataly Torino Lingotto, dal 15 Aprile al 13 Maggio 2013
Orari: Tutti i giorni con orario continuato
Gianna Tuninetti: Tel. 011 8177194 – INGRESSO LIBERO

Link: http://www.giannatuninetti.it

Email: gianna.tuninetti@alice.it

ROMA. Tiziano il patriarca della pittura veneziana.

Una profonda ed entusiasmante riflessione sulla carriera artistica di Tiziano coinvolge il pubblico della capitale dal 5 marzo, giorno della inaugurazione alle Scuderie del Quirinale della grande mostra dedicata al patriarca della pittura veneziana, a cura di Giovanni C.F.Villa.
Quaranta opere raccontano la passionalità e vivacità cromatica elaborata in modo crescente dagli esordi alla maturità: due caratteristiche della personalità di Tiziano che andava profilandosi in maniera molto diversa da quella di Giorgione con il quale iniziò un rapporto di collaborazione appena arrivato nella città lagunare da Pieve di Cadore, sua città natale.
L’incontro con il maestro di Castelfranco fu fondamentale, poiché il giovane talentuoso acquisisce i valori della pittura tonale, autonoma nel disegno e costruita esclusivamente per sottili velature di colore che, digradando, rendono lo spessore dei corpi.
E’ una premessa per far comprendere la grande rivoluzione dell’artista, che si differenzierà ben presto con la sua vena narrativa nuova e definizione più plastica delle figure, da Giorgione tendente verso il lirico, la contemplazione, l’idillio.
Tra le tele che documentano la prima fase dell’attività del pittore cadorino esposte alle Scuderie ‘Il vescovo Jacopo Pesaro presentato a san Pietro da papa Alessandro VI‘ (1503-1506) e ‘Il concerto‘(1510-1511 ca), due capolavori che testimoniano la sua capacità di assimilazione delle novità delle suggestioni del naturalismo dell’arte fiamminga e tedesca elaborate combinando modelli belliniani e giorgioneschi.
La ‘Flora‘(1515 ca) degli Uffizi, riprodotta in numerose incisioni a partire dal XVI secolo, chiarisce la qualità dell’orchestrazione cromatica morbida e maestosa raggiunta dal maestro veneziano attraverso la rappresentazione del florido corpo della donna che si inserisce armoniosamente nello spazio in modo dinamico, rompendo così uno schema rigidamente frontale.
A partire dagli anni quaranta Tiziano cambia stile, mettendo da parte la scelta della pittura tonale e equilibrata. La presenza a Venezia di Giorgio Vasari e Francesco Salviati, esponenti significativi del Manierismo italiano, gli imprime forti suggestioni. E’ soprattutto il colore che muta con ombre segnate, bagliori luminosi, contrasti netti, come si riscontra nella ‘Danae’ (1545 ca) del Museo di Capodimonte di Napoli, una delle tre versioni realizzate dall’artista nel corso del suo percorso.
La massima libertà tecnica, cromatica e luministica si raggiunge nel ‘Martirio di San Lorenzo’ realizzato dall’artista nel corso di diversi anni (1546-1559): la composizione è nettamente squilibrata, poiché comprime le figure nella parte bassa e lascia ampio spazio all’architettura del tempio antico; inoltre la luce emerge in modo drammatico da un fondo fumoso grazie a una pittura corposa di pigmenti luminosi, una tecnica che condurrà alla disgregazione della struttura disegnativa e quindi plastica.
Tiziano si specializza nell’esecuzione dei ritratti in cui sa indagare l’ aspetto psicologico dei personaggi senza tralasciare neppure un dettaglio per qualificare il loro elevato rango sociale. La sezione dell’ esposizione capitolina dedicata a questo genere presenta un’affascinante selezione: tra i ritratti quelli di ‘Paolo III a capo scoperto’, ‘Carlo V con il suo cane‘, ‘Tommaso Mosto’, ‘Francesco Maria della Rovere‘, ‘Giulio Romano‘, ‘Pietro Bembo’, ‘Ranuccio Farnese’ e ‘Uomo con il guanto’, ‘la Bella’.
Tra le opere tarde in cui il maestro porta alle estreme conseguenze il disfacimento della forma lo ‘Scuoiamento di Marsia‘ (1576 ca), dove il colore è steso e impastato direttamente sulla tela, non solo con il pennello, ma anche con le dita.
Nella tela, oggi conservata al Castello-Palazzo Arcivescovile di Kromeriz (Repubblica Ceca), le figure sono ammassate in primo piano e viene annullato qualsiasi senso di profondità spaziale. In quest’ultima opera Tiziano (muore a Venezia nel 1576) testimonia il superamento definitivo della poetica rinascimentale.

Info:
Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16- tel.0639967500; dal 5 marzo e fino al 16 giugno
catalogo Silvana Editoriale
Orari: da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato dalle 10 alle 22,30: l’ingresso è consentito fino a 1 ora prima della chiusura. Biglietto 12 euro, ridotto 9,50

Fonte
: http://www.arteindiretta.it

Autore: Fabiana Mendia

Link: http://www.scuderiequirinale.it