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TORINO. La Sabauda in tour per le città del Piemonte.

651410sab5Fino al 7 settembr 2014, per consentire lo svolgimento dei complessi lavori di restauro in vista della definitiva apertura della nuova sede, prevista a dicembre 2014, la Galleria Sabauda è chiusa, ma apre in tutto il Piemonte. Il Polo Reale procede rispettando i tempi previsti: l’ultimo, fondamentale tassello, la pinacoteca della Galleria, trasferita nella manica nuova di Palazzo Reale completa il grande progetto con il quale la città di Torino si presenterà agli importanti appuntamenti del 2015, con l’Expo e l’Ostensione della S.S. Sindone, tra i primi. Il Polo Reale costituisce un’importante risorsa per il territorio che porta il Piemonte sulla scena della cultura e del turismo internazionale. Nell’avvicinarsi al completamento del progetto e con l’intensificarsi dei lavori non si è voluto privare il visitatore della possibilità di godere dei capolavori della Sabauda.
Il progetto espositivo dal titolo La Sabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio, vede coinvolte 14 città del Piemonte con 18 mostre aperte in contemporanea e tutte con protagoniste opere della Galleria Sabauda. Cinque esposizioni si svolgono a Torino, una a Palazzo di Città, quattro nei musei dello Stato, ovvero Palazzo Reale, Armeria Reale, Palazzo Carignano e Villa della Regina; le restanti in tredici grandi città del Piemonte, vale a dire Alba, Alessandria, Asti, Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Domodossola, Ivrea, Novara, Saluzzo, Varallo, Verbania e Vercelli.
Il progetto è promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Ideato dalla Soprintendente Edith Gabrielli, con il coordinamento della Direttrice della Galleria Sabauda Anna Maria Bava, esso prevede che ogni singola mostra si svolga a cura del funzionario di zona della Soprintendenza stessa, in accordo con le amministrazioni civiche e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Oltre 50 le opere coinvolte e tutte di primo piano. Accanto ad alcune sculture, come un bel gruppo egizio, figurano dipinti di autori italiani e stranieri, da Jan van Eyck a Hans Memling, da Martino Spanzotti a Gaudenzio Ferrari, da Sandro Botticelli a Sodoma, da Antiveduto Gramatica a Giovanni Baglione, da Nicolò Musso a Cerano, da Orazio Gentileschi a Guido Reni, Anton van Dyck e Pieter Paul Rubens, Nicolas Poussin a Rembrandt, fino a Francesco Solimena, Anton Raphael Mengs, Pompeo Batoni e Jules-César Denis van Loo.
Se l’esposizione del Ritratto di Carlo Alberto di Horace Vernet nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale costituisce un doveroso omaggio al fondatore della Galleria, le altre mostre obbediscono invece ad alcune direttrici, frutto anche di un confronto proficuo con le singole amministrazioni. La prima direttrice è rappresentata dalla continuità con la cultura del territorio. Vi rientrano le mostre incentrate su artisti che sono nati in una determinata città o che vi hanno lasciato una o più opere significative, quali per esempio Martino Spanzotti a Ivrea, Gaudenzio a Varallo, lo stesso Gaudenzio e Sodoma a Vercelli, Niccolò Musso a Casale Monferrato, Cerano a Novara. Una seconda direttrice mette al centro il gusto di un determinato committente. Si spiega in tal modo l’affondo sul cardinale Maurizio di Savoia a Villa della Regina, quello su Carlo Emanuele III all’Armeria Reale o ancora l’ultimo su Riccardo Gualino nella sua città natale, Biella. Una terza direttrice mira a stabilire dialoghi inediti, sul piano linguistico e iconografico, tra opere – o sequenze di opere – e contesti diversi da quello abituale. Da qui nasce l’esposizione nella Sala dei Marmi di Palazzo di Città a Torino delle due terne costituite rispettivamente da van Eyck, Beato Angelico e Schiavone e da Rembrandt, Reni e Poussin; o quella nell’Appartamento di Mezzogiorno di Palazzo Carignano, ancora a Torino, di alcuni capolavori della cultura figurativa seicentesca, da Gentileschi a van Dyck. E sempre da qui ha origine l’inserimento del gruppo egizio dell’Antico Regno nel Palatium Vetus di Alessandria, del Memling a Palazzo Mazzetti ad Asti, del Giovanni Baglione a Casa Cavassa a Saluzzo, dell’Antiveduto Gramatica nel Palazzo Comunale di Alba, del Francesco Solimena nel Civico Museo di Palazzo San Francesco a Domodossola, dei Batoni e del Mengs nei Musei Civici di Cuneo e dei van Loo nella Villa Giulia di Verbania.
Ultimogenita di una precisa e determinata prospettiva museologica, messa a punto per rinsaldare i rapporti tra museo e territorio, La Sabauda in tour per le città nondimeno si prefigge obiettivi assai concreti. Da un lato, intende garantire al pubblico la fruizione di alcune fra le più significative opere della collezione torinese anche durante l’estate 2014, quando la Manica Nuova di Palazzo Reale sarà sottoposta a una serie di lavori sulle strutture e sugli impianti, in funzione della sua riapertura stabile. Dall’altro, tanto più in una fase così delicata per la vita del Paese sembrava e sembra giusto che anche l’Amministrazione dei Beni Culturali fornisse un contributo fattivo allo sforzo comune di promuovere l’intero Piemonte sul difficile crinale del turismo, sia interno che esterno, andando a irrobustire una programmazione locale peraltro già adesso ricca e soddisfacente. Solo così, ovvero attraverso un’azione di pubblico servizio, capace di rappresentare e coinvolgere l’intera catena amministrativa e al limite la società civile nel suo complesso, sembra possibile mantenere fermi e vitali i principi della tutela territoriale integrata, volti cioè a proteggere l’intero contesto, anziché soltanto il bene singolo.

Info:
La Sabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio, fino al 7 settembre 2014
Ideazione e direzione scientifica: Edith Gabrielli
Coordinamento e realizzazione: Anna Maria Bava
Curatela delle mostre: Massimiliano Caldera, Giorgio Careddu, Mario Epifani, Franco Gualano, Alessandra Guerrini, Alessandra Lanzoni, Valeria Moratti, Paola Nicita, Elena Ragusa, Maria Rosaria Severino,
In collaborazione con le Amministrazioni civiche.

Elenco opere esposte
TORINO, Palazzo di Città
Jan van Eyck, Stimmate di San Francesco
Guido di Pietro (fra’ Giovanni da Fiesole) detto il Beato Angelico, Madonna col Bambino
Rembrandt van Rijn, Ritratto di vecchio
Giorgio Culinovic detto Schiavone, Madonna col Bambino
Guido Reni, San Giovanni Battista
Nicolas Poussin, Santa Margherita
Palazzo Reale
Horace Vernet, Carlo Alberto, Re di Sardegna
Armeria Reale
Claudio Francesco Beaumont, Venere ordina a Vulcano le armi per Enea; Enea sacrifica a Giunone
Claudio Francesco Beaumont, Giunone ordina a Eolo di scatenare i venti per disperdere la flotta
Maria Giovanna Battista Clementi detta la Clementina, Carlo Emanuele III, Re di Sardegna
Palazzo Carignano
Giovan Battista della Rovere detto il Fiammenghino, Allegoria della Provincia di Saluzzo
Pier Francesco Mazzuchelli detto Morazzone, Allegoria della Provincia di Susa
Scultore lombardo attivo alla corte dei Savoia, 1610-1620, Emanuele Filiberto di Savoia
Scultore lombardo attivo alla corte dei Savoia, 1610-1620, Carlo Emanuele I di Savoia
Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, Il figliol prodigo
Claude Vignon, San Paolo apostolo
Jean Valentin detto Valentin de Boulogne, San Gerolamo
Hendrick Terbruggen, San Giovanni Evangelista
Orazio Lomi detto il Gentileschi, Annunciazione
Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Stimmate di san Francesco
Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, Madonna con il Bambino, i santi Francesco e Lorenzo e un frate
Anton van Dyck e bottega, Amarilli e Mirtillo
Anton van Dyck, Il principe Tommaso di Savoia Carignano
Anton van Dyck, I figli di Carlo I d’Inghilterra
Pieter Paul Rubens, Deianira tentata dalla furia
Pieter Paul Rubens, Ercole nel giardino delle Esperidi
Tommaso Carlone (attribuito a), Vittorio Amedeo I di Savoia
Tommaso Carlone (attribuito a), Emanuele Filiberto di Savoia vicerè di Sicilia
Villa della Regina
Francesco Albani, L’elemento dell’Acqua
Francesco Albani, L’elemento dell’Aria
Francesco Albani, L’elemento della Terra
Francesco Albani, L’elemento del Fuoco
Domenico Zampieri detto il Domenichino, Tre putti (Allegoria dell’architettura, dell’astronomia e dell’agricoltura)
François du Quesnoy, Il principe cardinale Maurizio di Savoia
ALBA, Palazzo Comunale
Antiveduto Gramatica, Suonatore di tiorba
ALESSANDRIA, Palatium Vetus
Arte Egizia, IV dinastia (2640-2520 a.C.), Gruppo di famiglia
ASTI, Palazzo Mazzetti
Hans Memling, La passione di Cristo
BIELLA, Museo del Territorio Biellese
Sandro Botticelli e bottega, Venere
CASALE MONFERRATO, Museo Civico e Gipsoteca Leonardo Bistolfi
Nicolò Musso, Cristo che porta la croce al Calvario
CUNEO, Complesso Monumentale di San Francesco – Museo Civico
Pompeo Batoni, Ercole fra la virtù e la voluttà
Pompeo Batoni, Enea fugge da Troia
Anton Raphael Mengs, San Pietro in cattedra
DOMODOSSOLA, Civico Museo di Palazzo San Francesco
Francesco Solimena, La cacciato di Eliodoro dal Tempio
IVREA, Museo Civico Pier Alessandro Garda
Giovanni Martino Spanzotti, Adorazione dei Magi
NOVARA, Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni
Giovanni Maria Crespi detto il Cerano, San Francesco e il beato Carlo Borromeo in preghiera davanti alla statua della Madonna presso San Celso a Milano
SALUZZO, Museo Civico Casa Cavassa
Giovanni Baglione, San Pietro col gallo
VARALLO, Pinacoteca
Gaudenzio Ferrari, Crocifissione
VERBANIA, Villa Giulia
Jules-Cesar-Denis Van Loo, Dintorni della Venaria Reale con effetto di tramonto
Jules-Cesar-Denis Van Loo, Dintorni di Torino con effetto d’aurora
VERCELLI – MUSEO BORGOGNA
Gaudenzio Ferrari, San Giovanni Battista
Gaudenzio Ferrari, San Pietro e un donatore
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Morte di Lucrezia

Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
tel. 011 5641711 – fax. 011 549547 – e-mail: sbsae-pie@beniculturali.it

SAN SECONDO DI PINEROLO (tO). San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento.

E’ la prima volta che una mostra di grande rilievo storico e artistico viene interamente dedicata a San Sebastiano con straordinari capolavori. La scelta di approfondire l’iconografia proprio di questo martire non è casuale. Pochi santi hanno mostrato di saper interessare i grandi artisti, dal Rinascimento al Barocco, quanto l’ha fatto San Sebastiano.
A proporre la mostra è la Fondazione Cosso, presieduta da Maria Luisa Cosso, nell’affascinante sede espositiva della Fondazione, il Castello di Miradolo, a pochi chilometri da Torino.
La grande esposizione è ideata e curata da Vittorio Sgarbi e si avvale di coordinamento e ricerche di Antonio D’Amico.

Info:
Fondazione Cosso, Castello di Miradolo, dal 4 ottobre 2014 al 8 marzo 2015
tel. 0121.376545 gruppi@fondazionecosso.it

VICENZA. Quattro Veronese venuti da lontano. Le Allegorie ritrovate.

allegorieIl Palladio Museum di Vicenza partecipa, con l’Università di Padova, alle celebrazioni veronesiane previste da luglio in tutto il Veneto con una proposta che ha caratteristiche di assoluta eccezionalità.
In collaborazione con il Consorzio La Venaria Reale, presenta infatti quattro meravigliose tele di Paolo Veronese appartenute probabilmente a un palazzo pubblico veneziano e disperse già in epoca antica. I dipinti facevano parte di un ciclo documentato da modeste copie, tra cui le quattro oggi al Musée des Beaux-Arts di Chartres. Nel 1974 due delle quattro tele originali, emerse all’improvviso sul mercato antiquario, furono acquistate dal Los Angeles County Museum of Art. Le due ancora mancanti all’appello sono state scoperte nei mesi scorsi in una villa di proprietà pubblica sul Lago Maggiore.
L’eccezionale ritrovamento è dovuto al lavoro scientifico nelle università di Milano e di Padova dei docenti Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Vittoria Romani e della giovane studentessa Cristina Moro. È stata quest’ultima, impegnata in una tesi guidata da Agosti sulla collezione di Villa San Remigio a Verbania Pallanza, a porre interrogativi su due tele genericamente definite come “veronesiane” patrimonio della dimora, con un valore venale stimato, l’altr’anno, appena settemila euro. Si tratta invece di due splendidi originali di mano del maestro e non certo opere di bottega.
Nonostante i tempi ristrettissimi, l’eccezionalità dell’occasione ha convinto il Los Angeles County Museum of Art a concedere in prestito al Palladio Museum i propri due dipinti, per affiancarli alle due nuove scoperte.
I quattro capolavori, di dimensioni imponenti (circa 200 per 110 centimetri), raffigurano tutti figure allegoriche: tre sapienti antichi con in mano strumenti per la misurazione della terra e del cielo, e una donna, allegoria della Scultura.
Le tele ornavano un palazzo pubblico veneziano, e furono realizzate intorno al 1553 in un momento cruciale nell’attività del giovane Veronese, quando – poco più che ventenne – entra in contatto con Palladio e Daniele Barbaro. Con essi, negli anni a seguire, sarà protagonista della creazione di una delle più stupefacenti imprese architettoniche e decorative del Cinquecento veneto: la Villa Barbaro di Maser.
“Da tempo stiamo lavorando su Palladio e Veronese – dichiara Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum – due artisti legati da un rapporto strettissimo fatto di amicizie comuni e committenze intrecciate. Per questo abbiamo proposto a La Venaria Reale di condividere un progetto espositivo esponendo in casa di Palladio i Veronese ritrovati, in parallelo alla grande mostra su Paolo Veronese che la Direzione Musei di Paola Marini ha allestito a Verona nel Palazzo della Gran Guardia insieme alla National Gallery di Londra”.
Le tele di Verbania infatti, per iniziativa della Reggia di Venaria e della Regione Piemonte, oggi proprietaria di Villa San Remigio, sono state poste in restauro presso il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale annesso al complesso della Reggia.
“Abbiamo aderito volentieri – dichiara Alberto Vanelli, direttore del Consorzio La Venaria Reale – al progetto espositivo del Palladio Museum, che contiamo di replicare alla Reggia di Venaria. In questo modo i dipinti potranno essere confrontati con le altre opere di Veronese giunte da Europa e Stati Uniti per essere studiate a fondo e comprese”.
La mostra, curata da Giovanni Agosti, Guido Beltramini e Vittoria Romani, accanto alle tele veronesiane ricostruirà quanto è possibile raccontare della storia collezionistica dei due dipinti ritrovati a Verbania Pallanza. Esse pervennero nella celebre Villa San Remigio, costruita in occasione del matrimonio che nel 1896 coronò la contrastata storia d’amore fra il marchese partenopeo Silvio della Valle di Casanova e Sophie Browne, pittrice e scultrice di origini irlandesi. I due, che erano cugini, raccolsero nella villa una straordinaria collezione d’arte e la circondarono con un complesso di giardini tematici affacciati sul lago Maggiore, di sapore romantico e passatista, che attrasse personaggi come Umberto Boccioni e Bernard Berenson. Per evocare tale contesto in mostra a Vicenza, accanto a preziose immagini d’epoca, saranno presentati due splendidi dipinti che Umberto Boccioni realizzò durante il soggiorno in Villa San Remigio: il “Paesaggio” e il “Paesaggio (con montagne e lago)“, entrambi del 1916, oggi di proprietà privata.
Il catalogo della mostra, a cura di Vittoria Romani (Università di Padova), raccoglie scritti di Romani, Xavier Salomon, Cristina Moro, Carlotta Crosera, ed è edito da Officina Libraria.

Redattore: Antonella Corona

Info:
Vicenza, dal 05 luglio 2014 al 05 ottobre 2014
Costo del biglietto: € 6,00; Riduzioni: 4,00 €
Orario: dal martedì alla domenica 10-18 Ultimo ingresso 17.30
Telefono: 0444 32 30 14 – Fax: 0444 32 28 69
E-mail: accoglienza@palladiomuseum.org  – Sito web: http://www.palladiomuseum.org

Fonte: MiBACT, 19 giugno 2014

VERONA. PAOLO VERONESE. L’illusione della realtà.

veroneseL’arte di Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) torna nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera, promossa e organizzata dal Comune di Verona, Direzione Musei d’Arte e Monumenti, insieme con l’Università degli Studi di Verona e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in associazione con la National Gallery di Londra.
L’esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia di Verona, si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna Veronese e Verona tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio ed è curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell’Università degli Studi di Verona.
Il Veronese ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte.
In mostra saranno esposte circa 100 opere, fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Gemäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland di Edinburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington.
La mostra monografica è la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Pallucchini a Venezia nel 1939 e presenta Paolo Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro.
Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier.

Redattore: Renzo De Simone

Info:
Verona, Palazzo della Gran Guardia, dal 05 luglio 2014 al 05 ottobre 2014
Costo del biglietto: 12.00 euro; Riduzioni: 9,00 euro
Orario: da lunedì a giovedì, sabato e domenica: dalle 10.00 alle 21.00; venerdì dalle 10:00 alle 22.00
Tel: 848 002 008 da lunedì a sabato, ore 9.00-18.00
E-mail: info@spazioaster.it
Sito web: http://mostraveronese.it

Fonte: MiBACT, 30 giugno 2014

CIVIDALE DEL FRIULI (Ud). Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea del Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II (XII-XIII sec.).

crocifisso cividale L’esposizione presenta un quadro inedito sulla grande entità statuale e politica, ma anche religiosa, culturale ed artistica, che fu nel pieno del Medioevo, il Patriarcato di Aquileia.
A Cividale del Friuli, vengono esposte antichissime sculture lignee di dimensioni monumentali, rarissime, e uniche per qualità stilistica,
compositiva e di grande valore devozionale. Fulcro dell’esposizione è il Crocifisso del Duomo cividalese restituito nel suo splendore dopo un lungo e sapiente restauro quale testimonianza concreta del ruolo di questa storica capitale ai tempi del presule Pellegrino II. Attraverso l’emozione della luce vibrante che scorre sulla superficie delle sculture lignee si vuole raccontare la storia di un territorio, il Patriarcato di Aquileia, così ampio da abbracciare
Nazioni che adesso si chiamano Italia, Austria, Croazia e Slovenia.
La mostra, unica nel suo genere e di respiro europeo, raccoglie uno straordinario raggruppamento di capolavori medievali in legno tra cui molti crocifissi monumentali, come il Cristo del Duomo di Cividale: tutte opere superstiti provenienti dagli antichi territori del Patriarcato di Aquileia. Emblematica la figura di Pellegrino II (1194-1204) assunto idealmente quale figura di riferimento nei secoli XII-XIII e al quale si deve l’impulso per la ricostruzione della Collegiata cividalese.
Sempre alla committenza di Pellegrino II si deve la magnifica realizzazione dell’enorme Antependio d’altare d’argento dorato la cui raffinatezza e innovazione esecutiva non ha eguali in tutto il territorio patriarcale. Come cornice e a corredo della mostra una serie di opere suntuarie e argenti provenienti dall’intero Alto Adriatico.

Info:

Al Museo Nazionale di Palazzo De Nordis, Piazza Duomo 5, dal 12 Luglio al 12 Ottobre 2014.
da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle ore 19.00.
tel. 0432731540, e-mail: museodeNordis.Cividale@beniculturali.it
Orari: da mercoledì a domenica 11,00 – 19,00.
Catalogo Allemandi.