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TORINO: Michelangelo e Leonardo – Capolavori alla Biblioteca Reale.

Prestigiosi e preziosi fogli di grafica e una suggestiva statua lignea costituiscono il “corpus” della rassegna “Leonardo da Vinci. Capolavori in mostra / Michelangelo Buonarroti. Il Cristo Crocifisso” allestita nella Sala Leonardo della Biblioteca Reale, in piazza Castello 191. Aperta sino al 19 marzo (orario: 9-15, tel. 800 329329), questa esposizione offre l’opportunità di ammirare una raccolta di opere di assoluto valore, di cogliere il fascino di una linea che fissa un volto o delinea una scultura d’Arte Sacra.

Per questo appuntamento, viene proposta la collezione di disegni leonardeschi della Biblioteca Reale, affiancata e messa a confronto, per la prima volta, con i prestiti provenienti dal Metropolitan Museum di New York, il Musée des Lettres et Manuscrits di Parigi, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e il Gabinetto dei Disegni della Galleria degli Uffizi di Firenze.

Nato ad Anchiano, presso Vinci, nel 1452, e morto nel 1519 a Cloux, vicino ad Amboise nella Loira, Leonardo a vent’anni entrò a far parte della Compagnia dei Pittori di Firenze e, nel 1507, venne nominato “pittore e in geniere” alla corte di Luigi XII di Francia.

L’autore della “Gioconda” e dell’”Ultima cena” esprime, attraverso gli studi preparatori, gli schizzi e la forza del segno “fluente, di leggera ondulazione”, come suggerisce Gian Carlo Sciolla, la sua indagine intorno alla figura umana, l’anatomia del cavallo, l’illustrazione di un carro. Ed è il segno che definisce il celebre “Autoritratto”, una superba testa d’uomo eseguita a sanguigna su carta, databile intorno al 1515-1516, i nudi per la “Battaglia di Anghiari”, il “Codice sul volo degli uccelli” (dove si legge: “Se l’ala e la coda sarà troppo sopra vento abbassa/ la metà dell’alia apposita e ricevivi dentro la percus/ sione del vento e si verrà a dirizzarsi”) e il “Busto di una figura con barba”.

Si ricorda, tra gli altri, la testa di “giovane coronata di fronde” e quella “d’uomo di profilo a destra”, sino al dolcissimo “Ritratto di fanciulla”, che si ritiene lo studio per l’angelo della “Vergine delle rocce”: “uno dei più belli – ha scritto Kenneth Clark – oso dire, nel mondo”.

E sul percorso di visita è stato inserito il “Cristo Crocifisso” attributo a Michelangelo, già esposto alla Biblioteca Reale nella primavera del 2005, in occasione della rassegna “Lo Sguardo e il Racconto”. Di piccole dimensioni (40 cm circa), del 1495, questa statua intagliata in legno di tiglio, lievemente dipinta, mette in evidenza l’armonia delle forme assottigliate dei fianchi, la sottile malinconia che traspare dal volto, il senso di un modellato intenso e, contemporaneamente, elegante, doloroso e tenero. Il Crocifisso è, quindi, testimonianza e documento della straordinaria stagione creativa dell’artefice della “Pietà” e del “Giudizio Universale”. E, tra le curiosità della sua attività, ha scritto un cronista del tempo che, a seguito di una forte nevicata avvenuta a Firenze il 22 gennaio 1494, Piero de’ Medici chiamò Michelangelo, non ancora diciannovenne, e si fece fare nel cortile del palazzo una statua di neve. L’artista “non batté ciglio alla bizzarra richiesta”. Che sia la prima installazione di neve della storia?

Autore: Angelo Mistrangelo

Fonte:La Stampa

FIRENZE: 2006 un anno ad Arte.

L’anno ad arte, il clamoroso scintillante 2006 fiorentino gremito di mostre, incomincia il 1° Marzo al Bargello. Protagonista è Jean de Boulogne (Giambologna per gli italiani) nato nel 1529 in Piccardia a Douai, morto a Firenze nel 1608. Si può dire con Pope Hennessy che Giambologna fu dopo Michelangelo il massimo scultore del suo secolo e anche se le sue opere furono scolpite o gettate in bronzo a Firenze e per Firenze, i bronzetti prodotti dalla sua bottega trasformarono il suo stile in idioma universale.

E’ vero. Dopo il Buonarroti e prima del Bernini, per un arco di tempo lungo quasi un secolo, lo stile del Giambologna divenne in tutta Europa – da Parigi a Vienna, da Praga a Madrid – lo stile ufficiale delle Accademie, delle Corti e della Chiesa. Divenne cioè, come dice Pope Hennessy, un vero e proprio idioma universale. I contemporanei furono affascinati dalla prodigiosa abilità tecnica del Giambologna non meno che dalla sua proposta stilistica, in felice equilibrio fra verità e artificio, fra natura e astrazione. Il massimo della mimesi naturalistica nel massimo della sublimazione concettuale e della pregnanza simbolica. Così potremmo definire lo stile del Giambologna. Ebbene questo provinciale di Piccardia che ha insegnato all’Europa lo stile fiorentino sarà – con i suoi marmi prodigiosi con le svelte statuette lucenti di lacche preziose provenienti dai musei di mezzo mondo – ospite del Bargello fino al 15 Giugno.

Subito dopo (siamo ancora nel Mese di Marzo, la primavera fiorentina non è ancora cominciata) ci saranno Leon Battista Alberti a Palazzo Strozzi e Leonardo da Vinci agli Uffizi. Leon Battista Alberti è il progettista dei monumenti più celebri del Rinascimento (il S. Andrea di Mantova, il Tempio Malatestiano di Rimini) ma è anche il teorico della colorata prospettiva, della pittura di luce, dell’ordine armonioso che governa il mondo visibile. Di quel momento mirabile della nostra storia artistica che unisce Domenico Veneziano e Paolo Uccello, il giovane Lippi e il Beato Angelico e prepara la strada a Luciano Laurana, a Piero della Francesca, a Raffaello, parlerà la mostra di Palazzo Strozzi. Come è accaduto nel 2004 per Botticelli, il Rinascimento dei pittori e degli scultori sarà all’interno dello spazio architettonico rinascimentale più bello del Quattrocento italiano. Come per la mostra su Botticelli, il visitatore non potrà non ammirare e non stupire.

Quanto alla Mente di Leonardo (così si intitola la mostra che aprirà agli Uffizi alla fine di Marzo per durare fino al Dicembre di quest’anno) è tutto lo spettro intellettuale del Da Vinci ad essere indagato: lo scienziato e il pittore, il disegnatore e l’architetto, l’anatomista, il cartografo, il filosofo. Non era mai stata tentata prima e neppure concepita una mostra del genere e mai più capiterà di vedere il San Girolamo del Vaticano accanto alla Adorazione degli Uffizi, nè la Battaglia di Anghiari riproposta e restituita mettendo insieme tutti i materiali documentari che i musei del mondo conservano.

Giambologna, l’Alberti e Leonardo concentrati in un solo mese fanno una performance stupefacente tale da far impallidire i programmi culturali di qualsiasi capitale d’Europa o d’America.

Ma, a Marzo, l’anno ad arte di Firenze 2006 è soltanto agli inizi.

Il 9 Maggio aprirà all’Accademia (per durare fino al 24 Settembre) la mostra dedicata a Lorenzo Monaco lo squisito antagonista, a Firenze, del protorinascimento del Brunelleschi e di Masaccio. La stagione che i manuali chiamano del gotico internazionale sarà testimoniata da Lorenzo Monaco, ma anche da Agnolo Gaddi e da Spinello Aretino, da Lorenzo Ghiberti e da Gherardo Stagnina, fino a toccare la stagione felice di Masolino e del Beato Angelico. Se si pensa che la nostra mostra esce in contemporanea con il Gentile da Fabriano a Fabriano, si può dire che la primavera italiana dell’anno 2006 offre una opportunità straordinaria e irripetibile a chiunque ami la grande e bella pittura del nostro primo Quattrocento.

Ancora in Maggio (apertura il giorno 16 fino al 5 Novembre) i locali restaurati della Meridiana di Pitti ospiteranno l’ultima grande stagione dell’arte fiorentina. E’ il periodo che si colloca fra il tramonto dei Medici, l’avvento della dinastia lorenese e l’Impero; quando il genio di Louis Siries, di Antonio Cioci, di Giuseppe Zocchi e i manufatti usciti dall’Opificio delle Pietre Dure incantavano l’Europa delle corti da Vienna a Parigi a San Pietroburgo.

L’anno ad arte (siamo al 22 Dicembre, quasi alla vigilia di Natale) si chiude con la celebrazione della donna che ha fatto per l’arte fiorentina assai più di quanto hanno fatto negli ultimi due secoli tutti i re e i presidenti, i sindaci e i podestà, gli onorevoli e i senatori, gli assessori e i soprintendenti messi insieme. Mi riferisco ad Anna Maria Luisa de’ Medici, alla sua storia, alle arti e agli artisti da lei amati e collezionati, alla sua lungimiranza politica che ha permesso di conservare a Firenze i tesori della corona e cioè i Botticelli e i Tiziano, i Raffaello e i Caravaggio che oggi fanno l’orgoglio dei nostri musei.

Un anno ad arte come quello che ho qui velocemente illustrato ha richiesto una concentrazione di sforzi, un volume di risorse e un impegno operativo di proporzioni tali da apparire raro e quasi stupefacente in una città come la nostra.

L’alleanza fra l’Ente Cassa di Risparmio e il Polo Museale Fiorentino ha permesso di trasformare il sogno in realtà, il progetto in risultato. E’ una linea di metodo che dobbiamo sforzarci di praticare se vogliamo che la nostra città continui a giocare, in Italia e in Europa, il ruolo di vetrina e di laboratorio delle arti che la storia le ha affidato.

Il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino – Antonio Paolucci

Info:
Firenze 2006. Un anno ad arte – Musei statali fiorentini.

Link: http://www.firenze2006.it

Fonte:Exibart on line

MANTOVA: A casa di Andrea Mantegna.

Mantegna torna a vivere nella sua Casa mantovana.

Dal 26 febbraio al 4 giugno, Andrea Mantegna sarà il protagonista di un’ampia esposizione, allestita nella sua Casa. Documenti autografi, libri, sculture e dipinti degli anni mantegneschi sono concessi per questa mostra da musei italiani e stranieri.

L’obiettivo che essa si pone è di illustrare il profilo artistico di Andrea Mantegna durante i 45 e più anni della sua attività a Mantova al servizio dei Gonzaga, di far rivivere la vita della Corte, le figure dei committenti e dei letterati, assieme alla cultura nel marchesato mantovano negli anni della permanenza del Mantegna (1460-1506).

Link: http://www.acasadiandreamantegna.it

ANCONA: Mostra antologica dedicata a Corrado Cagli.

Nel trentennale della morte, si inaugurerà negli spazi della Mole Vanvitelliana di Ancona una grande mostra antologica di Corrado Cagli a cura di Fabio Benzi.

Si tratta della più grande esposizione mai realizzata sulla figura di questo grande artista, che presenterà circa duecento dipinti oltre a un cospicuo insieme di disegni, sculture, ceramiche, illustrazioni, bozzetti teatrali e arazzi, per un totale di circa quattrocento opere.
La vasta attività creativa di Cagli verrà dunque presentata per la prima volta nella sua interezza, illustrando il ruolo di protagonista che rivestì in oltre mezzo secolo di dibattito artistico italiano e internazionale.

La mostra, organizzata dalla Provincia di Ancona in collaborazione con l’Archivio Cagli, è curata da Fabio Benzi.

In catalogo saranno presenti contributi critici di Fabio Benzi (Introduzione alla mostra; Gli anni della Scuola Romana; Il disegno), Luciano Caramel (L’astrattismo del dopoguerra), Enrico Crispolti (La scuola di Cagli: il magistero dell’artista e le giovani generazioni), Gioia Mori (La figurazione del secondo dopoguerra), Héloise Romani (Il teatro; apparati critici; biografia), Luigi Prisco (Ceramiche e sculture) e Claudio Crescentini (Gli arazzi).

Dal 12 Febbraio Al 04 Giugno alla Mole Vanvitelliana.

MILANO: Il codice di Leonardo nel Castello Sforzesco.

Mostra sul “Codice di Leonardo” noto come il Codice Trivulziano che sarà esposto eccezionalmente per due mesi nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco.

Dal 24 marzo al 21 maggio 2006 il visitatore potrà ammirare, insieme al prezioso codice, la produzione libraria, manoscritta e a stampa, della Milano sforzesca, che contribuisce a ricostruisce nelle sue linee fondamentali la Biblioteca di Leonardo, a partire dagli anni milanesi.

L’esposizione, organizzata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – Soprintendenza, Biblioteca Trivulziana, Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco, è curata da Pietro C. Marani e da Giovanni M. Piazza, e si avvale di un comitato scientifico composto da Luisa Cogliati Arano, Ermanno A. Arslan, Giorgio Chittolini, Maria Teresa Fiorio, Pietro C. Marani, Giovanni M. Piazza, Ivanoe Riboli, Claudio Salsi.

Info:
Maria Grazia Vernuccio – tel. 02.88450292/3 – mariagrazia.vernuccio@comune.milano.it

CLP Relazioni Pubbliche – tel. 02.433403 – 02.36571438 – fax 02.4813841 – press@clponline.it; –

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