Archivi categoria: Mostre

MANTOVA: A casa di Andrea Mantegna.

Mantegna torna a vivere nella sua Casa mantovana.

Dal 26 febbraio al 4 giugno, Andrea Mantegna sarà il protagonista di un’ampia esposizione, allestita nella sua Casa. Documenti autografi, libri, sculture e dipinti degli anni mantegneschi sono concessi per questa mostra da musei italiani e stranieri.

L’obiettivo che essa si pone è di illustrare il profilo artistico di Andrea Mantegna durante i 45 e più anni della sua attività a Mantova al servizio dei Gonzaga, di far rivivere la vita della Corte, le figure dei committenti e dei letterati, assieme alla cultura nel marchesato mantovano negli anni della permanenza del Mantegna (1460-1506).

Link: http://www.acasadiandreamantegna.it

ANCONA: Mostra antologica dedicata a Corrado Cagli.

Nel trentennale della morte, si inaugurerà negli spazi della Mole Vanvitelliana di Ancona una grande mostra antologica di Corrado Cagli a cura di Fabio Benzi.

Si tratta della più grande esposizione mai realizzata sulla figura di questo grande artista, che presenterà circa duecento dipinti oltre a un cospicuo insieme di disegni, sculture, ceramiche, illustrazioni, bozzetti teatrali e arazzi, per un totale di circa quattrocento opere.
La vasta attività creativa di Cagli verrà dunque presentata per la prima volta nella sua interezza, illustrando il ruolo di protagonista che rivestì in oltre mezzo secolo di dibattito artistico italiano e internazionale.

La mostra, organizzata dalla Provincia di Ancona in collaborazione con l’Archivio Cagli, è curata da Fabio Benzi.

In catalogo saranno presenti contributi critici di Fabio Benzi (Introduzione alla mostra; Gli anni della Scuola Romana; Il disegno), Luciano Caramel (L’astrattismo del dopoguerra), Enrico Crispolti (La scuola di Cagli: il magistero dell’artista e le giovani generazioni), Gioia Mori (La figurazione del secondo dopoguerra), Héloise Romani (Il teatro; apparati critici; biografia), Luigi Prisco (Ceramiche e sculture) e Claudio Crescentini (Gli arazzi).

Dal 12 Febbraio Al 04 Giugno alla Mole Vanvitelliana.

MILANO: Il codice di Leonardo nel Castello Sforzesco.

Mostra sul “Codice di Leonardo” noto come il Codice Trivulziano che sarà esposto eccezionalmente per due mesi nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco.

Dal 24 marzo al 21 maggio 2006 il visitatore potrà ammirare, insieme al prezioso codice, la produzione libraria, manoscritta e a stampa, della Milano sforzesca, che contribuisce a ricostruisce nelle sue linee fondamentali la Biblioteca di Leonardo, a partire dagli anni milanesi.

L’esposizione, organizzata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – Soprintendenza, Biblioteca Trivulziana, Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco, è curata da Pietro C. Marani e da Giovanni M. Piazza, e si avvale di un comitato scientifico composto da Luisa Cogliati Arano, Ermanno A. Arslan, Giorgio Chittolini, Maria Teresa Fiorio, Pietro C. Marani, Giovanni M. Piazza, Ivanoe Riboli, Claudio Salsi.

Info:
Maria Grazia Vernuccio – tel. 02.88450292/3 – mariagrazia.vernuccio@comune.milano.it

CLP Relazioni Pubbliche – tel. 02.433403 – 02.36571438 – fax 02.4813841 – press@clponline.it; –

Link: http://www.clponline.it

Email: ufficiostampa@clponline.it

SETTIMO TORINESE (To): Il gruppo dei Sei e la pittura a Torino.

Una mostra completa, storicamente inappellabile. Ma anche estremamente fruibile. Per chi non conosce quel gruppo di pittori che rese Torino una capitale d’arte europea alla fine degli anni Venti…

Nel 1929 Carlo Carrà sostiene che nelle opere di Jessie Boswell (1881-1956) “non vi è mai aneddoto” e che ciò che ispira la pittrice “non è l’episodio, ma l’accordo di tre o quattro tonalità che l’hanno impressionata”. Questa considerazione lungimirante mette in luce uno degli elementi principali che fanno dei Sei di Torino un’antenna vibrante della cultura francese, obbligando ad affrontare immediatamente l’assunto principale di questa mostra.

L’articolo completo lo trovi in www.exibart.com, alla pagina:
Il gruppo dei 6 di Torino

Fonte:Exibart on line

CIRIE’ (To): Radici quadrate.

Il Palazzo Municipale di Ciriè ospita fino al 5 marzo 2006, la mostra di Giovanni Carlo Rocca dal titolo “Radici Quadrate”, una personale interpretazione di ritratti e figure tratte dalla quadreria e dalle decorazioni del Palazzo.

Giovanni Carlo Rocca è entrato nel Palazzo Municipale di Ciriè come restauratore. A lui si deve, infatti, il restauro di tutta la quadreria dei D’Oria – i famosi signori che tra il 1635 e il 1645 ristrutturarono, ed in parte costruirono, il palazzo -, del Salone consiliare, delle sette grandi tele, degli stucchi e degli affreschi della camera da letto e del budoir di Carlo Emanuele II.

Lavorando in questo suggestivo ambiente, l’esigenza di dipingere – Rocca si è diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ma poi si è subito indirizzato al restauro – è diventata impellente. Nasce così il progetto di “Radici quadrate”: “radici” perché sente il forte richiamo dell’antico, che ripropone non solo nei soggetti, ma anche nel modo di dipingere, che mutua dal restauro, e “quadrate”, per contrastare – al contrario – fortemente l’antico, in quanto tale formato è presente solo a partire dall’arte moderna. Riprende, dunque, alcuni dei soggetti che ha restaurato, estrapola la figura che gli interessa e la ripropone giocando con la forma quadrata – che oltre ad essere il formato della tela, viene anche suggerita all’interno della stessa composizione – e con i colori: con tinte molto accese realizza gli sfondi e con il nero “sottolinea” le figure.

L’esposizione comprende 32 quadri di cui 22 dedicati ai D’Oria e al Palazzo, più una grandissima opera di 36 mq composta da venti tele affiancate di differenti misure, La deposizione (che l’artista ha realizzato nel 2004) e un omaggio alla città di Ciriè, che ospita la sua prima importante mostra.

Ogni quadro è affiancato dal dipinto o dalla foto da cui Rocca ha preso ispirazione: un ulteriore omaggio all’arte di cui si è nutrito fino a questo momento.

L’allestimento, curato dalla scenografa Gianpiera Aghemosegue nelle sei sale un percorso ben definito: la prima sala ospita la grande Deposizione dalla seconda alla sesta si susseguono “Suggestioni varie”, “I D’Oria”, “Dal salone consiliare”, “Personaggi di corte” e “Protagonisti a Palazzo”. Una musica di sottofondo, che rivisita accordi antichi in chiave moderna selezionata anch’essa per l’occasione da Vincenzo Depalma e Salvatore Didio , accompagna inoltre il visitatore in questa girandola di ritratti e di personaggi in cui realtà e fantasia, moderno e antico si strizzano l’occhio e regalano momenti di viva emozione.

Info: Palazzo Municipale di Ciriè (To), fino al 5 marzo 2006,
Orario: da martedì a domenica ore 10-19, ingresso gratuito
Marilina Di Cataldo, tel. 347/7365180
Catalogo: Alinea, Firenze

‘’L’Abbandono’’ – cm. 180 x 185 – 2005

Il dipinto è una personale interpretazione del “Cristo Morto” di Andrea Mantenga (1480-1490).

La riflessione sull’arte classica è elemento distintivo dell’attuale produzione artistica di G.C. Rocca, artista diplomatosi all’Accademia di Torino, ma presto orientatosi al campo del restauro in cui opera con successo da oltre 20 anni con il suo laboratorio di Balangero (To), accreditato presso le competenti Soprintendenze.

Recentemente è stato selezionato tra i restauratori della Venaria Reale.

Attraverso l’attività di restauratore, ha maturato una profonda esperienza di analisi specifica e attenta delle antiche tecniche pittoriche, delle geometrie compositive, degli equilibri cromatici. Tale patrimonio culturale gli consente ora di stabilire un dialogo speciale con l’arte.

Un dialogo animato dal profondo rispetto per i maestri del passato; animato anche dalla complicità che nasce dall’intima conoscenza dell’arte e degli strumenti espressivi di chi l’ha prodotta.

Sottrattosi a lungo ed intenzionalmente dal confronto con i colleghi contemporanei, Rocca ha trovato negli artisti del passato straordinarie occasioni di ispirazione: egli dichiara insistentemente questo desiderio di continuità tra passato e contemporaneità attraverso un’imitazione intesa come selezione (attraverso il filtro della personale sensibilità) ed accentuazione degli elementi della pittura antica.

È un atteggiamento profondamente diverso da quello scanzonato e beffardo che fu di certa cultura postmoderna che spesso stravolse, ridicolizzandola, l’arte del passato per mero scopo ludico di vacua retorica provocatoria.

Osservando le opere di Rocca, non si ha la fastidiosa sensazione di assistere ad atti di trasgressione irriverente: si ha invece la rasserenante convinzione che sia possibile un riscatto al contemporaneo dei temi del passato.

Le opere del passato sono per Rocca “pretesto” per comunicare vicende esistenziali affatto personali ed intimamente vissute. La riflessione sul Cristo del Mantegna si trasfigura, nell’opera di Rocca, in riflessione sull’abbandono di un corpo d’uomo esausto, non ancora esanime: il volto sembra respirare; l’espressione, distesa sulle labbra ma corrugata sulla fronte, è drammaticamente consapevole.

L’attenzione è concentrata solo sulla figura: il contesto scompare e il Cristo fluttua nello spazio grigio del fondo da cui è separato col forte segno del profilo nero. Una sorta di profonda incisione riscontrabile in tutte le opere dell’artista.

L’abbandono” si inserisce in un progetto artistico che conta 33 opere, di cui 32 saranno esposte alla mostra “Radici Quadrate” che si terrà a Palazzo D’Oria di Cirié fino al 5 marzo 2006.

Camilla Torre

Link: http://www.giovannicarlorocca.it

Email: madica@libero.it