Archivi categoria: Mostre

GENOVA. Marina Fedorova – visioni d’autunno.

LA BERTESCA-MASNATA, in collaborazione con KAISER ART, presenta M A R I N A     F E D O R O V A – Visioni d’autunno, che si terrà a Genova.

L’artista, che vive e lavora a S. Pietroburgo, dove è nata nel 1981, nella serie di tele in mostra rappresenta paesaggi immaginari e personaggi ispirati al mondo della moda e della letteratura.

Con rapide pennellate Marina esprime atmosfere e situazioni apparentemente sospese, ma cariche di valenze simboliche.

Info:
Orari di apertura: fino al 25 Gennaio 2007, da martedì a venerdì: ore 17-19 – Orari alternativi a richiesta.
La Bertesca-Masnata – cell. +39-347-1560129
e-mail: francesco.masnata@inwind.itwww.labertesca.com
Via del Molo 5 r. – 16128 Genova (indirizzo postale: C.P. 1823 – 16121 Genova)

Kaiser Art – cell. +39-347-2684946
e-mail: info@kaiserart.netwww.kaiserart.net

 

MILANO. Una collezione d’arte tra Ottocento e Novecento.LA RACCOLTA EUGENIO BALZAN.

L’esposizione, organizzata e promossa dalla Cornèr Banca di Lugano e dalla Cornèr SIM di Milano in collaborazione con la Fondazione Internazionale Balzan, presenta un’accurata selezione di oltre trenta opere dalla sua raccolta d’arte, con autori quali Mosè Bianchi, Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Michetti, Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Gaetano Previati.
Il percorso allestito al Centro Culturale Svizzero, e il prezioso libro che accompagna l’iniziativa, offriranno al pubblico la possibilità di ripercorrere le vicende collezionistiche di un protagonista del giornalismo italiano e di un personaggio di spicco della Milano intellettuale di inizio ‘900, nonché di apprezzare il suo gusto di raffinato intenditore d’arte.
Il libro si inserisce nella collana dei pregiati volumi d’arte che la Cornèr Banca pubblica ogni cinque anni, dal 1958, focalizzando questa sua attività culturale sul tema del collezionismo.

Eugenio Balzan (Badia Polesine, Rovigo, 1874 – Lugano, 1953) fu una personalità influente nella Milano di inizio secolo scorso; uomo di punta del ‘Corriere della Sera’ – di cui fu dapprima correttore di bozze, poi redattore, quindi capocronaca e inviato speciale – ne resse le redini, dal 1903, per oltre trent’anni come amministratore. Amico di letterati e musicisti quali Ulrico Hoepli, Arrigo Boito, Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, riuscì anche a dedicare tempo e passione al suo spirito di mecenate e collezionista d’arte, costruendo una raccolta di opere realizzate dai più importanti artisti italiani dell’epoca.

A Eugenio Balzan e alla sua vicenda artistica e umana, viene dedicata una doppia iniziativa, promossa e organizzata dalla Cornèr Banca di Lugano e dalla Cornèr SIM di Milano, che prevede la pubblicazione di un volume e l’allestimento di una mostra, curati entrambi da Giovanna Ginex.

L’esposizione, dal titolo UNA COLLEZIONE D’ARTE TRA OTTOCENTO E NOVECENTO. LA RACCOLTA EUGENIO BALZAN, in programma a Milano nella sede del Centro Culturale Svizzero, dal 25 gennaio al 28 febbraio 2007, è realizzata grazie alla collaborazioene della Fondazione Internazionale Balzan e presenterà una selezione di oltre trenta opere, con i più bei nomi di artisti dell’Ottocento e degli inizi del Novecento italiano.
Nelle sue scelte, infatti, Balzan si indirizzava verso tendenze e autori consueti al collezionismo sviluppatosi in Italia e in Canton Ticino fin dalla fine dell’Ottocento. Il suo gusto, maturato tra i primi decenni del Novecento fino agli anni Quaranta, era guidato dai consigli della critica d’arte coeva, che frequentava in prima persona. Le sue preferenze propendevano verso le cosiddette “scuole” regionali di fine Ottocento, prediligendo gli ambiti pittorici del naturalismo e i temi della pittura di genere e del paesaggio.

La Raccolta Balzan – la cui ultima e parziale presentazione al pubblico avvenne nel 1944 in Svizzera – racchiude alcuni vertici assoluti della pittura dell’epoca, come le opere di Domenico Morelli, tra cui il capolavoro il Bagno pompeiano, o le tele di Mosè Bianchi e i dipinti di Filippo Palizzi, tra cui la straordinaria Fanciulla sulla roccia a Sorrento, e si caratterizza per esempi di eccellenza per ognuno degli artisti che Balzan aveva scelto di collezionare: ricordiamo ancora il piemontese Alberto Pasini, i lombardi Leonardo Bazzaro, Eugenio Gignous e Gaetano Previati, i veneti Giacomo Favretto, Luigi Nono ed Ettore Tito, i toscani Giovanni Fattori e Plinio Nomellini, i napoletani Edoardo Dalbono, Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Michetti, Federico Rossano e Gioacchino Toma, in uno sforzo perfettamente riuscito di rappresentare ogni “Scuola” regionale, così come era allora intesa la vicenda artistica italiana dell’Ottocento, fino ad un’incursione nel Novecento con un’opera di Ardengo Soffici.

Accompagna l’esposizione un prezioso volume (edizioni Cornèr Banca, pp. 216) curato da Giovanna Ginex – con testi di Renata Broggini e apparati di Laura Casone – che, oltre a ripercorrere cronologicamente la genesi e la formazione della collezione, presenta approfondimenti tematici sugli artisti più importanti conservati nella Raccolta, e ricostruisce la sua vicenda al “Corriere della Sera”.
Il racconto biografico, inoltre, delinea gli anni di  storia del maggiore quotidiano italiano, dalla direzione di Luigi Albertini ai primi anni del ventennio fascista.

Eugenio Balzan nasce a Badia Polesine nel 1874; dopo un periodo di lavoro come decoratore d’interni a Padova, si diploma come agrimensore e inizia l’attività tra Vicenza e Verona, dove nasce la sua autentica aspirazione, il giornalismo, lavorando al quotidiano “L’Arena”.
Trasferitosi a Milano, grazie a un conterraneo caporedattore al “Corriere della Sera” entra al giornale nel 1897 come sostituto correttore di bozze, e in breve diventa redattore, capocronaca, e nel 1901 inviato speciale sull’emigrazione italiana in Canada. Intuita la sua formidabile abilità di organizzatore, il direttore Luigi Albertini gli affida nel 1903 la gestione della società editrice, incarico che svolgerà per trent’anni. Amministratore abile e oculato, Eugenio Balzan diventa personaggio di spicco nella Milano del tempo con amici nel campo dell’editoria, della musica, dell’arte, del giornalismo: Ulrico Hoepli, Arrigo Boito, Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, Sabatino Lopez, Marco Praga, sono alcuni dei protagonisti dell’epoca che risultano in confidenza con lui. Cavaliere, ufficiale e commendatore della corona d’Italia, si deve alla tenacia di Balzan la straordinaria espansione della testata (sino a 800.000 copie durante la Grande guerra). A fine 1925, nel delicato momento politico del passaggio dal liberalismo al fascismo, è mediatore tra gli Albertini, estromessi dal regime, e la nuova proprietà Crespi, ricevendo una partecipazione azionaria al giornale. Impegnato a difendere l’indipendenza del “Corriere”, dopo ripetuti attacchi di ambienti fascisti ostili, nel 1933 lascia l’Italia e si ritira in Svizzera dove prosegue l’attività benefica a enti italiani, soprattutto verso i giornalisti rifugiati politici nel 1943-1945. Ripreso il domicilio in Italia nel 1950, Eugenio Balzan muore improvvisamente a Lugano il 15 luglio 1953.

Info:
Milano, ISR Centro Culturale Svizzero di Milano (Via Vecchio Politecnico 2 – Piazza Cavour)
25 gennaio – 28 febbraio 2007
Orari: dal lunedì al sabato, dalle 12 alle 19 – Ingresso libero

tel. + 39 02 76 01 61 18; Fax + 39 02 76 01 62 45

Email: milano@istitutosvizzero.it

PERUGIA. Una mostra lunga un giorno – Gerardo Dottori.

Perugia, 12 gennaio 2007: a Palazzo della Penna la prima delle ‘Manifestazioni per i Trenta anni dalla scomparsa’ di Gerardo Dottori.

 

Nel 2007 ricorre il trentesimo anniversario della scomparsa di Gerardo Dottori, grande esponente del futurismo umbro e inventore dell’Aeropittura. Il Comune di Perugia, in collaborazione con gli Archivi Dottori, ha deciso di dedicare alla maggiore personalità artistica della sua città un programma che durerà per tutto il 2007.

 

Venerdì 12 gennaio alle ore 17:00 a Palazzo della Penna, sede della Raccolta Dottori, avrà luogo il primo di tali appuntamenti: Una mostra lunga un giorno. In questa occasione sarà presentata l’opera Preghiera, un olio su stoffa databile verso la metà degli anni Venti, proveniente da una collezione privata e generosamente concessa in deposito alla Raccolta. Si tratta di un pezzo inedito (non figura nel Catalogo generale), una sorta di stendardo processionale, che rappresenta una figura femminile orante, di gusto simbolista e Liberty, dunque precedente alla svolta futurista di Dottori. Nell’occasione saranno mostrate quattordici opere sacre futuriste del maestro, che fu tra i pochi della sua corrente a dedicarsi al tema religioso: disegni, idromatite e dipinti, alcuni inediti, altri mai o raramente esposti, tutti provenienti da collezioni private perugine. E’ stato dunque ascoltato l’appello di Massimo Duranti, curatore della Raccolta Dottori e presidente degli Archivi Dottori, affinchè i collezionisti e le istituzioni pubbliche e private concedano in deposito alla Raccolta le opere dell’artista di cui sono in possesso. La sterminata produzione di Dottori, infatti, probabilmente a causa del disinteresse critico di cui ha a lungo sofferto, sono sparse nelle sedi più disparate, ed è solo da qualche anno che ci si sta impegnando a rimetterle insieme nella Raccolta (aperta al pubblico nel 2003).

 

Oltre alla presentazione di Preghiera e alla mostra delle altre opere, l’appuntamento prevede anche una conversazione su Gerardo Dottori e il Sacro che si articolerà nei seguenti interventi introdotti dall’Assessore alle Politiche culturali e Giovanili del Comune di Perugia Andrea Cernicchi e coordinati da Massimo Duranti: ‘L’Arte Sacra Futurista’ di Antonella Pesola, ‘Il Sacro in Dottori’ di Francesca Duranti, ‘La pittura murale sacra di Dottori’ di Andrea Baffoni. Un video completerà le tre relazioni.

 

La mostra resterà aperta anche il 13 e il 14 gennaio.

 

 

Autore: Giuseppe Alberto MONTALTO

CODROIPO (Ud). ManinFesto: Pittura e Disegno in Friuli Venezia Giulia a Villa Manin di Passariano.

Sabato 13 gennaio alle ore 18  a Villa Manin di Passariano (Codroipo, Udine) sarà inaugurata la mostra “ManinFesto: Pittura e Disegno in Friuli Venezia Giulia”.
L’esposizione, che occuperà il primo piano della villa che ospita il Centro d’Arte Contemporanea riguarderà i lavori degli otto finalisti dell’omonimo concorso. Ogni artista avrà a disposizione una stanza e saranno quindi  otto piccole mostre personali che daranno vita alla parte finale del progetto ManinFesto.
Nella giornata di sabato 13 gennaio, la giuria si riunirà ulteriormente per stabilire l’ordine dei finalisti che saranno annunciati e premiati durante l’inaugurazione.
ManinFesto è un’iniziativa voluta dal Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin, per promuovere e far crescere professionalmente gli artisti che operano con la pittura e il disegno nati o residenti nel  Friuli Venezia Giulia.
Bandito nell’estate 2006, il concorso ha registrato un grandissimo successo: ben 368 sono state le adesioni pervenute che la giuria ha valutato per selezionare gli otto finalisti.
La commissione, composta da sette esperti nominati dal consiglio d’amministrazione dell’Azienda Speciale Villa Manin in rappresentanza delle istituzioni regionali legate all’arte contemporanea o in base all’esperienza professionale in questo settore (Francesca Agostinelli, Angelo Bertani, Andrea Bruciati, Maria Campitelli, Nata, Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutto) ha indicato come finalisti del concorso: Antonio Bardino, Emanuela Biancuzzi, Burning Soul (Sara Comelli, Gabriele Bonato, Davide Comelli), Roberto Cantarutti, Maria Elisabetta Novello, Chiara Perini, Laura Zicari, Alessandro Zorzi.

La giuria ha inoltre attribuito ad altri 25 artisti una menzione speciale e si è riservata di assegnare i premi in denaro ( 3.000 € al primo classificato, 2.000 € al secondo, 1.000 € al terzo e 500 € a tutti coloro che si classificheranno a pari merito al quarto posto) a mostra allestita, per valutare al meglio il lavoro di ogni singolo artista.
Gli artisti menzionati sono Carlo Andreasi, Patrizia Baldan, Sara Bellinato, Alessandra Bincoletto, Marco Brollo, Massimiliano Busan, Stefano Calligaro, Claudia Cavallaro, Elena Del Fabbro, Mattia Del Moro, Marina Ferretti, Annalisa Gaudio, Alessandra Ghiraldelli, Aldo Ghirardello, Gianluca Grosso, Eddi Milkovitsch, Sabina Romanin, Fulvia Spizzo, Luca Suelzu, Luigina Tusini, Carlo Vidoni, Elisa Vladilo, Paolo Zamolo, Nadia Zorzin.
Gli artisti under 30 che hanno ricevuto la menzione, accogliendo l’invito di Andrea Bruciati direttore della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, parteciperanno alla rassegna, Fruz 01: una nuova generazione di artisti in Regione. La mostra si terrà presso la Project Room della Galleria di Monfalcone dal 12 al 25 gennaio 2007 (inaugurazione venerdì 12 gennaio alle 18:30).
Ogni lavoro che ha partecipato al concorso ManinFesto, a prescindere dal valore artistico ha portato espresso una grande passione, a dimostrazione che l’arte continua a rappresentare  un importantissimo strumento di espressione civile e di equilibrio sociale.
La mostra ManinFesto si affianca alla mostra in corso EurHope 1153 Arte Contemporanea dal Bosforo, visitabili entrambi fino al 25 febbraio 2007

Info:
dal 14 gennaio – 25 febbraio 2007; Ingresso libero
Orario: dal martedì al venerdì 9.30-12.30 / 14.30-18; sabato e domenica 10-18.30; Chiusura:lunedì
tel +39 0432 906509

 

 

Link: http://www.villamanincontemporanea.it

Email: info@villamanincontemporanea.it

CATANIA. Antonino Triolo – Sculture.

Galleria PizzArtè, Via Gisira, 62/68 – Catania, da martedì 9 gennaio 2007, ore 20.00, con musica e aperitivo, fino al 21 gennaio 2007; dalle 20.00 all’1.00; chiuso il lunedì; ingresso libero.

Quinto appuntamento per il ciclo di mostre “Quindici morsi d’Arte“, complesso progetto di quindici esposizioni, di durata quindicinale, che si svolge nei rinnovati locali della Galleria PizzArtè di Catania, in collaborazione con la rivista TRIBE ART – La Guida / Il Mensile degli Eventi d’Arte in Sicilia. L’artista scelto è lo scultore Antonino Triolo. Gli artisti selezionati provengono da tutta la Sicilia e rappresentano alcune fra le più interessanti ricerche artistiche contemporanee, legate comunque alla ricca tradizione figurativa isolana. 

Antonino Triolo nasce artisticamente nell’autunno del 1993, all’età di 27 anni, scoprendo con grande piacere e sorpresa il proprio talento nell’incidere e modellare il legno, riuscendo ad animare la materia secondo le proprie emozioni per dare vita ai suoi enigmatici personaggi. Triolo, autodidatta, si è affidato per i soggetti delle proprie opere alla personale capacità di trarre dall’ambito storico e geografico le fonti tematiche più esplicative. Dopo l’incontro con la scultrice Lea Vassalli, l’artista riflette sulla possibilità di trarre l’ispirazione per le sue opere dalle forme che la natura ha già impresso nel legno. Pertanto inizia a guardare l’ambiente che lo circonda ricercando le forme celate nei rami o in piante intere, prediligendo inizialmente il legno di vite. Il risultato ottenuto è intrigante e rappresenta un punto di equilibrio tra virtuosismo e rispetto della forma naturale; questo modo di procedere accompagnerà l’artista nelle opere successive.
L’amore per la materia “legno” ha lasciato poche possibilità all’autore di sperimentare altri materiali, ma grazie all’osservazione del paesaggio non poteva che approdare alla roccia calcarenitica, pietra dall’aspetto ruvido, che non permette la definizione di zone lisce e rilucenti e pertanto più adatta ad esprimere pathos. Così la pietra, meno amata dall’autore per la minore piacevolezza di lavorazione, lo ricompensa per l’effetto finale di primitività ed intimità.
Successivamente utilizza anche la pietra pomice, di facile lavorabilità e di colore bianco candido. È questo il periodo delle figure in cui è in risalto la proporzione artefatta tra testa e resto del corpo, in cui si offrono allo spettatore varie visioni prospettiche secondo assi ortogonali, che lo obbligano a girare attorno alla scultura per ricomporre la propria visione globale dell’opera.
Nell’inverno del 2006, realizza un busto in legno di noce, nel quale mantenendo sempre una tensione, un patos tipico delle sculture precedenti, introduce una lettura più gioiosa della raffigurazione femminile. L’autore si confronta per la prima volta con una scultura in scala più elevata acquistando maggiore fiducia e consapevolezza delle proprie capacità raffigurative.
L’ispirazione tratta dalle forme dei legni ritrovati sulla battigia è infinita e pertanto l’artista produce veri piccoli capolavori declinando le molteplici visioni della figura femminile intrisa di sensualità e fascino. Le figure ritratte assurgono dal mondo classico e più propriamente assumono la dignità delle opere archeologiche. Veri ritrovamenti di civiltà del passato riaffiorano nell’ispirazione dell’artista dal materiale ligneo restituito dal mare.
Molte delle opere di Antonino Triolo sono in esposizione e vendita presso “Artesia – Galleria d’Arte” di Catania.