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PADOVA. Giorgio de Chirico.

L’evento dell’anno? Si svolge a Padova, che ospita la più importante mostra su de Chirico mai realizzata. Un’ampia personale per conoscere fino in fondo l’artista inventore della Metafisica…

L’articolo completo si trova in Exibart on line, alla pagina:

http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=18642&IDCategoria=1&MP=true

 

Info:
Fino al 27 maggio 2007 – a cura di Paolo Baldacci, Gerd Roos – Padova, Palazzo Zabarella Via San Francesco 27 (35121)
tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 19.30 –
+39 0498753100 (info), +39 0498752959 (fax)

Biglietti: intero 10€ -ridotto speciale 8€;
per gruppi da 10 a 25 pax, visitatori singoli oltre i 65 anni – ridotto di legge 5€; dai 6 ai 18 anni, studenti fino ai 26, possessori di PadovaCard – ingresso gratuito bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo prenotato, accompagnatore di disabile. Prenotazione -1€ a persona – obbligatoria per gruppi e scolaresche.

Link: http://www.palazzozabarella.it

Email: info@palazzozabarella.it

Fonte:Exibart on line

MADRID. Tintoretto.

The Prado selected 65 works by Tintoretto – 49 paintings, 13 drawings and 3 sculptures – coming from the collections of leading European and American museums and institutions. It is the first monographic exhibition to be devoted to the artist in Spain, as well as the first exhibition of this scale since the one held in Venice seventy years ago. It offers a rigorous and comprehensive survey of the artist’s whole career, and is itself the fruit of a lengthy and exhaustive research project which is reflected in the accompanying catalogue.

Making up for a museological neglect.
Despite being one of the greatest names in the history of painting, Jacopo Tintoretto has been the subject of scant attention on the part of museums and institutions. This can partly be explained by logistical reasons, given that many of his masterpieces are large-format canvases and are still to be found in Venice in the original buildings for which they were painted. In addition, there are also attributional reasons related to his extremely extensive output, which is often confused with that of his followers and imitators. These reasons have resulted in museological neglect, and, since 1937 Tintoretto has only been the subject of exhibitions focusing on specific aspects of his work. The Museo del Prado intends to make up for this neglect, following an arduous process of research which has involved experts from the US, Germany, Great Britain, Italy, Austria and Spain.

A rigorous selection.
The experts have also worked together on a rigorous selection of works for the exhibition.The basic criterion has been quality. Tintoretto was a prolific artist as well as an irregular one; and tremendous care has been devoted to the present selection. The first sacrifice in this respect was made by the Museo del Prado itself, some of whose works attributed to Tintoretto have been excluded as they lack the required quality. This does not imply that all the works in the exhibition are entirely by his own hand. The notion of authorship in the 16th century was different from the one held today and artists’ workshops relied on assistants and collaborators. In some of the paintings on display, particularly the late ones, the involvement of assistants is obvious. This is the case with The Burial of Christ (church of San Giorgio Maggiore, Venice), but it does not imply a decrease in quality or in Tintoretto’s unmistakable artistic style and personality.

All the major artistic genres.
The exhibition reveals the wide range of registers in which Tintoretto worked and his interest in all major artistic genres. In particular, it focuses on his painting of religious narratives, the field in which he produced his most famous compositions. The exhibition provides the first chance in 400 years to see together two of his masterpieces of religious art, painted for the church of San Marcuola: The Last Supper (church of San Marcuola, Venice), and Christ washing the Disciples’ Feet : (Museo del Prado, Madrid). It also brings together some of his most important mythological paintings (such as : Venus, Vulcan and Mars, (Munich, Alte Pinakothek), and : The Origins of the Milky Way, (London, National Gallery), as well as examples of his work as a portraitist, including the  The artist’s creative process.

The exhibition pays particular attention to the artist’s creative process, placing great emphasis on the concept of “disegno’ in the sense of a tool of learning, experimentation and composition, as well as on technical issues, the latter being an integral part of the exhibition. Drawing was exceptionally important to the artist, and the exhibition features a group of works on paper. These fall into three types: drawings of classical sculptures and sculptures by Michelangelo, drawn from small models which will be displayed alongside these studies; preparatory studies for entire compositions, of which the only surviving one, for Venus and Vulcan: (Berlin, Staatliche Museen zu Berlin) will be displayed; and preparatory studies of individual figures, often reused by Tintoretto for various different works.

Info:
Museo Nacionasl Del Prado – Paseo del Prado s/n -Madrid
Hours: Tuesday to Sunday and public holidays: 9am – 8pm
Admission: Full Price: 6€ Concessions: 3€
dal 30/1/07 al 13/5/07
tel. + 34 913302941, fax + 34 913302853/58

Fonte:Undo.net

MILANO. Klee riappare lo sciamano cristiano.

«La musica è per me come una donna stregata dall’amore. La pittura mi darà gloria? Potrò diventare uno scrittore, un lirico moderno!». Buona la seconda. Perché allo svizzero tedesco Paul Klee (1879-1940), inizialmente incerto ma poi docile a un proprio luminoso percorso, la pittura ha dato molta gloria. Senza tuttavia dimenticare che, di questo artista così possessivamente ammirato, musicisti erano i genitori e lo sarà sua moglie, Lily Stumpf.

Violinista è stato lui stesso, nonché scrittore mezzo filosofico. Oltre che laconico, a tratti folgorante, poeta. In piccoli quadri, creati nello spirito della concisione e della brevità, ha trovato lo spazio per reinventare l’universo. E questo lo sanno fare soltanto i poeti.
Ha iniettato nel suo mondo pittorico considerevoli dosi di leggerezza, nozioni tipo composizione, struttura, tempo. E questa è roba da musicisti.

Klee è il nome della romantica sonda che abbiamo inviato nella profondità dei sottosuoli, così come fra le costellazioni, per dirci ancora, in un secolo disincantato come il ‘900, che ogni cosa, ogni essere è connesso con tutti gli altri.
Che pietre, fossili, rametti, conchiglie sono segretamente affini agli uomini e agli astri, e che al loro interno si può scorgere nientemeno che l’anima del mondo.
Messa così, ogni sua riapparizione è un evento. Lo è anche la mostra che si apre alla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano (26 gennaio-29 aprile): Paul Klee. Teatro magico. Consiste in un centinaio di pezzi di questo cristianissimo sciamano: grafiche, disegni a carboncino, acquerelli, oli, pastelli.

Più 50 opere di artisti visionari messi a confronto con l’immaginazione di Klee. Tra questi, Goya, Piranesi, Ensor, Kubin (che gli era amico), Klinger (che lui non amava). Tulliola Sparagni, curatrice dell’esposizione, ha smembrato l’attività kleiana in capitoli, continuando a farla giustamente aderire al suo fondo esistenziale. La prima sezione è satira e comicità.

Si comincia ridendo? Macché. Le invenzioni grafiche iniziali saranno anche fantastiche e bizzarre ma sono soprattutto sinistre. Le altre sezioni centrano il cuore di Klee: finzione e illusione; un mondo altro («I bambini, i pazzi, i popoli primitivi hanno ancora il potere di vedere!» esclama Paul); il regime notturno delle immagini.

A un pelo dal nulla dell’astrazione, ecco soli, lune, frecce, casette, croci, uccelli, pesci, montagne, lettere, numeri. Tra frammenti di micromosaici bizantini preziosi come gioielli, ideogrammi orientali, geroglifici egizi, Klee tesse l’opera come un ragno la sua tela.
Imbozzola e salva un pezzo di cosmo smagliante. Lo segui con lo sguardo e ancora tocchi l’organico e l’inorganico, la natura al suo stato nascente, i millenni passati, e poi la zoologia, la botanica, la fisica, l’astronomia…
Però il finale di partita è duro: la malattia, la persecuzione nazista, la fuga.
Quando Klee muore, l’Europa è già nel baratro. A suo modo lui è salvo: «Giacerò un giorno nell’ignoto, accanto a un angelo sconosciuto».
 
Info:
Fondazione Mazzotta, fino al 29 aprile 2007.

Autore: Marco Di Capua

Fonte:Panorama.it

MILANO. Paul Klee.

La rassegna si presenta come un percorso sul fantastico kleiano diviso in capitoli, nei quali alcuni aspetti fondamentali del suo pensiero e della sua prassi artistica, come ad esempio il rapporto con la musica e la letteratura, oppure l’approccio all’arte infantile o primitiva, sono esaminati in chiave di raffronto iconografico con l’arte di grandi protagonisti dell’arte del fantastico, come Goya o Piranesi, oppure con immagini tradizionali del filone fantastico, come il Totentanz.

Saranno esposte un centinaio di opere di Klee provenienti da prestatori pubblici e privati, accompagnate da 50 opere di riferimento in gran parte provenienti dalla collezione della Fondazione Antonio Mazzotta.

La collezione della Fondazione Mazzotta possiede in effetti una forte vocazione all’arte fantastica, riunendo al suo interno l’intera opera grafica di Klinger, Goya, Piranesi, alcune serie di Daumier, Beardsley, Chagall, e piu’ di 40 fogli di Kubin, solo per restare in ambito moderno. Quasi tutti questi artisti sono stati messi in relazione diretta all’arte di Klee, che a sua volta ha elaborato e teorizzato il proprio mondo figurativo come una sorta di inframondo o “regno intermedio’ (Zwischenreich) distaccato da quello reale. “Il mio ardore rassomiglia piu’ a quello dei morti o dei non nati’, scrivera’ l’artista nei Diari.

La mostra e’ divisa in diversi capitoli tematici (Satira e comicita’; Teatro Magico-Finzione e illusione; Il mondo altro/primitivismo, infanzia, passato; Notturni) che suggeriscono in generale un tracciato biografico, anche se la tradizionale ripartizione dell’opera di Klee (fasi iniziali, Blaue Reiter, Bauhaus, e ultimo periodo bernese) utilizzata dalla maggior parte delle mostre italiane perche’ la piu’ comprensibile al pubblico, in questo caso fa solo da sfondo.

Info:
Fondazione Antonio Mazzotta – Foro Buonaparte, 50 – Milano
Orario: 10-19,30; martedi’ e giovedi’ 10-22.30
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5.50 / 4.50 euro

Fonte:Undo.net

CATANIA. Quindici morsi d’Arte – Kranti ancore di salvezza.

Ottava mostra del ciclo “Quindici morsi d’Arte“, complesso progetto di quindici esposizioni, di durata quindicinale, che si svolgono nei rinnovati locali della Galleria PizzArtè di Catania, in collaborazione con TRIBE ART – La Guida / Il Mensile degli Eventi d’Arte in Sicilia.

Gli artisti selezionati dalla Galleria provengono da tutta la Sicilia e rappresentano alcune fra le più interessanti ricerche artistiche contemporanee, legate comunque alla ricca tradizione figurativa isolana. 

In mostra la più recente produzione dell’artista catanese Kranti. Dopo diverse esperienze nel resto d’Italia, in Germania e in Austria in diverse discipline artistiche, grafica, teatro, pittura e musica, l’artista ha deciso di ritornare nella città etnea.

Il suo approccio alla produzione artistica sublima in una profonda spiritualità. Significativa già la scelta del nome Kranti che in indiano significa ‘rivoluzione’. La sua è una rivoluzione di pace, di amore e di speranza, in cui la bellezza è un’ancora di salvezza dalla guerra, dall’odio e dallo scoraggiamento.

Noto per i suoi collage, oggi utilizza soprattutto l’arte digitale che gli permette di esprimere il suo universo interiore. Nelle sue opere prendono vita esseri mitologici, cavalieri leggendari o angeli popolari, in un mondo in cui il cielo, il mare, il sole, le montagne sono testi invece di segni grafici. Le ambientazioni, seppur di fantasia, sono quasi tutte legate in modo viscerale alla sua città. Quello che ha con Catania è un rapporto sentimentale, ma da innamorato deluso che non perde occasione per manifestare il suo stato d’animo.

Nelle opere di Kranti appaiono fondamentali le sue esperienze nel mondo dell’illustrazione e della grafica pubblicitaria in varie testate quali Vanity Fair, Modem, Linea grafica, In Town e quelle nel mondo della moda con Moschino, Ratti e Comoseta.

PizzArté è un prestigioso ristorante e pizzeria di Catania, che da anni promuove eventi culturali e mostre d’arte. Il piano superiore del locale è infatti interamente riservato a tali manifestazioni.

TRIBE ART – La Guida è il primo mensile degli eventi d’arte in Sicilia. La rivista, ideata e realizzata da TRIBE Società Cooperativa, è nata nel febbraio 2003 come versione cartacea di uno dei più seguiti portali d’arte: TRIBENET – La Tribù italiana dell’Arte (www.tribenet.it), on line dal 1999. Ricca di segnalazioni di eventi artistici, notizie, articoli e recensioni, il mensile si occupa anche della promozione degli artisti attraverso la [.tribegallery], la prima ‘galleria’ cartacea, che in questi anni ha visto la partecipazione di oltre 100 artisti.

Info: 
Galleria PizzArté, Via Gisira, 62/68 – Catania – dal 20 febbraio al 4 marzo 2007.
Inaugurazione: martedì 20 febbraio 2007, ore 20.00, con musica e aperitivo. Sarà presente l’artista.
TRIBE Società Cooperativa / rif. Giacomo Alessandro Fangano – Vanessa Viscogliosi – tel: 338.8913549 | 339.5626111 | fax: 1786019215.

Link: http://www.tribearl.it

Email: info@tribearl.it