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CAGLIARI. Fondo di ceramiche di Pietro Paolo Ingrao.

Mostra del fondo di ceramiche raccolto da Pietro Paolo Ingrao dal secondo Dopoguerra e e donato alla Galleria comunale d’arte di Cagliari.
La raccolta contiene ceramiche provenienti in gran parte dall’area dell’Italia meridionale, dalle rinomate fabbriche di Vietri sul mare, Cerreto Sannita, Ariano Arpino, Grottaglie, Caltagirone, Napoli, e prodotte dalla metà del Settecento a metà Ottocento.

Info:
Fino al 30 aprile 2008, orario: 9.00-13.00 / 15.30-19.30 escluso lunedì.
Cagliari (Cagliari), Centro d’arte e cultura il Lazzaretto, via dei Navigatori, borgo sant’Elia.

Autore: Giovanna Fundoni

Email: giovanna.fundoni@yahoo.com

IMOLA (Bo). Arte gotica. Affreschi ritrovati in San Francesco e in San Domenico.

E’ stata inaugurata a Imola (Bologna) la mostra ‘Arte gotica a Imola. Affreschi ritrovati in San Francesco e in San Domenico’. La mostra, curata da Claudia Pedrini, e’ promossa da Città di Imola, Assessorato alla Cultura, Musei Civici di Imola con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

La mostra e’ patrocinata dalla Soprintendenza Beni Artistici di Bologna, dall’IBC (Istituto Beni Culturali della Regione Emilia – Romagna), dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Bologna.

La particolare esposizione, che prosegue fino all’8 giugno, e si snoda attraverso un percorso artistico tra diversi luoghi storici della città, mostra al pubblico, per la prima volta nella sua interezza, importanti episodi artistici di area imolese databili al periodo gotico.

Punto di partenza ed epicentro dell’esposizione e’ il Museo di San Domenico, dove sono presentate numerose opere tra dipinti, oreficerie e miniature, testimonianza della varietà e della ricchezza della cultura figurativa imolese di quel periodo. Parte integrante della mostra, all’interno del Museo, anche l’ex Capitolo del convento dove si trovano altri affreschi riscoperti tra i quali un ritrovamento di grande importanza storico artistica: entro una piccola nicchia sopra l’ingresso, l’affresco di Cristo che esce dal sepolcro una Imago pietatis, pittura trecentesca riapparsa dopo oltre 500 anni e in ottimo stato di conservazione.

Il percorso espositivo prosegue in altri due importanti contenitori architettonici, in cui si trovano i piu’ significativi materiali figurativi ancora in situ: nella ex Chiesa di San Francesco, oggi Biblioteca Comunale, sono stati ritrovati in modo inaspettato e riportati a visibilità dopo un lungo periodo di restauro, alcuni affreschi tra cui il brano pittorico di maggior interesse che raffigura La Madonna della Misericordia tra angeli e santi; un altro notevole ciclo di affreschi e due significative lastre tombali si trovano nella Cappella delle Laudi nella Chiesa di San Domenico dove, all’esterno, particolare rilievo riveste il grande portale in cotto (1340).

Corredo ideale dell’esposizione, il volume di studi-catalogo Arte Gotica a Imola- Affreschi ritrovati in San Francesco e in San Domenico (collana Storie e Immagini 2, Editrice La Mandragora), curato da Claudia Pedrini con numerosi contributi di studiosi e critici dell’arte. Il volume e’ realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Arricchiscono la mostra numerose attività didattiche e divulgative collaterali, come alcune conferenze sul tema del gotico imolese, visite guidate e attività laboratoriali.

La mostra in dettaglio:

Chiesa di San Francesco, attuale Biblioteca Comunale
Costruita sul modello della chiesa madre di Assisi, di particolare interesse sono i dipinti ritrovati nella cappella maggiore della chiesa inferiore di cui la fine dei lavori di edificazione e’ databile al settimo decennio del secolo XIV. La presenza di affreschi nella ex-chiesa inferiore di S. Francesco fu rivelata, nel 1982, dal ritrovamento di intonaci dipinti all’interno della cartoleria che da tempo occupava alcuni spazi dell’antica struttura. La rimozione, in questa fase solo parziale, di spessi strati di intonaco e di imbiancatura, permise la scoperta di un dipinto murale, posto sulla parete nord, raffigurante la Madonna della Misericordia, dalle caratteristiche tecniche tipiche di un affresco trecentesco. La prosecuzione dei lavori fu sottoposta a numerosi rallentamenti ed interruzioni dovuti alle complesse esigenze del cantiere edile che portava avanti, contemporaneamente, il recupero architettonico della chiesa.

Nel corso del tempo sono cosi’ riaffiorate decorazioni e scene tra cui sulle vele del catino i Quattro Evangelisti, sulla parete destra L’ultima cena del Cavaliere di Celano, ma sicuramente l’affresco piu’ significativo rimane la Madonna della Misericordia con al centro la Vergine che solleva il mantello foderato di vaio e accoglie i devoti inginocchiati. La vicinanza con Bologna impone una prima riflessione sulla pittura emiliana, in realtà la lettura stilistica del critico Alessandro Volpe si sposta verso l’area marchigiana e umbra. Pare dunque che cercare le radici di cultura figurativa della Madonna di Imola significhi avventurarsi a ripercorrere una delle piu’ affascinanti vicende trecentesche, poiche’ se l’autore si formo’ tra le originalissime personalità attive tra Fabriano e Tolentino intorno o poco dopo la metà del secolo, ebbe la possibilità di attingere all’ingegno del Maestro di Campodonico singolare tramite di quanto i maggiori pittori italiani avevano espresso nella Basilica Inferiore di Assisi.

Chiesa di San Domenico, Cappella Delle Laudi
All’interno della Chiesa di San Domenico si accede all Cappella delle laudi attraverso un breve corridoio frutto di una trasformazione settecentesca, qui sono murate a parete le lapidi terragne di Colaccio Beccadelli (1341) e Bartolomeo Ferraldi (1398).
Le pareti sono interamente occupate da scene affrescate che i restauri del 2003-04, voluti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, hanno restituito a maggiore leggibilità. Dopo gli studi del critico Alberto Graziani del 1940 l’attuale intervento di Alessandro Volpe si configura come lo studio piu’ completo finora realizzato. Tra gli affreschi si segnala il brano pittorico con Sant’Orsola cui la cappella era dedicata

Museo di San Domenico, Capitolo
I dipinti trecenteschi recentemente trovati all’ingresso dell’antico capitolo domenicano si mostrano come reperti estremamente significativi, poiche’ non esistono piu’ in questa città altre testimonianze di pittura per i tempi in cui collocheremo il compimento di questi preziosi resti.
Si tratta dei dipinti murali che decorano la nicchia soprastante l’ingresso e l’intradosso del portale, raffiguranti l’Imago pietatis, ed i santi Domenico e Pietro Martire.
Il restauro del 2006 ha restituito l’architettura e parti delle decorazioni di un’intera parete medievale: eliminati i tamponamenti cinquecenteschi delle bifore e quello settecentesco del portale d’ingresso la facciata del capitolo e’ tornata alla sua forma gotica.
Il ripristino ha permesso la scoperta di una nicchia (di cui non si conosceva l’esistenza), posta alla sommità del portale, entro la quale e’ un’Imago Pietatis trecentesca. Era non piu’ visibile già dalla fine del XVI secolo, mai citata dalle fonti, coperta da un’immagine della Madonna della Misericordia (ora staccata), riappare dopo oltre cinquecento anni, in ottimo stato di conservazione. L’opera e’ ascrivibile ad un pittore bolognese della generazione precedente a Vitale da Bologna.

Museo di San Domenico, Mostra
Il museo e’ ospitato in uno degli edifici maggiormente significativi per arte e storia del centro storico di Imola. Convento domenicano di origine duecentesca con due chiostri di impianto quattrocentesco, ha risentito attraverso i secoli degli eventi culturali e sociali che si sono succeduti. Attualmente ospita, in allestimento provvisorio, la Pinacoteca civica e la sezione di archeologia del Museo Giuseppe Scarabelli, ma e’ in corso un importante lavoro museografico che porterà nel corso del 2009 al riallestimento completo di queste due collezioni, occupando l’intero primo piano del convento.
La mostra, collocata a piano terra, ospita una scelta di opere che testimoniano la ricchezza della cultura figurativa del periodo, tra queste la tavola con la Madonna della spiga di Simone de Crocefissi (1355 ca.), il reliquiario Busto di San Cosma (1387), il Polittico di Giovanni da Riolo (1433).

Info:
Sedi della mostra: Inizio percorso e biglietteria: Museo di San Domenico, via Sacchi 4;
Biblioteca comunale ex chiesa inferiore di San Francesco;
Chiesa di San Domenico, Cappella delle Laudi.
Orari Giovedi’ 20-23 – sabato 16-19 – domenica 16-19 – ingresso libero
Tel 0542 60 26 09
Ingresso mostra: 3 euro

 

Link: http://www.comune.imola.bo.it/museicomunali

Email: musei@comune.imola.bo.it

Fonte:Undo.net

SABBIONETA (Mn). Antologia di Enzo Fiore.

Il Comune di Sabbioneta (Mantova) e la Galleria d’Arte Contini di Venezia, con il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Mantova, hanno il piacere di presentare dal 19 aprile all’11 maggio 2008 una mostra “Antologica” del giovane artista  milanese Enzo Fiore, presso il Palazzo Ducale di Sabbioneta (MN).
La presentazione ed il testo critico verranno curati da Beatrice Buscaroli.

Nelle opere di Fiore il legame con la natura è fortissimo. È da essa che, fin dagli esordi nel 1997, l’artista attinge per plasmare i suoi lavori.
Egli si avvale infatti di materiali “morti”, quali muschio, arbusti, radici, terra, pietre, ma anche resina e cemento che diventeranno gli strumenti per la creazione di forme sospese tra natura e fantasia, o ancora di colori pungenti ed essenziali.

Fiore dimostra uno straordinario potere di suggestione, ed attraverso l’utilizzo impercettibilmente strutturato di materiali organici, peculiarità della sua ricerca artistica, sembra volerci condurre con mano ferma e delicata all’interno di una leggenda, di una dimensione mitologica alla quale lo spettatore è invitato a partecipare.

Questa mostra, coordinata da Paolo Fontanesi, offre una panoramica sull’intera opera di Fiore, dai primi lavori fino all’ultima serie dei ritratti di personaggi illustri.

L’inaugurazione della mostra “Antologica” di Enzo Fiore si terrà presso il Teatro all’Antica di Sabbioneta, sabato 19 aprile ore 18,00, la presentazioni sarà a cura di Beatrice Buscaroli.

Info:
Palazzo Ducale – dal 19 aprile al 11 maggio 2008
Orario mostra: 9,30-13,00 – 14,30-18,30  (feriali e festivi). Chiuso il lunedì – Ingresso €uro 4,00
Catalogo: Galleria d’Arte Contini-Venezia
Comune di Sabbioneta –assessorato Cultura-Turismo
Ufficio eventi culturali tel. 0375 52599.

Email: a.ghizzardi@comune.sabbioneta.mn.it

VENEZIA. L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura.

Colori pastosi spalmati sulla tela con le dita e lavorati, rabbiosamente, con i polpastrelli, “a macchia”.

La sensualità espressa attraverso la fisicità della materia. Una tecnica nuova che creò l’effetto, scioccante, di un incompiuto.

E che invece porta con sé il soffio spirituale dell’infinito…

Quel “non finito” che i contemporanei avevano giudicato incompiutezza e disequilibrio assume per noi il significato, opposto, di infinito, trascendente e sublime. E profondamente ci emoziona.

Info:
dal 24 gennaio al 20 aprile 2008
Gallerie dell’Accademia – Campo della Carità (zona Accademia) – 30123 Venezia
Orario: lunedì ore 8.15-14; da martedì a domenica ore 8.15-19.15
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7  – Catalogo Marsilio
Tel. 0415200345.

L’articolo completo si trova in www.exibart.com alla pagina >>>vai

 

 

Link: http://www.ultimotiziano.it

Fonte:Exibart.segnala

CAGLI (Pu). Salvatore Fiume – L’arte come rappresentazione di se stessa.

A Palazzo Felici, Cagli (PU), dal 15 marzo al 4 maggio 2008, si inaugura la mostra personale del grande artista Salvatore Fiume (1915 – 1997). I dipinti esposti appartengono al Ciclo delle Ipotesi, periodo artistico che abbraccia un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989.

Fiume personalizza i frutti di un’acuta osservazione all’interno della quale ambienta alcune strepitose riproduzioni di capolavori rinascimentali che riportano il maestro idealmente ad Urbino. Un armonico di dipinti, sculture, bozzetti e materiale fotografico che creano all’unisono dei paesaggi dello spirito, simboli di una nuova e sconcertante contemporaneità dei capolavori. L’ipotesi quindi si tramuta in possibilità di dialogo nel tempo fra i tempi, nello spazio fra gli spazi, la scoperta sconcertante dell’eterna simultaneità dell’opera d’arte.

Ricordiamo la grande versatilità dell’artista, nato a Comiso (1915-1997) e studente in Urbino presso l’Istituto d’Arte dove acquisi’ una profonda conoscenza delle tecniche della stampa. Fu pittore, scultore, architetto e scenografo e le sue opere si trovano in alcuni dei piu’ importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il Moma di New York, la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Curata dalla società PiQuadro srl di Urbino, in collaborazione con la Fondazione Fiume di Canzo (Co), la mostra dispone di un catalogo edito da Electa Mondadori. Una grande occasione per apprezzare le creazioni di questo importantissimo ed eclettico artista italiano.

Info:
Palazzo Felici  – Via Don Giuseppe Celli, 25 Cagli (PU)
Orari visita: 9.30-12.30; 15-19 (da martedi’ a venerdi’) 10-18 (sabato, domenica e festivi)  – Ingresso a pagamento
TELEFONO 0722 328183 – FAX 0722 378607

 

Fonte:Undo.net