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Wolfgang Alexander KOSSUTH Sculture e dipinti.

Città della Pieve, cittadina  umbra nota per la sua bellezza e per esser la patria del Perugino, ospiterà nel cinquecentesco Palazzo della Corgna 23 sculture ed altrettanti dipinti dell’artista contemporaneo Wolfgang Alexander Kossuth.

Sull’artista, tra gli altri, hanno scritto:
Michael Engelhard: “L’arte di Kossuth non fa riferimento all’esperienza dell’arte esistente, bensì alla sua personalissima visione. Non è spinto da un’idea di bellezza umana tramandata dall’antichità, bensì da quel che vede e riscopre da sé in maniera assolutamente nuova. E’ questa “l’esperienza primordiale”del suo essere artista.
Vittorio Sgarbi: ”Kossuth è artista dello stupore e della naturalezza e tanto meglio lo verifica nella pura contemplazione, senza inventare situazioni insolite e senza abbandonare la certezza della centralità dell’uomo…
Per l’alto grado di concentrazione intellettuale,la personalità di Kossuth è libera da ogni esaltazione dionisiaca. Kossuth è un artista di castigata sincerità,  chiede alle sue opere…di resistere sulla soglia dell’arte
”.
Nato in Germania, nel 1947, Kossuth  vive e lavora a Milano. Dopo essere stato un brillante violinista ed aver diretto l’orchestra del Teatro alla Scala, nel 1979 abbandona la promettente carriera musicale per dedicarsi alla scultura, dove dal ruolo di  esecutore passa al ruolo di creatore.

Tra le opere in esposizione si potranno ammirare :” Bagnante”, ”Davide 2000” , “Giorgio Strehler”, “Massimo Murru” e una nuovissima serie di  quadri ad olio intitolati  “Capricci”.

Info:
Palazzo della Corgna, Piazza Antonio Gramsci, Città della Pieve
Inaugurazione: sabato 09 agosto 2008 alle ore 18
Esposizione: da domenica 10 agosto a domenica 05 ottobre 2008
Orario: tutti i giorni – 9.30-13.00 / 16.00-19.30
Ente organizzatore: Comune di Città della Pieve
Monografia: Edizione Skira in italiano e francese

Ufficio Beni e Attività Culturali del Comune di Città della Pieve 
Valerio Bittarello – tel:0578-291229   
e-mail:  cultura@cittadellapieve.org

Email: kossuth@telemacus.it

BIELLA. La doppia realtà mostra personale di Imer Guala.

La città rende omaggio a uno dei suoi artisti contemporanei più attivi con la rassegna ‘La doppia realtà”, aperta dal 3 luglio al Museo del Territorio. E’ una mostra antologica dei suoi ultimi lavori dagli anni Novanta ad oggi.
L’artista 82enne, di origini biellesi, attivo in Italia e all’estero con partecipazioni a esposizioni collettive e personali, presenta al Museo del Territorio, nei Chiostri di San Sebastiano, una selezione della serie dei rilievi dipinti.
Tra le opere esposte figurano “Il ritorno a casa di Ulisse” (1995), “Aspettando un eroe” (1995),  “Il monte prefigurato” (2005), “Scacco” (2006), “Il signore dei sogni” (2007) , “Possibile incontro” (2007).
I rilievi dipinti sono oli su tela, realizzati con metodo e ispirazione nuovi ma al tempo stesso evoluzioni della lunga ricerca artistica dell’autore, che sin dagli anni Quaranta si ispira a surrealismo e metafisica. Guala lavora alle icone e i luoghi dei miti classici reinterpretandoli in chiave personale.
Parte dagli insegnamenti appresi da Jean Cocteau, Giorgio De Chirico, Corrado Cagli, Paul Delvaux e li rielabora, con la leggerezza di sfondi in azzurro e rivisitando ogni volta il rapporto tra forma e materia.
I rilievi dipinti, alcuni dei quali già esposti a Teglio in una mostra a palazzo del Comune nell’estate 2007, sono stati descritti da Angelo Mistrangelo come un esempio di riflessione sul tempo e sul rapporto dell’uomo con la realtà: “Forme e colori concorrono alla piena resa del soggetto, mentre passato e presente, tensione emotiva e scrittura, sogno e realtà si fondono, si intersecano, si connettono in un tempo che è la vera e insostituibile stagione dell’artista”.
Hanno scritto di Imer Guala, nel corso degli anni, in saggi e cataloghi per le sue 80 mostre personali, Anna Caterina Bellati, Rossana Bossaglia, Azio Corghi, Luigi Tallarico, Paolo Levi.

Info:
Museo del Territorio Biellese, Chiostro di San Sebastiano – Biella, via Quintino Sella
Dal 3 luglio al 3 agosto 2008
Orario: da martedì a venerdì 15-19, sabato e domenica 10-19
Tel. + 39 015 2529345 – Fax+39 015 2432791

 

 


IMER GUALA. Testi critici

Ci si potrebbe soffermare a lungo sull’interpretazione di queste iconografie che nell’ultima produzione di Guala si sono fatte sempre più intense e misteriose, interpretabili in molti casi secondo direzioni opposte. Sottolineerò che sempre più negli ultimi tempi egli ha arricchito e resa più sostanziosa la tavolozza, si è soffermato su effetti pulviscolari, ha utilizzato sullo sfondo pennellate a fremito; sinchè, passato a una tecnica materica che dà corpo alla figura attraverso un rilievo, ha reso più pastoso il remoto del racconto, cioè appunto ha trasformato i simboli in un racconto, con una teatralità esplicita e, se si vuole, un addolcimento narrativo.

Rossana Bossaglia, 1999


Il mito contiene, infinitamente, la coazione a ripetere: per questo l’eroe non cessa mai di partire e insieme di tornare. Sulla scacchiera della memoria tutto può ricominciare sempre daccapo, non nella realtà. E mi è sembrato strano, dopo tutto, d’aver trovato questo messaggio scritto e riscritto nelle tele di un pittore sobrio, ma tenace ormai nelle sue “scoperte”…Non sapevo che Odisseo (mi ostino a chiamarlo alla maniera antica) aveva traslocato e adesso abita nella mia città.

Anna Caterina Bellati, 1998


Il percorso di Imer Guala appartiene alle esperienze della cultura artistica del Novecento, alle vicende di una ricerca vissuta come momento unico e irripetibile, a un linguaggio segnato da una personale figurazione. (…) Le mitiche figure, le forme geometriche immerse in una rarefatta e metafisica tmosfera, il profilo di montagne nella magia della luce del mattino, diventano messaggio e richiamo e tensione di “succhi letterari carichi di allusioni” (Luigi Carlucci), in una sorta di interiore recupero di una immagine, essenziale, sospesa, poetica: “Ci sono sempre altri crepuscoli,/altra gloria;/ io provo il logorarsi dello specchio/ che non si placa in una sola immagine” (Jorge Luis Borges)

Antonio Mistrangelo, 2006


Ancora oggi, nonostante il suo lungo percorso artistico, l’atto creativo è per Imer Guala un fare misterioso e irrompente. 
Nei suoi quadri delle costanti si ripetono: una breccia, un’apertura, uno sfondo ritagliato su un altro sfondo. Sono queste  metafore, le figure chiave indicative  della  “doppia realtà” che irrompe con forza – come un secondo piano – nella composizione del quadro? La rappresentazione dell’insistere  della “memoria” di cui parla l’artista? (…)
Questo nuovo ciclo di opere, che l’autore ha volutamente chiamato “rilievi dipinti”  rilevano in modo chiaro e netto una raggiunta sicurezza e serenità. Oserei dire non solo artistica.
Le sue figure prendono nuova forza, colori intensi e vivi, lievitano  sulla superficie piatta della tela,  quasi a volersi staccare dalla tela. Forse finalmente libere?

Letizia Lionello, 2007


E’ stata per me una grande emozione scoprire, al di là della coerenza inconfondibile del gesto pittorico di Imer, la sua ricerca timbrica oggi sempre più tesa ad includere vibrazioni di ‘altri colori’ rispetto a quelli che lo contraddistinguono (comunque presenti sullo sfondo).
Nello stesso tempo anche la ‘pennellata’ sembra volersi riappropriare di valenze espressive che appartengono alla sua formazione. Quella di autodidatta che, per amore e vocazione ‘sperimenta sulla propria pelle’. Queste opere recenti aiutano a comprendere il suo percorso artistico, fatto di duro lavoro e significativi riconoscimenti mai sufficientemente adeguati al valore dell’opera (ma queste sono le differenze fra chi per creare ha bisogno del silenzio e chi strombazza l’evento ancor prima della sua realizzazione).

Azio Corghi, compositore, 2007

Link: http://www.museodelterritorio.biella.it

Email: info@museodelterritorio.biella.it

UDINE. Ori e Rituali. I Preziosi: i gioielli della collezione Perusini.

Fino al 30 novembre 2008 presso palazzo Giacomelli in via Grazzano, nuova sede del Museo etnografico del Friuli (Museo friulano delle arti e tradizioni popolari) la mostra -Ori e Rituali, I Preziosi i gioielli della collezione Perusini- grazie alla disponibilità del Sovrano Militare Ordine di Malta, attuale proprietario della collezione, al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.

In un itinerario rivolto a sottolineare la ricerca e lo studio di Gaetano Perusini, saranno esposti circa 600 preziosi, relativi alle tipologie ornamentali femminili e maschili, ai donativi nei riti di passaggio (l’infanzia, il fidanzamento e il matrimonio, il lutto), alla religiosità, al mondo degli amuleti, con la presentazione di alcune specifiche aree a confronto con il Friuli, la Sicilia, la Valsesia e la Dalmazia.

La mostra costituisce un primo passo verso l’apertura del nuovo museo cittadino, attualmente in corso di definizione e intende rendere omaggio allo studioso, scomparso poco piu’ di trent’anni fa, e che si era in prima persona impegnato per la nascita di una struttura museale dedicata a studiare, valorizzare la cultura demologia friulana, donando anche materiali, soprattutto i costumi popolari, raccolti con l’etnografa, pittrice e sceneggiatrice Lea D’Orlandi.

La rassegna si avvale anche della collaborazione del Museo di storia naturale che ha allestito una sezione mineralogica relativa all’individuazione di molte delle pietre trattate nei gioielli. Il catalogo della mostra, curata dal conservatore dei Civici Musei, Tiziana Ribezzi, propone alcuni studi accanto al ricco corredo iconografico con interventi di Gian Paolo Gri, sulle tipologie e le funzioni dei gioielli popolari, di Enrico Lucchese, sui preziosi nella pittura e nella scultura del Friuli Venezia Giulia, dal Medioevo al Neoclassicismo, di Gabriella Bucco con un excursus sugli orafi udinesi, di Silvana Altamore sul corpus di gioielli siciliani, il percorso espositivo illustrato da Tiziana Ribezzi e un’intervista con Novella Cantarutti, rivolta a comprendere le motivazioni che spinsero Perusini ad avviare la collezione di preziosi.

La mostra si articola nelle seguenti sezioni:
1)Gaetano Perusini, la collezione degli ori e la passione per gli amuleti.
La sezione di apertura introduce alla figura del grande studioso e collezionista, ai suoi studi dedicati al mondo degli amuleti, con una documentazione delle diverse tipologie di preziosi apotropaici che per materiali, forma e significato simbolico erano utilizzati come oggetti protettivi.
2) Preziosi e i riti di passaggio.
Oggetti preziosi donati per proteggere l’infanzia, gioielli legati all’evolversi delle diverse tappe della vita e dei legami affettivi, il corredo ornamentale simbolo della condizione di lutto.
3)Gioielli: superfluo o necessario?
Vengono presentate le tipologie femminili e maschili dei preziosi destinati a ornare diverse parti del corpo: orecchini, collane, pendenti, spille, braccialetti, anelli, catene. Ritratti e fotografie contestualizzano i pezzi esposti. Una sottosezione e’ dedicata al gioiello come segno di status e distinzione sociale.
4)Gioielli, votività e segno religioso.
La sezione e’ dedicata a una serie preziosa di rosari e croci di diversa fattura e formato, mentre altrettanto sostanzioso e’ il corpus di ex voto metallici delle piu’ svariate forme: figure umane, parti anatomiche, targhette con raffigurate scene devozionali.
5)A confronto con il Friuli.
L’ultima parte della mostra analizza i materiali friulani e li confronta con analoghi provenienti dalle regioni vicine. Particolarmente significativi i rapporti con la Valsesia, l’Istria, la Dalmazia. Di grande interesse il ricco e completo corpus della collezione proveniente dalla Sicilia che permette utili confronti iconografici con le tipologie dei preziosi friulani.
6) Sezione mineralogica.
In collaborazione con il Museo di storia naturale, la sezione analizza i minerali e la loro applicazione nella manifattura dei gioielli.

Info:
Museo etnografico del Friuli  (Museo friulano delle arti e tradizioni popolari), palazzo Giacomelli, via Grazzano 1 – Udine
Orari: estivo , da lunedi’ a venerdi’: mattina su prenotazione pomeriggio: 15.30 18.30, sabato e domenica: 16.00 – 20.00
invernale , da lunedi’ a venerdi’: mattina su prenotazione, pomeriggio: 15.00 – 18.30
sabato e domenica: 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.30
biglietti: Interi: 5 euro  – Ridotti: 3,50 euro (ragazzi dai 6 ai 18 anni, anziani over 65, scolaresche non scuola dell’obbligo, gruppi, tessera Touring, Associazioni archeologiche, Carta Giovani e Carta Ateneo).
Scuole: 1,50 euro
visite guidate tel. 0432 271980 a cura della cooperativa Sebastiano Ricci.
TELEFONO 0432 271591

Fonte:Undo.net

FIRENZE. Leonardo e Raffaello per esempop … Disegni e Studi d’Artista.

Dal 25 maggio al 31 agosto a Palazzo Medici Riccardi, una mostra di disegni, schizzi, abbozzi e studi preliminari, dei grandi del passato. Non solo Leonardo e Raffaello, ma anche Botticelli, Perugino, Bronzino, Reni, Carracci e Barocci.

Il Genio Fiorentino” va ad esplorare i processi creativi dei grandi artisti, che hanno fatto la storia di Firenze e dell’Italia intera. E lo fa attraverso una mostra dal titolo “Leonardo e Raffaello, per esempio…Disegni e Studi d’Artista” in cui verranno esposti a Palazzo Medici Riccardi i disegni di grandi pittori, architetti e scultori come Leonardo, Raffaello, Botticelli, Perugino, Bronzino, ma ancora cartoni di Ludovico Carracci, Guido Reni e Federico Barocci, Francesco Hayez.
La mostra sarà inaugurata domenica 25 maggio alle ore 21,00 e rimarrà aperta al pubblico da lunedì 26 fino al 31 agosto. Attraverso 25 opere, in prevalenza disegni e cartoni, ma anche due codici e un dipinto, sarà possibile ripercorrere e indagare il percorso creativo dei grandi artisti e i mezzi con cui l’idea iniziale è andata nel tempo a prendere forma, raffinandosi sempre di più fino a far nascere l’opera definitiva. Tra l’altro la mostra si presenta come una straordinaria occasione per apprezzare la notevole collezione settecentesca di disegni riunita in un unico grande volume da Padre Sebastiano Resta, oggi custodita presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e per mezzo di quella che lui stesso definiva una “Galleria Portatile” andare a creare una storia dell’arte attraverso il disegno, un percorso dietro l’opera definitiva.
Il disegno è stato utilizzato come strumento di studio anche in epoca più moderna e la testimonianza viene data anche dal voluminoso corpus grafico di Francesco Hayez, che oggi è conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, di cui Hayez fu per molti anni direttore.
Il percorso espositivo permette di ammirare, proprio nel caso di Hayez, anche l’opera d’arte sviluppatasi dal disegno iniziale, in modo da creare un collegamento diretto e avere anche un rapporto visivo fra ideazione e realizzazione artistica.
Un’esposizione che permette di dare opportuna rilevanza al disegno, che rappresenta la prima fase di un’opera, il mezzo in cui fermare l’intuizione primordiale. Schizzi, abbozzi e studi preliminari, che rappresentano le prime idee “messe su foglio”, i primi pensieri che da astratti si fanno concreti. Il disegno diventa anche il mezzo attraverso cui l’opera prende forma, il cartone diventa preparatorio, per affresco, per tavole, ma anche per arazzi e vetrate. Il disegno che poi diventa un vero e proprio oggetto da collezionismo per committenti, eruditi e amanti dell’arte, che vedono in questo uno strumento in più per andare a conoscere il genio artistico nella sua prima apparizione.
La possibilità di esplorare questo aspetto dell’arte si concretizzerà, nell’occasione della mostra, attraverso alcuni importanti esempi del percorso critico che escono dalla consolidata esperienza di restauro del Settore Materiali Cartacei e Membranacei dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro di Firenze.
Con la mostra “Leonardo e Raffaello, per esempio…Disegni e Studi d’Artista” continua la collaborazione fra Opificio delle Pietre Dure e Provincia di Firenze, che ha già in passato ha organizzato importanti mostre relative all’attività di restauro dell’Istituto.

Info:
Costo: 5,00 euro
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, via Cavour n. 1
Inaugurazione: il 25 maggio ore 21.00 aperta al pubblico dal 26 maggio al 31 agosto, con orario 9,00 – 19,00.

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

UMBERTIDE (Pg). Maestri italiani del XX sec.

E’ stata inaugurata, presso la Rocca – Centro per l’Arte Contemporanea di Umbertide, la grande mostra MAESTRI ITALIANI DEL XX SECOLO. L’esposizione è promossa e organizzata dal Comune di Umbertide, con il contributo di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Camera di Commercio di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

La mostra, curata dal professor Angelo Calabrese, presenta un percorso di oltre cento opere, provenienti da prestigiose collezioni tra le quali l’Archivio Cagli.
Attraverso le singole personalità dei più rappresentativi e importanti Maestri, che meglio hanno reso protagonista l’Italia nella storia dell’arte soprattutto della prima metà del Novecento, attraverso le diverse tendenze e stili di poetica e linguaggio, la mostra Maestri italiani del XX secolo offrirà al visitatore un’occasione straordinaria per cogliere l’originalità e la qualità del contributo degli artisti del nostro Paese alla grande avventura dell’arte occidentale del secolo da poco concluso.
Ogni opera sarà affiancata da un breve testo, in modo da creare un percorso didattico che ripercorra la storia dell’arte di un secolo: la rivoluzione operata in campo artistico e ideologico da Balla e Boccioni, interpreti geniali di quello slancio futurista che ha aperto la strada alle avanguardie italiane, improntando con la sua carica innovativa anche le successive esperienze internazionali; il mito della velocità, del dinamismo, che si lega ad un nuovo concetto di arte, che i Futuristi intendono non più come semplice rappresentazione, ma come azione concreta sul mondo, che nei temi affrontati si traduce in un inno alla modernità, al progresso ed incarna la visione ottimista e progressista di inizio secolo; il movimento della Metafisica, rappresentato in mostra da importanti opere di De Chirico, che ne fu l’interprete principale, Carrà e De Pisis e da un nucleo di lavori di Casorati, che evidenziano la declinazione in senso classico della corrente metafisica. Certamente per restituire una panoramica completa e coerente dei movimenti artistici del XX secolo non si può prescindere da un confronto con gli eventi storici, in particolare con l’ascesa e declino del Fascismo in Italia, che certamente molto hanno influito sui percorsi formali, tematici e ideologici di quanti hanno usato l’arte anche come arma culturale per contrastare oppure glorificare il Regime. E’ questo il caso di Mario Sironi, ampiamente rappresentato in mostra, che scelse di interpretare il trionfalismo del regime attraverso robuste figure dalla spiccata componente plastica per approdare infine ad una visione eroicamente tragica della realtà.
Una sezione molto ampia è dedicata alle tendenze “anticlassiche” espresse dalla cosiddetta “Scuola Romana” che attraverso il lavoro di artisti quali Guttuso, Mafai, Scipione, Pirandello, si impone come voce dissonante, interprete dei segni di crisi e profondo turbamento che accompagnarono l’Italia negli anni Trenta e nella delicata fase del dopoguerra. Su questo gruppo di artisti spicca la figura di Corrado Cagli, a cui è dedicato ampio spazio all’interno della mostra, artista raffinato ed eclettico e maestro indiscusso del Novecento.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Skira.

Info:
Fino al 05/10/2008
Umbertide, Rocca – Centro per l’Arte Contemporanea, Piazza Fortebraccio

 

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali