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SABBIONETA (Mn). Antologia di Enzo Fiore.

Il Comune di Sabbioneta (Mantova) e la Galleria d’Arte Contini di Venezia, con il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Mantova, hanno il piacere di presentare dal 19 aprile all’11 maggio 2008 una mostra “Antologica” del giovane artista  milanese Enzo Fiore, presso il Palazzo Ducale di Sabbioneta (MN).
La presentazione ed il testo critico verranno curati da Beatrice Buscaroli.

Nelle opere di Fiore il legame con la natura è fortissimo. È da essa che, fin dagli esordi nel 1997, l’artista attinge per plasmare i suoi lavori.
Egli si avvale infatti di materiali “morti”, quali muschio, arbusti, radici, terra, pietre, ma anche resina e cemento che diventeranno gli strumenti per la creazione di forme sospese tra natura e fantasia, o ancora di colori pungenti ed essenziali.

Fiore dimostra uno straordinario potere di suggestione, ed attraverso l’utilizzo impercettibilmente strutturato di materiali organici, peculiarità della sua ricerca artistica, sembra volerci condurre con mano ferma e delicata all’interno di una leggenda, di una dimensione mitologica alla quale lo spettatore è invitato a partecipare.

Questa mostra, coordinata da Paolo Fontanesi, offre una panoramica sull’intera opera di Fiore, dai primi lavori fino all’ultima serie dei ritratti di personaggi illustri.

L’inaugurazione della mostra “Antologica” di Enzo Fiore si terrà presso il Teatro all’Antica di Sabbioneta, sabato 19 aprile ore 18,00, la presentazioni sarà a cura di Beatrice Buscaroli.

Info:
Palazzo Ducale – dal 19 aprile al 11 maggio 2008
Orario mostra: 9,30-13,00 – 14,30-18,30  (feriali e festivi). Chiuso il lunedì – Ingresso €uro 4,00
Catalogo: Galleria d’Arte Contini-Venezia
Comune di Sabbioneta –assessorato Cultura-Turismo
Ufficio eventi culturali tel. 0375 52599.

Email: a.ghizzardi@comune.sabbioneta.mn.it

VENEZIA. L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura.

Colori pastosi spalmati sulla tela con le dita e lavorati, rabbiosamente, con i polpastrelli, “a macchia”.

La sensualità espressa attraverso la fisicità della materia. Una tecnica nuova che creò l’effetto, scioccante, di un incompiuto.

E che invece porta con sé il soffio spirituale dell’infinito…

Quel “non finito” che i contemporanei avevano giudicato incompiutezza e disequilibrio assume per noi il significato, opposto, di infinito, trascendente e sublime. E profondamente ci emoziona.

Info:
dal 24 gennaio al 20 aprile 2008
Gallerie dell’Accademia – Campo della Carità (zona Accademia) – 30123 Venezia
Orario: lunedì ore 8.15-14; da martedì a domenica ore 8.15-19.15
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7  – Catalogo Marsilio
Tel. 0415200345.

L’articolo completo si trova in www.exibart.com alla pagina >>>vai

 

 

Link: http://www.ultimotiziano.it

Fonte:Exibart.segnala

CAGLI (Pu). Salvatore Fiume – L’arte come rappresentazione di se stessa.

A Palazzo Felici, Cagli (PU), dal 15 marzo al 4 maggio 2008, si inaugura la mostra personale del grande artista Salvatore Fiume (1915 – 1997). I dipinti esposti appartengono al Ciclo delle Ipotesi, periodo artistico che abbraccia un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989.

Fiume personalizza i frutti di un’acuta osservazione all’interno della quale ambienta alcune strepitose riproduzioni di capolavori rinascimentali che riportano il maestro idealmente ad Urbino. Un armonico di dipinti, sculture, bozzetti e materiale fotografico che creano all’unisono dei paesaggi dello spirito, simboli di una nuova e sconcertante contemporaneità dei capolavori. L’ipotesi quindi si tramuta in possibilità di dialogo nel tempo fra i tempi, nello spazio fra gli spazi, la scoperta sconcertante dell’eterna simultaneità dell’opera d’arte.

Ricordiamo la grande versatilità dell’artista, nato a Comiso (1915-1997) e studente in Urbino presso l’Istituto d’Arte dove acquisi’ una profonda conoscenza delle tecniche della stampa. Fu pittore, scultore, architetto e scenografo e le sue opere si trovano in alcuni dei piu’ importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il Moma di New York, la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Curata dalla società PiQuadro srl di Urbino, in collaborazione con la Fondazione Fiume di Canzo (Co), la mostra dispone di un catalogo edito da Electa Mondadori. Una grande occasione per apprezzare le creazioni di questo importantissimo ed eclettico artista italiano.

Info:
Palazzo Felici  – Via Don Giuseppe Celli, 25 Cagli (PU)
Orari visita: 9.30-12.30; 15-19 (da martedi’ a venerdi’) 10-18 (sabato, domenica e festivi)  – Ingresso a pagamento
TELEFONO 0722 328183 – FAX 0722 378607

 

Fonte:Undo.net

SIENA. Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg.

Aperta la mostra ospitata fino al 6 luglio al Complesso museale Santa Maria della Scala e alla Pinacoteca Nazionale.

La rassegna a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps è promossa dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali.

Dal Lindenau Museum di Altenburg nel cuore della Turingia, che per estensione è tra le più piccole regioni della Germania al Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. Comincia così, con un ideale viaggio di ritorno, la storia di una delle più straordinarie e meno note raccolte di dipinti italiani, in buona parte attribuiti a maestri senesi e toscani, del periodo gotico e rinascimentale: la collezione del barone Bernhard August von Lindenau.
 
A raccontarla è la mostra aperta oggi (14 marzo), a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps, piccola per dimensioni ma grande per ricchezza di spunti e contenuti, dal titolo “Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg” in programma fino al 6 luglio, nella città del Palio. Riunita nel corso della prima metà del XIX dal barone Bernhard August von Lindenau e poi donata alla città tedesca che gli ha dato i natali, la raccolta è da alcuni anni al centro di studi sistematici che ne hanno permesso la catalogazione della parte più consistente, quella rappresentata dalle tavole toscane.
 
L’esposizione promossa da Comune di Siena – Complesso Museale Santa Maria della Scala, Lindenau Museum di Altenburg, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico  per le province di Siena e Grosseto e Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali, sarà l’occasione per ammirare di questa raccolta, uno dei nuclei più interessanti, a cui appartengono i capolavori dei maestri senesi Guido da Siena, Lippo Memmi, Pietro Lorenzetti, Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Martino di Bartolomeo e Domenico Beccafumi.
 
Ben pochi musei al mondo, ad eccezione della Pinacoteca Nazionale di Siena, possono vantare, un insieme così ricco e prezioso di opere senesi come quello di Altenburg che possiede tavole di notevolissimo interesse, sia per la loro intrinseca qualità artistica, sia perché in grado di chiarire aspetti meno noti della produzione pittorica senese tra il XIII  e il XVI secolo. E proprio per l’affinità che lega queste due tra le più importanti raccolte di dipinti italiani di questo periodo – che anche la Pinacoteca Nazionale di Siena con il suo straordinario patrimonio artistico, diventerà parte integrante del percorso espositivo allestito presso il Complesso museale Santa Maria della Scala.
 
Per tutto il periodo della rassegna ospiterà, infatti, nella propria sala mostre la straordinaria pala di Bartolo di Fredi raffigurante l’Adorazione dei Magi, finalmente ricongiunta alla predella originaria proveniente da Altenburg, ed altri capolavori di grande pregio fra cui una Crocifissione di Pietro Lorenzetti.
 
Tra le curiosità legate alla rassegna, infine, la nuova ricostruzione della pala di Guido da Siena con Storie di Cristo, proveniente da Badia Ardenga e la ricostruzione del magnifico polittico di Lippo Memmi, già nella chiesa di S.Paolo a Ripa d’Arno a Pisa e oggi diviso tra cinque musei diversi d’Europa..
La selezione di opere di autori senesi è stata integrata poi con alcune tavole di pittori attivi a Siena, tra cui il raffinato trecentesco lucchese Angelo Puccinelli, il lucchese Michele Campanti, artista affascinante del secondo Quattrocento e Liberale da Verona, maestro che aveva esercitato un notevole influsso sugli orientamenti della pittura senese nella seconda metà del Quattrocento.
 
“Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg” promossa da Comune di Siena – Complesso Museale Santa Maria della Scala, Lindenau Museum di Altenburg, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico  per le province di Siena e Grosseto, Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali, rimarrà aperta presso Complesso museale Santa Maria della Scala fino al 6 luglio tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30. E presso la Pinacoteca Nazionale il lunedì dalle 8,30 alle 13,30. Da martedì a sabato dalle 8,15 alle 19,15 e la domenica e i festivi dalle  8,30 alle 13,15. Infoline 24 ore/24 02/54911.

Info:
Fondazione Monte dei Paschi di Siena/Vernice Progetti Culturali
Tel. 0577 226406  – Fax 0577 237659

Email: info@verniceprogetti.it

VENARIA REALE (To). La Reggia di Venaria e i Savoia. Arte magnificenza e storia di una corte europea.

Non poteva essere scelto un tema più adatto per inaugurare la reggia di Venaria Reale, ritornata a nuova vita dopo oltre due secoli di usi impropri e abbandono, di una mostra dedicata ai Savoia, in particolare al periodo storico che vide l’ascesa e lo splendore della dinastia, tra la metà del Cinquecento e l’epoca napoleonica. Di buona parte di queste vicende la reggia è infatti prodotto e testimonianza, essendo stata costruita (e mai terminata) dai più importanti architetti attivi per la corte tra la metà del XVII e la fine del XVIII secolo.
L’esposizione è al contempo una vasta ricognizione sulla cultura dello stato sabaudo dal Manierismo al Neoclassicismo, che si pone come ideale prosecuzione dell’indagine sul Quattrocento effettuata dalla mostra Corti e città nel 2006. Le atmosfere della corte barocca sono evocate, oltre che dalla presentazione di oggetti preziosi che di quel mondo furono espressione, anche dalle suggestive installazioni del regista Peter Greenaway e dagli abiti di carta dell’artista belga Isabelle de Borchgrave, ispirati a ritratti settecenteschi.
La mostra esamina sia il contesto storico, con il susseguirsi dei regnanti, delle politiche matrimoniali e delle imprese militari di respiro europeo, sia le testimonianze artistiche, rivelatrici dell’aggiornamento culturale dei Savoia, attenti soprattutto a ciò che accadeva a Parigi e Roma. Particolare rilievo è riservato ovviamente alla ritrattistica, a cominciare dalle effigi di Emanuele Filiberto (che nel 1563 spostò la capitale da Chambéry a Torino) e di Carlo Emanuele I, opere del ferrarese Giacomo Vighi detto l’Argenta, di Giovanni Caracca e della squisita miniatrice ascolana Giovanna Garzoni. Su tutti svettano i dipinti dei fiamminghi Frans Pourbus il Giovane e Anton van Dyck.

Fra i ritratti di gruppo spicca invece la magnifica tela del lorenese Charles Dauphin, proveniente dal Prado, raffigurante la famiglia di Carlo Emanuele II. Di Dauphin sono da ricordare anche alcuni ritratti equestri, compresi quelli ritornati coi recenti restauri ad arredare la splendida Sala di Diana, alla cui decorazione lavorarono i principali artisti attivi a corte attorno al 1660, in particolare il fiammingo Jan Miel, autore anche degli affreschi della volta e delle tele con le scene di caccia del registro inferiore, che conservano tracce della sua formazione bambocciante. Tale ambiente e la spettacolare Galleria grande di Filippo Juvarra giustificano da soli l’ambiziosa definizione di “Versailles italiana” di cui si suole fregiare il complesso di Venaria, a cui i restauri degli ultimi anni hanno restituito anche i maestosi giardini alla francese.
Fra le sezioni di maggior fascino della mostra sono da segnalare la sala dedicata agli ordini cavallereschi (specie per le tele coi Martiri tebei dell’inizio del Seicento) e quelle riservate al collezionismo, in cui risaltano i dipinti di Pietro da Cortona, di Mattia Preti, la serie di Muse del caravaggesco Antiveduto Gramatica e gli arazzi di manifattura parigina dell’inizio del Seicento con Storie di Diana, divisi ora tra Oxford e Torino.

Le arti cosiddette minori erano in effetti un altro punto di forza della committenza sabauda, a partire dalla strepitose armature da parata del Cinquecento fino ai mobili intagliati e intarsiati di Pietro Piffetti.


Info:
fino al 11 maggio 2008
Reggia di Venaria Reale  – Piazza della Repubblica, 4 – 10078 Venaria Reale (TO)
Orario: da martedì a giovedì, sabato e domenica ore 9-20 (la biglietteria chiude alle 18.30); venerdì ore 9-17 (la biglietteria chiude alle 15.30)
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7
Catalogo Allemandi, € 29,50
tel. 800329329 / 800 11133300. 

Link: http://www.reggiavenariareale.it

Email: posta@reggiavenariareale.it

Fonte:Exibart on line