Archivi categoria: Mostre

ROMA. Passo di danza di Enrico Benaglia.

Venerdì 27 febbraio 2009 presso la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa, in Via Macedonia, 16 a Roma, si inaugura una mostra personale dell’artista Enrico Benaglia intitolata “Passo di danza”.
La leggerezza è il filo rosso della ricerca artistica di una via di fuga surreale dalla forza di gravità reale; filo su cui Enrico Benaglia da sempre volteggia in equilibrio tra la forza espressiva delle sue figure di carta e la delicatezza emotiva dei sogni che porta sulla tela.
L’arte di Enrico Benaglia vanta riconoscimenti in ogni parte d’Europa: negli ultimi anni le sue opere sono state esposte in numerosi spazi pubblici italiani ed europei tra i quali ricordiamo il Museo delle Ciminiere di Catania, Il Museo di Villa Letizia a Treviso, il Vittoriano di Roma, la Old Townhall di Tallinn, il Museo di Santa Maria della Scala a Siena, l’Archivio di Stato di Firenze,  la Rocca Paolina di Perugia, gli Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Vienna.
La mostra, che conta circa 40 opere tra dipinti ad olio, pastelli e sculture è visibile fino al 14 marzo 2009.

Info:
INDIRIZZO DELLA GALLERIA: Via Macedonia, 12/16 – Roma
ORARIO: Lun-Sab 10,30/13,00 – 15,30/19,30 (APERTO DOMENICA 1° MARZO)
tel. 06.7802620

Link: http://www.edarcom.it

TORINO. Omaggio alla donna con l’antologica su Jessie Boswell.

Si apre mercoledìdì 18 Marzo presso gli spazi espositivi di Sala Bolaffi a Torino (V.Cavour 17), la prima antologica dedicata alla pittrice “Jessie Boswell ”.

Curata da Ivana Mulatero con Pino Mantovani, la mostra è destinata a far conoscere al pubblico l’opera e la vita di un’artista inglese che fece di Torino la sua patria di elezione e di cui la storia dell’arte italiana degli ultimi cinquant’anni ricorda ingiustamente solo il breve momento in cui partecipa alla formazione del Gruppo dei Sei Pittori di Torino (1929-1931) come unica donna insieme a Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio ed Enrico Paulucci.

Organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Fondazione Sella e grazie all’apporto dell’Archivio Gualino di Roma, la mostra raccoglie oltre 100 opere fra cui molti importanti inediti che documentano una curiosa e sorprendente produzione iniziale di disegni di cronaca privata e famigliare; le opere più famose esposte con I Sei, ma soprattutto i successivi  dipinti, meno noti, che privilegiano il paesaggio e gli interni  degli anni Trenta e Quaranta. Corredano la mostra anche ritratti e omaggi a lei dedicati da amici artisti.

L’antologica, che resterà aperta con ingresso gratuito fino al 10 Maggio 2009, conduce il visitatore alla scoperta dell’artista anche attraverso una ricca documentazione sulla vita e sul contesto in cui maturò la sua produzione pittorica. Una particolarità della mostra sarà infatti la sezione riservata a documenti, oggetti, vestiti, diari e immagini attraverso cui il visitatore potrà scorrere la vita dell’artista, la sua famiglia, il contesto in cui visse, le sue relazioni con i Sella e i Gualino, le molte case in cui lavorò e visse.

Una mostra godibile con nature morte, paesaggi, ritratti e scorci di ambienti di toni intimisti con tonalità raffinate, ariose.

(Dal testo “PER UNA BIOGRAFIA DI JESSIE BOSWELL” a cura di  Ivana Mulatero)

Nel 1906 Jessie Boswell si trasferisce in Italia, presso una sorella sposata con il banchiere Sella e mentre prosegue la sua attività di insegnante di musica  svolge il compito di istitutrice e di dama di compagnia presso le migliori famiglie dell’alta borghesia veneziana e piemontese. 

Si accosta alla pittura per via imprecisata, iniziando come appassionata disegnatrice di piccoli home drawings familiari. Sul finire degli anni ‘20 la Boswell si stava ritagliando un’identità tutta sua andando a vivere sola in un appartamento/studio decisa a vivere in modo più approfondito la sua vocazione artistica. 

La Boswell, che mai prese parte alle mostre di Novecento, espose a ben tre Biennali, quelle del 1924, del 1926 e del 1928, e dunque arriva all’esordio del Gruppo dei Sei con un considerevole curriculum. L’accoglienza della critica, notoriamente restia a concedere credito verso le artiste donna, non fa con lei un’eccezione.

“Io non sono una vera pittrice ma non importa. Sono fatta per mille cose, sono dopotutto orribilmente inglese mai tranquilla e sempre futile. Mi odio e detesto. Il fatto è che sono troppo brava. Non c’è speranza di diventare altra, temo”. J. Boswell

Info:

Tel. 011-5576300
Ingresso Libero dal Martedì alla Domenica ore 10-19  Torino, Sala Bolaffi V. Cavour 17 
Inaugurazione 18 Marzo ore 18.30. Aperta fino al 10 Maggio 2009

ASSISI. Guido Strazza.

DIPINTI, DISEGNI, SCULTURE DAL 1952 AL 2008
Assisi, Museo Pericle Fazzini – Palazzo del Capitano del Perdono
dal 8 febbraio al 28 marzo 2009

Domenica 8 febbraio 2009, alle ore 11, nel Museo Pericle Fazzini di Assisi, si inaugura la mostra antologica di Guido Strazza. La mostra, a cura di Giuseppe Appella, accoglie 55 opere (dipinti, disegni e sculture) datate 1952-2008, provenienti dallo studio dell’artista e dal MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea. Matera, in anticipo sulla personale che verrà ospitata in marzo al Grand Palais di Parigi, nell’ambito di “ArtParis 2009”.

La presentazione completa si trova nell’allegato.

Allegato: Strazza.pdf

TORINO. GOYA i disastri della guerra.

Nella mostra,inaugurata giovedì 15  gennaio alla Biblioteca Nazionale, sono esposte  ottanta tavole originali, nate nel  momento in cui le armate francesi, nel delicato passaggio tra rivoluzione e trasformazioni del governo napoleonico, estesero all’Europa una sconvolgente modificazione degli assetti istituzionali, politici, filosofici, culturali ed economici.
La cronologia dei Desastres non è del tutto nota: sembra che Goya abbia iniziato a preparare i disegni durante il suo viaggio di ritorno da Saragozza a Madrid nell’inverno del 1808-09: l’unica data che appare su una lastra è infatti 1810. Dopo il 1820 Goya ritorna alla serie, incidendo la seconda parte, i caprichos enfáticos. In questo periodo rimette in ordine e numera nuovamente la serie che, alla fine, si compone di ottantadue lastre.
L’occupazione francese spinse gli Spagnoli a una guerra d’indipendenza il cui aspetto fondamentale  fu la guerriglia.Le conseguenze per il popolo occupato, indussero Goya a incidere Los Desastres anche se le sue intenzioni parvero subito non essere di carattere politico.
L’artista si rendeva conto, mentre procedeva nella sua opera, che il tema non era tanto la sanguinosa ribellione nella nativa Saragozza, ma piuttosto come la guerra svelasse l’impotenza dei deboli e dei miseri, vittime più che attori di un devastante scenario.
La sua opera incisoria è quasi un diario personale in cui emerge il dovere della testimonianza, affermata nella celebre incisione dei Desastres de la guerra: Y lo vi (L’ho visto io) sottolineando che le atrocità rappresentate non sono frutto di fantasia o di racconti più o meno attendibili, ma verità testimoniate in prima persona. 
La conclusione dei “ Destrasters de la guerra “ approda a un totale pessimismo: il nulla si prolunga oltre la tomba, non c’è speranza nemmeno nell’aldilà, l’inferno è già su questa terra.
L’ultima tavola che chiude il ciclo lascia un filo di speranza: il titolo è Si resuscitarà? (E se risuscitasse?).
Le stampe dei Desastres realizzate quando Goya era in vita, per quanto sia possibile conoscere, sono 493, oggi conservate in vari musei del mondo. Alcune di queste, insieme con 62 disegni preparatori che sono conosciuti, si trovano al Museo del Prado.

Info:
Biblioteca Universitaria Nazionale – Salone delle mostre – TORINO
da giovedì 15 gennaio 2009 a sabato 28 febbraio 2009
Orario: 10.00-13.00 lunedì-mercoledì-venerdì-sabato 10.00-18.00 martedì e giovedì. Chiuso domenica. 
Prezzo: gratuito.

TORINO. La civiltà del cotto. Terrecotte decorare l’architettura.

Palazzo Madama pensa il museo come una struttura viva, non cristallizzata, aperta al futuro. Lo studio delle collezioni, la ricerca di chiavi di interpretazione sempre diverse è alla base dei programmi che vengono ideati per Voltapagina e Museo in movimento: nuove opere e nuovi percorsi sono presentati al pubblico per proporre un altro punto di vista sul Palazzo, sul museo e sulla Città.
Nel mese di dicembre è stato inaugurato un nuovo allestimento dello spazio riservato alla terracotte al piano terra di Palazzo Madama. Le opere esposte provengono da edifici demoliti a fine ottocento a Torino e in Piemonte. Si tratta di una selezione di 40 opere che documentano lo sviluppo nei secoli di motivi decorativi e tecniche esecutive.
Il tema-guida della sala è La civiltà del cotto.
Nel corso del Quattrocento, accanto al tradizionale uso della pietra, si afferma, nell’architettura, l’uso della terracotta. Grazie alle caratteristiche della materia prima, economica e resistente, estremamente duttile e in grado di adattarsi ai cambiamenti imposti dal gusto, le fornaci piemontesi lavorarono a pieno ritmo fino alla fine del secolo.
I motivi decorativi sono simili a quelli usati nella scultura in pietra e dell’intaglio ligneo. Nel passaggio tra Tre e Quattrocento le mattonelle con la decorazione arcaica di tipo geometrico, diffuse su tutto il territorio piemontese, convivono con la nuova generazione dell’ornato vegetale (cardo, vite, ghiande, zucca), che propone immagini tratte dai ricettari e dagli erbari.
Nella seconda metà del XV secolo compaiono esempi di mattoni figurati con animali che si ispirano ai Bestiari medievali; sul finire del secolo la lavorazione della terracotta raggiunge la sua maturità con raffigurazioni di santi, puttini e personaggi fantastici.

Info:
PALAZZO MADAMA – MUSEO CIVICO D’ARTE ANTICA – Piazza Castello – 10122 Torino
fino al 31-12-2009 con orario: martedì-sabato 10-18; domenica: 10-20; chiuso il lunedì.

 

Autore: Carlo Lo Cascio