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Maria VINELLA (a cura di). Raccontare l’arte. Immagini e creatività.

Premessa di Franca Pinto Minerva. Saggi di Giuseppe Annacontini, Barbara De Serio, Maria Vinella, Angela Maria Volpicella Disegni di Franco Altobelli.

Contro il rischio di impoverimento sensoriale provocato dal caos visivo che la civiltà delle immagini impone, il testo suggerisce un percorso di valorizzazione del processo creativo messo in atto attraverso itinerari di autoregolazione dello sviluppo percettivo e sensoriale. Agli interrogativi posti in Premessa da Franca Pinto Minerva sulla strutturazione e l’articolazione del pensiero visivo, sui rapporti tra immagine e immaginazione e sulle possibilità di educabilità della creatività, gli autori rispondono con alcune proposte di itinerari innovativi per l’utilizzo ludico dei materiali, degli alfabeti, dei linguaggi dell’arte nei laboratori dell’arteterapia e della creatività. Inoltre, il testo suggerisce un articolato percorso di educazione visiva destinato a bambini e ragazzi che evidenzia, con ricchezza di riferimenti, le valenze educative dell’arte.
Nei saggi dedicati a “Giocare con le immagini”, “Pinocchio: immaginario e immagini di un burattino”, “Le immagini che curano”, “Le immagini parlanti: cinema e audiovisivi” gli autori focalizzano l’attenzione su specifiche e differenti problematiche formative legate allo sviluppo di precise competenze di percezione, di comprensione, di comunicazione e di creazione estetica.

Gli autori
Giuseppe Annacontini è ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Urbino dove insegna Filosofia dell’educazione e Pedagogia interculturale.
Barbara De Serio è ricercatrice di Storia della Pedagogia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia. I suoi principali temi di ricerca sono legati all’ambito degli studi di genere nonché a due specifiche età della formazione: l’infanzia e l’età adulta.
Franca Pinto Minerva, professore ordinario di Pedagogia Generale, è preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia. Si occupa, principalmente, di educazione permanente e di educazione interculturale.
Maria Vinella, critico d’arte contemporanea, insegna Pedagogia dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Foggia e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. I suoi ambiti di interesse sono la comunicazione e la cultura visiva, le problematiche della teoria e della critica dei linguaggi artistici, l’educazione alla creatività.
Angela Maria Volpicella è professore associato di Pedagogia Generale e Sociale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari. Gli interessi prevalenti della sua ricerca si muovono nell’ambito delle problematiche legate ai minori, in modo particolare agli adolescenti, e alla famiglia. Nel testo, l’apparato iconografico è dell’artista arch. Franco Altobelli.

Info:
Progedit – Progetti Editoriali Snc
Bari 2007, pp. 128, € 13.00 – ISBN: 978-88-6194-008-6
 

Link: http://www.progedit.com

Email: gino.dato@progedit.com

CUPRAMONTANA (An). Laboratorio di carta. Bibliografia degli scritti apparsi in volume di Luigi Bartolini.

Il giorno 22 settembre 2007, alle ore 18, presso la Sala Consigliare del Comune, la Biblioteca Comunale di Cupramontana presenta il libro Laboratorio di carta. Bibliografia degli scritti apparsi in volume di Luigi Bartolini, a cura di Fabrizio Mugnaini, edito dal Comune di Cupramontana.
Quanti sanno che il celebre film neorealista Ladri di biciclette, girato nel 1948 da Vittorio De Sica e sceneggiato da Cesare Zavattini, è in realtà debitore di un romanzo dello scrittore e incisore marchigiano Luigi Bartolini?
La pubblicazione, redatta con lavoro paziente e certosino dallo studioso e collezionista Fabrizio Mugnaini, è una ricerca tenace e meticolosa durata vari anni effettuata al fine di rintracciare tutte le edizioni delle opere di Luigi Bartolini e le traduzioni del suo romanzo Ladri di biciclette realizzate in vari Paesi del mondo.
L’impresa, oltre a rappresentare un omaggio allo scrittore di cui Mugnaini è grande esperto e conoscitore, vuole anche risarcire con amorevolezza la memoria di questa vicenda, riportandola al suo originario creatore, e nello stesso tempo far conoscere la
diffusione che essa ebbe per un lungo arco di tempo.
Pratico come un manuale, ricco di dettagli inediti e preziosi, arricchito con rare immagini delle copertine delle differenti edizioni, il libro si presta ad essere sfogliato come un ‘carnet di viaggio’, attraverso l’indagine di testi apparsi in giornali e riviste. Esso raccoglie inoltre preziose informazioni tecniche inerenti le vicende tipografiche delle edizioni e le varianti di formato. Rintracciare il percorso di queste avventure bartoliniane porta il sentore di un tempo passato, cogliendone nello stesso tempo l’importanza storica.

Il volume ricolloca lo scrittore Luigi Bartolini, alquanto dimenticato dall’editoria contemporanea, nella sua giusta posizione, accanto ai grandi protagonisti di un momento della storia italiana ricco d’espressività e accorata denuncia sociale e morale.
L’edizione, realizzata dal Comune di Cupramontana, si avvale del supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana che ne ha garantito la stampa.

LUIGI BARTOLINI
• 1892 Nasce a Cupramontana (Ancona) l’8 febbraio da Giuseppe e Vittoria Bonci.
• Studia a Jesi, dove il 29 luglio 1907 consegue la licenza tecnica. Prosegue gli studi prima a Siena all’Istituto di Belle Arti, dove consegue il diploma di I° grado in composizione e l’abilitazione all’insegnamento del disegno, poi a Roma dove frequenta le lezioni di anatomia, storia dell’arte e letteratura all’Università.
• 1913-14 Si trasferisce a Firenze, dove frequenta i corsi di architettura, di anatomia e la scuola di nudo all’Accademia. Approfondisce lo studio delle incisioni di Rembrandt e di Fattori. Nel 1914 si trasferisce a Macerata.
• 1915-18 Combatte come ufficiale nella prima guerra mondiale sul Carso e sul Piave e ottiene una medaglia di bronzo al valore.
• 1919 Rientra a Macerata dove insegna disegno all’Istituto professionale.
• 1922 Partecipa all’esposizione Provinciale d’arte di Macerata ricevendo il Diploma di Grande Medaglia d’Argento di S.M. il Re.
• 1923-29 Negli anni 1924-26 insegna all’Istituto Tecnico di Camerino, poi trasferito, dal 1926 al 1928 a Pola, ed infine per l’anno scolastico 1928/29, a Caltagirone.
• 1928 Espone per la prima volta alla XVI Biennale di Venezia. Vince il Premio di Poesia indetto da ‘La Tribuna’.
• 1929 A Porto San Giorgio sposa civilmente Adalgisa ZAMBON. Prima personale di grafica a Milano alla Galleria Bardi.
• 1930 Viene trasferito a Osimo dove rimarrà fino al 1933 – È invitato alla XVII Biennale di Venezia – Pubblica per l’editore Mondadori, il suo primo libro di racconti Passeggiata con la Ragazza, e per Vallecchi di Firenze Il ritorno sul Carso.
• 1931 Roma partecipa alla I Quadriennale d’arte Nazionale.
• Pubblica per l’editrice Campitelli La vita dei morti e per Bompiani Il molino della carne.
• 1932 Firenze riceve il 1° Premio con Boccioni (alla memoria) e Morandi alla ‘Mostra dell’Incisione italiana’. Incontra Anita Montesi ‘la santa Anita’. Milano Galleria del Milione espone insieme a Fernand Léger. Il 31 ottobre nasce la figlia Folgore. Inizia la collaborazione alla rivista ‘Il Frontespizio’.
• 1933 Viene arrestato per motivi politici e dopo un mese di carcere ad Ancona confinato prima a Montefusco (Avellino), poi a Merano dove rimarrà fino al 1938. Qui conosce Anna Pickler, sua futura unica ispiratrice in arte e letteratura (Anna Stickler). L’editore Vallecchi di Firenze pubblica il libro di racconti l’Orso.
• 1934 Venezia XIX Biennale (partecipa con 5 acqueforti).
• 1935 1° Premio per l’acquaforte alla II Quadriennale di Roma (espone 50 acqueforti e alcuni oli). Bucarest – Mostra Arte Italiana contemporanea – Parigi – Museo del Jeu de Paume.
• 1936 Venezia XX Biennale (partecipa con 5 acqueforti).
• 1938 Viene trasferito da Merano a Roma con un incarico al Museo Artistico Industriale. Inizia la collaborazione con ‘Quadrivio’. Le edizioni del Cavallino di Venezia pubblicano il saggio Modì.
• 1939 1° Premio per l’incisione alla III Quadriennale di Roma. Pubblica per le edizioni Modernissima di Roma il volume Poesie (1928-1938) e per le edizioni della Maddalena di Venezia Il meccanico gigante.
• 1941 Per le edizioni del Cavallino di Venezia pubblica Poesie ad Anna Stickler.
• 1942 Sala personale alla XXII Biennale di Venezia (60 acqueforti e 31 olii) vince il Gran Premio per l’Incisione.
• Verona – mostra città di Verona – Firenze – Galleria il Ponte – Venezia – Galleria del Cavallino. Con Tumminelli, editore in Roma, pubblica Il cane scontento e altri racconti, con le edizioni del Campano di Pisa Scritti d’eccezione, che appena posto in vendita verrà sequestrato.
• 1943 Nasce la figlia Luciana. Pubblica il romanzo Vita di Anna Stickler. È invitato alla IV Quadriennale di Roma.
• 1944 Edizioni D.O.C. Roma Poesie e satire, per edizioni Delfino Rovereto il saggio Manzù e per O.E.T. Roma Della sottomissione.
• 1945 Per l’editore Danesi di Roma pubblica Credo d’artista, per O.E.T. di Roma Perchè dò ombra per Edizioni Circe di Roma Scritti sequestrati, per Edizioni il Solco Città di Castello Ragazza caduta in città e per l’editore De Luigi di Roma illustra Un saison en Enfer di Rimbaud.
• 1946 Pubblica il romanzo Ladri di biciclette, per Polin di Roma, tradotto in molte lingue, che ispira a Zavattini e De Sica il film omonimo. Per Mondadori esce La Repubblica Italiana e per l’editore Colombo di Roma Della decadenza della libertà di stampa.
• 1948 Suzzara premio per il disegno. Venezia XXIV Biennale. Torino mostra Promotrice delle belle Arti-Parco del Valentino.
• Con l’editrice STE di Ascoli Piceno pubblica Il fallimento della pittura, con Nistri-Lischi di Pisa Liriche e polemiche e con Scheiwiller Milano Orneore Metalli.
• 1949 Parigi mostra dell’incisione (Il Gabinetto delle stampe di Parigi acquista una sua acquaforte per 20.000 franchi). Nistri-Lischi di Pisa pubblica Amata dopo con riproduzioni di sue opere.
• 1950 Premio internazionale Lugano per l’incisione, ex-aequo con Morandi. Venezia XXV Biennale Celle Ligure premio di 250.000 lire per le arti figurative.
• 1951 Personale alla galleria Silvagni di Parigi. San Paolo del Brasile – prima Biennale del Museo d’Arte Moderna. Roma VI Quadriennale ( 9 oli ). L’editore Vallecchi di Firenze pubblica Il mezzano Alipio.
• 1952 Personale alla Calcografia Nazionale di Roma. Venezia XXVI biennale d’arte. Premio della Biennale per l’incisione.
• 1953 Personale a Bruxelles alla Biblioteca Reale. Primo Premio Chianciano per il volume di poesie Pianete. Firenze IV mostra Nazionale del Fiorino. Suzzara Primo premio per la pittura. Lisbona Palacio Foz Mostra del disegno e dell’incisione italiana. Pubblica : Scheiwiller-Milano Addio ai sogni – Libreria Palmaverde-Bologna Contropelo alla vostra barba – Editrice Schwarz-Milano Ombre fra le metope – Vallecchi-Firenze Pianete – Scheiwiller-Milano Poesie per Anita e Luciana e Van Gogh: l’uomo.
• 1954 Premio Marzotto per la letteratura ex-aequo con D. Buzzati per Ombre fra le metope. Roma palazzo delle Esposizioni. Esce per l’editore Vallecchi-Firenze Signora malata di cuore la terza edizione di Ladri di biciclettePoesie 1954 e la Caccia al fagiano con acqueforti originali.
• 1955 Roma VII Quadriennale d’Arte Nazionale. L’editore Porfiri di Roma pubblica Antinoo o l’efebo dal naso a becco di civetta, Cappelli di Bologna Castelli Romani.
• 1956 Venezia XXVIII Biennale d’arte. Macerata premio Scipione per la pittura.
• 1958 Esce per Guido Miano Editore la raccolta di poesie Al padre e altri poemetti.
• 1959 Venezia Opera Bevilacqua-La Masa III Biennale dell’incisione Premio del presidente del consiglio.
• Pubblica: per Giardini-Pisa Cardarelli e altri amici, Mondadori-Milano Il mazzetto, Scheiwiller-Milano Modì, Vallecchi-Firenze Il polemico.
• 1960 Pubblica: per Mondadori-Milano Le acque del Basento per Bucciarelli-Ancona Poesie 1960.
• 1961 Firenze XII mostra del Fiorino. Pubblica: per Mondadori-Milano la 2a edizione di Passeggiata con la ragazza, Scheiwiller-Milano 13 canzonette, per Bucciarelli-Ancona illustra Canti di Leopardi.
• 1962 Venezia XXXI Biennale d’arte sala personale. L’Istituto del libro di Urbino pubblica L’antro di Capelvenere con incisioni originali.
• 1963 Muore a Roma il 16 maggio nella sua casa di via Davila, 61 assistito dalla moglie Anita, sposata in ‘articulo mortis’, e dalla figlia Luciana.

Info:
BIBLIOTECA DI CUPRAMONTANA – Centro documentazione “Luigi Bartolini” – Via N.Sauro 1, 60034 Cupramontana
Riccardo Ceccarelli – Tel. 0731 786855.

Fabrizio Mugnaini – Casella postale 21 – 50041 Calenzano (FI)
luna_gufo@tin.it

Email: biblioteca@comune.cupramontana.an.it

Andrea PERIN. COSE DA MUSEO – avvertenze per il visitatore curioso.

Chi non è stato almeno una volta in un museo, questa autorevole istituzione dove si viene a contatto con i valori universali dell’arte e della cultura?
Alcuni lo vivono come un luogo imperdibile della propria formazione culturale e civica, altri (i più) come un dovere noioso da risolvere in fretta. Eppure questa percezione sta cambiando rapidamente. Basti una cifra per rendersene conto: in trent’anni gli Uffizi di Firenze sono passati da 50.000 a 1.500.000 visitatori. Un dato sorprendente che segnala come questa prestigiosa, e un po’ polverosa, istituzione non sia più il tempio laico della cultura alta, ma rientri a pieno titolo nel circuito consolidato  del tempo libero e del consumo di massa.
In un percorso che accompagna il visitatore lungo i vari livelli che compongono il museo, dalla biglietteria alla contemplazione dell’opera d’arte, il volume soddisfa, con competenza e arguzia, le curiosità dei visitatori più avvertiti, quelli che non si fermano davanti all’opera esposta ma vogliono sapere cosa c’è dietro: perché quell’oggetto entra nel museo e un altro no? che uso viene fatto dei soldi del biglietto? i musei definiscono o mistificano i concetti di autenticità e bellezza? L’obiettivo è quello di scomporre l’istituzione museo e metterne a nudo i meccanismi di funzionamento, invitando il visitatore a non accontentarsi della semplice emozione visiva ma a guardare dietro la cornice, per una visita più smaliziata e meno noiosa.

Indice:
Introduzione: I. In cerca del capolavoro; II. Soli o accompagnati; III. L’ingresso; IV. Il biglietto;
Il bookshop – Intervista a Laura Bassi: V. Vietato toccare
Il custode museale – Intervista a Fabio Pasi: VI. Di fronte all’opera; VII. Dietro all’opera; VIII. Acquisti, donazioni e saccheggi; IX. Cosa mi rappresenta?
La guida – Intervista a Mileto Benvenuti: X. Il linguaggio dell’allestimento; XI. Lo spazio invisibile;
Il boom delle mostre: XII. Divagazioni finali
Appendice – Cinema e altro – Riferimenti bibliografici 
 
L’Autore: Andrea Perin, architetto museografo, vive a Milano. Per mestiere cura l’allestimento di mostre e musei di archeologia, arte e antropologia. Per passione si occupa di tradizioni alimentari, soprattutto quelle lontane nel tempo.

Info:
Casa Editrice ‘elèuthera’ via Rovetta 27 Milano www.eleuthera.it
Milano 2007, 136 pp., € 12,00   –   ISBN 9788889490334 

Valeria MINUCCIANI (a cura di). Il museo Fuori dal museo. Il territorio e la comunicazione museale .

Scritti di:
Mario Federico Roggero, Valeria Minucciani, Laura Sasso, Marco Vaudetti, Elisa Baima, Giulia Zilioli, Maria Clara Ruggieri Tricoli, Raffaella Rava, Luca Basso Peressut, Claudio Multari, Alessandra Morra.

Il fenomeno museale oggi ha confini molto labili nei confronti di altre manifestazioni di divulgazione culturale; è sfaccettato e contraddittorio; sempre più raramente può permettersi di rimanere chiuso in se stesso, in senso fisico ma anche e soprattutto in senso concettuale.
Questo libro vuole fornire un piccolo contributo da questo particolare punto di vista, proponendo interpretazioni anche molto diverse di questo uscire del museo da se stesso. Sotto questa espressione, dunque, trovano legittimamente spazio fenomeni quali l’ecomuseo e il museo diffuso, il centro visita e il museo naturalistico di ultima generazione; ma anche considerazioni sulla vera missione del museo, nuove prospettive aperte dalla tecnologia sulla comunicazione museale, ibridazioni fra i linguaggi artistici che riaprono al museo opera d’arte totale.
Il museo, oggi, è “fuori dal museo” quando tenta di aprire verso nuovi orizzonti di comunicazione culturale; quando ricerca possibilità di dire cose diverse, e aspira a dire in modo diverso.


Info:
Edizioni Lybra Immagine 2005; pagg. 96; Oltre 150 ill. b/n e colore; Formato 21,5 x 24
Testo italiano/inglese – Isbn 88-8223-073-2; € 16,00
 

Per acquisto, inviare messaggio a redazione@mecenate.info

Luca BASSO PERESSUT. Il Museo Moderno. Architettura e Museologia da Perret a Kahn.

Un approccio storico-critico, una ricchissima documentazione sul dibattito e sull’attività progettuale alla base della moderna esposizione museale, dall’architettura agli ordinamenti. Con l’introduzione di Arrigo Rudi e un saggio generale del curatore sull’evoluzione del concetto di museo moderno, il volume raccoglie progetti dei protagonisti e interventi critici sulle principali problematiche della progettazione museale e museologica moderna, presentate attraverso un importante impianto iconografico che comprende oltre 1000 immagini tra foto e disegni di progetto.
 
Questo libro tratta delle trasformazioni dell’idea e della forma del museo in un periodo storico che è stato di volta in volta definito del Moderno, della modernità, o della modernizzazione. Più nello specifico viene qui approfondito il cinquantennio che va dagli anni Venti ai primi anni Settanta del Novecento, in cui massima è stata la concentrazione di riflessioni, proposte, progetti e realizzazioni dove è chiaramente riconoscibile il contributo alla riforma museale in Europa e negli Stati Uniti. Così, se intendiamo il Moderno nelle tre accezioni condivise di attuale – cioé appartenente all’accadere di oggi -, di nuovo – diverso rispetto alla tradizione – e di transitorio – cioé in continua mutazione e avanzamento -, possiamo dire che il museo ha partecipato di questa ‘epopea’ esprimendo innanzi tutto una forte tensione al rinnovamento di funzioni, spazi, forme e tecniche di organizzazione dei propri contenuti, verso quella ‘razionale organizzazione della vita sociale quotidiana’ vista dal filosofo Jürgen Habermas quale fondamento storico della modernità, di cui l’esperienza conoscitiva che è propria della visita ad un museo fa parte.
L’aggettivo Moderno accostato a Museo qualifica perciò un’idea di modificazione genetica che colloca il formarsi e l’affermarsi di una ‘nuova natura’ dell’istituzione museale nella prima metà del Ventesimo secolo, quale momento strategico di cerniera o ponte tra il museo classico e quello contemporaneo.
Viene qui privilegiato un punto di vista preciso, quello che riguarda la fenomenologia delle espressioni fisiche di questo processo: architettura, spazi e allestimenti espositivi, alla luce di un dibattito che ovviamente non può non ricomprendere tutti i punti di vista (non solo quello dei progettisti ma anche quello dei teorici dell’istituzione, non solo i museografi ma anche i museologi) e di cui, soprattutto, vanno colti gli elementi di attualità o di operatività alla luce delle problematiche del museo contemporaneo, che ci appare nella sua complessità di manifestazioni forse meno vicino di quanto si potrebbe pensare agli esempi di cui si tratta in questa sede. Se ci riferiamo al ‘terzo tempo di sviluppo’ della vicenda del museo di cui parla Franco Albini negli anni del secondo dopoguerra, possiamo dire di essere oggi di fronte a un ‘quarto tempo’ dei musei, i cui effetti non si sono ancora del tutto dispiegati.

Quello in corso negli ultimi venti anni è un vero museum boom (coincidente con il consolidarsi del mercato della cultura, del viaggiare, dell’itinerare tra luoghi e saperi) che ha portato a una proliferazione quantitativa dei musei, e allrquote affermarsi del problema della memoria e della sua conservazione, di portata così ampia da far parlare di ‘museificazione di quasi ogni fenomeno dell’umanità’ .
Ma non solo: la pervasività dell’istituzione museale nella società fa sì che si tenda a riconoscere nei musei fattori di identificazione che erano tradizionalmente demandati ad altre istituzioni, per cui ogni gruppo culturale, etnico o religioso, ogni realtà locale, ogni borgo desidera oggi creare un proprio museo, quasi si trattasse di una casa comune in cui rispecchiarsi fra memoria e riconoscibilità culturale, fra intrattenimento ed educazione, tra sacro e profano.
L’istituzione museale è oggi più che mai popolare, al centro delle attenzioni delle amministrazioni pubbliche e delle fondazioni private che riconoscono essere i musei promotori di ‘immagine’ per le comunità che li creano o per i ‘marchi’ nobilitati dall’entrare a far parte della sfera dei patrimoni culturali (è il caso dei musei d’impresa e della cultura della produzione materiale e intellettuale, come il design e l’architettura, realtà che, come chiariremo più avanti, nascono proprio con l’affermarsi dell’idea di Museo Moderno).
Le strategie che riguardano le attività dei nuovi musei coinvolgono processi che tengono conto della internazionalizzazione dei pubblici che li frequentano, interessati alle iniziative di vario genere offerte da queste istituzioni (mostre itineranti, scambi di opere, merchandising: si pensi, tra tutti, alla Fondazione Guggenheim e alle numerose sedi in giro per il mondo che ospitano a turno le medesime mostre). A queste corrisponde una ricerca di ‘teatralizzazione’ degli eventi espositivi, a cui l’insieme dei visitatori partecipa attivamente, e che tocca le stesse architetture museali che confermano il loro essere parte delle collezioni messe in mostra e dunque elemento di attrazione e pubblicizzazione delle iniziative stesse. Perciò, se pensiamo a questo articolarsi quasi magmatico delle manifestazioni del museo d’oggi, provare a immaginare che cosa sarà il museo di domani o del futuro è esercizio intellettuale che ha una valenza assai diversa rispetto a come di ‘domani’ e ‘futuro’ si parlava negli anni Venti e Trenta del Novecento, quando nel dibattito fra architetti ed addetti all’istituzione, veniva ipotizzato quale museo avrebbe dovuto prendere il posto di quello ottocentesco, in uno scenario di modificazioni sociali, economiche e politiche rispetto a cui il pensiero o il progetto moderno portava a una sostanziale unità di intenti di avanzamento e progresso, anche se non necessariamente a un’altrettanto riconoscibile omogeneità di risultati.
(dall’introduzione di Luca Basso Peressut)

 
Indice:
Prefazione, Arrigo Rudi
Introduzione. Musei e museografia nell’età del Moderno
Parte prima. Tradizione e innovazione
Il museo moderno. Il suo impianto, le sue funzioni, Richard F. Bach (1927)
Il museo d’arte moderno, Fiske Kimball (1929)
L’architettura dei musei come fatto plastico, Paul P. Cret (1934)
Il museo d’arte di domani, Clarence S. Stein (1930)
Il Museo moderno, Auguste Perret (1929)
La costruzione moderna dei musei, Fritz Schumacher (1930)
Il programma architettonico dei musei, Louis Hautecœur (1934)
Gli edifici antichi e le esigenze della museografia moderna, Gustavo Giovannoni (1934)

Brani scelti di B.I. Gilman, M.R. Rogers, P.P. Cret, R.F. Bach, C.R. Richards, H.W. Kent, C.G. Loring, L. Rich, L. Simonson, F. Kimball, A.M. Githens, C.S. Stein, H.P. Berlage, H.E. van Gelder, L. Hautecœur, P.N. Youtz, J.H. Markham, U Ojetti, R. Paribeni, A. Lauterbach, B. Semenov-Tian-Shansay

Parte seconda. Icone museali del Moderno
Il Museo Mondiale, Le Corbusier (1928-29)
Il museo a crescita illimitata, Le Corbusier (1930-39)
I musei viventi, Elisabeth Moses (1934)
Recenti criteri di organizzazione dei musei, Bruno M. Apollonj (1935)
Un problema di esposizione, Paul Valéry (1937)
Un museo della scienza flessibile e ampliabile, Paul Nelson, Oscar Nitzschké, Frantz P. Jourdain (1939)
Progetto per un Palazzo delle Scoperte, Paul Nelson (1940)
Progettare un museo, Philip N. Youtz (1936)
Un museo moderno: proposta per un Museo di Arte Contemporanea a New York,
George Howe, William E. Lescaze, (1930-31, 1936)
Un museo (Museum of Modern Art, New York), Lewis Mumford (1939)
Il museo di domani, William R. Valentiner (1944)
Museo per una piccola città, Ludwig Mies van der Rohe (1943)
La Galleria Moderna, Frank Lloyd Wright (1946)
Il Museo Solomon R. Guggenheim. Un esperimento nella terza dimensione, Frank Lloyd Wright (1958)
Progettare i musei, Walter Gropius (1946)
Il progetto del Whitney Museum, Marcel Breuer (1963)

Brani scelti di Le Corbusier, P. Belluschi, W.E. Lescaze, H. Verne, R. Huyghe, G.H. Rivière, L. Mumford, C. Collens, L.V. Coleman, H.-R. Hitchcock, P.L. Goodwin, A. Dorner, L. Bo Bardi, A.E. Reidy, P. Blake

Parte terza. Il dialogo con la storia
Problemi di museografia, Giulio C. Argan, (1955)
Carattere stilistico del Museo del Castello, Lodovico B. Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto N. Rogers (1956)
Funzioni e architettura del museo, Franco Albini (1958)
Volevo ritagliare l’azzurro del cielo, Carlo Scarpa (1976)
Lettera al direttore del museo, Philip C. Johnson (1960)
Aforismi sui musei, Louis I. Kahn (1962-72)

Brani scelti di G.C. Argan, L. Moretti, C. Marcenaro, F. Albini, G. Samonà, L. Magagnato, M. Brawne, V. Scully jr., P.C. Johnson, J. Bo, V. Wohlert, L. Glaeser, E.H. Gombrich, C.R. Smith, F. Oppenheimer, G.H. Rivière, M. Lehmbruck, P. Goldberger

Fonti delle illustrazioni
Bibliografia

Info:
Edizioni Lybra Immagine 2005, pgg. 260, Oltre 1000 immagini b/n, Formato 21,5 x 24
Isbn 88-8223-069-4; € 26,00.

 

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