Archivi categoria: Bibliografia

Alfonso PANZETTA: Muovo dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento – Da Antonio Canova ad Arturo Martini.

Il Nuovo Dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento, frutto di una ricerca continua e costante sulla scultura italiana, viene proposto dalla casa editrice AdArte nella sua terza edizione. Un percorso di 150 anni attraverso l’arte plastica italiana con 4.081 schede biografiche, 2.521 immagini a corredo iconografico, di cui 516 ritratti di artisti per un totale di 1.068 pagine. L’autore, in questa ultima edizione notevolmente più ampia, dopo quelle edite nel 1989 (1.025 artisti e 87 opere riprodotte) e nel 1994 (2.400 artisti e 862 opere riprodotte) per i tipi di Allemandi, da tempo esaurite, ha arricchito la documentazione biografica e iconografica sulla base di uno studio approfondito, teso a valorizzare un grande patrimonio artistico spesso ingiustamente trascurato.

Alfonso Panzetta, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è considerato il maggior specialista di scultura italiana dell’Ottocento e del Primo Novecento e di arti decorative. Tra le diverse pubblicazioni dell’autore si segnalano il Catalogo generale delle ceramiche Lenci e le monografie degli scultori Felice Tosalli, Marcello Mascherini e Michelangelo Monti.

Info:
AdArte Srl, via Luciano Manara, 6 – 10133 Torino – tel/fax 01119715289;

2 volumi in cofanetto, 1.068 pp., € 250,00

Email: info@adartepublishing.it

A. GRANELLI F. TACLO’: Innovazione e cultura come le tecnologie digitali potenzieranno la rendita del nostro patrimonio culturale.

Edizioni: Il Sole 24 Ore, pp. 304 – € 21,60

 

‘Applicare le tecnologie digitali al patrimonio culturale: la prossima urgente sfida per l’innovazione nel nostro paese’.

Il patrimonio culturale è la leva principale per l’ ‘identità italiana’ e quindi costituisce una risorsa economica fondamentale per il nostro paese e per la sua competitività; oltre a essere uno degli obiettivi strategici della Commissione Europea.

Una quota sempre crescente di scambi economici nella loro forma più innovativa nell’immediato futuro sarà riferibile alla ‘commercializzazione’ di esperienze culturali più che di beni e servizi prodotti industrialmente. Occorre dunque valorizzare e potenziare la rendita di questo patrimonio e per fare questo è fondamentale usare le tecnologie digitali.

In questa prospettiva il corretto utilizzo di tali tecnologie diventa un imperativo categorico che trascende il mondo della tecnica e pervade tutta la società.

Questo libro offre un quadro esaustivo delle principali tecnologie applicate nei modelli di fruizione e gestione dei beni culturali, analizza alcuni casi nazionali e internazionali interessanti come buone prassi da imitare e traccia delle linee guida sul futuro, mettendo in evidenza i gap da colmare e le potenzialità delle nuove tecnologie per sostenere la crescita del settore.

 

Per acquisto, vai a:

http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh3/catalog/ProductI.jsp?PRODID=17739

 

 

 

Fonte:Il Sole – 24 Ore

TORINO: Capitale Mondiale del Libro.

 L’assegnazione a Torino, da parte dell’UNESCO, del titolo di Capitale Mondiale del Libro, insieme con Roma, costituisce un importante riconoscimento allo straordinario impegno della città per promuovere il libro e la lettura.

Dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007, Torino e Roma, con le rispettive province e i territori regionali, si trasformeranno in un unico palcoscenico con centinaia di eventi. L’ideazione e il coordinamento generale del progetto sono stati affidati alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura di Torino, che ha promosso una serie di iniziative tra cui il Linguaggio dei Segni, il Grand Re-tour, i programmi per le scuole. Cuore della manifestazione sarà il progetto che ha “conquistato” l’UNESCO, il Linguaggio dei Segni, ricco calendario di eventi realizzato dalle dieci circoscrizioni di Torino, che ospiteranno, nelle biblioteche di quartiere e in altre sedi, iniziative ispirate ai segni della scrittura.

L’intero sistema culturale di Torino e del Piemonte parteciperà con una serie di eventi che coinvolge­ranno, fra gli altri, il Castello di Rivoli, con la mostra Libri d’artista dei grandi del Novecento, il Teatro Regio, con l’edizione del Flauto Magico per i 250 anni di Mozart, l’Abbazia di Novalesa, con l’espo­sizione dei Codici Novalicensi, la città di Vercelli, con eventi dedicati ai tesori custoditi negli archivi. Saranno inoltre celebrati alcuni scrittori piemontesi di cui ricorrono gli anniversari: Giuseppe Giacosa, Mario Soldati, Lalla Romano e Primo Levi, per il quale è allo studio la costituzione di un Centro Studi internazionale legato alla sua figura. Nel segno di Primo Levi si svolgerà la tappa di Torino del Grand Re-tour, progetto che coinvolge nell’arco di un anno dodici città italiane capitali dell’arte e della cultura, configurandosi come la rivisitazione in chiave con­temporanea del viaggio di formazione in Italia dei grandi intellettuali europei, da Goethe a Stendhal, da Byron a Nietzsche.

  

Fonte:NerwsLetter Compagnia San Paolo

Pierfranco BRUNI: Oltre la foresta. L’estetica della politica.

Il rapporto tra beni culturali, politica e modernità è il tema dominante dell’ultimo libro di Pierfranco Bruni che si sofferma su identità ed estetica.
Un saggio che pone al centro la cultura e il patrimonio storico come progettualità e la politica come estetica del pensiero. La cultura come lettura di una idea portante di Mediterraneità che vada oltre gli schematismi.
Pierfranco Bruni: “Bisogna recuperare il senso della politica attraverso le idee e i valori culturali dell’umanesimo. Occorre dare senso al patrimonio storico e culturale per dare orizzonti ad una nuova politica”.

“Oltre la foresta. L’estetica della politica” è il titolo del nuovo libro di Pierfranco Bruni, pubblicato per conto del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, in uscita in questi giorni. La storia del patrimonio storico attraverso un’analisi dei temi che dominano la cultura del Mediterraneo è un elemento che offre una chiave di lettura significativa. Il libro si sofferma, tra l’altro, sui valori della storia e sul pensiero politico che ha “agitato” gli ultimi decenni. Con tempestiva attualità affronta i temi che si vivono nella nostra temperie. Ci sono riflessioni e meditazioni sul ruolo della politica e sul rapporto tra politica e cultura. L’interrogativo che si pone nel libro presenta questa sottolineatura: la politica nel nostro tempo è ancora attuale? Da qui si apre un confronto a tutto tondo con la quotidianità e con il tempo stesso della politica attraverso una analisi dei fenomeni culturali e storici in un confronto tra tradizione, modernità e progettualità. C’è un pensiero forte che campeggia in tutto lo studio e che invita a ripensare la politica anche come valore di una realtà estetica.

Pierfranco Bruni non smette di proporre: “Siamo dentro un processo politico che si trova ormai ad un bivio. Due sono le strade, aggiunge Bruni, ma di queste occorre scegliere la strada della vita della politica. Il deserto e la foresta sono in agguato. Se non si ha il coraggio di recuperarsi nella nostalgia della cultura e nella nostalgia delle idee si andrà verso il precipizio. La foresta e il deserto, puntualizza ancora Bruni, sono, in fondo, la metafora del precipizio”.
Il saggio si incentra sulla rilettura di alcuni testi filosofici fondamentali. Sulla scia degli intellettuali del pensiero tradizionalista e cristiano, Pierfranco Bruni pone al centro l’uomo con i suoi valori e difende l’azione della cultura cattolica nel tentativo di trasformare la quotidianità in una dimensione dai significati concreti. Un grande risalto dà alla cultura. Ritorna spesso sul concetto del suicidio – omicidio della cultura sostenendo che “il suicidio della politica passa inevitabilmente attraverso l’omicidio della cultura”.
E da questo punto di vista offre stimoli importanti alle politiche culturali tanto che dedica a questi aspetti dei capitoli nevralgici. La cultura come identità di una civiltà ma la testimonianza degli atti della politica restano i nodi da sciogliere. Infatti conclude con queste cesellature:“La speranza del cambiamento è nel viaggio di una politica che sappia guardare al futuro trasformando quelle nostalgie in azioni. La sfida delle idee è nelle azioni che hanno, però, radici profonde”.

Info:
3494282197

Email: micol.cultura@libero.it.

Pierfranco BRUNI: Tracciati Arbereshe per Viandanti: da Girolamo De Rada ad Ernest Koliqi.

Pubblicata dal MiBAC – Comitato naz. Minoranze Linguistiche la ricerca dedicata ai “Viaggiatori italiani e stranieri sui passi dell’Arberia” di Pierfranco Bruni. Un penetrare la cultura di un popolo grazie al patrimonio storico, letterario e antropologico.
Dalla ricerca emerge, tra l’altro, l’importanza che Gabriele D’Annunzio dava alla storia Italo – Albanese e alla figura di un personaggio come Scanderbeg.
“Si tratta di un lavoro di scavo in quella letteratura di viaggio e tra gli scrittori e viaggiatori che hanno raccontato la storia del popolo Italo – Albanese. La figura di Scanderbeg, nella sua complessità, emerge con la sua statura e la sua straordinaria forza cristiana .

“Il lavoro, sottolinea Pierfranco Bruni, si articola in uno studio sul tema del viaggio e della diaspora nella letteratura Italo – Albanese partendo dal più grande poeta che ha lasciato un modello di fare poesia indelebile sia nella cultura Arbereshe che in quella Albanese e dei Balcani: Girolamo De Rada (1814 – 1903) sino a toccare la figura e l’opera dello scrittore vivente Ismail Kadaré, residente ora in Francia”.

La ricerca è strutturata per fasi e il percorso che si delinea tocca aspetti salienti del rapporto tra letteratura e viaggio tanto che in un capitolo di straordinaria valenza mitico – letteraria si parla di Gabriele D’Annunzio e del suo rapporto con Scanderbeg. Proprio a Scanderbeg, eroe nazionale dell’Albania che lottò contro le invasioni Turche in difesa della cristianità, sono dedicate delle pagine toccanti che caratterizzano tutta la problematica affidata alla metafora del viandante. Un tema nel quale il patrimonio culturale degli Italo – Albanesi, in un contesto di beni culturali, è analizzato dal punto di vista letterario, antropologico e simbolico.

“L’altra eminente figura, ancora Bruni, che emerge è quella dello storico della letteratura albanese Ernest Koliqi (1903 – 1975). L’anno in cui moriva De Rada nasceva Koliqi. Un passaggio di testimone sempre intorno ad una letteratura della diaspora. Infatti fu Koliqi (il quale insegnò per molti anni in Italia) che, per primo, stabilì un legame fondamentale tra letteratura del viaggio, dell’esodo e della fuga e realtà territoriali Italo – Albanesi.

“Un approfondimento particolare, osserva sempre Bruni, nasce da una proposta di estrema importanza dal punto di vista geografico – letteraria che riguarda i “Viaggiatori italiani e stranieri sui passi dell’Arberia”. L’Arberia è il territorio dove sono presenti le comunità Italo – Albanesi. Ho cercato di indagare, dichiara ancora Bruni, anche in questo campo portando testimonianze ben precise come quelle di Carlo Belli, di Astolphe de Custine, Duret de Tavel, Norman Douglas, Alexandre Dumas, Antonio Gramsci, Carlo Levi, Nicola Misasi, Raymund Netzhammer, Guido Piovene”.

Viaggiatori e testimoni tra le Terre dell’Arberia: un documento che porta sulla scena delle minoranze linguistiche un rapporto emblematico tra civiltà, vita e cultura. Lo studio si conclude, appunto, con una analisi dettagliata dei viaggiatori e della letteratura di viaggio nella storia del popolo Arbereshe. Scrittori e storici che hanno attraversato le comunità Italo – Albanesi. Un contributo notevole che permette di analizzare delle questioni ancora poco esplorate.

Aspetti e problematiche che il Comitato Nazionale Minoranze Etnico – Linguistiche del MiBAC sottolinea, da alcuni anni, con molta forza. Questa ricerca è parte integrante del progetto inerente la promozione e la valorizzazione della cultura letteraria e della storia delle minoranze linguistiche storiche in Italia.

Info. 329 3122380 – 338 9108211