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SAN SECONDO DI PINEROLO (tO). San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento.

E’ la prima volta che una mostra di grande rilievo storico e artistico viene interamente dedicata a San Sebastiano con straordinari capolavori. La scelta di approfondire l’iconografia proprio di questo martire non è casuale. Pochi santi hanno mostrato di saper interessare i grandi artisti, dal Rinascimento al Barocco, quanto l’ha fatto San Sebastiano.
A proporre la mostra è la Fondazione Cosso, presieduta da Maria Luisa Cosso, nell’affascinante sede espositiva della Fondazione, il Castello di Miradolo, a pochi chilometri da Torino.
La grande esposizione è ideata e curata da Vittorio Sgarbi e si avvale di coordinamento e ricerche di Antonio D’Amico.

Info:
Fondazione Cosso, Castello di Miradolo, dal 4 ottobre 2014 al 8 marzo 2015
tel. 0121.376545 gruppi@fondazionecosso.it

VICENZA. Quattro Veronese venuti da lontano. Le Allegorie ritrovate.

allegorieIl Palladio Museum di Vicenza partecipa, con l’Università di Padova, alle celebrazioni veronesiane previste da luglio in tutto il Veneto con una proposta che ha caratteristiche di assoluta eccezionalità.
In collaborazione con il Consorzio La Venaria Reale, presenta infatti quattro meravigliose tele di Paolo Veronese appartenute probabilmente a un palazzo pubblico veneziano e disperse già in epoca antica. I dipinti facevano parte di un ciclo documentato da modeste copie, tra cui le quattro oggi al Musée des Beaux-Arts di Chartres. Nel 1974 due delle quattro tele originali, emerse all’improvviso sul mercato antiquario, furono acquistate dal Los Angeles County Museum of Art. Le due ancora mancanti all’appello sono state scoperte nei mesi scorsi in una villa di proprietà pubblica sul Lago Maggiore.
L’eccezionale ritrovamento è dovuto al lavoro scientifico nelle università di Milano e di Padova dei docenti Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Vittoria Romani e della giovane studentessa Cristina Moro. È stata quest’ultima, impegnata in una tesi guidata da Agosti sulla collezione di Villa San Remigio a Verbania Pallanza, a porre interrogativi su due tele genericamente definite come “veronesiane” patrimonio della dimora, con un valore venale stimato, l’altr’anno, appena settemila euro. Si tratta invece di due splendidi originali di mano del maestro e non certo opere di bottega.
Nonostante i tempi ristrettissimi, l’eccezionalità dell’occasione ha convinto il Los Angeles County Museum of Art a concedere in prestito al Palladio Museum i propri due dipinti, per affiancarli alle due nuove scoperte.
I quattro capolavori, di dimensioni imponenti (circa 200 per 110 centimetri), raffigurano tutti figure allegoriche: tre sapienti antichi con in mano strumenti per la misurazione della terra e del cielo, e una donna, allegoria della Scultura.
Le tele ornavano un palazzo pubblico veneziano, e furono realizzate intorno al 1553 in un momento cruciale nell’attività del giovane Veronese, quando – poco più che ventenne – entra in contatto con Palladio e Daniele Barbaro. Con essi, negli anni a seguire, sarà protagonista della creazione di una delle più stupefacenti imprese architettoniche e decorative del Cinquecento veneto: la Villa Barbaro di Maser.
“Da tempo stiamo lavorando su Palladio e Veronese – dichiara Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum – due artisti legati da un rapporto strettissimo fatto di amicizie comuni e committenze intrecciate. Per questo abbiamo proposto a La Venaria Reale di condividere un progetto espositivo esponendo in casa di Palladio i Veronese ritrovati, in parallelo alla grande mostra su Paolo Veronese che la Direzione Musei di Paola Marini ha allestito a Verona nel Palazzo della Gran Guardia insieme alla National Gallery di Londra”.
Le tele di Verbania infatti, per iniziativa della Reggia di Venaria e della Regione Piemonte, oggi proprietaria di Villa San Remigio, sono state poste in restauro presso il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale annesso al complesso della Reggia.
“Abbiamo aderito volentieri – dichiara Alberto Vanelli, direttore del Consorzio La Venaria Reale – al progetto espositivo del Palladio Museum, che contiamo di replicare alla Reggia di Venaria. In questo modo i dipinti potranno essere confrontati con le altre opere di Veronese giunte da Europa e Stati Uniti per essere studiate a fondo e comprese”.
La mostra, curata da Giovanni Agosti, Guido Beltramini e Vittoria Romani, accanto alle tele veronesiane ricostruirà quanto è possibile raccontare della storia collezionistica dei due dipinti ritrovati a Verbania Pallanza. Esse pervennero nella celebre Villa San Remigio, costruita in occasione del matrimonio che nel 1896 coronò la contrastata storia d’amore fra il marchese partenopeo Silvio della Valle di Casanova e Sophie Browne, pittrice e scultrice di origini irlandesi. I due, che erano cugini, raccolsero nella villa una straordinaria collezione d’arte e la circondarono con un complesso di giardini tematici affacciati sul lago Maggiore, di sapore romantico e passatista, che attrasse personaggi come Umberto Boccioni e Bernard Berenson. Per evocare tale contesto in mostra a Vicenza, accanto a preziose immagini d’epoca, saranno presentati due splendidi dipinti che Umberto Boccioni realizzò durante il soggiorno in Villa San Remigio: il “Paesaggio” e il “Paesaggio (con montagne e lago)“, entrambi del 1916, oggi di proprietà privata.
Il catalogo della mostra, a cura di Vittoria Romani (Università di Padova), raccoglie scritti di Romani, Xavier Salomon, Cristina Moro, Carlotta Crosera, ed è edito da Officina Libraria.

Redattore: Antonella Corona

Info:
Vicenza, dal 05 luglio 2014 al 05 ottobre 2014
Costo del biglietto: € 6,00; Riduzioni: 4,00 €
Orario: dal martedì alla domenica 10-18 Ultimo ingresso 17.30
Telefono: 0444 32 30 14 – Fax: 0444 32 28 69
E-mail: accoglienza@palladiomuseum.org  – Sito web: http://www.palladiomuseum.org

Fonte: MiBACT, 19 giugno 2014

VERONA. PAOLO VERONESE. L’illusione della realtà.

veroneseL’arte di Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) torna nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera, promossa e organizzata dal Comune di Verona, Direzione Musei d’Arte e Monumenti, insieme con l’Università degli Studi di Verona e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in associazione con la National Gallery di Londra.
L’esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia di Verona, si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna Veronese e Verona tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio ed è curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell’Università degli Studi di Verona.
Il Veronese ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte.
In mostra saranno esposte circa 100 opere, fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Gemäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland di Edinburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington.
La mostra monografica è la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Pallucchini a Venezia nel 1939 e presenta Paolo Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro.
Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier.

Redattore: Renzo De Simone

Info:
Verona, Palazzo della Gran Guardia, dal 05 luglio 2014 al 05 ottobre 2014
Costo del biglietto: 12.00 euro; Riduzioni: 9,00 euro
Orario: da lunedì a giovedì, sabato e domenica: dalle 10.00 alle 21.00; venerdì dalle 10:00 alle 22.00
Tel: 848 002 008 da lunedì a sabato, ore 9.00-18.00
E-mail: info@spazioaster.it
Sito web: http://mostraveronese.it

Fonte: MiBACT, 30 giugno 2014

CIVIDALE DEL FRIULI (Ud). Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea del Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II (XII-XIII sec.).

crocifisso cividale L’esposizione presenta un quadro inedito sulla grande entità statuale e politica, ma anche religiosa, culturale ed artistica, che fu nel pieno del Medioevo, il Patriarcato di Aquileia.
A Cividale del Friuli, vengono esposte antichissime sculture lignee di dimensioni monumentali, rarissime, e uniche per qualità stilistica,
compositiva e di grande valore devozionale. Fulcro dell’esposizione è il Crocifisso del Duomo cividalese restituito nel suo splendore dopo un lungo e sapiente restauro quale testimonianza concreta del ruolo di questa storica capitale ai tempi del presule Pellegrino II. Attraverso l’emozione della luce vibrante che scorre sulla superficie delle sculture lignee si vuole raccontare la storia di un territorio, il Patriarcato di Aquileia, così ampio da abbracciare
Nazioni che adesso si chiamano Italia, Austria, Croazia e Slovenia.
La mostra, unica nel suo genere e di respiro europeo, raccoglie uno straordinario raggruppamento di capolavori medievali in legno tra cui molti crocifissi monumentali, come il Cristo del Duomo di Cividale: tutte opere superstiti provenienti dagli antichi territori del Patriarcato di Aquileia. Emblematica la figura di Pellegrino II (1194-1204) assunto idealmente quale figura di riferimento nei secoli XII-XIII e al quale si deve l’impulso per la ricostruzione della Collegiata cividalese.
Sempre alla committenza di Pellegrino II si deve la magnifica realizzazione dell’enorme Antependio d’altare d’argento dorato la cui raffinatezza e innovazione esecutiva non ha eguali in tutto il territorio patriarcale. Come cornice e a corredo della mostra una serie di opere suntuarie e argenti provenienti dall’intero Alto Adriatico.

Info:

Al Museo Nazionale di Palazzo De Nordis, Piazza Duomo 5, dal 12 Luglio al 12 Ottobre 2014.
da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle ore 19.00.
tel. 0432731540, e-mail: museodeNordis.Cividale@beniculturali.it
Orari: da mercoledì a domenica 11,00 – 19,00.
Catalogo Allemandi.

UDINE. PER UN MUSEO SENZA BARRIERE.

Mercoledì 25 giugno 2014, dalle ore 9.00, presso Salone del Parlamento-Castello di Udine

In allegato, il programma del seminario sull’accessibilità universale dal titolo “Per un museo senza barriere”, che si terrà presso il salone del Parlamento sul Colle del Castello.
L’incontro, organizzato nell’àmbito del progetto transfrontaliero OpenMuseums e in collaborazione con Laboratorio dell’Accessibilità Universale dell’Università di Siena, è destinato agli addetti ai lavori e alle figure professionali che si confrontano quotidianamente con l’accessibilità ai Musei da parte delle persone con disabilità e da coloro che hanno particolari esigenze. Ha come obiettivo quello di inquadrare il corretto approccio al tema dell’accessibilità e del superamento delle barriere architettoniche e cognitive, di approfondire la conoscenza e l’applicazione delle complesse normative in materia e di iniziare un percorso di accessibilità dei musei cittadini, con una sperimentazione presso il Museo Archeologico. Promuovere e sviluppare la cultura dell’accessibilità, intesa anche come possibilità di superamento degli ostacoli all’interno degli spazi espositivi museali è un esempio di come sia possibile concretamente promuovere la cultura dell’inclusione sociale.
Per partecipare alla giornata pregasi inviare l’iscrizione gratuita via mail al seguente indirizzo entro il 24 giugno: paola.visentini@comune.udine.it

Vedere il programma allegato, vai a >>>accessibilita universale programma