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Marco MONTESSO. Le Archeologie del Paesaggio (Rurale e Urbano) e delle Tecnologie; le Archeologie Post Medioevali e Moderne e la Generale: discipline finitime sincroniche e diacroniche. Cenni sulle normative nazionali, sovranazionali e UNESCO.

Per A. P., disciplina finitima e sincronica all’A. I., si intende lo studio dell’ambiente in generale, sia esso costituito dalle Campagne, dalla quale si è sviluppata, o dalle Città. Le materia, poi, nella terminologia togata si definisce anche, con le sue due articolazioni, Rurale e Urbana.

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PORTICI (Na). Ercolano ospiterà il nuovo museo progettato da R. Piano e finanziato da Packard.

ercolano aUn nuovo gioiello architettonico, sta per nascere a ridosso degli scavi di Ercolano per mano del grande architetto genovese, Renzo Piano.
Si tratta del nuovissimo museo archeologico di Ercolano, al cui interno verranno esposti mobili e ori conservati  nei depositi. Un’attività in corso da mesi che si sta svolgendo nel riserbo più assoluto, a partire dallo stesso Ministro Franceschini che ha chiesto espressamente di mantenere il silenzio.
Il progetto rappresenta uno dei principali sogni di mister David W. Packard, figlio di uno dei fondatori di Hewlett-Packard, il quale ha investito 16 milioni di euro nel progetto Ercolano. Il mecenate californiano, ex professore di latino e greco, ogni volta che visitava gli scavi, esprimeva il desiderio di realizzare il museo all’interno di quegli spazi. Da li è nato l’incontro del presidente del Packard Humanities Insitute, che ha sede a Los Altos in California, con il grande architetto genovese, che negli Stati Uniti ha realizzato alcune delle sue opere più significative, come il Resmick Pavillon a Los Angeles (2010) o il Whitney Museum at Gansevoort di New York, a Manhattan, sulle rive dell’Hudson, che sarà inaugurato il primo maggio prossimo.
Il museo ospiterà i reperti attualmente presenti nei depositi, tra cui grandissima importanza rivestono i reperti organici che si sono conservati grazie al particolare microclima creatosi nei depositi eruttivi che hanno seppellito la città antica. Non solo cibo, reti, cesti, alberi, travi ma anche i gioielli in oro rinvenuti tra il 1980 e il 1984 sugli scheletri dei trecento ercolanesi rinvenuti in procinto di salpare dal porto per fuggire dalla città ormai in preda alla distruzione operata dal Vesuvio nel 79 d.C.

Fonte: www.quotidianoarte.it , 22 gen 2015

La cura dei territori storici: condizione per la salvaguardia del patrimonio d’arte ivi diffuso?

Nel ringraziare la rivista Kermes per avere scelto di aprire uno specifico Dossier per pubblicare gli interventi che sviluppassero criticamente i problemi posti dalla nota di
Mnemosyne, mi onoro di chiedere, alle riviste di cultura che ricevono questo messaggio, la disponibilità a esprimere il loro parere sugli stessi problemi, possibilmente con particolare attenzione all’auspicio di Giovanni Urbani, che chiedeva che “il fare umano sia integrativo e non distruttivo della bellezza del mondo”.
Auspicio che postula particolare attenzione al rapporto tra urbanistica e salvaguardia-valorizzazione del patrimonio di storia e d’arte che manifesta l’intrinseca musealità di ogni territorio umanizzato, soprattutto mentre si continua a non “avvertire la terribile novità storica dell’esaurirsi del proprio ambiente di vita”.
Mentre si avvicina il L° dell’alluvione di Firenze (e mentre, sempre più spesso, dobbiamo assistere a eventi indotti dalle medesime cause di quel disastro) pare non secondario chiedere, alle riviste di cultura, riflessioni che consentano di mantenere viva “la presenza materiale del passato”, quale “componente primaria dell’ambiente”.
In questa prospettiva, con questo Dossier, si vorrebbe contribuire a maturare una cultura che postuli i territori storici quali “risorse di cultura”, da vivere e da far vivere anche grazie a norme di legge che smettano di essere veicoli di consumo degli stessi territori e delle risorse di storia e d’arte che li costituiscono.
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Pietro Segala – Istituto Mnemosyne, Brescia – Tf.: 329.8642280
http://www.istituto-mnemosyne.it

Paolo GASPAROLI, Francesco TROVO’. Venezia fragile.

venezia fragileProcessi di usura del sistema urbano e possibili mitigazioni
Da più parti si lamenta un significativo aumento di potenziali minacce per la salvaguardia fisica e l’equilibrio sociale della città di Venezia, a scapito della qualità di vita per i residenti e di fruibilità per gli utenti esterni.
Quali sono tali minacce, come misurarne l’incidenza sulla città?
Quali invece i luoghi comuni da sfatare? Il volume descrive gli esiti di una ricerca (all’interno del Piano di Gestione UNESCO “Venezia e la sua Laguna”) sui i fattori di usura ‘fisica’ e ‘percettiva’ cui è sottoposto il Centro Storico e la valutazione della loro pericolosità, al fine di determinare criteri e strumenti di mitigazione.
La molteplicità dei livelli di analisi ha permesso di costruire un quadro d’insieme ampio, tenendo in adeguata considerazione la forte interconnessione fra agenti di carattere naturale o antropico, i cui effetti risultano moltiplicati dalle reciproche interazioni.

Paolo Gasparoli
Architetto, Professore Associato presso il Politecnico di Milano, Dipartimento ABC, Restauratore ai sensi del D.M. n 294/2000. Svolge attività di ricerca in particolare sulle attività di gestione e manutenzione del costruito esistente, monumentale e storico, e sulle tematiche della progettazione esecutiva. Ha collaborato con il MiBAC per lo sviluppo di processi di manutenzione programmata sulle aree archeologiche di Roma e Pompei. Direttore Tecnico di importanti cantieri di manutenzione e restauro di edifici storici e monumentali. Autore di numerosi contributi, saggi, manuali e volumi sul restauro e sulla manutenzione degli edifici esistenti.

Francesco Trovò
Architetto, già dottore di ricerca presso il Politecnico di Milano, dal 2010 è funzionario presso la Soprintendenza BAP di Venezia e Laguna e referente delle attività relative al PdG del sito UNESCO “Venezia e la sua Laguna”. Dal 2003 ha svolto incarichi di insegnamento di Restauro Architettonico presso lo IUAV di Venezia, l’Università di Melbourne (Australia) e il TNO di Delft. Per la Soprintendenza veneziana ha svolto numerosi progetti e incarichi di restauro di edifici storici. È autore di numerosi saggi, articoli e contributi sui temi del restauro architettonico.

Info:
Formato cm 21 x 24,5 – Pagine 200
Interamente illustrato a colori
Testi italiano/inglese – Prezzo € 38,00
ISBN 978-88-98743-18-6 – Anno: 2014

BERGAMO. Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza.

palma 1In occasione di EXPO 2015 a Milano, il Comune di Bergamo e la Fondazione Credito Bergamasco si fanno promotori della prima grande retrospettiva dedicata a Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio (Serina, Bergamo 1480 circa – Venezia 1528), a cura di Giovanni C.F. Villa, prodotta e organizzata da ComunicaMente srl.
A Palma il Vecchio sono stati dedicati ben nove studi monografici, ma mai l’artista è stato celebrato con una mostra monografica. Vi è dunque l’opportunità di realizzare un grande momento espositivo di richiamo internazionale, nel suo luogo d’origine, celebrando un protagonista del rinascimento veneto accanto a Tiziano e dopo Giorgione; un evento unico e irripetibile che vede per la prima volta riuniti i capolavori assoluti di Palma, provenienti dall’Italia e dall’estero, numerosi dei quali restaurati per l’occasione.
Grazie all’eccezionale sostegno delle maggiori istituzioni museali del mondo – il Musée du Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Gemäldegalerie di Dresda, il Philadelphia Museum of Art, lo Staatliche Museen di Berlino, e i grandi musei italiani come gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, solo per citarne alcuni – sarà possibile ammirare a Bergamo, per cento giorni, i massimi capolavori di uno dei geni indiscussi del Rinascimento italiano.
Palma è maestro nel dare vita a languide figure femminili che ne segnano il percorso e la carriera divenendo così il grande interprete di una bellezza femminile, tratteggiata con immediata sensualità, che darà vita all’ideale della proporzione femminile del Rinascimento maturo.
Palma il Vecchio esegue opere che vengono presto idealizzate e ricercate dai collezionisti, tanto da creare un vero e proprio mito dell’artista. Un’arte, la sua, che sviluppa temi mitologici e allegorici ma anche sacre conversazioni in straordinarie ambientazioni paesaggistiche.
Quella di Palma è una poesia fatta di sguardi, racconti, nostalgia, scoperte e aperture con immancabili rimandi ai luoghi natii donandoci una raffigurazione della spettacolosa bellezza del visibile ancora oggi apprezzabile nella spettacolare marca bergamasca.

Info:
Dal 13 marzo al 21 giugno 2015 – Bergamo, GAMeC