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Polemiche per i restauri della casa di Gide

Valgono di più le ragioni del restauro filologico o quelle della celebrazione di un mito della letteratura moderna? Michel Drouin, imparentato con Gide e di fatto considerato il suo unico ‘erede’, ha lanciato un appello contro i restauri che hanno riguardato la casa del grande scrittore francese (1869-1951). Il maniero di Cuverville en Caux in Normandia, dove visse Gide, ha ritrovato in facciata i colori originari, le cromie di quando l’edificio venne costruito nel 1735. Ma non è il colore dell’abitazione di Gide, obietta Drouin. Che si scaglia anche contro la sostituzione delle persiane ‘di Gide’. Il maniero, che è menzionato in diverse opere dello scrittore, quali Se il grano non muore e il Diario, sarebbe stato sottoposto ad un vero ‘massacro’, sostiene Drouin, tanto più scandaloso " se si considera che le facciate della casa sono state iscritte, dal 1970, nell’inventario supplementare dei monumenti storici di Francia" . In occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della nascita di Gide, Drouin ha rivolto un pubblico appello affinché qualche mecenate si impegni a " restaurare ciò che è stato rinnovato e impedire che le facciate posteriori, ancora intatte, siano toccate" .

Fonte:Kataweb

Turismo culturale tra tutela e fruizione

Estate, tempo di vacanze. Ma anche tempo di bilanci e previsioni per i responsabili del settore. Nello scorso mese di marzo si sono svolti a Palermo, nell’ambito della manifestazione MediVacanze 2001, alcuni incontri con esperti italiani e stranieri, volti a indagare la valorizzazione turistica della Sicilia tra passato, presente e futuro. L’isola, infatti, rappresenta un esempio di terra a " vocazione" turistica, e in particolare per quei luoghi quali dimore storiche, parchi letterari e beni archeologici, attrattiva indiscussa del territorio siciliano.A questo proposito è stato pubblicato il primo Rapporto sul turismo in Sicilia volto a indagare la situazione economica e turistica dell’isola e che mette in luce interventi o mancanza di interventi necessari allo sviluppo in senso turistico del territorio.Nel nostro Paese sebbene il turismo culturale sia il settore del comparto maggiormente in fermento, a livello di modalità e organizzazione c’è ancora molto da fare per migliorare l’offerta culturale e artistica rivolta ai milioni di turisti, italiani e stranieri, che ogni anno visitano città d’arte e musei, parchi e siti archeologici.Da quando, negli anni Ottanta, si è cominciato a guardare al patrimonio culturale come a qualcosa non solo da tutelare e conservare ma anche da valorizzare e far conoscere al grande pubblico, si sono cominciate a percorrere diverse strade che portavano in questa nuova direzione. E allora siti archeologici, luoghi storici e antiche dimore, fino ad allora abbandonati all’incuria del tempo, hanno a poco a poco ripreso vita restituendo alla nostra memoria un patrimonio culturale per cui l’Italia è nota in tutto il mondo.

Fonte:Il Sole-24 Ore

Nuova vita per le antiche dimore

Il problema che si pone oggi per chi opera nel settore dei beni culturali è quello di comprendere quali siano le finalità, metodiche e limiti dell’uso dei beni culturali. I realtà tra i compiti delle soprintendenze grava essenzialmente l’onere della tutela dei beni culturali e, dunque, non può prescindere da un obbligo di conservazione. Tutti possono comprendere il dovere storico di ogni generazione di preservare tali beni per quelle future. D’altro canto è lecito attendersi una domanda sempre più diffusa di conoscenza di questi beni.L’offerta che la Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo, insieme al Museo regionale Antonio Salinas, Palazzo Mirto e alla Galleria di Palazzo Abetellis, comprende anche percorsi e agevolazioni in termini di biglietti cumulativi a un prezzo competitivo. Uno di questi percorsi, ad esempio, parte da Monreale e passa attraverso uno straordinario monumento, la " Cuba" , frequentato pochissimo dai circuiti ufficiali presso il quale abbiamo voluto realizzare un’esperienza con forte valenza didattica.E’ stato infatti realizzato un cd-rom – pensato soprattutto per le generazioni più giovani e per gli studenti – attraverso il quale, come in un viaggio ideale, è possibile ricostruire non solo la vicenda e la storia del monumento ma anche il suo contesto all’epoca.Palermo vive una situazione di gravissimi ritardi in termini di recupero. Inoltre, si è privilegiato l’edificio ecclesiastico piuttosto che l’architettura civile, come se esistesse una difficoltà ad annettere a quest’ultime le stesse valenze che rivestono gli edifici religiosi. Non parlo solo delle grandi cattedrali ma anche di un diffuso tessuto di complessi conventuali, di chiese e parrocchie che, pur nella loro enorme ricchezza, raccontano comunque il percorso di una classe piuttosto che il percorso di un insieme.Grazie anche alla spinta da parte dell’Amministrazione regionale, abbiamo cercato di capire uno spaccato sulle dimore storiche, che rappresentano un complesso ricchissimo e variegato. Dimore storiche sono palazzi istituzionali quali Palazzo dei Normanni, Palazzo d’Orleans, Palazzo Comitini e Palazzo Belvedere ma lo sono anche la grande testimonianza di vivere, essere, interagire e fare economia delle classi nobiliari che hanno attraversato la nostra terra. Come recupero emblematico di questa nuova tendenza, la Soprintendenza ha redatto una relazione dettagliata degli interventi che stiamo conducendo sul Palazzo Ajutamicristo. Si tratta di un piano straordinario che riguarda non solo un’attività di recupero ma anche di rivitalizzazione.

Autore: Adele Mormino

Fonte:Il Sole-24 Ore

Sulle orme del Gattopardo

Il parco Tomasi di Lampedusa è stato presentato nel settembre scorso a Santa Margherita Belice. Nasce da un’idea che è venuta ad un gruppo di operatori culturali che lavoravano nella Pubblica amministrazione, e nella quale sono stato coinvolto per dare corpo all’idea. E’ mia convinzione che uno dei mali del Meridione è che sia diventato recentemente, dopo la decadenza di un antico sistema istituzionale, un soggetto improprio di storia, senza identità.Il parco letterario si estende oltre il territorio di Palermo e comprende anche quello di Palma Montechiaro e quello di Santa Margherita. Palermo è infatti stata coinvolta in modo più marginale: Palermo non è solo Tomasi di Lampedusa, mentre gli altri due comuni sono luoghi deputati specifici collegati alla sua famiglia. Ci troviamo nella condizione in cui alcuni luoghi potevano essere ricostruiti sentimentalmente, ma in un certo senso molte identità erano sparite; molte cose sono nel contesto del centro storico di Palermo, che è ancora da riaffrontare.Quello che mi premeva in questo momento di avvio era prima di tutto dare materiali validi. Tomasi di Lampedusa è pubblicato nell’interiorità dell’opera letteraria. Anche le indagini sulla sua vita, sul suo mondo sono state oggi esaminate e si continuano ad esaminare e questo consente un punto di riferimento abbastanza certo.L’intento dei parchi letterari è, infatti, anche un intento di sviluppo e un’occasione di lavoro particolare, soprattutto se considerate che Santa Margherita e Palma di Montechiaro per molti versi sono state delle zone della Sicilia emarginata: la prima ha avuto uno sviluppo economico successivo al terremoto del Belice, contestualmente alla cancellazione dell’identità monumentale dovuta alle distruzioni mentre Palma Montechiaro, venne citato nei primi anni Sessanta, come uno dei posti dove l’epidemia di tracoma fu la più elevata d’Italia.A Palermo abbiamo dovuto ricorrere fondamentalmente al viaggio sentimentale, ovvero a quel giro che va dall’inizio della città murata, cioè quello che oggi è la caserma della Guardia di Finanza, alla chiesa e oratorio di Santa Cita e dall’altro lato Villa Witigen.In mezzo vi era il palazzo Lampedusa, poi distrutto. E’ oggi un rudere completo ma non era così dopo la guerra. Molte cose si sono perdute dopo i bombardamenti che hanno certo distrutto gran parte della città di Palermo, ma anche era mancato il senso di “identità”. Il palazzo era inagibile in senso totale, perché era stato colpito da bombe sui due accessi delle due scale; dietro le due scale che ancora esistevano, anche se sarebbero stati lavori complessi si potevano fare interventi per recuperarle. Oggi sono sparite. Allo stesso modo, l’abbazia di Santa Maria del Bosco dopo il terremoto del Belice è rimasta in piedi per alcuni anni, poi è crollata. Quindi dobbiamo rimpiangere il fatto che vi è stato un momento del nostro passato in cui non abbiamo salvato l’identità prima ancora di pensare allo sviluppo. Tomasi di Lampedusa aveva visitato tutte le case degli scrittori inglesi. Lui aveva una sorta di idolatria per biografia, cioè la sua critica o il suo apprezzamento dell’opera letteraria partivano da una conoscenza della biografia dell’autore. Inoltre, si divertiva moltissimo nel vedere come questa vita, la vera biografia, fosse contraddetta da quello che erano gli scritti. Proprio lui aveva un certo feticismo in questo senso e, dunque, è credibile che la realizzazione di un parco letterario in sua memoria lo avrebbe reso abbastanza contento.Anche perché uno degli effetti sorprendenti del Gattopardo, che va oltre la letteratura, è questo continuo rinnovo di interesse. Si parte dal libro ma poi vengono altre questioni, che sono interpretazioni storiografiche, interpretazioni etiche, insomma, problemi più coinvolgenti di quello che un’opera letteraria generalmente contiene. Questo porta a uno stimolo continuo verso la discussione. E questi luoghi in cui lui ha vissuto possono ritrovare un’identità.Lui voleva trasmettere un suo modo di concepire la presenza di un’identità culturale, il destino e il dovere che ciascuno di noi avrebbe avuto verso l’esterno. In questo sta uno dei motivi delle ironie e dei conflitti che ha riservato al nostro paese.

Autore: Gioacchino Lanza Tomasi

Fonte:Il Sole-24 Ore

Esperti di ambiente e paesaggio

Esperti di ambiente e paesaggio Valutazione di impatto ambientale, politiche di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, comunicazione ambientale. Sono questi alcuni degli argomenti trattati nell’ambito del Master in Gestione dell’ambiente e del paesaggio: conoscenza, comunicazione, azione volto a formare figure professionali in grado di interagire con i responsabili del settore ambientale e paesaggistico.Il corso, organizzato dall’Istituto di Geografia umana dell’Università degli Studi di Milano, è promosso e finanziato dal Fondo sociale europeo, Regione Lombardia e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.Il corso, gratuito e della durata di un anno, è rivolto a 20 laureati provenienti da Lettere e filosofia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Economia e commercio, Architettura, Scienze naturali, Scienze biologiche e Scienze geologiche. Le lezioni si svolgeranno tre volte alla settimana e richiedono una frequenza obbligatoria. Per accedere è dunque necessario sostenere un colloquio di selezione presso la sede dell’Istituto di Geografia umana dell’Università Statale di Milano che avverrà in base alla valutazione del curriculum vitae et studiorum e di un colloquio individuale che si terrà durante una delle quattro date fissate a partire dal 17 dicembre. Le iscrizioni si chiuderanno l’11 gennaio 2002. La crescente attenzione dedicata all’ambiente e al paesaggio come bene prezioso e patrimonio di tutti richiede, infatti, oggi figure sempre più preparate e specializzate per una corretta tutela, gestione e valorizzazione.In questa ottica il corso intende fornire, da una parte, una conoscenza teorica del settore attraverso materie quali geografia dell’ambiente e del paesaggio, principi di ecologia, politica ed economia dell’ambiente, beni culturali, ambientali e paesaggistici, normative ambientali e, dall’altra, una conoscenza metodologica e strumentale della gestione dell’ambiente e del paesaggio come valutazione ambientale, management socio-ambientale, marketing territoriale, metodi e strumenti per un turismo sostenibile. La preparazione in aula sarà completata dalla presentazione e dall’analisi di casi realie attuali illustrati da professionisti del settore e da alcuni sopralluoghi esterni.Uno stage di 240 ore presso enti e istituzioni del settore completerà la formazione dei partecipanti e introdurrà i partecipanti a una rete relazionale di soggetti pubblici e privati utili all’inserimento nella professione

Autore: Francesca Pace

Fonte:Il Sole-24 Ore