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SUSA (To): V Convegno Nazionale A.M.E.I.

Il tema scelto per la quinta edizione del Convegno AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani) è la comunicazione museale. All’argomento sono stati dedicati negli ultimi anni saggi e dibattiti, ma non per questo esso si può dire esaurito né tanto meno superato.

Quello della comunicazione è un problema che riguarda i musei costantemente, proprio perché sono istituzioni chiamate a rispondere ai rapidi mutamenti della società che cambia anche nelle modalità di apprendimento. Nel museo di arte religiosa, realtà eterogenea e contraddistinta da una propria specificità derivata prima di tutto dalla natura delle opere in esso conservate, la comunicazione assume un ruolo determinante e proprio per questo è fondamentale conoscerne anche le dinamiche più tecniche.

Vogliamo capire di più, entrare a fondo nel problema, analizzare insieme le nostre realtà con l’aiuto di esperti che ci conducano nella messa a fuoco e nel trovare idee e soluzioni adatte e appropriate alle nostre potenzialità.

Info:dal 12 al 15 ottobre 2005
Centro Culturale Diocesano – via Mazzini, 1 – 10059 Susa (To) – tel/fax 0122 622640; e-mail: museo@centroculturalediocesano.it

ROMA: Immaginare Roma antica. Expo mondiale di archeologia virtuale.

Roma, Mercati di Traiano, dal 15/09 al 15/11/2005.

L’applicazione di tecnologie digitali innovative in ambito culturale si presta a favorire lo sviluppo di nuove modalità di fruizione e, insieme, di nuovi profili professionali e di nuove imprese. La rilevanza anche economica delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali è emersa anche nel corso dei lavori del Tavolo Progetto di Roma e il Segretariato per l’Innovazione e lo Sviluppo del Comune di Roma, in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, l’Ufficio Extradipartimentale per il Turismo, l’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR (ISTC), il Centro di Ricerca sui Sistemi Informativi (CeRSI) della LUISS e FEDERCULTURE, si è fatto parte attiva di un articolato processo di analisi, studio e ricerca che ha dato luogo al progetto VIRTUAL HERITAGE CENTER.

Il Virtual Heritage Center è un progetto che nasce dall’incontro di due straordinarietà, una del passato, l’altra del futuro: la straordinarietà del patrimonio culturale di Roma antica, che rappresenta anche buona parte di quella del mondo, e la straordinarietà delle tecnologie digitali multimediali e di realtà virtuale, che rappresentano un modo nuovo e eccezionalmente potente di far comprendere, far apprezzare e coinvolgere emotivamente il pubblico. La loro unione genera molto più che una somma: non soltanto la magia dell’immergersi nel mondo antico come se fosse tornato a vivere, ma anche una quantità di riverberi che coinvolgono la ricerca scientifica, sia nell’archeologia che nelle tecnologie, la formazione culturale e professionale e la generazione di imprese nuove in nicchie tecnologicamente avanzate e servizi ad elevato valore aggiunto. Tutto ciò è un progetto che si concreta in una struttura in formazione ed evoluzione. Si è deciso che il primo passo di questo cammino potesse essere la chiamata a raccolta del vasto numero di energie dei settori più disparati che si sono già cimentati col tema dell’antica Roma e delle tecnologie.

Chiamata che vuole essere un’occasione per esaminarne le realizzazioni, selezionare le migliori nei diversi settori e proporle alla reazione del pubblico. Tutto ciò produrrà preziose informazioni per poter delineare la fase successiva sulla base di conoscenze attualmente messe alla prova e risultati empirici osservati sul campo. Aggiungiamo che questa esibizione sperimentale avverrà in un luogo non solo di eccezionale ambientazione – i Mercati di Traiano – ma anche altamente significativo per il progetto: sia per la sua valenza monumentale e storica, che rappresenta essa stessa uno dei contenuti fondamentali dello stesso VHC, sia perché esso è la sede di un altro progetto in corso di realizzazione, il Museo dei Fori Imperiali, che non può che essere strettamente collegato al VHC.

A questo scopo si formula l’invito a presentare le realizzazioni (secondo le modalità indicate in allegato) che saranno valutate e selezionate da un comitato di esperti, provenienti dal Comitato scientifico del VHC, e proposte al pubblico nella mostra “Immaginare Roma antica” che si terrà ai Mercati di Traiano dal 15 settembre al 15 novembre 2005.

La mostra, realizzata anche in collaborazione con Filas (Finanziaria Laziale di Sviluppo), vorrebbe costituire un passaggio importante per accentrare l’attenzione sulle tematiche tecnologiche e culturali del Virtual Heritage Center e sui Mercati di Traiano, con lo scopo finale di avviare una programmazione modulare concertata con il Comune di Roma per la realizzazione del centro.

La mostra internazionale “Immaginare Roma antica” si presenta come il primo evento mondiale dedicato all’archeologia virtuale su Roma antica ed il suo impero, un itinerario espositivo del virtuale articolato in sei sezioni dedicate a differenti tematiche tecnologiche e culturali. La cornice espositiva dei Mercati di Traiano, poi offrirà un prestigiosissimo contenitore museale a questa iniziativa di valore internazionale.

Il concorso selezionerà le migliori realizzazioni al mondo di computer grafica, multimedia e realtà virtuale.

La selezione è aperta ad istituti di ricerca, aziende, liberi professionisti, enti pubblici e privati, studi professionali che abbiano sviluppato applicazioni di realtà virtuale, computer grafica, multimedia e di virtual storytelling in una delle tematiche affrontate dalle sezioni della mostra.

Il concorso selezionerà le migliori realizzazioni al mondo di computer grafica, multimedia e realtà virtuale.

Info:
Maurizio Forte CNR e-mail: maurizio.forte@itab.cnr.it

TORINO: Comunicare il museo – Come realizzare la mostra ideale.

Il 18 e 19 luglio 2005.

5a Conferenza Internazionale sul tema ‘Comunicare il museo’, organizzata da Agenda, in collaborazione con Regione Piemonte, The Art Newspaper, Il Giornale dell’Arte, Association Museum Industries, BoxOffice Italia, Artesia.

‘Qual è il segreto del successo di una mostra? Questa conferenza internazionale è la quinta di una serie di appuntamenti annuali nei quali gli esperti ‘dietro le quinte’ dei musei si incontrano per scambiarsi le loro esperienze professionali. La conferenza sarà una ‘full immersion’ su ciò che deve e ciò che non deve essere fatto per produrre una mostra di successo, non soltanto di pubblico, ma per il prestigio duraturo dell’istituzione che l’organizza’ A. Somers Cocks, Direttrice editoriale di The Art Newspaper e della Società Editrice Umberto Allemandi & C. S.p.a, che presiederà la conferenza.

Info: vpapiol@agendacom.com – +33149950806

TORINO: L’Egizio riparte dalla Carta dei valori.

Il rilancio. Le Linee guida indicate dal Comitato Scientifico e dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione. ”Questo museo sarà di nuovo una visita obbligata per tutti gli egittologi”. ”II Museo Egizio sarà rifondato in base a una ‘Carta dei valori’, che indicherà le linee guida del suo futuro”.

Lo hanno annunciato ieri Alain Elkann e Edda Bresciani, rispettivamente presidenti della “Fondazione Antichità Egizie di Torino” e del suo comitato scientifico, convocato in seduta plenaria con il consiglio d’amministrazione della Fondazione.

“Abbiamo riunito insieme -ha detto Elkann – alcune delle massime personalità mondiali dell’egittologia. Si sono appassionate a questo Museo e al progetto che lo rilancerà”.

Il Comitato scientifico, presieduto da Edda Bresciani, annovera nomi quali il torinese Alessandro Roccati, professore ordinario di egittologia all’Università di Roma “La Sapienza”, e il professore Claudio Gallazzi, ordinario di papirologia all’Università di Milano. Con loro vi sono grandi personaggi internazionali: Gaballah Ali Gaballah, già segretario generale del “Consiglio Supremo per le Antichità dell’Egitto” e docente d’Egittologia all’Università del Cairo dal 1979; Dorothea Arnold, curatrice delle collezioni egizie del Metropolitan Museum di New York; Vivian Davies, direttore del dipartimento dell’Antico Egitto del British Museum di Londra, e Dominique Valbelle, direttrice del Centro di Studi egittologici della Sorbona di Parigi.

”Questo Museo – ha ricordato Edda Bresciani – ha un passato anche troppo pesante, un presente impegnativo e un futuro che vogliamo glorioso. Champollion, padre dell’egittologia, diceva che la via dell’Egitto passava per Torino. Qui sono state riunite le prime collezioni, che hanno permesso all’egittologia di proseguire il suo cammino scientifico. Noi faremo in modo che esse continuino a farlo, fino al punto da rendere d’obbligo una visita a Torino per chiunque voglia occuparsi di Egitto antico”.

“Le collezioni del Museo – ha commentato Gaballah – per troppo tempo sono state invece abbandonate. Vanno ora traghettate nel nuovo secolo. E’ una sfida che ha un solo precedente, quando il Museo di Giza in Egitto venne rifondato al Cairo. Ma è la prima volta che questo avviene con tale supporto scientifico, specializzato in tutti i campi dell’egittologia”.

”Quello che è più importante -dicono concordi Davies e Arnold – è darsi subito precise linee guida”.

“Sarà indispensabile – nota Valbelle – che si valorizzi al massimo l’importante collezione di papiri del Museo, che non è ancora bene conosciuta dal grande pubblico”.

”Abbiamo l’occasione di mostrare al mondo un modello nuovo di Museo, che va inserito in un contesto internazionale”, ha sottolineato Gallazzi. Con questa convinzione, tuttihanno salutato con favore la nomina della nuova direttricegreco-anglo-americana Eleni Vassilika, che nei prossimi giorni potrebbe già venire a Torino. “L’auspicio – ha detto Roccati – è che la Fondazione sappia conservare alti gli standard della storia del Museo”.

Non viene perso tempo. Ieri Pininfarina ha consegnato ad Elkann il nuovo «”ogo” del Museo. “Segnerà – ha spiegato Elkann – anche i volumi di una linea editoriale che produrrà sia libri scientifici, sia testi divulgativi”.

“Abbiamo bisogno di iniziative di ambizioso respiro”, ha aggiunto il presidente della Provincia Antonio Saitta, quale membro del consiglio d’amministrazione. “Per questo sono stato tenace insieme ad Elkann a sostenere la candidatura di Eleni Vassilika”. Non era condivisa da tutto il consiglio? “C’è stato chi avrebbe preferito un direttore italiano, già consapevole delle nostre leggi. Siamo in una fase delicata, che prevede il trasferimento del patrimonio del Museo dal ministero alla Fondazione. Poi bisogna partire con il progetto di riallestimento e decidere come arrivarci. Per questo ci vuole anche una persona esperta in questioni amministrative”. “Ci doteremo pertanto – ha sottolineato Elkann – anche di un direttore tecnico”. “Avremo una struttura minima, ma agile ed efficiente – aggiunge Saitta – che con consulenze potrà arricchirsi dei profili a lei necessari”.

Autore: Maurizio Lupo

Fonte:La Stampa

TORINO: Tornano a casa i gioielli sabaudi.

Grazie alle fondazioni bancarie e a Torino Musei molti cimeli appartenuti al Duca Carlo Emanuele I di Savoia tornano a casa. Ieri a Londra l’asta da Christie’s.

Tornano a Torino alcuni intimi cimeli appartenuti al Duca Carlo Emanuele I di Savoia, il sovrano che diede alla città il decoro architettonico di capitale. Sono i ritratti dei suoi figli piccoli: Margherita, futura duchessa di Mantova, e suo fratello Tommaso Francesco, primo principe di Carignano destinato a diventare famoso condottiero, dipinti dal pittore Giovanni Carraca, quando avevano 6 e 3 anni. Ritrovano casa con un carneo in corniola che raffigura Carlo Emanuele stesso e un medaglione gioiello, con scolpita l’immagine di sua mamma: Margherita di Valois.

Il merito di averli recuperati va alla Compagnia di San Paolo, alla Fondazione Crt e alla Fondazione Torino Musei. Sotto egida della Soprintendente Carlenrica Spantigati, li hanno acquistati all’asta di Christie’s che il 22 aprile scorso ha disperso la collezione di Maria Beatrice di Savoia, nota alle cronache mondane come “principessa Titti”.

Insieme hanno speso oltre 220 mila euro, che hanno consentito d’acquistare altri due importanti opere. La prima è un olio su tela di Claudio Francesco Beaumont. Raffigura il “Trionfo di Venere e Amore”. E’ il bozzetto preparatorio del secondo riquadro della volta che sovrasta la “Galleria della Regina” di Palazzo Reale, nota come “Galleria Beaumont”, dove l’Armeria Reale schiera le sue più importanti armature. Il secondo dipinto rappresenta 1’”Angelo dell’Annunciazione”. E’ attribuito al seguito della pittrice Elisabetta Sirani. Purtroppo le risorse piemontesi non sono state sufficienti a comperare un altro stupendo quadro di Carraca, raffigurante Vittorio Amedeo I bambino. E’ finito in Spagna.

Le tre fondazioni hanno dovuto ingaggiare un serrato confronto con i più ricchi collezionisti internazionali, che hanno portato le quotazioni alle stelle. Sono stati venduti tutti i lotti, per una cifra complessiva di 2 milioni e 400 mila sterline, equivalenti a oltre 3 milioni e mezzo di euro.

La “Fondazione Torino Musei” ha acquistato il pendente con la corniola intagliata che ritrae Carlo Emanuele I nel 1621 e il medaglione in madreperla con l’effige di sua madre Margherita di Valois. Il primo, valutato da Christie’s 880-1200 euro, è stato battuto a 29 mila euro.

L’altro monile, stimato 590-870 euro, ha richiesto una spesa di 15 mila euro. “Sono due pezzi rarissimi”, spiega Enrica Pagella, dirigente del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama. “Facevano parte delle collezioni di Carlo Emanuele I. Verranno esposti nella ‘Torre dei Tesori’, al primo piano di Palazzo Madama, con gli altri gioielli appartenuti al Duca”.

La Compagnia di San Paolo è invece riuscita ad acquistare il ritratto della piccola Margherita di Savoia. Era valutato fra i 7300 e i 15 mila euro. E’ stato battuto a 48 mila sterline, pari circa 70 mila euro. Mentre il ritratto del giovane principe Tommaso è stato acquisito dalla Fondazione Crt per 45.600 sterline. Era valutato fino a 15 mila euro. E’ volato a oltre 66 mila e 500 euro. Andranno entrambi alla Galleria Sabauda, come la tela di Beaumont, valutata fino a 12 mila euro ed acquistata dalla Compagnia di San Paolo a 19.200 sterline, pari a circa 28 mila euro. Alla Sabauda andrà pure l’”Angelo dell’Annunciazione”, stimato fino a 1700 euro e acquistato per 5400 sterline, pari a oltre 7800 euro, dalla Fondazione Crt, che si è aggiudicata altri due lotti.

Sono un ritratto di scuola russa raffigurante la regina Elisabetta del Belgio con la principessa Maria-Josè bambina e un set da toeletta in argento. Saranno collocati al Castello di Racconigi.

Tommaso di Savoia – II principe-condottiero a 3 anni
Era il figlio più giovane di Carlo Emanuele I. Diede inizio al casato dei Savoia Carignano, che diede in seguito i natali a Carlo Alberto e quindi a Vittorio Emanuele II, il primo Re d’Italia. Il principino, qui ritratto a circa tre anni d’età, divenne il famoso condottiero che, con il fratello Maurizio, nel 1640 prese le difese del Ducato sabaudo contro le mire di annessione della Francia.

Margherita di Valois<-E’ la figlia del Re di Francia Francesco I. La ragion di Stato la assegnò già matura in moglie al Duca Emanuele Filiberto, ma i due si amarono teneramente. E’ stata la mamma di Carlo Emanuele I, che educò ad apprezzare non solo le arti militari, come voleva il padre, ma anche l’arte e la poesia.

Il bozzetto di Beaumont – L’ultimo pezzo della trilogia
E’ un bozzetto ad olio su tela, molto importante per Torino. Lo dipinse il pittore Claudio Francesco Beaumont (1694-1766), che ha dato nome alla galleria di Palazzo Reale che ospita la parata di armature dell’Armeria Reale. Beaumont la affrescò con un ciclo pittorico dedicato al trionfo dell’amore. La Galleria Sabauda possiede già altri due bozzetti, con questo completa la trilogia.

Carlo Emanuele I – Il guerriero poeta
”Attivo nei maneggi e mobile nei trattati, come prode nelle armi”. Così Alessandro Manzoni lo ritrae nei suoi “Promessi Sposi”. E’ stato il degno erede di Emanuele Filiberto, ma anche l’artefice del primo sviluppo architettonico di Torino, che trasforma da città medievale in Capitale monumentale.

Margherita di Savoia – La futura duchessa di Mantova
E’ la figlia minore di Carlo Emanuele I. Nel 1608 diventa la Duchessa di Mantova, moglie di Francesco IV Gonzaga. Ma la storia dell’arte la ricorderà sempre come una dolce bambina di 6 anni, così come l’ha ritratta il pittore Jan Kraek, più noto come Giovanni Carraca, eccellente pittore dinastico, al quale la Galleria Sabauda sta per dedicare una stupenda mostra antologica.

Autore: Maurizio Lupo

Fonte:La Stampa