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CUNEO: Latitudini rassegna culturale cuneese.

L’associazione MAGAU propone alla città di Cuneo l’evento LATITUDINI, che prevede tre sezioni:

– la sezione “Arti Visive” nasce dalla collaborazione con l’Associazione EXPRESSION LIBRE (Francia) ed ha portato alla mostra d’arte contemporanea “Multistrati” (Palazzo San Giovanni, 2-18 settembre),

– la sezione “Exibition” prende corpo dalla collaborazione con l’Associazione NOVALIS (Cuneo), realizzerà l’evento a carattere estemporaneo per giovani artisti, con musica dal vivo (P.za Boves,10 settembre),

– la Sezione “Arti Performative” è frutto della collaborazione con l’Associazione THEes (Cuneo) e ha dato origine ad “Animacittà”, performance spettacoli e animazioni per tutti (Piazzetta del Municipio, P.za Virginio, Palazzo San Giovanni, 17-18 settembre).

L’evento si terrà (dunque) nel periodo che va dal 2 al 18 Settembre p.v. in vari luoghi della città. Tale evento è inserito nel calendario comunale dei festeggiamenti del Santo Patrono di Cuneo.

Il progetto, improntato al tema della multiculturalità, ospita differenti discipline e generi artistici. Nasce dall’idea di far confluire le molteplici realtà creative locali in una kermesse artistica, aprendo ampi spazi a giovani artisti ed associazioni presenti sul territorio e provenienti dalla Francia.

A conclusione della rassegna sarà disponibile il catalogo dell’evento LATITUDINI, nei giorni sabato 17 e domenica 18 settembre nei locali della mostra Multistrati in Palazzo San Giovanni (Via Roma, n°4).

“Multistrati” – mostra di artista italo-francesi presso Palazzo San Giovanni in Via Roma 4 a Cuneo.
Multistrati è un progetto espositivo nato all’interno di LATITUDINI consistente in una mostra di arti visive (pittura, scultura, fotografia, installazioni video, ecc.) La partecipazione è aperta agli artisti dell¹Associazione MAGAU e dell¹Associazione francese EXPRESSION LIBRE (Cagnes sur mer).
La multiculturalità, nelle sue molteplici sfaccettature, è il tema centrale a cui le opere devono ispirarsi. L’argomento riguarderà pertanto le differenze e le identità culturali tra i popoli: usi, costumi, rituali, ma anche valori, sogni, necessità, passioni, ecc. Insomma, molteplici sono gli strati (visivi e concettuali) che danno forma alle culture, alle tradizioni, e che a noi piace pensare non come sovrapposti, ma gli uni accanto agli altri. Una stratificazione perciò, non gerarchica ma su più latitudini.
La mostra si terrà presso Palazzo San Giovanni, via Roma n. 4, con inaugurazione prevista per venerdì 2 Settembre alle ore 18,30, accompagnata da letture e performances.

”Exibition a carattere estemporaneo”: Questo progetto vuole dare ai giovani artisti un’opportunità per esprimersi dal vivo ed per esporre una loro opera precedentemente realizzata. E’ organizzato all’interno dell’evento LATITUDINI in collaborazione con l¹Associazione NOVALIS (Cuneo). L’exibition avrà luogo in Piazza Boves sabato 10 Settembre, dalle ore 10 alle ore 19: I giovani artisti visivi daranno luogo alle loro opere ispirandosi alla musica di alcuni gruppi locali, differenti per genere musicale ed eseguizione , che suoneranno dal vivo .

”Animacittà” è il progetto relativo alle arti performative (danza, musica, performance, teatro), frutto della collaborazione con l’Associazione THEes (Cuneo). Esso si inserisce all’interno del progetto LATITUDINI ponendosi l’obiettivo di vivacizzare, ovvero animare, in ore e giorni diversi, la città, con un occhio particolarmente attento al suo aspetto sociale, oggi quanto mai diversificato in una molteplicità di colori, tratti somatici, culture, ma, soprattutto, identità.
Nasce con l’intento di animare alcuni luoghi del centro storico della città e dare impulso alla realtà culturale, artistica e relazionale del territorio, oltre ad essere di stimolo all’incontro tra differenti sensibilità e personalità artistiche.
Il tema delle animazioni, degli spettacoli musicali e teatrali é dunque quello del riconoscimento e del rispetto delle differenti identità, intendendo queste non solo come frutto delle diverse culture e tradizioni, ma anche delle differenti personalità di ognuno.
Questi gli intenti che stanno alla base dell’adesione al progetto e che delineano anche il tema delle animazioni, degli spettacoli e dei concerti proposti.

Invito aperto a tutti gli artisti – progetto FR05IT di Domenico Olivero per la mostra Multistrato.

Dal 2 al 18 Settembre si svolgerà la mostra collettiva Multistrato, nella ex-chiesa di San Giovanni in Cuneo, per la rassegna Latitudini organizzata dall’associazione Magau.
Per questa occasione l’artista Domenico Olivero realizza il progetto artistico FRO5IT, in cui gradisce coinvolgere tutti gli artisti che lo desiderano. Egli ha realizzato un particolare assemblaggio di piccoli disegni, iniziato interessando tutti gli artisti della mostra presenti. Ora desidera estendere a tutti quelli che lo desiderano questa possibilità di interazione, per cui chi è interessato a parteciparvi invii un’immagine/disegno di formato max cm 20×20 alla mail artproject2005@libero.it, (solo file jpg e dimensioni massime 100 kb), o la porti direttamente alla mostra in Palazzo San Giovanni in Cuneo, in Via Roma 4 a Cuneo, corredata del vostro nome e cognome, essa sarà inserita nel suo assemblaggio artistico.

Programma:

Venerdì 2 settembre, ore 18.00: inaugurazione rassegna ‘Latitudini’ presso Palazzo San Giovanni via Roma, 4 con la mostra ‘Multistrati’ (che durerà fino al 18 settembre) a cura di Associazione Magau e Associazione Expression libre (Francia).
Orario apertura mostra: feriali 17.00 – 20.00 / sabato e domenica 10.00 – 13.00; 17.00 – 21.00.

Sabato 10 settembre ore 10.00 – 19.00: piazza Boves, Sezione Estemporanea giovani ‘exibition’ a carattere estemporaneo per giovani artisti visivi con musica dal vivo a cura di Associazione Novalis.
Musicisti: In blues we trust (soul), New Opus In Six Elements (rock), Banda Galimberti (musica bandistica), Doum Doum Folà (afro), NSCC (rock italiano e internazionale).

L’estemporanea è aperta a tutti i giovani artisti con età massima di 35 anni interessati ad esporre una propria opera e a crearne una dal vivo al suono della musica.Sabato 17 settembre: piazzetta del Municipio, ore 10.00 Musica Classica – quartetto d’Archi Athena – Associazione Bruni; ore 12.00, Performance di Viola Virdis: Il marciapiede comune dell’esistenza; ore 14.30 Performance di Domenico Olivero: De-flessione;
Palazzo San Giovanni, via Roma, 4, ore 15.00 – 18.00: Teatro – laboratorio a cura di Elena Cometti:
Piazzetta del Municipio, ore 15.30 – 20.00: Arte del riciclo – laboratorio a cura di Laura Bianchi; Clownerie – animazione a cura di Arturo il clown; Contrattempo Jazz 5tet
Piazza Virginio, ore 21.30: Non Trattarmi Così, proiezione corto d’animazione, di Richi Dutto, Massimo Landra, Carlo Cavallo, Paolo Marinelli, Kit Newton;
Mikudaigigion? (tr: ve ne state bene lì seduti?), danza d’espressione africana , di Giovanni Lo Nigro, percussioni di Idrissa-Samuel Zinsou , danzatrici del gruppo Mikudaigigiòn?
Pacific Blues Band; Caledonia Blues Band.

Domenica 18 settembre: piazza Virginio, ore 15.00 – 18.00: Teatro – laboratorio a cura di Elena Cometti;
Piazza Virginio, ore 21,00: Teatro e danza contemporanea: Che luna vedono i tuoi occhi – danza; Spettacolo su musiche di un dj con Teo, Valentina Taricco, Frank Priola;
Cleopatras – teatro con Laura Barbero;
Apocalypsisis cum figuris – danza;
Riccardo Cavallo e Impresa Odile con Roberta Bernardi, Valentina Taricco, Luisa Carata;
Il primo vero responsabile – teatro, di Elena Cometti e Marco Sasia con Marta Murino, Frank Priola, Alberto Savatteri Carlo Cagnasso e gli attori del laboratorio.

Email: fondazionexarte@libero.it

ROMA: Musei virtuali e nuove tecnologie – si moltiplicano i progetti.

“Virtuale”. Una parola di moda nel mondo della cultura, dei musei e delle opere d’arte. Certo fa un po’ paura immaginare il reale sostituito dall’artificiale, ma in verità il fine è nobile: introdurre il visitatore più direttamente ed emozionalmente nella storia del passato, facendo rivivere atmosfere e scene di vita d’epoca attraverso ricostruzioni in 3D.

Una sorta di anteprima, di viaggio nel passato prima della visita sul campo. Insomma, l’alta tecnologia al fianco della storia dell’arte e in particolare dell’archeologia. E’ in questo campo archeologico che maggiormente si sviluppano progetti e iniziative di ricostruzione virtuale: musei reattivi, motori 3D, portali museali, guanti palmari che consentono di ammirare i monumenti e al tempo stesso di osservarne la ricostruzione su monitor. Una sorta di fantascienza alla portata di tutti.

A Roma, dalla primavera del 2006, sarà in funzione un vero e proprio teatro da 150 posti che consentirà ai turisti di partecipare, per una volta, ad un vero combattimento di gladiatori del Colosseo di Roma, di passeggiare nei Fori imperiali o di visitare la Domus area; il tutto solo indossando degli speciali occhiali per la visione in 3D. Ma in Campania, agli scavi di Pompei, un’iniziativa del genere è già in funzione. Una sorta di piccolo Archeopark.

L’idea originale è detta “eduitainment”, parola che unisce i due significati (in inglese) di educazione e intrattenimento. Si partecipa in prima persona ad una quasi reale eruzione del Vesuvio e di colpo si è catapultati nel passato a rivivere pezzi di storia.

“Il meccanismo è semplice – spiegano i responsabili della Virtualand che gestisce il servizio – si tratta di un sistema che riproduce lo stesso meccanismo che mette in moto il nostro cervello quando recepiamo i segnali attraverso gli occhi e li trasforma in un’unica immagine tridimensionale. Al momento della proiezione lo spettatore, dotato di occhiali polarizzati, vede immagini alternate con l’occhio destro e sinistro in rapida successione, in tal modo le figure piatte dello schermo sono trasformate in immagini dotate di profondità (tridimensionali) con straordinari effetti di galleggiamento nell’aria”.

L’iniziativa si rivolge principalmente alle scuole, che associano la visita agli scavi con la visita all’ archeocentro. In effetti, il turismo di Pompei è unicamente orientato ai grandi gruppi turistici, e il centro è una delle poche proposte che l’area ha a disposizione per prolungare, anche se di poche ore, il turismo “mordi e fuggi”; di certo ben poca cosa rispetto alla carenza di ricettività e servizi offerti.

Diversa ma ugualmente suggestiva, l’idea del museo reattivo proposto dal Gruppo Meta di Lucca e di Etruria Innovazione presentato alla “Minerva european conference — Qualità del web per la cultura”, per la quale gli autori del progetto immaginano luci che automaticamente si accendono se non ci siamo accorti, per distrazione, di soffermarci su un grande capolavoro esposto in sala; o sensori, capaci di carpire l’interesse o meno per un’opera e che avviano, nel caso, filmati e didascalie di approfondimento, o al contrario ci avvisano se ci siamo avvicinati oltre i limiti di sicurezza ad un quadro e così via. Insomma segnali guida, suggerimenti attraverso sensori, telecamere, videoproiettori e quindi filmati, suoni, rumori, percorsi e scene tarati sull’interesse del visitatore.

Autore: Antonella Bruno

Fonte:Denaro.it

TORGIANO (Pg): Prometheus fuoco sacro e fuoco domestico. L’importanza del fuoco nella vita dell’uomo dalle applicazioni pratiche all’uso liturgico.

Giornate Europee del Patrimonio – 24 e 25 settembre 2005

Fondazione Lungarotti e Inartem presentano una passeggiata culturale ai Musei del Vino e dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano, all’antica fornace di ceramica e alle emergenze architettoniche della città alla scoperta degli usi del fuoco nella vita della civiltà rurale.

Museo del Vino e Museo dell’Olivo e dell’Olio di Forgiano (Pg) – 24 settembre . ore 16,30
Visita guidata alla mostra: “E’ meglio un uccello in gabbia che cento in aria. Proverbi figurati nell’età dei lumi 1786-1788. Le incisioni di Carlo Lasinio.”

Museo del Vino – 25 settembre – ore 17,00, in collaborazione con Ranieri di Sorbello Foundation.

Info e prenotazioni: Museo del Vino, Corso Vittorio Emanuele 31 Torgiano (Perugia) – 075 9880200 – museovino@lungarotti.it -inartem@tiscali.it
Ingresso ridotto 2.50 euro

Email: museovino@lungarotti.it

AA.VV.: L.B. Alberti e Roma.

Nell’ambito delle celebrazioni per il sesto centenario della nascita di Leon Battista Alberti, una panoramica sulla conoscenza dell’antico illustrata attraverso preziosi disegni e manoscritti del XV secolo raffrontati con reperti archeologici, testimonianza della monumentale Antica Roma e fonte di ispirazione anche per gli artisti contemporanei all’Alberti.

Skyra Editore

Link: http://www.skira.net

Email: bookstore@skira.net

Josè ORTEGA Y GASSET: La disumanizzazione dell’arte.

Un pamphlet sociologico-filosofico di Josè Ortega y Gasset risalente al 1924. Un precipitato di lucide riflessioni e luoghi comuni sull’arte contemporanea. E alcune idee sociali palesemente reazionarie…

La disumanizzazione dell’arte di Josè Ortega y Gasset – corredato da una prefazione di Edmondo Berselli (La ribellione delle arti) e da una postfazione di Elena Del Drago (Fuori dal dominio) – consta di tredici paragrafi nei quali l’autore inanella le proprie tesi. Un breve pamphlet sufficiente per evidenziare la capacità dell’autore di intravedere le potenzialità di uno studio dell’arte dal punto di vista sociologico, anticipando di una trentina d’anni la storia sociale dell’arte. Con i dovuti distinguo, poiché Ortega y Gasset non stabilisce correlazioni tra forme di organizzazione sociale e tendenze artistiche, ma si limita ad analizzare il rapporto del pubblico con le opere.

L’intera struttura argomentativa del libretto prende avvio e si fonda sull’osservazione di una disposizione sostanzialmente unanime da parte della società/pubblico nei confronti delle arti giovani nel loro complesso. In altre parole, il filosofo assume la constatazione dell’impopolarità, anzi dell’antipopolarità delle arti giovani come indizio decisivo per individuare il carattere comune e fondamentale della ricerca artistica dell’inizio del XX secolo. E conclude che tale carattere risiede nel rifuggire da ogni possibile forma di immedesimazione del fruitore nell’opera d’arte, nell’abolizione di “contenuti umani” – siano essi la rappresentazione di figure in pittura o la messa in musica di drammi e passioni – per tendere invece a un’arte artistica, il cui senso interamente estetico risiede nella contemplazione. Per buona parte del libro, l’autore si dedica ad argomentare in favore di un’arte artistica dunque, di un’arte che non può ripetere le forme del passato, mostrandosi sostanzialmente solidale con gli artisti giovani. Nel far ciò, con grande lucidità riesce a individuare una serie di caratteristiche fondanti dell’arte di quell’inizio secolo.

Tuttavia Ortega costruisce anche una frode, porta avanti un trucco argomentativo, poiché limitandosi a cercare “di estrarre la […] tendenza” dell’arte nuova, non pronunciandosi su quel che pensa delle realizzazioni di “questo stile nascente”, può scoprire le sue carte solo al termine, dichiarando: “Si dirà che l’arte nuova non ha prodotto finora niente che meriti la pena, e io mi sento assai incline a pensare la stessa cosa”.

È ancora in chiusura del testo che il filosofo presenta, e verrebbe da dire non dimostra, un’altra di quelle che dovrebbero essere le tesi forti del libro. L’arte degli artisti giovani è sì un’arte artistica, ma -si domanda Ortega- lo è in disprezzo dell’arte o in suo amore? E arriva a sostenere che quest’arte così costitutivamente incline a un’ironia/farsa è in trascendente; rinuncia cioè, nel contenuto, a investire i più gravi problemi dell’umanità e di per sé a rappresentare un’“energia umana che conferiva giustificazione e dignità alla specie”.

Nascono allora due interrogativi conclusivi: l’impopolarità o antipopolarità delle arti di inizio secolo non era forse da considerarsi un fenomeno transitorio piuttosto che essenziale, legato cioè ai tempi di accettazione del nuovo? Era ed è quell’arte intrascendente? Per rispondere a quest’ultima domanda lascerei la parola a Pablo Picasso: “Les Demoiselles sono state il mio primo dipinto di esorcismo. È allora che ho capito che quello era il senso stesso della pittura. Non si tratta di un processo estetico. E’ una forma di magia che si interpone fra l’universo ostile e noi, un modo di prendere il potere imponendo una forma ai nostri terrori come ai nostri desideri. Il giorno in cui l’ho capito, ho saputo che avevo trovato la mia strada”.

Josè Ortega y Gasset, La disumanizzazione dell’arte. Per un ragionamento sull’arte contemporanea.
Con una nota introduttiva di Edmondo Berselli e un intervento di Elena Del Drago
Luca Sossella Editore, Roma 2005
ISBN 88-87995-84-2 – Pagg. 71; € 9

Autore: Tiziana Landra

Fonte:Exibart on paper