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MILANO: La carta nazionale delle professioni museali.

Si è svolta nella sede recentemente ristrutturata del Palazzo della Regione Lombardia, la Prima Conferenza Nazionale dei Musei d’Italia, promossa dalle Associazioni Museali Italiane (AMACI, AMEI, ANMLI, ANMS, Commissione Musei della CRUI, ICOM Italia, SIMBDEA), e organizzata da ICOM Italia in collaborazione con la Regione Lombardia e grazie al sostegno di Carisbo.

Nel corso della manifestazione la Conferenza ha varato la Carta nazionale delle professioni museali voluta dalla Conferenza permanente delle Associazioni Museali Italiane e frutto di un impegno collettivo da parte di un pool più di 50 esperti e operatori museali.

La Carta, disponibile sul sito internet www.icom-italia.org , mette a fuoco 20 profili professionali riuniti in una Mappa delle professionalità museali, descrivendone competenze, conoscenze e abilità, le responsabilità e le attività, i requisiti d’accesso. La Carta offre una risoluzione comune non solo in tema di profili, ma anche in relazione ai contratti di riferimento e all’inquadramento dei profili nei diversi contesti di lavoro (dipendente, pubblico e privato, statale e degli enti locali, a contratto, nel quadro di aziende private, a statuto cooperativo, etc.).

Obiettivo della Carta è divenire non solo una piattaforma di lavoro condivisa dalla comunità professionale, ma un punto di riferimento per l’insieme dei soggetti istituzionali coinvolti a vario titolo nella gestione dei musei.

E’ rivolta a tutti i musei, pubblici o privati, indipendentemente dalle loro dimensioni, origini, titolarità, collocazione, tipologia. La Mappa non è l’organigramma ideale del museo, non indica gerarchie né propone modelli organizzativi. Si pone invece come strumento utile per indicare i profili di competenze richiesti dalle funzioni strategiche del museo; per suggerire le professionalità necessarie al suo buon funzionamento; per promuovere una cultura della qualità e delle professionalità museali.

Si tratta del primo documento organico in Italia in tema di profili professionali del settore museale, passaggio fondamentale per ottenere un pubblico riconoscimento, sostanziale e formale, delle professionalità e dei professionisti dei musei e per giungere a una risoluzione comune anche in tema contrattuale e di inquadramento dei profili nei diversi contesti di lavoro.

Nella consapevolezza che il museo contemporaneo richiede una decisa “professionalizzazione” e specializzazione unita alla massima interdisciplinarietà e trasversalità e impone il lavoro di gruppo, la Mappa suddivide i principali profili in aree funzionali tra loro interagenti. Al centro della Mappa delle professionalità museali è collocato il direttore, figura chiave e inderogabile come garante e responsabile diretto delle funzioni e della rete di relazioni del museo. Afferenti alla responsabilità del direttore, la Mappa individua quattro macro-aree di attività che, rifacendosi al Codice deontologico di ICOM, sono state riorganizzate in modo da rispondere alle specificità del contesto italiano.

I 19 profili professionali, oltre al direttore, sono dunque stati raggruppati in questi 4 ambiti:-ricerca, cura e gestione delle collezioni: conservatore, catalogatore, responsabile del servizio prestiti e della movimentazione delle opere, restauratore;
-servizi e rapporti con il pubblico e con il territorio: responsabile dei servizi educativi, operatore dei servizi educativi, responsabile dei servizi di accoglienza e custodia, responsabile del centro di documentazione, responsabile della biblioteca;
-amministrazione, finanza, management e comunicazione: responsabile amministrativo e finanziario, responsabile della segreteria, responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa, responsabile per lo sviluppo; Fund raising, promozione e marketing, responsabile del sito web e del sistema informativo;
-strutture, allestimenti e sicurezza: responsabile delle strutture e dell’impiantistica; responsabile della rete informatica; responsabile della sicurezza, progettista degli allestimenti.

La descrizione di ogni profilo professionale è articolata in tre parti:
– responsabilità, ambiti e compiti,
– requisiti per l’accesso e l’incarico,
– modalità dell’incarico.

Il testo della Carta nazionale delle professioni museali approvato oggi in sessione plenaria era già stato discusso dalla Conferenza permanente delle Associazioni Museali Italiane e sottoposto agli enti proprietari (Stato, Regioni, Province, Comuni, Commissione Pontificia, Università), alle Aziende di Servizi che operano in ambito museale, alle loro Associazioni di categoria, alle Organizzazioni Sindacali e ad altri Enti e Organi interessati.

Fonte:CulturalWeb

RIMINI: Mente locale – ciclo di incontri sul tema Le idee dell’architettura.

Dal 28 ottobre al 2 dicembre – h. 17,30-19,00

L’ambiente in cui oggi viviamo viene indagato seguendo un approccio metodologico che privilegia il rapporto tra architettura antica e contemporanea e che consente di affrontare anche aspetti, filosofici, architettonici, artistici ed archeologici.

Il ciclo si propone di sottolineare le relazioni tra la cultura del passato e quella attuale approfondendo la conoscenza del patrimonio monumentale ed architettonico, di indagare il rapporto fra contesto storico, fenomeni culturali, filosofia e canoni estetici, nonché di riflettere sulla città contemporanea.

·Venerdì 28 ottobre: Gianni Brughieri, Università di Bologna, Il paesaggio della Città contemporanea;
·Venerdì 4 novembre: Daniela Scagliarini Corlàita, Università di Bologna, Forme dei monumenti esemplari: Arco e Ponte;
·Venerdì 11 novembre: Giovanni Carbonara, Università “La Sapienza” di Roma, Antico e nuovo nel restauro;
·Venerdì 18 novembre: Silvano Tagliagambe, Università di Sassari, La cultura della progettualità ed i processi di insegnamento-apprendimento;
·Venerdì 25 novembre: Monica Centenni, Università di Venezia, Modelli archeologici e simbologie iconografiche del Tempio Malatestiano;
·Venerdì 2 dicembre: Eduardo Souto de Moura, Università di Porto, Le idee dell’architettura.

Info: 0541 704421, e-mail: musei@comune.rimini.it

Email: musei@comune.rimini.it

TORINO: EPI OINOPA PONTON/QUEL MARE PURPUREO – Mostra collettiva alla Galleria d’Arte Allegretti.

Fino al 26 novembre 2005, a cura di Luca Vona da un progetto di Stefania Olivetta con la collaborazione di Gad Lerner e Fabrizio Iuli. Testo in catalogo di Luca Vona con un contributo storico di Giorgio Monestarolo
Mostra collettiva con opere di Alessandro Belgiojoso, Domenico Borrelli Jessica Carroll, Francesco Cervelli, India Evans, Claudio Gobbi, Antonio Loddo, Steven Meek, Carlo Pasini, Claudia Vitari.

L’arte ha sete di vino
‘Un’altra mostra sul vino? Ma era davvero indispensabile?’. Nel timore di trovarsi di fronte all’ennesima ‘variazione sul tema’ la domanda è più che legittima. Ma quella proposta vuole essere qualcosa di diverso da una ‘mostra a tema’, sul vino. Una grande quantità di parole è stata fatta scorrere intorno alla valenza culturale di questa bevanda, le cui origini si perdono almeno 6000 anni fa, a nord delle grandi pianure del Tigri e dell’Eufrate. Nonostante l’interesse ipertrofico nei confronti della relazione vino/cultura/arte, forse non è stato ancora saturato il campo d’indagine. Perché spesso l’analisi attenta (nei limiti consentiti da una proposta non solo educativa ma anche di entertainment quale è una mostra d’arte) del fenomeno ha ceduto il passo alla ripetizione di logori stereotipi, all’approccio puramente emotivo, e all’incensamento -più o meno manifesto- dell’azienda vinicola di turno.
Il vino è indubbiamente uno dei più importanti simboli sociali emersi lungo le coste del Mediterraneo. La sua storia, ricca di implicazioni religiose, filosofiche, estetiche, sociali ed economiche, rivela spesso singolari intrecci e parallelismi con la storia delle arti e della cultura. Basti pensare al ‘Simposio’ platonico, al ‘Gargantua e Pantagruele‘ di Rabelais, al celebre saggio kierkegaardiano ‘In vino veritas‘. Ma anche alle ceramiche attiche, i mosaici paleocristiani, le allegorie di Bosch, le nature morte fiamminghe e tanti altri capolavori dell’arte ispirati al fluido caro a Dioniso e a Cristo.
Nella convinzione che il vino costituisca ormai uno degli archetipi inscritti nel codice genetico della nostra civiltà e che come tale continui ad influenzare in maniera occulta o manifesta, cosciente o inconsapevole, gli artisti del nostro tempo, la mostra propone alcune opere (pittura, scultura, installazioni) dove la relazione arte/vino si esplica al di là del semplice aspetto didascalico, offrendo piuttosto un itinerario estetico informato dal vino a priori, un’arte cioè intrinsecamente eroica.Al fine di rispettare la piena autonomia dell’artista e di scongiurare il rischio di una figurazione celebrativa sfociante nella tautologia, il criterio di selezione delle opere in mostra è stato quello della ricerca, da parte del curatore, di un movente in qualche modo ‘colluso’ con l’universo di temi e simboli relativi al vino. La bevanda è inoltre presentata come il simbolo della capacità dell’arte di rinnovare se stessa (a dispetto dei necrologi che le sono stati dedicati a partire dal secolo scorso) nonché il mondo che la circonda (anch’esso dato più volte per spacciato e salvato all’ultimo da una certa dose di ‘ebbrezza’, capace di sovvertire l’ordine costituito).
La mostra prende le mosse da un’idea di Stefania Olivetta, direttrice di una giovane galleria d’arte contemporanea e di Fabrizio Iuli, giovane socio di una cooperativa vinicola, sensibile ai valori della cultura. La convinzione che vino e cultura possano trarre mutui benefici dal loro incontro, anima anche l’attività di un’altro socio della cooperativa, noto al grande pubblico televisivo e ai lettori della carta stampata come giornalista attento a questioni sociali e culturali di respiro internazionale. Si tratta di Gad Lerner, che da qualche anno, cerca di trascorrere la maggior parte possibile del suo (poco) tempo libero nel Monferrato (Piemonte).
La galleria non ha ricercato nella cooperativa vinicola una forma di sponsorizzazione. Né, come spesso accade, ha voluto utilizzare la creatività degli artisti coinvolti per rinnovare il packaging del prodotto offerto dall’azienda. Quella proposta è una mostra che nasce semplicemente dalla collaborazione di personalità capaci di assumere differenti punti di vista sul vino e il suo mondo, mosse da una comune passione e dal desiderio di approfondire la conoscenza di due campi di indagine eterogenei, eppure spesso intrecciati fra loro.

Info:
Allegretti Contemporanea – Via San Francesco D’Assisi 14 (10122) – Torino
Tel: +39 0115069646

Autore: Luca Vona

Link: http://www.allegretticontemporanea.it

Email: info@allegretticontemporanea.it

Franco Angeli Editore: Pubblico professioni e luoghi della cultura una nuova collana dedicata alle professioni della cultura.

Si intitola precisamente “Pubblico, professioni e luoghi della cultura” la nuova collana dell’editore di viale Monza a Milano (Franco Angeli), ed è diretta da un team composto da Francesco De Biase, Aldo Garbarini, Loredana Perissinotto e Orlando Saggion. Sono appena usciti i primi due titoli: Un marketing per la cultura curato da Fabio Severini, con contributi che comprendono nomi come Marco Meneguzzo, Ludovico Pratesi, Pier Luigi Sacco e Michele Trimarchi, e I mestieri del patrimonio. Professioni e mercato del lavoro nei beni culturali in Italia di Emilio Cabasino.

Uno sguardo competente e scientifico sulla politica culturale, analizzata attraverso la triplice del luogo e degli attori sociali che li occupano, da un “lato” e dall’altro. Tre fattori che sono in costante e rapida evoluzione, per cui è più che mai necessario soffermarcisi con un approccio che non si perda nei meandri dello specialismo più criptico, ma che d’altro canto non ceda alla divulgazione più becera e semplicistica.

Insomma, testi da leggere e tenere sulla scrivania, quasi come dei moniti. Consigliatissimi a parecchi nostri cosiddetti “operatori” del settore.

Fabio Severini (a cura di) – Un marketing per la cultura, Pagg. 200, € 22,50

Emilio Cabasino – I mestieri del patrimonio. Professioni e mercato del lavoro nei beni culturali in Italia, Pagg. 343, € 29,00

Milano, Franco Angeli, 2005

Info:
Viale Monza 106, 20127 Milano; tel. +39 022837141; fax +39 022614479.

Link: http://www.francoangeli.it

Email: redazioni@francoangeli.it

Fonte:Exibart on line

TREVI (Pg): “I Colori dell’Olio” – Incontri al Museo tra gastronomia e cultura e “Nel giardino di Mirò”- Mostra di opere grafiche di uno dei più importanti e significativi Maestri dell’arte del XX secolo.

L’iniziativa denominata I Colori dell’Olio nasce nel 2001 da una felice intuizione della Società Sistema Museo e del Comune di Trevi. Sin dal suo esordio la manifestazione ha inteso indagare le vicende culturali legate alla presenza dell’ulivo e dell’olio in area mediterranea, in stretta connessione con la vocazione di un museo che alla civiltà dell’ulivo è dedicato. L’intero progetto, accostando gastronomia, formazione e intrattenimento, rappresenta un momento di comunione tra cultura alta, accademica e cultura del territorio, cultura gastronomica, cultura della tipicità locale e proposta turistica.

La V edizione della Rassegna presenta un programma ricco di eventi e appuntamenti: dal 5 al 27 novembre il Museo della Civiltà dell’Ulivo di Trevi diventa luogo privilegiato per incontri, approfondimenti e curiosità legati alla cultura dell’olio e dell’ulivo. Dalla suggestiva apertura con il Concerto per gli Ulivi tra le colline di Trevi, alla scuola di cucina per imparare segreti e nuove ricette, dai corsi di degustazione, alle dimostrazioni pratiche per la preparazione di unguenti, tisane ed oli aromatici.

La Rassegna I Colori dell’Olio ospita inoltre un eccezionale evento espositivo: Nel giardino di Mirò (12-27 novembre 2005), una mostra di opere grafiche che illustra la straordinaria forza creativa dell’artista catalano fatta di segni e colore, attraverso due serie complete di litografie e acqueforti, oltre 30 opere ritoccate a mano che vanno dal 1928 agli anni Settanta e che sono poi state realizzate su carta e altri materiali dal 1960 al 1981.

L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 12 novembre alle ore 17,00, la presentazione è a cura del Prof. Italo Tomassoni.

Info:
Museo della Civiltà dell’Ulivo – Trevi<-orari di apertura: 10.30-13.00/14.30-17.00, chiuso il lunedì.

Ideazione e organizzazione
Società Cooperativa Sistema Museo – Servizi per i musei, il turismo e la cultura<-Link: http://www.icoloridellolio.it

Email: info@icoloridellolio.it