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PESARO: L’arte di educare all’arte.

L’importanza di comunicare in modo piacevole e stimolante il valore di un patrimonio culturale che necessita di continui stimoli per essere riscoperto e attualizzato, la necessità di coinvolgere tipologie di fruitori sempre più eterogenee, il bisogno di intrecciare in maniera più decisa i percorsi di istituzioni, scuola e territorio: queste alcune delle problematiche affrontate dal convegno “L’arte di educare all’arte”, organizzato a Pesaro nelle giornate del 2-3 dicembre 2005 dall’Assessorato alle Attività culturali – Editoria – Pari opportunità della Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con la Società Sistema Museo.

Due giornate per riflettere, con alcuni dei maggiori esperti del settore, su prospettive e tendenze della nuova didattica del patrimonio culturale: ad aprire la prima giornata di studi, dopo il saluto delle autorità, Maria Antonella Fusco del Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio (Ministero Beni e Attività Culturali), moderatrice di una tavola rotonda che vedrà confrontarsi autorevoli rappresentanti di realtà all’avanguardia nel panorama italiano (Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Museo d’arte contemporanea del Castello di Rivoli, Museo dei Ragazzi di Firenze, Edizioni Artebambini, ANISA – Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte).

Sul territorio locale si concentrerà invece la seconda giornata del convegno, dedicata alle più significative esperienze di didattica museale nella Provincia di Pesaro e Urbino, con interventi dei responsabili dei servizi educativi di enti e associazioni che da anni operano per la valorizzazione dei molteplici volti del nostro patrimonio culturale. Concluderanno la mattinata due workshop rivolti ad esperti e operatori del settore con l’intento di esemplificare diversi modelli e modalità di approccio nell’educazione all’arte: l’atelier attivo proposto da Edizioni Artebambini e l’incontro con l’esperienza ventennale del dipartimento educazione del Castello di Rivoli.

Programma:
Venerdì 2 dicembre 2005 – Tavola rotonda – Pesaro, Sala del Consiglio Provinciale – “W. Pierangeli”, viale Gramsci, 4
h. 15,00 Registrazione dei partecipanti,
h. 15,30 Saluti: Palmiro Ucchielli, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino
Simonetta Romagna, Assessore alle Attività Culturali – Editoria
ore 16,00Interventi:
Teresa Calvano, ANISA – Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte
Veronica Ceruti, GAM – Galleria d’Arte Moderna – Bologna
Paola Pacetti, Museo dei Ragazzi – Firenze
Anna Pironti, Museo d’Arte Contemporanea – Castello di Rivoli (TO)
Mauro Speragli, Edizioni Artebambini
h.18.30 – Conclusioni e dibattito

Sabato 3 dicembre 2005
h. 8.30Esperienze di didattica museale nella Provincia di Pesaro e Urbino (Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli”)
h. 10.30Workshop “Giocare con il colore” – Edizioni Artebambini (Sala Ufficio Tecnico) (posti limitati – prenotazione obbligatoria)
h. 12.00Workshop “*” – Castello di Rivoli (Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli”)

Info:
Ufficio Gestioni Attività Culturali – Tel. 0721- 359200 – m.raho@provincia.ps.it
Sistema Museo – Tel. 0721- 830699, fano@sistemamuseo.it
Il modulo di iscrizione è scaricabile all’indirizzo internet: www.sistemamuseo.it/convegnodidattica

TORINO: Il “Grande Disegno Italiano” – LEONARDO E OMAR GALLIANI.

ARCHIVIO DI STATO E BIBLIOTECA REALE UNITI IN UNA SFIDA IMPOSSIBILE

Martedì 6 dicembre 2005 alle ore 18, a Torino, verrà inaugurata la singolare mostra “Grande Disegno Italiano. Omar Galliani-Leonardo da Vinci” negli spazi espositivi dell’Archivio di Stato -accanto al Teatro Regio, nella Piazzetta Mollino affacciata su Piazza Castello- e nella Biblioteca Reale, sempre in Piazza Castello a pochi passi dalla prima sede.

Curata da Marisa Vescovo con il contributo critico di Maurizio Calvesi e Flavio Caroli, la mostra comprende due sole opere a indicare una “sfida impossibile” fra il grande disegno italiano per eccellenza rappresentato dal volto dell’Angelo di Leonardo – preparatorio della famosa Vergine delle Rocce – esposto per l’occasione nella suggestiva Biblioteca Reale; e il “Grande Disegno Italiano” (5×6,2 metri, matita su tavola di pioppo) di un maestro del disegno contemporaneo: Omar Galliani, esposto all’Archivio di Stato.

Accanto alle opere originali in entrambe le sedi verrà proiettata una riproduzione del disegno “parallelo”, così che il visitatore della Biblioteca Reale, ammirando l’inarrivabile disegno di Leonardo potrà già leggere il segno dell’operazione curata da Marisa Vescovo. D’altra parte all’Archivio di Stato la proiezione del disegno di Leonardo introdurrà il visitatore al “Grande Disegno Italiano” posto su un cavalletto gigantesco e “specchiato” su una lama d’acqua a pavimento.

A compendio della mostra -il cui progetto espositivo è firmato dalla Galleria 2900 (Reggio Emilia) e dalla Galleria Giampiero Biasutti (Torino)- un documento realizzato dal videoartista Max.G che racconta in 10’ circa la genesi del disegno, che ha richiesto circa un anno di lavoro all’artista emiliano.

Un’operazione coraggiosa, fortemente estetica ed intellettuale eppure “popolare” e di grande fruibilità. Una mostra che può sembrare presuntuosa perché ingaggia allo stesso tempo una sfida all’arte contemporanea e un impossibile confronto con la storia. Protagonista il “Grande Disegno Italiano”.

E perché questo titolo non sembri una promessa di “excursus”, un filologico ripercorre i maestri del disegno…i tratti…le tipologie… ecco il manifesto che unisce Leonardo e Omar sotto l”ala” del disegno, vero protagonista dell’esposizione.

Organizzata dall’ALPGAMC Associazione delle Gallerie Liguri e Piemontesi con il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte la mostra “Grande Disegno Italiano. Omar Galliani-Leonardo da Vinci” sarà aperta al pubblico dal 7 dicembre 2005 al 15 gennaio 2006.

Il catalogo di Gabriele Mazzotta Editore prevede, accanto all’introduzione di Omar Galliani e ai testi critici di Maurizio Calvesi, Flavio Caroli e Marisa Vescovo, anche il contributo di due critici d’arte stranieri: Xin Xiao Feng e Isadore Rosa De Viejo.

Info:
Ingresso Archivio di Stato (P.za Castello 209, accanto al Teatro Regio) 3 €; ore 10-18.
Domenica 13-20. Lunedì chiuso. Biblioteca Reale (10-13). P.za Castello 191

ISCHIA (Na): PREMIO ISCHIA PROSPETTIVA ARTE 2005 – un finale spettacolare nel locale più mondano di Ischia.

Un finale degno dei suoi inizi per il I Premio Ischia prospettiva Arte, a conclusione della Rassegna Ischia colori Luci e musica (con una serie di mostre dal 4 Giugno al 30 Settembre), organizzata dall’Associazione Ischia Prospettiva Arte in partnership con la Fondazione Villa La Colombaia Luchino Visconti.

Domenica 4 dicembre alle 11,00 sarà conferito il premio presso il locale Calise di Ischia (che con il suo night ed il frequentatissimo piano bar ha animato le serate dei dopo mostra), alla presenza di personalità del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e della Commissione presieduta da Nino Ruju maestro della New Art.

La rosa dei candidati annovera nomi che sono stati protagonisti -ognuno con una personale- della prima edizione della Rassegna Ischia Colori Luci e Musica: Moreno Bondi (La Caduta degli Dei), Lello Lopez (Post Night 1) , Ciro Palumbo (Memoria e Mito) Alfredo Pini (Let’s Get Lost), Rodolfo Tonin (Segni Vibrati), ai quali si è aggiunto il pittore ischitano Marco Cortese (Vita/E i percorsi dell’esistenza) a testimonianza della vitalità espressiva dell’isola.

Il Premio Ischia Prospettiva Arte sancirà quale personalità, invitata nel corso della Rassegna, abbia meglio interpretato il tema della prima edizione: Cinque artisti nei pressi della pietra rossa. Sulle tracce di Auden Visconti e Walton.

E’ il traguardo finale di una sfida ambiziosa (raccolta dagli artisti e che ha trovato consenso presso il pubblico ed i media), che consapevolmente ha affiancato eterogenei interpreti (pittura, scultura, video, istallazioni) e li ha accomunati in un’arte che, pur nella diversità, ha evocato le atmosfere del territorio ischitano e le suggestioni del suo passato.

Il cammino della Rassegna si è incrociato con occasioni mondane ed impegni culturali: ad iniziare dal briefing storming nel centralissimo locale romano Opera Café, alla Conferenza stampa presso lo storico Gambrinus di Napoli, per proseguire con le mostre nella storica residenza di Luchino Visconti e nello “Spazio Arte la Colombaia” di Ischia Ponte. La manifestazione si è arricchita dei molteplici eventi realizzati in sinergia dall’Associazione Ischia Prospettiva Arte e dalla Fondazione Villa La Colombaia (Il Visconti Film Festival, il Premio Gattopardo d’oro, Ischia Jazz) e con la presenza delle numerose personalità intervenute (il regista francese Bertrand Tavernier, il regista marocchino Mohamed Asli, la giornalista e scrittrice Adele Cambria, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ermanno Corsi, i parlamentari On. Costa e On. Giuseppe Rippa).

Info:
Carla Piro – carlapiro.fines@virgilio.it
Calise , Via Antonio Sogliuzzo – www.ischiaprospettivaarte.org
ischiaprospettivaarte@jumpy.it , tel. 081 4971300, 081 991032

STUPINIGI (Nichelino – To): VISITA ALLA REGGIA – La solita incuria il giorno dopo il ritrovamento dei mobili.

La Stupinigi degli scandali nelle mani dell’elettricista. Entrare alla reggia è un’impresa. Dominano caos e improvvisazione.

C’è chi arriva da Londra, dalla Francia, da Pavia, o dalla parte opposta di Torino. Comitive di amici, famiglie con passeggini al seguito, coppiette di fidanzati.

“Che bella Stupinigi. Chissà se si può visitare il parco: i colori sono meravigliosi”, commenta una signora francese entrando distratta nell’atrio del museo della Palazzina di Caccia. Ma il suo sorriso si trasforma subito in smorfia di delusione, guardando la braccia del custode che mima il gesto di chiusura. “L’ultimo turno di visite inizia alle 15,15. Spiacenti, riapriamo venerdì prossimo”. Altri arrivano alla spicciolata e poi se ne vanno insieme, imbronciati. I custodi sospirano: “Non possiamo farci niente: queste sono le disposizioni del Mauriziano”.

Tre giorni di apertura alla settimana: dal venerdì alla domenica. Sei turni di visita al giorno, per un massimo di 40 persone alla volta. E’ la regola. E leggendo con attenzione i cartelli si scopre anche che si tratta di visite “accompagnate” e non “guidate”: i custodi dovrebbero limitarsi a condurre le persone attraverso le sale senza apire bocca. Dovrebbero.

In realtà fanno anche da guide. “Come si fa a starsene zitti. Che immagine daremmo alla gente”, dicono. Ieri per sopperire alla mancanza di personale c’era pure un elettricista del Mauriziano nel ruolo di accompagnatore. “Si fa quello che si può di questi tempi…”.

E lì, a due passi dall’atrio, dietro una porta a vetri sorvegliata da un uomo armato, ci sono i mobili rubati nel febbraio del 2004 e ricomparsi, dopo una lunga trattativa tra investigatori e ladri, venerdì notte in un campo di Villastellone. “Davvero sono qui i mobili ritrovati? Figurati se li fanno vedere…”, dice una ragazza stringendosi al braccio del fidanzato.

Una domenica qualsiasi a Stupinigi: duecento visitatori circa. “Nella media”, spiegano all’ingresso. L’unico che fa affari è il caffè del borgo, che accoglie le carovane di “respinti”: quelli che per pochi minuti non sono riusciti ad entrare e si accontentano di fare una passeggiata di fronte al cancello monumentale o di scattare una foto al centro del viale.

Ecco l’altra faccia del museo di Stupinigi, un tesoro offuscato dal tracollo economico-gestionale del Mauriziano: un declino che si ripercorre nella storia grottesca dei mobili del Piffetti e del Bonzanigo, rubati in una notte d’inverno, sotto la neve, mentre un allarme suonava invano. E mica con attrezzature da film: muscoli robusti e un paio di camioncini per trasportare specchiere e cassettoni. A giudicare dalle tracce lasciate è bastato un cacciavite per violare la palazzina, per forzare una porta sul retro.

Un colpo audace, agevolato però dalle “leggerezze” del custode notturno assuefatto, forse anche irritato, da un allarme che spesso scattava a vuoto. “Come adesso, del resto”, ripetono i custodi.

Ma il fatto più clamorso di questo colpo da record è che si è scoperto solo ora, recuperando la refurtiva, che i ladri avevano portato via anche tavolini settecenteschi dal magazzino restauri della Palazzina. Oggetti di grande valore di cui si ignorava il furto e che i ladri avrebbero potuto trattenere impunemente. La stessa noncuranza che in fondo si ritrova oggi al museo, dove a poche settimane dalle olimpiadi invernali, non ci sono cartelli informativi in più lingue o un’accoglienza degna dello splendore della reggia sabauda. E come se non bastasse, ci vorrà del tempo prima di poter vedere tutti i mobili trafugati tornare al loro posto.

Gli esperti della Soprintendenza hanno fatto un inventario completo, annotando meticolosamente i danni riscontrati e la loro entità. “Sono mobili delicati, alcuni avranno bisogno di restauri. I quadri sono in buono stato, sono solo sporchi di terra: basterà ripulirli”. I danni più evidenti riguardano il cassettone a ribalta con incisioni in avorio della seconda metà del ‘700: è rotto in più parti. I decori di alcune specchiere invece si sono frantumati: rimetterli insieme sarà come ricostruire un puzzle.

Autore: Massimiliano Peggio

Fonte:La Stampa

Demetrio PAPARONI: L’arte contemporanea e il suo metodo …

Neri Pozza, Vicenza 2005 – pagg. 255, € 20 – www.neripozza.it

È uscito il libro “L’arte contemporanea e il suo metodo” per Neri Pozza. I temi che va ad enucleare sono parecchi e probabilmente la ricezione del tuo testo sarà controversa. Per qualche tempo sei stato assente dalla scena, perché rientrarci in un modo così plateale e al contempo “accademico”?

L’articolo completo si trova in www.exibart.com, alla pagina:

Demetrio Paparoni

Link: http://www.neripozza.it

Fonte:Exibart on line