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ROMA: Ora il governo vuole l’arte povera.

La scelta del governo di tagliare la cultura dimostra non solo l’incapacità di ripartire equamente i sacrifici e di capire quali sono le vere risorse per il futuro del Paese, ma soprattutto il livello infimo del fabbisogno culturale della classe politica.

Anche la manovra finanziaria proposta dal governo Berlusconi per il 2006, ultimo anno della legislatura, e al momento oggetto di frenetiche contrattazioni in Parlamento e fuori, conferma la tendenza a diminuire le risorse dedicate alla cultura, che ha caratterizzato il quinquennio Berlusconi; pur nell’ambito di una riduzione generalizzata delle spese pubbliche, alla cultura viene riservata una netta penalizzazione. Questa tendenza può essere riscontrata, a titolo indicativo, nei dati relativi alla percentuale della dotazione finanziaria del Ministero per i Beni culturali sul totale delle spese finali dello Stato (spese correnti e spese in conto capitale), negli ultimi 5 anni:

2001 = 0,61%; 2002 = 0,54%; 2003 = 0,55%; 2004 = 0,50%; 2005 = 0,45%

Percentuali riferite a spese finali, previsioni definitive, comprendenti spese correnti e spese in conto capitale, e non spese per rimborso di prestiti.

Con il disegno di legge finanziaria per il 2006 le dotazioni del Ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibac) vengono ulteriormente ridotte in vari modi. I tagli alla finanza regionale e locale comporteranno inoltre altre significative riduzioni, ora non quantificabili, dei finanziamenti pubblici ai beni e alle attività culturali. Una valutazione precisa anche solo del quadro delle spese statali potrà farsi solo alla fine del processo di definizione del bilancio 2006 e 2006-2008, sia per ragioni tecniche (il bilancio definitivo verrà predisposto solo dopo l’approvazione del disegno di legge finanziaria, che insieme ai provvedimenti collegati contiene la parte innovativa, la “manovra” annuale), sia soprattutto per ragioni politiche. Il ministro Buttiglione ha dichiarato una netta opposizione ai tagli nel suo settore, al punto di minacciare le dimissioni. Sono quindi possibili modifiche migliorative nel corso dell’esame parlamentare (augurandosi che non si tratti soltanto di meri aggiustamenti), e che riguardino anche i beni culturali oltre allo spettacolo, fortemente penalizzato dalla riduzione di circa un terzo del Fondo unico (Fus). Pur sostenendo ovviamente le richieste di Buttiglione, non si può non notare come sulla manovra finanziaria la contrapposizione tra il Ministro per i Beni e le Attività culturali e il Governo di cui fa parte appaia una assai singolare abitudine di questa fase politica: basti pensare al ministro Urbani l’anno scorso e non solo (cfr. n. 236, ott. ’04, p. 1). La debolezza dei Ministri dei Beni culturali nella formazione delle decisioni e delle proposte del Governo sta purtroppo relegando la cultura in un orizzonte meramente difensivo, con l’«obiettivo massimo» di contenere le perdite.

La manovra 2006: la proposta del Governo

Nei documenti proposti, in linea con il silenzio sui beni culturali del “Documento di programmazione economico finanziaria”, non sono previste innovazioni normative in materia, ma semplicemente riduzioni di risorse, in parte in base a misure generali di contenimento delle spese della pubblica amministrazione.

Autorizzazioni di spesa già previste
Per la materia dei beni culturali, le spese sono ridotte per ciascuno degli anni 2006-2008, in misura complessivamente pari a circa il 40%:
le autorizzazioni di spesa derivanti dalla devoluzione degli utili del Lotto (-30,9 milioni di euro). A partire dal 2004 tali finanziamenti erano stati distribuiti anche allo spettacolo, riducendo già per questa via di quasi il 60% quelli dedicati alla tutela del patrimonio culturale;
le autorizzazioni di spesa della legge relativa al «Piano per l’arte contemporanea» (-2 milioni di euro);
le autorizzazioni di spesa relative al «Fondo unico per gli investimenti del Mibac» (-92,2 milioni di euro).

Accantonamenti su qualità architettonica, siti Unesco e interventi vari
Altre voci significative dei tagli riguardano gli accantonamenti per i provvedimenti che si prevede di approvare nel corso del triennio, importanti perché dovrebbero rappresentare il programma legislativo della prossima legislatura (e quindi del futuro governo) e ne determinano le possibilità di realizzazione. Le somme per il Mibac (accantonamenti di parte corrente, 783mila euro) diminuiscono di circa il 29% sul 2005; gli accantonamenti in conto capitale, 7,9 milioni euro, di circa il 73%. Le finalizzazioni indicate dal Governo per tali accantonamenti sono riferite: q alla legge quadro sulla qualità architettonica, q all’esame del Senato, q alle misure speciali per la tutela delle città italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, in corso di esame alla Camera (presso il Ministero dell’Economia, che sarà quindi chiamato a gestirli, sono previsti ulteriori accantonamenti). Inoltre sono indicati, tra i provvedimenti per cui riservare le somme accantonate, non meglio precisati interventi in materia di beni culturali e di sport.

Contenimento spesa delle Amministrazioni
Gli interventi in Finanziaria per il contenimento della spesa di tutte le pubbliche amministrazioni, e quindi anche del Mibac, riguardano:
il contenimento delle spese dei Ministeri per «consumi intermedi» (ovvero acquisto di beni e servizi), che per il Mibac riduce una serie di stanziamenti specificati di circa il 19% (-17.676 euro);
la contrazione delle spese per studi e incarichi di consulenza per rappresentanza e per le autovetture, che non potranno essere superiori al 50% di quelle rispettivamente previste nel 2004;
la riduzione della spesa dei Ministeri per investimenti fissi lordi, che è indicata nel caso del Mibac in misura pari al 7,4% sul totale di quelli discrezionali (-1.254 euro);
l’istituzione presso ogni Ministero di un Fondo per i trasferimenti correnti alle imprese, in cui sono riportati con decurtazioni determinati stanziamenti; ciascun Ministro dovrà ogni anno riferire al Parlamento sull’utilizzo. Le somme interessate del Mibac (in materia di editoria) sono diminuite del 29,5% (-1.007 euro);
limiti al ricorso al personale a tempo determinato, per cui non si potrà superare il 60% di quanto speso nel 2003, nonché limiti alle risorse utilizzabili per la contrattazione integrativa e il lavoro straordinario, e riduzioni di altre spese per il personale.Assunzioni in deroga al Ministero;
Le questioni del personale costituiscono uno dei punti più critici per il Ministero per i Beni e le attività culturali, sotto diversi punti di vista. Insieme ad altre amministrazioni viene con la Finanziaria autorizzato a prorogare determinati contratti di lavoro a tempo determinato, e a procedere all’assunzione di circa 2mila persone a tempo indeterminato, al fine di stabilizzare l’attuale personale precario, come da tempo richiesto anche in sede parlamentare.

Iter parlamentare: “Sconcerto” in Commissione.
Con l’adesione di Buttiglione, che ha ringraziato i senatori per la posizione assunta, la Commissione cultura del Senato ha approvato (in parte all’unanimità) un parere favorevole ma «condizionato» su finanziaria e bilancio per quanto riguarda il Ministero dei beni culturali. «Preso atto con sconcerto dei pesanti tagli imposti al settore, che (sia pure in un’ottica di contenimento della spesa pubblica) appaiono sproporzionati anche rispetto alla media delle riduzioni di spesa relative agli altri Ministeri», la Commissione ritiene anzitutto indispensabile ripristinare per il Fondo unico per gli investimenti e per il Fondo unico per lo spettacolo almeno le previsioni della finanziaria 2005. Chiede inoltre di riorganizzare le principali istituzioni culturali per recuperare economicità ed efficienza, di incrementare i fondi destinati al funzionamento corrente del Ministero, di destinare effettivamente ad interventi sui beni culturali i fondi attribuiti alla società Arcus.

Autore: Marta Romana

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

BOLOGNA: Giotto e le arti a Bologna al tempo di Bertrando del Poggetto.

Mostra di pittura, scultura, miniatura, avori e arte orafa dei grandi artisti del 1300, fino al 28 marzo 2006

Giotto e le Arti a Bologna al tempo di Bertrando Del Poggetto è la mostra che vivrà all’interno di Palazzo Ghisilardi , sede del Museo Civico Medievale, dal 3 dicembre 2005 fino al 28 marzo 2006. Un viaggio nella storia dimenticata del capoluogo emiliano che visse, in parte consapevolmente e in parte no, il destino di diventare sede papale: Bologna invece di Avignone.

Un viaggio attraverso un sogno, il sogno di Bertrando del Poggetto, cardinale, grande stratega e uomo di visione, legato papale e nipote di Papa Giovanni XXII, mandato in Italia dallo zio per risolvere i problemi temporali dello stato pontificio e trovare una soluzione all’esilio francese.

I bolognesi del Trecento hanno cercato di cancellare questo momento della loro storia, ma gli storici non hanno potuto dimenticare e in questa occasione si cercherà di rievocare la presenza di Bertrando del Poggetto a Bologna e i fasti di quei sette anni, dal 1327 al 1334, che avrebbero potuto sconvolgere la storia.

È questo periodo storico che la mostra intende raccontare, attraverso i segni e i frammenti di quel passato, perché la storia è un crogiuolo di fatti ed eventi, uomini e cose.

Bologna vive sette anni da metropoli

Gli artisti più ricercati e quotati dell’epoca vi lavorano: si tratta di Giotto, di Giovanni di Balduccio, i più grandi, e con loro una schiera di artisti meno noti ma sempre di altissimo livello. Artisti toscani e artisti bolognesi lavorano insieme.

La significativa presenza dei francesi alla corte di Bertrando, latori di influssi gotici d’oltralpe, aggiunge alla costruzione della avventura papale bolognese ulteriori impulsi e fascino, creando un unicum dagli effetti artistici esplosivi.

I cantieri aperti in città sono tanti, il fermento è ovunque.

Bologna e il mondo assistono alla prova generale di quello che sarà, pochi anni dopo, Avignone.

L’imperativo è sfarzo, lusso e magnificenza ovunque.

L’impresa di Bertrando, perciò, richiede danaro, tanto danaro, ed ecco le più floride famiglie di banchieri dalla toscana aprono in città filiali sempre più grandi e importanti.

Il danaro chiama danaro ed ecco giungere in città artigiani la cui maestria li rende unici e mercanti con merci capaci di soddisfare i palati più raffinati.

Il castello, pensato per essere il futuro palazzo papale, viene edificato a Porta Galliera, la porta che guarda a Nord, un chiaro segnale per l’Impero.

La città, già importante sede della più antica università al mondo, sotto l’impulso di Bertrando del Poggetto cresce e si modifica per prepararsi a un destino fulgido.

Ma Bertrando non ha tenuto conto dei bolognesi, abituati a decidere da sé il proprio destino, refrattari a chi viene a giocare in casa propria: Bertrando ha aumentato le tasse, messo i suoi uomini nei posti chiave del governo cittadino e cercato di riscrivere le normative comunali: questo è troppo.

L’assedio del Castello durò 11 giorni, la lotta fu senza speranza per i “francesi”, il castello fu poi in seguito anche raso al suolo per non lasciarne traccia.

Le preziose opere d’arte e le sfarzose suppellettili furono spartite fra le chiese del circondario e le case dei notabili e nobili bolognesi. I “francesi” furono ridicolizzati e defraudati di ogni cosa, tutti tranne Bertrando del Poggetto, cui fu concesso di allontanarsi con tutti i suoi beni.

L’assedio del castello iniziò il 17 marzo 1334 per concludersi con la fuga di Bertrando il 28 marzo (coincidendo con la chiusura la nostra mostra).

La mostra e le opere

Per far conoscere questa storia ai più, Massimo Medica (curatore della mostra e Direttore dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna) e Giancarlo Benevolo (co-curatore) stanno lavorando a un percorso di una cinquantina di opere provenienti da tutto il mondo, per dare riscontro di quello che fu quel momento storico. Il loro impegno è teso a recuperare quante più opere possibili appartenute a quel periodo bolognese e, dove non sarà possibile, a recuperare opere coeve capaci di testimoniarne lo sfarzo. Parte del percorso espositivo, inoltre, si completerà nelle sale permanenti del Museo Civico Medievale.

Fanno parte del Comitato Scientifico: Daniele Benati (Professore straordinario Università G. D’Annunzio, Chieti), Giancarlo Benevolo ( Referente Archivio Storico dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna), Enrico Castelnuovo ( già Professore ordinario Scuola Normale , Pisa), Elisabetta Cioni ( Professore associato Università degli Studi di Siena), Franco Faranda( Soprintendente per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini), Massimo Medica ( Direttore dei Musei dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna), Carl Brandon Strelke (Curator of the Jhon G. Johnson Collection and Philadelphia Museum of Art)

Altre iniziative

Verranno evidenziati, attraverso itinerari cittadini percorribili dai visitatori, i luoghi che segnarono quel periodo, fra cui un allestimento presso l’Autostazione, collocata esattamente dove sorgeva il castello. Sono quindi in preparazione eventi collaterali: una giornata di studi, un ciclo di conferenze con studiosi capaci di evocare con le loro parole e i loro racconti, il sentimento di quell’epoca. Momenti di spettacolo, il cui culmine sarà nel giorno della chiusura della mostra in coincidenza con l’anniversario della cacciata di Bertrando del Poggetto (per i più attenti e i più curiosi, ci piace ricordare essere l’alto prelato colto nel suo passaggio al castello/abbazia ne Il Nome della rosa di Umberto Eco).

Sono in definizione, in collaborazione con Bologna dei Musei, anche percorsi e attività di laboratorio per il pubblico più giovane (calendario dettagliato delle proposte collaterali sarà disponibile a breve)

Chi ha voluto e sostenuto il progetto

Il progetto di mostra è voluto dal Museo Civico Medievale, sezione dei tripartiti Musei Civici di Arte Antica, dal Comune di Bologna – Assessorato alla Cultura e Rapporti con l’Università insieme alla Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna e con la proficua collaborazione della Pinacoteca di Bologna e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Fra i primi ad appoggiare e sponsorizzare la mostra Giotto e le Arti a Bologna al tempo di Bertrando Del Poggetto va ricordata l’Autostazione di Bologna spa.

Numerose poi le aziende che hanno aderito alla iniziativa Adotta un’opera fra le prime: API – Associazione per la piccola e la media industria, CUP2000, IMA. Fra i sostenitori del progetto anche Progress Fine Art.

In virtù del legame storico particolare che lega Imola alla presenza di Bertrando sul territorio regionale, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola attiverà alcune iniziative parallele alla mostra bolognese.

Info:
MUSEO CIVICO MEDIEVALE – Via Alessandro Manzoni 4 (40121) – Bologna – +39 051203916 (info), +39 051232312 (fax), +39 051203930 (biglietteria); museiarteantica@comune.bologna.it; www.comune.bologna.it, www.giottoeleartiabologna.it
orario: da martedì a sabato 9-18.30; domenica e festivi infrasettimanali 10-18.30; chiuso: lunedì (feriali), 25 dicembre, 1 gennaio (possono variare, verificare sempre via telefono)
Catalogo: Silvana Editoriale

Fonte:Exibart on line

REGGIO EMILIA: VII edizione Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea Immagina a Reggio Emilia.

Immagina cresce ancora: in questa edizione oltre 12.000 mq. dei padiglioni fieristici, organizzati con allestimenti di grande eleganza, saranno dedicati all’ esposizione di opere d’ arte presentate da qualificate gallerie d’arte.

In questa edizione, in un padiglione appositamente organizzato, saranno inoltre organizzate due manifestazioni collaterali di particolare importanza: ‘Sculture nel Verde – Omaggio a Floriano Bodini’ e ‘Accademie a Confronto’.

Manifestazioni collaterali:

ACCADEMIE A CONFRONTO
Il progetto prevede di ospitare le opere dei migliori allievi che frequentano l’ ultimo anno di quatto Accademie italiane, in uno spazio di 440 mq. In questa edizione sono state invitate le Accademie di Bologna, Firenze, Carrara e Roma. Gli allievi selezionati dagli insegnati potranno esporre opere di pittura e di scultura. Con questa operazione ci proponiamo di dare visibilità ai giovani artisti che stanno per entrare nel mercato dell’ arte in un confronto tra metodi ed indirizzi che caratterizzano le diverse Accademie. Accademie a Confronto servirà anche a fare il punto sulla situazione delle Accademie in Italia e sulle possibilità lavorative dei giovani che si diplomano, con personalità di rilievo della cultura e della politica. in incontri ai quali parteciperanno i Direttori e gli allievi.

SCULTURE NEL VERDE
Omaggio a Floriano Bodini.
Nello spazio creato per le ‘SCULTURE NEL VERDE’, con la collaborazione del Museo Civico Bodini di Gemonio, verrà organizzata una mostra omaggio al grande scultore FLORIANO BODINI recentemente scomparso. Saranno esposte 25 sculture, alcune delle quali di grandi dimensioni, in un ambiente particolarmente suggestivo realizzato con verde e alberi, all’interno del padiglione ‘C’. Floriano Bodini (Gemonio, Varese, 1933 – Milano, 2005) Autore di fama internazionale, si forma nelle aule dell’Accademia di Brera dove si diploma in scultura ai corsi di Francesco Messina ed aderisce al movimento artistico del Realismo esistenziale, con opere ricche di vigore drammatico e comunicativo. La sua prima personale risale al 1958 presso la Galleria Amici delle Arti di Gallarate, presentato in catalogo dall’amico pittore Giuseppe Guerreschi. Nel 1962 è invitato alla XXXI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia ed espone sette opere, mentre nel 1965 partecipa alla IX Quadriennale di Roma. In questo stesso anno inizia a lavorare alla scultura dedicata al Papa Paolo VI, di cui realizza varie versioni da quella in legno del ’68 conservata nei Musei Vaticani, a quella in bronzo del ’86 eretta per il sacro Monte di Varese o in marmo del ’89 sita nel coro del Duomo di Milano. Lavori che testimoniano il rapporto fiducia stabilito con Paolo VI (già Giovanni Battista Montini) e il suo fedele segretario particolare monsignor Pasquale Macchi.

I ritratti di Bodini non si limitano alla sola rappresentazione del volto ma comprendono spesso tutta la figura oppure si ergono su busti o su complessi basamenti che riportano un’iconografia relativa all’identità e alla vita del personaggio rappresentato. Esemplari a questo riguardo sono i ritratti dedicati al proprio ambito familiare come quello realizzato al fratello (1964) e al padre (1965) o quello ispirato ai tratti della moglie Wanda intitolato Biografia inquieta di un personaggio femminile (1976). Tra le grandi opere pubbliche ricordiamo ancora una volta il monumento a Paolo VI al Sacro Monte di Varese (1986), che come afferma lo stesso Bodini, è una statua «ricca di simboli: Paolo VI con una mano ammonisce e con l’altra accoglie, il grande manto che scende fino a terra ricorda il sudario, le pecore sono un po’ smarrite ed una madre protegge il suo agnellino, la tazza rovesciata ricorda la fame nel mondo, il teschio rimanda alla morte che nelle meditazioni di questo Papa ricorre spesso, infine il mazzo di fiori è un omaggio di un fedele verso questo grande personaggio». A Loreto realizza l’ Altare Maggiore del Santuario della Santa Casa (1994) e a Rho l’Altare Maggiore del Santuario dell’Addolorata (1995). Altrettanto intenso è il suo interesse per l’insegnamento che lo vede nel 1977 all’Accademia di Brera con Cattedra di Tecnologia del Marmo, nel 1978 all’Accademia di Carrara con Cattedra di Scultura, poi Direttore fino al 1987 della stessa Accademia, e infine nel 1991 Presidente. Lascia l’insegnamento a Carrara per assumere la Cattedra di Scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt. Nel 2000, a cura del Comune di Gemonio, della Provincia di Varese, della Comunità Montana della Valcuvia, con intervento della Regione Lombardia, si completa e si inaugura a Gemonio il Museo Civico Floriano Bodini, con raccolte prevalentemente costituite da donazioni di Bodini, dedicate al Realismo esistenziale, alla grafica nazionale e internazionale, alla piccola scultura dell’Ottocento, al ritratto del Novecento.L’attività creativa di Bodini ha interessato i maggiori critici d’arte del suo tempo, tra i quali, Guido Ballo, Luigi Carluccio, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Antonio Del Guercio, Vittorio Fagone, Giorgio Mascherpa, Duilio Morosini, Carlo Pirovano, Carlo Ludovico Ragghianti, Franco Russoli, Luisa Somaini, Marco Valsecchi. Floriano Bodini s’è spento sabato 2 Luglio 2005.

Omaggio a Enzo Brunori
(1924-1993) con la presentazione del catalogo ragionato delle opere a cura del Prof. Enrico Crispolti.
Il giorno 10 Dicembre 2005 alle ore 15 nella sala delle conferenze della Fiera di Reggio Emilia si terrà una conferenza dal titolo ‘ACCADEMIE DI BELLE ARTI: Un mondo in trasformazione’Interverranno: Dott. Bruno Civello Direttore Generale AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale – Ministero dell’ Università e della ricerca Roma),Prof. Marco Baudinelli Direttore Accademia di Belle Arti di Carrara, Prof. Giuseppe Andreani Direttore Accademia di Belle Arti di Firenze, Prof. Gaetano Castelli Direttore Accademia di Belle Arti di Roma, Prof. Mauro Mazzali Direttore Accademia di Belle Arti di Bologna, Dott. Floriano De Santi Critico e Storico Dell’ Arte, Prof. Omar Galliani Artista ed Insegnante.

Info:
Immagina 2005 Arte moderna e contemporanea in Fiera – 8/12 dicembre 2005
Orario di apertura al pubblico: Giovedì 8 – Venerdì 9 – Sabato 10 – Domenica 11 dalle ore 10 alle ore 20. Lunedì 12 dalle ore 10 alle ore 15
Ingresso: euro 7,00
Direttore Organizzativo ed Artistico Renzo Mezzacapo
Fiere di Reggio Emilia – Via Filangieri, 15 – 42100 – Reggio Emilia
Tel. 0522/503511; e-mail: info@fierereggioemilia.it – gallcom@interfree.it

Fonte:Exibart on line

PIACENZA: Un altro Ottocento. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana.

Si espone una ricca selezione (quarantaquattro dipinti) di una raccolta oltrepadana, costituitasi nel corso degli ultimi vent’anni.

La Galleria Ricci Oddi di Piacenza è nata dalla passione collezionistica di un uomo, Giuseppe Ricci Oddi appunto (1868-1937) che dedicò tutte le sue energie e impiegò le sue cospicue sostanze per la costituzione di una imponente raccolta d’arte moderna, dall’Ottocento romantico ai suoi tempi, per donarla poi nel 1924 alla sua città, facendo costruire l’edifico destinato ad ospitarla.

Un esempio straordinario, dunque, di mecenatismo. Ci troviamo infatti di fronte al caso di un collezionista che coerentemente persegue un progetto culturale e lo realizza, pur se tra mille difficoltà, dedicandogli le energie intellettuali e le risorse economiche di una vita.

La Ricci Oddi sembra dunque il contenitore ideale per ospitare una serie di mostre dedicate alle grandi collezioni private dei nostri giorni, creando così l’occasione per riflettere sul tema del collezionismo, un fenomeno in qualche modo misterioso, e per ammirare una serie di importanti dipinti, alcuni noti, altri poco visti, rari o addirittura inediti.

Il punto di partenza di questo percorso è Un altro Ottocento. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana, che si tiene alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi dal 3 dicembre 2005 sino al 25 giugno 2006 e in cui si espone una ricca selezione (quarantaquattro dipinti) di una raccolta oltrepadana, costituitasi nel corso degli ultimi vent’anni. La raccolta, di straordinaria qualità, si connota per la presenza di alcuni capolavori del nostro Ottocento, definito in questa sede “altro” perché varie opere in mostra escono dalla produzione corrente dei loro autori.

In mostra opere come il Ritratto di donna di Antonio Mancini (1876-1878), in cui la modella si trasforma in un’immagine drammatica e sensuale, da Seicento napoletano, o l’opera più significativa di Pietro Pajetta, I cantastorie, del 1880 circa, di un realismo assoluto e partecipato, capace di far rivivere la scena di genere con un’efficacia che raramente si rintraccia nella pittura del nostro Ottocento. Fiore reciso, poi, di Giuseppe Pellizza da Volpedo, è un’opera probabilmente superiore alla versione conservata al Museo d’Orsay di Parigi, perché il segno grafico consente una leggerezza, nella resa delle figure, che trasferisce il soggetto su un piano più astratto, quasi irreale.

Ma gli appassionati dei vari generi della pittura ottocentesca potranno trovare nella raccolta esposta alla Ricci Oddi esempi di rilievo: così ci sono paesaggi veneti e lombardi, soggetti orientalisti, ritratti icastici e sensibilissimi (ancora Pellizza da Volpedo, Daniele Ranzoni, Pio Sanquirico), scene di un patetismo convincente, privo di retorica (Arnaldo Ferraguti), esempi di un nostrano, appassionato decadentismo (la femme fatale di Luigi Conconi), prove di arte sociale (Plinio Nomellini, qui presente con un’opera capitale quale Sciopero, del 1889).

Al visitatore è consentito dunque un viaggio all’interno della pittura dell’Ottocento italiano e, allo stesso modo, un incontro interessantissimo con le scelte e i riti del collezionismo.

La collezione oltrepadana viene esposta nel grande salone d’onore e lungo il corridoio centrale della Ricci Oddi, con un allestimento che ne valorizza la specificità e che al tempo stesso permette di confrontare le opere temporaneamente esposte con quelle riunite dal collezionista piacentino.

Info:
GALLERIA D’ARTE MODERNA RICCI ODDI – Via San Siro 13 (29100) – +39 0523335253
Fino al 25 giugno 2006
orario: tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (possono variare, verificare sempre via telefono).
biglietti: 4 € intero, 3 € ridotto
editore: SKIRA
curatori: Stefano Fugazza, Alda Guarnaschelli, Paul Nicholls
autori: Luigi Conconi, Emilio Longoni, Antonio Mancini, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Daniele Ranzoni, Giulio Aristide Sartorio, Cesare Tallone.

Fonte:Exibart on line

LUCCA: Executive-Master per manager in progettazione e organizzazione culturale.

Viene proposto dalla Scuola delle Autonomie Locali di Lucca (SAL – www.sal.it), in collaborazione con i direttori della collana ‘Pubblico, professioni e luoghi della cultura’, della Casa Editrice Franco Angeli.

Il Master è rivolto ai professionisti della pubblica amministrazione che si occupano dell’organizzazione di eventi e politiche culturali e, più in generale, a coloro che operano nel settore della cultura a favore di Musei, Fondazioni, Istituzioni e Associazioni culturali.

Il Master si terrà a Lucca a partire dal 17 febbraio 2006, per nove fine-settimana (venerdì pomeriggio e sabato) non successivi.

Info:
Sito internet http://www.salmaster.it oppure segreteria SAL (via San Concordio 135, 55100 Lucca; tel. 0583-583385; fax 0583-583366; e-mail: formazione@sal.it )

Email: http://www.sal.it