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REGGIO EMILIA: VII edizione Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea Immagina a Reggio Emilia.

Immagina cresce ancora: in questa edizione oltre 12.000 mq. dei padiglioni fieristici, organizzati con allestimenti di grande eleganza, saranno dedicati all’ esposizione di opere d’ arte presentate da qualificate gallerie d’arte.

In questa edizione, in un padiglione appositamente organizzato, saranno inoltre organizzate due manifestazioni collaterali di particolare importanza: ‘Sculture nel Verde – Omaggio a Floriano Bodini’ e ‘Accademie a Confronto’.

Manifestazioni collaterali:

ACCADEMIE A CONFRONTO
Il progetto prevede di ospitare le opere dei migliori allievi che frequentano l’ ultimo anno di quatto Accademie italiane, in uno spazio di 440 mq. In questa edizione sono state invitate le Accademie di Bologna, Firenze, Carrara e Roma. Gli allievi selezionati dagli insegnati potranno esporre opere di pittura e di scultura. Con questa operazione ci proponiamo di dare visibilità ai giovani artisti che stanno per entrare nel mercato dell’ arte in un confronto tra metodi ed indirizzi che caratterizzano le diverse Accademie. Accademie a Confronto servirà anche a fare il punto sulla situazione delle Accademie in Italia e sulle possibilità lavorative dei giovani che si diplomano, con personalità di rilievo della cultura e della politica. in incontri ai quali parteciperanno i Direttori e gli allievi.

SCULTURE NEL VERDE
Omaggio a Floriano Bodini.
Nello spazio creato per le ‘SCULTURE NEL VERDE’, con la collaborazione del Museo Civico Bodini di Gemonio, verrà organizzata una mostra omaggio al grande scultore FLORIANO BODINI recentemente scomparso. Saranno esposte 25 sculture, alcune delle quali di grandi dimensioni, in un ambiente particolarmente suggestivo realizzato con verde e alberi, all’interno del padiglione ‘C’. Floriano Bodini (Gemonio, Varese, 1933 – Milano, 2005) Autore di fama internazionale, si forma nelle aule dell’Accademia di Brera dove si diploma in scultura ai corsi di Francesco Messina ed aderisce al movimento artistico del Realismo esistenziale, con opere ricche di vigore drammatico e comunicativo. La sua prima personale risale al 1958 presso la Galleria Amici delle Arti di Gallarate, presentato in catalogo dall’amico pittore Giuseppe Guerreschi. Nel 1962 è invitato alla XXXI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia ed espone sette opere, mentre nel 1965 partecipa alla IX Quadriennale di Roma. In questo stesso anno inizia a lavorare alla scultura dedicata al Papa Paolo VI, di cui realizza varie versioni da quella in legno del ’68 conservata nei Musei Vaticani, a quella in bronzo del ’86 eretta per il sacro Monte di Varese o in marmo del ’89 sita nel coro del Duomo di Milano. Lavori che testimoniano il rapporto fiducia stabilito con Paolo VI (già Giovanni Battista Montini) e il suo fedele segretario particolare monsignor Pasquale Macchi.

I ritratti di Bodini non si limitano alla sola rappresentazione del volto ma comprendono spesso tutta la figura oppure si ergono su busti o su complessi basamenti che riportano un’iconografia relativa all’identità e alla vita del personaggio rappresentato. Esemplari a questo riguardo sono i ritratti dedicati al proprio ambito familiare come quello realizzato al fratello (1964) e al padre (1965) o quello ispirato ai tratti della moglie Wanda intitolato Biografia inquieta di un personaggio femminile (1976). Tra le grandi opere pubbliche ricordiamo ancora una volta il monumento a Paolo VI al Sacro Monte di Varese (1986), che come afferma lo stesso Bodini, è una statua «ricca di simboli: Paolo VI con una mano ammonisce e con l’altra accoglie, il grande manto che scende fino a terra ricorda il sudario, le pecore sono un po’ smarrite ed una madre protegge il suo agnellino, la tazza rovesciata ricorda la fame nel mondo, il teschio rimanda alla morte che nelle meditazioni di questo Papa ricorre spesso, infine il mazzo di fiori è un omaggio di un fedele verso questo grande personaggio». A Loreto realizza l’ Altare Maggiore del Santuario della Santa Casa (1994) e a Rho l’Altare Maggiore del Santuario dell’Addolorata (1995). Altrettanto intenso è il suo interesse per l’insegnamento che lo vede nel 1977 all’Accademia di Brera con Cattedra di Tecnologia del Marmo, nel 1978 all’Accademia di Carrara con Cattedra di Scultura, poi Direttore fino al 1987 della stessa Accademia, e infine nel 1991 Presidente. Lascia l’insegnamento a Carrara per assumere la Cattedra di Scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt. Nel 2000, a cura del Comune di Gemonio, della Provincia di Varese, della Comunità Montana della Valcuvia, con intervento della Regione Lombardia, si completa e si inaugura a Gemonio il Museo Civico Floriano Bodini, con raccolte prevalentemente costituite da donazioni di Bodini, dedicate al Realismo esistenziale, alla grafica nazionale e internazionale, alla piccola scultura dell’Ottocento, al ritratto del Novecento.L’attività creativa di Bodini ha interessato i maggiori critici d’arte del suo tempo, tra i quali, Guido Ballo, Luigi Carluccio, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Antonio Del Guercio, Vittorio Fagone, Giorgio Mascherpa, Duilio Morosini, Carlo Pirovano, Carlo Ludovico Ragghianti, Franco Russoli, Luisa Somaini, Marco Valsecchi. Floriano Bodini s’è spento sabato 2 Luglio 2005.

Omaggio a Enzo Brunori
(1924-1993) con la presentazione del catalogo ragionato delle opere a cura del Prof. Enrico Crispolti.
Il giorno 10 Dicembre 2005 alle ore 15 nella sala delle conferenze della Fiera di Reggio Emilia si terrà una conferenza dal titolo ‘ACCADEMIE DI BELLE ARTI: Un mondo in trasformazione’Interverranno: Dott. Bruno Civello Direttore Generale AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale – Ministero dell’ Università e della ricerca Roma),Prof. Marco Baudinelli Direttore Accademia di Belle Arti di Carrara, Prof. Giuseppe Andreani Direttore Accademia di Belle Arti di Firenze, Prof. Gaetano Castelli Direttore Accademia di Belle Arti di Roma, Prof. Mauro Mazzali Direttore Accademia di Belle Arti di Bologna, Dott. Floriano De Santi Critico e Storico Dell’ Arte, Prof. Omar Galliani Artista ed Insegnante.

Info:
Immagina 2005 Arte moderna e contemporanea in Fiera – 8/12 dicembre 2005
Orario di apertura al pubblico: Giovedì 8 – Venerdì 9 – Sabato 10 – Domenica 11 dalle ore 10 alle ore 20. Lunedì 12 dalle ore 10 alle ore 15
Ingresso: euro 7,00
Direttore Organizzativo ed Artistico Renzo Mezzacapo
Fiere di Reggio Emilia – Via Filangieri, 15 – 42100 – Reggio Emilia
Tel. 0522/503511; e-mail: info@fierereggioemilia.it – gallcom@interfree.it

Fonte:Exibart on line

PIACENZA: Un altro Ottocento. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana.

Si espone una ricca selezione (quarantaquattro dipinti) di una raccolta oltrepadana, costituitasi nel corso degli ultimi vent’anni.

La Galleria Ricci Oddi di Piacenza è nata dalla passione collezionistica di un uomo, Giuseppe Ricci Oddi appunto (1868-1937) che dedicò tutte le sue energie e impiegò le sue cospicue sostanze per la costituzione di una imponente raccolta d’arte moderna, dall’Ottocento romantico ai suoi tempi, per donarla poi nel 1924 alla sua città, facendo costruire l’edifico destinato ad ospitarla.

Un esempio straordinario, dunque, di mecenatismo. Ci troviamo infatti di fronte al caso di un collezionista che coerentemente persegue un progetto culturale e lo realizza, pur se tra mille difficoltà, dedicandogli le energie intellettuali e le risorse economiche di una vita.

La Ricci Oddi sembra dunque il contenitore ideale per ospitare una serie di mostre dedicate alle grandi collezioni private dei nostri giorni, creando così l’occasione per riflettere sul tema del collezionismo, un fenomeno in qualche modo misterioso, e per ammirare una serie di importanti dipinti, alcuni noti, altri poco visti, rari o addirittura inediti.

Il punto di partenza di questo percorso è Un altro Ottocento. Gusto e cultura in una quadreria oltrepadana, che si tiene alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi dal 3 dicembre 2005 sino al 25 giugno 2006 e in cui si espone una ricca selezione (quarantaquattro dipinti) di una raccolta oltrepadana, costituitasi nel corso degli ultimi vent’anni. La raccolta, di straordinaria qualità, si connota per la presenza di alcuni capolavori del nostro Ottocento, definito in questa sede “altro” perché varie opere in mostra escono dalla produzione corrente dei loro autori.

In mostra opere come il Ritratto di donna di Antonio Mancini (1876-1878), in cui la modella si trasforma in un’immagine drammatica e sensuale, da Seicento napoletano, o l’opera più significativa di Pietro Pajetta, I cantastorie, del 1880 circa, di un realismo assoluto e partecipato, capace di far rivivere la scena di genere con un’efficacia che raramente si rintraccia nella pittura del nostro Ottocento. Fiore reciso, poi, di Giuseppe Pellizza da Volpedo, è un’opera probabilmente superiore alla versione conservata al Museo d’Orsay di Parigi, perché il segno grafico consente una leggerezza, nella resa delle figure, che trasferisce il soggetto su un piano più astratto, quasi irreale.

Ma gli appassionati dei vari generi della pittura ottocentesca potranno trovare nella raccolta esposta alla Ricci Oddi esempi di rilievo: così ci sono paesaggi veneti e lombardi, soggetti orientalisti, ritratti icastici e sensibilissimi (ancora Pellizza da Volpedo, Daniele Ranzoni, Pio Sanquirico), scene di un patetismo convincente, privo di retorica (Arnaldo Ferraguti), esempi di un nostrano, appassionato decadentismo (la femme fatale di Luigi Conconi), prove di arte sociale (Plinio Nomellini, qui presente con un’opera capitale quale Sciopero, del 1889).

Al visitatore è consentito dunque un viaggio all’interno della pittura dell’Ottocento italiano e, allo stesso modo, un incontro interessantissimo con le scelte e i riti del collezionismo.

La collezione oltrepadana viene esposta nel grande salone d’onore e lungo il corridoio centrale della Ricci Oddi, con un allestimento che ne valorizza la specificità e che al tempo stesso permette di confrontare le opere temporaneamente esposte con quelle riunite dal collezionista piacentino.

Info:
GALLERIA D’ARTE MODERNA RICCI ODDI – Via San Siro 13 (29100) – +39 0523335253
Fino al 25 giugno 2006
orario: tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (possono variare, verificare sempre via telefono).
biglietti: 4 € intero, 3 € ridotto
editore: SKIRA
curatori: Stefano Fugazza, Alda Guarnaschelli, Paul Nicholls
autori: Luigi Conconi, Emilio Longoni, Antonio Mancini, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Daniele Ranzoni, Giulio Aristide Sartorio, Cesare Tallone.

Fonte:Exibart on line

LUCCA: Executive-Master per manager in progettazione e organizzazione culturale.

Viene proposto dalla Scuola delle Autonomie Locali di Lucca (SAL – www.sal.it), in collaborazione con i direttori della collana ‘Pubblico, professioni e luoghi della cultura’, della Casa Editrice Franco Angeli.

Il Master è rivolto ai professionisti della pubblica amministrazione che si occupano dell’organizzazione di eventi e politiche culturali e, più in generale, a coloro che operano nel settore della cultura a favore di Musei, Fondazioni, Istituzioni e Associazioni culturali.

Il Master si terrà a Lucca a partire dal 17 febbraio 2006, per nove fine-settimana (venerdì pomeriggio e sabato) non successivi.

Info:
Sito internet http://www.salmaster.it oppure segreteria SAL (via San Concordio 135, 55100 Lucca; tel. 0583-583385; fax 0583-583366; e-mail: formazione@sal.it )

Email: http://www.sal.it

COURMAYEUR (Ao): Alessandro Poma (1874-1960) – Colori e natura di Courmayeur.

Dal 27 dicembre 2005 al 9 gennaio 2006 (Tutti i giorni, orario 10,30 / 12,00 – 15,30 / 19,00)
Sala Mostre del Comune di Courmayeur.

L’artista, attivo a Roma fin dal 1899 alla scuola di Giulio Aristide Sartorio, intorno agli anni ’20 cominciò a frequentare Courmayeur in Valle d’Aosta, per poi trasferirvisi definitivamente dopo il 1930. Alessandro Poma ha lasciato una vasta produzione di opere ad olio e pastello presentate già dal 1896 alle esposizioni delle Promotrici di Torino e Roma. Alla sua morte nel 1960 i quadri sono stati dispersi tra gli eredi in Italia e all’estero. Solo adesso, dopo circa 50 anni, è possibile radunare un consistente numero di opere e avviare uno studio storico critico.

Non sono tanti i pittori che si inseriscono a pieno titolo nel filone della grande arte italiana tra XIX e XX secolo. Poma è uno di questi! La sua dimensione artistica si impone per la “forte scintilla interiore” che anima la sua pittura e per aver ereditato quella lezione di modernità che la felice stagione di Fontanesi, prima, e del suo maestro Lorenzo Delleani, poi, aveva lasciato come segno del prepotente rinnovamento artistico di quel periodo.

La mostra è promossa dall’Associazione A.R.V.A.P.P. (Associazione Ricerca Valorizzazione Artisti Pittori Piemontesi) Onlus, di Torino, che istituzionalmente si prefigge di far conoscere artisti piemontesi la cui notorietà od apprezzamento – per avversità, casualità, vicende private od altro – non renda merito al loro effettivo valore.

L’esposizione é la prima delle iniziative previste per proporre al pubblico ed alla critica le opere di un artista che per sua personale scelta volle restare nell’ombra, pur sicuro del suo genio. Mostra curata da Maria Luisa Reviglio della Veneria.

Presentazione della mostra: Aosta, 6 dicembre 2005, ore 16,30, Sala della Biblioteca Regionale Via Torre del lebbroso 2:
Torino, 13 dicembre 2005, ore 17,30, Sala Centro Servizi V.S.S.P. – Via Giolitti 21, secondo piano, con il patrocinio di Regione Autonoma Valle d’Aosta, Comune di Courmayeur, con il contributo di Credit Suisse (Italy), con la partecipazione di UNI.VO.C.A. Unione Volontari Culturali Associati.

Info:tel. cell. 338 5073099 (Lodovico Berardi Presidente Ass. A.R.V.A.P.P. Onlus), 333 3670926 (Maria Luisa Reviglio della Veneria).

Una presentazione dell’artista si trova in Auditorium, alla pagina:
Maria Luisa REVIGLIO della VENERIA: Alessandro Poma (1874-1960)

TORINO: Buttiglione in visita a Stupinigi – Prezioso lavoro di recupero dei carabinieri.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Rocco Buttiglione, accompagnato dal Generale di Brigata Ugo Zottin, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha inaugurato a Torino la Mostra sugli Inuit e i popoli del ghiaccio presso il Museo Regionale di Scienze Naturali.

Il ministro ha voluto approfittare della circostanza per visionare nella Palazzina di caccia di Stupinigi gli importanti arredi recuperati recentemente dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino nel corso di attività investigativa condotta in collaborazione con il Comando Provinciale Carabinieri e la Squadra Mobile della Polizia di Stato di Torino.

“L’Italia – ha detto Buttiglione – è orgogliosa dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, un corpo che ci invidiano in molti paesi. Spesso quando vado all’estero mi chiedono accordi di collaborazione per esportare le capacità investigative dei nostri Carabinieri.

L’ottimo lavoro fatto a Stupinigi è solo l’ultimo anello di una catena ormai consolidata nel tempo”.

Il ministro si è poi intrattenuto con i militari complimentandosi personalmente con loro.

Link: http://www.beniculturali.it/news/comunicati/dettagliocomunicati.asp?Id=2036

Fonte:Ministero per i Beni Culturali