Archivi autore: Amministratore

TORINO: Corti e Città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali.

Palazzo Madama riapre le sue porte alla città di Torino –tra il 23 dicembre e il 15 gennaio 2006- per presentare i risultati degli interventi nelle sale destinate ad accogliere le raccolte del Museo Civico d’Arte Antica.

A partire dal 16 gennaio il Palazzo diverrà sede di rappresentanza del Comitato Olimpico Internazionale; successivamente prenderanno avvio i nuovi cantieri per l’allestimento del Museo, che riaprirà definitivamente il 20 ottobre 2006.

Dal 7 febbraio sarà comunque possibile visitare una selezione delle raccolte medievali, nella mostra ‘Corti e Città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali’, allestita nelle sale della Palazzina della Promotrice di Belle Arti e realizzata dalla Fondazione Torino Musei e dalla Fondazione CRT.

Palazzo Madama, grazie a un progetto pluriennale di recupero, si presenta oggi con un’ossatura impiantistica – illuminazione, sicurezza, climatizzazione – completamente nuova, in grado di rispondere alle moderne esigenze di fruizione. Le stanze, trasformate e ridecorate tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, sono tornate a splendere attraverso la preziosa trama di stucchi, affreschi e arredi riemersi da un lungo lavoro di restauro.

In quelle di più alta rappresentanza – Camera di Madama Reale, Quattro Stagioni, Sala Feste e Sala Guidobono – è allestita una parte della quadreria del Museo Civico d’Arte Antica, con cinquanta opere di importanti artisti piemontesi e italiani, tra cui Jan Miel, Giovanni Battista Crosato, Giacomo Ceruti, Agostino Masucci, Giovanni Paolo Pannini, Sebastiano Conca, Vittorio Amedeo Cignaroli.

Info:
Visite a Palazzo Madama dal 23 dicembre 2005 al 15 gennaio 2006
Torino, Palazzo Madama – Piazza Castello
0rari: tutti i giorni 10-19, festività incluse – ingresso gratuito
011 – 44 29 921 – www.palazzomadamatorino.it

“Corti e Città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali’ dal 7 febbraio al 14 maggio 2006Torino, Palazzina della Promotrice di Belle Arti – viale Crivelli 11
tel 011. 6599657- 011. 6599742

Link: http://www.palazzomadamatorino.it

Fonte:Exibart on line

Elda BIGGI: Monasterium de Vivo Fonte. Le pergamene medievali di San Paolo fuori le Mura in Roma.

I monaci Cistercensi hanno fatto di un territorio paludoso e selvaggio un centro di civiltà, segnando la nascita di Fontevivo come realtà urbana. E’ evidente che l’Abbazia dedicata alla Madonna e a San Bernardo, sia ancora oggi il centro del Comune, con il suo complesso conventuale che fu trasformato dai Farnese in Collegio dei Nobili.

L’Amministrazione Comunale di Fontevivo, dal 1999 ha, iniziato una serie di attività promozionali affinché l’identità del centro storico venisse percepita dalla popolazione e diventasse esperienza viva.

In questo quadro si inserisce la pubblicazione di Elda Biggi collaboratrice con l’Università di Parma che ha ricostruito la storia medievale di Fontevivo e ne ha pubblicato i documenti più importanti conservati oggi nel monastero Benedettino di S.Paolo fuori le Mura in Roma. Il volume, intitolato “Monasterium de Vivo Fonte. Le pergamene medievali di San Paolo fuori le Mura in Roma”, con una prefazione di Ezio Barbieri, docente dell’Univesità di Pavia e alla scuola di Archivistica dell’Archivio di Stato di Parma, è stato presentato presso il complesso abbaziale di Fontevivo.

La manifestazione è stata promossa dal Comune di Fontevivo dalla Provincia di Parma e dall’Archivio di Stato di Parma, i cui rappresentanti hanno firmato le introduzioni istituzionali,ma in realtà, in un certo senso, è stata la popolazione stessa di Fontevivo a sollecitarla, poiché nel maggio 2004 una delegazione con due pulmann ha visitato la basilica di S. Paolo fuori le Mura, che dai primi del ‘500 all’epoca ducale, fu responsabile delle proprietà Cistercensi parmensi, proprio per vedere le pergamene fontevivesi. Un nutrito gruppo di cittadini ha permesso anche la stampa del volume, edito dallo studio Guidotti, sottoscrivendo una prenotazione di cui è dato conto nella tabula amicorum, tabella degli amici, che apre l’opera.

Hanno presentato il volume Dom. Edmund Power, abate di San Paolo fuori le mura in Roma, Marzio Dall’Acqua, direttore dell’Archivio di Stato di Parma e Ezio Barbieri dell’Università degli Studi di Pavia.

Sommario:

– Il Monastero Cistercense di S. Maria di Fontevivo;
– L’Archivio di San Paolo fuori le Mura in Roma e il fondo archivistico del Monastero di S. Maria Fontis Vivi apud Parmam;
– I Cistercensi di Fontevivo ed i rapporti con la chiesa romana, i vescovi e con il potere temporale;
– Il Monastero cistercense di Fontevivo tra XIII e XV secolo: la gestione del patrimonio fondiario, la controversa questione dei diritti sull’Ospedale Pontis Taronis e la decadenza bassomedievale.

Appendice dei documenti medievali:

– I documenti di autorità pubbliche laiche ed ecclesiastiche;
– I documenti relativi ai possessi fondiari, all’Ospedale Pontis Taronis e alla Visitatio dell’Abate di Citeaux.

Elenco pergamene.

Salvatore SETTIS: Iconografia dell’arte italiana 1100-1500: una linea.

Si ripropone in un volume a sé Iconografia dell’arte italiana, 1100-1500: una linea, un saggio che apparve per la prima volta nel 1979 all’interno della Storia dell’arte italiana Einaudi, raccogliendo stimoli della migliore storiografia europea e aprendo anche in Italia nuove prospettive critiche e di ricerca.

Scartando la trattazione diacronica e le partizioni tradizionali, Salvatore Settis si pone il problema del contesto culturale entro il quale si muove l’artista, interrogandosi sul ruolo che esso deve occupare nell’interpretazione dell’opera d’arte. Se per l’idealismo a lungo dominante nel nostro Paese, tale contesto costituiva soltanto lo sfondo, e se la storia della cultura e la storia dell’arte dovevano restare ben distinte, Settis invece affronta proprio la trama che riannoda le opere d’arte alla loro realtà storica, sondando casi ed episodi precisi del panorama italiano tra Medioevo e Rinascimento. Accanto alla figura dell’artista compaiono dunque – e non in secondo piano, ma in una interazione dialettica – committenti e pubblico: l’iconografia, gli aspetti stilistici, i meccanismi di lettura dell’opera d’arte vengono affrontati in funzione delle attese degli osservatori e delle reazioni che in essi si desidera suscitare.

Settis riesce cosí a ritrarre la complessità e la ricchezza dell’esperienza estetica dei protagonisti di un periodo di straordinaria importanza nella storia dell’arte occidentale, conducendo anche l’osservatore odierno attraverso i percorsi di quattro secoli di tradizione figurativa, in cui si intrecciano continuamente devozione popolare e pensiero teologico, innovazione artistica e rapporto con l’antico, immagine e testo.

2005 – Piccola Biblioteca Einaudi Ns – pp. XXX-146 – 22 – ISBN 8806175408

Indice:
Introduzione di Claudio Franzoni. – I. Pictura loquitur. – II. Secundum typicam figuram. – III. Litterae laicorum. – IV. Ut populus ad ecclesiam trahatur. – V. Tempus veritatis. – VI. Non tener pur ad un loco la mente. – VII. Come pintor che con essemplo pinga. – Bibliografia. – Indice dei nomi.

Autore: Salvatore Settis

VENEZIA: Tintoretto il ciclo di Santa Caterina e la Quadreria del Palazzo Patriarcale.

La mostra in corso al Museo Diocesano di Arte Sacra di Venezia appassiona il pubblico di grandi e piccoli, studiosi ed estimatori. Sono ora a disposizione dei visitatori iniziative didattiche e di approfondimento.

Il Museo Diocesano di Venezia, ospita la quadreria del Palazzo Patriarcale, eccezionalmente in mostra in occasione del restauro del palazzo. La collezione raccoglie opere dal Quattrocento all’Ottocento e l’allestimento intende ricreare le sale del Palazzo. Fra i numerosi dipinti, emerge il ciclo di tele sulle Storie di Santa Caterina, narrate con la tecnica appassionata e lo stile didascalico del Tintoretto, aiutato dalla bottega ed in particolare dai figli.

Il ciclo, datato 1582-1585, nella sua collocazione originaria sulle pareti del presbiterio della chiesa di Santa Caterina, articolava il significato della pala sull’altare maggiore, Le Nozze Mistiche di Santa Caterina del Veronese.

Il ciclo è riproposto nella sua completezza ed è la prima volta che viene reso fruibile al pubblico da quando fu rimosso dal contesto originario. Oltre alle opere in rassegna trovano spazio espositivo i ritratti di alcuni illustri inquilini del Palazzo. Della grande collezione di ritratti di tutti i Patriarchi veneziani e Papi, sono state scelte le immagini dei tre Patriarchi del secolo scorso divenuti in seguito Pontefici: Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I.

Il Museo Diocesano offre inoltre una serie di iniziative didattiche indirizzate alle scuole e alle diverse realtà educative con lo scopo di introdurre all’arte sacra e a sviluppare gli aspetti educativi legati all’arte e alle arti applicate.

Il progetto prevede due sezioni: visite guidate e laboratorio di iconografia e lettura dell’immagine. Va segnalata, infine, l’importante iniziativa Famiglie in mostra – una domenica insieme tra arte e gioco, con cui il Museo Diocesano ha inteso unire percorsi guidati tra le opere e attività creative in laboratorio con attività didattiche finalizzate al coinvolgimento personale dei bambini e dei genitori. L’arte per i bambini è stimolare lo spirito e l’osservazione, lo stupore, la sensibilità, la curiosità, l’amore per la bellezza, è imparare quindi un nuovo sguardo sul mondo: un pomeriggio di festa, di riposo, di incontro, di curiosità, di meraviglia.

Info:

fino a domenica 30 luglio 2006, al Museo Diocesano di Arte Sacra – Venezia – Chiostro di Sant’Apollonia, Castello 4312

Info:
ore 10,00-18,00 (ch. biglietteria 17,30)
biglietto: intero € 8, ridotto € 6, scuole € 3; chiostro € 1.

Tel. 041 5229166

Link: http://www.museodiocesanovenezia.it

Email: museodiocesano@patriarcato.venezia.it

Fonte:CulturalWeb

TREVI (Pg): G I N N A S I O P R O J E C T W I N D O W – Vetrina internazionale della giovane arte.

GINNASIO PROJECT WINDOW Vetrina internazionale della giovane arte è una rassegna d’arte contemporanea composta da una serie di mostre personali, che si alterneranno mensilmente per tutto il 2006.

Il progetto, ideato in collaborazione con il Comune di Trevi, rivolge uno sguardo attento al presente, creando uno spazio di promozione culturale inedito e sperimentale. La sede dell’evento infatti, è ricavata da un vecchio negozio riadattato per l’occasione, la cui vetrina si apre sulla centralissima piazza Mazzini. Oltretutto, la sua collocazione in un contesto storico, ne fa un luogo simbolico che rappresenta al meglio la politica culturale del Comune di Trevi, indirizzata a coniugare l’attualità con la tradizione. La vetrina, rendendo costantemente visibili dall’esterno le mostre, avrà la duplice valenza di attivare sia la curiosità della cittadinanza, sia quella di visitatori casuali. Infine, i lavori esposti, confrontandosi con le suggestioni dello spazio, lo modificheranno interpretandolo di volta in volta, attribuendogli un valore aggiunto, “ambientale”, in grado di arricchire la pluralità dei linguaggi artistici mediante un nuovo coefficiente, di ordine atmosferico.

Quella di Fabrizio Segaricci (Magione PG, 1968) è la mostra chiamata ad inaugurare GINNASIO PROJECT WINDOW. Come scrive Mara Predicatori nel testo di presentazione alla mostra: “Abbandonata momentaneamente la pittura, nelle sue ultime opere Fabrizio Segaricci si rivolge al video, alla foto digitale, al disegno. Soldatini di plastica, biglie in plastilina, una piccola macchina a molla sono i protagonisti di questi nuovi lavori. Si tratta di giochi comuni che solleticano le corde di una memoria personale, intima e melanconica. Ma dietro le storie minime che questi ninnoli sembrano evocare, trapela una forte carica concettuale, intrisa di umori sociali e questioni storiche. Segaricci, infatti, mediante calibrati giochi di colore, ritmo e sequenze, lascia che sia la silenziosa eloquenza della forma a dichiarare le aberrazioni del presente. E su questa alchimia che trasforma il gioco in impegno, il privato in pubblico, l’arte arriva a conciliare le due anime contraddittorie della nostra epoca: quella intorpidita da un individualismo imperante e quella invece consapevole del proliferare di questioni “globali””.

Il progetto, ideato da Maurizio Coccia in collaborazione con il Comune di Trevi ed a cura di Matilde Martinetti e Mara Predicatori, sarà visibile fino all’8 gennaio 2006.

INFO:

Orario: dal martedì alla domenica, dalle 15,00 alle 19,00. Lunedì chiuso.
Date: 18 dicembre 2005 – 8 gennaio 2006
Sede espositiva: piazza Mazzini 4, Trevi (PG)
Ideazione e coordinamento: Maurizio Coccia
Curatela: Matilde Martinetti e Mara Predicatori
Artista: Fabrizio Segaricci

Trevi Flash Art Museum Of International Contemporary Art – Palazzo Lucarini – 06039 Trevi (PG),
tel. +39 0742/381021, fax +39 0742/386956

Email: tfam@flashartonline.com